3.31.2008

 

Lettera di una madre a giuliano ferrara

Caro Dott. Ferrara,

ultimamente Lei sta promuovendo una forte campagna a favore della vita tramite la rivisitazione della legge 194.

Mi sembra di capire che, sostanzialmente, lei afferma fortemente il principio secondo il quale una donna dovrebbe essere fondamentalmente propensa a generare vita piuttosto che a donare morte.

Ebbene, io sono una di quelle che, fra le due opportunità, ha optato per la prima.

Tenterò di illustrale, brevemente, la mia situazione: " Sono Madre di due bambini, Sara e Roberto, rispettivamente di 14 e 11 anni .

I due bambini sono portatori, sin dalla nascita, di handicap grave(OLIGOFRENIA, LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100%, io e mio marito Carlo, percepiamo un totale di 800 euro al mese quale indennità d'accompagnamento. Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati pseudo servizi d'assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel nostro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: " 1- ter)......... a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi d'aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia".

L'esclamazione mi pare d'obbligo: "ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!". Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato, la pretesa mi sembra, francamente, un po' "eccessiva, per non dire demenziale". Inoltre, io non posso, ovviamente, lavorare dovendomi occupare dei bambini; mio marito è disoccupato da anni e, nonostante le ripetute richieste tese a richiamare l'attenzione della nostra amministrazione locale affinché, in virtù della drammatica situazione, possano essere adottati provvedimenti d'eccezione per assicurare una qualsiasi attività lavorativa a mio marito Carlo, e quindi assicurare ai nostri due infelici figli perlomeno una adeguata alimentazione (sto parlando di ALIMENTAZIONE, non di sfumature voluttuarie) tutto tace, nel più assoluto immobilismo.

Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una "non vita".

Ora, quel che le chiedo è: una volta tanto, invece di portare alla ribalta i casi di donne che decidono di abortire per paura di non poter assicurare ai propri figli una vita degna di potersi definire tale, parli della paura di una madre che, a causa del totale stato di abbandono in cui sono stati relegati i suoi figli , vive nell'angoscia di cosa il futuro potrà riservare a questi due bambini, convive col senso di colpa di avergli imposto una vita d'inferno e solitudine, in un paese dove ci si preoccupa del "modello" ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica, dove le tristi problematiche di questi "figli di un Dio minore" vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli.

Mi dimostri Dott. Ferrara che il suo è un forte e sentito convincimento e non l'ennesima messa in scena "Italianota" utile solo a dare visibilità al suo promotore.

Perché Lei possa meglio rendersi conto di cosa stiamo realmente parlando, le allego due fotografie dei miei bambini, che danno il senso del loro effettivo stato di salute.

Luisa Caddeo

Piazza della Repubblica, 18

09010 Vallermosa (CA)


 

Onorevole Branzino

È impossibile invitare un elettore di destra a pensare. È una contraddizione in termini. Nascosta tra la miriade di notizie e notiziole delle agenzie, fatte per lo più da ingannevoli messaggi pubblicitari, per questa ignobile farsa elettorale, ne ho scovato una, finalmente interessante.

La Corte dei Conti vuole il rimborso dei voli utilizzati per scopi privati dall'ex capo della Guardia di Finanza Roberto Speciale.

L’importo è abbastanza oneroso, e si aggira sui 3.900 euro per ora di volo, per ogni volo utilizzato in abuso dal generale della Guardia di Finanza, ovvero colui che è stato assunto alla carica di paladino, contro il peculato e l’evasione fiscale.

Di tutta l’allegra e “speciale” gestione del generale, il fatto più “italiano” è stato il trasporto di una cassa di branzini in montagna, che il generale giustificò come “trasporto autorità”.

Non so se al momento dell’imbarco delle casse piene di pesci in ghiaccio, sia stato steso anche il tappeto rosso, a Pratica di Mare, né se fosse presente un drappello militare in alta uniforme; certo non mi sento di escluderlo, perché lo sappiamo, in Italia tutto è possibile, e le autorità sono trattate sempre come “autorità” con tutti i privilegi che il ruolo compete.

Quello che so, è che il pdl, che si candida a far rialzare l’Italia, oltre a tutti i plurinquisiti, pluripregiudicati, pluricondannati candida anche l’ex generale.

Nulla di nuovo, nulla di strano. Caligola fece senatore il suo cavallo, speciale tramutò i Branzini in autorità aviotrasportate.

Nulla di nuovo, nulla di sconvolgente, nulla che spinga l’elettore di destra alla difficile pratica del semplice pensiero.

Torna l’amarezza del tradimento subito, e torna solo negli elettori che a sinistra ci stanno davvero, per non aver mantenuto la parola data, di tentare almeno di abbattere il vecchio e il nuovo fascismo italiano.

Così se dovessimo affidarci solo alla mediocrità dell’informazione elettorale – che neppure quella hanno saputo correggere in due anni di governo – questa storia sarebbe rimasta sommersa da dichiarazioni insulse e sistematicamente smentite, e promesse di buonismi intelligenti che “we can, we are doing it”.

Un po’ come la visita al campo nomadi della nuova fascista italiana, quella che sì vuole dare uno stipendio di 1.200 euro ai parlamentari (tanto lei vive dei milioni suoi). Nascosta tra le notizie che hanno riempito i giornali, dei battibecchi da lavandaia tra lei e l’altra fascista, c’era anche quella delle ruspe che, l’assessore fascista al comune di Milano, ha mandato a radere al suolo lo stesso campo nomadi, esattamente dopo il passaggio della candidata a premier che impunemente rimpiange il fascismo e mussolini.

E se in Italia nemmeno la politica di Attila, fa impressione, allora stiamo messi peggio di quanto potevamo immaginare.

Rita Pani (APOLIDE)


3.30.2008

 

Sapete perché

Quest'essere, indossa la sciarpa blu sporca di bianco?




Perché così oltre che fare finta di avere i capelli, fa finta di avere anche la forfora.
Rita Pani


3.29.2008

 

Esercito antibrogli

berlusconi: "Esercito anti-brogli"

Un 'esercito' di 120mila persone da inviare nei circa 60mila seggi italiani in occasione delle elezioni del 13 e del 14 aprile prossimi per controllare la regolarita' del voto. Lo annuncia silvio berlusconi.

Io non digerisco molto il termine “esercito”, ma quel tizio è fissato. Non è la prima volta che usa i suoi eserciti. Durante la tornata elettorale del 2006, per esempio, si inventò l’esercito degli “spammatori” ovvero, i manovali del web, che inondavano i news group o le mailing list, di messaggi di propaganda, per lo più insulsi e sgrammaticati.

L’esercito, ovviamente non andò alla guerra gratuitamente; i vari siti Internet forzidioti, stilarono anche un tariffario. Si andava da 1 a 2 euro a mail inviata. Inutile dire che molti di questi cretini prezzolati, non furono mai pagati, ed ebbero persino il coraggio di ammettere d’essere stati fregati.

Di “ricontiamo” nemmeno parliamo; pare che ricontarono, o forse no, e se pure lo fecero, per i risultati sarebbe meglio rivolgersi a “Chi l’ha visto?”. Una nota disse, che tutto sembrava in ordine.

Oggi, quel tale, parlando a Catanzaro, per l’ennesima volta ha dichiarato di avere un’ unica preoccupazione: i brogli di cui la sinistra è maestra. E siccome per berlusconi vale la logica che reiterare la menzogna la trasforma in verità, magari è meglio lasciare traccia, in modo che non venga a crearsi una nuova leggenda metropolitana.

Per quel poco che ho cercato nelle notizie della storia elettorale italiana, non sono stati tantissimi gli arresti di persone coinvolte in brogli elettorali, capaci di falsare i risultati.

Spicca per esempio l’arresto di n cancelliere in servizio nel palazzo di giustizia di Taranto, Dora Semeraro, che favorì l’elezione di Egidio De Giorgio «Lista Florido», ai danni di un altro candidato della stessa lista, Raffaele Brunetti.

E poi gli arresti degli ultimi giorni a Palermo… (fonte Antimafia Duemila)

Hanno messo nell´urna 456 schede false, per favorire tre candidati della lista "Azzurri per Palermo", quella che alle elezioni del maggio 2007 sosteneva il futuro sindaco della città, Diego Cammarata. I presidenti delle sezioni 460 e 19 sono stati arrestati dalla Digos sulla base di un capo di imputazione lungo 15 pagine: il sostituto procuratore Maria Forti e il procuratore aggiunto Paolo Giudici contestano a Gaetano Giorgianni 17 falsi elettorali, a Giovanni Profeta 11. Per giustificare quelle schede in più, i presidenti non avrebbero esitato ad alterare verbali e comunicazioni al Comune. Adesso, rischiano una condanna fino a 8 anni.

Ma ovviamente la verità è materia ostica per i giornali di regime.

Rita Pani (APOLIDE)


3.28.2008

 

Il futuro

Ho partecipato questa sera ad un dibattito (imboscata) sulla necessità di una costituente comunista. Imboscata perché a due passi dalle elezioni, per quanto farsa esse possano essere, gli organizzatori avrebbero potuto almeno avvisare che il tema in dibattito era più che altro l’invito all’astensione.

Non che io sia contro l’astensione, ma capirete che sentirsi parlare di “astensione attiva” lascia quantomeno perplessi.

Poi ti fermi un attimo a riflettere e ti dici: “Cazzo è proprio bella questa sala!” oppure ti costringi ad ascoltare, tanto minchiata più minchiata meno, che sarà mai?

Siamo destinati a soccombere, e non noi comunisti, badate bene, ma proprio noi, società civile – che meglio non riesco a definirla.

Abbiamo avuto il tempo e il modo di modificare le cose, ma come al solito lo abbiamo perso, seguendo i suoni dei pifferai magici che di volta in volta si sono susseguiti: così a caso, Nanni Moretti o Beppe Grillo, i girotondi o i meet up.

Questi fenomeni non hanno fatto altro che preparare la strada alla furbizia veltroniana, che proprio mentre berlusconi era ormai steso e finito, caduto sotto i colpi di Fini, ha gettato il salvagente, per perseguire l’unico scopo che veramente li accomuna: estromettere la sinistra dal quadro politico italiano.

Quello che oggi la sinistra pare non voler capire è che a volte, quando si comprende di aver sbagliato strada, è meglio tornare indietro al punto in cui si era certi di essere in quella giusta, che avrebbe potuto condurci da qualche parte.

Hanno voglia di dirmi che bisogna guardare al futuro, che le cose sono cambiate, che non è più tempo. Per avere il privilegio di costruire il futuro, bisogna sapere il passato, e riconoscere gli errori fatti.

Il lavoro per esempio, le leggi Treu, Biagi e maroni le abbiamo avversate, ma non le abbiamo combattute, eppure noi sapevamo che inevitabilmente ci avrebbero portato al punto di non ritorno, con la legalizzazione della schiavitù, la negazione dei diritti fondamentali dei lavoratori, e la successiva impotenza della lotta; peraltro ridotta anch’essa a farsa come la politica italiana.

E c’è di peggio, perché se l’intento di Veltroni e berlusconi era quello di uccidere la sinistra, la sinistra stessa per sopravvivere ha deciso di fare fuori il comunismo.

So bene che all’interno della Sinistra Arcobaleno, per esempio, esistono ancora i compagni, quello che mi chiedo però, è se hanno ben compreso la trappola del “modernismo” del modo nuovo ad ogni costo e che pur di continuare a sopravviversi ha affidato la carica di candidato Premier a Bertinotti, al solo scopo di poter continuare a dialogare con la borghesia delle imprese e dei salotti.

Intanto mentre si guarda al futuro, noi viviamo un viaggio indietro nel passato, senza più diritti e con troppi doveri, ai quali per altro, sembriamo assolvere solo noi, che non possiamo andare in Liechtenstein, alle Bermuda o alle Cayman.

E così non c’è più sanità, non c’è più scuola… e non c’è domani.

Rita Pani (APOLIDE che resta COMUNISTA)


3.27.2008

 

L'eleganza di Cara Bruni


Per oggi, basta! Non voglio più saperne niente del irreality show elettorale; anche il mio stomaco, che più che peloso è capellone, ne ha abbastanza.

Voglio scrivere due parole sulla “storica visita” di Carla Bruni alla Regina Elisabetta. L’ex modella, accompagnata da uno strano ometto con le orecchie troppo grandi e una faccia poco intelligente, ha conquistato il regno – scrivono i giornali – già mentre scendeva dalla scala dell’aereo.

Un telegiornale (non lo cito perché dai refferers ho scoperto che da là qualcuno mi legge) ha riportato così la notizia della “storica visita”: “Grande successo personale della neo Premiere Dame, Carla Bruni, che con la sua bellezza e il maestoso inchino alla Regina, ha offuscato anche la classica eleganza inglese…”

Diciamoci la verità, non è che ci volesse poi tanto. Persino io, vestita così come sono (e credetemi è meglio che per voi resti un mistero) mi fossi presentata a competere con una donna che ha un fagiano in testa…

Non ci sarebbe stata storia.

Rita Pani (APOLIDE)


 

Quando lo arrestano?

09:58 berlusconi: "Benetton, Ligresti, Eni, Mediobanca, ecco la cordata"

silvio berlusconi ha rivelato al quotidiano La Stampa i nomi degli impreditori italiani nella cordata. Si tratta di Benetton, Mediobanca, Ligresti e Eni.

10:39 Mediobanca smentisce partecipazione a cordata Alitalia

"Mediobanca non ha allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale Alitalia". Lo riferisce un portavoce dell'istituto

Ora, pur non conoscendo benissimo le leggi che regolamentano le borse e il mercato economico in generale, ma ricordando altre vicende italiane, mi chiedo:

“Quando lo arrestano?”

Ah! Già, siamo in Italia, quindi non lo arrestano, lo fanno presidente del consiglio.

Rita Pani (APOLIDE AI FORCONI!)


 

Esposto del PCL per il diritto alla presenza televisiva

(26 marzo 2008)

Il Partito Comunista dei Lavoratori ha presentato un esposto all’Autorità per le comunicazioni affinché venga garantito il diritto del Pcl alla presenza televisiva, oggi inferiore allo 0.1%

A meno di tre settimane dal voto il Partito Comunista dei Lavoratori continua ad essere discriminato dalle emittenti radiotelevisive e dai grandi telegiornali nazionali.

Abbiamo, quindi, presentato un esposto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, affinché venga ripristinata la c.d. “par condicio” anche nei nostri confronti, essendo presenti con nostre liste per Camera e Senato in tutta Italia.
La situazione è talmente grave che, secondo i dati forniti da Isimm Ricerche all’Autorità, veniamo discriminati non soltanto nei confronti delle due grandi coalizioni, ma la nostra presenza è assolutamente inferiore anche a quella di tutte le altre liste “minori”.

Nella settimana dal 10 al 17 marzo il Pcl ha avuto nei Tg Rai 21’’ (0.08%) , nei Tg Mediset 18’’ (0.09%), e 2’’ nel Tg7. (0.03%).

A fronte di tale situazione abbiamo ritenuto di richiedere l’intervento dell’Autorità affinché venga ripristinato un minimo di reale pluralismo informativo.


3.26.2008

 

Ai forconi!


Questa, lasciatemelo dire una volta ancora, non è politica. Non è nemmeno avanspettacolo, non è circo, non è teatro. Questa, compagni, amici, passanti… è merda.

Semplice letame, che la buona metà del paese, non schifa farsi tirare addosso da ormai quindici anni. Pazientate, ma io non ci riesco a vestire i panni della “candidata” dedita al “politicamente corretto”, io non ci posso stare a moderare i termini, le parole, a castrare il mio cervello.

Io non sopporto più che si possa far passare questa ignobile farsa, ancora una volta, per politica.

Da quando questo circo elettorale è iniziato – cioè da quando è stata partorita l’altra ignobile farsa del PD - è un continuo rincorrersi di nulla, che va ad aggiungersi al niente che ci ha così pericolosamente devastato la vita.

E se quella rappresentata nelle immagini è merda, provate voi a dirmi che cos’è questo, perché io francamente un’idea me la sarei fatta, ma nonostante la mia sfrontatezza, conservo ancora un po’ di pudore.

Comprendo i “modernismi”, comprendo meno la necessità di devastare i neuroni degli elettori, comprendo che oggi i cittadini non sono più cittadini elettori, ma telespettatori indecisi da convincere per aumentare l’audience…

Ma io confermo e ribadisco con forza quanto ho sempre affermato, non solo in questo blog.

Questa è gente che va cacciata dai palazzi col forcone, per tornare veramente ad essere liberi di “fare politica”.

Concludo copiandovi qualche riga di una mail che ho ricevuto da un compagno (compagno vero e comunista), e per fugare ogni sospetto, sappiate che io nel 1976 avevo solo 12 anni, ma mi sono commossa ugualmente, nel leggerla.

Rita Pani (APOLIDE COMUNISTA)

Ricordo le elezioni amministrative del 1976 e già allora i comizi non tiravano più.....

io però, allora ero segretario di una sezione di periferia, ne organizzai ben 11 (ed in 8 parlai io); ma con tecniche particolari, tipiche del PCI di allora: si sceglieva un caseggiato in cui c'era un cortile, si face il porta a porta dicendo domani c'è il comizio nel cortile.... affacciatevi; si chiedeva a qualche abitante se potevamo allacciarci al contatore di casa sua per aver corrente elettrica; avevamo realizzato un palchetto volante da montare in meno di mezz'ora e ci andavano sopra anche 4 compagni; poi mezz'ora prima si arrivava: allaccio per la luce, e subito musica (bandiera rossa) e poi si cominciava a parlare; sotto il palco 5/6 compagni della sezione, ma ai balconi e alle finestre erano tutti affacciati e qualcuno stendeva anche panni rossi......

mi vengono quasi le lacrime a ricordare questi momenti.


 

Ricevo e inoltro

Siamo in campagna elettorale e si vede lontano un miglio.
Parallelamente al tour de force da parte dei candidati dei due principali schieramenti politici, anche nella nostra regione abbiamo visto e continueremo a vedere il consueto valzer delle bugie. Sul
Corriere di Domenica 9 Marzo è uscito un articolo di Pierluigi Sbaraglia che riferiva di un incontro avuto due giorni prima, a Fornole di Amelia, da Francesco Ferrante e i cacciatori amerini di Federcaccia.
Per chi non lo sapesse, Ferrante è un Senatore della passata legislatura, ex Margherita, ex direttore generale di Legambiente, candidato in Umbria dal Partito Democratico. Federcaccia è la più grande organizzazione italiana dei cacciatori.
Dal servizio di Sbaraglia apprendo che durante l'incontro, Ferrante, avrebbe detto di non essere i cacciatori i nemici della natura ma, l'inquinamento e i dissenati disboscamenti. Addirittura il cronista
parla di "comunanza d'intenti tra Ferrante e i cacciatori" e del fatto che" il cacciatore può diventare un presidio ambientale del territorio, un vigile naturale..." Ora, rimandando ad altra sede un dibattito
sull'inquinamento che ci porterebbe troppo in la rispetto al tema qui affrontato, una domanda sorge spontanea: il Senatore Ferrante li conosce i cacciatori? Lo sa che da queste parti molti di loro
cacciano di frodo? Che uccidono specie animali alle quali è vietata la caccia?
Che maltrattano o uccidono o fanno uccidere dei cani solo perchènon fanno "bene" il loro dovere durante le battute di caccia? Lo sa l'ex direttore di Legambiente che i cacciatori dell'amerino vanno a caccia
di notte nelle riserve faunistiche? Che disseminano in giro polpette avvelenate per uccidere i cani delle zone dove devono fare le battute di caccia, in modo che quel giorno non ci saranno altri cani, oltre
ai loro, che possano disturbare la caccia? Che si appostano e sparano a distanze non regolamentari ne da abitazioni e tantomeno da strade? Quanto ai disboscamenti stendiamo un velo pietoso; ho sentito
raccontare di cacciatori che incendiano intere aree boschive per far fuoriscire gli animali che ci vivono dentro, perchè troppo impervie e quindi impossibilitati a cacciarvi.
Il cacciatore, quindi, potrebbe diventare un 'vigile della natura'? A me sembra un po' come proporre Totò Riina a capo della Direzione Antimafia!
Di vero, in quell'incontro di Fornole di Amelia,c'èsolo il fatto che le doppiette in Umbria sono tante, e aimè, hanno anche il diritto di voto. Ferrante, che viene da fuori ma deve farsi eleggere in Umbria, è stato ben istruito dai dirigenti locali del suo partito, in primis dall'assessore Varazi, il quale sa benissimo come si fa a fare il pieno di voti dalle nostre parti.
Evviva i cacciatori guardiani dei boschi! Speriamo solo fino al 14 Aprile.

Roberto Carnieri
Partito Comunista dei Lavoratori Terni

3.25.2008

 

Purtroppo l'Italia è questa




E non c'è scampo.
R.

 

Per chi vota Gesù?

Prevale sempre il mio senso demenziale delle cose. È normale, dal momento che credo che spesso abbia contribuito a salvarmi la vita. Così si riaffaccia man mano che va avanti la campagna elettorale, con un’asta al miglior offerente: “da 100 a 400 euro per le pensione e i redditi da fame, chi offre di più?”

“Io, io… offro l’adeguamento al costo della vita! Oh! Cribbio, mi vedete?” saltella berlusconi.

Ma la più bella, è la battaglia sulla proprietà di Gesù Cristo.

“Gesù era un socialista…”; ma qualcuno non ci sta: “Gesù era un democristiano, lo dice la parola stessa… Cristiano.”

Sarà che viene male definire i socialisti, socialisti, ma immaginare Gesù Cristo come un socialista italiano, lui che fu il Verbo, non solo è demenziale, ma anche esilarante.

Ma riuscite a pensare al figlio di Craxi, sul palco con Gesù, che invita a non rubare?

Va bene, c’è da ammettere che almeno i socialisti hanno avuto la sfrontatezza di provare ad accaparrarsi la proprietà di Cristo, mentre altre forze politiche, più umilmente si limitano a dichiararsi cristiane.

Questo però fa ridere un po’ meno, basta pensare ad Andreotti, democristiano da sempre, ma mafioso soltanto fino al 1980, o a Casini, il paladino della famiglia cristiana, che più di una volta ha garantito sull’onestà di cuffaro, al punto di presentarlo capolista al senato, nonostante una condanna “semplice” a 5 anni in primo grado, per favoreggiamento alla mafia.

Forse io sono fortunata, perché riuscire a ridere significa che ho raggiunto quel grado minimo di conoscenza che mi permette di comprendere che nulla di quanto ci raccontano è una cosa seria.

Certo, poi smetto di ridere se penso che viviamo in un paese così culturalmente arretrato, che si ciba dell’informazione ammaestrata dal monopolio di regime, che persegue l’unico scopo di imbalsamare le coscienze.

Archiviate le ultime minchiate elettorali, si cambia, proprio come in un orribile spettacolo di varietà: dopo aver spolverato il cadavere di Moro, essersi dichiarati tutti garantisti per il massacro di Bolzaneto, aver promesso i danari, aver candidato Gesù Cristo, ora inizia la battaglia delle minacce di morte o delle buste con i proiettili.

In effetti avevano provato anche a rispolverare Osama bin Laden, ma a quanto pare è ormai una comparsa che non fa più ascolti; se l’è filato solo S.S. Benedetto 16, che in risposta ha battezzato un musulmano in cerca di notorietà, come se fosse una trovata da Grande Fratello.

Ma è normale, lui di TV ne guarda poca, e se la guarda, guarda ZDF.

Rita Pani (APOLIDE)


3.23.2008

 

Cristiano Allam

Ora però Magdi, dovrà andare al catechismo, per prepararsi per la Prima Comunione, poi quando sarà pronto, dovrà indossare un abitino con i pantaloni sopra il ginocchio, la giacchetta orrenda e il cravattino, come si usava negli anni sessanta, e dopo altro interminabile catechismo, dovrà confermare la sua fede nell’altro Dio, attraverso la Cresima, per la quale riceverà in dono un orologio. Sennò non vale.

No, non discuto affatto la sua conversione, anche perché non me ne sarebbe potuto fregare di meno; quel che discuto è il metodo. Farsi battezzare dal papa durante la veglia pasquale, più o meno in una diretta televisiva mondiale, a me sa più di propaganda e provocazione.

E assai più discutibile è l’operato di questo papa, che pare assai disposto a gettare benzina sul fuoco, piuttosto che prodigarsi per spegnerlo; in un paese come l’Italia poi, dove esistono ancora figuri che in campagna elettorale promettono di perseguire (e proseguire) la caccia all’islamico.

Poi ci parlano di pace.

Sono certa del fatto che Allam avrebbe potuto ricevere il battesimo anche nella chiesetta di Santa Restituta, quattro metri per quattro, e 18 sedie in tutto, nel chiuso del suo cuore e della sua fede, nel privato del suo pensare.

Tanto la catenina, il padrino, gliela avrebbe regalata lo stesso, e anche l’anellino a forma di serpente.

Ora aspettiamo di sentire che ci racconterà Magdi Cristiano Allam, da cristiano, che da islamico moderato già ci aveva fatto capire quale fosse il suo grado di pacifismo.

Se prima si limitava ad essere filo israeliano e ad appoggiare la politica di bush, ora inizierà anche lui a dirci che non bisogna abortire?

Rita Pani (APOLIDE)


3.22.2008

 

Per qualche voto in più

Cosa non si farebbe per un voto in più? Li ho visti strusciarsi come gatti in amore, contro la lapide in memoria di Moro, li ho visti fare i salti mortali, avvitarsi un paio di volte in aria, prima di ricadere pesantemente a terra. Promettono miracoli, recitano, fingono, si scordano si contraddicono. C’è persino chi finge di voler salvare l’Alitalia, scordando di aver contribuito a spolparla, affidandone la guida a Cimoli.

Ma che possano provare a strusciarsi contro il cadavere – per noi sempre fresco – di Carlo Giuliani, o fingere d’esser sconvolti per la barbarie di Genova, è davvero intollerabile.

Io non ci tornerò sopra, perché so bene che non ce n’è bisogno. Tutti noi sappiamo e non abbiamo scordato.

C’erano i nostalgici fascisti al governo, un vice premier fascista che si aggirava come se comandasse le forze dell’ordine, nelle sale operative che solo l’aberrazione mentale di certi figuri può arrivare a chiamare “cabine di regia” come se si trattasse di dirigere un traffico di telecamere, puntate su questa o su quella soubrette.

Dalle sale operative si danno gli ordini, si inviano gli agenti, e certe volte si può anche decidere della vita altrui.

A me, che veltroni dica che furono “fatti intollerabili, inaccettabili per uno stato democratico” mi fa raccapriccio, perché i fatti di Genova contribuirono, per molti di noi, a indurci a votare col naso turato, per esigere il ripristino di una democrazia che ormai è diventata solo apparenza.

Fu tortura e abominio, e dopo fu ancora tradimento, quando con i voti di Di Pietro (l’unico degno d’esser parente del PD) mastella (il fu ministro degli ispettori della giustizia) e la CDL non si permise nemmeno di istituire una commissione parlamentare d’indagine.

Dicono, l’ha detto anche Amato, che indagare spetta alla magistratura. E la magistratura l’ha fatto, sebbene ancora nessuno abbia detto perché fini stesse in “cabina di regia”, e ha chiesto che i responsabili paghino, per quel che gli compete.

Quello che non ha detto veltroni, è che si mobiliterà per ricercare le responsabilità politiche di un massacro aberrante, compiuto dalle forze dell’ordine contro cittadini inermi, dal momento che, i massacratori non rischiano nulla.

Ed anche questo è da considerare: la vergogna che si unisce alla vergogna. Nessuno di quei bastardi farà mai un giorno di galera… In Italia, chi sbaglia va prescritto.

Rita Pani (APOLIDE)


3.21.2008

 

Presentazione Liste PCL Umbria



 

 

La panacea

Qualche mese fa, scrissi sul mio Blog, che Alitalia la volevo io. Facile che non sia stata presa sul serio, ma non scherzavo. All’epoca poi, nemmeno ero candidata col PCL alle prossime elezioni, quindi nessuno avrebbe mai potuto dire che si trattava di una pièce teatrale, da commedia elettorale.

Stamattina, appena alzata, ancora un po’ intontita ho letto un titolo che urlava dell’uomo dallo scalpo miracolato, che annunciava di aver pronta una corda.

“Chi fa da sé, fa per tre”, ho pensato, ma poi ho letto meglio: era una cordata.

Per la precisione diceva: “C’è la cordata, ci sono miei figli: Prodi ci dia i soldi”. Non fa una piega.

Passando alle cose serie, ci sono voluti fior fiore di sondaggisti per far comprendere che il paese ha due grosse priorità: il lavoro e i prezzi. Avendo già raccontato la favola del milione di posti di lavoro, nessuno si sente in condizione di elargircene una replica, per cui assistiamo a vaghe promesse di “lotta al precariato”, senza però che nessuno espliciti meglio il concetto, né a destra, né a un po’ meno destra.

Bertinotti, candidato premier della coalizione di quasi sinistra (non me ne vogliano i compagni), ci prova, e c’è da dargliene atto, ma da quando ha deciso per l’autocastrazione, esibendo l’arcobaleno su sfondo rosso, sembra assai meno incisivo di un tempo.

Per esempio, è davvero così abominevole usare il termine “scala mobile”? Messa in soffitta la falce, e abbandonato il martello, è meglio dire “indicizzazione” che fa più termine bancario?

Senza falce e martello è diventato forse inaccettabile parlare di “abrogazione totale della legge 30”, la maroni?

Restando sempre in tema di lavoro, mi domando cosa renda impossibile l’utilizzo di termini chiari ed espliciti.

Sarà che io rivendico con orgoglio il mio essere comunista, ma a me viene facile.

Abrogazione della legge 30, applicazione reale delle regole dettate dallo statuto dei lavoratori, e ripristino della scala mobile. Tre piccole mosse che risolvono due problemi.

Ritorno alla statalizzazione dell’energia, dei telefoni, dell’acqua, del gas, riordino del sistema bancario, ripristino dell’industrializzazione entro i confini dello stato, o obbligo per gli industriali che sfruttano i lavoratori del terzo e quarto mondo di vendere i prodotti finiti, reimportati in Italia, al prezzo reale. Per intenderci, se il signor scarpaio, si fabbrica le scarpe made in Italy costruite in Vietnam a 5 euro il paio, deve venderle in Italia a 10 euro e non a 250.

Piccole ricette sì, ma quasi panacea.

Rita Pani (APOLIDE)


3.19.2008

 

Temi caldi

Vorrei tanto riuscire a fare un sunto della giornata politica odierna, ma è difficile in questa Italia ormai impossibile. Tanto più che mi sono messa di buzzo buono a guardare Ballarò, chiedendomi il senso dell’esistenza di molti partecipanti.

Non è semplice ricongiungere i fili, se partiamo da questa mattina, quando la CEI ha detto che bisogna riformare la legge elettorale. Per carità, fare parte di uno stato che va a votare con una legge che si chiama “Porcellum” dovrebbe far perdere il diritto di fiatare, ma mi chiedevo cosa accadrebbe se un parlamentare italiano, facesse notare che forse è ora di riformare la legge per l’elezione del Papa.

Temi caldi a Ballarò, lavoro, casa, vita. Temi drammatici lo ammetto, ma io non ho potuto resistere alla tentazione di una risata fragorosa.

Va bene il nuovo che avanza, va bene il modernismo, ma sentir parlare di pane low cost, case low cost, è stato aberrante. Mi veniva voglia di gridare: “Voi avete the farts in heads”.

Perché non inventarsi il pane “last minute”? Lo si vende a poco prima che diventi duro e lo si getti via da invenduto. Già, il panettiere mostrava orgoglioso il pane da buttare, perché forse l’imbecille è ignaro della presenza nel territorio di mense dei poveri o di gente che magari non ha nemmeno la faccia abbastanza tosta da andare a chiedere l’elemosina, che preferisce frugare nei cassonetti, pur di non mostrare la sua povertà. E qua ho smesso di ridere.

La casa. Altro problema a cui la Melandri ha trovato soluzione. Decurtare l’IRPEF a chi affitta in modo regolare. Far emergere così il sommerso, e aumentare la disponibilità di affitti.

Perché l’evasore fiscale, non è da punire, ma da coccolare.

Io, che sono comunista, convinta di esserlo, avrei un'altra ricetta che per altro non è del tutto mia.

In Italia, per esempio, basta cambiare residenza, o fare un contratto con l’Enel, per ricevere una lettera minatoria da parte della RAI TV che cerca di estorcerti il canone.

Secondo me, altro che sgravi fiscali! Si dovrebbe usare lo stesso principio, ovvero i comuni anziché cedere i dati personali dei cittadini per permettere l’invio di lettere pre elettorali, dovrebbe intimare a tutti i residenti di presentare entro 30 giorni, una dichiarazione di proprietà della casa presso la quale si risiede, o il regolare contratto d’affitto. Censire non tanto gli abitanti, quanto le modalità di alloggio, punire gli evasori fiscali, e risanare la truffa.

Il lavoro… Io mi chiedo come un giornalista che si reputi tale, possa far passare tanta idiozia, senza nemmeno tentare di porre rimedio. Ancora una volta ho sentito dire che il precariato è minimo, ho sentito che l’occupazione è in aumento, e ancora e ancora ho sentito parlare di retribuzioni legate alla produttività.

Sembrerebbe quindi normale, quando paghi un operaio a 4 euro all’ora pretendere che sia anche più produttivo per poterli detassare gli straordinari.

E che dire della detassazione della tredicesima? Perché cazzo, nessuno dei presenti, Bertinotti compreso, ha avuto il coraggio di ammettere che ormai la tredicesima mensilità è un privilegio riservato a pochi lavoratori?

Di base esiste sempre lo stesso problema, non possiamo più permettere che a parlare di fame, sia gente con la pancia piena.

Rita Pani (APOLIDE)


3.18.2008

 

Riflessione

Di politica dirò dopo, per ora voglio rifarmi a questa dichiarazione di un padre, il cui figlio, italiano, ha sterminato due ragazze, straniere, sulle strisce pedonali.

“Mio figlio è il classico bamboccione”.

Abbia pazienza signore, comprendo il suo dolore di padre, ma a mio avviso, suo figlio è soltanto una classica testa di cazzo.

R.


 

L'Italia non è la Svezia

Il cancro dell’Italia, è che la “politica ufficiale” fa le promesse adatte per la Svezia, e l’italiano finge di non sapere di vivere in Italia.

Poco prima che iniziasse la campagna elettorale, quindi quando ancora avevamo un governo, le persone con le quali parlavo, mi dicevano che se tutto continuava così, ci sarebbe stata la rivoluzione. Qualcuno – e ricordo bene che era un operaio della Telecom – mi disse addirittura che lui avrebbe voluto possedere un mitra.

Se ci parlassi oggi, dopo l’avvento dell’epoca buonista amerikan style di Veltroni, probabilmente lo stesso mi direbbe che yes we can change.

Apro una parentesi, detto tra noi, nonostante la mia colpevole predilezione verso l’innegabile bellezza degli afroamericani, non nutro particolare simpatia per Obama, ritenendolo comunque il candidato americano, meno peggio.

Ma tornando in Italia, ho perso la curiosità di comprendere come qualcuno possa davvero voler votare berlusconi, perché il concetto è chiaro. L’Italia è il paese del malaffare.

Rubano tutti, dal negoziante che non ha mai i due centesimi di resto all’avventore che non ha nemmeno un centesimo, da colui che non paga il canone, a colui che evade il fisco ed esporta i capitali all’estero.

Solo che l’italiano che finge d’essere svedese, dirà che gli altri sono ladri, mentre lui è uno che in qualche modo deve arrangiarsi.

Ci pensavo in questi giorni, dato che una signora non fermandosi ad uno stop, mi ha preso in pieno la macchina.

Io quindi non ho colpa, se non quella di aver avuto abbastanza riflessi da manovrare in modo di limitare i danni, e non cagionarmi nessun trauma fisico.

E deve essere colpa grave, se a distanza di sette giorni, ancora mi sento rivolgere la stessa domanda: “Non sei andata all’ospedale?”

Se avessi gli attributi, me li sarei grattati. “No, non mi sono fatta niente…”

“Ma lo sai che se ti facevi mettere un collare, o mobilizzare un braccio, avresti beccato almeno 5.000 euro?” E te lo dicono con disprezzo, questi svedesi.

Il primo aprile, scadono i quattro anni, e quindi dovrò anche fare la revisione. Bene, mi dico, visto che ho il parabrezza filato da tempo, farò fare tutto dallo stesso carrozziere, sia le riparazioni dovute all’incidente che i piccoli ritocchi di manutenzione.

Il carrozziere voterà per berlusconi.

L’ho capito quando gli ho chiesto di cambiarmi il parabrezza, e lui mi ha risposto così:

“Ma sarà difficile metterlo in conto all’assicurazione, però non ti preoccupare, che tanto io la revisione te la faccio passare anche senza cambiare il vetro…”

Quando è stato chiaro il fatto che il parabrezza doveva cambiarlo, magari pagandolo come si usa fare in Svezia, per la mia sicurezza, e per mantenere il senso della revisione delle auto, ha alzato le mani:

“Ah, se lo dici tu, allora okkei”.

Così poi mi metto a pensare, ed è fatica non cedere alla tentazione di mettere qualcosa dentro uno zaino, e saltare sul primo treno che passa; partire e non fermarmi mai, e soprattutto non voltarmi mai indietro.

Rita Pani (APOLIDE)


3.17.2008

 

Campagna

Porca miseria! (E voglio sperare che notiate il fatto che non ho scritto porca puttana!) È una fortuna che io non faccia campagna elettorale; dovrei allinearmi agli standard dettati dal regime bipolare che incombe, e francamente non se riuscirei a rendermi tanto idiota.

E non potrei nemmeno per carenza di mezzi. Veltroni gira l’Italia con due pullman super accessoriati, e in risposta il popolo della libertà vigilata, sfodera un TIR di 10 metri.

Io oggi ho portato la macchina dal carrozziere e starò a piedi per le prossime due settimane.

I programmi sono tutti un programma, l’unica cosa certa sono le denunce di copiatura. Ci copiano! Lo urlano a destra e a sinistra, il mio non lo copierebbe nessuno.

L’annuncio delle candidature, sembrava una di quelle trasmissioni da “red carpet”, con tanto di annunciatore che spiana la voce “Sioressiori, reduce da (rogo in fabbrica, consiglio d’amministrazione, reality show, clinica privata, studio d’avvocati,) ecco a voi…”

Al massimo noi si candida, operai, disoccupati, contadini, insegnanti; roba così.

I viaggi nelle periferie, e le apparizione laddove non te li aspetteresti mai, poi è qualcosa che fa raggiungere il massimo dello sconforto.

Sono così improbabili, che la stampa ne da notizia al pari dell’apparizione dell’effige della Madonna che lacrima sangue, tra il muschio delle rocce sopra un monte della Barbagia.

Oggi per esempio, pare che alemanno sia apparso in un mercato di Roma, Rutelli è apparso in bicicletta (addirittura) su una pista ciclabile, Veltroni appare in ogni piazza di ogni città d’Italia, persino alle 11 di un lunedì mattina, stupendosi del fatto di trovarci tanta gente (questo però dovrebbe dirgli l’elevato tasso di disoccupazione), e così promette che farà un comizio a mezzanotte.

Io in periferia ci vivo, appaio alla COOP molto spesso, il venerdì riesco a trasfigurarmi al mercato, dal momento che ci arrivo a piedi in meno di tre minuti.

Per il resto meglio tacere. Ci sarebbe tanto da dire nell’analizzare quale sia la reale considerazione nella quale è tenuta la donna all’interno della pdl. Per ammissione del ridicolo omino da Arcore, loro le “ragazze” non le candidano, le usano diversamente.

Rita Pani (APOLIDE)


3.14.2008

 

La politica secondo berlusconi

Siparietti d’avanspettacolo, e false sorprese da reality show. Questa è la politica secondo quel piccolo uomo (?) di Arcore. Così oggi si scopre che la falsa precaria, invitata in rappresentanza dei veri precari, a partecipare alla rubrica del TG2, telegiornale della RAI, sovvenzionata dal canone, era una adepta di Alleanza Nazionale.

E come se non bastasse, si scopre anche che il compenso per la comparsa, è una candidatura al comune di Roma.

Nulla di grave, diranno; che male c’è?

Di male c’è la morte di Luigi Roca, suicida per disperazione, e prima ancora l’operaio di Macerata, quello che aveva il mutuo da pagare e si uccise quando licenziarono la moglie, precaria anche lei.

Di male c’è il portuale di Marghera, interinale a ore, morto per salvare un suo compagno asfissiato nella stiva di una nave. E tutti gli altri morti di lavoro

C’è di male che il precariato uccide, in un mondo che sempre più tende non solo a togliere la dignità al lavoratore, ma anche a renderlo sempre più un automa in mano dello schiavista.

C’è l’assoluto senso di spregio, verso gli ultimi di una società suddivisa in caste, dove i lavoratori sempre più sembrano essere i pària dell’Italia.

Inutile persino indignarsi, protestare, fare ricorso al senso di civiltà che purtroppo solo teoricamente, dovrebbe permeare chi si candida a governare un paese.

Gente come berlusconi, non è usa accostarsi alla civiltà.

La civiltà s’è persa da tempo, e come ho sempre detto, toccherebbe a noi recuperarla.

Rita Pani (APOLIDE)


 

Libero stato in libera stampa.

Libero stato in libera stampa.

A volte ti senti dire che ormai sono così tanti i modi di informarti, che non ci si può nascondere più nulla, che qualcosa passa comunque, oltre i filtri della stampa di regime.

In un certo senso è vero, sennò come faremo a sapere che alla Marcegaglia piace il cioccolato? E dobbiamo ammettere che saperlo, aumenta di molto la nostra cultura e la nostra scienza.

L’informazione è così tanta, che ormai è arduo salvaguardare la nostra capacità di discernimento, e quindi, la nostra libertà.

Ho appena trovato una porcata colossale sul sito di Repubblica, che merita davvero d’essere denunciata.

In base alla regola dell’iper informazione disinformante, Repubblica ci fa la grande cortesia di tracciare i percorsi delle tournee elettorali dei candidati a premier. Ovviamente in primo piano ci sono i più presenti nella stampa (in piena accettazione delle regole della parcondicio) e sotto l’icona anonima denominata “Gli altri”, c’è pure Marco Ferrando.

È interessante vedere (sulla destra del monitor) i link alla presenza dei candidati sui media. Copio:

Nuove br: Gip, Simonetto legato a gruppo ex prc Ferrando.

Questa non è semplice disinformazione, questa è una porcata di regime, questo è il modo semplice di deviare il pensiero, questa è una bastardata.

Persino fiore di forza nuova è stato trattato meglio, se non altro non sono presenti i SUOI percorsi, ma la notiziola d’essere il direttore fascista di una scuola inglese.

Allora per livellare un po’, azzardo, per chi avesse voglia:

Un’intervista a Marco Ferrando su Youtube

Considerazioni di Ferrando sul signoraggio

Ferrando e la Rivoluzione

Rita Pani (APOLIDE)


3.13.2008

 

Non sposerà un berlusconi, ma lo voterà

Ma guarda, ti dirò: fai bene.

E’ molto probabile che poi alla fine berlusconi mantenga tutte le promesse che ha fatto, e magari incentivi la creazione di nuovi reality show, o dimezzi a 50 centesimi la giocata minima del superenalotto, in modo che anche tu, precaria, possa finalmente risolvere e dare una svolta alla tua vita.

Se poi la vita non dovesse farti troppo male, potresti investire il misero stipendio da precaria in chirurgia plastica, e mantenere in forma l’involucro delle tue viscere e della crusca che hai in testa, aggiungere un po’ davanti, togliere un po’ dietro, e chissà che alla fine, non riesci a sposare davvero un milionario, magari uno di quelli che i precari li possiedono e li tengono in batteria.

E grazie a te, non dovrò nemmeno faticare tanto per rispondere ai compagni che oggi mi chiedevano… “Ma se tutti sanno chi è berlusconi e chi rappresenta (il malaffare) perché ancora la gente lo vota?”

Rita Pani (APOLIDE)


 

Senza parole


3.12.2008

 

Mentre

Mentre si discute di sguatteri o di ministri del nord est, mentre il petrolio aumenta di un dollaro a barile al giorno, mentre Montezemolo non sa ancora se ci sia la recessione oppure no, mentre qualcuno presenta una lista per la moratoria contro l’aborto, mentre la chiesa ancora detta condizioni inaccettabili per il controllo della vita, la nostra, mentre ci si scanna per poter avere giornali e televisioni per poter controllare le menti dei cittadini elettori, mentre è in corso la guerra dei sondaggi, di lavoro ancora si muore.

E se non muori di lavoro, ti suicidi perché dopo il rogo della Tyssenkrupp il lavoro da interinale non te lo danno più.

E come sparisce in fretta la notizia dai giornali! Ci resta giusto un attimo, quell’attimo per fare il proprio dovere, ma non abbastanza da urtare gli animi degli elettori, prima che degli eletti.

Avanti quindi con le querelle montate ad arte, con le minchiate elargite a destra e a manca, sotto forma di promesse, o di battaglie per la civiltà, e così avanti Casini, che ha cuffaro per capolista, e i vescovi per attacchini, e al cittadino elettore che ancora ragiona, non resta che ritoccare immaginette elettorali da spedire a Repubblica, che felice le raccoglie.

Avanti anche confidustria, che oggi voleva farci credere che se le famiglie sono alla fame, è perché i sindacati non hanno voluto discutere della modifica degli statuti dei lavoratori, che sicuramente avrebbero già risolto il problema dei salari di tipo africano con i quali la maggioranza di noi deve sopravvivere.

Eh sì! Fino al mese scorso si sarebbe parlato di contratti di lavoro, ma guarda caso, da oggi confindustria minaccia di “modificare” sua sponte e con decisione univoca “lo statuto dei lavoratori”. Soltanto un paio di giorni dopo l’idea ventilata dal nano maledetto.

Allora, sarebbe opportuno per molti di noi, soprattutto per coloro che ignorano persino l’esistenza dello statuto stesso, di andare a riguardarselo, e comprendere quale sia il vero pericolo che si annida dietro a parole come nuovo, snello, moderno, crescita economica.

Mentre si continua a leggere pagine e pagine di nulla, fatte da chi la spara più grossa per avere maggiore visibilità, bisognerebbe ricordare anche ai democratici speranzosi, che abolito o rivisto lo statuto dei lavoratori, di fatto l’operaio tornerà ad essere quello che era mio nonno, durante il fascismo, seppellito vivo sotto terra a cavare carbone, ma senza alcun diritto.

Rita Pani (APOLIDE)


 

IL PCL C'E', IN TUTTA ITALIA


IL PCL C'E', IN TUTTA ITALIA

Alle prossime elezioni di aprile in tutta Italia è presente il simbolo della falce e martello, il simbolo di un partito comunista.

Le liste del Partito Comunista dei Lavoratori, infatti, sono state presentate in tutte le circoscrizioni della Camera dei Deputati e del Senato (eccetto la Valle d'Aosta ed il Senato del Trentino Alto Adige).

Liste che candidano nelle prime file operai e dirigenti sindacali di grandi fabbriche, come Daniele Debetto (Rsu Pirelli Settimo, Piemonte 1 e 2), Luigi Sorge (Rsu Fiat Cassino, Lazio 1 e 2), Daniele Caboni (Rsu Siemens Livorno; Toscana). Liste che hanno come capolista, in tutte le circoscrizioni del Senato, il portavoce nazionale del PCL, Marco Ferrando.

In una campagna elettorale che avrà al centro le scelte del centrosinistra ed il nuovo Partito Democratico, che rappresenta l'ulteriore allineamento di Veltroni sugli interessi del grande padronato, come le responsabilità delle sinistre nei suoi confronti e le ambiguità dell'Arcobaleno,
il Partito Comunista dei Lavoratori si presenterà per quello che è stato e che è: il partito della sinistra italiana che non si è compromesso, né in tutto né in parte, con un governo confindustriale e bellicista.

Il 13/14 aprile gli elettori troveranno su entrambe le schede l'inconfondibile simbolo della falce e martello sullo sfondo di un globo azzurro, emblemi del lavoro e della forte vocazione internazionalista di questa organizzazione. Ora si apre la grande sfida della campagna elettorale a cui il PCL non si farà trovare impreparato.


3.11.2008

 

Artisti

Per carità, dichiarare di voler candidare un proprietario di giornali, solo ed esclusivamente in quanto tale, è gravissimo. Se poi il proprietario dei giornali è un fascista è grave due volte. Quello che però non sembra apparire per nulla grave, sono le pendenze penali dell’editore fascista, e i reati di cui è stato ed indagato, non ultima la truffa ai danni dello stato per aver incassato più di 5.000.000 di euro di contributi statali destinati ai quotidiani gestiti da cooperative.

Quasi a voler sancire il diritto di libertà al ladrocinio, che ormai in Italia, ha assunto quasi la stessa accezione di una forma d’arte.

E sono molti gli artisti candidati nelle liste del nano malefico e neo peloso. Oggi per esempio, pochi telegiornali, hanno parlato dell’archiviazione dell’inchiesta su Visco.

Nasceva dalla rimozione del capo della Guardia di Finanza, speciale. Per intenderci, speciale, era quel tale che si faceva mandare il pesce fresco nelle baite di montagna con gli aerei militari e poi con gli elicotteri, era quello che usava l’elicottero come se fosse un Vespino 50 immatricolato nell’ 82, per risolvere il problema del traffico. Era un artista emergente, e come tale ha trovato un posto sicuro al senato.

Totò che provava a vendere la fontana di Trevi al turista americano, era solo una macchietta, un dilettante. Ci furono politici in Italia, che riuscirono a smontarsele le fontane, e portarsele fino in Tunisia. Quella sì che era arte, e come usiamo dire ammirando il Mosè o la Pietà… Oggi non nascono più artisti così, ma solo imbratta tele. Però a pensarci, gli eredi di quei politici, oggi si dichiarano gli unici parenti legittimi di Zapatero.

Rita Pani (APOLIDE)


3.10.2008

 

In Italia, si può fare

Si può fare tutto, e il contrario di tutto, si può anche fare finta che l’apologia di fascismo non sia un reato (legge n. 645 del 20 giugno 1952)

Roma, 10 mar. (Adnkronos)- “Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici”. Lo afferma a “La Repubblica” l'editore giuseppe ciarrapico che aggiunge: “Con berlusconi l'amicizia e' di antica data. E il suo ingegno e' davvero raro. Sabato al Palalido di Milano ho conosciuto la potenza di questo movimento”.

Si può fare anche che la stampa chiami ciarrapico, “l’editore”, e magari con più di estro in più, si potrebbe dire che è stato per merito dei servizi sociali, a cui fu affidato per essere rieducato, dopo la sua condanna passata in giudicato.

Possiamo fingere, come meglio crediamo, che il bipartitismo imposto, sia realmente democrazia, scordarci di tutto e fingere che si possa andare avanti, spinti dal grande bisogno di nuovo, che ci trascinerà nel vecchio più abbietto.

Dall’altra parte si può fare finta di essere Zapatero, in un Partito Democratico, che non parla d’altro se non di economia votata alla globalizzazione e al liberismo, di nuovi boom economici, e falso buonismo clericale. Ci si può accodare alla vittoria del socialismo di Zapatero, ma come se si fosse passeggeri clandestini di una nave da crociera, perché il nuovo di Zapatero è nuovo davvero, così nuovo che veltroni dovrebbe spiegarci come lo racconterà alla binetti, il suo Zapaterismo di ritorno.

Si può anche far credere al popolo della democrazia, di essere Zapatero dopo aver rilasciato alla stampa spagnola una memorabile intervista nella quale a chiare lettere annuncia di “non essere di sinistra”.

Si può fare anche come fa berlusconi, però, e dire che non essere di sinistra, significa non essere negli anni 50.

Decisamente, in Italia si può fare tutto e c’è da scommettere che si riuscirà anche a fare il peggio.

Rita Pani (APOLIDE)


3.09.2008

 

Avere la faccia come il culo (ennesima)

ROMA - Walter Veltroni ha commentato i primi dati sulle elezioni politiche in Spagna dicendo che, «mettendo insieme il voto spagnolo e quello amministrativo francese si può dire, anche con uno sguardo agli Usa, che comincia a spirare un vento nuovo». «E' un risultato - ha aggiunto il leader del Pd - che premia un'attività di governo responsabile ed innovativa».

Uolter... Non ci provare nemmeno.
Tu non sei ZAPATERO, e la Spagna si è tenuta il vento che ha respirato, negli ultimi quattro anni.
Il massimo che potrai farci respirare tu, o quel maledetto falso peloso, sarà la brezzolina che arriva dallo stagno.
R.

 

Si fa presto a dire dignità.

“L'uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma”: lo ha affermato stamani Papa Ratzinger.

Come dargli torto! Peccato però, che si insista sempre e soltanto su questi due punti cardine della pre/vita e vita umana, scordandosi il percorso che li lega. La vita.

Io mi sarei stancata di questi teorici della vita altrui. È facile parlare della dignità del malato, quando si sa che si morirà nel proprio letto, accuditi e riveriti da una schiera di medici servitori, e pigolanti confratelli immersi nella preghiera. Più difficile è pretendere la dignità per il comune malato mortale.

Si facesse un giro, santità, tra i parenti dei malati di alzheimer, per esempio, entrasse in punta di piedi nel dolore altrui, quello della solitudine, quello dell’impossibilità di poter pagare l’assistenza migliore. Entrasse nella vita di chi riesce solo ad avere una preghiera da lanciare verso qualcosa che forse persino rifiuta di chiamare Dio, quella speranza di voler vedere arrivare la morte a portarsi via la vita di una persona amata, alla quale non è nemmeno stato contemplato di poter offrire dignità.

Si facesse paladino veramente della dignità della vita, rinunciando ai privilegi, ed essendo Cristo in terra. Andasse laddove piccoli embrioni cresciuti di qualche anno, vengono dilaniati dalle bombe intelligenti, contaminati dai residui di armi intelligentissime. La smettesse di delegare agli uomini di buona volontà, che in silenzio e umilmente, davvero cercano di dare da mangiare a chi ha fame, e da bere a chi ha sete, e medicine scadute agli ammalati, e aiuti umanitari che altro non sono che i resti della società dell’opulenza.

Tornasse lui ad avere quel tanto di dignità che gli permetta di estraniarsi da una farsa politica ed elettorale, che vede intrepido sostenitore, nientemeno che giuliano ferrara, del quale ancora attendiamo gli esiti delle analisi del sangue, o una denuncia penale per aver distrutto la vita di una donna che già dalla vita non aveva ricevuto doni.

Si preoccupasse la santità, di far sì che i nostri figli non debbano essere abortiti nell’età dell’innocenza, quando la vita è davvero gioia e spensieratezza, abusati dagli uomini, venduti, o vivisezionati, per dare ancora vita a chi, col danaro può permettersi di comprare i pezzi per viver bene qualche anno in più.

Leggo ancora:

Manipolazioni genetiche; esperimenti sulla persona; inquinamento ambientale; droga; ingiustizia sociale; sperequazioni sociali; causare povertà; ricchezza eccessiva.... Si allunga la lista dei peccati mortali condannati dalla Chiesa cattolica.

Che non si debba confessare, santità?

Rita Pani (APOLIDE)


3.08.2008

 

Cosa si aspetta?

L’ineffabile cronista, porse il microfono verso un supporter del malefico nano, e chiese:

“Cosa si aspetta dal nuovo berlusconi?”

Il supporter, rispose serio: “Eh, nuovo! Da berlusconi mi aspetto legalità.”

Che sia il mondo all’incontrario, che sia il nuovo che avanza o che semplicemente sia l’idiozia a dilagare, poco importa, questo è, e temo che questo ci terremo.

Non ci vuole quindi molto a comprendere come, letto il programma del PCL molti di voi mi abbiano contattato, in pubblico o in privato per dirmi: “Magari… però…”

Però è vero, è così bello che ci sto, se qualcuno dovesse chiedermi chi è il mio pusher.

Perché viviamo in un paese in cui da berlusconi si attende la legalità, e chiedere invece “pane e lavoro” ci fa sembrare degli sciroccati, canna in bocca e fricchettoni. Roba un po’ retrò.

Per essere politicamente credibile oggi, devi essere amorfo come veltroni, buffone come berlusconi, o semplicemente il genero di Caltagirone. Devi essere un socialista, di quelli che fa rotolare nella tomba il Compagno Sandro Pertini, offrendo a Mastella un “seggio sicuro”, per riscattarsi dall’oltraggio di essere stato indagato nell’operazione “Why not”, che poi è anche lo slogan del PD, e a confondersi ci vuole poco, visto che c’è gente che pretende da berlusconi, la legalità.

Già Mastella, che vuole essere risarcito per l’oltraggio subito, ma si dimentica che lui ha perso il suo partito, il giorno in cui arrestarono sua moglie, e scelse di leggere una poesia in Parlamento, che peraltro attribuì erroneamente a Neruda, il giorno in cui, fidandosi del piccoletto falso peloso, decise di far cadere il governo.

Sì, ritrovarsi nel Programma del PCL, è cosa che risveglia il pensiero politico e fa venire voglia di lottare ancora, ma è ovvio che è difficile far credere che è “possibile”.

E’ più facile pensare che sia possibile il mondo contrario, a chi spera di ottenere la legalità da berlusconi, che per giunta ha quasi finito di distribuire gli inviti a corte. La volta scorsa fu il turno del suo collegio difensivo al gran completo – che se mi scrivi tu la legge, almeno non dovrai faticare per ricordarla in tribunale - e questo è il turno dei chirurghi plastici – che metti che gli si strappino i punti del tiraggio, per lo sforzo di un peto in Parlamento – e la fisioterapista che massaggiò il suo viso, e l’amica e l’attricetta che raccomandò a Saccà, e che lo vide indagato per la N volta, e il dottore dell’elisir di lunga vita, e la ex fidanzata del fratello…

Certo che le persone sono favorevoli a dare ai Deputati lo stipendio medio di un impiegato di concetto, probabilmente perché sarebbe anche l’unico modo per avere in Parlamento persone capaci di fare il proprio dovere con la passione politica e il rispetto della “res publica”…

Ma fin tanto che ci si aspetterà la legalità da berlusconi, la vedo dura.

Rita Pani (APOLIDE)

lisir di lunga vita, e la ex fidanzata del fratello...to per la N volta, e il dottore dell' è il turno dei chirurghi plastici -


3.07.2008

 

 

Il grande Vanhacker

Vanhacker

3.06.2008

 

Il programma

E' on line il Programma Elettorale del PCL (Partito Comunista dei Lavoratori)
R.

 

Berlinguer non c'è più

Ci sono giorni più depressi di altri, e anziché tentare di risollevarmi il morale, tendo a cedere alla tentazione di farmi del male, ricercando, nella vasta memoria di Internet, qualcosa che io possa utilizzare a mo’ di cilicio.

Così oggi è stato Berlinguer. Lui riempiva le piazze.

Oggi è diverso, la partecipazione popolare si calcola sullo “share” di porta a porta, e fior fior di matematici, spendono tempo in analisi dettagliate di tutte le variabili.

Quindi sì, il nano maledetto ha avuto una percentuale maggiore, ma Uolter l’ha visto più gente, perché c’è da calcolare la contemporaneità di altri eventi considerevoli, quali la partita del milan, o lo scoop di matrix, che trasmetteva la confessione di un’assassina.

Magari Berlinguer aveva dalla sua l’esistenza delle tute blu, di gente che aveva ancora le otto ore, e le voleva difendere. Oggi queste cose non ci sono più, siamo una società di automi, che gira con strani oggetti conficcati nell’orecchio, e finge di parlare, da sola, dandosi il tono di un capitano d’azienda, quando magari ha appena infilato l’Ape piaggio nel capanno dopo aver trasportato letame, per una giornata intera, pagato a nero e senza diritti.

Come diceva Trotsky: “Il coraggio rivoluzionario non consiste nell'essere uccisi, ma nel resistere al riso degli stupidi che sono in maggioranza.”

Ma oggi, se volessimo rivendicare il nostro diritto di essere rivoluzionari, avremmo grossi problemi, e ne è prova quest’altra dichiarazione, che copio dalla stampa on-line:

Purtroppo non viviamo in un paese libero”. “Non mi sento cittadino di questo paese - ha aggiunto - e me ne devo andare via al più presto sennò in carcere ci marcisco

Peccato però, che queste siano le prime parole rilasciate ai giornalisti assiepati davanti al carcere di Orvieto, dal fotografo dei vip (nuova professione) fabrizio corona, rilasciato dopo aver patteggiato una condanna a un anno e poco più per detenzione di un arma e di soldi falsi.

Cosa potrebbe spiegare meglio, il concetto di svilimento del termine “libertà”? A me poi, che l’ho appreso dai Quaderni di Gramsci e dai diari del Che?

C’è di che essere depressi, e più impari e più si aggrava… Oggi per esempio, tremonti è favorevole alla tradizione italiana del posto fisso, il suo padrone vuole rivedere lo statuto dei lavoratori, e Uolter promette che ci darà l’opportunità di aprire un’impresa in un solo giorno.

Rita Pani (APOLIDE)


 

 

Avere la faccia come il culo





3.05.2008

 

Dear Uolter, au du iu du?

Dear Uolter, au du iu du?

Ai nid revrait iu. Chen ai?

Oltre a essere comunista, sono una maniaca del linguaggio, la semantica mi appassiona in modo smisurato.

Così leggendo le tue dichiarazioni, battute dalle agenzie in tempo reale, comprendo che se la gente, quella a te cara, quella dalla quale vai a pranzo, leggesse o ascoltasse davvero quello che dici, forse risparmieresti un po’ di gasolio fermando il tuo pullman.

Già ieri, le dichiarazioni di Emma Bonino, mi avevano procurato una crassa risata – che ferreo sodalizio! – poi oggi, lo sciopero della sete di Pannella, ha fatto il resto.

Dear Uolter,

ti copio una tua dichiarazione odierna, a proposito della contestazione radicale: “E' stata una cosa faticosa: prima ci hanno chiesto l'impegno sui soldi e lo abbiamo preso, poi ci hanno chiesto di garantire nove eletti, ma sono eletti dentro una sfida. Adesso non c'è nessuna trattativa, forse qualche spostamento, ma nessuno scavalcamento

Ora, se il cittadino elettore fosse un normotipo dotato di palle, il tuo partito dovrebbe essere intorno allo 0,4%, e tu dovresti finalmente smettere di fare il paladino del tutto e del nulla, e spiegare come pretendi di continuare a blaterare sulla “nuova politica” sui “nuovi valori”, sulle “nuove idee” che faranno dell’Italia un grande paese, quando non sei che un tentativo assai banale di resurrezione democristiana.

Fortuna tua, la maggioranza degli elettori è un normotipo (senza palle) e quindi giudicherà “normale” la compravendita di “valori” e “idee comuni”. Non sprecherà nemmeno un attimo del suo tempo a chiedersi della tua battaglia per la cancellazione degli ideali, e tanto meno oserà frugare nella memoria recente, quando si apprese con sdegno che, la presunta lealtà della lega, verso il tizio piccolo e falsocalvo fu acquistata per 70 milioni di euro.

Sei un baro, dici di esserlo, ma nessuno te ne fa una colpa… evidentemente è così che si stringono le alleanze politiche in un paese democratico, e il leader più democratico che c’è, può essere libero (siamo in democrazia) di dire: “Vi ho dato i soldi, che pretendete di più?”

Stamattina un amico si chiedeva se tu non stessi lavorando per Bertinotti. Io gli ho risposte che secondo me sei un infiltrato, che lavora per la rivoluzione…

Rita Pani (APOLIDE)


3.04.2008

 

Non dirò nulla di centrosinistra

L’imposizione mediatica del bipartitismo, sta assumendo sempre più i contorni di una farsa. Provoca ilarità, ma in casi particolari, può provocare anche stipsi, o secchezza della fauci.

A furia di lanciare improperi al televisore, può accadere.

Oggi ho sentito Bertinotti dire… “Perché Sinistra alternativa… Sinistra Arcobaleno…” m’è sembrato umano, un po’ spaesato, come uno che inizia a soffrire di crisi d’identità.

Calearo, per farsi voler bene ha dichiarato: “Non dirò mai nulla di centro sinistra”…

Quello basso, con i capelli verniciati, ha ridotto il programma in 5 punti, che 10 erano troppi, da scrivere, per brunetta e tremonti.

L’UDEUR per sopravvivere dovrà iscrivere al partito Elio e Pellegrino, la governante filippina naturalizzata italiana in un batter d’occhio, il giardiniere e l’autista e la di lui moglie, che stirava a ore in casa mastella. Gli altri sono andati. In Sardegna, l’unico dissidente dell’udeur ha creato un nuovo partito, popolare autonomo sardo, PAS, Partito Antonio Satta.

Che a me ricorda un po’ il partito Rei Podda, pappa, buffa e codda. [mangia, bevi e tromba]

I radicali, che a differenza dei comunisti brutti e cattivi, sono gente buona e affidabile, dopo aver incassato la promessa di qualche manciata di euri e 9 seggi sicuri, hanno firmato il programma, ed ancor prima di arrivare alle elezioni, si stanno già allontanando.

Anche questo a garanzia della veridicità delle parole di Uolter, così tranquillizzanti e rassicuranti, che quando l’ho sentito parlare di un ritorno agli anni sessanta, mi è venuta voglia di comprarmi una Vespa, indossare una gonna sopra il ginocchio e cotonarmi i capelli.

Io dico che la norma a tutela del lavoratore dovrebbe partire dal presupposto che nessuna azienda può sfruttare il lavoratore. Punire col carcere il caporalato, punire col sequestro le aziende che non rispettano le leggi sulla sicurezza e passare l’impresa stessa all’autogestione…

I morti di Marghera, per esempio, sono ancora morti per caso. Nessun responsabile per una strage.

E allora che senso avrà un decreto già osteggiato da Confindustria, secondo cui, è improponibile aumentare le sanzioni?

Ed è solo l’inizio. Ricordatelo, anime pure votate al nuovo e al cambiamento… Ci sarà Coleo che mai dirà una cosa di centrosinistra.

Ricordiamoci cos’è e a cosa serve essere comunisti.

Rita Pani (APOLIDE)


 

La pena di morte?

Mi viene voglia di vomitare. Non un modo di dire, sono davvero disgustata, più di quanto lo sarei se nella mia cucina bollisse una pentola di broccoli.

Quattro persone sono morte, e in campagna elettorale, anche berlusconi si deve dichiarare “vicino alla famiglia” persino “addolorato”, poi però scatena i suoi: “è morto anche il proprietario dell’impresa e quindi non dobbiamo far credere che l’imprenditore sia un uomo con la frusta in mano.”

Insomma, non è un problema di sicurezza, ma è un problema di troppa sicurezza – fa l’esempio – di come i contadini, si taglino le dita segando il ferro. Io non so chi sia, l’ho visto per qualche minuto a Controcorrente, ma se avessi continuato ad ascoltare forse lo avrei anche sentiro dire che il fabbro si zappa i piedi piantando patate.

Siamo in campagna elettorale, e il decreto che non si fece dopo il rogo della Tyssen, lo si deve fare oggi, con larghissima intesa, seguendo le indicazioni del Presidente della Repubblica.

Nessun giornalista ha avuto l’ardire di ricordare che dal giorno del suo insediamento Giorgio Napolitano, si è sempre battuto perché la sicurezza sul lavoro diventasse realtà.

Ma siamo in campagna elettorale, appunto, e ci sono delle priorità che sono la ricchezza, il cambiamento, e meno tasse.

E poi ci sono i partiti dei patti, tra sopravvissuti al lavoro e gli imprenditori, e il decalogo di Motezemolo, e colaninno e la precaria.

Sembra che nessuno voglia rendersi conto che l’unico vero problema dell’Italia è la moralità.

Se un padrone non sfruttasse l’operaio…

Se l’operaio mettesse il casco protettivo, senza paura di scomporsi l’acconciatura… (quando ha la fortuna di lavorare in un’impresa che glielo fornisce)

Se le liberalizzazioni fossero state reali, anziché creare casseforti da svuotare…

Se un certo tipo di ladrocinio non fosse stato legalizzato…

Se si pagassero davvero le tasse…

Troppi se, lo so. Hanno stufato anche me.

Comunque, oggi finalmente mi spiego perché fini ha pensato di inviare i criminali a lavorare per pagare il debito con la giustizia. Non ha avuto il coraggio di chiedere di ripristinare la pena di morte.

Rita Pani (APOLIDE)


3.02.2008

 

Questo e quello

Una sorta di comizio romanzo a puntate, il viaggio in pullman elettorale di Uolter. Ogni tappa una sorpresa, anzi per dirla come vocabolario moderno comanda, ogni tappa una nomination.

E così dopo l’operaio scampato al rogo, la precaria, l’impiegata, l’economista scrittrice di un capitolo, il capo dei giovani industriali, il capo di Federmeccanica, e il generale, cosa apparirà?

La marchesa del Casato di Santa Gnocchetta, direttrice dell’opera Pia delle Piccole Sorelle degli incapienti? Un vescovo o un cardinale, da contrapporre alla rappresentanza atea del variegato mondo della concordia democratica?

E se è vero che ha candidato una lesbica, ci dirà forse il nome di un gay? E chi candiderà a fare gli interessi degli eterosessuali?

Ma soprattutto, che ci sta ancora a fare l’operaio scampato al rogo? (ed è così che lo chiamano tutti, al punto che è difficile ricordarne il cognome, Boccuzzi, che io ricordo solo per avere un amico omonimo) Che ne è della sua dignità?

Inoltre non bastava la dichiarazione di ieri di Uolter: “noi non siamo di sinistra, siamo riformisti” ci voleva anche quella di oggi: “Qui sta la differenza - ha scandito - la sinistra parla di lotta di classe contro i padroni: e' una scelta. Noi invece con Calearo dimostriamo che siamo la forza del patto tra gli imprenditori e i lavoratori”.

Casomai fosse sfuggito a qualcuno il bisogno estremo che abbiamo in Italia di una sinistra reale.

Chissà, se Oliviero Diliberto inizia a masticarsi le palle, per la scelta idiota di cedere ala tentazione dei numeri… (dubito)

Chissà, se qualcuno inizia a chiedersi che ne sarà del paese, indipendentemente da chi vincerà queste elezioni.

A me va bene comunque, perché questa volta non avrò responsabilità. Voterò il PCL, se riusciremo a presentare le liste, diversamente annullerò la scheda, poi poserò i gomiti al davanzale della finestra, e starò a guardare.

Rita Pani (APOLIDE)


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