5.28.2009

 

Normale cronaca italiana

Una normale giornata italiana, nemmeno tanto calda dopo l’esplosione della bolla africana. Inizia con la lettura dei giornali, e subito si spera che quella sia l’unica famiglia napoletana poco numerosa. Hanno parlato nell’ordine la madre, il padre, la zia, l’ex fidanzato e per amore, solo per amore, un piccolo ruolo è stato ritagliato anche per il figlio morto. Domani mattina non mancheranno le dichiarazioni dei cugini, fino al quinto grado di parentela, e della signora del piano di sopra, che testimonierà come mai, nemmeno una volta, abbia sentito uno strano odore nell’ascensore dopo che ne era uscita la baby del papi.

Meglio non distrarsi in questo periodo di elezioni, e quindi rilanciamo la telenovela facendo finta che ogni giorno ci sia una novità. E chi se ne frega se mai nella vita ci è passato per la mente di comprare un giornale di quelli specializzati in pettegolezzi? Ormai non c’è più tanta differenza. La politica della televisione ha vinto. Ammettiamolo.

Quindi non è successo nulla, perché il presidente del milan ha giurato che nulla di piccante è accaduto tra lui e il gregge di donnette aviotrasportate a casa sua, per i festeggiamenti di capodanno. E tantomeno avrebbe potuto accadere con una minorenne.
Però di lavoro si muore. La povertà incalza, i vigili del fuoco protestano a L’Aquila, l’immondizia marcisce negli angoli di strada intorno a Napoli, è già stata aperta un inchiesta ad Acerra, il capo del governo insulta la magistratura, poi insulta chi lo contesta. Il ministro fisicamente più orripilante del mondo insulta la polizia, minaccia di chiudere l’Antimafia (sputando così sui cadaveri dei pochi eroi veri di questo triste paese che poi, magari, andrà a commemorare) la celere minaccia di scioperare perché da un paio di mesi non vengono retribuiti gli straordinari, il ministro per la scuola privata risponde alla preoccupazione dei presidi restati senza soldi grazie ai tagli, che se non sanno arrangiarsi sono incapaci. I viadotti costruiti dalla mafia continuano a franare, in Sardegna si iniziano a privatizzare le spiagge … e chi più ne ha più ne metta, tanto ogni giorno è un nuovo giorno per questo ridicolo paese da quarto mondo.

Un consiglio, se posso … andate ai seggi. Non vi dico di votare (ho anche io, ancora, qualche perplessità) ma annullate la scheda. Non lasciate le schede non votate in mano a questa banda di lestofanti. Se non vi va di votare, scriveteci tutte le parolacce che conoscete, in modo che inequivocabilmente nessuno possa impossessarsi del vostro voto.
Rita Pani (APOLIDE)

 

Sono passati 37 anni.

Quanto può durare l'attualità?
E quanto ci riguarda?


R.

5.27.2009

 

Franceschini: male interpretato

Ecco, lo sapevo. Pure Franceschini è stato male interpretato e addirittura dai figli di papi, che vanno fieri dei valori di famiglia che hanno ricevuto.

Ammetto che sto ancora cercando di comprendere quale sia la valenza politica di Franceschini, e stamani quando ho letto la sua domanda agli italiani, la prima cosa che ho pensato è stata che o vive in un altro mondo, o non aveva nulla di meglio da chiedere agli elettori. “Fareste educare i vostri figli da berlusconi?”
Ma che cacchio di domanda è?

Caro Franceschini, ma davvero non sai che ci sono madri che per far educare le proprie figlie da papi, sarebbero disposte anche a vendere l’anima? Una società malata come la nostra, con genitori che regalano tette siliconate alle figlie per il compimento dei sedici anni, vuoi davvero che non aspiri a donare le vergini al re? Sono sicura che in un sondaggio d’opinione, nessuna madre ti confesserebbe che non troverebbe nulla di strano a far educare le figlie ai valori di berlusconi, ma stai tranquillo, sarebbero in tante a mentire.

Certo, poi capita che certe madri debbano riferire ai giornali di quanto siano sconvolte le loro bimbe, ma diciamoci la verità, quale donna non resterebbe sconvolta guardando il lombrico avvizzito che vive dentro le mutande di papi? Figuriamoci una ragazzina, che ancora non sa quanto il tempo che ci passeggia sopra possa essere bastardo. Hai voglia a tirare il viso, inserirti peli sul cranio, lucidarti la faccia col fard. Dentro le mutande, quando si fa deserto, resta deserto. E sì. Può davvero essere sconvolgente.
Scusa la digressione Dario, ma è che leggo che ti stanno impalando i figli di papi.

E allora ancora una volta ti domando: che cacchio di domande fai?
Ma non hai ancora capito che cazzo di paese avete combinato? Per un mese si può tranquillamente parlare più o meno apertamente del sospetto di pedofilia, di festini e orge a palazzo Grazioli, di puttanopoli, di donne facili e uomini viziosi … ma la famiglia non si tocca. Quella è sacra.
Forse la domanda giusta da fare, allora, sarebbe stata: chi di voi sarebbe orgoglioso di avere un pervertito come padre?

Rita Pani (
APOLIDE)

5.26.2009

 

L'allenatore dell'Inter guadagna dieci milioni di euro all'anno

420 morti
420388 infortuni
10509 invalidi

Tre morti non sono una strage. Per la strage ce ne vogliono almeno sei.

Mi dicono che l’Inter ha vinto lo scudetto, e anche in Sardegna sono tanti i tifosi.

Di questa merda mi sono più volte occupata, ma non ho fatto storia.

Come i morti ammazzati dal lavoro, non fanno storia.

Come i vivi che muoiono lentamente, ricattati dalla povertà e dal capitalismo che ingrassa sempre i soliti quattro maiali.

Già a Gennaio rilanciai il filmato Oil, lo faccio ancora http://www.youtube.com/watch?v=aB5PQR5NgdE sapendo che non servirà a molto, perché asciugate le lacrime per questa nuova strage, tutto continuerà a scorrere come sempre.

Con i lavoratori ormai schiavi, ai quali per prima è stata tolta la dignità della giusta rivendicazione. Obbligati a sottostare per mangiare. Obbligati anche a morire per poter sopravvivere.

Rita Pani (APOLIDE)

Che in tempi non sospetti, scrisse Luce (senza storia)


 

Senza parole

... La prossima volta che ci chiedono il canone, però, ricordiamoci.


5.25.2009

 

Brevi riflessioni di fine giornata

Solo qualche piccola riflessione di fine giornata: ma è possibile che debbano essere i crociati della CEI a dire le cose che dovrebbero dire le opposizioni?

Ha iniziato domenica l’omino bianco, tutto tempestato di oro e pietre preziose, che da Cassino dove era in visita, ha parlato dei precari, dei nuovi poveri, e del lavoro. Oggi ancora Bagnasco, che non solo invoca una nuova politica per ammortizzatori sociali in grado di sostenere i lavoratori, ma che si dichiara preoccupato per il sacrificio dei lavoratori stessi. E va ben oltre parlando anche di immigrazione, di respingimenti, e di società civile.

La politica italiana, quella ufficiale, continua ad occuparsi delle perversioni sessuali di un vecchio porco, che come ho più volte detto dovrebbe essere compito esclusivo della magistratura, mentre per esempio si inizia a temere la chiusura degli stabilimenti FIAT del Sud Italia, mentre le scuole pubbliche italiane sanno già che l’anno prossimo avranno difficoltà anche a garantire l’apertura dei cancelli, se i genitori degli alunni non metteranno mano al portafoglio (il governo ha provveduto però a finanziare con un cospicuo aumento le scuole private).

Siamo in periodo elettorale, e come per magia non si parla più di barconi di clandestini, ma tornano gli stupri e i tentati rapimenti di bambine napoletane per mano negra – una volta erano rom.

Ecco ho riflettuto … fate voi. Io ho mal di testa.

Rita Pani (APOLIDE)


 

E' in arrivo



Eccolo finalmente, il nuovo romanzo.
Quell'amore alla finestra - Storia di Tello e Dora.

E' un libro che amo molto, utile - spero- agli smemorati, alle donne, a chi ha faticato e a chi almeno una volta, nella vita, ha amato.

Dedicato a tutti loro, ma con una dedica particolare a mio padre col quale da sempre condivido il grande amore per i libri - e anche per questo lo ringrazio.

Non so dirvi di più, e preferisco affidarmi alle parole scritte dalla giornalista (bella bella) Monica Maggi, nella sua prefazione:

Bellissimo, questo romanzo. [...] Mai un cadere di tono e mai un ridondante dettaglio.

Rita Pani, fine artigiana della parola e cesellatrice di sofferenze, miserie e ricchezze umane, ci regala un affresco palpitante di vita propria.

Tello e Dora, Giovanna e Pericle, Mariamelia e Lorenzo. E poi Violetta e il suo rancore per la madre. Francesca e il suo amore lesbico inconfessato. Sara e il suo viaggio a Genova (il continente!) per tornare con un marito invidiabile e un figlio bellissimo. Un arazzo di persone, uomini e donne, che si muovono su uno sfondo aspro, dolente e dai colori vivi: la Sardegna.

Un ritratto che inizia dal dopoguerra e percorre lunghe strade. Tocca le miniere del Sulcis con i suoi minatori malati di silicosi. Le sue donne silenziose, tenaci e dai vestiti scuri. La sua gioventù che, nonostante le barriere del mare e della cultura, respira le ventate del progresso a zaffate dal “continente”.

Sono molto contenta ... mi raccomando, non siate timidi: ditelo pure agli amici ;-)

Rita Pani (scrittrice APOLIDE)


5.24.2009

 

Vuoi eliminare il Parlamento?


Ho visto il sondaggio di un telegiornale, che poneva questa domanda che cito a memoria: “Firmeresti per ridurre il numero dei parlamentari?” Scontata la risposta: sì per l’80%. L’italiota dalla mente pigra, sarà quindi portato a pensare che in fondo, berlusconi, non ha detto nulla di aberrante. Questo è l’ennesimo, piccolo esempio di manipolazione a mezzo stampa. Una libera e seria informazione, avrebbe chiesto ai suoi utenti: “Firmeresti per esautorare del tutto il Parlamento italiano, eliminando le forze d’opposizione?” perché questa è stata l’affermazione del megalomane di Arcore, come di consuetudine smentita il giorno dopo, a dispetto degli innumerevoli filmati che tutti i telegiornali, tranne quello di RAI 3, si son guardati bene dal riproporre.

In effetti diceva anche qualcosa di peggio, che negli anni ha ripetuto più volte, ovvero che il Parlamento è inutile. Lo fece anche quando per più di una volta, riunì il consiglio del ministri nella sua mega villa abusiva in Sardegna, perché era estate. Non so in quanti ricorderanno l’esordio, quando l’uomo del fare (i cazzi suoi) quando affermò che lui non aveva bisogno di andare in parlamento, e sempre per lo stesso motivo: è inutile.

Oggi però ha cambiato idea, o almeno dimostra di stare a pensarci; non ha ancora deciso se andarci per rispondere alle 10 domande che il quotidiano Repubblica gli ha posto in merito alla sua conoscenza con la ragazzina napoletana. Non mi sento di escludere che noi poveracci, dovremo sopportare anche le sue fandonie relative alle sue personali perversioni sessuali. Non ci farà mancare l’ennesima figuraccia di fronte al mondo.

Di solito chi intrattiene dubbie frequentazioni con minorenni si trova costretto a spiegarle in un tribunale, o davanti a un PM, e spesso accade che anche i genitori che affidino i loro figli minori a vecchi viziosi, vengano prima privati della patria potestà e poi incriminati per i diversi reati ravvisati. Per fortuna, oserei dire, ancora succede così. Ma questa è una storia diversa, di miseria umana mascherata dai lustrini e lo sfarzo, dal potere e dal danaro, e allora perché non arrivare a utilizzare il Parlamento per spiegare che per colpa dei giudici comunisti egli sembra essere un corruttore, e grazie ancora ai giornalisti comunisti che hanno traviato la moglie, sembri essere persino un vecchio porco, rugoso e vizioso?

Di andare in parlamento a dire cosa non ha fatto per i lavoratori che muoiono uccisi dal lavoro, della crisi economica che porta sempre più famiglie allo stremo, sui veri conti per la ricostruzione fantasma de L’Aquila, è un’idea che nemmeno gli ha sfiorato quel cranio ricoperto.

E io ho un altro dei miei sospetti, guardando a sinis … : a farlo fuori, politicamente parlando, saranno proprio i suoi alleati, che passeranno così per essere i salvatori della patria. Altro che guardare con ammirazione Fini! Ricordatevi che i fascisti, sono e restano fascisti.

Rita Pani (APOLIDE)

Ringrazio il lettore che mi ha segnalato la foto.


5.23.2009

 

Mediaset in sciopero bella notizia (oscurata)

Fonte: IL MANIFESTO
Udite udite. E diffondete. Forse è l'unico modo per permettere a questa notizia di raggiungere più orecchie possibile: i lavoratori di Mediaset sono in sciopero. Difendono i loro salari e chiedono che vengano ripristinate le "normali relazioni sindacali". Ma oggi devono prima di tutto lottare contro il silenzio. La loro astensione dal lavoro, infatti, sembra non interessare a nessuno. Di loro non parlano neanche le agenzie di stampa. Paradossale ma vero: accade "qualcosa" - qualcosa di inedito, c'è da dire - nella più grande azienda di comunicazione italiana, e i protagonisti faticano a bucare lo schermo. Ma tant'è, a Berluscolandia.
I fatti: Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi uno sciopero dei lavoratori della Videotime di Roma. La Videotime è la società licenziataria di Mediaset-Rti che lavora nei centri di produzione "Palatino" e "Elios". Qui vengono registrati programmi molto seguiti: dal Tg5 a Matrix a Forum. I lavoratori della Videotime si occupano anche del programma "Uomini e Donne" di Maria De Filippi, che però viene registrato a Cinecittà. Si tratta dei tecnici, della parte di produzione, dei parrucchieri, dei truccatori, dei sarti. Insomma, di tutto il personale che serve per mettere in piedi un programma. Ebbene, dall'anno scorso sono tempi di magra. Mediaset dice di essere in crisi (ricavi netti nell'anno 2008: +9%, utile netto: +14,3%) e per questo stringe la cinghia: niente più diaria per gli esterni, fermi i passaggi di livello, diminuzione dei premi di produzione, azzeramento della politica retributiva. Questo è quanto denunciano i sindacati: "Un esempio - spiega Roberto Crescentini, delegato fistel-Cisl della Rsu di Videotime - sabato registriamo Matrix. I lavoratori hanno chiesto di lavorare in straordinario. Ma l'azienda ha chiesto ai parrucchieri solo quattro ore di lavoro, e non sette. Alla domanda: perché? La risposta è stata: l'azienda è in crisi. Figurarsi - dice Crescentini - noi siamo i primi a non voler affossare l'azienda e a capire che è in corso una grave crisi economica e finanziaria. Ma Mediaset è in crisi?". La domanda è pertinente, visto che, racconta Crescentini: "Alla puntata di Forum in cui era ospite Barbara D'Urso, Mediaset ha pagato un parrucchiere 1.300 euro. Come anche viene pagato tutti i giorni un parrucchiere per la conduttrice Rita Dalla Chiesa, ad un prezzo che ci pare esorbitante, visto il momento: 700 euro". Insomma, dicono i lavoratori, se bisogna fare sacrifici che li facciano tutti.
Secondo il dato dei sidnacati lo sciopero è andato benissimo: l'adesione ha sfiorato il tetto del 95%. Ultima chicca: il Comitato di redazione del Tg5 ha inviato un comunicato di solidarietà ai lavoratori di Videotime. Il comunicato, a quanto pare, doveva essere letto durante l'edizione odierna. Ma è stato stoppato. Ci sono notizie più importanti.

5.22.2009

 

Il peggio è passato.


Ma siccome io sono malfidata di natura, preferisco pensare che è impossibile, perché al peggio non c’è mai fine.

A L’Aquila il peggio arriverà, lo dice il sindaco e provano a dirlo i terremotati ormai segregati nei campi profughi militarizzati, dove vengono osservate dalle camionette militari le adunate sediziose di profughi che discutono di argomenti politici, dove si invita la popolazione a ricorrere alla ricostruzione sul modello Ikea, fai da te, perché appare ormai chiaro a tutti gli aquilani, e ai cittadini italiani ancora normoreagenti, che la favola della ricostruzione non finirà con “e vissero tutti felici e contenti”, ma resterà col finale sospeso non appena si spegneranno le telecamere accese sul futuro G8.

Il peggio non è passato per la crisi economica, ma anzi deve ancora venire. E galoppa, inducendo al suicidio sempre più persone. È un argomento che potrebbe rientrare nella lista delle cose da non dire, come i morti sul lavoro, o come la povertà che ormai coinvolge la metà di questo paese assurdo, fatto di gente capace di guardare il dito che indica la luna. Eppure basterebbe sedersi in un angolo della piazza di un mercato, quando si smontano le bancarelle ed iniziano ad arrivare i vecchi o le donne, a raccogliere ciò che i venditori ambulanti hanno gettato via come scarti.

Io la vedo così, e spero tanto di sbagliarmi: il peggio sta arrivando. Ormai è chiaro, almeno a me, l’intento di questo governo: tornare all’epoca del film “Volevo i colonnelli.” Non è gente che pensa e non è gente con ideali, se non quello fascista ma peggiorato anche questo. La malattia del premier, in fondo solo un volgare miserabile, fa gioco alle altre forze politiche di governo che fasciste lo sono davvero. Il suo fare, e la stampa o di regime o attenta solo al titolo che fa vendere di più, andrà ogni giorno di più ad innescare la miccia dello scontro sociale, che porterà alla guerriglia urbana, e l’esercito è già là, sempre pronto dove si immagina possa servire intervenire. Una manifestazione di studenti, un campo per profughi terremotati, e presto, molto presto se la truffa della FIAT andrà avanti, davanti alle fabbriche che chiuderanno. L’uomo del trucco andrà via sul suo aereo, con i suoi servi e la sua corte, con i suoi danari, a finire la vita bella che si è costruito con certosino lavoro di malaffare e ladrocinio. Donnette e champagne. A noi resterà il fascismo quello vero, quello che certamente la buona acqua di Fiuggi non è riuscita a lavar via da chi fascista ci è nato e fascista morirà. E chi conosce la storia recente di questo povero paese che dalla storia non ha voluto imparare, non potrà fare a meno di tornare indietro con la memoria, e ripensare al golpe borghese. Ma d’altronde, se avessi un euro per ogni volta che in tempi non sospetti ho cercato di evidenziare le analogie del Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2, ora saprei come pagare la bolletta del gas.

E che tristezza! Lo sapevamo tutti, lo sapeva la sinistra che ancora esisteva, ma nessuno si è imposto perché questo non accadesse. Sarà così anche questa volta.

Rita Pani (APOLIDE)


5.21.2009

 

Scandaloso ... Scan-da-lo-so

Eccomi, sono tornata. La mia salute va meglio e mi piacerebbe tanto conservarla così, infatti, essendo rientrata a casa giusto in tempo per accendere la TV e vedere “Anno Zero”, ho immediatamente spento la TV. In aereo ho letto qualche titolo di giornale, sbirciando il mio vicino; mi sono addormentata appena prima del decollo.

Sembra che la parola chiave durante la mia assenza, sia stata: “scandaloso”. Ma anche: “Scan-da-lo-so”, casomai qualche coglione non ne avesse afferrato il senso, pare sia meglio scandire sillabando. Scandaloso, come fu l’uso criminale della TV che facevano Biagi, Santoro e Luttazzi.

Non mi sono persa nulla quindi, in questi giorni di disintossicazione, tranne qualche bazzecola come la sentenza Mills (scandalosa) e per i giorni a venire, so già che ci sarà tanto da discutere sull’uso criminoso del fard, che il papi sa usare meglio di una vecchia e tenera checca.

Continueremo anche a sentir raccontare dell’uso criminoso di ragazzine minorenni, da parte del vecchio pluripresidente, ma a nessuno verrà in mente di scandire bene: “Scan-da-lo-so”.

Scandaloso, come vedere nelle stazioni vecchi uomini senza trucco, ancora decorosamente vestiti, infilare le dita dentro le cavità per le monetine dei distributori di acqua e bibite. Scandaloso come quell’altro uomo anziano che dorme, con tanto di cuscino con federa e pizzo sangallo, sulla panchina lungo il binario, che fa solo cenno di chiedere una sigaretta.

Scandalosa, come la morte di un imprenditore trevigiano che si uccide prima di mettere in cassa integrazione i suoi dipendenti, in questo momento di crisi economico/psicologica. O scandalosa come la morte di troppi lavoratori, che deve rimanere segreta per non turbare la fantasia di chi ancora ripone la sua fiducia nel tizio imbellettato, come una vecchia zia che non vuole arrendersi mai. E ancora scandaloso come chiedere il permesso di soggiorno a ragazzi che stanno per diplomarsi dopo aver studiato per cinque anni in una scuola, o scandalosi come i piloni dei viadotti inaugurati tre anni fa che cedono come se fossero costruiti con l’argilla.

Scandaloso come il nostro paese senza palle, ormai incapace persino di comprendere l’attentato alla Costituzione che quella vecchia ciabatta inacidita, porta avanti strenuamente quando riferendosi al Parlamento, e quindi alla democrazia, afferma restando impunito: «Assemblee pletoriche e dannose. Basterebbero 100 deputati».

Scandaloso come quando non si fa abbastanza per combattere il fascismo.

Rita Pani (APOLIDE senza trucco)


5.17.2009

 

BACK SOON


5.16.2009

 

Benvenuti a Fantasilandia


Giunge a fagiolo un breve viaggio che mi porterà per qualche giorno abbastanza lontano dalla mia stanza tecnologicamente attrezzata. Chissà, magari al mio ritorno recupererò la voglia di informarmi sulle sorti di Fantasilandia, sulle gesta di quell’erotomane onanista di Tatù, e degli ospiti della sua patria incantata, che riescono a fare anche meglio di Cenerentola, cantando felici, al contrario di lei: “I desideri sono sogni.”

Troverò ancora, al mio ritorno, Tatù e il signor Roarke fermi sul confine del paese incantato, a ricevere gli ospiti che altro non fanno che sognare: mamme che offrono in sacrificio le figlie, per una carriera che loro non hanno potuto avere, popolazioni che attendono di veder piovere soldi che non esistono, uomini in cerca di lavoro, soldati che distribuiscono democrazia, e soprattutto la fine di una crisi economica che c’è stata, ma a noi non ci ha nemmeno sfiorato.

A Fantasilandia tutto è possibile. Peccato che ci sono ancora i comunisti che seminano odio, terrore e morte attraverso le pagine dei media controllati da Tatù, ma il sogno è quello di metterli tutti a tacere, in modo che anche le nuvole in cielo, possano essere colorate di rosa.

Fantasilandia resterà il luogo dei sogni e dei desideri, ma riservati esclusivamente a coloro che parlano italiano, perché a Fantasilandia, i negri non devono esistere; chiunque volesse aspirare clandestinamente al sogno, sarà rispedito in Libia dove indisturbato potrà continuare a vivere il suo incubo.

Sì, mi stacco qualche giorno, salto su un treno e fuggo da Fantasilandia, portandomi dietro solo qualche libro da leggere (Maupassant e Pratolini). Tanto quando tornerò sarà tutto esattamente come l’ho lasciato, o forse aggravato ancor di più. La miccia per far esplodere la guerra tra poveri è innescata, i lavoratori precari bianchi cacciano i lavoratori precari negri, le camicie nere sono per strada in attesa di quell’ordine che prima o poi arriverà: “Rastrellare”. Tatù e il signor Roarke a quel punto salteranno su un aereo e andranno alle Bermuda. Viaggeranno leggeri, perché i loro soldi, statene certi, li hanno già messi al sicuro. Una due bambine al seguito, perché sono buoni, e il sogno di una carriera, loro, non lo negano a nessuno. Forse solo agli operai.

A presto!

Rita Pani (APOLIDE stanca ma divertita.)

PS

(Se vi va di commentare, fatelo, ma ovviamente dopo domenica mattina i commenti appariranno solo giovedì o venerdì in tarda serata.)


5.15.2009

 

In Italia non serve la censura


Pil in caduta libera, meno 5,9%; berlusconi: “segni di miglioramento”. Il dato è il peggiore degli ultimi trent’anni, la crisi galoppa, siamo il peggior paese d’Europa: “governo ottimista”.

Come se, per esempio, un medico circondato dai microfoni che si appresta a leggere il bollettino medico di un malato, ad un tratto dicesse: “il paziente è morto, ma ancora non abbiamo perso le speranze di salvarlo.”

In Spagna un solerte giornalista ha provveduto a censurare la contestazione del Re e dell’Inno nazionale spagnolo, durante una partita di calcio. La TV pubblica ha licenziato il giornalista e si è scusata per l’accaduto con i telespettatori. Altro stato, altra democrazia, altra civiltà.

In Italia, non c’è bisogno di troppa censura, abbiamo già un’ottima mistificazione che raggiunge due scopi ottimali: far credere alla gente che ci sia la libertà, e censurare senza censura. In fondo siamo un popolo di creativi.

C’è un inchiesta che coinvolge bertolaso a Napoli per la mistificazione sulla scomparsa dei rifiuti? Il problema è l’insensibilità dei giudici che “mettono in mezzo” il capo della protezione civile, proprio mentre è impegnato a mistificare la ricostruzione abruzzese.

La dubbia moralità di un uomo vecchio che ama circondarsi di ragazzine anche minorenni? Invidia e odio. (Ma come odio? Non è l’uomo vecchio più amato d’Italia?)

E come non gioire del fatto che finalmente anche l’Italia avrà la sua rivoluzione? “Arriva la rivoluzione brunetta!” Oh! È brunetta, mica quel cazzaro di Che Guevara.

E potrei anche andare avanti, ma che senso avrebbe?

Rita Pani (APOLIDE)


5.14.2009

 

Come Chuck Norris

Sono sicura che il popolo di Internet conosca il libro edito dalla Tea “Chuck Norris ha un armadio nello scheletro” curato da Mist e Dietnam, o che almeno una volta abbia visto i filmati su Youtube. Cito a memoria, per chi non conoscesse, un paio di frasi tipo: “Quando Chuck Norris gioca a Flipper, usa un delfino. Vivo; Chuck Norris, nel suo Luna-Park privato, voleva le montagne russe più alte del mondo. Ci ha messo gli Urali.

Ora prendete un giornalista qualunque invitato in una qualunque televisione italiana, prendete una donnetta – meglio se isterica – ultra sessantenne, un imbecille italiota dai 20 ai 50 anni, sostituite Chuck Norris con silvio berlusconi e smetterete di ridere, perché è la fedele rappresentazione del livello di servitù immorale e psicologica alla quale stiamo assistendo. La storia racconta di un tizio, calvo anche lui, che si affacciava a un balcone, mostrava il suo grugno e la gente di sotto esultava. Esultò persino quando li mandò ad essere macellati in guerra, in Russia, con le scarpe di cartone e un cappottino d’orbace. Ieri come oggi, il popolo di servi viveva un’unica ansia: compiacere il padrone. Quando il padrone venne appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, gli schiavi liberati andarono a sputarlo e prenderlo a calci in testa.

Non seguo mai le notizie sportive dei telegiornali perché sinceramente me ne importa nulla, ma ieri casualmente ho ascoltato un servetto di Sky TG24 che raccontava delle esternazioni egiziane del presidente del Milan, che dopo la firma di un accordo favorevole a ENI tra le piramidi, preannunciava il licenziamento prossimo dell’allenatore della sua squadra di calcio. Il giornalista si sperticava allora in una specie di sunto biografico del presidente del Milan, che ha “ridato lustro” alla squadra della quale si occupa da 23 anni, che ha portato “al successo” con impegno costante, come del resto fece “con l’Edil Nord”. Insomma, era una narrazione così mortificante, che se avesse detto che quando berlusconi stampa in formato A4, dalla stampante esce un’Audi fiammante, nessuno si sarebbe messo a ridere. Umanamente dispiace comprendere che la sindrome di emilio fede è ormai quasi endemica, ma diventa terrificante se si pensa che ormai non è sindrome che colpisca solo i giornalisti.

Ieri scrivevo che contro il nucleare si deve pensare a una “guerra”. Ho passato gran parte della tarda serata spesso dedicata al mio lavoro a rispondere ai messaggi privati che ho ricevuto, e oggi leggo che si stanno moltiplicando i gruppi d’opposizione. Leggo che in Sardegna dopo la dissennata decisione di aprire una strada per Cala Sisine, la gente si dichiara inorridita per lo scempio che si verificherà a partire da questa estate. Leggo che sempre in Sardegna, dopo lo scippo del G8 e la chiusura delle ultime fabbriche, si moltiplicano le marce di protesta, gli scioperi, l’istituzione di movimenti spontanei dei cittadini. Leggo che l’Italia è in fermento per la promulgazione delle leggi razziali, aumentano i semplici cittadini a favore della civiltà. Attendo di scoprire le reazioni dei leghisti in merito all’abbandono di Malpensa barattato col decreto sicurezza, ossia sapere se per loro valga davvero più una ronda di un aeroporto. E mi domando: “quando cadrà – perché cadrà – il padrone, permetteremo a chiunque di venire a festeggiare?

E permettetemi una chiosa tutta dedicata alla mia terra: oggi siete inorriditi per una strada che porta a Cala Sisine, ma ieri, quando siete andati a votare chi vi prometteva di sorridere, lo avete votato. Avete voluto tornare a sorridere, ma loro vi daranno di più. Vedrete che ridere quando dopo aperta una strada inizierà a colare il cemento. Vedrete che ridere quando la piccola spiaggia di Cala Sisine, diventerà di proprietà privata per il villaggio che nascerà a duecento metri dalla scogliera. Altro che sorriso, quando avranno finito di devastare quel poco che ci è rimasto. E ora però fatevi avanti. Abbiate il coraggio delle vostre azioni, ammettete almeno di averli votati, perché sennò noi non capiremo mai, come questo sia stato possibile. O li avete votati o ci hanno imbrogliati.

Rita Pani (APOLIDE)


5.13.2009

 

O' miracolo della monnezza


 

Nuculare, si dice.


Per fortuna siamo in Italia, e quando in Italia si parla di energia, si sa, non è mai una cosa seria. Tuttavia è meglio stare allerta perché il senato ha dato il nuovo via al nucleare, nonostante il referendum del 1987, ma soprattutto perché come al solito, quando questo governo persegue qualche obiettivo criminale, si avvale del segreto di stato.

Dicevo che per fortuna in Italia il settore dell’energia non è mai stata una cosa seria, ma una fonte di facile speculazione e ladrocinio, dove i soldi si perdono nelle progettazioni, nell’acquisto delle aree di proprietà degli amici degli amici, nelle consulenze per la fattibilità, negli studi, per poi fermarsi all’atto del VIA (valutazione d’impatto ambientale) ed esser pian piano relegate all’oblio, senza che mai nessuno si chieda dove sono andati a finire i milioni stanziati.

Che ricorrere al nucleare nel 2009 sia una bestemmia, nemmeno ve lo rammento, come nemmeno vi rammento che in Italia esistono ancora le vecchie centrali nucleari da smantellare, le aree da bonificare e rimettere in sicurezza, e le scorie da smaltire, ricoperte da cemento crepato, o peggio in barili arrugginiti stoccati in capannoni a dieci metri da casa vostra. Inutile anche ricordare a chi preferisce pensare che il passato non sia mai esistito, che il problema dello smaltimento delle scorie radioattive, in Italia, non è mai stato davvero preso in considerazione. Tutti i governi che si sono succeduti hanno preferito ignorarlo, lasciandolo in eredità a quello successivo, così ormai da una quarantina d’anni. Non voglio entrare nemmeno nel discorso del grande spreco e fallimento economico che ha la politica nucleare, è facile in Rete reperire ampia documentazione.

Sardegna, Puglia e Piemonte, queste le regioni che si aggiudicheranno l’ambito premio. Penso a Capo Comino visto dal mare, e ai torrioni di una centrale, o Pula. Ma anche la costa di Ostuni, in Puglia, che ho la fortuna di conoscere. Provo a immaginare, e penso che per evitare lo scempio, persino una “guerra” avrebbe senso.

Perché? Perché siamo in Italia, e c’è sicuramente chi è abbastanza stupido da dire: “ma il nucleare di oggi è diverso, e pulito!” Stupido come colui che crede, senza sapere, che l’Italia sia davvero l’unico paese europeo in cui un “semplice” termovalorizzatore, sia inquinante quanto il traffico di una città nemmeno troppo grande. Idiota al punto di non aver curiosità di sapere che, mentre in Germania un termovalorizzatore brucia rifiuti rigidamente selezionati, e ogni termovalorizzatore sia sottoposto a innumerevoli controlli quotidiani dell’emissioni di fumi, in Italia, ogni termovalorizzatore ricerca emissioni di diossina, solo tre volte all’anno, e di solito sempre nei momenti più favorevoli alle ridotte emissioni. Per questo, a volte capita, che i carabinieri del NOE vadano a prendere interi staff dirigenziali, come capitato relativamente da poco a Terni, dove il poco inquinante termovalorizzatore bruciava rifiuti tossici e nocivi.

Provate solo a pensare cosa potrebbe accadere in una centrale nucleare italiana, costruita magari dall’ IMPREGILO, che vanta il merito della gestione dei rifiuti napoletani, della costruzione e gestione degli inceneritori napoletani, dell’ospedale dell’Aquila, e di tutte le porcate che sicuramente mi sfuggono.

Morire di leucemia sicura, far nascere bambini deformati o morire in “guerra” per evitare questo? Io non ho dubbi su quello che farei.

Rita Pani (APOLIDE)


5.12.2009

 

C'è stato un qui pro quo....

Leggo e volentieri giro, da Misskappa

Mi ero persa nel dolore per la mia città distrutta e tralasciavo di informarvi su quanto il Governo sta facendo per noi.

Gli sfollati di L'Aquila e comuni e frazioni interessati dal terremoto sono circa 65.000. I dati ufficiali parlano di più 35.000 allocati nelle tendopoli. Le rimanenti persone si dividono fra quelli alloggiati presso le strutture ricettive della costa, dei quali non esistono dati annunciati, che sono per la maggior parte impiegati statali, insegnanti e rappresentanti della borghesia locale, e coloro che hanno provveduto personalmente alla propria sistemazione.

Nelle tendopoli, dove sono collocate nella maggior parte persone anziane e stranieri, la situazione è drammatica. E questo a poco più di un mese dall'evento. Bertolaso ha detto chiaramente che non sono previsti alloggi alternativi fino ad ottobre inoltrato, quando i moduli abitativi non provvisori saranno approntati nelle aeree ritenute antisismiche,che a tutt'oggi non sono state ancora espropriate.

Le tende sono caldissime durante il giorno, si raggiungono anche i 40 gradi, e fredde durante la notte. Le condizioni igieniche sono precarissime. Il cattivo odore è insostenibile. Sono in atto epidemie di dissenteria e brochiti e polmoniti. Mosche, zecche e ratti sono in attesa di disinfestazione. Di container o case in legno fornite dallo Stato non se ne parla. In pratica, non esistono. In città, dopo pochi giorni dal sisma distruttivo, sono apparse numerose case in legno, poste in mostra da ditte locali e non, per essere vendute. Molti le stanno acquistando. Ma questo può farlo unicamente chi dispone di un terreno dove allocarle. E, ovviamente, del danaro per acquistarle. Non mi risulta che nel comune di L'Aquila esistano zone messe a disposizione dal'amministrazione a tale scopo .

A tutto ciò va aggiunta la situazione disperata di quanti, commercianti ed artigiani e liberi professionisti, hanno perso il lavoro. Tra questi mi colloco anche io. I famosi 800 euro mensili ,tanto sbandierati dai politici venuti in passerella elettorale, non trovano riscontro alcuno in decreti reali.

Chi non usufruisce delle tendopoli o degli alloggi sulla costa può inoltrare domanda al Comune per avere un risarcimento pari a 100 euro al mese, 150 per gli ultrasessantacinquenni. L'impiegata del comune, alla quale ho consegnato la mia domanda redatta su un foglio di carta volante, ché l'amministrazione non dispone di computer, mi ha detto che non si parlerà di avere tale indennizzo prima di settembre, viste le condizioni nelle quali versa la macchina burocratica comunale.

Le case agibili, per le quali però il Sindaco non ha ancora fornito decreto di rientro, sono quasi il 50 per cento di quelle relazionate. Il 50 per cento di quelle che non si trovano in zona rossa. La zona rossa rappresenta, aldilà del bel nome evocativo, i centri storici di L'Aquila, Onna, Paganica,San Gregorio e Tempera che sono totalmente inagibili. Gli abitanti di queste zone sono oltre 16.000. Me compresa. I moduli abitativi annunciati da Bertolaso non potranno ospitare più di 13.000 persone. Appare chiaro, innanzitutto, che gli sfollati assistiti nelle tendopoli non possono trascorrere l'estate e parte dell'autunno in condizioni tanto precarie.

E appare altrettanto chiaro che i nuovi disoccupati senza più beni al sole non possono sopravvivere senza introiti di alcun genere. Quando arriverà l'inverno, coloro che saranno senza casa moriranno di freddo. Qui si scende anche a 15 gradi sotto lo zero.

Questa la nostra situazione. Unica soddisfazione è stata, domenica, giorno della festa della mamma, la presenza delle deputate Gabriella Carlucci, Alessandra Mussolini e Paola Pelino, giunte sin qui a portare la loro solidarietà morale. La chicca è stata Maria Grazia Cucinotta che si pavoneggiava davanti ai riflettori, prima e dopo aver coperto l'abbondante scollatura con una maglietta bianca inneggiante alle mamme aquilane. Non è poco. Mica pizza e fichi.

http://miskappa.blogspot.com/

 

Governo criminale


A proposito della più grande vergogna della storia moderna italiana, contro la quale finalmente sembrano intervenire l’Europa e l’Onu, il vostro presidente del Milan dice:
"Il ministro esegue accordi gestiti da me.”
A parte la forma grammaticale discutibile, cosa avrà voluto dire?

a) Il ministro esegue i miei ordini
b) Il ministro non ha potere decisionale
c) Siccome ho il 99% dei consensi, se dico che ho deciso io mi candidano al Nobel per la pace

Appurato che questa nuova campagna è un’operazione di propaganda elettorale, quello che preoccupa non è tanto che quest’orda di malavitosi, frustrati in cerca di rivalsa, ignoranti, fascisti dicano o facciano a scapito di centinaia di vite umane, ma gran parte della popolazione italiana, finga di non sapere che ne è di certe vite umane.

Il problema dell’Italia è oggi un doppio problema: il primo che una forza politica utilizzi la campagna d’odio razziale alimentata dalla stupidità di pochi, per evitare di rendere conto di altri problemi italiani, quali il colpo di grazia reso alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo dalla politica propagandistica, la crisi economica che non è esattamente psicologica, la prospettiva dell’incremento della disoccupazione con la dismissione degli stabilimenti Fiat del sud Italia e di conseguenza di tutto l’indotto già ridotto ai minimi termini, la drammatica situazione delle scuole pubbliche, della sanità ormai resa inaccessibile ai poveri (anche italiani) e gli altri problemi metteteceli voi.

Il secondo problema, è la facilità con la quale l’italiano medio riesca a placare la propria coscienza, fingendo di credere alla propaganda di un malato (non solo megalomane) capace di stabilire che, donne, uomini e bambini che rischiano la vita per potersela salvare siano “tutti criminali”. Credere a questo è impossibile, ma fingere di crederci è comodo.
E comodo credere che quella ragazza di diciotto anni, incinta, morta in mezzo al mare e lasciata a marcire lentamente in un angolino di una barca, mangiata dai gabbiani, mentre maroni giocava a braccio di ferro con la Libia e con Malta era una criminale. A noi dei criminali non importa nulla. Noi i criminali li abbiamo al governo e non sembriamo intenzionati a cacciarli via.

Rita Pani (APOLIDE)

5.11.2009

 

Lavatevi le mani, che arriva il G8


Ve lo ricordate no? È andato in Abruzzo, ha fatto suonare una campanella di una struttura gonfiabile adibita a scuola. Le immagini di banchi, e persino una lavagna. Poi la dichiarazione di una maestra (non è certo che il papi l’abbia palpata prima di lasciare che venisse intervistata) la quale spiegava che, in quella scuola elementare le lezioni sarebbero state diverse da come erano prima del terremoto. Poi c’erano state le dichiarazioni di brunetta, che avrebbe aiutato a risolvere il problema della scuola abruzzese post terremoto con le sue lavagnette (magiche) multimediali. Dopo è andata anche la gelmini, non ha detto nulla di incisivo, ma sfoderando il sorriso d’ordinanza, ha detto che avrebbero pensato all’eventualità di favorire gli studenti abruzzesi nel conseguimento dei risultati prefissi per l’anno in corso: promozione d’ufficio. State certi che oggi, dopo l’inaugurazione del pallone scuola, dopo le lavagne multimediali, e dopo le promozioni d’ufficio, tutti coloro che non vivono in Abruzzo, avranno una certezza: la scuola funziona.

Balle! Non solo in Abruzzo, nei comuni terremotati non hanno ripreso a funzionare le scuole, e gli studenti e i professori sono costretti alla trasferta forzata, ma nemmeno esiste un piano per la ricostruzione. E non basta: la gelmini non ha nemmeno messo per iscritto che nessun ragazzo terremotato perderà l’anno. Ci sarebbe di più: la scuola abruzzese non è stata stralciata dal decreto dei tagli, che tende ad uccidere la scuola pubblica.

Oggi ho sentito una dichiarazione del capo della protezione civile, in merito alla visita della delegazione russa che è andata a controllare il sistema di sicurezza per il G8. Era tutto felice mentre sosteneva che per il popolo abruzzese, la visita di tanti capi di stato sarebbe l’unico modo per far sentire la grande vicinanza. Poco dopo lo stesso telegiornale, spiegava sempre agli abruzzesi, che per evitare le epidemie, e i fastidi che stanno aggravando una situazione già grave, si sarebbero dovuti lavare le mani più spesso e molto bene, e soprattutto non avrebbero dovuto avere paura di fare cinque minuti di fila in più per farsi una doccia. Iniziano infatti le prime infezioni gastrointestinali, e persino i pidocchi pare abbiano fatto la loro comparsa nei campi profughi organizzati dalla protezione civile.

A me piacerebbe tanto conoscere un sopravvissuto ospitato in una tenda, con i pidocchi e la diarrea, che si sentisse felice del G8 a Coppito. Mi piacerebbe anche vedere i capi di stato in fila davanti ai cessi chimici con la diarrea.

Due speranze vane.

Rita Pani (APOLIDE)


5.10.2009

 

Un'altra volta il voto utile. Fantastico!

Io lo so che sono cose da campagna elettorale, e forse lo sanno anche altri. Sospetto che addirittura lo sappiano persino coloro che fingono di non saperlo. Si avvicinano le elezioni, è assodato che nemmeno un sospetto di pedofilia è un problema, sempre che il mostro non sia lombrosianamente presentabile, povero, e con la vecchiaia non camuffata dal trucco, ma è meglio non rischiare, vedi mai qualcuno si svegli. Quindi si passa al piano B, che è forse scontato ma sempre utile: la caccia al negro.

Alemanno oggi prova rammarico per come i fascisti trattarono gli ebrei, non sembra invece pentito di come lui, per garantirsi la seggiola da sindaco, ha trattato i rom e i rumeni, fossero anche bambini. Il papi del consiglio la spara più grossa: lui non farà dell’Italia un paese multietnico, ma ovviamente non spiega come. Sopprimerà i milioni di appartenenti ad etnie diverse ormai radicati in Italia, che ci rendono un paese multietnico o favorirà i rastrellamenti e le deportazioni? Nessuno ha pensato di chiederglielo, e questo ormai succede spesso in Italia, magari gli si chiedono consigli sul fard e il mascara, una barzelletta, una smorfia o uno scherzo istituzionale, ma una domanda che abbia senso mai.

Ma è campagna elettorale anche all’opposizione, e finalmente la voce nuova di Franceschini si alza forte e poderosa: “No all’astensione o al voto di protesta, quello all’Italia dei Valori.” Finalmente uno che ha capito tutto, finalmente una novità in questo panorama desolato e depoliticizzato. Si sentiva il bisogno del richiamo al voto utile, perché una volta, evidentemente, non era bastata.

Non hanno davvero capito ancora una mazza?

Rita Pani (APOLIDE)


 

Siamo tutti un popolo di migranti

Siamo tutti un popolo di migranti


Andrea Sarubbi, classe 1971, giornalista, deputato Pd ha messo sul suo sito un testo che lo fa rabbrividire...


Immigrati italiani in Usa

Immigrati italiani in Usa


"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=117881

5.08.2009

 

L'ultimo metrò

Che poi, io, il metrò per soli milanesi, l’avrei lasciato fare. Il vagone colorato tutto di verde, con i simboli padani, e un cartello: “Carrozza riservata a soli milanesi.”

Poi avrei passato la voce, e avrei chiesto a tutti i milanesi “negri”, di munirsi di documento di identità, e di salire a bordo del futuristico mezzo. Perché non sembra, ma io vi garantisco che i milanesi negri ci sono eccome. Milanesi di terza generazione, probabilmente anche più milanesi di un meridionale leghista.

Dopo di che, negri a bordo, avrei aspettato il primo malcapitato della bassa bergamasca, o del varesotto, dai tratti tipicamente ariani e lo avrei denunciato alla ronda padana. Se poi, puta caso, fosse stato un veneto, un valdostano, o un tedesco dell’Alto Adige … la legge è legge, e va rispettata comunque.

Perché? Perché è impossibile (proprio contro natura) rispondere in modo intelligente ad un problema cretino. Questa è gente ignorante, sono persone squallide che odiano i gay ma sposano le mucche con rito celtico, e allora perché perdere tempo a spiegare la civiltà e l’evoluzione ad una manica di coglioni?

E poi, anche perché a me, questa cosa, avrebbe divertito tantissimo.

Rita Pani (APOLIDE)


 

Psicopatologia tutta italiana.

Ieri avrei concluso questo post con un volgarissimo : “Andassero tutti a cagare!” Oggi è diverso, obbligata ad assistere alla trasmissione “Anno zero”, decido di cominciare con un volgarissimo: “Annassero tutti affanculo!” persino un po’ romano, e non escludo altre volgarità nel testo. Mi si consiglia spesso un po’ di autocontrollo, di fare attenzione all’uso delle parole, soprattutto – mi dicono – perché sono una scrittrice, e ogni mio scritto è un biglietto da visita. “Annassero a fare in culo anche loro!”

I più giovani sicuramente non ricordano Jader Jacobelli, io non è che sia troppo avanti con l’età, però me lo ricordo. Era un omino che mediava le tribune politiche. E non ci crederete mai, cari ragazzi, ma alle tribune politiche partecipavano i politici. Poi sono arrivati gli anni 80, e non si sa bene cosa sia successo, ma è oggi palese che una mutazione genetica deve essere intervenuta per devastare e rielaborare il processo dell’attività neuronale del popolo italiota, con controllo consequenziale delle attività neuro linguistiche.

Me lo ricordo che c’era qualcuno pioniere dell’abolizione del politichese: in pratica, ad un certo punto della storia ci fecero credere che l’utilizzo di quel tipo di linguaggio fosse un metodo scientifico per non farci comprendere ciò di cui si stava parlando, al tavolo televisivo di Jader Jacobelli. Così, senza colpo ferire, il politichese è stato sostituito dal minchiese, ed oggi sei politico in base a quante minchiate riesci a sparare a raffica senza interruzioni.

Jacobelli è morto, ma in compenso abbiamo la Palombelli: “Mi ricordo che da ragazzina protestavo per la chiusura di una fabbrica ai cancelli, oggi si protesta per la chiusura di Incantesimo. È un po’ la stessa cosa, sono i tempi che sono cambiati. Incantesimo è un lavoro.” Avete capito no, perché minchiese? Perché se non spari minchiate in una trasmissione di approfondimento politico, non ci puoi andare. E se sei giornalista è meglio.

Non so chi fosse il direttore di Novella 2000 ai tempi di Jacobelli, ma sono certa che non lo avremmo mai visto parlare in politichese. Oggi la direttore dello stesso giornale ha dato prova di essere ferratissima in minchiese: “berlusconi è un bellissimo uomo.” Ora – e mi piacerebbe guardarvi negli occhi, compagne – io non sono un gran ché ma francamente, asserire che berlusconi è un bellissimo uomo, per me è un caso patologico da TSO, un po’ come se un uomo venisse a dirmi che Cammilla Parker Bowles, in arte moglie di Carlo d’Inghilterra, è una grandissima gnocca.

E allora, io ancora mi chiedo che cosa è successo in questo povero paese di merda? Io spero che qualcuno si renda conto, prima che sia troppo tardi, che non possiamo più aspettare Mosè che alzando il bastone al cielo scansi le acque per farci passare, perché Mosè non c’è. Tocca a noi risanarci, tornare alla politica che non permetta più l’abuso dei popoli, che sia di popolo per il popolo, che ricostruisca paesi dopo alluvioni e terremoti, che non permetta che una giovane donna muoia suicida perché dopo 30 anni di vita vissuta in Italia, si ritrovi rinchiusa in un lager, perché i popoli non debbano vivere l’apartheid non in Palestina, o in Nord Africa, ma in Italia a Foggia come a Milano, perché si ridia dignità al lavoro e al lavoratore, perché si paghino le tasse, perché chi delinque sia giudicato e condannato, perché la scuola insegni, e perché, in buona sostanza, si ritorni ad essere civili.

Rita Pani (sempre più APOLIDE)


5.07.2009

 

Cosa vi ricorda?


 

Clandestino

Io non sono un’ottimista, ma dagli ottimisti ho imparato che bisogna sempre trovare il lato buono delle cose. E un lato buono ce l’ha anche la lega, ossia sono talmente ignoranti che nemmeno tra sessant’anni qualcuno oserà dire che maroni, calderoli, bossi o un altro a caso, ha lasciato scritti dei diari, dai quali si evince che in fondo erano brave persone.

È raggiante il ministro per il razzismo maroni, finalmente il sogno di una vita diventa realtà, con una legge che spero vivamente il Presidente della Repubblica, rifiuti di firmare. Quel che passa dalle autorevoli dichiarazioni dell’ente per la propaganda e il razzismo è la versione edulcorata per idioti, di una legge che ci porterà ad un altro primato europeo: l’istituzione dei lager per la carcerazione dei clandestini. Dicono che con la legge, finalmente la clandestinità sarà un reato, come se fino ad oggi fosse stata un punto di merito per i curricola personali di ogni schiavo extracomunitario.

In tutti i paesi del mondo vigono leggi sull’immigrazione, e in tutti i paesi chi non ha il permesso di soggiorno viene espulso. In Italia no, il clandestino verrà rinchiuso nei lager. D’altronde è lo stesso bossi ad ammettere che per la prima volta, l’Italia, ha fretta di approvare una legge “ad persone”: “bisogna fare in fretta, sennò 250 clandestini saranno liberati …” Vergogna? No, sicurezza, che se ne sente tanto il bisogno.

Sempre secondo l’ufficio stampa del ministero per la propaganda e il razzismo, le due clausole più vergognose sarebbero state stralciate dal decreto: l’obbligo per i medici e i presidi delle scuole di denunciare i clandestini. Sono balle che escono dalla porta per rientrare dalla finestra. Chiunque in Italia sia in qualche modo pubblico ufficiale (e i medici lo sono al pari dei presidi, dei dipendenti delle poste, e comunque di tutti coloro che a vario titolo attuano i fini della pubblica amministrazione) sarà costretto dal ruolo che ricopre a denunciare “i clandestini”.

La cosa più gradevole di tutta questa storia, sono le ronde. Chissà se per fare il paio col reato di clandestinità, si prevedono anche i rastrellamenti. È una storia che abbiamo già sentito, ma tanto l’abbiamo scordata, riscriverla forse servirà a rinfrescare le memorie.

Rita Pani (APOLIDE)


5.06.2009

 

Cronache aquilane

Il consiglio comunale 2

from Miss Kappa by Anna

La tosse allergica non mi dà tregua. Cerco di buttare sulla tastiera qualcosa per voi. E per me. Ieri sera ho partecipato ad un affollatissimo consiglio comunale. Gli Aquilani hanno voglia di esserci. E di sapere. Il punto della situazione è il seguente: ad un mese dal sisma le persone sfollate risultano essere 65mila. Provenienti da L'Aquila e da altri 49 comuni . Le tendopoli allestite sono 170. Tutti ci domandiamo come si può pensare di tenere degli esseri umani in tenda fino all'arrivo dell'autunno. Nessuno parla di roulotte o container. Tutti temono epidemie, malori, malattie e stati d'animo pericolosi. Il decreto terremoto, messo a punto dal consiglio dei ministri, appare quanto di più farraginoso e meno leggibile si possa immaginare. Si parla di ricostruzione immediata e,poi, di finanziamenti dilatati sino al 2033.
Si parla di alloggi di transizione per 15 mila sfollati, quando solo gli sfollati del centro storico, totalmente inagibile, sono 22mila. Appare chiaro che gli Aquilani non verranno trattati come Umbri e Marchigiani e Friulani che hanno avuto finanziamenti pari al 100% del costo base delle loro case.
Gli Aquilani sono troppi. Il centro storico della mia amata città è quattro volte più grande della somma di tutti i centri storici dei paesi umbri e marchigiani colpiti dal sisma.
La mia città è una delle 24 città d'arte italiane, appare ancor più agghiacciante, quindi, l'opzione concessa alla società Fintecna: chi non riuscirà a coprire la ristrutturazione con il massimale degli 80mila o 150 mila euro, come accadrà in tantissimi casi, me compresa, e non disporrà di fondi personali da aggiungere alla somma erogata dallo stato,potrà cedere mutuo e rudere a questa immobiliare che diventerà padrona del centro storico, con conseguenze speculative immaginabili. Con il rischio di vedere trasformata L'Aquila in una enorme Disneyland.

Altro dato inquietante è quello degli alloggi provvisori che vengono stimati, come detto, nell'ordine di cinquemila, per una spesa totale di 400 milioni di euro entro il 2009. Fatti i dovuti conti, un modulo prefabbricato di 50 mq costerà intorno agli 80mila euro. Quanto lo stato riconosce per la ristrutturazione di un appartartamento disastrato del centro storico. La cosa che è apparsa lampante agli occhi di tutti è stata l'estromissione totale dei cittadini e dei governi locali ad opera della Protezione Civile. La Protezione civile blinda e decide, con arroganza e saccenza. Ti mette da parte. Questo è apparso anche dal discorso del Sindaco, che invocava di essere chiamato in causa e dagli assessori e consiglieri tutti. Bertolaso era lì, e faceva il piacione. Ci ha rassicurati, ci ha detto che tutti saremo sistemati al meglio. Ci ha detto fidatevi di me, sono dalla vostra parte. Ce lo aveva detto anche prima del sisma che ci ha schiacciati. Le nostre facce erano perplesse, e spaventate dal futuro che ci aspetta.
Un po' di claque che inneggiava al suo operato se l'era portata dietro. In perfetto stile berlusconiano.

5.05.2009

 

Anomalie tutte italiane

L’anomalia italiana è evidente, ma rimarcarla non guasta. In un altro paese, anche parzialmente civile, sarebbe bastato il sospetto che il capo del governo avesse frequentato delle minorenni, per dimettersi. Qua no. Il sospetto vecchio porco, occupa le televisioni, i telegiornali, i giornali, le chiacchiere della gente. Il presunto maiale ha in mente di “non perdere le simpatie dei cattolici”, e per questo esprime per l’ennesima volta la sua opinione sulle donne: portatrici sane di figa, meglio se super accessoriate con protesi al silicone, non in grado di intendere e volere. Sua moglie meno di tutte le altre. La cosa triste è che NON perderà la simpatia delle sue elettrici, che spesso incarnano esattamente la sua idea di cosa – e ribadisco cosa – debba essere una donna.

Quasi, quasi, mi dispiace di essere una persona attenta all’igiene personale. Vorrei essere maleodorante. L’abbigliamento, per fortuna, è perfetto così com’è.

La tristezza del popolo italiano, è che ha favorito tutto questo, eleggendolo al parlamento, eleggendolo a governare le regioni, con uomini di paglia, fantocci clonati a sua immagine e somiglianza. E così mentre noi ci divertiamo con le foto del papi alla festa (anche io sono colpevole) l’Italia scorre, ma le sue acque non fanno rumore. La Polizia che protesta sotto palazzo Chigi mentre si approva la nefandezza sulla sicurezza, è quasi un bisbiglio non udibile, coperto dalle grida di una donnetta ferita nel suo orgoglio, che ha sposato un vecchio maiale. Eppure è la Polizia, e sono armati, e dipendono direttamente dallo stato che non gli garantisce nemmeno i soldi per le ore di straordinario che sono spesso obbligati a fare. C’è la polizia sotto il parlamento, e non per arrestare un gran numero di malviventi che ci stanno dentro, ma per avere i soldi della benzina per le macchine, spesi per esercito e ronde di propaganda razzista.

Il papi del consiglio va nella TV di stato per dibattere la sua causa di separazione (ma fa l’americano e parla di divorzio) e a me scrive una ragazza che ha perso la casa a L’Aquila: mi chiede se è vero che non si prevede l’utilizzo di container o roulotte. [Copio] … stamattina abbiamo provato a parlare con qcuno della protezione civile a Coppito ma non ci hanno fatto passare, e i volontari al campo nn ne sanno nulla. Che loro sappiano nn sono previsti container o case di legno e la gente inizia a essere preoccupata xchè sarà impossibile avere le case entro l’inverno … Questi sono pazzi, stanno pensando al g8

E io che ti rispondo Annina? Io davvero non lo so. Posso dirti che il papi e il papà sono amici, ma è un segreto che il papà si porta nel cuore. Posso dirti che c’è un filmato che ritrae il premier che vuole palpare una signora, mentre cammina sulle macerie a Bazzano, il 25 Aprile scorso. Posso dirti che i comuni della Sardegna sono in fermento, perché le promesse di strade, e ricchezze, lavoro e sorrisi fatte in campagna elettorale, sono svanite. So che il sindaco di Foligno aveva offerto le casette di legno usate dopo il terremoto in Umbria, ma pare siano state rifiutate perché non ce ne sarebbe stato bisogno.

Spero che qualcuno che legge, sappia dirti di più.

Rita Pani (APOLIDE)


 

TENDOPOLI TERREMOTATI COLLE DI ROIO (AQ)


5.04.2009

 

Il castello di carte

Stamattina anche io ho letto la dichiarazione di distrazione di massa di dell’utri, sulla presunta bontà d’animo di quell’animale di mussolini, e l’ho rilanciata chiedendomi ironicamente, se prima o poi questo tipo di storia si sarebbe insegnata anche nelle scuole. Ora apprendo che molti partiti di sin … insomma non di destra, hanno voluto prendere posizione, anche in modo duro. E vado cercando la logica.

Andrebbe tutto bene, se non fosse che è ormai noto dal 2007 che quei diari sono falsi. E allora, a che serve continuare a parlarne, senza ricordare all’opinione pubblica gli studi fatti dal Professor Emilio Gentile, docente di Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma, visiting professor dalla Francia al Connecticut, autore di numerosi saggi sul tema? Da qui derivava la mia ironia su un possibile insegnamento.

Serve.

Serve perché Coppito è ormai stata dichiarata area a massima sicurezza, perché gli uomini di guardia al paesello sono lievitati in maniera esponenziale, non perché a pochi chilometri una città e qualche paese sono stati rasi al suolo da un terremoto, ma perché c’è esigenza di mettere in sicurezza i luoghi del G8.

Serve perché il declino dell’imperatore è iniziato, e bisogna rimettere le cose a posto, prima che sia troppo tardi per tentare di occupare il Quirinale e farne la garconniere privata del papi del consiglio, aspirante papi della Repubblica.

Serve perché diversamente potremmo indignarci per aver così pesantemente portato anche noi, italiani brava gente, un po’ di democrazia in Afghanistan uccidendo una bambina di 12 anni, rendendola di fatto un effetto collaterale o un incidente di percorso.

Serve parlare ancora di cartaccia come se fosse storia, per non farci interrogare su come sia possibile che in una società evoluta, in Italia, un bimbo di 18 mesi muoia in braccio alla madre disperata, che non aveva abbastanza soldi, e diritti, per curare il suo bambino.

E verrebbe da chiedersi, se solo ne avessimo un po’ di voglia, quali altre cose ci proporranno per deviare l’attenzione dall’italico sfacelo di ladri e di puttane, di mafiosi e piduisti, di fascisti e di razzisti?

C’è da sperare che continuino a limitarsi al gossip e all’idiozia, perché ogni carta che cade dal castello costruito, per noi aumenta il pericolo. E le carte stanno cominciando a cadere.

Rita Pani (APOLIDE)


 

200 ragazzini e nemmeno un cellulare

Poi sull’argomento di distrazione di massa non ci tornerò più. È che ieri aveva deciso per il silenzio e il dolore, il papi del consiglio, invece oggi parla e ci dice che mercoledì prossimo, le foto della festa della bimba saranno pubblicate su “Chi”, Organo Ufficiale della Presidenza del Consiglio.

E allora mi tornano in mente le chiacchiere fatte con un’amica, con la quale ad un certo punto ci si è chieste: “Ma com’è che non esiste un filmato su Youtube? Com’è che nemmeno una foto è rimbalzata sui blog, su Facebook, o in un altro social network?”

Oggi che persino i telegiornali autorizzano chiunque a proclamarsi “reporter” chiedendo espressamente filmati e foto di alluvioni, disastri, incidenti vari, tette al mare, è possibile che non esista documento sull’apparizione del papi in discoteca?

È davvero possibile credere che in una sala brulicante di ragazzini diciottenni, nel momento della manifestazione del bisunto dal signore, nemmeno uno abbia estratto il telefono cellulare per fotografare e filmare? L’ipotesi più verosimile è che sia stato vietato loro di improvvisarsi reporter, o che lo scoop sia stato pagato e pure bene.

È questo il modo in cui all’italiano si fa credere che l’anello che ha al naso, sia in effetti soltanto un piercing.

Rita Pani (APOLIDE)


5.03.2009

 

Il grande inganno del dopo terremoto


Da: Lettere Messaggero

Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito ad una ingiustizia tanto grande e ad un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L’Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie, come è accaduto in occasione del devastante terremoto che l’ha colpita e nel quale, nel giro di una trentina di secondi, tanta gente ha perso tutto, affetti, amicizie, casa, e molti anche il lavoro, per non parlare dei monumenti che rendevano unica la città.

Mai in tutta la storia della nostra Repubblica è stato negato ai cittadini il risarcimento integrale dei guasti dei terremoti, per la prima casa. Ma questa regola sempre rispettata (come, ad esempio, nel Friuli e in Umbria), non vale per l’Abruzzo. Da un primo esame del Decreto legge n. 39 saltano agli occhi queste particolarità: all’art. 3 non si parla di una cifra specifica, ma nella relazione tecnica allegata si indica la somma di €150.000,00 quale tetto massimo spettante ai singoli cittadini per la prima casa. Orbene, la cifra che sarà poi effettivamente riconosciuta a ciascuno degli aventi diritto, per un terzo dovrà essere coperta con un mutuo a tasso agevolato a carico del cittadino, e per un altro terzo dovrà essere anticipata, sempre dal cittadino, che potrà recuperarlo nell’arco di 22 anni non pagando le imposte, mentre lo stato interviene con denaro liquido solo per l’ultimo terzo.

Sennonché la caratteristica dell’Aquila e degli altri comuni colpiti è quella di centri storici di particolare valore, costituiti da un grandissimo numero di edifici antichi e pregevoli, 320 dei quali, di proprietà privata, sono sottoposti a vincolo da parte della Soprintendenza. Ci sono poi altri 800 edifici pubblici, qualificati di interesse storico, archeologico e artistico. Ora, come è possibile che un privato possa farsi carico della ricostruzione o del restauro di un edificio vincolato o semplicemente di pregio, accollandosi il 66% della spesa? Si comprende allora come il Decreto legge n. 39, se resterà nelle sue linee essenziali così come è stato concepito, costituirà l’atto di morte di una città e di tutti gli altri centri terremotati, che resteranno nei decenni avvenire cumuli di macerie e di edifici spettrali, cadenti e abbandonati.

Ma nel decreto n. 39 c’è anche di peggio: all’art. 3, comma 1 , lettera c, si dispone che se un immobile, gravato da un mutuo, è andato distrutto, la Società Fintecna, a richiesta del privato cittadino. si accollerà il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile. Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto, la conseguenza parrebbe essere, dall’esame della norma, che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo: insomma non avrà più la casa ma continuerà a pagare il mutuo. Il rischio è che la città vada per gran parte nelle mani della Fintecna. Ma se, come è facile prevedere, il cittadino non riesce, col contributo e con il mutuo a tasso agevolato, a coprire l’intera spesa per il restauro o la ricostruzione (rispettando, si spera, le norme antisismiche), dovrà contrarre un ulteriore mutuo, a tasso di mercato, con la banche. Insomma quello delineato dal decreto n. 39 è un meccanismo infernale che consegnerà una città nelle mani di banche, finanziarie e usurai.

L’ultima perla del decreto: dopo aver dichiarato la città “zona franca”, lo Stato non rinuncia a pretendere da quegli sventurati cittadini che si faranno carico della ricostruzione, il pagamento dell’IVA al 20% ( art. 3, comma 1°, lettera d). Ecco cosa miravano a coprire le tante “passerelle” e sceneggiate e come fosse interessata l’esaltazione della dignità degli abruzzesi, “forti e gentili”.

Dott.ssa Rosella Graziani
cittadina di L’Aquila; attualmente ospite del padre, insieme alla sua famiglia, in Paglieta (CH)

(3 maggio 2009)

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