8.02.2009
Bologna

Avrei trovato più coerente e sensata l’assenza dello stato a Bologna, che l’invio di un fantoccio che si presta ad essere fischiato. L’anno scorso toccò a Rotondi, quest’anno a bondi, l’anno prossimo, per il trentennale ci manderanno un usciere. Pare che i nostri figli non sappiano nemmeno cosa accadde a Bologna quel 2 Agosto di ventinove anni fa, ma non ci stupisce più di tanto considerato che qualche ragazzino addobbato più che vestito, gira inneggiando al duce. Noi sappiamo cosa accadde a Bologna. Fu una strage fascista, i cui responsabili condannati in via definitiva, sono liberi di vivere e lavorare portandosi sulla coscienza 85 morti e 200 feriti. Sappiamo anche che i feriti ai quali nel 2006, finalmente, venne riconosciuta la pensione per le invalidità riportate in seguito all’attentato fascista, ad oggi, non hanno visto nemmeno un euro. Sappiamo che ciclicamente il revisionismo del regime al governo, tenta di riscrivere la storia, attribuendo ad altri la responsabilità della carneficina. È ancora in ballo l’ultima trovata della potente commissione Mitrokhin, fortemente voluta dall’ex servo Paolo Guzzanti, col preciso intento di far credere al mondo che Romano Prodi fosse un agente del KGB.
Noi ricordiamo e commemoriamo, da Piazza Fontana a Ustica, dall’Italicus (che nemmeno questo sanno i ragazzini dalle scritte duce 4 ever) a via D’Amelio, da Capaci a via dei Georgofili, e tutte le altre. Ci sono comunque segnali che danno speranza: qualche giorno fa, finalmente si è stabilito che l’attentato di via Rasella a Roma non fu un atto terroristico, ma un atto di guerra. Era il 23 marzo 1944 e a combattere i nazifascisti c’erano i Partigiani. Tra trent’anni forse, qualcuno riuscirà a scrivere tutta la verità anche sui fatti di Bologna. Probabilmente per quel tempo anche i superstiti saranno morti, e anche il problema delle pensioni e dei risarcimenti si sarà risolto da sé.
Rita Pani (APOLIDE)
Due modi molto differenti di vivere lo stesso momento e sensibilità agli opposti.
Io ho apprezzato e molto quello che ha detto Bolognesi.
Io ho fischiato Bondi, e non sarò democratica, per quello che stava dicendo col tono untuso e falsamente cortese che può andare bene a Porta a Porta ma non mi piace alla stazione di Bologna il 2 agosto. E proprio non ho digerito il richiamo a Calamandrei fatta da un rappresentante di questo Governo.
Ciao
Silvana
-BUUM… SANGUE –
Via verso il sole
Un uccellino vola…
buum…sangue…
langue nel sangue
prima della morte.
Va l’emigrante
col treno del tramonto
buum… sangue…
dopo la morte
una famiglia langue.
Ed a Milano
mai si seppe come…
buum… sangue…
là nella “banca”
la morte un dì arrivò.
Quando fu a Brescia
saltò tutta la piazza
buum… sangue…
il sangue schizzò
in giro a pozze e chiazze.
Sogna già il Sud
un vecchio muratore
che da Bologna
è pronto per partire
buum… sangue…
salta nel sangue
tutta la stazione
e del povero “terrone”
ancor niente si sa….
Se tu andassi un dì per quelle vie
non chiedere a nessuno:
“ Ma chi ha pagato il fio?”
Tanto ogni giorno
all’angol d’una via
buum… sangue…
sempre c’è chi langue
e mai chi paga il fio!
Poesia tratta dalla raccolta di Antonio Di Casola (Trecase.Napoli) intitolata “La cetra e la kora” edita da V.Lo Faro - Roma – 1995 e (tradotta in russo), pubblicata dalla Raduga (Arcobaleno) di Mosca nel 96
nell’Antologia di poeti italiani dal titolo “Nati per la vita”.
In fede
Antonio Di Casola
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