10.17.2006

 

La fame di bondi.


Se bondi digiuna o mangia a quattro ganasce, vi giuro, non è cosa che mi interessi. Ognuno ha diritto di rendersi ridicolo come meglio crede. Difendere il padrone, quando si è fedeli servitori, poi, in quest’era in cui ci si sgomita e si tradisce, paradossalmente potrebbe avere anche un che di meritorio.
Leggendo quanto dichiarato da bondi all’agenzia Adnkronos, non ho sorriso; è difficile ridere di chi può far scaturire solamente un sentimento di fastidio epidermico. Andando avanti con la lettura mi sono veramente incazzata, perché ormai la menzogna è diventata realtà storica.
Dice bondi: “'Io voglio contro l'imbarbarimento e le vendette che caratterizzano la vita politica italiana. Perche', lo dimostrano i casi Craxi e Tortora, in alcuni periodi della nostra storia emerge un dato di ferocia, di cattiveria e di disonesta' utili a lavarsi la coscienza''.
Non è solo disonesto accomunare i nomi di Craxi e Tortora, ma è abominevole e disgustoso.
Terrificante è il silenzio.
Siamo vittime, colpevoli, del silenzio e della menzogna. A memoria non trovo alcun punto di contatto tra un innocente ucciso dalle vicissitudini di un errore giudiziario e un pluricondannato, scampato alla galera perché latitante in Tunisia.
In tanti hanno provato e riprovato a riabilitare la figura di Bettino Craxi, e alla fine, col sistema della reiterazione della menzogna da assumersi come verità, il berlusconismo ci è riuscito.
Non c’è più vergogna. Non c’è più morale. Non c’è più etica.
Da tempo dico che abbiamo perso non solo la capacità di indignarci, ma soprattutto la libertà dell’indignazione. Ci si indigna a comando, a seconda di quello che racconta la televisione. Passa per “normale” anche una manifestazione contro le tasse di coloro che in maggior parte le tasse le evadono.
Così bondi ha deciso per lo sciopero della fame anche perché, afferma: ''Di fronte alla collera che sale dal Paese, mi sarei aspettato dal Presidente della Repubblica, che stimo, una parola, non per avallare una proposta di legge punitiva, ma per richiamare la maggioranza di governo a non imbarbarire il confronto politico e ad avere rispetto per l'opposizione''.
Di quale paese parla? Di Arcore? Del piccolo borgo “Villa San martino”? Del paese della cuccagna?
Considerato che il decreto Gentiloni non entrerà in vigore prima di due anni, non oso pensare cosa avrebbe fatto bondi se la legge fosse stata più immediata. Sarebbe ricorso all’automutilazione dei genitali? Si sarebbe amputato un braccio per protesta?
Un pensiero di solidarietà ed un abbraccio a Mario Congiusta, padre di Gianluca ammazzato a Siderno che lo sciopero della fame lo fa davvero per chiedere giustizia per suo figlio.

Rita Pani (APOLIDE)


Comments:
I danni della discesa in campo del cavaliere vanno ben oltre quelli di una gestione economica suicida. Forse non del tutto consapevolmente il ladro di Arcore ha operato una tenace battaglia culturale. Ha demolito a suon di boutade e smentite il senso e la sacralità delle istituzioni. Viviamo a suo dire in un paese dove lo stato "mette le mani nelle tasche dei cittadini". Ora si attacca persino la lotta all'evasione come un'intromissione statalista nel privato. Non c'è limite a questa follia.
Non basteranno mille finanziarie per ri-educare gli italiani al senso civico.

L'elefante e la luna.
 
Ah si? Zio Fester fa lo sciopero della fame?
Bene bene...vediamo quanto dura.
 
Posta un commento

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?