10.07.2006

 

Cristiana Democrazia

Da comunista, figlia, madre e sorella del glorioso P.C.I. seguo con interesse i fatti di Orvieto. Invero un interesse dettato dal cinismo di fondo che negli ultimi anni, si è impossessato di me. Le prime cronache raccontano le esternazioni sul merito e sull’opportunità e sono tutte interessanti. Quelle di D’Alema, Prodi o Veltroni, dichiarazione prive di politica, ma arricchite dalla propaganda del nulla assoluto che in questo ultimo quinquennio è riuscito a scalzare la politica dalla politica, lasciandoci immersi nel metaforismo di massa, fatto di letteratura calcistica e cultura gòssipara.
Secondo Prodi, si necessita di coraggio per «riformatore, il che non vuol dire moderato, in cui si trovi a casa propria chi si sente socialista e chi si sente popolare. Un partito governante per il bipolarismo. Un partito popolare che rappresenti la parte dinamica della società italiana». Per costruirlo nessuno «deve liquidare il proprio passato», non servono «abiure» ma la sintesi di quello che abbiamo condiviso, delle nostre storie che trovano nuovo slancio».
L’ho letta e riletta e alla fine ho avuto la sensazione che Prodi si sia servito per questa dichiarazione dello stesso autore che scrive gli oroscopi di Branko: “Ariete ci hai le corna ma anche no pure se sei sagittario. Bilancia, esci se ne hai voglia oppure no. Domani bella giornata per i nati nel cancro sempre chè non piova”.
D’Alema non è stato più onesto: «Io sento come bisogno che gli assenti di oggi siano presenti la prossima volta», dice. Il gran rifiuto della sinistra Ds pesa «non per una esigenza di partito» ma perché «è una ricchezza per il nuovo soggetto che vogliamo costruire». Bisogna «gettare le basi di un patto che unisca, per un grande partito che va dalla sinistra radicale ai moderati. perché un grande partito senza le ali non vola, e molto spesso le idee più innovative sono venute dalle posizioni più distanti rispetto a quelli che avevano responsabilità di direzione».
Ho trovato politicamente rilevante il passaggio dalle ali, e spero non sia un plagio di una cartina di un bacio Perugina.
Stranamente è Rutelli a dire l’unica cosa sensata, ovvero che “la pazienza degli elettori non è infinita”, ed anche Veltroni ha l’aria di aver capito tutto: “E’ l’ultima chance!”
La discussione interna ai DS è nota da tempo, la discussione all’interno dell’attuale maggioranza di governo è meno nota ma più pressante.
La sintesi di Orvieto potrebbe essere questa: l’esigenza di creare un partito politico che però non deve essere partito e nemmeno politico. Deve essere una “cosa” che dia la possibilità di far restare saldi al potere quelli che già ci sono, alimentando le possibilità di riciclarsi all’interno dello stesso, senza dover più cambiare bandiera quando gira il vento. Un partito non partito che sia governo e opposizione allo stesso tempo, un bianco che può essere nero, un gatto che diventa topo, una tesi e un’antitesi, una mora bionda ed una rossa calva.
Rutelli ha davvero ragione, la pazienza degli elettori non è eterna, ma forse non sa che gli elettori la pazienza l’hanno proprio finita.
Attendo sviluppi da Orvieto e propongo il nome per la creatura non creatura: Cristiana Democrazia.

Rita Pani (APOLIDE)


Comments:
Mi scrive un lettore:
"Una lo dice come fosse una battuta, "Non lo farebbero mai davvero" probabilmente si dice, mentr chiude il post con una battuta.
E invece, come sempre, la realtà supera la fantasia.

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1791523.html?ref=hpsbdx

Lo sapevi e il tuo ultimo titolo prende spunto proprio da quello, ironizzandoci sopra, o non ti era ancora capitata tra le mani questa meravigliosa notizia?"

Giuro che non lo sapevo! Grazie per la segnalazione e per avermi fatto iniziare questa giornata con una sonora risata. :-D
R.
 
Giusto in tempo per entrare nel Ppe. Magari assieme a Fini e ai suoi
 
Senti il cognome non possono cambiarglielo, ma almeno un nome che non sia Cristiana a questa povera bimba lo pososno metere no? ;)))

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