9.26.2006

 

La storia si scrive a matita

Ora la storia si scrive a matita perché la si possa cancellare, correggere e persino colorare. Col tempo la storia sbiadisce e ci vogliono occhi buoni per poterla leggere, rileggere e ricordare.
Tratti di un grigio chiaro solcano oggi pagine e pagine di storia, una storia fatta di poco che sembra ricalcare parole già usate in un romanzo giallo. In effetti nemmeno il giallo esiste più, è diventato blu.
Le spie sono banali, sovrappeso, un po’ calve, senza i cappelli a tesa larga e il bavero alzato alla Bogart, persone comuni. Sembra di conoscerli, di conoscere le loro gesta, e così non sembrano nemmeno tanto pericolosi.
Ammetto però che anche quando la storia veniva scritta con la penna, difficilmente l’inchiostro era indelebile, penso che fosse destinato anch’esso a sbiadirsi, diversamente oggi tutto sarebbe sensibilmente diverso.
Come dicevo il grigio chiaro di questi giorni è fresco e brillante, sotto lo sguardo attento di tutti. Spie e spiati, telefoni roventi, persino un ministro che si “scusa con la signora Anna Falchi” per i messaggini privati sbattuti in prima pagina; lo spionaggio così appare più a dimensione uomo, un articolo alla portata di tutti.

Non ho mai scritto la storia, devo riconoscermi però la tenacia con la quale ho provato a farla ricordare quando, quasi in modo indisponente, scrivevo dell’inaudita facilità con la quale la Loggia P2 era prepotentemente tornata in auge, piazzando molti dei suoi appartenenti o “affini”, a ricoprire alte cariche istituzionali, con l’intento di portare ad attuazione il Piano di Rinascita Democratica. Quello che accade oggi in Italia è solo un tassello in più della figura intera che faticherà ad essere mostrata nella sua interezza. C’è sempre qualcuno pronto a mischiare i pezzi, per rendere impossibile il completamento dell’opera. Oggi nuove rivelazioni attribuiscono a Palazzo Chigi, l’ordine di rapire Abu Omar; ufficialmente Palazzo Chigi non ne sapeva nulla (ma almeno Palazzo Chigi in quell’occasione non giurò sulla testa dei figli).
Per scrivere la storia a matita, ci vuole anche molta fantasia e in Sardegna abbiamo avuto un ministro molto fantasioso, beppe pisanu. Nascono dalla sua punta fine i gruppi anarco-insurrezionalisti, e nasce dalla sua fervida immaginazione il piano per far ingoiare ai sardi la deturpazione del territorio protetta dal “segreto di stato”. Non potendo avere un Camp David, Palazzo Chigi inventò il suo esclusivo Yacht Club. I fantomatici ananrco insurrezionalisti da soli non bastavano, allora ci voleva qualcosa di più: le bombe. Nei cassonetti o sotto una macchina, sempre e comunque inesplose o se esplodenti, della portata di un fuoco d’artificio ammuffito. Così si è potuto dare il via alla mirabolante operazione Arcadia, che dopo anni di spionaggio ha portato in carcere una decina di appartenenti ad una regolare formazione politica regionale, A manca pro s’indipendenzia e iscritto sul registro degli indagati quasi 50 persone con l’accusa di associazione sovversiva finalizzata ad atti di terrorismo. I compagni di A manca stanno ancora dimenticati dal mondo in galera nonostante le manifestazioni di solidarietà e lo sciopero della fame intrapreso dai perseguitati, i vertici di altri partiti politici regionali sono stati decapitati e persino la più grossa confederazione sindacale sarda, la CSS, è stata colpita. Ovviamente pisanu non è più ministro, e se la storia fosse stata ricordata, sicuramente in un paese normale, democraticamente governato e civile, ministro non lo sarebbe mai stato dati i suoi rapporti con Calvi, Carboni e la loggia P2.
Si cancella facilmente la matita, basta un decreto approvato a tempo di record nel quale si obbliga per legge alla distruzione dei documenti, con tanto di verbale che ne certifichi l’avvenuta sparizione.

Rita Pani (APOLIDE)


Comments:
credo che talvolta dovremmo fare, noi italiani, una bella cura per rinforzare la memoria.
e se alle prossime elezioni andassero a votare in 10 dico 10?
 
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