7.07.2006

 

Pio Pompa e Farina di Betulla.


Ho sempre detto che per imitare l’american style, ci vuole “il fisico”.
Purtroppo, pare che in Italia non si possa fare a meno di copiare il modello americano, e non importa in quale aspetto della vita. L’importante è americanizzare, la scuola, la politica, l’auto e il frigorifero. Così, mi piace sintetizzare il concetto: loro avevano Elvis a noi è toccato Little Tony. Forza italiani!
Si sono aperti gli armadi del Sismi ed il contenuto somiglia ad una promessa: «disinformazione», «inquinamento delle indagini», «dossieraggio» e «spionaggio abusivo». In realtà non siamo nuovi a questo tipo di sconvolgenti rivelazioni, al punto che non tremiamo più per la paura del “colpo di stato” e siamo anche abbastanza avvezzi alla sudditanza verso i grandissimi stati uniti d’amerika, al punto di restarne talmente estasiati da rasentare il ridicolo, persino in situazioni gravi come quelle delle “prigioni volanti”.
Sono stufa di fare ricorso alla memoria e alla logica e parrebbe inelegante, per giunta, ricordarvi i cinque anni di governo mafio/piduista durante i quali “ve lo avevo detto io…” ma ora che il piduista è caduto è abbastanza normale che le nefandezze vengano a galla. Le reazioni sono immediate e palesemente scontate, come il calcio, anche il sismi dovrà essere “rifondato” ma nessuno ha il coraggio di ammettere che bisogna rifondare tutto il sistema Italia, impoverito, imbarbarito ed abbruttito da cinque anni di criminalità organizzata al governo.
I servizi segreti fabbricavano prove per imputare a Prodi colpe non sue (la CIA insegna e la guerra in Iraq è la lezione); alcuni giornalisti venivano pagati per promettere “sconvolgenti rivelazioni su Prodi” in prima pagina (quelle ancora fresche di fabbrica). E’ grave, anzi gravissimo, ma il problema è che tutto questa amena americanità è italiana.
Nessun Roborosky, Hoover o H21, nemmeno Austin Power. Noi siamo italiani e come al solito dobbiamo accontentarci di un più esilarante Pio Pompa che pare abbia assoldato l’agente Farina, nome in codice “Betulla”. Non siamo capaci di fare gli americani, sarebbe ora di mettersi l’anima in pace.
Ma voglio concludere con un ricordo che potrebbe essere quasi una prece. Quando morì Don Giussani sui teleschermi delle televisioni private e private dello stato, imperversava il Pio faccione del Betulla, contrito e addolorato, che pubblicizzava il libro intervista, la sua fede, il suo cattolicesimo quasi integralista, ricco di moralismo e buoni sentimenti…
La parolaccia finale mettetecela voi.

Rita Pani (nome in codice APOLIDE)


Comments:
A proposito di amerikani: ieri, il presidente degli Stati Uniti e l’attore Sylvester Stallone hanno compiuto 60 anni.
A margine dei festeggiamenti, entrambi hanno dichiarato di sentirsi più giovani di quanto possano apparire. Però Bush lo ha detto mentre mangiava con gusto una delle candeline appena spente.
 
Girovagando, son capitato qui.
Tutti vogliono diventare ameri-Kani,pensa che già 60 ani fà avevano convinto anche "Turi Giuliano", e poi tanti altri, Kossiga....Kuffaro....BerluscKani, e tanti fans persino Komunisti?
In pochi, ormai speriamo di non diventare Amer-Kani.
ciao ripasserò
piero
 
"betulla" gli si addice, ma non completamente. Lo vedo più come "frùfrù".
Non sono affatto "meravigliato" per ciò che sta venendo a galla. Aspetto che si sappia quello che nasconde l'altro giornalista alias: M.A.
Ciao
 
Ciao Rita, una nota riguardo a quello che in Italia si percepisce dell'america.

Dietro la parola "amerika", ci si nasconde la vecchia "aristrokrazia" di un tempo (quella de "il piccolo lord", i vecchi e nuovi aricchiti pieni di privilegi), a cui degli Stati Uniti in se' non frega proprio nulla, ma da cui prende cio' che gli conviene, di solito cio' che gli e' piu' simile.
Spesso ci si costruiscono balle megapocalittiche dietro la parola Amerika. Balle senza fondamenta reali, che nascono e si sviluppano nelle lacune dell'informazione, che nessuno piu' si sforza di chiarire. Storie di vita, costumi e leggi americane, che esistono solo nelle fantasie di abili giocatori di parole che la gente si beve tutti i giorni.

La nuova "aristrokrazia" americana, sta cercando di soffocare la base stessa degli stati uniti, quale e' il "sogno americano", che certo non e' perfetto, ma che cerca di valorizzare le capacita' e gli impegni dell'individuo, indipendentemente dalla nascita piu' o meno nobile... i sangue blu che riempiono le nostre facolta' italiane.
Sono figlio di... machissenefrega!

Questi sono i valori positivi, a cui bisognerebbe ispirarsi, che per carita' non sono perfetti...
ma da cui bisognerebbe di prendere solo gli aspetti positivi...
Qui mi sono riappropriato del piacere di studiare, di crescere professionalmente, sapendo che qualcuno apprezzera' l'impegno un giorno, facendolo notare anche economicamente.
In Italia la mia laurea invece e' andata a finire sotto a un tavolo traballante della cucina, neanche piu' buona per accendere un fuoco.

Da noi arrivano le imperfezioni e gli errori di questo sistema, che caso strano sono quelli dietro i quali i nostri politici si nascondono, dandoceli per buoni.
Cosi' viene fuori una visione completamente distorta e fasulla dell'america.

La nuova "aristrokrazia" americana, tenta da anni ormai di cambiare pian piano questi valori, senza che troppi se ne accorgano, fino a farli a propria immagine e somiglianza. Sembrera' strano, ma le regole per questi cambiamenti le hanno prese proprio dalla nostra vecchia e cara "aristrokrazia".

I mac donalds, la guerra in iraq, l'inquinamento e tutte le altre cose che noi non sopportiamo degli states, sono combattuti e mal sopportati allo stesso modo, se non di piu' dagli stessi americani, solo che questo nessuno lo dice, come da noi nessuno parla dei processi di andre*tti.

Una lotta sfiancata da computer che leggono poco bene i voti degli elettori.
Non mi sembra una storia poi tanto lontana dalle nostre. Per fortuna che almeno noi con l'informatica ce la siamo scampata.

"Ci odiano tutti nel resto del mondo, vero?" e' la domanda che qui mi fanno sempre quando vengono a sapere che sono italiano... e poi agiungono: "...mi vergogno, mi spiace molto..."
e che cosa gli devo rispondere?

ciauuuu
 
"Ci odiano tutti nel resto del mondo, vero?" e' la domanda che qui mi fanno sempre...
"...mi vergogno, mi spiace molto..."
e che cosa gli devo rispondere?

Puoi rispondere che da italiani possiamo comprendere la loro vergogna, perchè l'abbiamo provata incessantemente per cinque anni.
L'antiamericanismo è diffuso e generalizzato, questo è vero, ma sappiamo bene che anche tra loro ci sono ancora esseri pensanti. Detesto il "sistema amerika" quello sintetizzabile nell'arroganza dello strapotere prepotente, che ovviamente tende ad opprimere anche il cittadino americano.
Ciao a tutti
R.
 
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