5.05.2006

 

Solidi principi di coerenza.

"Illustre Presidente, nelle ultime settimane troppo spesso il mio nome è stato ingiustamente e sprezzantemente usato come simbolo del male e la mia persona è stata accostata a un provvedimento, il ddl ex Cirielli, attualmente in discussione al Senato, spacciato come legge ad personam 'salva-Previti' solo ed esclusivamente per colpire la mia persona, per dipingermi come mostro e quindi per far credere all'immaginario collettivo, ai cittadini, che la legge sulla prescrizione avrebbe favorito i malviventi, tra i quali mi ha collocato l'opposizione in modo grave e denigratorio. Le scrivo questa lettera aperta per esprimere tutto il mio disagio per quanto sta accadendo. Ma soprattutto per informare Lei e qualsiasi lettore di buona volontà che io non sono interessato alla cosiddetta 'salva-Previti', che il dibattito non mi appassiona e che io cerco l'assoluzione per le vie ordinarie, perche' sono certo, da uomo di legge, che essa non potrà non arrivare che in questo modo, dopo un'attenta lettura delle carte processuali da parte di giudici sereni e imparziali. Ma poichè dopo una siffatta demonizzazione, questa sì ad personam, non basta più dire che non sono interessato alla ex Cirielli (che tra l'altro giudico un'ottima legge, un principio di grande civiltà giuridica e di chiarezza dei termini processuali, quindi uno stimolo per la celerità dei processi), mi spingo oltre. Visto che l'aggressione sistematica è contro la mia persona, considerato che sono diventato il parafulmine per ciò che quella legge può significare, il simulacro attraverso il quale combattere in favore o contro il provvedimento ora in discussione al Senato, La prego di valutare nella conferenza dei Capigruppo se non sia opportuno non calendarizzare il ddl, affinchè esso possa essere discusso ed eventualmente approvato dopo la fine del mio processo, che peraltro appare relativamente prossima". "Così - prosegue Cesare Previti - una certa opinione pubblica sarà tranquillizzata e l' opposizione non avrà più strumenti per demolire una legge sacrosanta e studiata nell'interesse della collettività, legge che, al contrario, potrà avere il suo iter parlamentare in un clima disteso e costruttivo". "Resta a Lei e alla Sua notoria saggezza, caro Presidente - scrive ancora Previti - fare le opportune valutazioni personali sull'origine di questa demonizzazione. Al di là di quanto si scrive e si dice sul mio conto, nessuno può giustificare nè spiegare un processo dove si falsificano i nastri d'intercettazione, si cancellano le prove a discarico, si nascondono e si tengono chiuse negli armadi le testimonianze a mio favore, negandone la visione perfino agli ispettori del ministero della Giustizia, si usano i mezzi d'informazione per pilotare e alterare gli esiti dibattimentali, si 'omissano' e si 'sbianchettano' documenti importanti. E, cosa ancor più grave, nessuno può giustificare che chi, come me, ha avuto, ha e avrà sempre il coraggio di denunciare questi gravissimi episodi venga attaccato, vilipeso, insultato, dipinto come il male assoluto. Il mostro Previti non esiste, se non nella fantasia di chi l'ha creato. Il mostro Previti è nato, con l'appoggio della stampa di centro-sinistra e dei politici riciclati del veterocomunismo del centrosinistra, quando ho cominciato a denunciare le deviazioni del potere giudiziario, verso il quale nutro il massimo rispetto non solo in onore della toga di avvocato che indosso da quarantasei anni, ma anche in onore del mandato ricevuto dagli elettori per ben tre legislature". "Caro Presidente - scrive Previti nell' ultima parte della lettera a Marcella Pera - basta un esame anche superficiale, ma serio e onesto, di quanto sta avvenendo per rendersi conto che il male assoluto non sono io. Il male assoluto è rappresentato da chi ha fatto ed è sempre disposto a fare strame del diritto in nome di una lotta politica che non giustifica la morte del processo penale, dei codici, delle più elementari norme di convivenza civile. Ti prego quindi di valutare quanto da me rappresentato prendendo le iniziative che riterrai opportune".
Cersare Previti
IMI-SIR: LEGALE PREVITI, CHIEDEREMO ARRESTI DOMICILIARI
"Chiederemo la detenzione domiciliare, studieremo tutte le strade per reagire a questa ingiustizia".E' quanto annuncia uno dei difensori di Cesare Previti, l'avvocato Alessandro Sammarco, parlando con i cronisti riuniti sotto lo studio dell'ex ministro della difesa in via Cicerone. A chi gli ha chiesto quale sara' la sorte dell'onorevole in base a quanto previsto della legge ex Cirielli, per cui chi ha compiuto 70 anni puo' scontare la pena ai domiciliari, il penalista ha risposto: "Se non otteniamo la detenzione domiciliare in via provvisoria dal magistrato di sorveglianza, c'e il richio che Previti debba andare in carcere, perche' la sentenza passerebbe in esecuzione. Il magistrato di sorveglianza puo' decidere in via provvisoria prima che si pronunci il tribunale di sorveglianza".
Mavaccagare!
Rita Pani (APOLIDE)

Comments:
si, il Previti è stato dichiarato colpevole, e se ne dovrà andare in galera o ai domiciliari.
ora aspettiamo che ci vada anche il suo capo.
 
Altro che "detenzione domiciliare".

Invoco la "CERTEZZA DELLA PENA" !!!

(in alternativa: un condono di 5 anni e far uscire circa 25mila carcerati e lasciare per un anno il cortile più spazioso a previti per "l'ora d'aria").
 
Oggi pensavo: Provenzano ha un cancro e 70 anni. Con che coraggio la gente si rivolterebbe se venisse applicata la ex cirielli o legge salvapreviti? E se domiciliari devono essere allora, anzichè a via Cicerone, l'avvocato se li facesse a Torbellamonaca, in un 7 piano una camera e cucina.
R.
 
la sua pena deve consistere nel vivere in un monolocale in periferia, con 600 euro lordi al mese di stipendio per un lavoro di call-center con contratto di 3 mesi!
 
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