12.16.2005

 

Insider trading, ovvero rapinatori.

I titoloni dei giornali di questa mattina non mi hanno fatto sobbalzare nemmeno un po’. “Indagato Fazio per insider trading"; mi piacerebbe salire su un bus o su una metropolitana per chiedere ad uno dei pensionati al soldo della sinistra, pronti a parlar male del premier, se sanno cosa sia l’insider trading. Sono certa che mi direbbero che Fazio è un ladro e tanto mi basterebbe.
Ho provato una sorta di fastidio, invece, leggendo i soliti forum e forumisti pronti ad eccellere in civile garantismo:sebbene tutti concordi nell’affermare che è evidente un fastidioso ritorno dei ladri, la maggior parte degli opinionisti a cottimo di Internet tengono a sottolineare come si debba partire dal presupposto che tutti sono innocenti fino alla riprova della colpevolezza.
Anche se controvoglia faccio parte del mondo e siccome il mondo gira al contrario, io mi adeguo, quindi per me vale la regola del contrario: sono tutti colpevoli fino a prova contraria. Altro particolare deprimente è lo schieramento pro ladri di destra versus pro ladri di sinistra: “ Fiorani e Fazio sono di destra ma Consorte è di sinistra ed è stato indagato pure lui…” ho letto da qualche parte. Provo un fastidio epidermico per l’idiozia dilagante, pronta ad attribuire svariate essenze alla merda.
Temo che anche questa nuova puntata dell’italica epopea, possa assumere caratteri di inutile propaganda e che non si abbia la curiosità di rifarsi alla storia e alla memoria dell’altro giorno.
Non sono passati 20 anni da quando la lega “ricattava il governo” per tenere Fazio a capo di Bankitalia, ma solo tre mesi. Era settembre quando il caso Fazio teneva sulle spine i leader dei partiti della maggioranza, divisi tra chi, come Umberto Bossi, difendeva il governatore a spada tratta memore del suo impegno per salvare la squinternata banca padana CredieuroNord e chi invece ne chiedeva le dimissioni.
Oggi tutto è diverso, al punto che gli stessi giornali riportano l’improbabile alzata di voce dell’ora ministro all’economia: Tremonti all'attacco: «Fazio se ne vada»
«Ora basta, la situazione è inaccettabile, o il Governatore fa un passo indietro o decide il governo
»
Passo indietro? In un paese normale, alla fine dell’estate, quando le macerie delle palazzine costruite da Ricucci iniziarono a cadere sulla testa di Fazio, le dimissioni sarebbero state l’unico atto dovuto, invece arrivò il ricatto di Bossi e le solite diatribe sull’appartenenza politica dei giudici che diedero il via alle intercettazioni telefoniche, così malviste dal governo che corse ai ripari legiferando in materia.
L’errore da parte nostra è vedere questa situazione, laddove ci sia mostrata, come qualcosa di troppo lontano da noi e dalla nostra quotidianità; termini come insider trading sono usati solo per spaventarci e tenerci lontano da qualcosa che sembrerebbe non appartenerci. Bisogna ridimensionare il problema e portarlo a livello di tutti, compreso il pensionato pagato per distruggere l’immagine del premier. I reati sono quelli di furto e rapina, e il governo potrebbe essere accusato di complicità e favoreggiamento. Noi siamo le vittime, i drubati.
Rita Pani (APOLIDE)

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