10.22.2005

 

La strategia della cazzata

Mi duole non poter fare a meno di chiedermi se ormai la logica della cazzata sia deputata ed esser legge.
Spesso mi figuro riunioni fiume di onorevoli governanti, seduti in una sala puzzolente di fumo, intenti a studiare le strategie delle cazzate. Di norma vince chi la spara più grossa e riceverà in premio quello di essere pubblicato in un giornale qualunque.
Ieri il premio in palio era spettato a Landolfi, che chiedeva una trasmissione riparatrice di Celentano, (come se la prima non fosse bastata) per dare spazio alla satira di destra, oggi "the winner is " : gasparri.
L’antefatto è la discutibile partecipazione di Fassino al programma spazzatura di Maria De Filippi, il prode cazzaro di governo auspica la contemporanea partecipazione anche di altri politici.
Questo dovrebbe far presupporre che si tratti di cosa seria, anzi serissima, e potrebbe addirittura incalzare l’operazione par condicio.
A me pare di vivere in una dimensione surreale, incomprensibile o generata da abili menti come quelle dei fratelli Zucker.
Vi siete resi conto che per tutto oggi, sui giornali non ha campeggiato altro che il nome di Celentano? Commenti ed accuse ringhiose da destra, plausi e speranza da sinistra, persino Prodi non ha potuto fare a meno di commentare, confessando però di esserselo fatto raccontare.
Scusate, ma non posso astenermi:
MA PORCA TROIA!
Hanno approvato la devolution, ovvero hanno messo mano alla Costituzione con l’arroganza dei despoti, hanno frantumato l’Italia, stabilendo anche che le città di una regione potranno fare parte, volendo, di un’altra, hanno fatto sì che il Presidente della Repubblica diventi l’ennesimo servo del padrino di una cupola, hanno di fatto reso inoffensivo qualunque tentativo di opporsi ad un regime e stiamo a chiederci se ci sarà del pluralismo nella trasmissione della moglie di un massone?
Hanno dato il colpo di grazia alla democrazia e stiamo a discutere di un anziano cantante che soffre di regressione giovanilistica, si veste da cafone, si muove da persona affetta d’artrite reumatoide deformante?
La cazzata non è stata solo istituzionalizzata, a mio avviso è un arma di distruzione di masse e deve essere fermata, a qualunque costo e con ogni mezzo. E’ un’ arma capace di lobotomizzare e in questo caso ne è proprietaria la destra ma ne ha spacciato troppe anche alla cosa che dovrebbe essere la sinistra, che forse non immunizzata è stata corrotta e contagiata. Nemmeno sul sito dell’Unità ora, mentre scrivo, c’è un accenno alla devolution, ma campeggia in prima pagina la foto del cantante con Santoro. E forse una parolina dovrebbe essere spesa anche per lui. E’ vero che è una voce che manca, è vero che è stato epurato, ma non è andando a fare da pastura per pesci rossi che potrà far valere le proprie ragioni. Non credo che possa valere la regola del combattere il nemico dall’interno. Partecipare a quella noiosa e lenta ennesima cazzata di stato lo ha reso complice del tentativo di lobotomia. Avrebbe potuto e dovuto continuare ad occupare piazze, teatri, università, biblioteche…
Rita Pani (APOLIDE)

Comments:
Chissà se anche per noi cittadini ci sarà una puntata riparatrice di 5 anni di governo...e poi Rita, non sai che la De Filippi notoriamente conduce trasmissioni da opinion maker politica...ci vuole per forza un CONTRADDITTORIO A FASSINO!!!

Ps hai sbagliato a scrivere l'url del tuo blog nel profilo di splinder, manca un com
 
Lo spettacolo che la politica offre è piuttosto squallido in effetti, Rita. Non so cosa va a fare Fassino allo show della De Filippi, ma sicuramente sarà qualcosa di ridicolo, che però fa gola a quelli di An, che ne reclamano la loro fettina.

Su Celentano invece la penso in maniera più ottimista di te, magari un po' fatalista: credo che quell'emozione, quel brivido di impotenza e di rivalsa che Santoro ha passato a 20 milioni di italiani che lo hanno guardato in TV l'altra sera abbia ottenuto più effetto di decine e decine di pagine di giornale sulla devolution, sulla riforma elettorale, etc.
La coscienza collettiva si muove da sempre sulle grandi emozioni dei leader, dei dittatori buoni o cattivi, dei Lula che appaiono e fanno innamorare il Brasile: le pagine dei giornali, ahimé, sui grandi numeri non sono mai serviti a molto.

Zonasedna
 
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