3.01.2007

 

Intofina: chi è?

Fin da ragazzetto avrebbe voluto intraprendere la carriera ecclesiastica. Da sempre professava un’assoluta devozione per una pia donna tedesca illibata, alla quale dedicava preghiere, invocazioni e opere di bene. La sua fede vacillò quando scoprì con turbamento che la Vergine di Norimberga era ben altro.
Amareggiato, cominciò a viaggiare, finché giunse in una cittadina che gli piacque molto e decise di sostarvi. Chiese dunque a un abitante del luogo il nome del paese.
“Baden Baden” rispose quello.
“Bel posto bel posto” si complimentò allora, credendo fosse una peculiarità del dialetto locale ripetere le parole.
“Vaffanculo vaffanculo!” fu la chiosa del villico.
Sempre più afflitto, cercò conforto nella lettura di un libro che, all’epoca, andava per la maggiore e di cui aveva ricevuto gentile omaggio da un distinto signore dall’eloquio forbito e dai modi cortesi; cosa che lo indusse a credere che quello fosse un divulgatore delle Sacre Scritture, interpretando erroneamente le iniziali “SS” che portava ricamate sul bavero della giacca. Si ritrovò invece immerso nella lettura del Mein Kampf.
Più approfondiva la lettura, più restava impressionato da quegli ideali che proclamavano parità di condizioni e di accoglienza verso le minoranze come ebrei, omosessuali, testimoni di Geova e quant’altri, trovando quei pensieri confacenti alla propria idea di un mondo migliore in cui gli altri sono uguali e devono essere trattati allo stesso modo. Equivocò anche sul concetto di “Nuovo Ordine Mondiale”, pensando che “Ordine” fosse riferito senz’altro a una congregazione religiosa.
Tutto questo lo fece aderire con entusiasmo a quel movimento, fino a che, qualche anno dopo, terminata anche questa esperienza con l’ennesima delusione, considerò con maggiore serietà l’idea di entrare in un monastero, cosa che fece la sera stessa. Non trovò nulla di interessante da rubare, ma rimase tuttavia colpito da quegli uomini che andavano in giro in sottoveste senza che, per questo, alcuno avesse da obiettare e, anzi, tutti gli ostentavano grande rispetto. Decise che quella sarebbe stata anche la sua strada.
All’inizio le cose non furono affatto facili: a causa della recente esperienza bellica, sbagliava anche i fondamentali, ostinandosi a chiudere ogni preghiera con il segno della croce uncinata. Nondimeno, grazie alla sua grande forza di volontà e obbligandosi a estenuanti esercizi spirituali al doppio malto, alla fine riuscì nel suo intento e fu ordinato chierichetto.
Oggi, com’è, come non è, va in giro con il mitra. E talvolta appare anche con il pistola.

dirtyboots

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