3.10.2004

 

È morto "Gracco"

Scompare con il compagno Angiolo Gracci il comandante Gracco, una prestigiosa figura di comandante partigiano e di
dirigente del Partito della Rifondazione Comunista. Ad Angiolo e alla sua generazione di combattenti per la libertà, dobbiamo la sconfitta del nazifascismo, l'avvento della Repubblica democratica e la rinascita del movimento operaio. Lo ricordiamo con commozione per l'esempio, la parola e l'azione
Fausto Bertinotti

Il compagno Angiolo Gracci
Gracco, comandante partigiano, medaglia d'argento della Resistenza ci ha lasciato. Il pensiero va alle tante battaglie comuni e alle tante cose che ci hai insegnato. Dovremmo tutti imparare dal rigore morale, caratteristica
di un'intera vita, con cui ti sei sempre comportato anche nei momenti più difficili del tuo impegno politico. Vogliamo salutarti con il tuo motto di sempre: «La Resistenza continua!»
Claudio Grassi

Addio Gracco
Una vita coraggiosa, un impegno esemplare, una coerenza ribadita fino alla fine. Con Angiolo Gracci scompare un'altra voce della nostra Resistenza e della nostra lotta per un'Italia migliore. Il nostro cordoglio è pari alla nostra commozione.

Alessandro Curzi

Con il Compagno Gracco se ne và un'altro pezzo della Gloriosa Resistenza Fiorentina, che resterà nella storia come una delle più combattive, anche per merito Tuo, prima Comandante della Brigata Sinigaglia, dopo la morte di Potente, Comandante della Divisione Partigiana "Potente" che liberò insieme alle truppe canadesi, la città di Firenze dai franchi tiratori fascisti. La mia firma è poco in confronto con le illustri che mi precedono, ma il mio dolore e grande
Ciao Compagno Gracco ti sia lieve la terra
Pomero

 

Sregolatezze del 10/03/2004

Giulio Tremonti propone il metodo "repubblicano" per una riforma condivisa del risparmio e del governatorato della Banca d'Italia. Umberto Bossi alza i toni: o si fa la sua riforma "federale" o il popolo padano sarà costretto a srotolare le bandiere della secessione. I 25 membri del Consiglio governativo iracheno hanno siglato il testo della Costituzione provvisoria:
l'Iraq sarà uno stato repubblicano e federale. E' discutibile se abbia o meno bisogno di una missione militare italiana, ma a questo punto forse almeno due ministri potremmo prestarglieli.

DON PANCRAZIO

 

Invaders.

Circa cinque milioni di granchi giganti della Kamchtka, pesanti da otto a dieci chilogrammi l'uno e con chele da un metro,
hanno ormai stabilmente invaso diverse coste della Norvegia cacciando tutti gli esemplari locali, con ovvie conseguenze per l'economia ittica e l'ecosistema. I granchi, di origine giapponese, erano stati importati in Unione Sovietica intorno al 1970. Sfuggite agli allevamenti, le prime migliaia di esemplari - evidentemente non prive di leader, e con un'alta coscienza del proprio destino storico - si erano progressivamente incamminate verso la Siberia, di la' verso la costa artica e infine, con sempre maggiore determinazione, verso il Mare di Barents. Il movimento ha richiesto diversi anni (al ritmo di circa
quattro chilometri al mese) ma, una volta padroni del Mare di Barents, la strada per la Scandinavia per i feroci crostacei era ormai aperta.
Ora solo il Mare del Nord li divide dall'Inghilterra. La "fuga" dai bacini sovietici, secondo l'intelligence, potrebbe non
essere stata affatto casuale: in quel periodo il vero padrone dell'Urss era il capo del Kgb Andropov, e non si puo' escludere che l'importazione, l'allevamento e poi la "messa in liberta'" - ma verso occidente - dei crostacei facessero parte di una strategia che, prevedendo il collasso sovietico sul piano convenzionale, fin d'allora programmasse l'invasione del mondo libero "con altri mezzi".
Inquietante coincidenza: anche oggi a dominare la Russia e' un altissimo esponente del Kgb.
Secondo altri osservatori - peraltro minoritari - l'invasione dei supercrostacei non avrebbe invece motivazioni ideologiche ma sarebbe piu' semplicemente una risposta marziana agli atteggiamenti sempre piu' aggressivi del pianeta Terra (diversi veicoli-spia di chiara origine terrestre sarebbero stati recentemente rilevati, secondo il governo marziano, sulla stessa superficie di Marte). In questo quadro l'occupazione della Norvegia sarebbe solo un ballon d'essai e altri
sbarchi analoghi potrebbero presto verificarsi in altri luoghi.
Riccardo Orioles

 

L’informazione…

… E i lamenti.


Non riesco a capire il senso della polemica sull’okkupazione governativa delle TV; mi pare uno spreco di tempo ed un inutile spreco di energie. E’ talmente tanto chiara la situazione che non servirebbe null’altro che una dura azione per far cambiare le cose, non ultima una reale okkupazione (pacifica) della RAI (è apologia di qualcosa? … Pazienza.) da parte di chi come me è stufo.
Ora leggo che De Mauro per protestare non andrà ospite questa sera nel salotto del servo vespa, e mi chiedo se si dovesse attendere tanto per capire che l’unico modo per vincere davvero, è lasciarli soli ad autodistruggersi, oltre che, naturalmente, evitare di guardare il programma, tanto ormai è sufficiente leggere uno dei tanti quotidiani on line che puntualmente ne riportano la cronaca.
Sì, perché anche i giornali parlano solo di TV, tutto ormai passa per la TV, diventando reale, o irreale a seconda di ciò che accade.
Mi sono ben guardata da sprecare tempo ed inorridire davanti all’immagine di un deprimente socci che fu eletto da qualcuno a sostituire Santoro, ma ho letto sui giornali della sua nuova trasmissione cassata dal dito inclemente sui telecomandi sempre più logori.
Ecco, si potrebbe iniziare ad arginare il problema, evitando di seguire questo tipo di trasmissioni falso/culturali ed offensive per la nostra intelligenza.
Non mi sento di salvare nemmeno Ballarò. Non condivido la linea redazionale che ci impone una parvenza di contradditorio. Non comprendo perché (o forse lo comprendo bene) perché Floris debba dare spazio anche ai servi di berlusconi, assecondandone persino le richieste più sconcertanti, come per la trasmissione che aveva per tema la scuola ed ospitava quella deficiente signora annoiata della moratti.
Se davvero Floris volesse ricordarci (non rivelarci) in quale stato di decadimento stiamo vivendo, potrebbe semplicemente raccontarci quel che accade, evitandoci l’abominevole vista di chi non ha nulla di nuovo da dire.
Tornano al servo vespa e alla sua trasmissione di propaganda, è bene che la signora annoiata, serva, e il suo padrone nano stiano da soli a parlarsi addosso, a raccontare quanto funzionino la scuola e le università, omettendo di dire ciò che alla fine noi sappiamo ugualmente, cioè che anche oggi, gli atenei si sono trasferiti in piazza, i docenti protestano, gli studenti protestano.
I telegiornali non hanno senso perché noi lo abbiamo permesso. E’ ora che le responsabilità vengano divise equamente. La TV offriva dei prodotti che noi non ci siamo rifiutati di comprare e quindi oggi non possiamo gridare allo scandalo o dichiararci sgomenti.
Noi lo abbiamo permesso e lo permettiamo ogni giorno non solo continuando a guardare i telegiornali, ma peggio seguendo ogni sconcio che quella scatola trasmette.
Per venerdì 12 Marzo è previsto uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico. Ricordate? Fino a due mesi fa era un continuo ribattere… La notizia arrivava, venivamo persino intervistati per elargire l’opinione da uomo della strada.
Non più di un trafiletto o un minuto televisivo per lo sciopero dei medici…

Ecco, queste sarebbero le cose che dovrebbero preoccuparci, la cappa di ignoranza che vorrebbero far calare sulle nostre teste, e non sentire (a blob) i duetti insulsi di occhetto e ferrare…Bollito! …Spia della CIA … Bollito! …. Spia della CIA … per poi disuterne come se fosse davvero importante.
Spegnamo la TV.
RITA PANI (APOLIDE)

3.09.2004

 

RADIO SOLO LUI.

Che tristezza. Leggo dell’intervento (non quello di chirurgia estetica) del nano a Radio Anch’io. In confronto i cine giornali dell’Istituto Luce erano la Bibbia dell’informazione critica.
Forse i chirurghi hanno esagerato. La sua faccia è sempre più come il culo.
In un Paese allo sbando, dove persino i Vigili del Fuoco hanno occupato le piazze scioperando, per il mancato rinnovo del contratto pare tutto vada bene, la pressione fiscale è diminuita, l’export aumenta, la politica estera (almeno sapesse cos’è!) è un successo, e tralascio il resto perché sennò potrei anche dirvi che ho una 6° di reggiseno, dei bellissimi capelli lunghi e biondi, e nemmeno un filo di cellulite. Insomma balle!
Sempre più spesso sento dire che Montanelli aveva visto lungo e che l’unico modo per liberarci del nano idiota sarebbe stato quello di lasciarlo governare ( governare: una volta le parole avevano un senso ) da un lato penso che questo sia vero, dall’altro soffro immaginando quanto tempo ci vorrà e quale fatica, per rimettere un po’ le cose a posto, supportati anche da questa sinistra che non ci fa capire e che ci smorza la speranza.
Leggendo sempre la stessa pioggia di idiozie cosmiche ruttate dall’insignificante premier plastificato vengo colta dal solito stato di sconforto. Le cose di governo somigliano sempre più ad una delle tante fiction teletrasmesse in TV; il ministro con la valigia, sempre sull’orlo della soglia col dito proteso a minacciare: “ O riforme o vado via.”
Cederà, ovvio. Minaccia di avere bisogno di almeno un’altra legislatura per farci parlare tutti argentino.
Noi assistiamo sempre più avulsi dalle problematiche quotidiane: Chi uscirà dalla casa del Grande Fratello? Saranno Fiorello e Bonolis a condurre il 55° festival della canzone italiana? E’ morale o immorale fare trasmissioni come bisturi con un transessuale in studio?
Pare che venerdì prossimo ci sarà un altro sciopero degli autoferrotranvieri, i medici hanno scioperato, le maestranze meridiana sono in agitazione.
L’UE avvisa l’Italia… Pare che i conti pubblici non vadano … Sembrerebbe, come scriveva un vecchio giornalista che non imparò mai l’assunzione di responsabilità… Ma tremonti si dichiara tranquillo. Quindi noi siamo preoccupati.
RITA PANI (APOLIDE)

 

Ma il poliziotto di quartere...

che fine ha fatto?
ho chiesto ad un carabiniere che abita dalle parti di casa mia se nel nostro circondario fosse prevista, a breve, l'isituzione del poliziotto di quartiere.
Si è messo a ridere...e mi ha detto: ma credi davvero a queste stronzate?
Sai che di notte siamo solo due pattuglie per mezza provincia (di BS)?
E lo so bene...una volta durante il turno di notte, degli estranei si sono introdotti nel recinto dello stabilimento dove lavoro. Li abbiamo chiamati alle 2 e sono arrivati alle 4...
Ovviamente erano già andati via (senza fare danni, forse perchè scoperti). I carabinieri si giustificarono dicendoci, appunto che non erano potuti intervenire prima, perchè impegnati in molti altri interventi precedenti alla nostra richiesta.
Altra presa per il culo.
M

 

Lettera aperta all'on prestigiacomo

Onorevole Prestigiacomo,

Ella ha urlato VERGOGNA al sig. Agnoletto perchè sosteneva che i nostri soldati erano in Iraq per proteggere gli affari dell'Eni, ora, anche non condividendo le idee di Agnoletto, non pensa che dovrebbe essere più cauta in queste sue urla?

Ella è al servizio di un premier che per paura non è andato MAI a trovare i nostri soldati che LUI ha mandato a morire in Iraq, qualunque siano stati i motivi! Perchè, qualunque siano stati i motivi, anche LEI è responabile di quelle morti, non crede?

Inoltre Lei serve un premier che non solo dimostra di essere vigliacco, ma che a Natale invece di andare a portare i sensi della nostra solidarietà alle famiglie dei Caduti, si è ritirato nelle sue villa sarde per farsi... il lifting!

Io credo che Ella dovrebbe gridare il suo VERGOGNA al signor Berlusconi Silvio.

Saluti,
dr. Ernesto G.
Il pregiudicato di FI Alfredo Vito promosso giudice nella Commissione Telekom Serbia, dovrebbe chiedere di interrrogare Ciampi, ministro del tesoro del governo Prodi. ;-))

 

Sregolatezze del 09/03/2004

I duellanti Silvio Berlusconi e Romano Prodi sembrano divisi su tutto: per esempio, su Europa, euro ed alleanze politiche, ovviamente. Ma su alcune cose, alla fin fine, le loro posizioni tendono ad assumere l'andamento delle convergenze parallele. Su quisquilie, naturalmente. Prendiamo la guerra e il latino. Un anno fa, alla vigilia della guerra in Irak, il presidente del Consiglio di centro-destra in carica così disse la sua: "Si vis pacem, para bellum" (se vuoi la pace, prepara la guerra). Oggi, all'indomani del clamoroso e disastroso fallimento dalla "guerra preventiva" scatenata da Bush, l'aspirante presidente del Consiglio di centro-sinistra - parlando di guerra e pace con il mensile "Nigrizia" - così ha sintetizzato il suo pensiero: "Si vis pacem, para bellum". Una banale citazione? Proprio per niente. I due hanno argutamente rovesciato il pensiero (su un'altra guerra infinita, quella mediorientale) di un'altra coppia duellante, Peres-Arafat, che presero addirittura il Nobel con il loro leggendario motto: "Si vis bellum, para pacem".

DON PANCRAZIO

3.07.2004

 

Chi ha vinto?

Chissà se masini ha davvero meritato di vincere il festival di San Remo; l’ho sentito ragliare qualcosa nel telegiornale dell’una, il TG5, che ha dedicato ben sei minuti di tempo, dopo i cinque elargiti all’altro trionfo semi italiano della Ferrari in Australia. Non so. Non ho seguito questo spaccato della cultura italiana e nemmeno tenendo accesa la TV tutto oggi sono riuscita a capire. Sono tante le domande che si stanno ponendo su ogni canale, a proposito dell’evento, ma ancora nulla è chiaro. Nemmeno se sia stato o no un trionfo, una catastrofe oppure no.
Certo sarebbe importante saperlo; in effetti sarebbe stato importante per me sapere anche la situazione dei treni di oggi, perché quasi per caso l’altro giorno ho sentito dire che ci sarebbe stato lo sciopero dei ferrovieri. Ho avuto culo! Il TG5 ha dedicato altri 5 minuti dello spazio notizie alla situazione meteorologica e il solerte cronista è riuscito ad infilarci nel mezzo, tra una spruzzata di neve, un vento forte e tanta pioggia, anche l’impercettibile disagio di uno sciopero silenziosamente accantonato.
Fortuna che ieri al festival a sorpresa e a titolo gratuito (non ci credo nemmeno se lo vedo!) celentano, uomo della cultura italiana ha suscitato un vespaio con le sue dure dichiarazioni… Amo i carabinieri ma non c’entrava mandare i giornalisti in occasione del festival… Tutti i giornali on line ne riportano la dura dichiarazione.
Ci vuole coraggio in questa epoca per fare certe dichiarazioni senza temere epurazioni. Certo che se non avesse avuto i testicoli rinsecchiti forse avrebbe potuto anche dire che proprio quei soldati in Afghanistan e in Iraq non dovevano proprio esserci, e magari se avesse studiato qualcosa avrebbe potuto anche parlare di come facciano le forze di pace a stare alleati con i democratici americani che hanno tra i loro terroristi prigionieri un bambino di 11 anni… Ma sarebbe stato troppo, davvero troppo banale come discorso mentre ci si accanisce sulle stime dell’auditel e il reggiseno della ventura che spuntava da dietro il vestito. Anche per questo ci vuole coraggio. Questa mattina il reggiseno è stato motivo di conversazione per teste pensanti in quella trasmissione di informazione della domenica su Rai 1. Fortuna che la polemica non è stata amara. Si è concluso che la ventura può permettersi il reggiseno sotto un vestito scollato nel dietro, persino le mutande in testa se hanno scritto sull’elastico dolce e gabbana.
Sì, ci vuole coraggio oggi per affermare delle opinioni, e per farlo si devono creare degli eventi, al punto che costanzo per contrastare vespa ha dovuto segnare sull’angolo del teleschermo… Alto contenuto.
Come il bugiardino di certi farmaci, mi sono detta, quelli che hanno tra gli effetti collaterali persino la morte. Si ha bisogno di avvisare il telespettatore di quello che sta per vedere. Bollino rosso, bollino giallo e bollino verde. Attenzione! Trasmissione ad alto contenuto…Meglio essere o avere?
Mi spiace un po’ di non aver avuto abbastanza maalox per stare a sentire, sono certa che avrei ancora potuto imparare molto dall’opinione della gggente e dell’esperto. Sì non ne sono sicura ma immagino che almeno morelli ci fosse, se non altro per contrastare ancora meglio vespa che, a San Remo ci ha portato crepet.
E poi ci sarebbe anche Marte. Bisognerebbe parlarne perché sono quelle cose, quei fatti che noi abbiamo la fortuna di vivere quasi in diretta. Vi rendete conto? Su Marte c’è stata l’acqua. Ne sono quasi certi. Chissà cosa sarebbe accaduto sulla terra se avessero speso i soldi che hanno speso per mandare due robottini su Marte, per riassestare tutto il sistema idrico presente e per crearne laddove non c’è. Troppo banale eh?
Lo so, ma io notoriamente il reggiseno manco lo uso. Cosa pretendete da me?
RITA PANI (APOLIDE)

3.06.2004

 

IMPROBABILE

Dicono che non sia il momento giusto per tacere, dicono che non sia opportuno, dicono che c’è bisogno di dire; forse è vero, infatti io ci provo, ma il compito è sempre più arduo. Prima di dire qualcosa penso si debba averla bene chiara in mente e io confesso umilmente di non avere proprio nulla di chiaro in testa, ultimamente. Non è sconcerto e nemmeno resa è solo incredulità.
Volevano farmi credere che Ballarò fosse rimasto unico baluardo informativo del nostro tempo, poi scopro che per avere in studio l’improbabile ministra della pubblica istruzione (ma forse è stato riformato il nome di quel ministero) la redazione abbia dovuto cedere al ricatto… “Niente studenti in studio…” Probabilmente quando inviteranno sirchia, si dovranno astenere dal far parlare i medici, in una nuova ottica di riforma dell’informazione che passa sempre meno in TV e sui giornali, e si fa nicchia in qualche piccolo mondo web, scovato dalla nuova razza di esploratori-navigatori.
Ecco perché, ora mi è venuto in mente… Ecco perché è difficile dire, perché tutto è improbabile, oggi.
Evito la litania di quanto sia improbabile un nano di plastica, mafioso e criminale, seduto sulla poltrona della Presidenza del consiglio, ma certo è che un improbabile presidente doveva essere circondato da improbabili ministri. Lo so! Basterebbe bossi per citarli tutti ma non è così semplice, si correrrebbe il rischio di semplificare una realtà drammatica che versa al catastrofico.
Ho appena letto, per esempio che un improbabile ministro alle telecomunicazioni ( oddio, spero si chiami ancora così il ministero) ha dichiarato che “Niente grazia a Priebke? E allora nemmeno a Sofri!” Spero si sia astenuto dal concludere con la locuzione … E così impari! … Che tanta forza avrebbe dato all’idiota sparata dell’idiota ministro.
Anche urbani è un ministro, spero di non sbagliare la citazione, dei beni culturali…Della cultura. Un ministero in disuso, credo che in una eventuale prossima legislatura verrà abolito per mancanza di utilizzo. L’imbecille ministro alla cultura ha deciso che andremo in galera se ci scambieremo MP3. Non è grave, dal momento che grazie ad un altro cretino potremo finire in carcere anche se ci dovessimo fare una canna, ma certo resta un po’ indigeribile. Improbabile.
Come improbabile è l’ISTAT (rubo una battuta) che non si riesce a capire dove accidenti vada a fare la spesa, ed improbabile è tutto quello che ci circonda. Compresi noi.
Mi viene male scrivere perché da qualche tempo ho più possibilità di ascoltare la gente, e più ascolto la gente più mi sovviene il dubbio di essere anche io improbabile con il mio “continuare a pensare” col mio perseverare “a voler fare qualcosa”. Ma della gente scriverò un’altra volta, forse.
Volessimo scrivere delle cose importanti del Paese, seguendo i temi riportati dalle TV dovremo soffermarci a parlare di San Remo e del grande fratello, oltre che del maltempo che perversa nonostante stia bussando alle porte la primavera, e a me sinceramente, viene davvero male.
RITA PANI (APOLIDE)

 

Sregolatezze del 06/03/2004

Sull'affaire-Parmalat, ci si sarebbe aspettati da Giuliano Ferrara la stessa prontezza di riflessi e lo stesso stile da lui esibiti sull'affaire-Cia. Allora, come si sa, fu lui stesso a rivelare - fra il serio e il faceto, fra il paradossale e il tracotante, fra il letterario e l'impunito - di aver fatto la spia (a pagamento) a favore dei servizi segreti statunitensi, al tempo della sua familiare frequentazione col Craxi di Palazzo Chigi. Decidendo così, lui, toni e registri della "rivelazione". Stavolta, invece,
si è fatto anticipare da Calisto Tanzi e dalla testata-cugina "Libero", che ha rivelato l'ultima ammissione dell'ex-patron della Parmalat ai magistrati: "Ho portato io stesso una borsa piena di soldi, non ricordo se cinquecento milioni o un miliardo, a Giuliano Ferrara", che "mi disse solo: Grazie". Proprio ieri, rispondendo ad una lettera di D'Alema su tutt'altro caso, lo scandalo-Banca 121, Ferrara ammetteva che "errori di stile se ne possono sempre compiere". E vada, dunque per quel volgare contante e per quel brusco e inelegante "Grazie". Ma la mancanza di prontezza di riflessi - tanto da
farsi anticipare da Tanzi e persino da Feltri - in Ferrara appare veramente imperdonabile.

DON PANCRAZIO

 

Sylvicon Valley

Grande scalpore aveva destato la decisione del Forzapresidente di tutti i presidenti di assentarsi dalla vita pubblica per sottoporsi ad un trattamento di lifting. O, almeno, così tutti avevano ritenuto. In realtà era stato poi evidente che egli si era dotato di poteri straordinari. Ad esempio, era stato messo in grado di far assumere ai lineamenti del suo viso la morfologia adatta ad ogni circostanza. Gli era sufficiente plasmare con opportuna manipolazione il silicone che ormai costituiva il 99,999% del suo corpo. Il resto era materiale di risulta (truciolato di silicone) che la medicina si ostinava a definire "sistema nervoso centrale" o, nei casi più audaci, "cervello" mentre era ormai chiaro che il Forzapresidente di tutti i presidenti utilizzava tale materiale in guisa di capigliatura vantandosi, in qualità di Forzapresidente del Forzamilan, delle doppie punte. Purtroppo l'intervento non era riuscito alla perfezione, manifestando improvvisi quanto indesiderati effetti collaterali. La prima dimostrazione tangibile si ebbe non appena riapparve in pubblico presenziando alla celebrazione del decennale della fondazione del suo Forzapartito. Si era presentato esibendo la famosa faccia da culo sorridente di grande leader di coalizione e raccontando una barzelletta; poi, forse a causa dell'intenso caldo generato dai riflettori, il silicone pian piano modificò la sua forma originaria trasformandosi in faccia da culo truffaldina e, quella che doveva essere una festa, si era ben presto trasformata in una riunione di affiliati ad una società di vendita a struttura piramidale. A quel punto l'intero staff di marketing del Forzapresidente di tutti i presidenti fu costretto a correre ai ripari rispolverando dal cerone l'obsoleto cappuccio di una nota loggia massonica segreta. “Alla faccia del segreto!” pensò il Forzapresidente di tutti i presidenti, ma poi si convinse che al momento era della propria faccia che ci si doveva occupare perciò soprassedette e raccontò una barzelletta. Si tentò di trovare una soluzione appropriata e come prima ipotesi si cercò di rintracciare i più abili idraulici ma, come al solito, fu impossibile reperirne anche solo uno. Vennero allora ascoltati i migliori chirurghi plastici del pianeta, si consultarono i visagisti più famosi, furono interpellati Othelma, Biscardi e Platinette. Alla fine si convenne di adottare un provvedimento drastico: una settimana di vacanza solitaria nell'atollo di Moruroa che, grazie all'elevato grado di radiazioni, avrebbe ristabilito l'equilibrio fisiologico del Forzapresidente di tutti i presidenti. Anche Chernobyl sarebbe stata meta ideale per una buona cura, ma non era stagione e gli alberghi erano chiusi. Dopo qualche tempo, lo rividero aggirarsi a Palazzo Forzachigi mentre raccontava una barzelletta. Il che destò una certa sorpresa in quanto non erano previste udienze in tribunale che vedessero il Forzapresidente di tutti i presidenti tra gli imputati. Nell’occasione, egli aveva assunto i connotati della faccia da culo che passa di lì per caso. Avendo notato un gruppo di giornalisti che lo stata indicando, certo che gli avrebbero rivolto domande in qualità di esperto di tattica calcistica, si avviò verso di loro modificando il volto in faccia da culo di allenatore mai esonerato in carriera. Le domande vertevano invece sulla crisi che stava attraversando la compagnia aerea di bandiera di cui il governo aveva promesso di farsi carico. Dopo un primo attimo di smarrimento evidenziato anche dal cerone sbiancato, raccontò una barzelletta e con rapida manipolazione, invisibile ad occhi non smaliziati, ecco che si era palesato con la faccia da culo di primo ministro che ha una soluzione per tutti i suoi problemi. O meglio, credeva di apparire così, mentre la concitazione del momento gli aveva fatto commettere un lieve errore nel rimaneggiamento ed egli in realtà ostentava le sembianze della faccia da culo di primo ministro perseguitato da personaggi mentalmente disturbati e andava lamentando che "... purtroppo, in questo Paese è difficile fare le cose. Ovvero, nella fattispecie, l'ipotesi di ridurre di 1500 unità il personale ha scatenato le proteste della categoria nella quale, come è ormai noto a tutti, è fortemente attiva una percentuale consistente di sovversivi di matrice stalinista alleata con la restante percentuale di sobillatori della corrente maoista. Addirittura sembra che ce ne sia qualcuno iscritto alla CGIL (Centrale Globale Insurrezionalista Leninista)!”
Improvvisamente, in un crescendo fregoliano, ecco che i suoi lineamenti si vennero a modificare con rapidità sorprendente fino a svelarsi con la faccia da culo di ministro all'economia con particolari alti incarichi in materia di finanza creativa ad interim e proporre di cambiare nome alla compagnia aerea in ForzAlitalia. E poi, in rigoroso ordine di apparizione: faccia da culo di dittatore fantoccio con la quale dichiarava che avrebbe deciso lui i partecipanti alle imminenti consultazioni elettorali; faccia da culo di presidente della Forzalat, in veste della quale affermava che è un diritto sacrosanto evadere il fisco; faccia da culo di contumace che specificava che è un dovere sacrosanto evadere; faccia da culo di plurilampadato direttore del tiggìquattrino che illustrava come, qualora Retequattrino fosse andata sul satellite, si sarebbero persi mille posti di lavoro affossando l’economia di Leccate, paesino della laboriosa Forzabrianza che ospitava gli studi televisivi di quel network; faccia incredibilmente normale da impiegato aeroportuale che obiettava: "Come? 1000 dipendenti di Retequattrino non è giusto e 1500 della ForzAlitalia invece sì?"; faccia da culo di grande comunicatore mediatico che rispondeva: "Comunista! Comunista! Comunista!"; "Cazzo c'entra?" chiedeva di rimando la faccia incredibilmente normale dell'impiegato di prima; faccia da culo da inquisito per il lodo Forzasme/Forzamondadori: "Qualcuno prenda le generalità di quest'uomo: lo voglio denunciare!"; faccia da culo da presidente di commisione parlamentare d’inchiesta: “E’ di certo un anarcorivoluzionarindipendenfancazzista peninsualpinisolano, nè di centrodestra, nè di centrosinistra, nè di centrosopra e nè, tantomeno, di centrosotto!”
Avendo compreso che la situazione stava irrimediabilmente sfuggendogli dalle mani siliconate, elaborò all’istante una ritirata strategica, raccontò una barzelletta e si andò a nascondere nel suo rifugio d'emergenza che già altre volte in passato gli aveva dato riparo: il gabinetto dei ministri che, per una sua errata concezione, corrispondeva alla stanza da bagno. Si chiuse dentro e si guardò allo specchio. Si commiserò per ciò che vide riflesso: “Dio mio... anzi, Io mio (ché mi sono sono fatto da solo)... guarda quei comunisti come mi hanno ridotto...” quindi si abbandonò affranto sul water e non riuscì a trattenere le lacrime che però, essendo anch'esse di silicone, lo incollarono alla tazza. Si raccontò una barzelletta, poi il silicone che lo componeva cedette definitivamente rendendolo una massa informe e nauseabonda.
Intanto, fuori dalla stanza da bagno, qualcuno aveva chiamato un inserviente che bussò con sempre maggiore insistenza e allarme. Non ottenendo risposta, dopo una rapida occhiata interrogativa e sollecitanti cenni di assenso degli altri astanti, decise di aprire la porta con la chiave di servizio. Chiamò due o tre volte mentre avanzava con circospezione e crescente senso d'inquietudine amplificato dall’assenza di risposta e dall’odore mefitico. Dopo aver scrupolosamente perlustrato la toilette, giunse alla conclusione che lì non ci fosse più nessuno ma capì il motivo dell’effluvio mortifero e si affrettò a scaricare l’acqua nel wc. Riferì la cosa a quelli che erano rimasti prudentemente e ansiosamente fuori, in attesa, e aggiunse con tono minaccioso: "... ma se trovo quell’animale che ha cagato quella schifezza senza tirare lo sciacquone e senza neppure aprire la finestra... ma che vi danno giù a mensa?"
dirtyboots

2.25.2004

 

FACCIAMO I NOMI

Dalla lista di discussione del Bologna Social Forum

Il voto dei parlamentari per il mantenimento delle truppe italiane in Iraq e nelle altre missioni di guerra e coloniali all'estero, in
dettaglio:

Elenco dei senatori:

DS-Ulivo tot. 63
Hanno votato NO 17
Non hanno votato NO 46

Margherita-DL- Ulivo Tot. 36
Hanno votato NO: 4
NON hanno votato NO 32

VERDI: Totale 10
Hanno votato NO: 10

GRUPPO per le autonomie Tot. 10
Hanno votato NO : 5
NON hanno votato NO: 5

RIFONDAZIONE COMUNISTA TOT. 3
Hanno votato NO: 3

COMUNISTI ITALIANI TOT. 2
Hanno votato NO: 2

GRUPPO MISTO TOT. 22
Hanno votato NO: 1
NON hanno votato NO 21
Non hanno votato NO: 21


DS-ULIVO TOT: 63
Hanno votato NO: 17
NON hanno votato NO: 46

Hanno votato NO
Acciarini
Baratella
G.Battaglia
Bonavita
Bonfietti
P.Brutti
De Zulueta
Di Siena
Falomi
Flammia
Jovene
Longhi
Pizzinato
Rotondo
Salvi
Villone
Vitali


NON hanno votato NO
ANGIUS Gavino
AYALA Giuseppe Maria
BASSANINI Franco
BASSO Marcello
BATTAFARANO Giovanni Vittorio
BETTONI BRANDANI Monica
BRUNALE Giovanni
BRUTTI Massimo
BUDIN Milos
CADDEO Rossano
CALVI Guido
CHIUSOLI Franco
DEBENEDETTI Franco
DI GIROLAMO Leopoldo
FASSONE Elvio
FORCIERI Giovanni Lorenzo
FRANCO Vittoria
GARRAFFA Costantino
GASBARRI Mario
GIOVANELLI Fausto
GRUOSSO Vito
GUERZONI Luciano
MACONI Loris Giuseppe
MANZELLA Andrea
MARITATI Alberto
MASCIONI Giuseppe
MODICA Luciano
MONTALBANO Accursio
MONTINO Esterino
MORANDO Antonio Enrico
MURINEDDU Giovanni Pietro
NIEDDU Gianni
PAGANO Maria Grazia
PASCARELLA Gaetano
PASQUINI Giancarlo
PASSIGLI Stefano
PETRUCCIOLI Claudio
PIATTI Giancarlo
PILONI Ornella
STANISCI Rosa
TESSITORE Fulvio
TONINI Giorgio
TURCI Lanfranco
VICINI Antonio
VISERTA COSTANTINI Bruno
VIVIANI Luigi

MARGHERITA-DL-ULIVO TOT: 36
Hanno votato NO: 4
NON hanno votato NO: 32

Hanno votato NO:
Bedin
Cavallaro
Formisano
Monticone

NON hanno votato NO
BAIO DOSSI Emanuela
BASTIANONI Stefano
BATTISTI Alessandro
BORDON Willer
CAMBURSANO Renato
CASTELLANI Pierluigi
COLETTI Tommaso
COVIELLO Romualdo
D'AMICO Natale Maria Alfonso
D'ANDREA Giampaolo Vittorio
DALLA CHIESA Nando
DANIELI Franco
DATO Cinzia
DETTORI Bruno
DINI Lamberto
GAGLIONE Antonio
GIARETTA Paolo
LAURIA Michele
LIGUORI Ettore
MAGISTRELLI Marina
MANCINO Nicola
MANZIONE Roberto
MONTAGNINO Antonio Michele
PETRINI Pierluigi
RIGONI Andrea
SCALERA Giuseppe
SOLIANI Albertina
TOIA Patrizia
TREU Tiziano
VALLONE Giuseppe
VERALDI Donato Tommaso
ZANDA Luigi Enrico


VERDI TOT: 10
Hanno votato NO: 10
Boco
Ripamonti
De Petris
Carella
Cortiana
Donati
Martone
Muzio
Turrone
Zancan

GRUPPO PER LE AUTONOMIE TOT 10
Hanno votato NO: 5
Non hanno votato NO: 5

Hanno votato NO:
Betta
Michelini
Peterlini
Rollandin
Thaler

NON hanno votato NO:
ANDREOTTI Giulio
COSSIGA Francesco
FRAU Aventino
KOFLER Alois
PEDRINI Egidio Enrico

RIFONDAZIONE COMUNISTA TOT 3
Hanno votato NO: 3
Malabarba
Sodano
Togni

COMUNISTI ITALIANI TOT 2
Hanno votato NO: 2
Marino L.
Pagliarulo


GRUPPO MISTO TOT: 22
Hanno votato NO: 1
NON hanno votato NO: 21

Ha votato NO:
Occhetto
NON hanno votato NO
MARINI Cesare SDI
FABRIS Mauro AP-Udeur
CARRARA Valerio MTL
AMATO Giuliano
CARUSO Luigi MSI-Fiamma
CASILLO Tommaso SDI
COLOMBO Emilio
CREMA Giovanni SDI
CRINO' Francesco Antonio NPSI
D'AMBROSIO Alfredo Ind-CdL
DE PAOLI Elidio LAL
DEL PENNINO Antonio PRI
DEL TURCO Ottaviano SDI
DENTAMARO Ida AP-Udeur
FILIPPELLI Nicodemo Francesco AP-Udeur
LABELLARTE Gerardo SDI
LEVI MONTALCINI Rita
MANIERI Maria Rosaria SDI
RIGHETTI Franco AP-Udeur
SCALFARO Oscar Luigi
ZAVOLI Sergio Wolmar

 

LA MADDALENA

Prima dell'inizio del consiglio comunale, Franco Curedda, di Progetto La Maddalena (a lista di riferimento a Renato Soru), ha consegnato al presidente dell'aula Antonio Satta, Forza Italia, una mozione sottoscritta poi da Deligia, Tirotto, Zanchetta, Belli, Randaccio e Filigheddu, nella quale chiede l'impegno del presidente del consiglio d' intesa con i capigruppo consiliari a «convocare il Consiglio a breve termine per discutere in ordine alla delicata problematica della radioattività alla Maddalena. Questo in seguito al prospetto fornito dal dottor Mario Budroni, responsabile del servizio del centro multizonale di osservazione epidemiologica dell'azienda sanitaria locale numero 1 di Sassari, proprio
per accertare attraverso un'indagine epidemiologica quale sia l'incidenza statistica delle neoplasie nel territorio comunale e nella Gallura».
La mozione è stata votata quasi da tutti, perché anche la maggioranza si è sentita responsabile e si aggiunta ai firmatari. Clamorosa la posizione di Tirotto, che ha votato contro, seppure firmatario, e ha chiarito di averlo fatto perché «non bisogna perdere tempo su queste cose e che un consiglio comunale sarebbe ancor inutile e perdita di tempo, ma ci vogliono informazioni precise e sicure e devono venire subito gli esperti qui in
Consiglio».
Il sindaco Rosanna Giudice, dal canto suo, ha ammesso che è stata una mozione intelligente e pertanto bisognava seguirla come del resto era stato fatto anche in Provincia. Tutti hanno dato il loro contributo con la
certezza che vengano qui, come ha richiesto Curedda, gli oncologi e tutti gli esperti e in particolare dottor Budroni.
«I dati che ho richiesto alla Asl numero 1 e al responsabile del servizio Budroni - inizia Curedda - sono quelli che si riferiscono all'anno 1992 fino ad arrivare al 2001 che riguardano le patologie tumorali che esistono. Però
i dati sono considerati a livello di percentuale su 100mila abitanti. Ho richiesto questi in seguito a quelli che sono stati dati dai medici di base che avevano riscontrato un aumento dei tumori linfatici e quelli della cute». La mozione quindi serve per fare chiarezza su tutti i dati che sono arrivati e nello stesso tempo de «se c'è un aumento in tutti questi valori:
infatti sappiamo che alla Maddalena, in dieci anni, ci sono 323 persone, maschi, che hanno avuto un tumore maligno, e 207 donne. Questi numeri però si riferiscono a tutti i tipi di tumori, ecco perché richiediamo l'
intervento degli oncologi, per verificare se veramente tutte queste persone che sono state attaccate dal tumore lo abbiano contratto per la presenza dei
sottomarini atomici». (a.n.)

 
Il Comitato per l'organizzazione del 20 marzo, aderendo all’appello del social forum di Bombay, lavora per l'organizzazione di una manifestazione regionale da tenersi ad Oristano.

Abbiamo letto la proposta dalla "United for Peace and Justice", una coalizione di 600 comunità, chiese, gruppi, associazioni statunitensi, che ha scelto la data del 20 marzo, anniversario dell'inizio della guerra in Iraq, per ripetere una giornata mondiale di mobilitazione per la pace, e dopo un'analisi dei documenti di Bombay, abbiamo pensato di organizzare anche in Sardegna un evento che vedrà impegnati in contemporanea in centinaia paesi e città del mondo.


Alla manifestazione-corteo e all'organizzazione sono invitati tutti i partiti politici del centro-sinistra, della sinistra, le associazioni e i sindacati, il movimento, gli studenti ed i lavoratori, ogni cittadino che crede che la democrazia non si costruisca con l’utilizzo delle forze armate ma con il dialogo e la non violenza.

Riteniamo sia fondamentale che anche la Sardegna e tutti i suoi abitanti facciano sentire la loro forza e il loro ideale pacifista anche perché la nostra Isola, posta al centro del Mediterraneo, non può essere nota al mondo esclusivamente come terra di basi militari e come terra di soldati che perdono la vita in quei luoghi dove l’immenso dolore della guerra crea morti su tutti i fronti.

La nostra terra è sempre stata terra di pace e di accoglienza ed ancora di più oggi in questo scenario mondiale di estrema crudeltà deve rimanere.

In questo ultimo anno molti sono stati i persorsi dei diversi soggetti del movimento che han fatto si anche in Sardegna di creare un grande percorso collettivo sulla pace ed è per questo che per tutti coloro ch eil 20 di marzo non possono andare a manifestare a Roma organizziamo in sardegna, ad Oristano, una grande e partecipata manifestazione contro la guerra per rilanciare la generale volontà di pace per il ritiro delle truppe dall'Iraq e la fine dell'occupazione, ma non solo, vorremmo che attraverso anche questa nuova manifestazione il movimento contro la guerra si radichi e si espanda anche in Sardegna il coinvolgimento della pluralità dei soggetti sociali e attraverso un impegno diffuso e ampio per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione, per i diritti e la giustizia sociale.

Il 20 di marzo far diventare anche la Sardegna uno di quei luoghi del mondo dove si manifesta contro la guerra è secondo noi fondamentale.
Per far si che la nostra iniziativa abbia una più ampia risonanza e se concordi con noi e con le nostre idee ti chiediamo di inviarci l'adesione della tua organizzazione.
Ad oggi hanno aderito già parecchie sigle locali tra cui l'ARCI SARDEGNA, Giovani Comunisti e Sinistra Giovanile di Oristano
Per la giornata del 20 marzo stiamo organizzando anche un dibattito ed un concerto in piazza, per questo ti chiediamo idee e collaborazione per costruire questo evento regionale di notevole importanza...

Raccogli il nostro invito, aderisci e magari difondi pure....Non dimenticare poi di ricolorare la tua città, il tuo paese, la tua casa, il tuo posto di lavoro con la BANDIERA ARCOBALENO, e se non sai più dove trovarla chiedi pure a noi...
Per INFO sulla MANIFESTAZIONE, SUL DIBATTITO E SUL CONCERTO contattati via email o al cellulare

gcoristano@yahoo.it
sgor@sitoverde.com
su_tiau@hotmail.com


 

NI' UN PASO ATRAS! NO SI TORRAT AGOA!

L'appello data la sua genericità è condivisibile ma è indietro anni luce rispetto alla situazione sarda. Impostare la manifestazione del 20 marzo in termini di generico richiamo ai valori della pace rischia di oscurare e fare regredire le lotte reali in corso nella nostra isola. Costruire la pace significa anche smantellare le basi della guerra, l'industria della guerra, i poligoni degli eserciti. Su questo settore la Sardegna, con le sue sole forze, sta dando un enorme contributo e procede con un ritmo sempre più accelerato e deciso.

Riproponiamo in allegato il "vecchio" documento di adesione alle giornate di Genova - luglio 2001- o per meglio dire la piattaforma di lotta di Gettiamo le Basi che negli ultimi anni ha via via cessato di essere l'indicazione degli obiettivi di un mini comitatino e si è tradotta in lotte forti e diffuse di strati sempre più ampi del popolo sardo. La pressione popolare, in crescita in tutti gli angoli dell'isola, è riuscita ad interrompere il letargo della cosiddetta classe dirigente. Lo smantellamento della base statunitense di La Maddalena non è più l'impegno relegato ad uno sparuto gruppetto, è diventato l'impegno solenne della più alta istituzione della Sardegna. Spinto da una tenace pressione popolare il Consiglio regionale, ha deliberato: la base militare statunitense installata a La Maddalena deve essere SMANTELLATA in tempi ragionevoli e stabiliti.

E' compito di chi ripudia il ruolo imposto alla Sardegna di minacciosa e aggressiva cittadella militare, punta di lancia contro i popoli dell'altra riva del Mediterraneo, fare in modo che lo sfratto dato alla base atomica Usa dal popolo sardo e dalle sue istituzioni non sia una mera dichiarazione d'intenti ma trovi strumenti di rapida attuazione. Oggi il punto in discussione può essere solo: quanto tempo concediamo all'invasore per andarsene. Un mese? Un anno?

E' compito di chi intende costruire la pace raccogliere e portare avanti la lotta in corso per conquistare la pace in quell'angolo di Sardegna martoriato da esercitazioni e sperimentazioni belliche, porsi come obiettivo a breve scadenza la SOSPENSIONE DI TUTTE LE ATTIVITA' di guerra nel poligono della morte Salto di Quirra, la cessazione della violazione sistematica dei fondamentali diritti umani:il diritto alla sicurezza, alla salute, alla vita.

E' compito di chi crede che un mondo senza guerre è possibile rendere effettivo lo smantellamento del deposito abusivo di combustibili per gli area di guerra sito a Cagliari - Monte Urpinu. La lotta popolare ha già costretto le istituzioni a togliersi la benda dagli occhi: il Comune di Cagliari ha denunciato alla Magistratura l'attività illegale dell'impianto AMI/Nato, la Provincia ha deliberato alla quasi unanimità che il deposito di guerra deve essere chiuso.

E' compito di chi s'impegna "contro la guerra per rilanciare la generale volontà di pace per il ritiro delle truppe dall'Iraq e la fine dell'occupazione (..), per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione, per i diritti e la giustizia sociale" contribuire a fare avanzare le lotte in corso a Teulada per la fine dell'occupazione militare del mare, per la cessazione dei devastanti giochi di guerra, per la restituzione alla collettività del suo mare e della sua terra, per la bonifica delle aree degradate e contaminate dalle attività belliche.

Certamente "Riteniamo sia fondamentale che anche la Sardegna e tutti i suoi abitanti facciano sentire la loro forza e il loro ideale pacifista anche perché la nostra Isola, posta al centro del Mediterraneo, non può essere nota al mondo esclusivamente come terra di basi militari e come terra di soldati che perdono la vita in quei luoghi dove l’immenso dolore della guerra crea morti su tutti i fronti. La nostra terra è sempre stata terra di pace e di accoglienza ed ancora di più oggi in questo scenario mondiale di estrema crudeltà deve rimanere".
Purtroppo la nostra terra è stata oscenamente violentata e trasformata in sterminato poligono militare, terra di accoglienza per gli eserciti di mezzo mondo, pattumiera bellica, immensa area di tiro dove stoccare e testare vecchi ordigni di morte e sperimentare nuove e sofisticate armi di sterminio di massa.

Sappiamo anche che la Sardegna è nota al mondo (e un poco anche all'Italia ) per la lotta decisa contro l'arma di sterminio di massa chiamata Uranio impoverito. Il muro di silenzio sul criminale uso di DU è stato infranto dalla Sardegna e sempre la Sardegna, ostinatamente, ne sta allargando ogni giorno le crepe.

Vorremo che la Sardegna diventasse nota anche come l'isola che è riuscita a conquistare la totale smilitarizzazione della sua terra, del suo cielo, del suo mare. Non è un sogno, è una piattaforma di lotta. Abbiamo la forza e le capacità per portarla avanti. Abbiamo la convinzione radicata che la Sardegna liberando se stessa del ruolo di vittima delle politiche di guerra contribuisca a costruire l'altro mondo possibile liberato dall'incubo delle guerre.
Comitato sardo Gettiamo le Basi

tel 070823498 -- 3386132753


 

Odradek ti invita

Venerdì 27 febbraio ore 18.00 alla presentazione del libro "il tonto" di Aldo Ricci
Interverranno:
Aldo Ricci e Mario Pischedda


Il tonto di Aldo Ricci e’ un romanzo denuncia, con appendice. E’ anche la storia della generazione del ’68 con le sue devianze annesse e connesse: terrorismo, droga, criminalità, intelligence. Una miscela eplosiva di molte trame oscure, come il misterioso assassinio di Mauro Rostagno, “ compagno, guru e amico fraterno”, che il protagonista di questo romanzo storico, racconta in modo duro, tra l’hard boiled e la cronaca, ai confini tra la fiction e la realtà di una vicenda iniziata a Trento nel ’66 e finita a Trapani nell’88, con la misteriosa morte di Mauro Rostagno e le oscure trame che l’hanno preceduta e seguita. Rostagno dopo essere stato il leader carismatico del movimento studentesco trentino, aver co-fondato Lotta continua a Torino, e aver abbracciato il credo del Baghwan in India, si era poi ritirato in Sicilia e vicino a Trapani aveva fondato Saman, una comunità per il recupero dei cosidetti tossicodipendenti. Ma la struttura della comunità era in mano a un uomo senza scrupoli, Francesco Cardella, che l’aveva usata per i suoi loschi traffici, appoggiato dalla dirigenza dell’allora imperante PSI.

La sera del 26 settembre del 1988, Rostagno fu ucciso a colpi d’arma da fuoco; negli ultimi tempi aveva diretto una televisione privata, mietendo consenso tra la popolazione locale.

Sin dall’inizio la stampa suffragò la pista mafiosa, ma in seguito gli inquirenti ritennero che il delitto fosse maturato all’interno della comunità stessa. Che ad armare la mano di qualche giovane ospite di Saman fosse stato Cardella, i cui interessi nel traffico di tangenti, armi e droga potevano essere stati scoperti da Rostagno, oppure che la regia e/o la complicita’ nel delitto, potessero essere attribuiti a qualche ex Lc, alla vigilia della imprevedibile deposizione di Rostagno al processo Calabresi, oggi chiuso. Invece per il processo Rostagno di la’ da venire, anche se l’inchiesta della magistratura va avanti, fino ad oggi non si sono raggiunte certezze di giudizio.

Aldo Ricci - ha partecipato al movimento studentesco antiautoritario trentino come Mauro Rostagno, anche se su posizioni del tutto autonome - ha scritto questo suo libro per “aprire lo spazio del dubbio nella mentre dei lettori” , per rievocare l’ambiente e raccontare il contesto in cui maturarono certe scelte, per dare al “verosimile” la consistenza del vero, come e’ prerogativa della letteratura.

Aldo Ricci ha pure aggiunto una appendice nella quale ciascuno è chiamato col proprio nome , e qui la polemica si fa dura: l’attacco non risparmia nessuno, né i giornalisti né i politici attuali ed ex. Cambia anche il carattere tipografico per staccare la fiction dall’analisi, la letteratura dalla cronaca, ognuna con una propria validità e sarebbe quindi errato privilegiare l’una, forse più duratura (il romanzo), a detrimento dell’altra, probabilmente più effimera (il saggio).

Ricci ha lottato per la dozzina d’anni che ci separano dalla morte di Rostagno per la pubblicazione di questo romanzo generazionale, che é stato respinto – talvolta alla vigilia della pubblicazione – da più editori.


 

COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA

COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani e il Comitato Verità e Giustizia per Genova invitano i trecentomila di Genova 2001, gli ex portavoce del Genoa Social Forum, tutti i democratici ad essere a Genova nell’ultimo fine settimana di febbraio e il 2 marzo, sulla base della lettera-appello diffusa nei giorni scorsi. Di seguito il programma definitivo delle iniziative organizzate dai due comitati.

Genova, 18 febbraio 2004

TORNIAMO A GENOVA

PROGRAMMA DEFINITIVO

Sabato 28 febbraio 2004 - ore 10

Sala Rossa di Palazzo Tursi, via Garibaldi

MAI PIU’ COME AL G8
Rilancio, in vista degli ultimi mesi di raccolta firme (la conclusione è prevista per luglio 2004, in coincidenza col terzo anniversario dei fatti di Genova), della petizione "Mai più come al G8", promossa da Comitato Verità e Giustizia per Genova e Comitato Piazza Carlo Giuliani.
La petizione si rivolge ai presidenti di Camera e Senato per chiedere una rapida discussione di alcuni progetti di legge già presenti in parlamento, tutti legati ai fatti del luglio 2001. I progetti chiedono:

* introduzione del reato di tortura;

* targhette di riconoscimento su caschi e divise degli agenti in servizio d'ordine pubblico;

* formazione a tecniche e principi della nonviolenza per gli appartenenti alle forze dell'ordine;

* messa al bando dei gas nocivi (CS) usati contro i manifestanti;

* commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Napoli e Genova.


Intervengono: Vittorio Agnoletto (comitato internazionale FSM), Tom Benetollo (Arci), Tana De Zulueta (senatrice Ulivo), Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani), Graziella Mascia (deputata Prc), Gianni Rinaldini (Fiom-Cgil), don Alessandro Santoro (Comunità delle Piagge). Coordina: Antonio Bruno (Comitato Verità e Giustizia per Genova)



A seguire: presentazione dei libri di Marco Poggi, già infermiere nella caserma di
Bolzaneto ("Io, l’infame di Bolzaneto"), e di Enrica Bartesaghi ("Genova, il posto sbagliato"), presidente del Comitato Verità e Giustizia per Genova


Sabato pomeriggio – ore 17 Piazza De Ferrari

AZIONE DI INFORMAZIONE E DENUNCIA PER STRADA

Alcuni dei partecipanti indosseranno dei cartelli con la descrizione delle violenze subite (uno per uno) dai 93 della Diaz, dalle decine di persone passate per Bolzaneto, dai tanti aggrediti durante i cortei e per strada. Microfono aperto con testimonianze.

A seguire (luogo da definire): monologo teatrale di Riccardo Lestini "Con il tuo sasso"



Domenica 29 febbraio 2004 – ore 11

Sala Cambiaso, salita S. Francesco 4

PENA MINIMA OTTO ANNI

Convegno giuridico sul reato di devastazione e saccheggio (in collaborazione con: Giuristi democratici, Genova).

Introdotto prima della guerra, è stato raramente applicato. Infligge pene pesantissime: da 8 a 15 anni.

Intervengono:

Avv. Riccardo Passeggi, Devastazione e saccheggio, storia di un reato quasi dimenticato

Avv. Emanuele Tambuscio, Il processo del 2 marzo

Carlo Gubitosa, Lo strano caso del piano contro il Black Bloc

Haidi Giuliani, L’imputato Carlo

Coordina: Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova)

* * * * * * *

PROPOSTA AL COMITATO ORGANIZZATORE DELLA CAROVANA DI PACE

Martedì 2 marzo

Tutto il giorno: Informagiovani di Palazzo Ducale

Testimonianze e video non stop

CAROVANA DI PACE

Orario da definire

Percorso: caserma di Bolzaneto – via Battisti (scuola Diaz) – piazza Alimonda – piazza De Ferrari (conclusione).

Info:

www.veritagiustizia.it www.piazzacarlogiuliani.org


2.21.2004

 

STRISCIA ROSSA

«Allora la triste morale di questa storia è che in Italia anche la tv “di tutti” è imbavagliata; il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza “spazio di controprova”, senza par condicio per le smentite».

Giovanni Sartori, Il Corriere della Sera, 19 febbraio

 
L'Associazione Culturale "Libera Informazione" Onlus
presenta
Lunedi 23 febbraio 2004 ore 20.00
Teatro Sannazzaro
Via Chiaia 157 - Napoli

Dibattito
PERCORSI DI GUERRA E DI PACE
Costruire nuovi linguaggi per la reciproca comprensione.

<<>>
Video sulle delegazioni Dal 1990 al 2002 - R/Esistere in Palestina 12 anni raccontati dalle delegazioni presenti con Action for Peace

intervengono:
Don Vitaliano Della Sala Omar Suleiman - Presidente Comunità Palestinese in Campania Marisa Manno - Donne in Nero
Sirio Conte - AssoPace Delegazione per la Pace del Consiglio regionale

<<>>
video sulla missione umanitaria in Iraq - gennaio 2003 "Osservazioni di Pace"
intervengono:
Luca Persico - 99 Posse - Al Mukawama Diego Magnetta - A.C. Libera Informazione Antonello Petrillo - Istituto Universitario "S. O. Benincasa" Fabio Alberti - Presidente "Un Ponte per..."

<<>
intervengono:
Redazione Il Manifesto Napoli Mario La Porta - reporter Redazione InsuTv


Con il patrocinio di:
Consiglio Regionale della Campania Regione Campania - Assessorato alle Politiche Sociali Comune di Napoli - Assessorato agli Affari Sociali Comune di Napoli - Assessorato all'Educazione e Rapporti Internazionali


 

VAURO


 

Sregolatezze del 21/02/2004

L'ex-rivoluzionario, ex-stalinista ed ex-comunista Peppino Caldarola, oggi convinto triciclista d'alemiano, ieri ha accusato di "rivoluzionarismo" i "neo-pacifisti" Mussi e Folena, e di stalinismo (di uno «stalinismo senza comunismo») chi "intimidisce" i riformisti e si arroga il diritto di decidere «chi può o meno partecipare alla manifestazione per la pace». Ha denunciato «l'aggressione subita dai Ds, e in particolare la componente riformista, sulla questione dell'Iraq». Se l'è presa anche con Bertinotti (che «invita la sinistra Ds a rendersi disponibile per un'altra formazione politica»), con Diliberto («analoghe iniziative») e con Occhetto-Di Pietro («terribile falsificazione sul tema della pace e della guerra dopo il voto al Senato»). Caldarola ne desume, allarmato e indignato, che è in atto «una vigorosa iniziativa per dividere e indebolire il più forte partito della sinistra». Ma non tutto è perduto. A rafforzarlo hanno provveduto e provvedono notoriamente Caldarola e i suoi amici riformisti, che sono riusciti in pochi anni a elevarlo da partito comunista a gioiosa macchina da guerra e a "merchant bank", consentendogli infine di accedere alle magnifiche sorti e progressive del triciclo prodiano-rutelliano-sbarbatiano.

DON PANCRAZIO

2.19.2004

 

Dedicato a Ilario.

Forse non ho mai creduto veramente di avere dei lettori.
Forse non ho mai creduto che come io ricerco un attimo di tempo per andare a sbirciare tra i titoli di un giornale on line, qualcuno usasse lo stesso tipo di tempo rubato per leggere quello che rabbiosamente avevo scritto sul mio blog.
Oggi ho capito che non importa che essi siano pochi o tanti; oggi ho capito che basterebbe anche una sola persona perché io non perda mai troppo l’abitudine di condividere la mia rabbia con uno scritto, semplice.
Oggi ho parlato con Ilario.
Il suo essere diversamente abile è stato tradito dalla difficoltà di parlare, il mio essere diversamente abile invece, tradito dalle lacrime che sono riuscita a soffocare.
Già nessun altro se non chi sa di soffrire capisce di trovarsi innanzi a qualcuno che soffre.
E’ una strana epoca quella in cui viviamo, caro Ilario, è un’epoca nella quale si va in tv per guadagnare un po’ di soldi, si va in tv per trovare l’amore, si va in tv per vivere 100 giorni da leone, e soprattutto si va in tv per rifarsi fare le tette gratis.
E’ una strana epoca. Le mamme si sa hanno sempre pianto in tv, per il figlio scomparso, per il figlio ammazzato, per il figlio che fa il soldato, per il figlio che andando a scuola in tv diviene cantantattoreballerino ed ora le mamme piangono e si commuovono perché la figlia ha fatto la liposuzione, in tv, perché il figlio ha cambiato look, in tv.
Io ho pianto spesso davanti alla tv, quando piccoli scheletri neri, col visino rigato dalle lacrime davano da bere alle mosche che avevano poggiate sugli occhi, occhi così grandi da riuscire a rapirmi.
Sì caro Ilario, la realtà e che anche io come te, o tu come me, siamo diversamente abili. Tu per la tua tetraplegia, io per la mia malattia.
L’abbiamo capito dalle nostre voci?
L’abbiamo capito perché pasteggiamo col veleno della rabbia?
Hai sentito caro Ilario che si dice di Pantani?
E perché non abbiamo sentito nulla di ciò che non si dice dei mille e mille marco che vivono e muoiono nella solitudine della depressione?
Perché viviamo in una strana epoca, ed è quella della vita a tutti i costi, se poi è in diretta è ancora meglio; la vita a tutti i costi è quella in cui dobbiamo essere belli, con la pelle liscia e tirata, dobbiamo essere ben vestiti e sorridenti, dobbiamo fare finta di avere tutto ciò che necessita ad un individuo perché esso sia.
Come faccio a fare politica in un epoca nella quale anche questo valore assoluto è stato asservito alla vita a tutti i costi?
Come faccio io, diversamente abile, a battermi sentendomi sempre più sola?
Sai che riesco a contare le persone alle quali sono davvero cara con le dita di una sola mano?
Sai che l’unico che riesce a sostenere il dialogo con una diversamente abile per accertata sindrome depressiva sta ad almeno a tre ore di aereo da me?
Hai letto del comunismo e nei sei rimasto affascinato, hai letto e ti sei informato, hai trovato me e il mio comunismo, sottraendo tempo alla tua scuola virtuale, ed io sono riuscita a deluderti.
Non sei il solo, credimi, ma se potrò farò ammenda. Dovessi scrivere solo per te.
Vedi che strana epoca?
Lo si evince anche dalle mie parole; noi sottraiamo il tempo alla mia vita annullata, tu ai tuoi studi perseveranti, mentre Tanzi i soldi li distraeva. Ed era così distratto da non riuscire nemmeno a ricordare quanti siano.
Ti dedico questo scritto Ilario ed ha la forma di una promessa, quella che presto ti verrò a trovare.
Parleremo delle tue gambe che non si muovono, della mia anima che cerca di andare in letargo, troveremo insieme il modo di fare qualche passo in più dietro le quinte di questo teatro che alcuni si ostinano a chiamare vita.
Saremo s-comparese protagoniste, alla faccia di chi si rifa la faccia, ed alla faccia di chi una faccia non la ha più.
Ed hai ragione tu. Diversamente abili.

RITA PANI (APOLIDE)

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