2.21.2004
STRISCIA ROSSA
Giovanni Sartori, Il Corriere della Sera, 19 febbraio
presenta
Lunedi 23 febbraio 2004 ore 20.00
Teatro Sannazzaro
Via Chiaia 157 - Napoli
Dibattito
PERCORSI DI GUERRA E DI PACE
Costruire nuovi linguaggi per la reciproca comprensione.
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Video sulle delegazioni Dal 1990 al 2002 - R/Esistere in Palestina 12 anni raccontati dalle delegazioni presenti con Action for Peace
intervengono:
Don Vitaliano Della Sala Omar Suleiman - Presidente Comunità Palestinese in Campania Marisa Manno - Donne in Nero
Sirio Conte - AssoPace Delegazione per la Pace del Consiglio regionale
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video sulla missione umanitaria in Iraq - gennaio 2003 "Osservazioni di Pace"
intervengono:
Luca Persico - 99 Posse - Al Mukawama Diego Magnetta - A.C. Libera Informazione Antonello Petrillo - Istituto Universitario "S. O. Benincasa" Fabio Alberti - Presidente "Un Ponte per..."
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intervengono:
Redazione Il Manifesto Napoli Mario La Porta - reporter Redazione InsuTv
Con il patrocinio di:
Consiglio Regionale della Campania Regione Campania - Assessorato alle Politiche Sociali Comune di Napoli - Assessorato agli Affari Sociali Comune di Napoli - Assessorato all'Educazione e Rapporti Internazionali
VAURO

Sregolatezze del 21/02/2004
DON PANCRAZIO
2.19.2004
Dedicato a Ilario.
Forse non ho mai creduto che come io ricerco un attimo di tempo per andare a sbirciare tra i titoli di un giornale on line, qualcuno usasse lo stesso tipo di tempo rubato per leggere quello che rabbiosamente avevo scritto sul mio blog.
Oggi ho capito che non importa che essi siano pochi o tanti; oggi ho capito che basterebbe anche una sola persona perché io non perda mai troppo l’abitudine di condividere la mia rabbia con uno scritto, semplice.
Oggi ho parlato con Ilario.
Il suo essere diversamente abile è stato tradito dalla difficoltà di parlare, il mio essere diversamente abile invece, tradito dalle lacrime che sono riuscita a soffocare.
Già nessun altro se non chi sa di soffrire capisce di trovarsi innanzi a qualcuno che soffre.
E’ una strana epoca quella in cui viviamo, caro Ilario, è un’epoca nella quale si va in tv per guadagnare un po’ di soldi, si va in tv per trovare l’amore, si va in tv per vivere 100 giorni da leone, e soprattutto si va in tv per rifarsi fare le tette gratis.
E’ una strana epoca. Le mamme si sa hanno sempre pianto in tv, per il figlio scomparso, per il figlio ammazzato, per il figlio che fa il soldato, per il figlio che andando a scuola in tv diviene cantantattoreballerino ed ora le mamme piangono e si commuovono perché la figlia ha fatto la liposuzione, in tv, perché il figlio ha cambiato look, in tv.
Io ho pianto spesso davanti alla tv, quando piccoli scheletri neri, col visino rigato dalle lacrime davano da bere alle mosche che avevano poggiate sugli occhi, occhi così grandi da riuscire a rapirmi.
Sì caro Ilario, la realtà e che anche io come te, o tu come me, siamo diversamente abili. Tu per la tua tetraplegia, io per la mia malattia.
L’abbiamo capito dalle nostre voci?
L’abbiamo capito perché pasteggiamo col veleno della rabbia?
Hai sentito caro Ilario che si dice di Pantani?
E perché non abbiamo sentito nulla di ciò che non si dice dei mille e mille marco che vivono e muoiono nella solitudine della depressione?
Perché viviamo in una strana epoca, ed è quella della vita a tutti i costi, se poi è in diretta è ancora meglio; la vita a tutti i costi è quella in cui dobbiamo essere belli, con la pelle liscia e tirata, dobbiamo essere ben vestiti e sorridenti, dobbiamo fare finta di avere tutto ciò che necessita ad un individuo perché esso sia.
Come faccio a fare politica in un epoca nella quale anche questo valore assoluto è stato asservito alla vita a tutti i costi?
Come faccio io, diversamente abile, a battermi sentendomi sempre più sola?
Sai che riesco a contare le persone alle quali sono davvero cara con le dita di una sola mano?
Sai che l’unico che riesce a sostenere il dialogo con una diversamente abile per accertata sindrome depressiva sta ad almeno a tre ore di aereo da me?
Hai letto del comunismo e nei sei rimasto affascinato, hai letto e ti sei informato, hai trovato me e il mio comunismo, sottraendo tempo alla tua scuola virtuale, ed io sono riuscita a deluderti.
Non sei il solo, credimi, ma se potrò farò ammenda. Dovessi scrivere solo per te.
Vedi che strana epoca?
Lo si evince anche dalle mie parole; noi sottraiamo il tempo alla mia vita annullata, tu ai tuoi studi perseveranti, mentre Tanzi i soldi li distraeva. Ed era così distratto da non riuscire nemmeno a ricordare quanti siano.
Ti dedico questo scritto Ilario ed ha la forma di una promessa, quella che presto ti verrò a trovare.
Parleremo delle tue gambe che non si muovono, della mia anima che cerca di andare in letargo, troveremo insieme il modo di fare qualche passo in più dietro le quinte di questo teatro che alcuni si ostinano a chiamare vita.
Saremo s-comparese protagoniste, alla faccia di chi si rifa la faccia, ed alla faccia di chi una faccia non la ha più.
Ed hai ragione tu. Diversamente abili.
RITA PANI (APOLIDE)
2.07.2004
PAGLIARULO
Le affermazioni di Maroni sul calo del rischio di povertà negli ultimi anni lasciano esterrefatti. Non è solo l'Eurispes, noto istituto di ricerca bolscevico, che sottolinea il dramma delle nuove povertà; persino l'Istat, che come fissa attribuisce all'Italia un tasso di inflazione fantasiosamente basso, afferma che in Italia ci sono 7.2 milioni di poveri. Gli studi dell'Ires Cgil confermano che i soli lavoratori poveri - una novità nata col governo Berlusconi - sono 6 milioni. Dai dati Inps si
deduce che 7.5 milioni di pensionati vivono con meno di 750 euro al mese. E' statisticamente accertato che nel 2003 è diminuito il valore dei salari. I dati Eurostat pubblicati l'altro ieri confermano che l'Italia ha una inflazione più di tre volte superiore a quella della Germania. Ed è il Paese con la più alta inflazione d'Europa. Eppure tutti usano la stessa
moneta: l'Euro. Stupisce che Maroni si lasci andare alla goffa propaganda di regime; ha mai visto le code a una mensa della Caritas? Ha mai ascoltato i dialoghi della gente sul tram, al mercato, in piazza? Maroni, evidentemente, non conosce il Paese che c'è, l'Italia. E' troppo preso a curare il Paese che non c'è, la Padania.
Sergio
Sregolatezze del 07/02/2004
all'anticipazione del simbolo immaginato dai guru della comunicazione del Triciclo per la lista elettorale "Insieme per l'Ulivo - Uniti per l'Europa" sono state tutt'altro che amichevoli e unitarie. In effetti Fassino, Rutelli e Boselli pretenderebbero di usare solo per sé esattamente il simbolo (il ramoscello d'ulivo disegnato da Pirella) che alle ultime elezioni politiche rappresentava e legalmente appartiene anche a Pdci, Udeur e Verdi. Senza contare i nuovi aggiunti "Riformatori per l'Ulivo" guidati dai fusi Di Pietro e Occhetto. I quali, peraltro, avrebbero voluto che fossero tutti
fusi, compresi i girotondini, nella lotta contro il circonfuso Berlusconi. Invece, per ora, ci sono tre fusi nel Triciclo, due fusi in non si sa che, due infusi (Pdci e Verdi), uno sfuso (Mastella), un deluso (Prodi), un simbolo confuso e un disorientamento diffuso. Più che il popolo di Prodi avviato alla vittoria sembra il popolo dei Proci avviato alla sconfitta.
Un refuso.
DON PANCRAZIO
(The Economist, 6 febbraio)
Valery Melis
E’ morto di uranio perché fu in Bosnia a portare aiuto. Valery sarà uno di quei nuovissimi e stranissimi martiri dei quali davvero non si sente il bisogno; martire sì, ma nemmeno un po’ eroe.
Lui infatti, è morto di guerra ma non lo si può dire, forse perché non è saltato in aria per mano terrorista, non ha avuto l’onore di tornare dentro una cassa involto dal tricolore e fare peso sul tavolo degli affaristi mediorientali; lui è tornato minato dalla pace e dalla democrazia, occultato alla vista dei media da una cortina di opportunistico disinteresse. Lui, Valery, come gli altri oltre 20 morti di pace.
E questa è l’Italia, ci ostiniamo a dirci, e questa Italia perseveriamo a far andare…
Questa è l’Italia suona come insulto, dolore, offesa, ma alla fine riconosco che come tale resta senza che davvero nessuno riesca a FARE basta, perché dirlo… Non serve.
Come voterà la sinistra per il rifinanziamento della missione in Iraq? Non voterà. La nuova generazione di costruttori di sinistra, quelli che secondo loro dovrebbero rappresentare la società civile, quelli che hanno così facilmente fagocitato i movimenti, e quindi i milioni di manifestanti contro ogni guerra e per la pace, non voteranno; saranno decisamente indecisi come sempre, opportunisti come sempre. Non diranno sì, non diranno no. Vivranno la loro politica insulsa del “non mi pongo…” e lasceranno l’aula al momento della votazione.
Valery è morto di uranio e i 19 di Nassirya non erano eroi, ma solo lavoratori sfruttati meglio post mortem da questi ballerini al governo.
Questa è l’Italia, si suole dire, ma non si aggiunge mai che “Questa non è l’Italia che vorremmo!” ed è così che un ministro, proprio quello della guerra, osa venire nella mia terra per venderne ancora un pezzo in più agli americani, per farci non un Mc qualunque ma un ampliamento di una base nucleare; certo lui è un ministro di guerra e non capisce, al punto che arriva a chiederci se a noi i soldi fanno schifo.
No, non fanno schifo i soldi, ma morire come Valery Melis, forse ci impensierisce un po’, a noi che ancora conserviamo il vizio di pensare, ovviamente.
RITA PANI (APOLIDE)
2.03.2004
www.ansa.it
PACCHI BOMBA: GIOVANE FERMATO NEL CAGLIARITANO
CAGLIARI - I carabinieri del comando Provinciale di Cagliari hanno fermato oggi prima dell'alba un giovane, Luca Farris, 25 anni, nell'ambito delle indagini sui plichi esplosivi e una serie di attentati compiuti negli ultimi mesi e attribuiti o rivendicati da sigle anarchiche. E' ritenuto un elemento di spicco dell'Anonima sarda anarchici insurrezionalisti (Asai) e sarebbe il responsabile della lettera con cartucce esplose recapitata il 12 gennaio a Prodi. Il fermo del giovane e' avvenuto prima dell'alba quando i carabinieri - che da giorni seguivano i suoi spostamenti - si sono presentati nell'abitazione dei genitori, coi quali vive, ad Assemini, nell'hinterland di Cagliari. L'accusa e' di partecipazione ad associazione con finalita' di eversione dell'ordine democratico. Sono in corso perquisizioni alla ricerca di armi, esplosivi e altro materiale per il confezionamento di ordigni rudimentali dimostrativi, nonche' di documentazione di carattere ideologico.
Oggi arriva a Cagliari il presidente Ciampi per una visita di tre giorni in Sardegna, durante i quali incontrera' anche i militari della Brigata Sassari.
03/02/2004 08:51
...ma tu guarda la coincidenza... arriva ciampi e arrestano i kattivi anarkici... pazzesco!
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LA MADDALENA
Ciò significa aumentare le già numerose ed odiose servitù militari nella nostra Isola (Capo Teulada, Decimomannu, Capo Frasca, Quirra, Sella del Diavolo, etc), e insieme significa anche maggiori rischi per noi sardi: da anni le denunce di aumento abnorme di patologie tumorali e malformazioni neonatali, dovute alla RADIOATTIVITÀ della zona, sono state ignorate completamente dallo Stato Italiano.
Da quando i militari Usa sono a La Maddalena, cioè dal 1972 in base a accordi segreti che il parlamento italiano non ha mai votato, la presenza statunitense è cresciuta: sono aumentati personale ed armamenti. Ed ora si vuole trasformare il punto di approdo in una VERA E PROPRIA BASE NUCLEARE, fuori dalla sovranità italiana, controllata direttamente dal Pentagono. Durante le ultime GUERRE U.S.A. la base di La Maddalena ha assunto un ruolo fondamentale.
Mentre il ministro Martino, sindaci, giunta regionale e i militari stanno facendo di tutto per rassicurarci e prometterci controlli “seri” (che saranno svolti da militari e ministeri, nel doppio ruolo di controllori e controllati), l'unico rapporto svolto da un ente indipendente, quello condotto dalla Criirad subito dopo l'incidente al sommergibile statunitense Hartford (25-10-2003 – sfiorato l'incidente nucleare, i fatti tenuti segreti per circa un mese, e venuti alla luce solo per caso) ha rivelato che la presenza di TORIO 234, un elemento radioattivo derivato dall'uranio, nelle acque de La Maddalena è 400 VOLTE SUPERIORE ALLA NORMA !
Il 24 febbraio Regione e Stato si incontreranno per siglare l'accordo che trasforma il punto di approdo in una VERA E PROPRIA BASE NUCLEARE nell'arcipelago de La Maddalena.
TOCAT A DUSUS FIRMAI !
FERMIAMOLI ORA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !
SABATO 21 FEBBRAIO
CAGLIARI
h 15 P.zza MATTEOTTI – partenza del CORTEO
MANIFESTAZIONE CONTRO
LA BASE MILITARE DI LA MADDALENA
h 19 P.zza GARIBALDI - musica teatro video CONTRO LA BASE E LA GUERRA
Comitau Firma sa Bomba
a partecipare al dibattito che si terrà a Cagliari
Sabato 7 febbraio, ore 17,
Chiesa Evangelica, viale Regina Margherita 54, angolo piazza Martiri
INTERVENGONO
MAURO BULGARELLI
Deputato
Schierato nella lotta del popolo sardo contro i progetti Jean- Berlusconi di stoccare in Sardegna le scorie nucleari. Primo firmatario di interrogazioni sui “misteri” che circondano la base atomica di La Maddalena
WALTER FALGIO
Giornalista dell’Unione Sarda e Liberazione
Autore di numerosi articoli e inchieste sulla presenza militare in Sardegna
GIANCARLO BULLA
Giornalista della Nuova Sardegna
Autore dell’inchiesta sulla “Sindrome di Quirra-Escalaplano”
Il REFERENDUM Chiede al popolo sardo:
Siete contrari alla presenza in Sardegna di basi militari straniere, comunque istituite, atte ad offrire punti di approdo e di rifornimento anche a navi e sommergibili a propulsione nucleare o con armamento nucleare?
Se già nel 1989, un sondaggio Abacus rilevava che 68 sardi su cento avrebbero votato contro questo tipo di insediamenti militari, oggi tale percentuale è sicuramente aumentata e bisogna creare le condizioni per esprimerla.
Per informazioni rivolgersi ai comitati già attivati
Olbia forum@galluranoscorie.com 3385690446
CAGLIARI firmasabomba@tiscali.it sede provvisoria Via San Giovanni 234 Tel. 3493273185 --- 3487815084
1.31.2004
Sregolatezze del 31/01/2004
Pietro riuscendo a perdere anche i voti "dipietristi" perché ci sono Occhetto e i girotondini.
DON PANCRAZIO
STRISCIA ROSSA
Michele Bonatesta, senatore di An, Commissione di Vigilanza Rai
PROVOCATORIAMENTE
E’ grave quello che ho scritto? No. E’ una provocazione.
In Italia esiste un nuovo istituto, quello della provocazione, appunto!
La provocazione poi può essere anche affettuosa, allora io potrei scrivere che il Kommando, dovrebbe far saltare tutti i 92 denti di quel nano mafioso che sta da abusivo al governo.
E’ un intento criminoso?
Ma Dio nooooooo!!!
E’ un’affettuosa provocazione.
Credo che a breve ci sarà anche una commissione parlamentare che si occuperà di provocare, tanto per dare manforte non solo al vostro capo di governo (lo avete votato, cerebrolesi della malora, quindi è vostro, [affettuosamente provocandoVi]) ed ai ministri della Repubblica Italiana che invitano il loro popolo padano alla guerra di secessione, ovviamente provocatoriamente, oppure agli stessi ministri che fanno parte della maggioranza di governo che criticano, insultano, sputano in comizi dall’aria vagamente, provocatoriamente, … scusate ma non trovo aggettivo … mettetecelo voi.
L’Eurispes ha pubblicato un mirabile studio sulla condizione dell’Italiano, pare che ormai rasentano la povertà persino gli ingegneri.
E io non so se anche l’Eurispes voglia provocare una lotta di classe in questo paese dove, provocatoriamente anche i sindacati firmano accordi che non tutelano il lavoratore ma la figura (retorica?) del sindacato stesso.
A Firenze aprono una sede di forza nuova, e io ritengo sia un atto non pericoloso, ma provocatorio. Pareva infatti che tale movimento fosse vagamente illegale, ma solo vagamente, uando ancora il fascismo era reto in Italia, grazie a quella carta da culo riciclabile che si chiamava provocatoriamente Costituzione.
Provocatoriamente un sindaco della Liguria ha approvato una voce di bilancio di 3.000 € per pagare il lifting ai consiglieri comunali. E’ stata una provocazione, dice il sindaco. Provocatoriamente così, protestano i dipendenti comunali che vogliono poter partecipare alla provocazione e si mettono nella lista degli aspiranti Platinette.
Io provocatoriamente direi quasi che mi verrebbe voglia di iniziare a mettere un po’ di gente contro il muro, così perché mi piacerebbe vedere l’effetto che fa, ma dato che uso il condizionale, e non faccio sul serio, provoco.
Provocatoriamente la banca mi dice che sto sotto di due o trecento euro, e io mi sento provocata perché non capisco come mai nessuna banca chiamò il lattaio Tanzi per avvertirlo che stava sotto di una decina di milioni di € o, non essendo avezza a queste cifre, erano miliardi?
Dai TG provocatoriamente stanno scomparendo le notizie della politica interna, si sbracciano tutti per dirci che fa freddo, che di inverno c’è la neve persino nelle strade, insomma vogliono farci credere che sia qualcosa di eccezionale aver freddo d’inverno; come questa estate, ricordate? Quanta fatica per farci credere che l’alone sotto la nostra ascella fosse data dal sudore in una giornata afosa di metà luglio.
Avete visto Casini che provocazione? S’è vestito anche da Rambo e pare abbia dormito con un sacco a pelo laggiù, in quel paese tanto lontano da noi, dove sono riusciti a provocare niente di meno che una guerra. Hanno provocato anche dei morti.
Sono davvero bravi a provocare.
Io in fondo mi ci sento davvero provocata
Rita Pani (Provocatoriamente APOLIDE)
Anno nuovo
fuochi artificiali, peraltro, erano già cominciati qualche tempo prima, in Iraq, e ancora vanno avanti. Gente allegra il ciel l'aiuta.
In questo primo mese, da un punto di vista strettamente personale e, in quanto tale, palesemente egoisticentrico ho avuto modo di rilevare come il deprecabile assetto finanziario della società presso la quale lavoro non dia
neanche i più flebili segni di ripresa. Il bollettino medico sentenzia implacabile: coma profondo da new economy. Per questo, da qualche mese, alcuni colleghi sono stati collocati in cassa integrazione. Altri li seguiranno a stretto giro di posta elettronica. Le voci di corridoio si susseguono senza soluzione di continuità, alimentando il panico nei soggetti
più giovani o apprensivi. Molti hanno anche scioperato. Quegli stessi che non molto tempo fa si erano presi un giorno di ferie per non aderire allo sciopero indetto per protestare contro l'abolizione dell'articolo diciotto dello statuto dei lavoratori. Prendendomi anche in giro. A me, che cercavo di convincerli a scioperare argomentando l'evidenza. Oggi abbassano lo sguardo, quando gli rammento l'episodio, ma parlano di essere uniti e compatti nelle azioni da intraprendere. A volte le cose ritornano come un boomerang. I cassintegrati ancora no.
All'origine della crisi sembra ci sia stata la scoperta di un consistente buco nel bilancio aziendale, frutto della cattiva gestione del trascorso staff dirigenziale. Mi domando dove l'ho già sentita questa... va beh, mi verrà in mente. Insomma, qualche illuminato seguace delle nuove direttive economiche, ha creativamente foraggiato il proprio conto corrente bancario dirottando lì buona parte degli utili della società. Del resto, Parmalat lo ha poi palesato a livello planetario: i miliardi si distraggono ed il mondo è pieno di malintenzionati pronti ad approfittare della loro ingenuità
attirandoli in qualche tranello, magari con un lecca-lecca o profferendo alloggi in multiproprietà in qualche paradiso fiscale. Io a questa cosa ci credo. Perfino quei pochi spiccioli che guadagno si distraggono. E mai che ritrovino la strada di casa! Ma forse è perché qui a Roma il manto stradale è quel che è: ci sono strade che hanno troppe buche, così l'amministrazione capitolina ha finalmente deciso di chiuderle. Le strade! Anche questa l'ho già sentita... mi pare fosse... ma sì! Coso, lì... come si chiama? Quello americano, che aveva intenzione di rimediare agli incendi estivi disboscando
preventivamente la nazione. Adesso non ricordo bene se fosse un comico o cos 'altro però, evidentemente, ha un bel seguito. Poi è andato a far preventivi da altre parti: l'ultima volta è stato visto cercare armi nel deserto
iracheno ma non si deve esser protetto adeguatamente la testa e il sole, da quelle parti, non perdona. Adesso, a chi gli chiede delle armi, risponde:
"Armi? Quali armi? Mai avuto neppure una fionda!". Ma questa è un'altra storia che, peraltro, fa parte del bellissimo anno passato. Tornando a ciò che mi riguarda più da vicino, sono molto preoccupato. Anche perché comincio
ad avere un'età per la quale non è così semplice riciclarsi: sono nato nei favolosi anni sessanta e fino a qualche anno fa non c'erano tutti questi problemi. Poi sono cominciate le politiche di incentivi per la rottamazione e allora... Lifting neanche a parlarne! Se solo penso che subito dopo la pratica di tiraggio a cui si è sottoposto il sottotraccia, la Pampers lo ha messo sotto contratto perché secondo i ricercatori e gli esperti di marketing dell'azienda leader nel campo dei pannolini un culo così liscio e sorridente sopra una cravatta non si era mai visto... Insomma, sono davvero preoccupato. Sì, anche per il lavoro, ma soprattutto perché da mesi in tutta Europa si sta ricercando un kamikaze con una bomba
invisibile. E se mi arrestano? Come posso dimostrare di non possederla? E se questo è solo l'inizio, è evidente che mi hanno fregato. La prossima volta, altro che anno nuovo: ne vorrò uno esclusivamente di seconda mano!
dirtyboots










