2.07.2004

 

PAGLIARULO

: PER MARONI GLI ITALIANI SONO MENO POVERI, EVIDENTEMENTE NON CONOSCE IL PAESE CHE C'È, L'ITALIA, E VIVE NEL PAESE CHE NON C'È, LA PADANIA

Le affermazioni di Maroni sul calo del rischio di povertà negli ultimi anni lasciano esterrefatti. Non è solo l'Eurispes, noto istituto di ricerca bolscevico, che sottolinea il dramma delle nuove povertà; persino l'Istat, che come fissa attribuisce all'Italia un tasso di inflazione fantasiosamente basso, afferma che in Italia ci sono 7.2 milioni di poveri. Gli studi dell'Ires Cgil confermano che i soli lavoratori poveri - una novità nata col governo Berlusconi - sono 6 milioni. Dai dati Inps si
deduce che 7.5 milioni di pensionati vivono con meno di 750 euro al mese. E' statisticamente accertato che nel 2003 è diminuito il valore dei salari. I dati Eurostat pubblicati l'altro ieri confermano che l'Italia ha una inflazione più di tre volte superiore a quella della Germania. Ed è il Paese con la più alta inflazione d'Europa. Eppure tutti usano la stessa
moneta: l'Euro. Stupisce che Maroni si lasci andare alla goffa propaganda di regime; ha mai visto le code a una mensa della Caritas? Ha mai ascoltato i dialoghi della gente sul tram, al mercato, in piazza? Maroni, evidentemente, non conosce il Paese che c'è, l'Italia. E' troppo preso a curare il Paese che non c'è, la Padania.
Sergio


 

Sregolatezze del 07/02/2004

Simbolo-tarocco, camuffamento, simbolo-truffa, imbroglio elettorale, «saremo costretti a seguire le vie legali», «al ladro!», scippo, colpo mortale alla coalizione, disonestà e slealtà, marchio ingannevole... Le prime reazioni
all'anticipazione del simbolo immaginato dai guru della comunicazione del Triciclo per la lista elettorale "Insieme per l'Ulivo - Uniti per l'Europa" sono state tutt'altro che amichevoli e unitarie. In effetti Fassino, Rutelli e Boselli pretenderebbero di usare solo per sé esattamente il simbolo (il ramoscello d'ulivo disegnato da Pirella) che alle ultime elezioni politiche rappresentava e legalmente appartiene anche a Pdci, Udeur e Verdi. Senza contare i nuovi aggiunti "Riformatori per l'Ulivo" guidati dai fusi Di Pietro e Occhetto. I quali, peraltro, avrebbero voluto che fossero tutti
fusi, compresi i girotondini, nella lotta contro il circonfuso Berlusconi. Invece, per ora, ci sono tre fusi nel Triciclo, due fusi in non si sa che, due infusi (Pdci e Verdi), uno sfuso (Mastella), un deluso (Prodi), un simbolo confuso e un disorientamento diffuso. Più che il popolo di Prodi avviato alla vittoria sembra il popolo dei Proci avviato alla sconfitta.
Un refuso.

DON PANCRAZIO

 
Sorpresa. La Costituzione europea, uccisa a Bruxelles durante una riunione presieduta da Silvio Berlusconi, è quietamente resuscitata e pare addirittura che si possa raggiungere un accordo prima che l’attuale presidenza irlandese della Ue scada a giugno.

(The Economist, 6 febbraio)

 

Valery Melis

Valery Melis è morto di uranio, ma la sua morte non serve come ogni morte di quelle che si potevano evitare.
E’ morto di uranio perché fu in Bosnia a portare aiuto. Valery sarà uno di quei nuovissimi e stranissimi martiri dei quali davvero non si sente il bisogno; martire sì, ma nemmeno un po’ eroe.
Lui infatti, è morto di guerra ma non lo si può dire, forse perché non è saltato in aria per mano terrorista, non ha avuto l’onore di tornare dentro una cassa involto dal tricolore e fare peso sul tavolo degli affaristi mediorientali; lui è tornato minato dalla pace e dalla democrazia, occultato alla vista dei media da una cortina di opportunistico disinteresse. Lui, Valery, come gli altri oltre 20 morti di pace.
E questa è l’Italia, ci ostiniamo a dirci, e questa Italia perseveriamo a far andare…
Questa è l’Italia suona come insulto, dolore, offesa, ma alla fine riconosco che come tale resta senza che davvero nessuno riesca a FARE basta, perché dirlo… Non serve.
Come voterà la sinistra per il rifinanziamento della missione in Iraq? Non voterà. La nuova generazione di costruttori di sinistra, quelli che secondo loro dovrebbero rappresentare la società civile, quelli che hanno così facilmente fagocitato i movimenti, e quindi i milioni di manifestanti contro ogni guerra e per la pace, non voteranno; saranno decisamente indecisi come sempre, opportunisti come sempre. Non diranno sì, non diranno no. Vivranno la loro politica insulsa del “non mi pongo…” e lasceranno l’aula al momento della votazione.
Valery è morto di uranio e i 19 di Nassirya non erano eroi, ma solo lavoratori sfruttati meglio post mortem da questi ballerini al governo.
Questa è l’Italia, si suole dire, ma non si aggiunge mai che “Questa non è l’Italia che vorremmo!” ed è così che un ministro, proprio quello della guerra, osa venire nella mia terra per venderne ancora un pezzo in più agli americani, per farci non un Mc qualunque ma un ampliamento di una base nucleare; certo lui è un ministro di guerra e non capisce, al punto che arriva a chiederci se a noi i soldi fanno schifo.
No, non fanno schifo i soldi, ma morire come Valery Melis, forse ci impensierisce un po’, a noi che ancora conserviamo il vizio di pensare, ovviamente.
RITA PANI (APOLIDE)

2.03.2004

 
dalle pagine ansa:

www.ansa.it

PACCHI BOMBA: GIOVANE FERMATO NEL CAGLIARITANO

CAGLIARI - I carabinieri del comando Provinciale di Cagliari hanno fermato oggi prima dell'alba un giovane, Luca Farris, 25 anni, nell'ambito delle indagini sui plichi esplosivi e una serie di attentati compiuti negli ultimi mesi e attribuiti o rivendicati da sigle anarchiche. E' ritenuto un elemento di spicco dell'Anonima sarda anarchici insurrezionalisti (Asai) e sarebbe il responsabile della lettera con cartucce esplose recapitata il 12 gennaio a Prodi. Il fermo del giovane e' avvenuto prima dell'alba quando i carabinieri - che da giorni seguivano i suoi spostamenti - si sono presentati nell'abitazione dei genitori, coi quali vive, ad Assemini, nell'hinterland di Cagliari. L'accusa e' di partecipazione ad associazione con finalita' di eversione dell'ordine democratico. Sono in corso perquisizioni alla ricerca di armi, esplosivi e altro materiale per il confezionamento di ordigni rudimentali dimostrativi, nonche' di documentazione di carattere ideologico.
Oggi arriva a Cagliari il presidente Ciampi per una visita di tre giorni in Sardegna, durante i quali incontrera' anche i militari della Brigata Sassari.
03/02/2004 08:51

...ma tu guarda la coincidenza... arriva ciampi e arrestano i kattivi anarkici... pazzesco!
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LA MADDALENA

Il 30-9-2003 il ministro della Difesa Martino ha autorizzato la trasformazione del punto di approdo militare Usa per sottomarini a propulsione e armamento NUCLEARE nell'arcipelago de La Maddalena in una base vera e propria permanente, con costruzioni in cemento, in riva al mare, alti anche 11 metri, facendo passare il tutto per “adeguamento”.

Ciò significa aumentare le già numerose ed odiose servitù militari nella nostra Isola (Capo Teulada, Decimomannu, Capo Frasca, Quirra, Sella del Diavolo, etc), e insieme significa anche maggiori rischi per noi sardi: da anni le denunce di aumento abnorme di patologie tumorali e malformazioni neonatali, dovute alla RADIOATTIVITÀ della zona, sono state ignorate completamente dallo Stato Italiano.

Da quando i militari Usa sono a La Maddalena, cioè dal 1972 in base a accordi segreti che il parlamento italiano non ha mai votato, la presenza statunitense è cresciuta: sono aumentati personale ed armamenti. Ed ora si vuole trasformare il punto di approdo in una VERA E PROPRIA BASE NUCLEARE, fuori dalla sovranità italiana, controllata direttamente dal Pentagono. Durante le ultime GUERRE U.S.A. la base di La Maddalena ha assunto un ruolo fondamentale.

Mentre il ministro Martino, sindaci, giunta regionale e i militari stanno facendo di tutto per rassicurarci e prometterci controlli “seri” (che saranno svolti da militari e ministeri, nel doppio ruolo di controllori e controllati), l'unico rapporto svolto da un ente indipendente, quello condotto dalla Criirad subito dopo l'incidente al sommergibile statunitense Hartford (25-10-2003 – sfiorato l'incidente nucleare, i fatti tenuti segreti per circa un mese, e venuti alla luce solo per caso) ha rivelato che la presenza di TORIO 234, un elemento radioattivo derivato dall'uranio, nelle acque de La Maddalena è 400 VOLTE SUPERIORE ALLA NORMA !

Il 24 febbraio Regione e Stato si incontreranno per siglare l'accordo che trasforma il punto di approdo in una VERA E PROPRIA BASE NUCLEARE nell'arcipelago de La Maddalena.

TOCAT A DUSUS FIRMAI !
FERMIAMOLI ORA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !
SABATO 21 FEBBRAIO
CAGLIARI
h 15 P.zza MATTEOTTI – partenza del CORTEO
MANIFESTAZIONE CONTRO
LA BASE MILITARE DI LA MADDALENA
h 19 P.zza GARIBALDI - musica teatro video CONTRO LA BASE E LA GUERRA

 

Comitau Firma sa Bomba

Il Comitato promotore del referendum sulla base nucleare Usa della Maddalena invita la cittadinanza
a partecipare al dibattito che si terrà a Cagliari
Sabato 7 febbraio, ore 17,
Chiesa Evangelica, viale Regina Margherita 54, angolo piazza Martiri
INTERVENGONO
MAURO BULGARELLI
Deputato
Schierato nella lotta del popolo sardo contro i progetti Jean- Berlusconi di stoccare in Sardegna le scorie nucleari. Primo firmatario di interrogazioni sui “misteri” che circondano la base atomica di La Maddalena
WALTER FALGIO
Giornalista dell’Unione Sarda e Liberazione
Autore di numerosi articoli e inchieste sulla presenza militare in Sardegna
GIANCARLO BULLA
Giornalista della Nuova Sardegna
Autore dell’inchiesta sulla “Sindrome di Quirra-Escalaplano”
Il REFERENDUM Chiede al popolo sardo:
Siete contrari alla presenza in Sardegna di basi militari straniere, comunque istituite, atte ad offrire punti di approdo e di rifornimento anche a navi e sommergibili a propulsione nucleare o con armamento nucleare?
Se già nel 1989, un sondaggio Abacus rilevava che 68 sardi su cento avrebbero votato contro questo tipo di insediamenti militari, oggi tale percentuale è sicuramente aumentata e bisogna creare le condizioni per esprimerla.
Per informazioni rivolgersi ai comitati già attivati
Olbia forum@galluranoscorie.com 3385690446
CAGLIARI firmasabomba@tiscali.it sede provvisoria Via San Giovanni 234 Tel. 3493273185 --- 3487815084



1.31.2004

 

Sregolatezze del 31/01/2004

Antonio Di Pietro si è sempre considerato - ed è anche considerato, si deve dire, e perciò temuto o sopravvalutato - una risorsa per il centro-sinistra. Lo ha sempre detto e vantato: sono l'unico dell'Ulivo che può rubare i voti moderati che vagolano nell'area dell'indecisione di massa compresa fra centro-sinistra e centro-destra. Ora si è accoppiato con l'ex pci-pds-ds Achille Occhetto per presentarsi alle elezioni con una lista che, programmaticamente, si pone l'obiettivo di raccogliere, non disperdere e non far perdere ai prodiani i voti che si presume vagolerebbero fra il Triciclo (con la ruota di scorta repubblicana) e Rifondazione Comunista, raggiungendo complessivamente un consenso fra il 5 e addirittura il 13% dei voti. Delle due l'una: o ha ragione l'astuto Di Pietro, e quindi la nuova lista riuscirà ad aggiungere ai voti moderati quelli dei girotondini, o ha torto Occhetto, e quindi la nuova lista non prenderà i voti "a sinistra" perché c'è Di
Pietro riuscendo a perdere anche i voti "dipietristi" perché ci sono Occhetto e i girotondini.

DON PANCRAZIO

 

STRISCIA ROSSA

Il senso della libertà nella loro Casa: «Se ciò che ha detto Sabina Guzzanti in Raiot è narrazione di cose vere come dice il pm di Milano vuol dire che in quel programma si faceva informazione. Dunque, era giusto chiuderlo».

Michele Bonatesta, senatore di An, Commissione di Vigilanza Rai

 

PROVOCATORIAMENTE

Scrivo che arrivati a questo punto, sempre di più auspico l’assalto al parlamento italiano, contemporaneamente alla RAI. Insomma, oggi abbiamo bisogno di un Kommando bene addestrato che ci porti dentro alla storia.
E’ grave quello che ho scritto? No. E’ una provocazione.
In Italia esiste un nuovo istituto, quello della provocazione, appunto!
La provocazione poi può essere anche affettuosa, allora io potrei scrivere che il Kommando, dovrebbe far saltare tutti i 92 denti di quel nano mafioso che sta da abusivo al governo.
E’ un intento criminoso?
Ma Dio nooooooo!!!
E’ un’affettuosa provocazione.
Credo che a breve ci sarà anche una commissione parlamentare che si occuperà di provocare, tanto per dare manforte non solo al vostro capo di governo (lo avete votato, cerebrolesi della malora, quindi è vostro, [affettuosamente provocandoVi]) ed ai ministri della Repubblica Italiana che invitano il loro popolo padano alla guerra di secessione, ovviamente provocatoriamente, oppure agli stessi ministri che fanno parte della maggioranza di governo che criticano, insultano, sputano in comizi dall’aria vagamente, provocatoriamente, … scusate ma non trovo aggettivo … mettetecelo voi.
L’Eurispes ha pubblicato un mirabile studio sulla condizione dell’Italiano, pare che ormai rasentano la povertà persino gli ingegneri.
E io non so se anche l’Eurispes voglia provocare una lotta di classe in questo paese dove, provocatoriamente anche i sindacati firmano accordi che non tutelano il lavoratore ma la figura (retorica?) del sindacato stesso.
A Firenze aprono una sede di forza nuova, e io ritengo sia un atto non pericoloso, ma provocatorio. Pareva infatti che tale movimento fosse vagamente illegale, ma solo vagamente, uando ancora il fascismo era reto in Italia, grazie a quella carta da culo riciclabile che si chiamava provocatoriamente Costituzione.
Provocatoriamente un sindaco della Liguria ha approvato una voce di bilancio di 3.000 € per pagare il lifting ai consiglieri comunali. E’ stata una provocazione, dice il sindaco. Provocatoriamente così, protestano i dipendenti comunali che vogliono poter partecipare alla provocazione e si mettono nella lista degli aspiranti Platinette.
Io provocatoriamente direi quasi che mi verrebbe voglia di iniziare a mettere un po’ di gente contro il muro, così perché mi piacerebbe vedere l’effetto che fa, ma dato che uso il condizionale, e non faccio sul serio, provoco.
Provocatoriamente la banca mi dice che sto sotto di due o trecento euro, e io mi sento provocata perché non capisco come mai nessuna banca chiamò il lattaio Tanzi per avvertirlo che stava sotto di una decina di milioni di € o, non essendo avezza a queste cifre, erano miliardi?
Dai TG provocatoriamente stanno scomparendo le notizie della politica interna, si sbracciano tutti per dirci che fa freddo, che di inverno c’è la neve persino nelle strade, insomma vogliono farci credere che sia qualcosa di eccezionale aver freddo d’inverno; come questa estate, ricordate? Quanta fatica per farci credere che l’alone sotto la nostra ascella fosse data dal sudore in una giornata afosa di metà luglio.
Avete visto Casini che provocazione? S’è vestito anche da Rambo e pare abbia dormito con un sacco a pelo laggiù, in quel paese tanto lontano da noi, dove sono riusciti a provocare niente di meno che una guerra. Hanno provocato anche dei morti.
Sono davvero bravi a provocare.
Io in fondo mi ci sento davvero provocata
Rita Pani (Provocatoriamente APOLIDE)

 

Anno nuovo

E' quasi trascorso il primo mese di questo nuovo anno che "pare sia bisestile" (non lo dico io, lo hanno detto ad un tiggì) e, come tale, quantomeno foriero di sciagure e disgrazie. Non come l'anno precedente che, invece, si era chiuso con un bel brindisi augurale di giornalisti e forze di soccorso tra le macerie di Bam, nell'Iran sconvolto dal terremoto! I
fuochi artificiali, peraltro, erano già cominciati qualche tempo prima, in Iraq, e ancora vanno avanti. Gente allegra il ciel l'aiuta.
In questo primo mese, da un punto di vista strettamente personale e, in quanto tale, palesemente egoisticentrico ho avuto modo di rilevare come il deprecabile assetto finanziario della società presso la quale lavoro non dia
neanche i più flebili segni di ripresa. Il bollettino medico sentenzia implacabile: coma profondo da new economy. Per questo, da qualche mese, alcuni colleghi sono stati collocati in cassa integrazione. Altri li seguiranno a stretto giro di posta elettronica. Le voci di corridoio si susseguono senza soluzione di continuità, alimentando il panico nei soggetti
più giovani o apprensivi. Molti hanno anche scioperato. Quegli stessi che non molto tempo fa si erano presi un giorno di ferie per non aderire allo sciopero indetto per protestare contro l'abolizione dell'articolo diciotto dello statuto dei lavoratori. Prendendomi anche in giro. A me, che cercavo di convincerli a scioperare argomentando l'evidenza. Oggi abbassano lo sguardo, quando gli rammento l'episodio, ma parlano di essere uniti e compatti nelle azioni da intraprendere. A volte le cose ritornano come un boomerang. I cassintegrati ancora no.
All'origine della crisi sembra ci sia stata la scoperta di un consistente buco nel bilancio aziendale, frutto della cattiva gestione del trascorso staff dirigenziale. Mi domando dove l'ho già sentita questa... va beh, mi verrà in mente. Insomma, qualche illuminato seguace delle nuove direttive economiche, ha creativamente foraggiato il proprio conto corrente bancario dirottando lì buona parte degli utili della società. Del resto, Parmalat lo ha poi palesato a livello planetario: i miliardi si distraggono ed il mondo è pieno di malintenzionati pronti ad approfittare della loro ingenuità
attirandoli in qualche tranello, magari con un lecca-lecca o profferendo alloggi in multiproprietà in qualche paradiso fiscale. Io a questa cosa ci credo. Perfino quei pochi spiccioli che guadagno si distraggono. E mai che ritrovino la strada di casa! Ma forse è perché qui a Roma il manto stradale è quel che è: ci sono strade che hanno troppe buche, così l'amministrazione capitolina ha finalmente deciso di chiuderle. Le strade! Anche questa l'ho già sentita... mi pare fosse... ma sì! Coso, lì... come si chiama? Quello americano, che aveva intenzione di rimediare agli incendi estivi disboscando
preventivamente la nazione. Adesso non ricordo bene se fosse un comico o cos 'altro però, evidentemente, ha un bel seguito. Poi è andato a far preventivi da altre parti: l'ultima volta è stato visto cercare armi nel deserto
iracheno ma non si deve esser protetto adeguatamente la testa e il sole, da quelle parti, non perdona. Adesso, a chi gli chiede delle armi, risponde:
"Armi? Quali armi? Mai avuto neppure una fionda!". Ma questa è un'altra storia che, peraltro, fa parte del bellissimo anno passato. Tornando a ciò che mi riguarda più da vicino, sono molto preoccupato. Anche perché comincio
ad avere un'età per la quale non è così semplice riciclarsi: sono nato nei favolosi anni sessanta e fino a qualche anno fa non c'erano tutti questi problemi. Poi sono cominciate le politiche di incentivi per la rottamazione e allora... Lifting neanche a parlarne! Se solo penso che subito dopo la pratica di tiraggio a cui si è sottoposto il sottotraccia, la Pampers lo ha messo sotto contratto perché secondo i ricercatori e gli esperti di marketing dell'azienda leader nel campo dei pannolini un culo così liscio e sorridente sopra una cravatta non si era mai visto... Insomma, sono davvero preoccupato. Sì, anche per il lavoro, ma soprattutto perché da mesi in tutta Europa si sta ricercando un kamikaze con una bomba
invisibile. E se mi arrestano? Come posso dimostrare di non possederla? E se questo è solo l'inizio, è evidente che mi hanno fregato. La prossima volta, altro che anno nuovo: ne vorrò uno esclusivamente di seconda mano!
dirtyboots

1.24.2004

 

Il giorno della Memoria

Nell’ambito delle manifestazioni per il Giorno della Memoria, l’Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell’Autonomia organizza un reading dedicato ai temi della memoria della Shoah e dei genocidi del Novecento.
All’iniziativa hanno dato la propria adesione numerose associazioni culturali cittadine, quali ACLI, ARCI, ASP-Associazione Scienze Politiche, La Botte e il Cilindro, CIDI-Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, ENDAS; ulteriori adesioni saranno quanto mai gradite.
La forma del reading consiste nel ritrovarsi insieme per leggere un testo proprio o altrui, proporre un brano musicale, una propria riflessione, come forma di partecipazione personale attiva, deponendo nel contempo una pietra, come gesto simbolico di memoria.
L’appuntamento è davanti alla fontana nella parte bassa dei Giardini pubblici, in via Tavolara, sabato 24 prossimo alle ore 16.30.
La partecipazione è aperta a tutti, con contributi individuali o di gruppi: testi di circa mezza cartella dattiloscritta o musiche acustiche (non è prevista amplificazione). A chi è lontano o non può partecipare chiediamo di inviare un testo che verrà letto nel corso della manifestazione. Un particolare invito è rivolto alle scuole ed agli studenti, che ogni anno ricordano a Sassari il Giorno della Memoria con iniziative diffuse e significative.
Si tratta di un’occasione per testimoniare personalmente ed in comune la partecipazione al ricordo di una delle grandi tragedie del mondo contemporaneo, insieme all’impegno affinché essa non si ripeta.


 

MARTEDI' 27 TUTTI SOTTO LA REGIONE!!!! (bilingue)

A Casteddu martis de sa xira ki benit (su 27) a is cincu de merì in su cuntzillu regonali de via Arroma ant'a fueddai de sa kistioni de sa basi americana de La Maddalena e de cumenti funti ponendisì d'accordiu su Stadu e sa Regioni.
Po cussa dì, pèntzaus de andai a-inanti de su palatzu de via Arroma po nai a boxi manna ka su populu sardu no est po nudda d'i-accordiu a arregalai sa terra sua a is americanus! Ci andaus nosus puru! Depeus essi in medas!


A Cagliari martedì 27 gennaio alle 17 il consiglio regionale discuterà nella sede di Via Roma dell'ampliamento della base di La Maddalena e dell'accordo Stato-Regione. DOBBIAMO FARCI SENTIRE, IMPEDIRE CHE DECIDANO CONTRO IL NOSTRO
PARERE SULLA NOSTRA TERRA SULLE NOSTRE VITE!!!!


21 FEBBRAIO GIORNATA SARDA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA BASE RADIOATTIVA DI
LA MADDALENA

1.23.2004

 

STRISCIA ROSSA

Il ministro delle Riforme parla dei suoi alleati: «Loro non lavorano. Fanno i soldi portandoli via al Paese che lavora. Ma noi sappiamo che la libertà i popoli se la conquistano con la lotta».

Umberto Bossi, La Padania, 21 gennaio

 

ALFA E BETA

Alfa e Beta è la storia dell’inchiesta aperta dalla procura di Caltanissetta a carico di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, accusati di «reato di concorso in strage per finalità terroristica e di eversione dell'ordine democratico», in pratica di essere i “mandanti esterni” delle stragi di mafia del biennio ’92-’93. Alfa e Beta è la storia di una archiviazione che invece di chiarire ogni dubbio non fa che aumentare le incertezze, le inquietudini.

www.frillieditori.com


 

INFORMATIONGUERRILA

Mumbai, India, gennaio 2004
Noi, movimenti sociali riuniti in Assemblea nella citta' di Mumbai, India, condividiamo le lotte del popolo dell'India, cosi' come quella dei popoli asiatici e reiteriamo la nostra opposizione al sistema neoliberista che genera crisi economiche, sociali, ambientali e conduce alla guerra. Le nostre mobilitazioni contro le guerre e le profonde ingiustizie sociali ed economiche sono servite a smascherare il neoliberalismo.
Ci siamo riuniti qui per organizzare la resistenza e lottare per costruire alternative al capitalismo. La nostra resistenza iniziata in Chiapas, a Seattle e a Genova ci ha condotto all'enorme mobilitazione mondiale contro la guerra in Iraq del 15 di febbraio 2003, che ha delegittimato la strategia di guerra globale e permanente del governo degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ed alla vittoria contro l'OMC a Cancun.
L'occupazione dell'Iraq ha mostrato a tutto il mondo il vincolo esistente tra il militarismo e la dominazione economica da parte delle corporazioni multinazionali e ha confermato le ragioni che ci hanno fatto mobilitare contro la guerra.
Noi movimenti sociali riaffermiamo il nostro impegno di lotta contro la globalizzazione neoliberista, l'imperialismo, la guerra, il razzismo, le caste, l'imperialismo culturale, la poverta', il patriarcato e tutte le forme di discriminazione ed esclusione economica, sociale, politica, etnica, di genere, sessuale, cosi' come a favore dell'orientamento sessuale e dell'identita' di genere. Siamo contrari alla discriminazione delle persone che hanno capacita' differenti e malattie incurabili, soprattutto coloro che soffrono per l'HIV-AIDS.
Lottiamo per la giustizia sociale; il diritto alle risorse naturali (terra, acqua e sementi); i diritti umani e di cittadinanza; la democrazia partecipativa; i diritti dei lavoratori/lavoratrici previsti nei trattati internazionali; i diritti delle donne; cosi' come per il diritto dei popoli all'autodeterminazione. Siamo a favore della pace, della cooperazione internazionale e promuoviamo societa' sostenibili, capaci di garantire alle persone i diritti basilari ed i beni e servizi pubblici. Allo stesso tempo respingiamo la violenza sociale e patriarcale contro le donne.
Invitiamo a mobilitarsi l'8 di marzo, Giornata Internazionale per i Diritti delle Donne.
Lottiamo contro ogni forma di terrorismo, compreso il terrorismo di Stato, cosi' come siamo contrari all'utilizzo della "lotta contro il terrorismo" per criminalizzare i movimenti popolari e gli attivisti sociali. Le cosiddette leggi contro il terrorismo stanno restringendo i diritti civili e le liberta' democratiche in tutto il pianeta.
Rivendichiamo la lotta dei contadini e delle contadine, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti popolari urbani e di ogni persona minacciata di perdere la casa, il lavoro, la terra ed i propri diritti. Si stanno moltiplicando le lotte per fermare e invertire le privatizzazioni, proteggere i beni comuni ed il loro carattere pubblico, come quelle che hanno avuto luogo in Europa in relazione alle pensioni ed alla previdenza sociale. La vittoria della gigantesca mobilitazione del popolo boliviano in difesa delle proprie risorse naturali, della democrazia e della sovranita' e' una dimostrazione della forza e della potenzialita' dei nostri movimenti; contemporaneamente avanzano le lotte contadine contro le multinazionali e le politiche agricole neoliberiste, esigendo sovranita' alimentere ed una riforma agraria democratica.
Ci appelliamo all'unita' con i e le contadine nella mobilitazione mondiale del 17 aprile, Giornata Internazionale di lotta contadina.
Ci identifichiamo con le lotte dei movimenti e delle organizzazioni popolari dell'India e assieme ad essi condanniamo le forze politiche e le ideologie che promuovono la violenza, il settarismo, l'esclusione ed il nazionalismo basati sulla religione e l'etnicita'. Condanniamo le minacce, gli arresti, le torture e gli assassinii di attivisti sociali che organizzano le comunita' per lottare a favore della giustizia globale, e denunciamo la discriminazione di casta, di classe, religiosa, di genere, e derivata dall'orientamento sessuale e dall'identita' di genere. Condanniamo la perpetuazione della violenza e dell'oppressione contro le donne attraverso modelli e pratiche culturali, religiose e tradizioni discriminatorie.
Appoggiamo gli sforzi dei movimenti e delle organizzazioni popolari in India ed in Asia che portano avanti la lotta dei popoli per la giustizia, l'uguaglianza ed i diritti umani. Soprattutto per i Dali, gli Adivasi ed i settori piu' oppressi e repressi di questa societa'. La politica neoliberista del Governo dell'India aggrava l'emarginazione e l'oppressione sociale che il popolo dei Dalits soffre storicamente.
Per questo appoggiamo le lotte degli esclusi di tutto il mondo e invitiamo a unirsi all'appello che promuoveranno i Dalits per una giornata di mobilitazione per l'inclusione sociale.
Il capitalismo, in risposta alla sua crisi di legittimita', ricorre all'uso della forza e della guerra per mantenere un ordine economico antipopolare. Esigiamo ai governi di mettere fine al militarismo, alla guerra e di cancellare le spese militari e chiediamo la chiusura delle basi militari nordamericane in tutto il mondo perché rappresentano un rischio ed una minaccia per l'umanita' ed il pianeta. Dobbiamo seguire l'esempio della lotta del popolo portoricano che ha obbligato a chiudere la base statunitense a Vieques. L'opposizione alla guerra globale continua ad essere il nostro terreno di mobilitazione generale nel mondo.
Invitiamo la cittadinanza mondiale a mobilitarsi il 20 di marzo per una giornata internazionale di protesta contro la guerra e l'occupazione dell'Iraq, imposta dai governi degli USA, della Gran Bretagna e dai loro alleati.
I movimenti contro la guerra svilupperanno in ogni paese le proprie rivendicazioni e tattiche, col fine di assicurare un'ampia partecipazione alle mobilitazioni. Chiediamo il ritiro immediato delle truppe di occupazione dall'Iraq ed appoggiamo il diritto del popolo iracheno alla libera autodeterminazione e sovranita', cosi' come al diritto a che si riparino i danni causati dall'embargo e dalla guerra.
La "lotta contro il terrorismo" non agisce come pretesto per mantenere la guerra e l'occupazione in Iraq ed in Afghanistan, ma viene usata per minacciare ed aggredire i popoli. Nel frattempo, si mantengono il blocco criminale contro Cuba e la strategia di destabilizzazione in Venezuela.
Questo anno ci appelliamo ad appoggiare con forza la mobilitazione a beneficio del popolo palestinese, specialmente il 30 marzo, Giorno della Terra in Palestina, per rivendicare il diritto dei rifugiati al ritorno e contro la costruzione del muro.
Denunciamo l'imperialismo che stimola i conflitti religiosi, etnici, razziali e tribali a proprio beneficio, accrescendo l'odio, la violenza e la sofferenza dei popoli. Piu' dell'80% dei 38 conflitti armati nel mondo nel 2003 sono di questo tipo, ed hanno colpito soprattutto i popoli dell'Asia e dell'Africa.
Denunciamo l'uso coercitivo da parte dei governi, delle multinazionali e delle istituzioni finanziarie internazionali dell'indebitamento dei paesi poveri del pianeta. Ripudiamo il debito illegittimo del Terzo Mondo ed esigiamo la sua cancellazione incondizionata e la riparazione per i danni economici, sociali ed ambientali, come condizione preliminare per garantire la piena soddisfazione dei suoi diritti. Specialmente appoggiamo la lotta che sviluppano i movimenti sociali nel continente africano.
Per questo leviamo la nostra voce contro le riunioni del G8, del FMI e della Banca Mondiale, i principali responsabili dell'espogliazione dei popoli.
Respingiamo l'imposizione di accordi regionali o bilaterali, tali come l'Alca, il Nafta, il CAFTA, l'AGOA, il NEPAD, l'Euro-Med, l'Afta e l'ASEAN.
Siamo milioni di persone che lottano e stiamo unificando le nostre mobilitazioni contro un nemico comune: l'OMC. I popoli indigeni lottano contro i brevetti su ogni forma di vita e contro l'assalto alla biodiversita', all'acqua, alla terra, all'ambiente, all'educazione e alla salute; e siamo milioni che combattiamo le privatizzazioni dei servizi pubblici. Affrontando il nemico comune si sono uniti giovani e studenti, rivendicando il loro diritto all'educazione pubblica e ad un lavoro degno che permetta loro un futuro senza poverta' e violenza.
Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi per l'acqua come diritto basilare e fonte di vita che non puo' essere privatizzato; cosi' come a recuperare il controllo sui beni comuni e sulle risorse naturali che sono stati regalati ad interessi privati e multinazionali.
Nella battaglia vittoriosa di Cancun, la morte del contadino Lee ha rappresentato la sofferenza di milioni di contadini e settori popolari esclusi dal "libero mercato". La sua scelta di immolarsi e' un simbolo della nostra determinazione contro l'OMC, per affermare chiaramente che qualunque tentativo di resuscitare l'OMC suscitera' la nostra opposizione.
Fuori l'l'OMC dall'agricoltura, dall'alimentazione, dalla salute, dall'acqua, dall'educazione, dalle risorse naturali e dai beni comuni!
Con questa determinazione invitiamo tutti i movimenti sociali del mondo alla mobilitazione a Hong Kong o in qualunque altro luogo in cui si riunisca la prossima Conferenza interministeriale dell'OMC, e ad unire i nostri sforzi nella lotta contro le privatizzazioni, in difesa dei beni comuni, dell'ecosistema, dell'agricoltura, dell'acqua, della salute, dei servizi e dell'educazione.
Per tutto cio' riaffermiamo la nostra ferma volonta' di rafforzare la Rete dei Movimenti Sociali per rafforzare la nostra capacita' di lotta.
GLOBALIZZIAMO LA LOTTA!
GLOBALIZZIAMO LA SPERANZA!


 

Un paio di cose sarde...

...ce le vogliamo mettere?
C’è un bellissimo posto giù da me, nel sulcis ilglesiente, si chiama Buggerru. E’ un bel posto ancora poco conosciuto, che resta chiuso tra i monti per finire sul mare. C’è la spiaggia, la tradizione e un pezzo di storia. Uno dei panorami più belli al mondo, incontaminato quasi. Quasi, infatti, se non fosse per una bella autostrada che i governanti filo nano-piduisti-ballerini vorrebbe costruire andando ad intaccare una montagna, una zona dove ancora è possibile andare a studiare la storia geologica di quelle montagne. Non bastò lo sfregio dell’uomo che bucò e derubò quelle montagne, con le cave e con gli incendi. Ora un nastro di asfalto, largo 12 metri dovrebbe andare a sostituire lo scempio già perpetrato, e rigettato da quella stessa montagna che vi franò sopra.
Non lo faranno assicurano gli ambientalisti locali.
Io invece dico che lo faranno, o almeno inizieranno a farlo. Il tempo necessario per distruggere un po’ ed intascare i soldoni stanziati.
E poi… Salendo verso nord … Quanta radioattività ci ha lasciato in eredità il sottomarino nucleare americano (mezzo atto all’ esportazione della democrazia) che si è inabissato qualche tempo fa?
Noi isolani lo avevamo chiesto, ma forse non ci avevano nemmeno risposto.
Ora però è la Francia che vuol sapere, dato che anche in Corsica sono state rilevate tracce di radiazioni.
RITA PANI (apolide)

 

Faccia una faccia!

Ho il legittimo sospetto che i chirurghi plastici arrivati da Los Angeles, fossero dei Compagni Comunisti. L’ho dedotto ieri ad una prima occhiata alle foto del nano rifatto. Oggi ho guardato meglio su Repubblica e ne ho dedotto che assisteremo prestissimo alla più grande causa civile intentata dal criminale verso terzi.
Almeno, in decenza, dovrebbe essere così, visto il risultato di un patrimonio speso con l’intento di migliorarsi. Se ieri per un momento pareva aver pagato per somigliare a Putin, oggi sembra un cesso di porcellana sbeccato. Non solo è orribile, ma soprattutto ridicolo. Assurdamente ridicolo.
Mi veniva da pensare anche che avesse voluto copiare (il nano non brilla per originalità) il suo simile Saddam Hussein, e avesse ordinato un clone di se stesso.
Ridicolo, e quel che è peggio è che per riflesso il popolo italico verrà a lui accomunato, nel senso che se è vero che l’immagine dell’Italia, passa per quella di chi ci rappresenta, il panorama è davvero desolante.
Il nano-mostro-piduista, fini, bossi. Loro sono l’Italia. Io, fortunatamente no.

Per il giorno della memoria, grandi manifestazioni in Italia, anche sportive, per non dimenticare. Il 6 Marzo a Roma si terrà una manifestazione per richiedere la grazia a Pribke. Padrini della manifestazione (satirica?) l’onorevole taormina ed il professor serena, per intenderci colui che regalò la cassetta VHS prima del viaggio premio di fini in Israele.
Qesto vorrà dire che viviamo in un paese democratico o che vige davvero la legge della casa delle libertà: “FACCIAMO UN PO’ COME CAZZO CI PARE?”

La bella Italia che va e che viene, dove va tutto bene, dove i giornali sono tutti comunisti e dicono le bugie sulla moratti che non ha distrutto la scuola ma l’ha riformata. Il paese che va a grandi passi verso la distruzione strutturale con la demolizioni intentata da bossi che l’Italia la vuole riformare, il paese democratico per ecellenza, quello in cui un tizio ignorante- razzista e bavoso con solo il 3% dei voti, riesce a ricattare la ballerina piduista che sta a capo del governo.
E pensare che nella vita reale il comportamento di bossi sarebbe paragonabile al ricatto e l’estorsione, reati che in Italia non esistono quasi più. Lo dice l’ISTAT; e per favore non ricordatemi che l’ISTAT dice anche che tutto va bene.
RITA PANI (apolide)

 

23/01/2004 Sregolatezze

Berlusconi si chiude in casa per un mese, causa lifting, e all'Elefantino si ammoscia la proboscidina. Anche la carta del Foglio, quella bella carta candida, quasi cartonata, da qualche tempo non è più quella, ma una cartina leggerina leggerina, come i barritini editoriali dell'Elefantino. E se tutto questo non bastasse, proprio ieri ha dato l'addio allo zoo ferrariano Pierluigi Diaco. Il ragazzo è cresciuto. Prima di potersi consentire di fare solo il fighetto come Carlo Rossella e di farsi incartare definitivamente a destra da un Foglio peraltro così decaduto, deve ancora dare prova di sè. In
libertà bipolare, trasversale e bipartisan. Poi, una volta cresciuto, chissà, staremo a vedere... Intanto, ha promesso, "rifuggirò dalla solita marchetta e militerò nel silenzio". Due promesse troppo impegnative. Non per il numero, s'intende, ma per l'intima qualità di ciascuna delle due.

DON PANCRAZIO

1.18.2004

 

Sregolatezze del 18/01/2004

Trascorse appena 24 ore dalla sua assoluzione - in un processo davanti alla Corte d'appello di Ancona relativo a tangenti per gli appalti marchigiani di Eni-Snam e Società Autostrade - l'ex-segretario della Dc Arnaldo Forlani ha
dichiarato: "Vorrei dare un mio contributo perché le cose in politica vadano meglio. Non sono in cerca di un ruolo, l'età ormai è quella che è, ma l'equilibrio nella disgregazione degli schieramenti può essere trovato solo
da chi ha vissuto l'esperienza della Dc". Forlani ormai va verso gli 80 (è nato a Pesaro l'8 dicembre 1925) ma quell'antico, benedetto "spirito di servizio" proprio non riesce a scrollarselo di dosso. Ma, per carità, si godi una serena vecchiaia. Perché le cose in politica dovrebbero andare "meglio"? Vanno già così bene, anche senza di lui.

DON PANCRAZIO

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