12.14.2003

 

Cirami convocato con urgenza in Iraq

Ed adesso si spera ci sia un giusto processo all'eroico gasatore. Il pericolo è che verrà realizzato un tribunale dove i giudici saranno gli amici di Bush e magistrati curdi aventi famigliari gasati dal prode baffone.
A tal proposito uno sconosciuto amico dell'eroico condottiere, tal Al Fatah Ciramich si sta dando da fare per spostare il tribunale in Siria o in Corea del Nord.
Si legge dall'Ansa irakena che si sta preparanda un apposito disegno di legge "salva_criminali".
Si sussurra che tale disegno di legge sia stato letteralmente scopiazzato dal salvatore del nano piduista italiano.

 

La barba di Saddam era autentica!

Ho seguito il TG2 che raccontava della cattura di Saddam Hussein, guardavo lo schermo cercando il logo dell’istituto Luce. Sembrava un cinegiornale, ridicolo e spassoso, un aria di propaganda di regime che aleggia nella voce dell’eccitatissima telegiornalista che si alterna con altre.
Poi eccolo, finalmente! Le prime immagini mostrano il controllo odontoiatrico del dittatore. Poi ancora, con e senza barba. Con i capelli ricci e scompigliati, nel confronto con l’immagine del prima, capello liscio e tinto di nero corvino.
Ho ascoltato con pazienza la biografia del mostro…
Un uomo tenace, che è riuscito a nazionalizzare le risorse energetiche, mettendo a frutto il ricavato per la creazione di uno stato laico, per la sua modernizzazione. Saddam Hussein, ricorda il cronista ha investito per la scolarizzazione…etc. etc.
Quindi si passa alla vetusta opera imparata dai vecchi cinegiornali… MA…
Ma essendo un dittatore… Stato totalitario… Ha usato armi chimiche contro i curdi.
Come dissentire? E’ vero e lo so. Però…
Però…
Che fine ha fatto Tarek Aziz?
Morirà anche Saddam Hussein, per cause naturali, durante un interrogatorio?
Forse no, Ciò che lo terrà in vita è proprio il fatto d’esser stato preso vivo, ha un valore inestimabile per tutti coloro che ne faranno un trofeo ed un cavallo di Troia. L’amerikano pazzo, ne ricaverà un ritorno di immagine, che proprio in questi giorni cadeva in picchiata dopo l’ennesima scoperta dello scandalo che tocca il magnate capitalista, suo vice presidente.
I morti americani, celati all’opinione pubblica, sembreranno morti per qualcosa di importante e non solo ed esclusivamente per interessi economici, a questo punto non solo di un grande stato come gli USA ma persino dei singoli politici al potere (Tutto il mondo è paese).
E sono saliti sulla groppa di Saddam anche i primi politici italiani. Non ricordo chi l’ha detto, non so se sia stato quell’ignobile schifani od un altro…
“Questo dimostra che i morti di Nassyria non sono morti invano…”

Ribadisco che ogni morto in Iraq, soldato, guerrigliero, civile, incivile, bimbo, uomo o donna è stato un inutile morto.

Il fatto che si rappresentino delle persone sotto forma di carte da gioco, non rende meno ignobili le immagini dei figli di Saddam Hussein mostrati con le loro protesi accanto, truccati per essere resi presentabili alla stampa come trofei da appendere al muro.

Che fine ha fatto Tarek Aziz?

Blair, forse con troppa fretta, ha dichiarato che Saddam Hussein sarà sottoposto a processo, pubblico, in Iraq. E’ giusto. Ma persevero.

Bush e tutti i guerrafondai come lui, compreso il barzellettiere d’Italia, dovrebbero essere processati come criminali di guerra, con l’aggravante dell’uso di armi di distruzione di massa.
Ma forse la MOAB e l’uranio sono lecite perché civili armi di democratizzazione?
Forse i bambini al mercato possono morire in nome della democrazia?

RITA PANI (APOLIDE)

 
Tempo fa, un tirapiedi di Berlusconi disse a una riunione degli Autori di cinema e TV che "eravamo tutti venditori di sapone" e nessuno degli Autori si alzò per protestare: lo feci io e me ne andai da quell'assemblea di vili.
Ieri è successo lo stesso con Berlusconi e i giornalisti: nel vedere il direttore Gambescia e il direttore Sorgi tacere davanti agli insulti che Berlusconi faceva alla stampa, ai giornali, ai giornalisti, mi sono sentito ribollire di indignazione. Ma che gente è?
E che gente sono i nostri rappresentanti in Parlamento? Non dico di quello soggetti a Berlusconi che sopportano tranquillamente che abbia tentato di fare Ministro della Giustizia l'avv.Previti che aveva corrotto i giudici per permettergli di acquisire la Mondadori, dico i quelli dell'opposizione.
Ascolto incredulo il fanatico Socci ripetere la sua domanda "perchè non commercializziamo gli embrioni?" e nessuno gli spiega che è civile essere per la donazione e non per la vendita, come si fa per un rene o per un occhio.
Ascolto l'incredibile Buttiglione dire che la vita inizia col concepimento con l'aria di svelare il quarto segreto di Fatima e
nessuno che gli risponda che è ovvio che non cominci col campionato di calcio, ma che finchè le cellule dell'embrione possono dar luogo alla nascita di gemelli, ovviamente la morula e poi la blastula non sono un individuo, e anche dopo il processo di individuazione, il feto non è persona finchè non può registrare eventi e sensazioni.
Non uno dei deputati e dei senatori spiega l'ovvio: possibile che dopo anni di discussione su questa materia siano rimasti splendidamente ignoranti?
Ma in che razza di Paese viviamo? Gente che elegge pregiudicati, governi che premiano delinquenti evasori, esportatori di valuta illegale, abusivisti edilizi, falsari di bilanci, gente che sopporta ogni tipo di insulto da chi ha il
potere, deputati ignoranti che non sanno rispondere alle domande e spiegare le motivazioni delle loro scelte, piccola gente capace solo di risse interne, di divieti a DiPietro che fu un grande PM insultato, calunniato, con campagne di stampa furibonde condotte dal giornale del premier, intestato per aggirare la legge a Fratel Cerro Paolo Berlusconi.
Che Paese è mai questo?
€rnesto

 

Sregolatezze del 14/12/2003

"Muta presenza inquietante e minacciosa". Così il dizionario "Parole per ricordare" (Zanichelli) riporta e traduce la locuzione "il convitato di pietra" tratta dalla leggenda di Don Giovanni, che per averne sottovalutato le materiali capacità distruttive finì all'inferno senza nemmeno avere il tempo di pentirsi. Proprio con questa locuzione e in questi termini si è
fatto riferimento all'ingombrante e pretenziosa assenza - attorno all'esclusivo tavolo dell'Ulivo, con contorno di partiti unici, liste unitarie e tricicli - di Romano Prodi e delle sue lapidee seppur floride fattezze. Ma da qualche giorno, man mano che ci si è avvicinati alla scelta definitiva del menù e delle conseguenti, prevedibili reazioni dei non-invitati, Fassino, Rutelli e Boselli hanno visto prendere sempre più inquietantemente e minacciosamente inconsistenza alle proprie spalle la
famelica sagoma dell'ex-pm di Mani Pulite. Dal convitato di pietra all'imbucato Di Pietro.

DON PANCRAZIO

12.12.2003

 

Sregolatezze del 12/12/2003

Umberto Bossi ha proprio ragione. I vecchi sistemi di "Roma ladrona" non
sono morti. Un assessore comunale ai Lavori pubblici e un suo amico
architetto sono stati presi in flagranza di reato dai carabinieri, martedì,
con la tangente estorta da pochi minuti a un imprenditore edile «per
sbloccare il piano di lottizzazione del Comune e consentire la costruzione
di edifici». Nelle stesse ore Umberto Bossi è stato avvisato dalla
magistratura che dovrà rispondere al Tribunale dei ministri delle sue frasi
del 25 settembre «Roma è marcia» e «Ci vuole un antidoto a Roma perché è lì
che c'è il marcio». Umberto Bossi ha naso e la puzza di corruzione deve
averla proprio sentita. Anche perché ce l'aveva in casa: l'assessore
arrestato è della Lega, l'architetto arrestato è della Lega e, soprattutto,
il Comune di cui trattasi è proprio Cassano Magnago. Sì, il borgo natìo del
Senatùr, che per ora tace. Indeciso se prendersela con la pm titolare delle
indagini, tale Sabrina Di Taranto, se sferrare una campagna contro "Cassano
Magnago ladrona" o se invece rivelare finalmente al popolo padano di averlo
scoperto l'antidoto a "Roma ladrona".

DON PANCRAZIO

 

Parlamento Talebano e blasfemo?

Sì, è una maggioranza parlamentare, oscenamente trasversale, Talebana e blasfema, contro gli uomini e le
donne, e contro Dio, quella maggioranza che si appresta ad approvare la misera legge, oscurantista, medioevale
e Talebana, contro la fecondazione assistita. Legge che, con violenza politica ed umana inaudite, miste a meri
interessi di bottega ed all'insegna del "Per un dollaro in più" (cioè per la eterna caccia al voto in più dei cattolici),
la legge che siffatta maggioranza, e governo, si apprestano ad approvare contro la fecondazione assistita.
Evidentemente, grosse fette della torta policante e partitocratica della "Casa delle libertà", come del
"Centrosinistra Progressista" del resto, pur predicando la lotta all'islamizzazione civile, religiosa e politica della
nostra cultura cristiana ed occidentale, sono rimaste "Folgorate sulla via di Damasco" proprio dal Talebanismo
e dall'islamismo più retrivi e violenti.
Dio non può, nella Sua grande e divina misericordia ed umanità, volere un delitto siffatto contro l'umanità.
E, non è detto in nessun testo cristiano, che il pensiero e tutte le opinioni dei Papi siano infallibili.
I Papi, sono prima uomini, poi Papi. Ciò vale anche per chierici, parroci e prelati di ogni gerarchia ecclesiastica
e, quindi, anche per l'onnipresente prezzemolino mediatico Cardinal Tonini che, nella scia di questa legge contro
la laicità dello Stato Italiano, proprio oggi, guarda un po', ci fa sapere attraverso i giornali che, nell'ambito della legge contro la fecondazione eterologa, "la legge ora in vigore sull'aborto" - legge voluta ed approvata dalla stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini italiani, via referendum, - "va modificata".
Giuliana D'Olcese

 

MANIFESTAZIONE A SASSARI IL 19 DICEMBRE

CONTRA A SAS BASES
SE NON VUOI UNA SARDIGNA MILITARIZZATA
SE NON VUOI CHE LA TUA TERRA VENGA REGALATA ALLA MARINA AMERICANA
SE NON VUOI CHE ALTRI SARDI MUOIANO DI CANCRO DA LA MADDALENA AL SALTO DI QUIRRA
SE VUOI ESSERE POPOLO LIBERO IN UNA TERRA LIBERA
VIENI ANCHE TU ALLA:
MANIFESTAZIONE
SASSARI 19 DICEMBRE 2000TRE
PIAZZA CASTELLO ORE 17.00
A MANCA PRO S'INDIPENDENTZIA

 

I ricchi al governo

Cari Italians,
quando i ricchi erano ricchi, i ricchi erano bianchi di carnagione e i poveri abbronzati; si sa, i poveri lavoravano nei campi e allora si abbronzavano. Poi i poveri hanno cambiato lavoro e sono diventati bianchi e allora i ricchi si sono abbronzati. Allora anche i poveri si sono di nuovo abbronzati. Quando i ricchi erano ricchi, i ricchi erano grassi e i poveri magri; si sa, i poveri non avevano molto da mangiare. Poi i poveri con il tempo hanno avuto a disposizione molto cibo e sono diventati grassi e allora i ricchi sono diventati magri. Allora anche i poveri ora cercano di dimagrire.
Questo è un breve ritratto delle distinzioni: si tenta sempre di imitare i ricchi, anzi ci uniformiamo a modelli che annullano le differenze; ma si sa che qualcuno vuole sempre distinguersi. E così un ricco (a dire il vero il più ricco) è diventato padrone dell'Italia promettendo che con lui saremmo stati tutti bene: infatti, guardando lui, non serve più essere magri, per abbronzarci basta un fondotinta, non bisogna essere neanche tanto alti e non servono neanche i capelli. Non parliamo poi di vacanze a uno che lavora 14 ore al giorno: e di pensione? Figurarsi, è quasi settantenne e non ci pensa; anzi non ci vuole mandare nessuno. Ecco, abbiamo la mediocrità al potere; con lui possiamo aspirare al «basso» in tutti i sensi, non serve neppure tanta cultura e le fregnacce si possono sempre smentire: hanno frainteso, scritto male, capovolto il pensiero. Maledetto pensiero, volete vedere che questo ricco ce l'hanno mandato apposta per depistarci? Per toglierci i riferimenti? Per dirci che in verità i ricchi non esistono? Abbronzati o no, ridenti o tristi, nani o pelati siamo tutti poveri e se lo vogliamo imitare poveri lo siamo due volte: anche di spirito.

Giorgio Boratto

 

STATO DI ALLUCINAZIONE

Ma poi l’ha fatto il miracolo?
Non lo so e forse nemmeno mi frega più.
Soffro di allucinazioni, mi sento in bilico, inizio a pensare di essere stata catapultata in questo microcosmo che non mi appartiene.
Non capisco. Non voglio capire.
Ho voglia, vorrei, anelo, buon senso.
Dicono che Shumi, il vostro rosso tedesco ieri abbia sfidato un aereo, e poi abbia deliziato il pubblico con testacoda, frenate, e piroette sulla sua Ferrari.
Quanti soldi?
Quanti?
Quanto petrolio per muovere un aereo?
E’ per il petrolio che i bambini, la gente, gli eroi italiani di Nassyria sono morti, muoiono, effetti collaterali di questa democrazia presunta e forzata.
Ma poi capisco che non sono allucinazioni, è solo la tristezza della realtà. Mi abbatto, cerco di disinteressarmi, ma è un bombardamento continuo.
Domani si sposa Pavarotti, e un chi se ne frega? Pare non sia sufficiente perché si sente il bisogno di raccontarci che il maestro, così benevolo ha pregato i suoi ospiti (700) di devolvere l’equivalente del regalo pensato alle “opere di bene” mentre lui donerà ai suoi ospiti una bomboniera gioiello, costruita da un maestro orafo francese.
E io ho le allucinazioni, perché al telegiornale, invece che dirci quello che avremmo il diritto di sapere, ci dicono che Claudia Gerini, l’ha fatto, non strano. L’Ha fatto e basta e quindi sta per avere un bambino, e senza aggiungere il classico… E chi se ne frega?
Io ho le mestruazioni. Interessa?
Il trattato di Kyoto. Il salva aria. L’estremo tentativo di recuperare un attimo di respiro vige e latita dal 97… Millenovecentonovantasette. Cinque anni, un lustro. Forse e solo forse la Russia aderirà, l’amerika s’è tirata fuori. Ma come? Dov’è la logica? Dove sta il buon senso? Il maggior paese consumatore di risorse petrolifere, il maggior inquinatore si tira fuori?
E non si capisce perché a Baghdad siano morti i bimbi al mercato?
E martino fa la visita a sorpresa per rincuorare i vostri soldati eroi che parlano sardo e siciliano, calabrese e napoletano in Iraq?
No, forse la fa solo per somigliare al giovane bush, che ha issato un tacchino di plastica per le foto, mentre ringraziava nel giorno del ringraziamento.
Soffro di allucinazioni. Ho visto un tale molto basso e sorridente, dice di essere il presidente del consiglio, riapparire dopo giorni e giorni di latitanza a fare una marchetta in video. Presentava un libro di vespa, che parlava di lui, del presidente. Diceva cose strane, per esempio che i giornali non servono a nulla, che nessuno li legge, che sono obsoleti perché le massaie che devono comprare i pannolini o i trattamenti di bellezza, non leggono i giornali, ma guardano la TV.
Ma era lo stesso che oggi doveva fare il miracolo, è lo stesso che ha chiesto la modifica delle leggi che tutelano la sovranità delle nazioni, per poter esportare la democrazia con le armi, e poi smentendosi ha corretto il tiro, non con le armi, ma con la cultura e la TV.
Quindi dobbiamo insegnare alle massaie irachene a comprare le creme e i pannolini? A lanciarsi dall’aereo in periodo mestruale o ad usare testmed per annullare la cellulite?
Ho le allucinazioni?
Pare che i centri di trattamento delle malattie mentali non possano seguire i loro pazienti per mancanze di fondi, pare che si chiudano ospedali a Terlizzi, pare che non ci siano i soldi per pagare gli operai dei cantieri, pare che in Basilicata un giudice stia indagando un ministro…
Non lo dicono nemmeno i giornali.
Oggi dopo un trentennio e qualcosa in più i vecchi familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana stavano in piazza a chiedere giustizia.
Ma non era un’allucinazione, era vero e ci sono stati scontri …
Non sono allucinata?
E’ tutto vero?
E’ vero persino che Socci sia oggi il vate dell’informazione libera del vaticano in prestito al popolo italiano?
Ho le allucinazioni se mi pare di aver sentito che dopo la legge sull’inseminazione artificiale si passerà ad una riscrittura delle regole sulla legge dell’aborto?
E la legge sulle clave?
Quando la faranno?
Quando potremo finalmente smetterla di uscire per caso, incontrare una persona affascinante ed intelligente, per caso, per strada, in un bar, in un ufficio, in tram, e cedere alla pessima abitudine di innamorarci e poi consumare un amplesso fornicante al di fuori del sacro vincolo del matrimonio?
Quando riscriveranno la regola che prevede il lecito uso della clava?
L’uomo esce, da un colpo in testa alla donna, la trascina nella caverna e la tromba!
Oh! Chiedo scusa.
Prima la sposa, e poi la tromba. In buona pace di quel progressista dell’orso Yoghi, ministro Bottiglione.
Rita Pani (APOLIDE)

12.07.2003

 

Sregolatezze del 06/12/2003

A Walter Veltroni, che lo rimproverava di stare al governo con Umberto Bossi («Quando penso alla coalizione del bingo bongo penso a una profonda diversità di culture e di valori»), Marco Follini ha risposto: «E' chiaro che non sono per la coalizione del bingo bongo». Lui infatti si limita ad appoggiare un governo del bingo bongo.

DON PANCRAZIO

 

STRISCIA ROSSA

«C’è in Italia l’ansia di servirsi di una maggioranza che conosce solo l’ubbidienza cieca. Una maggioranza che in certi momenti è decisamente servile e vota con entusiasmo leggi che servono a uno solo, non ad altri».

Oscar Luigi Scalfaro, Ansa, 6 dicembre

 

Avete appena prenotato un viaggio ai Caraibi?

Mi fa impressione ogni giorno di più vivere in Italia. Provo a pensare dove potrei andare a vivere, all’occorrenza, ma il panorama è desolante. Forse una baita in cima ad un monte, con un recinto di filo spinato collegato alla corrente a 380, ma quel monte, in quale territorio dovrebbe stare?
I giorni di ‘festa’ poi mi gettano nello sconforto più assoluto. Sono in molti a stare come me, cioè a pensare come sbarcare il lunario, sperare che l’ultimo lavoro acciuffato duri un poco più dell’ultimo, sperare che la persona per la quale hai lavorato una settimana si decida a pagare senza doverti costringere al pellegrinaggio.
Sono molti che come me vanno a fare la spesa guardando più i cartellini che i prodotti, poi c’è chi come me ha da anni attivato l’opera del boicottaggio e quindi deve fare lo slalom tra le corsie dei supermercati, osservando l’euro e la marca… Questo sì, questo no.
Sono molti anche se non tutti lo dicono, in Italia conserviamo questa strana etica dell’apparire che ci impone di sembrare un po’ più ricchi del ricco.
Lo sconforto:
si insinua quando comprendi e quando hai coscienza delle cose.
Non posso assistere inerme ad un telegiornale che puntualmente in periodo prenatalizio va a caccia di dietologi che è termine assai retrò, meglio dire scienziati dell’alimentazione che consigliano con fare da scienziato di sottoporsi a dieta preventiva in prossimità della Santa Abbuffata.
Eppure lo fanno!
2000 calorie…3000 calorie e poi assicura l’esperto scienziato dell’alimentazione, il rischio di replicare anche a cena.
E fanno di peggio. In nome del Santo Natale.
“Avete appena prenotato una vacanza ai Caraibi per queste feste di fine anno?”
“Allora avete bisogno di Testmed! L’elettrostimolatore che ……”
Lo recita una giovane vecchia tradita dai lupetti smaniati che le coprono il collo rugoso ma mostrano le braccia palestrate, in una rete del nano, ci esorta a non esimerci dalla sedia elettrica portatile che cancella la nostra buccia d’arancia prima di recarci ai Caraibi…
Io ho la cellulite, mangio poco, non ho prenotato un viaggio a i Caraibi.
Stronzate? Tutte stronzate?
Eppure oggi, 1000 uomini delle forze dell’ordine hanno garantito che non avvenissero blocchi al traffico nelle vie di Roma, da parte del 1.500.000 manifestanti (per i sindacati organizzatori) 250.000 per i matematici della questura, e garantire il libero svolgimento dello shopping natalizio.
E queste non sono stronzate mie, ma stronzate di quelli che una volta, nel rispetto dovuto, chiamavamo “organi di stampa”.
Sì un milione e mezzo di persone che sicuramente non hanno prenotato un viaggio ai Caraibi per la fine dell’anno.
Le calorie di un pasto luculliano, la cellulite, lo shopping, i negozi presi d’assalto, Questo è quello che filtra mentre tutto il resto tace.
Ora poi… Vengano avanti i cretini, se ne sentiva il bisogno. Si avvelenano le bottiglie dell’acqua minerale e se ne parla, come fu all’epoca dei sassi dai cavalcavia, le madri che ammazzavano i figli, affogati o in lavatrice, a martellate o semplicemente abbandonati nei cassonetti, un diversivo, l’estremo tentativo di lobotomizzarci tutti. Meglio farci notare quanto siamo belli e bravi noi, che non avveleniamo l’acqua e ci sottoponiamo al testmed in procinto di partire per i Caraibi, ed attenti alla dieta preventiva, meglio creare un neologismo ridicolo come acqua bomber che ci fa sembrare la vita uno squallido film.
Perché raccontare delle dichiarazioni aberranti del nano pazzoide al New York Times di ieri, oggi prontamente smentite? [ E’ giusto esportare la democrazia con le armi …piuttosto che sarebbe meglio cambiare le regole internazionali che delegittimano l’occupazione di paesi stranieri con gli eserciti] Perché ricordarci che siamo ridotti alla fame e alla sopravvivenza?
RITA PANI (APOLIDE)

12.05.2003

 

bossi: simpaticamente COGLIONE

Mi vergogno. Perché mi scappa da ridere. Mi sento cinica. Non mi piace.
Avevo già letto ieri le esilaranti esternazioni di bossi ignorante, le sue citazioni storiche in merito alla Chiesa mi fanno supporre uno studio approssimato di poche dispense della Scuola Radio Elettra; mentre leggevo mi aspettavo che avesse ricordato quanto molliccio fosse Don Abbondio e quale perfida donnina si celasse dietro la Monaca di Monza. E poi quel termine… Bingo Bongo.
Poco fa su Repubblica però ho trovato la notizia. Il ministro rilancia, non si scusa. Bingo Bongo non è termine denigratorio, ma “simpatico”.
Vista così, ovviamente la cosa cambia e io mi sento di dire che il ministro bossi è una grandissima testa di cazzo, simpaticamente, simpaticamente un gran coglione.
Mi spiace perché davvero mi viene da ridere.
Da una parte c’è il vice del nano che va in Israele, indossa uno zuccotto, rinnega suo padre, il nonno di quell’altra, la repubblica di Salò, la sua storia, la sua tradizione, la moglie e la Lazio, pur di trovare una dimensione umana capace di portarlo alla seggiola d’oro, e dall’altra c’è un simpatico caprone ignorante che, pagato il pegno dei voti alla gasparri, riprende in mano un microfono per incominciare la nuova tornata ricattatoria… “ O riforme, o cade il governo.”
Mi viene da ridere pensando a tutti coloro che hanno votato questo governo, meriterebbero la berlina, e non intesa come auto. La pubblica gogna.
Chiunque abbia votato questo governo, dovrebbe essere esposto in pubblica piazza, e deriso da chi ha ancora un briciolo di capacità cerebrale.
Chi ha votato questo governo ha fatto sì che bossi diventasse ministro, e non un ministro qualunque, ma il ministro delle riforme.
Il ministro che scherzosamente chiama Bingo Bongo gli extracomunitari è il padre di una legge che regolamenta l’immigrazione.
Obbiettivamente, come si può restare seri davanti a tutto ciò?
Come si può non dire e ribadire che chi l’ha votato se lo merita?
Avete fatto di bossi un ministro…. Esilarante, davvero esilarante.
Grazie.
Rita Pani (APOLIDE)

 

1000 euro per il secondo figlio? ROTFL!!!!

E per il primo? con la crisi che c'e' , la legge sul lavoro MAroni che aumenta il livello di precarieta' mi spiegate come si fa a chiedere alle giovani coppie di fare non solo il primo figlio ma addirittura il secondo per SOLI 1000 (MILLE) Euro?????
Ma questi del Polo sono o no dei cialtroni? Ma sanno quanto costa mantenere OGGI un figlio (e non parliamo di quello
appena nato - vedi prezzi assurdi dei pannolini e del latte in polvere) ?
Sergio

 

RAZZISMO FISCALE

Mentre distratti e abbagliati ci baloccavamo con le dichiarazioni in favore del diritto di voto per i migranti da parte del fascista Fini, la maggioranza di governo si scatenava nella finanziaria con due perle di sicuro razzismo.
Poiché i lavoratori stranieri contribuiscono fiscalmente come i loro colleghi italiani si presupporrebbe che abbiano uguali diritti fiscali .
MA NON E’ COSI’!!!!
Il governo, come da pubblicità televisiva, con la finanziaria ha lanciato la “ Gran Lotteria del secondo figlio” : colei che darà alla luce, a partire da dicembre 2003 il secondo pargolo vincerà mille euro.
I migranti contribuiscono a costruire il montepremi della lotteria, ma poi i premi sono riservati alle donne con cittadinanza italiana.
Sempre nel “Decretone” che costituisce la legge finanziaria si interviene sulle detrazioni fiscali. Finora i lavoratori stranieri hanno beneficiato delle detrazioni fiscali per i famigliari a carico, pur residenti nel paese di origine, semplicemente compilando il normale modulo annuale di autodichiarazione.
Ora, grazie alle fervide menti del governo, dovranno presentare al datore di lavoro una certificazione di famiglia regolarmente tradotta dall’ambasciata italiana del paese di origine.
Non è bello vedere come si rendano pratici e semplici i diritti fiscali, basta un saltino nel paese d’origine, andare in municipio e quindi recarsi con la certificazione nella capitale e presentarsi nelle nostre accoglienti ambasciate per la traduzione.
Ovvia conseguenza se il lavoratore non adempie entro il 31 dicembre del 2003, anno secondo del regime, il padrone potrà recuperare nel conguaglio di fine anno le detrazioni riconosciute ai sensi della vecchia procedura dal primo gennaio di quest’anno. Si prevedono quindi tredicesime leggere, leggerissime .
Già a suo tempo il centrosinistra, con raro acume e buon gusto, aveva limitato il diritto per l’assegno al terzo figlio agli immigrati con carta di soggiorno, ora però si stanno costruendo canali diversi per usufruire dei diritti fiscali, uno per i lavoratori nazionali, un altro, più arduo e con meno prestazioni, per i migranti.
Andiamo verso un apartheid fiscale?
Andrea Rizzi

 

TRAMAS DE AMISTADE

TRAMAS DE AMISTADE - FONDAZIONE SARDINIA - SOTZIU DE SOS SARDOS


Esiste un conflitto d'interessi tra l'attuale classe dirigente e la comunità sarda?
energia e ambiente rapporto con lo stato selezione della classe dirigente
Incontro-dibattito

Sassari, Sala Angioy, Palazzo della Provincia 6 dicembre 2003 dalle 9:00 alle 18:00

12.03.2003

 

Spazzatura duratura

Immediatamente dopo l'atto di guerriglia che ha ucciso diciannove italiani, il sottotraccia si è rivolto al ministro degli Interni, Pisanu. Molti hanno obiettato se non sarebbe stato più corretto rivolgersi al ministro della Difesa. No. Per due evidenti ordini di motivi: primo, l'Iraq è una colonia (anche) italiana; secondo, gli autoctoni sono bassi, mori e con i baffoni,
il che rimanda immediatamente alla pista dei bombaroli anarco-insurrezionalisti sardi. Grande cordoglio è stato pubblicamente manifestato da tutte le forze politiche ed istituzionali con grande dispiego degli organi di disinformazione di massa. Ore ed ore di trasmissioni televisive dedicate all'evento, interi palinsesti di rincoglionimento nazionalpopolare stravolti e infarciti dei vari esperti ed opinionisti di settore. Sembra addirittura che, dopo l'istituzione del poliziotto di
quartiere, sia stata varata la figura del carabiniere di studio televisivo: non c'è stata trasmissione che non ne abbia ospitato almeno un battaglione. Il "Silenzio" è stato suonato ad ogni occasione e, purtroppo, non è mai stato seguito dal silenzio verbale.
Segno dei tempi che sono: i generali in alta uniforme, con medaglie e gagliardetti in bella mostra, non marciano, fanno passerella! Ma già il giorno dopo i funerali di Stato, di questi "eroi" non se ne è più parlato.
Una bella cover di "Heroes" di David Bowie: "possiamo essere eroi, anche per un solo giorno". Certo, adesso viene la parte più difficile: mantenere la promessa di assicurare i mandanti alla giustizia. Berlusconi, appena l'ha
saputo, è stato sentito dire: "Scusate un attimo...". Dopo di che si è rinchiuso nella toilette di Palazzo Chigi e nessuno lo ha più visto. Il vice sottotraccia ha colto l'occasione della temporanea diarroica latitanza del premier e si è recato in Israele dove, riuscendo finalmente a catalizzare l'attenzione dei media su sé stesso, ha pubblicamente condannato
le leggi razziali. Non appena la Mussolini si è resa conto che il biasimo non era rivolto alla legge Bossi-Fini, ma a quelle promulgate dal duce nel ventennio fascista, ha rassegnato le dimissioni da Alleanza Nazionale dichiarando stizzita: "Mio nonno non si tocca!"
Molti nostalgici del passato regime le hanno dato ragione. Secondo loro viene difficile pensare che, al giorno d'oggi, il duce si faccia le seghe. Anche se non hanno ben compreso cosa c'entri, questo.
Ma poi è successo che le indagini su un giro di prostituzione e droga della "Roma bene" hanno visto coinvolto il senatore Colombo che, alla veneranda età di ottantadue anni spippacchia allegramente cocaina. Egli, indignato, ha dichiarato di farlo a fini terapeutici. L'alter ego di Paolo Bonacelli in "Johnny Stecchino". Allora, viene da domandarsi perché non possa esistere una qualche patologia che Mussolini si curi con dosi più o meno massicce di pippe. Anche se, secondo il mio modesto parere, qui un refuso di stampa ha generato un equivoco. Il senatore, interpellato sulla questione, non si è
giustificato dicendo: "Faccio uso di cocaina a scopo terapeutico, no?!", bensì: "Faccio uso di cocaina e scopo! Terapeutico, no?!"
E finalmente è stata approvata la legge sulle norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo, la cosiddetta legge Gasparri, che regolamenta anche il "digitale terrestre"... ché, con tutti i problemi legati all'immigrazione che già ci sono, ci mancherebbe solo che ci vengano a digitalizzare degli extraterrestri!
dirtyboots

 

Hai visto il segno che fini ha intorno al collo?

“Hai visto il segno che fini ha intorno al collo?”
“Sì… Si è circonciso!”

Ma c’è anche chi non la pensa così. Una della miriade di associazioni italiane, l’associazione 11 Settembre, ha insignito l’ex fascista, l’ex antisemita, l’ex squadrista, l’ex figlio putativo di almirante del premio “ Politico dell’anno”, un po’ come se fosse una Panda.
Serve a nulla dire che l’opera di fini sembra più “bracchettiana” che non storica; cambiarsi d’abito alla svelta per sembrare un altro, e riuscire a raschiare voti per scalzare il nano dalla poltrona.
Non è andata giù nemmeno alla nipote del duce, che in fretta e furia partorisce e battezza una nuova entità … Libertà d’azione.
Il nome è inquietante. Quali azioni vorranno compiere liberamente? Staremo a vedere.
Staremo a vedere… Che brutta cosa che ho scritto! Pare la sintesi di quello che fa la sinistra. Stare a guardare. Questa mattina ho ricevuto per quattro volte l’invito a sottoscrivere la petizione on line da inviare a Ciampi, l’ologramma del Presidente della Repubblica, per esortarlo a non firmare la legge gasparri. Questa volta, per scaramanzia, non aderirò, perché l’iter è uguale, preciso, identico a quello della legge Cirami (la salva silvi); loro annunciano l’intenzione di fare una legge per il nano, la sinistra fa qualche girotondo, il nano sparisce per un po’ di cacca o solo per una opportunistica vacanza, i girotondini sentono dolore ai polpacci e riposano, la legge va al senato e viene approvata, ci si fa vedere poco convinti ed incazzati davanti ai palazzi di giustizia quella volta, davanti alla RAI questa, e poi come ultima risorsa… Si firmano le petizioni al Presidente della Repubblica che, l’altra volta firmò la legge come fosse un autografo ad un fan.
E noi stiamo a guardare.
Qualche volta però si decide di esistere. Stanchi dei non scioperi generali di 4 orette succinte, si decide un grande sciopero degli autoferrotranviari, ma a Milano si decide di fare un po’ più sul serio e si va ad oltranza. I sindacalisti insorgono: “Non si fa così! Non si fanno scioperi non concordati…” Ed io che pensavo ad uno sciopero generale-generalizzato no-stop che mettesse in ginocchio davvero il Paese… Ma io sono un’utopista, devo rassegnarmi!
Denunce, precettazioni e persino commissioni di garanzia sullo sciopero. Io non sapevo che esistesse, infatti ho deciso di informarmi, su quante commissioni di garanzia esistano in Italia, o di quante commissioni in genere abbia questo parlamento. Voglio capire quante inutilità si foraggino con i soldi dei contribuenti.
Che manca ora al governo? La legge elettorale, quella che faranno per non andar più via. La faranno, ne sono sicura, e noi staremo a guardare?
A Scanzano Jonico, la popolazione non si è limitata a guardare ed il risultato è sortito, solo che ora matteoli chiederà che le scorie possano essere esportate all’estero. Tranquilli! Se come me avete pensato immediatamente “POVERA AFRICA!” dovrete ricredervi. Il ministro ha pensato al Canada aggiungendo però che era solo un paese citato “per esempio”.
Dite Africa? Eh! Già! Lo dico anche io.
A proposito di ambiente, c’è anche una bella notizia che arriva dalla cosca delle libertà. In modo trasversale è nata BLU. No, non è una compagnia telefonica del nano, è una sorta di associazione che “strizza l’occhio” alle politiche ambientali, un’associazione new global.
Ecco la differenza… Loro strizzano l’occhio, noi ci incazziamo davvero.
RITA PANI (APOLIDE)

 

QUANDO NON SCRIVO....

Quando non scrivo ricevo molte più mail di quando riesco a trovare la voglia di farlo. Chi mi conosce personalmente si limita ad informarsi delle mie condizioni, chi invece non sa di me se non quello che scrivo … “Ehi! Rita ma non hai nulla da dire su….?”
Il fatto è che ho sempre pensato che la politica fosse una cosa seria, seria almeno quanto la vita, ma oggi penso di aver sempre creduto sbagliato. E la colpa è nostra, dell’italiano medio, dell’idiota che alberga in lui. E’ tutto cambiato e in peggio, trasformato dalla valanga che alcuni si ostinano a chiamare evoluzione.
Chi ancora a ‘sinistra’ riesce a pensare esprime pressappoco gli stessi concetti, le stesse preoccupazioni, ma il regime fa in modo che questi concetti non tocchino più l’italiano medio elaborando un’informazione disinformante; quanto più siamo a rischio come società civile, tanto più veniamo bombardati da notizie coercitive che sfiorano la parte più intima di noi, il calcio, il Natale, il buono o il cattivo tempo. Tante più porcate commette il governo, quante più informazioni irreali di quanto siamo in pericolo per colpa dei mussulmani, dell’influenza che comunisticamente arriva dalla Cina, o dalla Russia o dalla Korea.
Quanto più abbiamo fame, tanti più pacchi miliardari ci offrono in Tv, chiedendoci persino se vorremmo essere miliardari, facendoci rispondere a domande scervellanti, o semplicemente chiedendoci l’ingrediente dell’ultima ricetta presentata da cuochi divenuti famosi mostrando piatti colorati che somigliano a tutto tranne che al cibo.
E se va male, male allora si inventano un isola dei famosi, tra vecchi rincoglioniti in cerca di gloria, contesse, o muscolosi cretini che famosi, in fondo non lo sono stati mai. Un gruppo di plasticati muscolosi, tettone che non inflacidiscono per via del silicone che fanno la fame, dimagrendo, e fingendo di dormire nelle capanne, puzzando per la mancanza d’acqua. Insomma una vita africana per chi in Africa forse ci è stato, qualche volta, con Franco Rosso.
E quando ci hanno mostrato che anche i VIP hanno un cuore, e ci hanno insegnato che per soldi sono disposti a fare finta di vivere una vita africamente normale, ecco il reality show …
Gli stessi profughi affamati e stanchi, tornano alla vita reale… Lustrini e strass a tirarsi addosso pezzi di torta, imbrattati di cibo sprecato.
Peccato che quella non sia affatto la vita reale.
RITA PANI (APOLIDE)

 

STRISCIA ROSSA

Il quartier generale di Mediaset comunica: «Abbiamo creato il più grande exploit editoriale e mediatico degli ultimi cinquant’anni e ci lanciano addosso quelle accuse con la trasmissione di Sabina Guzzanti. Altro che satira, sono dei banditi. Questa è criminalità mediatica».

Il comandante in capo Fedele Confalonieri, Agi, 2 dicembre

 

BAVAGLI

Bavaglio 1. Tre settimane fa, a Milano, una signora e' finita sotto una Citroen. Nella macchina investitrice i vigili trovano una siringa con ago, un cucchiaino e della polvere bianca. La signora va all'ospedale, la polvere in analisi e il guidatore a casa sua. La signora (l'investimento e' accaduto il 31 ottobre alle sei del mattino, all'angolo fra Moscova e Porta Nuova) si chiama Viviana Paglietta, la polvere e' un mix di cocaina e caffeina, il guidatore si chiama Marco Dell'Utri; e nessuno dei tre e' finito in tv o sui giornali.
Bavaglio 2. "Nihil obstat ut imprimatur": se non c'era questo timbro, col cavolo che andavi in edicola, o in libreria, o sulla scena. Non e' che ci fosse la censura: semplicemente, prima di lasciarti andare in giro, le Autorita' volevano essere sicure che non contassi frottole tipo la terra che gira attorno al sole. Questo per tutelare il pubblico, e anche per garantire il livello culturale dell'emittente nonche' il diritto alla privacy degli Eminenti. Chiaro che se nulla di
tutto questo risultava alla fine te lo davano, il permesso: tempo di controllare, un paio di mesi al massimo, normale. Ora non capisco che cazzo c'ha da lamentarsi la Guzzanti, se anche il professor Galilei (che certo non era peggio di lei) alla fine ha dovuto ammettere che in fondo avevano avuto ragione quelli dell'Ufficio Controlli. Mica ci divertiamo a fare 'sto lavoro, signora: e' anche nel suo interesse, casomai le fosse sfuggita qualche frase luterana.
Bavaglio 3. Vogliono chiudere Indymedia - almeno, la vuole chiudere Landolfi di An - per Vilipendio alla Bandiera, a causa di alcune lettere che alcuni imbecilli le hanno postato sul sito. Di esse, Indymedia e' tragicamente innocente: come i radicali di qualche anno fa, gli amici di Indymedia hanno infatti deciso di pubblicare "senza censura" tutto cio' che gli mandano. A Indymedia suggerirei di essere un po' "fascista", censurando le lettere piu' provocatorie (inviate non si sa da chi). A Landolfi, che fascista lo e' gia', suggerirei di esserlo un po' piu' seriamente, partendo volontario per l'Iraq invece di fare il panciafichista in poltrona, oltreche' il censore. (Finche' e' Landolfi, si scherza. Ma l'altra settimana, da Bruno Vespa, a prendersela coi siti pacifisti - Infoguerrilla e Nuovimondimedia - c'era nientedimeno che Luttwark. Per stavolta s'e' limitato a chiederne la chiusura d'autorita' ai docili Frattini e Vespa. La prossima, li
bombarda senz'altro e chi s'e' visto s'e' visto).
RICCARDO ORIOLES

 

Grazie berlusconi, non c'è più democrazia

Approvata la Gasparri, legge che blinda il monopolio di Berlusconi.
Come ha detto qualcuno, "il 20% di infinito è infinito". Scordiamoci, per sempre la concorrenza in TV.
Ormai, abolita la libertà di espressione e di stampa, manca solo la nuova legge elettorale per sancire il tutto.
Confalonieri, primo civile a dichiarare qualcosa: "L'approvazione della Gasparri non ci dispiace certamente".
Ogni giorno fate più schifo.

GA


 

Sregolatezze del 02/12/2003

Brillante inchiesta, ieri, nella prima pagina del Sole - 24 Ore, su "lavoro & carriere". Tema: meglio un capo uomo o un capo donna? Pare che, in Italia, solo il 3,7% delle lavoratrici preferirebbe una manager. Eppure, si legge nel commento firmato da uno psicologo del lavoro, «gli ambienti di lavoro pullulano di donne, le percentuali si stanno sbilanciando sempre di più in questa direzione... In ogni azienda in cui si entra a fare consulenza, selezione o formazione si ritrova una presenza femminile sempre maggiore e stratificata, anche in ruoli di direzione. Ma quali sono i vantaggi di avere un ambiente al femminile a livello di produttività, di clima interno, di entusiasmo, di coesione?». L'autorevole psicologo si risponde e si firma:
Zizzadoro (Filippo).

DON PANCRAZIO

 

GRAZIE

Grazie a D'Alema per non aver mosso un dito quando poteva, e di aver stretto patti con personaggi del genere. Un lungimirante.
Grazie a Bertinotti che ha scientemente contribuito alla costruzione di un regime che si è dotato - come si predeveva - degli strumenti necessari per il proprio auto-consolidamento. Un altruista.
E un grazie enorme agli italioti, milioni di persone che perdono la vita dietro a una Tv a ingurgitarsi spazzatura, a cuccarsi le odiose canzoncine degli spot e a godersi della vita degli altri, per riempire la vacuità della propria.

Ma d'altronde, che ci si aspettava? Che fossero diventati seri tutto di un colpo?

Saluti,
DEM

 

LA LEZIONE DI CIAMPI

Ciampi ha affermato che le spese per la ricerca non dovrebbero essere conteggiate per determinare lo sforamento di bilancio.
Non dubito delle buone intenzioni del Presidente ma... perchè a me risulta che a provocare lo sforamento del bilancio sono i contributi dello stato per il passaggio al digitale terrestre insieme a quelli destinati a "dare una mano" ai marines in Iraq?

Augusto

 

Tesi: Tremonti è un bugiardo.

Dimostrazione: dal resoconto stenografico (disponibile anche in rete) della seduta della Commissione FINANZE E TESORO (6a) MERCOLEDI' 18 GIUGNO 2003 159a Seduta si ottiene quanto segue:
"In merito alle ipotesi di riaprire i termini del condono fiscale, chiarisce (il ministro Tremonti) che una tale eventualità non
riguarderà certamente l'anno di imposta 2002."
Ora è sufficiente andare in edicola, oggi 03/12/2003, e comprare un qualsiasi quotidiano. Vi si legge che il condono è esteso a tutto il 2002..... e con questo la tesi è dimostrata.

Come dite? Si sapeva che Tremonti era bugiardo sin da quando in periodo elettorale indicava come necessaria una imponente riduzione di tasse per ravvivare i consumi (stagnanti sin d'allora..... con le Twin Towers in piedi) ?
Vabbè, pazienza, diciamo che ho trovato un altro modo di dimostrare la tesi.

Buon regime a tutti.
Neo101

11.30.2003

 

Cessate il fuoco.

I drammatici fatti che da tempo ormai si ripetono sempre piu' spesso, in Iraq, in Afganistan, piu' recentemente anche in Turchia, e la minaccia che questa spirale si allarghi a tutto il mondo spaventano noi come, immaginiamo, tutti voi.
Per questo abbiamo deciso di lanciare un appello per dire basta, per chiedere a tutte le "parti in causa" di CESSARE IL FUOCO, perche' ci sembra giunto il momento di fermarsi a riflettere, e vorremmo che tutti lo facessero, tutti coloro che usano le armi - siano esse bombe sganciate dagli aerei o autobombe lanciate contro edifici.
Per una volta vorremmo che le parole sostituissero i proiettili, che venissero prese in considerazione come strumento di dialogo.
Insieme con noi, lo promuovo Noam Chomsky, Ignacio Ramonet, Hans van Sponeck, Rigoberta Menchu, Oscar Luigi Scalfaro, Riccardo Muti, Ermanno Olmi e molte altre persone che ritengono indispensabile un ritorno alla ragione e all'umanita'. Chiediamo a tutti voi di aderire, sottoscrivendo l'appello "cessate il fuoco" sul sito www.emergency.it.
Vi chiediamo anche di far conoscere a quante piu' persone possibile l'esistenza di questo appello, e di invitarle a firmarlo, facendo girare questa news o - meglio ancora - utilizzando il form sul sito.
Su Peace Reporter (www.peacereporter.net) troverete l'appello in
diverse lingue, quindi potrete invitare all'adesione anche i vostri amici all'estero.
Peace Reporter pubblichera' inoltre approfondimenti, news e interventi sui temi proposti nell'appello.
Un'ultima cosa: se qualcuno ha riposto la bandiera arcobaleno o lo straccio di pace, e' importante tirarli fuori, adesso.
Un abbraccio a tutti.
EMERGENCY

 

Ma Noi l’Iraq non lo abbandoneremo…

I giapponesi si accodano agli altri uomini coraggiosi, Aznar, il nano. Certo che non lasceranno. Come potrebbero loro, che in Iraq non ci sono mai andati?
A morire ci mandano gli altri, perché è importante anche morire in Iraq. Solo così l’Italia potrà avere la sua fetta di torta. L’Italia veramente è un po’ troppo dispersivo come termine. Lunardi.
Ecco Lunardi sì, mangerà la torta.
Il solerte ministro escavatorista ha già presentato da qualche tempo i suoi progetti per la democratizzazione e gli aiuti all’Iraq: costruire la metropolitana a Baghdad e costruire una linea ferroviara ad alta velocità per collegare la capitale a Mossul. Non ho sottomano le cifre, ma sono molti milioni di Euro… Molti… E tanti dollari americani.
Sì, mi viene da dire che 19 persone italiane sono morte in guerra perché Lunardi potesse costruire la metropolitana, o almeno anche per questo, e forse loro, i morti, nemmeno lo sapevano. Me lo auguro.
Sono italiani e pensano in grande, assicurare un pasto sicuro, l’acqua e la luce nelle case, le case, il lavoro, la sanità, sono cose superate, bisogna esportare il modello italiano, quello che somiglia sempre più al modello americano.
In effetti è un po’ la stessa cosa che avviene in Italia, in Sardegna per esempio, nell’autunno del 2004 avremo un nuovo tunnel per velocizzare i collegamenti con Olbia da Cagliari passando per Nuoro, ma la strada che da Sassari e porta ad Olbia, trafficata e pericolosa, dove la gente muore come in seguito ad una pestilenza, resterà sempre quella. Una bella strada che buca una montagna ed è in uso un solo traghetto per il trasporto delle merci su ferrovia, che probabilmente presto verrà soppresso.
Anche in Sardegna non c’è l’acqua e nessuno ce la da, ci danno strade… Perché l’estate arrivano i turisti.
Così a Baghdad… L’Italia vorrebbe esportare un pezzo di se. Cantieri, cantieri, e cantieri. Ma dopo, quando scavando, scavando troveranno la Babilonia, che faranno? Deprederanno, fermeranno i cantieri che non finiranno mai?
Sì, sono sicura che gli iracheni, sentivano davvero il bisogno di una metropolitana, soprattutto dopo i tanti anni di embargo che gli hanno privati di tutto, la vita compresa.
Fare una guerra per rubare il petrolio. Fare una guerra per costruire metropolitane, magari qualche Mc Donalds. Ecco perché si muore.
Poi resta la società civile, quella che firma le petizioni, quella che raccoglie gli aiuti umanitari da inviare, quella che si tassa per donare danaro. Ed anche questa è logica italiana. Noi compriamo azalee, uova di pasqua, panettoni, bonsai, arance, colombe per finanziare la ricerca che lo stato non finanzia più perché ha altre spese, e quella militare incide.
Ho visto anche io le immagini di ieri, uomini che pestavano cadaveri con i piedi… Non mi ha fatto piacere ma ho provato a guardare bene.
Erano piedi nudi o coi sandali, che ieri maledivano Saddam Hussein ed oggi lo rimpiangono perché forse prima almeno le scarpe le avevano.
Sì… Il popolo iracheno ha davvero bisogno di un treno veloce e della metropolitana. Bravo Lunardi.
RITA PANI APOLIDE

 

STRISCIA ROSSA

«La guerra in Iraq è sbagliata. Si doveva mediare e riflettere prima di intervenire. Questo conflitto è un peccato di presunzione. I carabinieri non sapevano a cosa andavano incontro. Devono rimanere, ma per gli iracheni».
Margherita Coletta, vedova del vicebrigadiere Giuseppe Coletta, morto nell’attentato di Nassirya, Adnkronos, 28 novembre.

 

L'intestino di silvio

Si vede che ogni tanto gli innumerevoli "va a cagare" degli italiani sortiscono l'effetto desiderato dispiace (per lui) che questo accada sempre in occasione di summit internazionali..così il povero Berlus sarà ricordato oltre che per le gaffes
anche per i..gas!!!
Giuseppe M.

 

Ma cos'è questa ripresa?

Si parla di ripresa (anche se sembra più una speranza) ed io mi chiedo ma causata da cosa?
Da una guerra andata comunque peggio del previsto? Da una maggiore spesa per controllare tutto ciò che é a rischio (anche se é impossibile controllare tutto al 100%)? Da un progresso che rende obsoleti interi rami economici e relative rendite (produttori, distributori, negozianti, lavoratori ecc)?
Dalla minor voglia, possibilità e speranza nel futuro (quello della persona media....cioé il mese prossimo) di chi ha lavori precari? Dalle mie parti nascono sempre più negozi (o meglio si riconvertono) ma quasi tutti di abbigliamento o cianfrusaglieria e sono quasi sempre vuoti. Alcuni vanno ancora bene, altri si vede che faticano e non so i conti .....eppure ne aprono ancora. Sarà che i settori merceologici sono sempre meno? Ormai per molte cose ci sono i grandi magazzini che vendono di tutto e solo alcune cose possono dare un certo guadagno con poca clientela (su oggetti di poco costo non puoi rialzare molto in cifre assolute). Da una parte il commercio é saturo e dall'altra alza i prezzi per sopravvivere sul poco. Se questa ripresa c'é (non credo o che duri) la vedo dura che possa raggiungere il basso e in tempi brevi senza
ripensare anche alla ristrutturazione dell'economia interna.

Ciao! KptKirk

 

Il sen.Stiffoni (LEGA NORD) e i forni crematori

Su il Gazzettino del 22 novembre si riferisce che il senatore leghista Stiffoni ha testualmente affermato "gli immigrati? peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto" e ancora "L'immigrato non e' mio fratello, ha un colore della pelle diverso". Stiffoni ha poi affermato che era solo una battuta (come sempre forzaitalioti e , an e leghisti sono vigliacchi pure nelle parole), cosi' confermando le parole che avrebbe pronunciato.

In merito alle dichiarazioni di Stiffoni, per le quali e' stato denunciato alla Procura della Repubblica dalla federazione di Treviso dei Comunisti Italiani, il senatore Pagliarulo ha dichiarato :

" siamo davanti a un caso conclamato di istigazione all'odio razziale e di apologie delle pratiche naziste di sterminio. Prendo atto che un senatore di un partito che sta al governo parla di forni crematori, una specie di solulzione finale verso gli immigrati. Hitler la chiamava ENDLOSUNG. E' la prima volta nella storia della Repubblica .

Ecco perche' il ministro leghista Castelli ha operato finora per evitare l'approvazione della normativa europea contro il razzismo. Auspico l'immediato e inequivocabile ripudio di quelle parole da parte del Presidente del Senato e del Presidente della Repubblica. Aspetto una totale condanna da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi e del ministro Bossi. Qui si sta scherzando con il fuoco. Stiffoni si assume la pesantissima responsabilita' di qualsiasi episodio di razzismo, intolleranza e violenza che dovesse avvenire a causa delle sue parole".

SERGIO


 

Sregolatezze del 29/11/2003

Sapete come sono i Radicali (non coloro che in politica portano alle estreme conseguenze la propria dottrina o i propri comportamenti, ma più modestamente i pannelliani, che notoriamente portano alle estreme conseguenze le proprie pretese e le proprie presunzioni). Ogni tanto adocchiano un incarico istituzionale, che per loro è tagliato su misura per
Marco Pannella o per Emma Bonino, e sferrano la loro brava offensiva, al doppio livello della petulanza mediatica e dei contatti personali con i potenti di turno, di destra o di sinistra che siano. Da settimane è stata messa in circolazione - indovinate da chi - la candidatura della Bonino a rappresentante dell'Onu in Iraq. I radicali si sono arrabbiati perché,
scandalosamente, essa non risulta essere mai stata avanzata, nemmeno informalmente, dal governo italiano all'Onu. «E io stessa», racconta sdegnata la Bonino, «l'ho saputo dai giornali. Nessuno mi ha contattata per sapere se fossi disponibile». Ma vi rendete conto? Né la càndidano né le chiedono se sia diponibile. Proprio una vergogna. Possibile che a nessuno, ma proprio a nessuno passi anche lontanamente per la capa che lei possa essere indisponibile?

DON PANCRAZIO

11.27.2003

 

FINI SHARON

Gianfranco goes to Israel: è incerto se Fini è abbastanza democratico da incontrare Sharon, ma di sicuro Sharon è abbastanza fascista da poter incontrare Fini. Il nostro vicepremier si inchina al memoriale dell'Olocausto
pronunciando poche, commosse parole: «Accidenti alla lombaggine».
Secondo Fini, i timori israeliani sul risorgere dell'antisemitismo sono eccessivi: «L'Europa ha sempre riconosciuto le sue radici ebraiche: per questo ha mandato tanti ebrei sottoterra». Non sfugge
nemmeno alle scottanti domande sugli orrori della Rsi: «Salò?
E' il passato remoto del verbo salare». Molto gradito il suo regalo al governo Sharon: cento fusti di olio di ricino da impiegare nei prossimi colloqui con i leader palestinesi. La nostra preghiera al popolo israeliano: a Fini ci sono voluti dieci anni per venire da voi; ora, per rieducarlo meglio, mandatelo altri dieci anni a coltivare pompelmi!
Hasta Siempre! MIRCO.

 

" Io voglio, tu non vuoi"

Vi ricordiamo che
Venerdi' 28 Novembre 2003 ore 17.00
Facolta' di Lettere E Filosofia (aula H)

" Io voglio, tu non vuoi"
Metodi di educazione non violenta per prevenire e gestire il conflitto.

Incontro- Dibattito con l'antropologa
Pat Patfoort
Interviene:
Isabella Meloni (ass. Itaca)
Organizzano l'incontro:
Odradek Libreria- Caffè Letterario
"La Triangola" Essere Comunicare Fare Ass. ONLUS Cagliari
Associazione "Itaca"

Pat Patfoort, antropologa, è una delle più importanti teoriche della nonviolenza. Ha fondato in Belgio un Centro per la gestione nonviolenta dei conflitti che ogni anno riunisce i massimi esperti internazionali della nonviolenza. Da oltre vent'anni opera professionalmente sull' educazione nonviolenta con lezioni seminari e training per bambini, adolescenti, adulti.

Ha partecipato a training internazionali in zone interessate da conflitti militari ad alto rischio nei Balcani, in Cecenia e in Rwanda.




 

MOSTRA

29 NOVEMBRE – 8 DICEMBRE 2003
Mattino 9.00 / 13.00
Pomeriggio 17.00 / 20.00


INCONTRO / DIBATTITO 1 DICEMBRE 2003 – ore 17.30
col Dott. Paolo Rizzi
Membro del Contratto Mondiale sull’Acqua


VILLA MUSCAS
Ex Istituto Agrario, via S. Alenixedda – CAGLIARI
INGRESSO LIBERO
ORGANIZZATO DA:
AIFO - LOS QUINCHOS - MANI TESE - MEDICI DEL MONDO – OSVIC - RETE LILLIPUT - SOCIAL FORUM - SUCANIA
CON LA COLLABORAZIONE DEI DOCENTI E DEGLI STUDENTI DEL "LICEO ARTISTICO DI CAGLIARI"

Per informazioni : 349 6440447
www.contrattoacqua.it

 

REGIMI DEMOCRATICI

Sempre perché tutto ha una logica e soprattutto l’uomo è considerato tale perché si differenzia dalle bestie….
Non so che dire.
Pare che a Guantanamo i democratici americani tengano rinchiusi anche dei pericolosissimi terroristi di 12 anni. Pare che Guantanamo sia un campo di concentramento al quale mancano solo i camini.
Ora pare che Il generale Abed Hamed Mowhoush, ex comandante dell'Aviazione irachena sotto il regime di Saddam Hussein, è morto ieri sotto interrogatorio, ma ovviamente per democratiche cause naturali.
Detto questo, i carabinieri, i militari, e i civili italiani morti in Iraq, sono morti in pace, eroi della patria e proprietà comune della società civile, che rizza e appizza bandiere tricolori e di patria si veste con intensità cocente. Vittime di chi, ingrato, non si capisce perché, rimpianga una dittatura ad uno stato di provvisoria democrazia.
Ovviamente sono tutte balle, ma facciamo finta di no, abbiamo in patria i nostri problemi oggi… Per esempio? Siamo in regime? O siamo sotto democrazia di stile-modello americano?
Non mi ricordo da quando vado sbraitando che siamo in regime, e nemmeno da quando vado in giro ad urlare il pericolo reale per la nostra libertà, ma si sa, la mia voce spaventa come la scorreggia di una formica.
Oggi però possiamo inneggiare ed eleggere un nuovo paladino.
Di scuola Berlingueriana?
NO
Della scuola Iotti?
NO
E’ Paolo Bonolis.
Dice che in RAI c’è la censura, che il regime incalza.Questo è riuscito a dedurlo solo dopo che inutilmente ha chiesto di avere ospite in trasmissione “Domenica in” il grande, vecchio, comunista Enzo Biagi.
Ma soprattutto ha dichiarato che non voterà più i forzidioti mafio-piduisti.
Non si è sprecato nella sua lunga intervista all’Espresso a dirci perché in precedenza aveva messo la sua X sulla costola della P2…
Non avevamo certo bisogno di un altro paladino… E mi secca un po’ che magari qualche cerebroleso arrivi a pensare che l’attuale governo sia di merda perché lo dice Bonolis.
Prendiamo atto inoltre della defezione della mussolini da AN… Ufficialmente per la revisione del nonno fatta dal sinistroide fini, ufficiosamente o a mio modestissimo parere, solo perché quando la nave affonda è meglio mettersi in salvo.
RITA PANI (APOLIDE)

 

Sregolatezze del 27/11/2003

Torna ad aggirarsi tra le quinte del teatrino politico italiano il mistero di quel trapezio nero dal quale scaturisce (ed arde tuttora, nel simbolo di An) la fiamma tricolore dell'Msi. Voluto nel 1946 da Giorgio Almirante, capo di gabinetto a Salò, alla base del simbolo del partito destinato a conservare nel tempo l'eredità mussoliniana, porta stampigliate le lettere
Msi. Questa sigla, ufficialmente abbreviazione di Movimento Sociale Italiano, erano lette dai neo-fascisti (e sono conservate nel cuore dei post-fascisti) come simbolo grafico del motto "Mussolini Sei Immortale", così come quella fiamma era (ed è) "il fuoco che arde eternamente sulla tomba di Mussolini". Ora il centro-sinistra pretende dallo stremato Fini di
dare quest'ultima prova di democraticità irreversibilmente acquisita: cancellare dal simbolo di An sia il trapezio sia la fiamma delle immortali idee mussoliniane. Ma Fini non lo farà: infatti ha garantito di avere cambiato idea su Mussolini non sulle sue idee. E poi, essendo un tipo quadrato, capisce da solo che, eliminando il trapezio, perderebbe automaticamente la sua base.

DON PANCRAZIO

 

STASERA SU EUROPA 7

Tratto dal sito www.articolo21.com

Lo spettacolo di ieri sera (24/11/2003) all'Ambra Jovinelli promosso da Articolo21 e Magistratura Democratica che, ricordiamo ha visto la partecipazione, tra gli altri di Sabina Guzzanti, Andrea Camilleri, Guglielmo Epifani, Paolo Rossi, Fiorella Mannoia, Giovanna Marini, Serena Dandini, Michele Santoro sarà trasmesso questa sera martedì 25 novembre alle
ore 20:50 sull'emittente locale TVR Voxson - TeleRegione Toscana. Giovedì 27 alle ore 20:50 circa lo manderà in onda il circuito televisivo Europa7.


11.26.2003

 

Sregolatezze del 26/11/2003

«Naturalmente Sabina» - dice papà Paolo Guzzanti, che prima raccontava le barzellette a Scalfari (che lo fece inviato), poi le ha raccontate a Mieli (che lo mandò in America) e adesso le racconta a Berlusconi (al quale sono piaciute tanto che lo ha fatto vice-direttore e senatore) - «fa parte di un universo politico che pensa che il governo si debba abbattere... Questo è adesso un dettaglio. Il vero problema è di principio». Il problema è che chiedere di vedere prima la registrazione di una puntata di RaiOt «è un'azione stupidamente censoria. La Rai si è voluta suicidare e i consumatori, tutti coloro che pagano il canone dovrebbero chiedere il risarcimento dei danni». Si capisce allora perché Paolo Guzzanti riesca invece a frenare il suo impetuoso sdegno per i casi di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi: loro non sono stati registrati e censurati: sono stati semplicemente cacciati e oscurati. Che è notoriamente tutta un'altra cosa. E poi: Biagi, Santoro e Luttazzi sono forse, rispettivamente, suo padre, suo fratello e suo cugino?

DON PANCRAZIO

 

Chi serve la legalità va onorato!

Dopo anni di lavoro senza soste compresi sabati e domeniche, unici giorni in cui Previti non poteva accampare sedute parlamentari, dopo tonnellate di insulti da parte dei criminali al governo, può prednersi un poco di riposo.
E' stata indagata a Brescia, a Perugia, dal servo Castelli, dal CSM e dalle Sezioni Unite di Cassazione: TUTTI han sempre dichiarato che è un magistrato PERFETTO. Però tante indagini possono sfiancare un mulo!
Ben TRE PROCESSI diversi hanno definitivamente accertato che a Roma c'erano dei giudici in vendita: il proceso Acampora, il proceso IMI/SIR e il processo SME/Ariosto. Tuttavia i piduisti e i loro servi hanno urlacchiato per un decennio che i magistrai NON INDEPENTI erano quelli di Milano!
Ora i corruttori dovrebbero riformare la Giustizia!!!!
Comanda quello che si è pappato la Mondadori corrompendo i giudici e che si è affrettato a dichiarare Previti INNOCENTE, in totale dispregio della Magistratura, dei Tribunali e della sua stessa carica di presidente del Consiglio: UN GIGANTESCO STRONZO da cacciare al più presto.
Per la Boccassini, caro Ciampi, è prevista una qualche onorificenza?
Un magistrato come lei che prima ha scovato e fatto condannare all'ergastolo tutti i killer di Falcone e Borsellino e poi ha svelato il putridume Fininvest e la più grande corruzione da quandoe esiste l'Italia repubblicana, non dovebbe avere un alto riconoscimento?



 

Privacy, tutela e buongusto…

Poi quando non basta la privacy, allora intervengono i comitati di auto controllo o meglio ancora i codici di autoregolamentazione. Sono tutti strumenti che servono alla tutela dei cittadini. Sono quelle leggi e quei provvedimenti tesi alla salvaguardia del buon nome e dell’immagine, della dignità del cittadino.
Ma chi è il cittadino? Sicuramente non sono io, che non a caso mi dichiaro apolide, e non lo sono nemmeno i meno abbienti o i disgraziati, i malavitosi o i figli dei banditi.
Per essere cittadini, oggi, è necessario avere i seguenti requisiti:
1) Essere (economicamente) abbienti.
2) Essere famosi o conosciuti
3) Poter essere annoverati tra la categoria dei “per bene”.
Quando a Noviligure i famigerati Erika ed Omar massacrarono una famiglia “per bene” essendo anche loro “per bene” vennero oscurati in viso con i quadretti o i rettangolini neri. Era giusto, bisognava tutelare la figlia di una famiglia per bene che aveva deciso di massacrare la madre e il fratellino. Sguazzammo nel sangue che andava dal soggiorno alla vasca da bagno, ma grazie ai codici di regolamentazione, o autoregolamentazione nessuno di noi poté vederne gli occhi. Solo gli occhi.
Ieri è morta la figlia di un bandito. Ieri è stata ammazzata la figlia di Matteo Boe. Un criminale, un rapitore, un disgraziato. Un ergastolano.
Ieri è morta, ammazzata a fucilate, una ragazzina di 14 anni, che evidentemente avendo per padre Matteo Boe non era una cittadina italiana e la prova la trovate al link del giornale regionale L’unione sarda. Nessuna privacy, nessun codice di regolamentazione, nessuna legge a tutela della figlia di un bandito che può essere mostrata distesa su una barella mentre probabilmente sta morendo, o ha il corpo ancora caldo. Hanno pensato anche di porvi il marchio sulla foto…” Foto esclusiva di Massimo Locci”. A me fa piacere sapere il nome e il cognome di quell’avvoltoio, così che io possa dire che Massimo Locci è uno schifoso avvoltoio che si alimenterà del cadavere di una ragazzina di 14 anni. Un bastardo.
Sì, i cittadini sono solo quelli “per bene”.
Ogni giorno di più sono felice di non esserlo, anche dopo gli ultimi sviluppi dello scandalo che ha colpito la Roma Bene, perché se quello è essere bene, avrei difficoltà a spiegarmi cosa sia per male.
Non è mistero che da tempo mi vada chiedendo quale sia l’utilità di cristina parodi e del suo show pornografico trasmesso da canale 5 ogni pomeriggio, ma ancora più dubbi mi sovvengono da quando ha iniziato la campagna per la difesa dei cocainomani spacciatori, ed insieme a lei i cuccuzza e i gilletti. Ogni giorno una sfilata di marazziti ed avvocati a piangere i loro danarosi clienti ingiustamente sbattuti sulla cronaca come fossero mostri. Attrici più o meno famose che piangono l’ingiusta prigionia dei loro mariti… “Pensare che abbiamo ancora la casa invasa dai regali di nozze…” Senatori a vita che pippano coca a scopo terapeutico, ad 82 anni e nemmeno schiattano d’infarto, ed accusano i giudici per la fuga di notizie. Ed invocano la privacy.

RITA PANI (APOLIDE)

 

Il Calciatore & il Senato della Repubblica

Ieri il Senato della Repubblica era tutto in frenetico fermento, dall'uscere al senatore a vita, dal guardiasigilli al pusher.
Nassirya? Crisi economica europea? Scandalo Biancaneve?
Macche', roba seria stavolta, roba in grado di smuovere la placida sicurezza di chi non teme il futuro: l'emozione che serpeggia per le aule, palpabile come l'eccitazione di un primo incontro, e' dovuta nientepopodimeno che'...[RULLO DI TAMBURI] alLa Visita.
E di fronte a Tale Personaggio anche lo snobbismo piu' sfrenato del piu'altero e letargico onorevole deve cerede il passo, chinare il capo ericonoscere l'imperium.
Quando egli e' arrivato, le orbite vuote delle finestre di Palazzo Madama eran gia' sature di curiosi di basso rango. I Senatori (quelli che per vezzo s'usa chiamare onorevoli) e i Vassalli attendevano in cortile, con lo sguardo eccitato di un bimbo che vede il suo eroe, misto alla sacrale deferenza dovuta ad un imperatore della dinastia Ming.
Egli, l'Eletto, pareva invero un po' stralunato e sfoggiava quello sguardo trascendente, contemplativo e profondo, che tradisce altero distacco dalla grossolana realta' terrena.
Subito l'umanita' adorante ha intonato gli osanna, che si sono levati al cielo come la fumata bianca di un pontefice.
Egli ha sorriso con dignitoso riserbo (un po' fuoriluogo, invero) e virile modestia (ancora piu' fuoriluigo li, tra dopati mandrilli novantenni), si e' scostato i capelli dal viso, ha spezzato il pane, ha reso grazie e ha detto ai suoi discepoli "AOOOO?!?!"
Il boato della folla si e' fatto subito incontenibile
"CANDIDATI!"
Io stessa, guardando queste sensazionali immagini al TG, ho dovuto quasi farmi violenza per non crollate in sottomessa proscinesi.
Solo facendo appello al sovrumano rigore delle tecniche mentali bushidosono riuscita a mantenere una pavrenza d'autocontrollo in assoluto contrasto con le sale del senato.
Il bar deserto, i tornei di bridge trascurati, niente code alle macchinette da caffe' e 315 senatori presenti su 315 (era dai tempi del trionfante dispaccio di Armando Diaz che non si verificava un evento di tale risinanza)
Subito sono apparsi degli stuzzichini, che si moltiplicavano da soli
come i buchi dell'erario. Roba semplice, modesta. Il pranzo tipico di un pastore delle murge o di un operaio della Pirelli: Tournedos alla Rossini, Crema di Asparagi, filetto alla Voronoff, and so on.
Poi due senatori anziani hanno affiancato il Messia, uno a destra e uno a sinistra, per par conditio, ma scambiandosi i ruoli politici in segno di pace. Uno dei due si e' pentito del suo passato e ha invocato il
"Colpo di Spugna", che come un mea-libera-tutti annulla tutte le ammonizioni e i rinvii a giudizio. L'altro ne n'e' fottuto: il suo boss puo' comprarli entrambi.
Infine Pera ha stretto la mano all'Eletto con lo stesso sguardo di luccicante trionfo che si poteva leggere in un contadino della basse che nei primi del '900 riusciva a baciare la mano di un vescovo. Quest'ardita e fotografatissima performance ha scatenato l'attesa kermesse conclusiva dello Scambio delle Sindoni: una rossa, come il sangue rappreso, e' passata tra le mani trementi di Pera, e un cencio blu si e' ritrovano in quelle un po' imbarazzate del Messia.
E poi saluti, abbracci, raccomandazioni a non finire: promesse di ex-voto, non-ti-scordar di me, mettiti un piede sul cuore, faccisognare, noi ti adoriamo, noi ti glorifichiamo. Amen.
Beh, e' sensazionale come i rappresentati di un intero paese che vorrebbe essere tra i piu' civili e progrediti del mondo, nonostante le sue infinite magnagne, non abbiano talmente un cazzo da fare. Io non dico nulla all'Eletto. Non mi interesso di calcio, ma trovo che Lui, per quanto sempliciotto e semianalfabeta, fosse l'unico li dentro che almeno fa il suo lavoro e senza pretendere spocchiosi blasoni. Solo soldi.

Nadja Jacur

 

Sregolatezze del 25/11/2003

A pag.13, il capo dei senatori della Margherita, Tex Willer Bordon, prendendo atto che Berlusconi si è liberato della giustizia per via politica, ammonisce l'opposizione: «Sbaglia chi spera di liberarsi di Berlusconi per via giudiziaria». Ma è a pag. 9 del Giornale berlusconiano che il leader dei riformisti diessini, Enricuccio Morando, mette definitivamente i puntini sulle "i" in materia: «Basta tribunali, la sinistra faccia politica», laddove si sottintende che l'esercizio della politica da parte della sinistra e quello della giustizia da parte della magistratura siano attività alternative e incompatibili. Tanto è vero che ora, con la sentenza sull'affare Sme, «io sono contento del risultato politico finale» (il «risultato politico» di una sentenza? deve essere un intreccio di categorie molto liberal...). Eh sì, perché a sinistra «qualcuno aveva riposto delle speranze politiche nell'esito delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi». Le speranze giudiziarie riposte, coltivate e imposte da Berlusconi alle vicende politiche? Incubi da massimalismo, fantasmi da girotondismo. «Ripeto: nel centrosinistra bisogna convincersi che sul mercato della politica la battaglia giudiziaria non paga». Dobbiamo diventare finalmente un paese normale: e in un paese normale, si sa, è la battaglia politica che paga sul mercato giudiziario.

DON PANCRAZIO

 

Privacy, tutela e buongusto…

Poi quando non basta la privacy, allora intervengono i comitati di auto controllo o meglio ancora i codici di autoregolamentazione. Sono tutti strumenti che servono alla tutela dei cittadini. Sono quelle leggi e quei provvedimenti tesi alla salvaguardia del buon nome e dell’immagine, della dignità del cittadino.
Ma chi è il cittadino? Sicuramente non sono io, che non a caso mi dichiaro apolide, e non lo sono nemmeno i meno abbienti o i disgraziati, i malavitosi o i figli dei banditi.
Per essere cittadini, oggi, è necessario avere i seguenti requisiti:
1) Essere (economicamente) abbienti.
2) Essere famosi o conosciuti
3) Poter essere annoverati tra la categoria dei “per bene”.
Quando a Noviligure i famigerati Erika ed Omar massacrarono una famiglia “per bene” essendo anche loro “per bene” vennero oscurati in viso con i quadretti o i rettangolini neri. Era giusto, bisognava tutelare la figlia di una famiglia per bene che aveva deciso di massacrare la madre e il fratellino. Sguazzammo nel sangue che andava dal soggiorno alla vasca da bagno, ma grazie ai codici di regolamentazione, o autoregolamentazione nessuno di noi poté vederne gli occhi. Solo gli occhi.
Ieri è morta la figlia di un bandito. Ieri è stata ammazzata la figlia di Matteo Boe. Un criminale, un rapitore, un disgraziato. Un ergastolano.
Ieri è morta, ammazzata a fucilate, una ragazzina di 14 anni, che evidentemente avendo per padre Matteo Boe non era una cittadina italiana e la prova la trovate al link del giornale regionale L’unione sarda. Nessuna privacy, nessun codice di regolamentazione, nessuna legge a tutela della figlia di un bandito che può essere mostrata distesa su una barella mentre probabilmente sta morendo, o ha il corpo ancora caldo. Hanno pensato anche di porvi il marchio sulla foto…” Foto esclusiva di Massimo Locci”. A me fa piacere sapere il nome e il cognome di quell’avvoltoio, così che io possa dire che Massimo Locci è uno schifoso avvoltoio che si alimenterà del cadavere di una ragazzina di 14 anni. Un bastardo.
Sì, i cittadini sono solo quelli “per bene”.
Ogni giorno di più sono felice di non esserlo, anche dopo gli ultimi sviluppi dello scandalo che ha colpito la Roma Bene, perché se quello è essere bene, avrei difficoltà a spiegarmi cosa sia per male.
Non è mistero che da tempo mi vada chiedendo quale sia l’utilità di cristina parodi e del suo show pornografico trasmesso da canale 5 ogni pomeriggio, ma ancora più dubbi mi sovvengono da quando ha iniziato la campagna per la difesa dei cocainomani spacciatori, ed insieme a lei i cuccuzza e i gilletti. Ogni giorno una sfilata di marazziti ed avvocati a piangere i loro danarosi clienti ingiustamente sbattuti sulla cronaca come fossero mostri. Attrici più o meno famose che piangono l’ingiusta prigionia dei loro mariti… “Pensare che abbiamo ancora la casa invasa dai regali di nozze…” Senatori a vita che pippano coca a scopo terapeutico, ad 82 anni e nemmeno schiattano d’infarto, ed accusano i giudici per la fuga di notizie. Ed invocano la privacy.
RITA PANI (APOLIDE)

11.24.2003

 

PER FORTUNA ARRIVANO I NUBIFRAGI

Poi in realtà non ho nulla da dire, se non che per fortuna stanno arrivando i nubifragi. E Natale è alle porte. Finalmente argomenti rilassanti che ci traghetteranno dolcemente verso la tanto attesa normalità.
Iniziavo a perdere l’orientamento, credevo di vivere border line in questo ultimo periodo, ma già da oggi mi sento ottimista, quasi alla fine dell’incubo. E mi conforta sapere che anche in america, paese al quale pare siamo legati da succube amicizia accade lo stesso. Bush a giorni grazierà un tacchino e poi andrà a mangiarne un altro in una qualsiasi comunità di poveri, che esistono anche in america, ma hanno un nome più esotico dei nostri. I loro si chiamano Homeless, i nostri, volgarmente Barboni.
Noi ancora non abbiamo la festa del ringraziamento, ma non disperiamo in fondo il 31 ottobre festeggiamo halloween non vedo perché non potremo anche noi avere un tankgivin.
Noi siamo quasi americani, certo non diventeremo mai come loro, ma proveremo a somigliargli sempre più. I loro livelli di democrazia sono altissimi; pensate che addirittura si possono comprare le armi, si può sparare ai ladri… Hanno un grande livello di legalità, per questo chi partecipa alle manifestazioni della pace viene schedato dall’ FBI come terrorista, e chi vende on line le maschere antigas per resistere alle cariche della polizia viene arrestato per terrorismo.
Sì. Per fortuna è arrivato l’inverno e presto sarà Natale.
Ci dobbiamo accontentare, ma nel puro spirito filoamericano. Certo, loro sono americani, quindi non dicono che in Iraq i loro soldati muoiono nell’ordine medio di una decina al giorno, e non fanno scrivere sui giornali che addirittura quei poveri ragazzi vengono sgozzati per strada, ma occupano lo spazio mediatico con ben altre e succulente notizie, tipo il mostro scolorito Jackson e la sua mostruosa pedofilia, centellinata giorno per giorno, un giorno la resa, un giorno le foto della stanza del mostro, oggi le lettere d’amore al suo affezionato dodicenne. Così gli americani si appassionano, dimenticano ed aspettano il giorno in cui bush, grazierà il tacchino. Sì loro sono americani, ed hanno mostri come rockstar, o rockstar che sembrano mostri, o tutti e due. Noi al massimo ci siamo dovuti accontentare di Pacciani, il contadino di Mercatale.
Ed ora arrivano i nubifragi e presto sarà Natale. E ci raccontano le favole, per farci rilassare e predisporre alla giubilante festa.
Sapete? Non va poi così male, finalmente una buona notizia. Mi hanno detto che per Natale spenderò 600 €, ne spenderò almeno 5 in più di quanto non ne abbia speso l’anno scorso…
Ma qualcuno di voi sa mica quando mi arriveranno? Al momento lavoro saltuariamente, cifre da capogiro…Questo mese ho guadagnato 150€. Sì…Vorrei vedere a chi non verrebbero i capogiri!
E’ bello che arrivi Natale, che si possano spendere 600 €, ed è bellissimo che arrivino i nubifragi.
Finalmente cifre e pluviometri, gocce che si tramutano in millimetri. Speriamo non crepi nessuno.
No, non sono ironica. Piuttosto incazzata, invece.
Quella iena putrida di previti, oltre inneggiare alla sua vittoria oggi ha dichiarato che è ora di mettere mano alla giustizia e riformarla, perché “Sono dieci anni che si dibatte per fatti accaduti più di 20 anni fa, e che alla fine, come la sentenza di sabato ha dimostrato, non erano nemmeno accaduti.”
Che stiano pensando ad un decreto che sancisca che ad Ustica (per esempio) gli aerei non cadono?

 

STRISCIA ROSSA

Alte parole di fiducia nelle istituzioni: «I test antidroga dovrebbero essere fatti a tutti gli uomini politici e ai magistrati. È incredibile che i test siano obbligatori per gli sportivi e venga tolta la patente a chi usa stupefacenti mentre non si fa nulla nei confronti di chi guida il Paese».


Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, Lega Nord, 23 novembre

 

DAL TG4

"..come avete sentito, On. Cesare Previti è stato assolto da un capo
d'accusa e per l'altro la condanna inflitta è di molto inferiore a quanto
richiesto dalla pubblica accusa..."


.... quasi innocente!!!
YAN

 

Il legame "indissolubile" tra Cesare e Silvio

La sentenza del processo Sme rassicura che in questo Paese si può fare giustizia. Di questo dobbiamo ringraziare non solo i giudici del tribunale di Milano. Tutto il sistema giustizia, nei suoi diversi gradi, con le sue più alte istituzioni giudiziarie, come la Cassazione, e quelle di garanzia, come il Csm, ha fatto argine al tentativo del potere politico di mettere in discussione il principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. I cittadini hanno avuto molte volte la percezione, durante questa lunga vicenda giudiziaria - otto anni fra indagini e processo -, snodatasi in un percorso reso accidentato da leggi fatte su misura per gli imputati eccellenti, da interventi ministeriali e da forsennate campagne politiche contro i giudici, che sarebbe finita non con una sentenza, ma con un guasto irrimediabile della giustizia: l'impossibilità di processare i potenti. Un imbarbarimento della giustizia speculare di uno scontro senza precedenti tra
potere e diritti: i diritti di libertà e di uguaglianza, i diritti dei lavoratori, i diritti degli immigrati, i diritti dei malati. Mentre l'officina delle leggi repressive contro i poveri cristi lavorava a pieno ritmo, Il presidente del Consiglio dichiarava di voler essere giudicato dai suoi «pari»; la destra produceva leggi ad uso di Berlusconi e Previti, tese a intralciare il corso dei loro processi e a ad allungarne i tempi - rogatorie, falso in bilancio, legge Cirami, Lodo Schifani, patteggiamento
allargato -; il ministro della Giustizia metteva in campo gli ispettori a fianco del senatore di Forza Italia, che si dichiarava vittima di un complotto dei pubblici ministeri.
Finalmente la sentenza è stata pronunciata. Il tribunale non ha ritenuto che Cesare Previti fosse vittima di un complotto politico dei pubblici ministeri e delle «menzogne» di Stefania Ariosto, che per otto anni è stata oggetto dello scherno e del vituperio della sua ex comitiva di politici, finanzieri, alti magistrati, avvocati con i quali passava le vacanze in yacht da nababbi e trascorreva serate fastose in cui era d'obbligo una gastronomia a base di aragosta e champagne. I giudici hanno creduto ai numeri «fotografati» nelle rogatorie svizzere sui quali erano fondate le accuse dei pm Boccassini e
Colombo, hanno letto nel cuore dell'Ariosto ed hanno capito che era sincera. Non aveva nessun motivo di mentire, quando ha raccontato: «In occasione di una riunione conviviale a casa di Previti, ad un certo punto si appartarono
Previti, Squillante e, poi l'avvocato Pacifico. Non ricordo per quale motivo passai vicino al terzetto che era nei pressi di un tavolino, sul quale c'erano numerose mazzette di denaro. I tre stavano in piedi lì vicino a parlare tra loro. Appena mi sono resa conto che stava avvenendo un passaggio illecito di denaro, ho immediatamente chiesto scusa. Previti allora mi
disse: "Stefania, non ci sono problemi, non ti preoccupare"».
In un mondo normale non si fa comunella di denaro tra avvocati e giudici: in comune dovrebbe esserci solo l'interesse della giustizia. Ma i tre di cui stiamo parlando si passavano soldi anche sui loro conti esentasse fuori d'Italia. Soldi provenienti dalla Fininvest di Silvio Berlusconi. Come i 434mila dollari che veleggiano nel giro di poche ore da un conto estero della Fininvest a un conto svizzero di Previti e da questo a un conto sempre in terra straniera esentasse intestato al giudice Squillante. Non c'è la prova che con quei soldi siano state comprate - come ha sostenuto l'accusa - le decisioni giudiziarie che bloccarono la vendita della Sme a Carlo De Benedetti, ma c'è quanto basta, al di là di ogni ragionevole dubbio, per convincere il tribunale che il giudice Renato Squillante, capo dei gip di Roma, era sul libro paga di Previti, avvocato della Fininvest, perché era un amico prezioso nel palazzo di giustizia di Roma, quando erano in gioco in
una causa gli interessi di Silvio Berlusconi. Il fatto che Previti sia stato condannato per corruzione semplice - perché la legge del tempo aveva previsto il reato di corruzione giudiziaria per i giudici e non per chi li pagava - gli ha giovato a fargli ottenere una pena inferiore a quella chiesta dall'accusa, ma lo scenario in cui si svolge il torbido traffico tra
lui e Squillante è quello del più importante palazzo di giustizia d'Italia. Moralmente la condanna di Previti si proietta su Berlusconi, che ora è sotto l'ombrello del Lodo Schifani. Alla vigilia della sentenza, Previti ci ha tenuto a ricordare ai giudici e a tutti gli italiani che il suo legame con Silvio è «indissolubile». Lo spettro dei significati del termine è ampio.
Potrebbe anche voler dire: siamo nella stessa barca.

Pomero

 

Sregolatezze del 23 novembre 2003

«Dopo l'11 settembre si disse che per gli Usa nulla sarebbe stato più come prima», sostiene il prode scudiero Renato Schifani: «credo che dopo il 12 novembre, seppure per molte differenti ragioni, per noi italiani si possa dire altrettanto». Se il Cow-boy della Casa Bianca ha avuto l'11 settembre, e per questo ha potuto scatenare la guerra preventiva, perché il Cavaliere non dovrebbe poter cavalcare sino allo stremo il suo 12 novembre? All'Italia di Berlusconi mancavano dei martiri da far valere in politica estera. Aveva bisogno di una testimonianza carnale, sanguigna del proprio «onore, eroismo, bontà, generosità, fede, dedizione, dignità, coraggio», e l'ha avuta. Insomma, parlando con rispetto, di questo sacrificio c'era proprio bisogno. Non lo dice pro domo sua una squallida ditta di onoranze funebri o un
discendente del Conte Dracula troppo rispettoso delle tradizioni di famiglia, ma lo ammette con la sua proverbiale per quanto inconsapevole franchezza l'ineffabile Schifani; «I diciannove caduti, eroi e martiri, hanno colmato un vuoto più volte denunciato» ("Il Giornale", 22 novembre 2003, primo editoriale di pag. 8)
DON PANCRAZIO

11.22.2003

 

STRISCIA ROSSA

Il ministro italiano per le Riforme comunica: «Nel mandato di cattura europeo c’è l’ideologia della dittatura comunista. Per fortuna questa Europa sta finendo. È contro i diritti fondamentali dei cittadini. È un attacco alla democrazia e alla sovranità del Paese».

Umberto Bossi, La Padania, 21 novembre, pag. 1

 

Sregolatezze del 22/11/2003

Tutto il mondo sa che il Papa è in genere contro la guerra e in particolare
contro quella scatenata in Iraq dall'alleanza capeggiata da Bush. Lo ha
detto e ridetto, urbi et orbi. Ma il presidente della Cei, cardinale Ruini,
dopo aver fatto una sorprendente omelia per i funerali dei caduti di
Nassiriya con la quale ha sostenuto la necessità che le truppe italiane
rimangano in Iraq «per combattere il terrorismo», in queste ore è impegnato
nello strenuo tentativo di sostenere che la sua posizione non è difforme da
quella del suo augusto e in effetti incontestabile superiore. E a chi gli
chiede se in Iraq ci sia la guerra (alla quale per il Papa non si doveva e e
non si deve partecipare) o il terrorismo, il cui contrasto con le armi è per
Ruini «moralmente fondato», Ruini risponde: «Certamente c'è anche un
conflitto armato, sarebbe ipocrita volerlo negare». Insomma, c'è la guerra.
Ma, pur essendo il Vicario del Papa, si sa che a Ruini non è consentito
parlare papale papale.

DON PANCRAZIO

11.21.2003

 

IERI IN CAMPIDOGLIO

Ieri sera, nella Promoteca del Campidoglio, col bravo sindaco Veltroni, la Treccani ha presentato la sua nuova Enciclopedia sul Cinema.
Tra gli altri, al tavolo dei presentatori che si sono dilungati in retoriche esaltazioni del cinema e dei suoi autori, sedeva Riccardo Tozzi, già mezze maniche Fininvest, oggi produttore di fiction e di cinema.
Il signor Tozzi era quello che nel 1994, protavoce del piduista appena eletto a premier, osò dire con faccia tosta notevole la seguente frase davanti a 400 Autori di cinema e di TV:
"Avendo solato 243 miliardi allo Stato possiamo dedicarne 25 allafiction".
Il Tozzi si riferiva alla truffa ordita dal suo padrone che aveva spacciato un piccolo acquisto di diritti TV per un colossale
investimento di mille miliardi e così, abusando della sua propria tremontina, avea truffato lo Stato che stava governando (oggi Mediaset ha usato il condono sempre tremontino per parare quell'evasione, ma resta in piedi il fatto penale, noto in Europa come "la pulcinellata").
Due anni dopo, caduto il governo del piduista per i calci in culo datigli da Bossi, il Tozzi parlava di nuovo all'assemblea degli autori di cinema e TV e rispondeva sgarbatamente a una contestazione dicendo che "in fondo siamo tutti venditori di sapone".
Poi chè nessuno degli autori reagiva, io mi alzai e me ne andai dicendo che se lì si erano riuniti dei venditori di sapone io avevo sbagliato assemblea. Brusio ma nessuna protesta, silenzio anche da Giorgio Capitani, allora neopresidente degli autori televisivi, che evidentemente si sentiva un bravo venditore di sapone.
Così ieri nella Promoteca del Campidoglio è stato buffissimo vedere quel Tozzi, che reputa noi autori di cinema tutti venditori di sapone, annuire alle parole del sindaco di Roma e a quelle di retorica esaltazione dei suoi "colleghi" (chissà se vendevano "Dixan" o "Ace"?).

;-))))



RAI: Censurata la grande Sabina! Liberiamo l'Italia dal tiranno!

 

LIBERO CONDANNATO

Libero condannato: diffamò la Cgil
Il quotidiano «Libero» dovrà risarcire al Cgil e Sergio Cofferati per le affermazioni false e diffamatorie contenute in due articoli pubblicati il 21 marzo del 2002, pochi giorni dopo l'omicidio di Marco Biagi. La sentenza emessa martedì dal tribunale di Monza dopo la querela da parte dell'organizzazione sindacale e del suo ex leader, condanna infatti il
quotidiano e per due dei suoi giornalisti. L'episodio riguarda due articoli del 21 marzo 2002. Negli articoli si sosteneva che «Cofferati indicava Marco Biagi come nemico e traditore» e che i volantini della Fiom della Electrolux affermavano che «la Cgil indicava ai terroristi i bersagli da colpire». Gli articoli erano apparsi immediatamente dopo l'omicidio di Marco Biagi e alla vigilia della manifestazione nazionale della Cgil che avrebbe portato a Roma tre milioni di persone in difesa
dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Con una sentenza di oltre venti pagine il tribunale di Monza ha giudicato i due articoli di natura palesemente diffamatoria di entrambi gli articoli e dispone la liquidazione del danno in termini economici pari a 45mila e cinquecento euro per la Cgil e 21 mila euro per Sergio Cofferati. Somme che saranno intermante devolute a Emergency, come indicato nella denuncia.
Il tribunale ha anche disposto la pubblicazione integrale della sentenza su «Libero» e su «Repubblica» entro due mesi dalla data di pubblicazione della stessa, nonché il rimborso delle spese processuali.
SERGIO

 

Sregolatezze del 20/11/2003

Si sa, bisogna avere l'animo puro e nobile per gridare al mondo la verità. E chi poteva accusare Sabina Guzzanti di aver mentito, nella prima e forse ultima puntata di RAIOT «sulle nostre origini, la nostra storia, le ragioni del nostro successo, infangando oltre 4 mila persone che oggi lavorano a Mediaset o ci hanno lavorato», se non l'innocente Piersilvio Berlusconi?
L'hanno vista tutti la Guzzanti infangare, uno per uno, i quattromila dipendenti Mediaset. Come si permette? E cosa c'entra poi Mediaset con i favori di Craxi, con la P2 e con il contenuto della legge Gasparri? Ma quello che a Piersilvio, angioletto recentemente sceso dal cielo, soprattutto «infastidisce è vedere che tutto è sempre spostato sulla bagarre
politica che non ha nulla a che vedere con la nostra realtà di lavoro». Non chiarisce, Piersilvio, se è infastidito dall'uso politico della Tv o dall'uso televisivo della politica, Ma bisogna capirlo: forse il candido virgulto, peraltro non aduso alle sottigliezze della frenetica vita moderna, ha preso dal padre, che notoriamente non riesce a distinguere l'uso della
politica a fini giudiziari dall'uso della giustizia a fini politici.

DON PANCRAZIO

11.19.2003

 

FIRMATE ANCHE VOI

Firmate anche voi su questo sito contro il deposito di scorie nucleari inBasilicata.
Grazie!

DOC

www.noalnucleareinbasilicata.com/noalnucleare.asp

 

STRISCIA ROSSA

«Caro Presidente Bush, arrivando a Londra per favore ci prometta che gli Usa non torneranno mai all’unilateralismo, al nazionalismo perverso, all’autarchia di pensiero, alla legge della giungla che nella vecchia Europa c’era prima dell’Onu».

Peter Jay, ex Ambasciatore inglese a Washington, The Guardian, 18 novembre

 

ESPULSIONI

Non so da voi, ma qui a Torino la situazione sembra abbastanza tesa in conseguenza delle espulsioni (arbitrariamente) disposte dal ministro dell'interno contro il volere del GIP.
La comunità islamica è in subbuglio: alla base c'è ovviamente un'azione-rappresaglia per l'attentato di Nassirya ma le conseguenze possono essere molto più gravi di quanto prevede la miopia governativa, perchè producono per la prima volta un serio conflitto tra le due comunità fino ad ora abbastanza in sintonia.
L'impressione è quella di stare commettendo in piccolo lo stesso sbaglio commesso da Bush e Sharon e quindi esasperare a poco a poco tutti i freddi e moderati spingendoli inevitabilmente sulla sponda dello scontro radicale.
In questo modo il rischio vero non sono i terroristi veri e propri ma gli emulatori, che agiscono in singolo e non sono assolutamente anticipabili. Temo sia solo l'inizio.

Corrado

 

PATTRIOTISMO ZOPPO

www.antiimperialista.org
Il sito del campo e' aggiornato quotidianamente
Notiziario del Campo Antimperialista .... 18 novembre 2003
itacampo@antiimperialista.org

"L'Iraq è il fronte principale. I nemici della libertà ci oppongono laggiu' una resistenza disperata e devono essere sconfitti". G.W. Bush
Il Campo Antimperialista aderisce alla manifestazione di sostegno
*al popolo iracheno che resiste* prevista per il prossimo 13 dicembre, dopo i fatti di Nassiriya piu' importante che mai.
Per informazioni e adesioni scrivere ai promotori: 13dicembre@iraqlibero.net - http://www.iraqlibero.net
oppure telefonate al NUMERO VERDE 800 031 533

ULTIM'ORA
IL VICEPRESIDENTE DEI SENATORI DI FORZA ITALIA, LUCIO MALAN, ha sporto denuncia contro il portavoce del Campo
dispaccio ANSA delle ore 17,00 del 18 novembre:

IRAQ: MALAN (FI) DENUNCIA MORENO PASQUINELLI RACCOGLIE FONDI PER FINANZIARIA
LA 'RESISTENZA' IRACHENA (ANSA) - ROMA, 18 NOV - Il sen. Lucio Malan, vicepresidente del gruppo di Forza Italia, ha sporto stamani denuncia nei confronti di Moreno Pasquinelli, fondatore di "Campo antimperialista" nell'estate scorsa
ad Assisi. All'origine dell'iniziativa c'è - come racconta Malan - una intervista di Pasquinelli alla Bbc nel corso della quale la giornalista Tamsim Smith gli chiede se siano in corso iniziative per l'Iraq. "Stiamo chiedendo alla gente - è la risposta - dieci euro per sostenere la resistenza irachena. Per ora in denaro ce l'abbiamo noi. Quando ce ne sarà una grossa quantità, a gennaio, lo invieremo a gennaio. Non è affare nostro sapere cosa ne fanno. Potranno combattere - dice Pasquinelli - per l'indipendenza dell'Iraq. Non importa se usano quei soldi per comprare armi oppure medicine per la gente". Malan fa notare che l'intervista è avvenuta ieri alle 9,30. "Occorre che persone del genere - è il commento dell'esponente di Forza Italia - siano isolate e condannate da tutti, oltre che fermate dalla forza
della legge". (ANSA).




 

APPUNTAMENTI DI FINE 2003

mercoledì 19 novembre manifestazioni sindacali contro il terrorismo - Firenze, Pisa, Arezzo
sabato 22 novembre manifestazioni per la pace e per il ritiro dell'Italia dall'Iraq - varie città
sabato 22 novembre convegno di solidarietà a Cuba - Arcore
domenica 23 novembre convegno di solidarietà a Cuba - Arcore
venerdì 28 novembre manifestazione nazionale dei pensionati - Roma
sabato 29 novembre giornata di mobilitazione per la scuola
sabato 6 dicembre manifestazione sindacale unitaria - Roma
martedì 9 dicembre la Corte Costituzionale decide sulla costituzionalità del Lodo Maccanico
sabato 13 dicembre manifestazione a favore del popolo iracheno - Roma

OSCURO PERSONAGGIO

 

TUTTI CONTRO TUTTI ...

Tutti contro tutti, tutti uniti nell’unico intento di non farci capire una mazza. Mi si passi il termine, ma sono davvero stufa del continuo attacco alla mia, alla nostra intelligenza. Mussulmani contro cattolici, cattolici contro lo stato, lo stato contro i cattolici, i cattolici contro i cattolici, i mussulmani come i cattolici, i cattolici come i mussulmani.
La sinistra con la destra, distinguendosi ed unendosi contro il terrorismo, contro tutti i terroristi, bianchi, rossi, neri, verdi, gialli, la destra contro la sinistra, la sinistra contro la destra, la destra contro la destra e la sinistra contro la sinistra.
L’unica illogica logica che pare resistere al tempo e alle intemperie è il diktat di questo governo:
Facciamo un po’ come cazzo ci pare!” (Come prima, mi si ripassi la scurrilità) E’ che davvero sono stufa.
Si parla di terrorismo e si nega l’evidente differenza dalla guerriglia, ci si trova costretti a seppellire morti che per cattiva coscienza e solo per cattiva coscienza si chiamano eroi, mentre somigliano solo e soltanto a vittime inviate ad un inutile sacrificio. C’è un ministro, Martino, che parla dei servizi segreti come di un servizio “meteorologico inaffidabile”, e parla di “divulgazione di notizie riservate” perché qualcuno osa dire qualcosa di scontato, e cioè che in Iraq c’era pericolo o peggio perchè lui stesso ne era stato informato, ma si sa i Bernacca non ci prendono mai.
Il genitore di uno dei morti parla di scandalo subito dopo i funerali forse dimenticando che, in questo frangente il figlio morto non era suo, ma come ci hanno ribadito per tre giorni di seguito, il morto eroe era nostro, il genitore ha insistito per poter stare accanto a suo figlio morto, proprietà indebita dei pupazzi governativi, vestiti e truccati a lutto.
C’è un altro ministro, pisanu, che deve assolutamente dimostrare di essere un ministro ed espelle l’Imam di Torino, arbitrariamente, perché la caccia all’Islamico è un altro tributo che si deve pagare al padrone americano, e soprattutto, si devono giustificare le 19 bare di 19 eroi-vittime- della guerriglia- che però- è meglio- rinominare (F2) – terrorismo.
C’è sempre pisanu che arbitrariamente distorce la dichiarazione del vescovo di Caserta
[«Fenomeni come il terrorismo non si combattono con le armi. Bisogna fare attenzione a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste».] perché non è più il momento di dire cose semplicemente giuste, quanto scontate, in un’ottica data non dalla religiosità, ma dal mero buonsenso.
Così altri cattolici, in diretta televisiva su almeno 4 reti nazionali, possono dichiarare che [ non ci fermeremo davanti ai terroristi] e a me torna un rigurgito, la nausea.
Non è un plurale majestatis è sempre e solo l’arroganza di impossessarci non solo della vita, ma anche della morte altrui, perché a non fermarsi davanti al terrorismo, non saremo certo noi, e tanto meno il Cardinale Ruini, che difficilmente andrà in pace o in guerra a sporcarsi le mani del sangue nostro o del sangue altrui… Armiamoci e partite ….
E mentre si seppellivano le vittime della pace… Lo stato italiano, in silenzio riceveva Ariel Sharon, che però ancora non si sa se sia vittima o carnefice, se sia in guerra o stia costruendo la pace, se stia combattendo il terrorismo o sia esso stesso un terrorista.
L’unica cosa certa è che anche lui ringraziava il suo amico berlusconi.
Ognuno ha gli amici che si merita.
RITA PANI (APOLIDE)

11.18.2003

 

Non prendiamoci in giro

Un'opera di pace o di pacificazione non la si può fare al fianco ed al seguito di una parte belligerante.

Al di là di ogni considerazione sull'opportunità o meno di una guerra unilaterale, imposta con la sola giustificazione
della menzogna e della forza, a suo tempo chiaramente espressa, qualsiasi intervento umanitario e di peacekeeping deve collocarsi sotto l'egida di forze internazionali concordate ed accettate anche dai Paesi arabi, e sotto la guida di un' ONU, messa finalmente in grado di funzionare, dai suoi Stati membri (opera questa di grande valore per la pace
se ci si decidesse a farla invece di riempirsi la bocca della parola "pace", e poi continuare a fare il contrario).

Tutto questo in un quadro di rapida formazione di un governo iraqeno democratico e libero.

Lassalle

 

MEMO: sentenza di Caltanissetta: Berlusca e mafia

Sentenza del 23 giugno 2001 della Corte di assise di appello di Caltanissetta composta dai giudici togati Giancarlo Trizzino e il relatore Vincenzo Pedone più sei giurati popolari: condannano 37 persone , di cui 29 all'ergastolo, e ne assolvono 3 per la strage di Capaci e l'assassinio di Giovanni Falcone.
E' una sentenza clamorosa, per questo passata sotto silenzio! In essa si afferma che "sono provati rapporti fruttuosi, quanto meno sotto il profilo economico, fra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri da una parte e Cosa Nostra dall'altra".
Non solo, ma conclude che si debbono approfondire le indagini su Fininvest allo scopo di chiarire quali potrebbero essere i mandanti occulti di quella strage!


 

Sregolatezze del 16 novembre 2003

Ricordate il D'Alema che - rispondendo a denari a chi lo chiamava a coppe -
opponeva a chi rilevava gli errori (e gli orrori) dei governi ulivisti che
«la sinistra non deve aver paura di povernare» e, a chi manifestava per
suonare la sveglia alla sinistra governativa e per ricordarle il dovere di
difendere i diritti più elementari dei lavoratori, che «non si fa politica
con i girotondi e con le manifestazioni di piazza»? Bene, ora D'Alema ha
trovato finalmente il suo degno compagno di tressette. E' Paolo Virzì. Sì,
proprio lui, il regista del recente Caterina va in città, immediatamente
promosso sul campo dalle cronache "l'anti-Moretti". Virzì è andato venerdì
all'assemblea dei Ds e dal microfono ha gridato: «Basta con la sinistra
buona solo a indignarsi, capace di puntare il dito contro gli altri e di
sentirsi anti-italiana». E come dargli torto? Aspettiamo ora con ansia il
prossimo intervento pubblico di Virzì, magari a Porta a porta, nel quale
sciolga finalmente, almeno lui che è appena arrivato in città, il mistero di
questa sinistra che ha paura di governare, che ritiene di fare politica solo
con le manifestazioni di piazza, che ha paura della modernità in quanto tale
e che è capace solo di indignarsi e non invece anche, per esempio, di
mettersi le dita nel naso.

DON PANCRAZIO

11.17.2003

 

Il TG5 vede antisemitismo anche nella trasmissione della Guzzanti...

Oh mamma!!!
Un'altra perla... ma dove trovano tutte queste informazioni e collegamenti
quelli di mediaset? Hanno paragonato un sondaggio ad una accusa verso una
determinata religione!!! Allora mi dovrebbero spiegare se invece di Israele
come principale fonte di pericolo terroristico si fosse detto Iraq il
problema non rimaneva verso la religione mussulmana?
Che schifo di disinformazione che fanno!
Robin Root

 

DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA ITALIANA DI PARIGI

MAI PIU' GUERRA - VIA LE TRUPPE DALL'IRAQ - UN FUTURO PER IL POPOLO IRACHENO

Le 26 vittime, italiane ed irachene, dell'attacco al comando dei Carabinieri a Nassiria ci ricordano che la guerra in Iraq non è finita e che anche l'Italia è in guerra.. A loro, come a tutte le vittime di una guerra che non si doveva fare, va innanzi tutto il nostro pensiero. Alle loro famiglie, ai loro figli, ai loro cari, va il nostro cordoglio.
Per noi i morti sono tutti uguali: evitabili.
Anche questi si potevano evitare.
Ci avevano detto che la guerra era finita. Che gli iracheni avevano accolto l'esercito Usa come liberatore. Ci avevano detto che una nuova era di pace e democrazia si era aperta per l'Iraq.
Non era vero.
Ci avevano detto che si doveva disarmare l'Iraq dalle armi di distruzione di massa. Ci avevano detto che la guerra avrebbe contribuito alla lotta al terrorismo.
Non era vero.
Con l'invio dei militari in Iraq in appoggio ad una guerra condannata dalla maggioranza del popolo italiano ed in violazione dell'articolo 11 della Costituzione, il Governo si è assunto la responsabilità di partecipare, sotto comando americano, all'occupazione di un paese esponendo migliaia di giovani militari e civili al rischio della guerra per potersi sedere al tavolo dei vincitori.
Oggi lo stesso Governo ribadisce con forza la volontà di proseguire la missione.
Noi non siamo d'accordo.
Non è vero che ritirando i militari si rinuncia a sostenere la popolazione irachena. E' vero il contrario. Molto di più si potrebbe fare se i 40 milioni di euro che si spendono ogni mese per mantenere il contingente militare fossero usati per ricostruire scuole, ospedali, centrali idriche.
Non è vero che è necessaria una presenza militare per fare questo: lo dimostrano le Ong italiane che con decine di operatori operano da mesi con interventi umanitari in tutto il paese. Sono questi gli interventi umanitari che bisogna sviluppare.
Non è vero che se le truppe si ritirano in Iraq ci sarà il caos e ci sarà il vuoto . Il caos è alimentato proprio dalla presenza degli occupanti che impediscono alla società civile e alle forze politiche irachene di assumersi la responsabilità del futuro del paese.
Solo la fine della occupazione militare può mettere fine alla guerra.
Per questo chiediamo il ritiro immediato di tutte le truppe straniere dall'Iraq a cominciare da quelle italiane e l'avvio di un processo costituente gestito dalle forze irachene e garantito dall'Onu. Riteniamo che le forme e le condizioni in cui avverrà debbano essere decise dagli iracheni.
Solo un processo costituente che veda la partecipazione di tutte le componenti politiche, culturali, religiose ed etniche irachene può portare ad un futuro di democrazia.
Siamo a Parigi con i movimenti sociali di tutto il mondo per un importante appuntamento europeo.
Siamo gli stessi che il 15 febbraio hanno manifestato a decine di milioni in tutte le parti del mondo per fermare l'imminente attacco in Iraq.
Non siamo tornati a casa dopo il 15 febbraio, non ci siamo arresi alla guerra, né quando è cominciata, il 20 marzo, né quando Bush l'ha dichiarata conclusa.
A maggior ragione oggi siamo qui per dire che non ci arrendiamo alla spirale di odio e di violenza che ha coinvolto anche il contingente italiano.
La guerra rimane un orrore inaccettabile
Alle vittime civili e militari, a tutte le vittime di questa guerra , va tutta la nostra solidarietà.
Per fermare tutto questo, perché non ci siano più vittime pensiamo che il popolo della pace debba far sentire forte la propria voce.
Per questo sabato 22 novembre manifesteremo in tutte le piazze d'Italia contro la guerra e l'occupazione e per l'immediato ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.
Per questo chiediamo agli italiani di ribadire la volontà di pace riempiendo ancora i balconi e le finestre con le bandiere arcobaleno.
Per questo aderiamo sin d'ora alla giornata mondiale di mobilitazione del 20 marzo promossa dai movimenti pacifisti statunitensi con adesione di migliaia di movimenti in tutto il mondo, per un'altra giornata globale contro le guerre.
Per questo proseguiremo la mobilitazione nella società e verso le istituzioni nei prossimi mesi.

Mai più guerra
Per un altro mondo possibile.
Gruppo di continuità del Forum Sociale Europeo
Alternative; Altraagricoltura; ARCI; Attac; Bastaguerra; Carta; Federazione Cobas; Convenzione permanente delle donne contro la guerra; Cub; Fiom; Forum Ambientalista; Forum per la democrazia europea; Giovani Comunisti; ICS; Lavoro Società - Cambiare Rotta (Cgil); Legambiente; Libera; Liberazione; Lila - Cedius; Lunaria; Marcia mondiale delle donne; Movimento delle e dei Disobbedienti; PRC; Punto Rosso - Forum mondiale alternative; Rete Lilliput; Sdebitarsi; S.in Cobas; Socialismo 2000; Tavolo Stop precarietà; Tavolo fermiamo il WTO; Tavolo Migranti del FSE; Terre des Hommes; Uds - Udu; Un ponte per.; Pdci; Federazione Verdi



 

"Gli invulnerabili".

I Siciliani, novembre 1983: un editoriale di Giuseppe Fava.

Anteprima dell'"Ultima violenza", nella sala ci sono tutti i rappresentanti del potere nel territorio, i buoni e i cattivi, i giusti
e gli iniqui, i galantuomini e i mascalzoni. Sulla scena per tre ore sfilano i personaggi equivalenti. Che abbiano autentico vigore drammatico e bellezza teatrale, non ha qui importanza. Sfilano! Al termine delle tre ore Turi Ferro, splendido avvocato Bellocampo, ha un ultimo guizzo drammatico, sulle sue parole spara la musica del Dies Irae, il pavimento del teatro sembra incendiarsi di bagliori, si alza lentamente e su questo declivio rotola il cadavere insanguinato del
terrorista Sanfelice, ucciso pochi attimi avanti, prima che potesse rivelare il nome dei grandi assassini mafiosi. E' come se il teatro, compiuta la sua rappresentazione, gettasse quel corpo incontro al pubblico, quasi per restuirglielo; infatti quel pavimento e' di metallo, una specie di immenso specchio nel quale gli spettatori della sala vedono se stessi plaudenti.
Ovazione finale, gli attori vengono avanti per ringraziare; viene avanti il cavaliere del lavoro Lamante, che ha saccheggiato la societa' e alla cui ricchezza sono state sacrificate centinaia di vite umane, clap-clap, applausi vigorosi, applaude contegnoso anche l'autentico cavaliere del lavoro che sta in sala. Ecco l'imprenditore Marullo, inteso Palummo 'e notte, imprenditore che monopolizza tutti gli appalti della regione, e per tale monopolio ha fatto eliminare i concorrenti a raffiche di mitra, clap-clap, applausi anche dall'imprenditore d'assalto che sta in sala e guardando la sua immagine nello specchio sembra quasi divertito. Il clima morale della societa' e' questo. Il potere si e' isolato da
tutto, si e' collocato in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca piu' e nemmeno lo offende, ne' accuse, ne' denunce, dolori, disperazioni, rivolte. Egli sta la', giornali, spettacoli, cinema, requisitorie passano senza far male: politici, cavalieri, imprenditori, giudici applaudono. I giusti e gli iniqui. Tutto sommato questi ultimi sono probabilmente convinti d'essere oramai invulnerabili.
Riccardo Orioles

 

STRISCIA ROSSA

«È un’opinione personale: se laggiù, sottoterra, invece del petrolio ci fossero patate, forse Bush non direbbe a Ciampi che gli americani lasceranno l’Iraq soltanto “a lavoro completato”».

Enzo Biagi, Il Corriere della Sera, 16 novembre, pag. 1

 

Doniamo noi stessi... Al microfono, prego!

“Vado anche io, non si sa mai che ci scappi un’intervista”… Che sia questo il vero intento?
Ed infatti ecco le persone che sfilano, e si fermano a donare un po’ di se stessi al microfono del cronista.
“Sono qua per ringraziare questi eroi, per quello che hanno fatto per noi!”
Ora siamo sicuri che il serpentone composto ed attento renda così onore e ottimo servizio ai diciannove poveretti massacrati?
Cosa avrebbero fatto per noi?
Sembrano un po’ le parole dopo le morti dei grandi attori, Gassman o Sordi per tutti, il serpentone in attesa dell’entrata alla camera ardente, ed il cronista che porge il microfono: “Come mai è qui signora?” “Per me Alberto Sordi era tutto!”
Così, in quest’ottica forse ci si confonde un po’, e la frase di circostanza si colora di una forma grottesca. Gli eroi della patria, si sa, da sempre nella storia hanno fatto qualcosa per noi ma questi poveretti, proprio no. Forse erano davvero convinti di fare qualcosa per qualcuno, non ho motivo di dubitarne, ma davvero non per noi che, non mi stancherò mai di dirlo, questa guerra non l’abbiamo voluta.

Ieri ho visto la puntata prima censurata, poi no, dello show di Sabina Guzzanti. E’ un peccato che sia stato così realistico, ed è triste che la sua prefazione fosse così carica di verità. Ha detto quello che da più tempo chi ancora si ritiene libero, continua a dire e ribadire, ma la tristezza sta nel fatto che ormai guardando un telegiornale sovente, scappa una risata, mentre guardando la Guzzanti salgono i motivi di preoccupazione, e lo sconforto.
L’esordio della Gruber ieri allo speciale del TG 1 ne è stata prova evidente. La brava giornalista presentando il comandante reduce dell’esercito, seduto su una sedia a rotelle dice” Comandante, lei che ha combattuto nelle forze di pace….”
Già. E’ normale combattere in forze di pace, come è normale democratizzare con la guerra.

Grande trovata anche quella delle bandiere.
Basta fare un giro per strada e guardare ai balconi, qualche nostalgico di Italia 90 ha appeso il tricolore alla finestra, sul mio balcone resiste ormai da un anno, alle intemperie, la bandiera arcobaleno. Immagino che le bandiere diverse non stiano a significare l’ennesima cosa, la mia vuol dire niente guerra ma vuol dire 1000 cose in più, mentre il tricolore che significa? Piango le vittime di una guerra che non esiste, piango le vittime della pace e della democrazia? Piango le vittime del terrorismo?
Oppure che ieri ha giocato l’Italia?
Sì, perché i soldati del tempo di pace, non muoiono per la guerra, ma dall’11 settembre in poi muoiono solo di terrorismo rigorosamente islamico, le altre vittime si sa, sono solo disgraziati effetti collaterali, insomma o si muore da eroi o da errori.

Tutto è così illogico e snaturato che ormai siamo arrivati a tollerare qualunque cosa, persino bush che taccia di propaganda Saddam Hussein, per le sue affermazioni trasmesse dalla tv araba.
E poi, tolleriamo bene anche all’utilizzo delle varie rivendicazioni di Al Queida, alla resurrezione di Bin Laden assistiamo partecipi alle dispute calcistiche, che seminano problematiche geopolitiche a seconda delle convocazioni di Trapattoni, assistiamo inerti (ed inermi sob!) all’isola dei famosi, dove addirittura un’eroina contessina sfida la fame e gli stenti ma assicura fieramente “Non sono un’eroina, ma questa esperienza mi ha fatto crescere!”
Guardiamo con un certo vortice di nausea una sconosciuta mangiare formaggio con i vermi in TV solo per poter baciare ed abbracciare un personaggio morto in una fiction televisiva, o uomini che indossano tacchi a spillo e gonna per poter toccare dal vivo le dive da calendario, in una TV che andrebbe de-defilipizzata

Forse mi sono lasciata un po’ trasportare ed ho perso il filo. Forse basterebbe defenestrare le TV in un bellissimo ed orgiastico Tvday.
RITA PANI (APOLIDE)

11.16.2003

 

Nassiriya, la polizia irachena avvertì gli italiani

In una riunione ufficiale il capo degli agenti Hassan disse: contro di voi ci sarà un'attacco gravissimo
La segnalazione arrivò durante un'incontro al quale parteciparono almeno tre alti ufficiali della Missione Babilonia
Di quella riunione svolta sabato 8 novenbre c'è il resoconto dall'Unità in carta
Se queste accuse saranno provate credo che diversi incoscienti dovranno rispondere di alto tradimento
Pomero

 

Il TG dei cretini

A Nassiriya i carabinieri indagano su quattro persone forse coinvolte
nell'attentato. I sospetti hanno chiesto di mangiare solo dopo le 17.
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_534511.html

Illuminante il commento dell'inviata del tg1, poi ripetuto dal nostro
sono-cinque-giorni-che-trattengo-le-lacrime Giorgino «seguono i dettami
del Ramadan, il che lascia presupporre che siano di origine mussulmana»

Embè? Cosa si apettavano che fossero? Immigrati norvegesi o seguaci di
una qualche setta induista?

Se non stessimo parlando di una tragedia ci sarebbe da rotolarsi per
terra dalle risate...
MTMS

 

ATTENZIONE ALLE PAROLE

Bisogna fare attenzione, quando si leggono i giornali, ma altrettanta attenzione dovrebbe essere usata da chi scrive per noi, e poi, mi va di ribadire che le parole sono importanti, ed allora bisognerebbe usarle con cautela e ponderazione.
Basterebbe prendere la parola ‘eroe’ per capire meglio.
La Repubblica è riuscita ad usarla in ben due notizie riportate questa mattina nella testata on-line.
La prima volta (quella più grossa) per dirci che i soldati italiani erano rientrati, ieri a Ciampino, la seconda volta (quella più piccola) per raccontarci che erano rientrati i due eroi dell’isola dei famosi.
Mi astengo da ogni commento, anche pregiandomi del fatto di non aver assistito mai a quella che pare essere la trasmissione del secolo.
E a proposito comprendo ora quanto sia importante, ancora e dopo mezzo secolo, la divulgazione elettrodomestica. Trovo un trafiletto nel quale si fa il conto degli spettatori che ieri hanno assistito al rientro delle salme, in diretta TV. Anche io ne facevo parte, ma mai mi sarei aspettata di trovarlo così narrato nei giornali (Copio e incollo) Il maggior numero di telespettatori si è avuto sulla Rai, lper a straordinaria del Tg1, in onda dalle 16.39 alle 18.00: è stata seguita da 3.816.000 telespettatori con il 33.33 di share; la staffetta è poi passata al Tg2, in onda dalle 18.000 alle 18.51 (prolungando la normale programmazione) con uno share del 26.26 per cento pari a ………... (red)
Anche stavolta non commento e passo oltre.
Audience. Che parola importante.
Io seguivo la 7, la solerte telecronista sottolineava la civiltà e la compostezza dei familiari delle vittime, nessun pianto, nemmeno un sospiro; con eleganza segnalava l’incredibile silenzio che era calato sulla pista dopo lo spegnimento dei motori dell’Ercules.
Silenzio spezzato solo, per ben due volte, dallo squillo spasmodico dell’italico cellulare.
RITA PANI (APOLIDE)

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