11.30.2003

 

Cessate il fuoco.

I drammatici fatti che da tempo ormai si ripetono sempre piu' spesso, in Iraq, in Afganistan, piu' recentemente anche in Turchia, e la minaccia che questa spirale si allarghi a tutto il mondo spaventano noi come, immaginiamo, tutti voi.
Per questo abbiamo deciso di lanciare un appello per dire basta, per chiedere a tutte le "parti in causa" di CESSARE IL FUOCO, perche' ci sembra giunto il momento di fermarsi a riflettere, e vorremmo che tutti lo facessero, tutti coloro che usano le armi - siano esse bombe sganciate dagli aerei o autobombe lanciate contro edifici.
Per una volta vorremmo che le parole sostituissero i proiettili, che venissero prese in considerazione come strumento di dialogo.
Insieme con noi, lo promuovo Noam Chomsky, Ignacio Ramonet, Hans van Sponeck, Rigoberta Menchu, Oscar Luigi Scalfaro, Riccardo Muti, Ermanno Olmi e molte altre persone che ritengono indispensabile un ritorno alla ragione e all'umanita'. Chiediamo a tutti voi di aderire, sottoscrivendo l'appello "cessate il fuoco" sul sito www.emergency.it.
Vi chiediamo anche di far conoscere a quante piu' persone possibile l'esistenza di questo appello, e di invitarle a firmarlo, facendo girare questa news o - meglio ancora - utilizzando il form sul sito.
Su Peace Reporter (www.peacereporter.net) troverete l'appello in
diverse lingue, quindi potrete invitare all'adesione anche i vostri amici all'estero.
Peace Reporter pubblichera' inoltre approfondimenti, news e interventi sui temi proposti nell'appello.
Un'ultima cosa: se qualcuno ha riposto la bandiera arcobaleno o lo straccio di pace, e' importante tirarli fuori, adesso.
Un abbraccio a tutti.
EMERGENCY

 

Ma Noi l’Iraq non lo abbandoneremo…

I giapponesi si accodano agli altri uomini coraggiosi, Aznar, il nano. Certo che non lasceranno. Come potrebbero loro, che in Iraq non ci sono mai andati?
A morire ci mandano gli altri, perché è importante anche morire in Iraq. Solo così l’Italia potrà avere la sua fetta di torta. L’Italia veramente è un po’ troppo dispersivo come termine. Lunardi.
Ecco Lunardi sì, mangerà la torta.
Il solerte ministro escavatorista ha già presentato da qualche tempo i suoi progetti per la democratizzazione e gli aiuti all’Iraq: costruire la metropolitana a Baghdad e costruire una linea ferroviara ad alta velocità per collegare la capitale a Mossul. Non ho sottomano le cifre, ma sono molti milioni di Euro… Molti… E tanti dollari americani.
Sì, mi viene da dire che 19 persone italiane sono morte in guerra perché Lunardi potesse costruire la metropolitana, o almeno anche per questo, e forse loro, i morti, nemmeno lo sapevano. Me lo auguro.
Sono italiani e pensano in grande, assicurare un pasto sicuro, l’acqua e la luce nelle case, le case, il lavoro, la sanità, sono cose superate, bisogna esportare il modello italiano, quello che somiglia sempre più al modello americano.
In effetti è un po’ la stessa cosa che avviene in Italia, in Sardegna per esempio, nell’autunno del 2004 avremo un nuovo tunnel per velocizzare i collegamenti con Olbia da Cagliari passando per Nuoro, ma la strada che da Sassari e porta ad Olbia, trafficata e pericolosa, dove la gente muore come in seguito ad una pestilenza, resterà sempre quella. Una bella strada che buca una montagna ed è in uso un solo traghetto per il trasporto delle merci su ferrovia, che probabilmente presto verrà soppresso.
Anche in Sardegna non c’è l’acqua e nessuno ce la da, ci danno strade… Perché l’estate arrivano i turisti.
Così a Baghdad… L’Italia vorrebbe esportare un pezzo di se. Cantieri, cantieri, e cantieri. Ma dopo, quando scavando, scavando troveranno la Babilonia, che faranno? Deprederanno, fermeranno i cantieri che non finiranno mai?
Sì, sono sicura che gli iracheni, sentivano davvero il bisogno di una metropolitana, soprattutto dopo i tanti anni di embargo che gli hanno privati di tutto, la vita compresa.
Fare una guerra per rubare il petrolio. Fare una guerra per costruire metropolitane, magari qualche Mc Donalds. Ecco perché si muore.
Poi resta la società civile, quella che firma le petizioni, quella che raccoglie gli aiuti umanitari da inviare, quella che si tassa per donare danaro. Ed anche questa è logica italiana. Noi compriamo azalee, uova di pasqua, panettoni, bonsai, arance, colombe per finanziare la ricerca che lo stato non finanzia più perché ha altre spese, e quella militare incide.
Ho visto anche io le immagini di ieri, uomini che pestavano cadaveri con i piedi… Non mi ha fatto piacere ma ho provato a guardare bene.
Erano piedi nudi o coi sandali, che ieri maledivano Saddam Hussein ed oggi lo rimpiangono perché forse prima almeno le scarpe le avevano.
Sì… Il popolo iracheno ha davvero bisogno di un treno veloce e della metropolitana. Bravo Lunardi.
RITA PANI APOLIDE

 

STRISCIA ROSSA

«La guerra in Iraq è sbagliata. Si doveva mediare e riflettere prima di intervenire. Questo conflitto è un peccato di presunzione. I carabinieri non sapevano a cosa andavano incontro. Devono rimanere, ma per gli iracheni».
Margherita Coletta, vedova del vicebrigadiere Giuseppe Coletta, morto nell’attentato di Nassirya, Adnkronos, 28 novembre.

 

L'intestino di silvio

Si vede che ogni tanto gli innumerevoli "va a cagare" degli italiani sortiscono l'effetto desiderato dispiace (per lui) che questo accada sempre in occasione di summit internazionali..così il povero Berlus sarà ricordato oltre che per le gaffes
anche per i..gas!!!
Giuseppe M.

 

Ma cos'è questa ripresa?

Si parla di ripresa (anche se sembra più una speranza) ed io mi chiedo ma causata da cosa?
Da una guerra andata comunque peggio del previsto? Da una maggiore spesa per controllare tutto ciò che é a rischio (anche se é impossibile controllare tutto al 100%)? Da un progresso che rende obsoleti interi rami economici e relative rendite (produttori, distributori, negozianti, lavoratori ecc)?
Dalla minor voglia, possibilità e speranza nel futuro (quello della persona media....cioé il mese prossimo) di chi ha lavori precari? Dalle mie parti nascono sempre più negozi (o meglio si riconvertono) ma quasi tutti di abbigliamento o cianfrusaglieria e sono quasi sempre vuoti. Alcuni vanno ancora bene, altri si vede che faticano e non so i conti .....eppure ne aprono ancora. Sarà che i settori merceologici sono sempre meno? Ormai per molte cose ci sono i grandi magazzini che vendono di tutto e solo alcune cose possono dare un certo guadagno con poca clientela (su oggetti di poco costo non puoi rialzare molto in cifre assolute). Da una parte il commercio é saturo e dall'altra alza i prezzi per sopravvivere sul poco. Se questa ripresa c'é (non credo o che duri) la vedo dura che possa raggiungere il basso e in tempi brevi senza
ripensare anche alla ristrutturazione dell'economia interna.

Ciao! KptKirk

 

Il sen.Stiffoni (LEGA NORD) e i forni crematori

Su il Gazzettino del 22 novembre si riferisce che il senatore leghista Stiffoni ha testualmente affermato "gli immigrati? peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto" e ancora "L'immigrato non e' mio fratello, ha un colore della pelle diverso". Stiffoni ha poi affermato che era solo una battuta (come sempre forzaitalioti e , an e leghisti sono vigliacchi pure nelle parole), cosi' confermando le parole che avrebbe pronunciato.

In merito alle dichiarazioni di Stiffoni, per le quali e' stato denunciato alla Procura della Repubblica dalla federazione di Treviso dei Comunisti Italiani, il senatore Pagliarulo ha dichiarato :

" siamo davanti a un caso conclamato di istigazione all'odio razziale e di apologie delle pratiche naziste di sterminio. Prendo atto che un senatore di un partito che sta al governo parla di forni crematori, una specie di solulzione finale verso gli immigrati. Hitler la chiamava ENDLOSUNG. E' la prima volta nella storia della Repubblica .

Ecco perche' il ministro leghista Castelli ha operato finora per evitare l'approvazione della normativa europea contro il razzismo. Auspico l'immediato e inequivocabile ripudio di quelle parole da parte del Presidente del Senato e del Presidente della Repubblica. Aspetto una totale condanna da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi e del ministro Bossi. Qui si sta scherzando con il fuoco. Stiffoni si assume la pesantissima responsabilita' di qualsiasi episodio di razzismo, intolleranza e violenza che dovesse avvenire a causa delle sue parole".

SERGIO


 

Sregolatezze del 29/11/2003

Sapete come sono i Radicali (non coloro che in politica portano alle estreme conseguenze la propria dottrina o i propri comportamenti, ma più modestamente i pannelliani, che notoriamente portano alle estreme conseguenze le proprie pretese e le proprie presunzioni). Ogni tanto adocchiano un incarico istituzionale, che per loro è tagliato su misura per
Marco Pannella o per Emma Bonino, e sferrano la loro brava offensiva, al doppio livello della petulanza mediatica e dei contatti personali con i potenti di turno, di destra o di sinistra che siano. Da settimane è stata messa in circolazione - indovinate da chi - la candidatura della Bonino a rappresentante dell'Onu in Iraq. I radicali si sono arrabbiati perché,
scandalosamente, essa non risulta essere mai stata avanzata, nemmeno informalmente, dal governo italiano all'Onu. «E io stessa», racconta sdegnata la Bonino, «l'ho saputo dai giornali. Nessuno mi ha contattata per sapere se fossi disponibile». Ma vi rendete conto? Né la càndidano né le chiedono se sia diponibile. Proprio una vergogna. Possibile che a nessuno, ma proprio a nessuno passi anche lontanamente per la capa che lei possa essere indisponibile?

DON PANCRAZIO

11.27.2003

 

FINI SHARON

Gianfranco goes to Israel: è incerto se Fini è abbastanza democratico da incontrare Sharon, ma di sicuro Sharon è abbastanza fascista da poter incontrare Fini. Il nostro vicepremier si inchina al memoriale dell'Olocausto
pronunciando poche, commosse parole: «Accidenti alla lombaggine».
Secondo Fini, i timori israeliani sul risorgere dell'antisemitismo sono eccessivi: «L'Europa ha sempre riconosciuto le sue radici ebraiche: per questo ha mandato tanti ebrei sottoterra». Non sfugge
nemmeno alle scottanti domande sugli orrori della Rsi: «Salò?
E' il passato remoto del verbo salare». Molto gradito il suo regalo al governo Sharon: cento fusti di olio di ricino da impiegare nei prossimi colloqui con i leader palestinesi. La nostra preghiera al popolo israeliano: a Fini ci sono voluti dieci anni per venire da voi; ora, per rieducarlo meglio, mandatelo altri dieci anni a coltivare pompelmi!
Hasta Siempre! MIRCO.

 

" Io voglio, tu non vuoi"

Vi ricordiamo che
Venerdi' 28 Novembre 2003 ore 17.00
Facolta' di Lettere E Filosofia (aula H)

" Io voglio, tu non vuoi"
Metodi di educazione non violenta per prevenire e gestire il conflitto.

Incontro- Dibattito con l'antropologa
Pat Patfoort
Interviene:
Isabella Meloni (ass. Itaca)
Organizzano l'incontro:
Odradek Libreria- Caffè Letterario
"La Triangola" Essere Comunicare Fare Ass. ONLUS Cagliari
Associazione "Itaca"

Pat Patfoort, antropologa, è una delle più importanti teoriche della nonviolenza. Ha fondato in Belgio un Centro per la gestione nonviolenta dei conflitti che ogni anno riunisce i massimi esperti internazionali della nonviolenza. Da oltre vent'anni opera professionalmente sull' educazione nonviolenta con lezioni seminari e training per bambini, adolescenti, adulti.

Ha partecipato a training internazionali in zone interessate da conflitti militari ad alto rischio nei Balcani, in Cecenia e in Rwanda.




 

MOSTRA

29 NOVEMBRE – 8 DICEMBRE 2003
Mattino 9.00 / 13.00
Pomeriggio 17.00 / 20.00


INCONTRO / DIBATTITO 1 DICEMBRE 2003 – ore 17.30
col Dott. Paolo Rizzi
Membro del Contratto Mondiale sull’Acqua


VILLA MUSCAS
Ex Istituto Agrario, via S. Alenixedda – CAGLIARI
INGRESSO LIBERO
ORGANIZZATO DA:
AIFO - LOS QUINCHOS - MANI TESE - MEDICI DEL MONDO – OSVIC - RETE LILLIPUT - SOCIAL FORUM - SUCANIA
CON LA COLLABORAZIONE DEI DOCENTI E DEGLI STUDENTI DEL "LICEO ARTISTICO DI CAGLIARI"

Per informazioni : 349 6440447
www.contrattoacqua.it

 

REGIMI DEMOCRATICI

Sempre perché tutto ha una logica e soprattutto l’uomo è considerato tale perché si differenzia dalle bestie….
Non so che dire.
Pare che a Guantanamo i democratici americani tengano rinchiusi anche dei pericolosissimi terroristi di 12 anni. Pare che Guantanamo sia un campo di concentramento al quale mancano solo i camini.
Ora pare che Il generale Abed Hamed Mowhoush, ex comandante dell'Aviazione irachena sotto il regime di Saddam Hussein, è morto ieri sotto interrogatorio, ma ovviamente per democratiche cause naturali.
Detto questo, i carabinieri, i militari, e i civili italiani morti in Iraq, sono morti in pace, eroi della patria e proprietà comune della società civile, che rizza e appizza bandiere tricolori e di patria si veste con intensità cocente. Vittime di chi, ingrato, non si capisce perché, rimpianga una dittatura ad uno stato di provvisoria democrazia.
Ovviamente sono tutte balle, ma facciamo finta di no, abbiamo in patria i nostri problemi oggi… Per esempio? Siamo in regime? O siamo sotto democrazia di stile-modello americano?
Non mi ricordo da quando vado sbraitando che siamo in regime, e nemmeno da quando vado in giro ad urlare il pericolo reale per la nostra libertà, ma si sa, la mia voce spaventa come la scorreggia di una formica.
Oggi però possiamo inneggiare ed eleggere un nuovo paladino.
Di scuola Berlingueriana?
NO
Della scuola Iotti?
NO
E’ Paolo Bonolis.
Dice che in RAI c’è la censura, che il regime incalza.Questo è riuscito a dedurlo solo dopo che inutilmente ha chiesto di avere ospite in trasmissione “Domenica in” il grande, vecchio, comunista Enzo Biagi.
Ma soprattutto ha dichiarato che non voterà più i forzidioti mafio-piduisti.
Non si è sprecato nella sua lunga intervista all’Espresso a dirci perché in precedenza aveva messo la sua X sulla costola della P2…
Non avevamo certo bisogno di un altro paladino… E mi secca un po’ che magari qualche cerebroleso arrivi a pensare che l’attuale governo sia di merda perché lo dice Bonolis.
Prendiamo atto inoltre della defezione della mussolini da AN… Ufficialmente per la revisione del nonno fatta dal sinistroide fini, ufficiosamente o a mio modestissimo parere, solo perché quando la nave affonda è meglio mettersi in salvo.
RITA PANI (APOLIDE)

 

Sregolatezze del 27/11/2003

Torna ad aggirarsi tra le quinte del teatrino politico italiano il mistero di quel trapezio nero dal quale scaturisce (ed arde tuttora, nel simbolo di An) la fiamma tricolore dell'Msi. Voluto nel 1946 da Giorgio Almirante, capo di gabinetto a Salò, alla base del simbolo del partito destinato a conservare nel tempo l'eredità mussoliniana, porta stampigliate le lettere
Msi. Questa sigla, ufficialmente abbreviazione di Movimento Sociale Italiano, erano lette dai neo-fascisti (e sono conservate nel cuore dei post-fascisti) come simbolo grafico del motto "Mussolini Sei Immortale", così come quella fiamma era (ed è) "il fuoco che arde eternamente sulla tomba di Mussolini". Ora il centro-sinistra pretende dallo stremato Fini di
dare quest'ultima prova di democraticità irreversibilmente acquisita: cancellare dal simbolo di An sia il trapezio sia la fiamma delle immortali idee mussoliniane. Ma Fini non lo farà: infatti ha garantito di avere cambiato idea su Mussolini non sulle sue idee. E poi, essendo un tipo quadrato, capisce da solo che, eliminando il trapezio, perderebbe automaticamente la sua base.

DON PANCRAZIO

 

STASERA SU EUROPA 7

Tratto dal sito www.articolo21.com

Lo spettacolo di ieri sera (24/11/2003) all'Ambra Jovinelli promosso da Articolo21 e Magistratura Democratica che, ricordiamo ha visto la partecipazione, tra gli altri di Sabina Guzzanti, Andrea Camilleri, Guglielmo Epifani, Paolo Rossi, Fiorella Mannoia, Giovanna Marini, Serena Dandini, Michele Santoro sarà trasmesso questa sera martedì 25 novembre alle
ore 20:50 sull'emittente locale TVR Voxson - TeleRegione Toscana. Giovedì 27 alle ore 20:50 circa lo manderà in onda il circuito televisivo Europa7.


11.26.2003

 

Sregolatezze del 26/11/2003

«Naturalmente Sabina» - dice papà Paolo Guzzanti, che prima raccontava le barzellette a Scalfari (che lo fece inviato), poi le ha raccontate a Mieli (che lo mandò in America) e adesso le racconta a Berlusconi (al quale sono piaciute tanto che lo ha fatto vice-direttore e senatore) - «fa parte di un universo politico che pensa che il governo si debba abbattere... Questo è adesso un dettaglio. Il vero problema è di principio». Il problema è che chiedere di vedere prima la registrazione di una puntata di RaiOt «è un'azione stupidamente censoria. La Rai si è voluta suicidare e i consumatori, tutti coloro che pagano il canone dovrebbero chiedere il risarcimento dei danni». Si capisce allora perché Paolo Guzzanti riesca invece a frenare il suo impetuoso sdegno per i casi di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi: loro non sono stati registrati e censurati: sono stati semplicemente cacciati e oscurati. Che è notoriamente tutta un'altra cosa. E poi: Biagi, Santoro e Luttazzi sono forse, rispettivamente, suo padre, suo fratello e suo cugino?

DON PANCRAZIO

 

Chi serve la legalità va onorato!

Dopo anni di lavoro senza soste compresi sabati e domeniche, unici giorni in cui Previti non poteva accampare sedute parlamentari, dopo tonnellate di insulti da parte dei criminali al governo, può prednersi un poco di riposo.
E' stata indagata a Brescia, a Perugia, dal servo Castelli, dal CSM e dalle Sezioni Unite di Cassazione: TUTTI han sempre dichiarato che è un magistrato PERFETTO. Però tante indagini possono sfiancare un mulo!
Ben TRE PROCESSI diversi hanno definitivamente accertato che a Roma c'erano dei giudici in vendita: il proceso Acampora, il proceso IMI/SIR e il processo SME/Ariosto. Tuttavia i piduisti e i loro servi hanno urlacchiato per un decennio che i magistrai NON INDEPENTI erano quelli di Milano!
Ora i corruttori dovrebbero riformare la Giustizia!!!!
Comanda quello che si è pappato la Mondadori corrompendo i giudici e che si è affrettato a dichiarare Previti INNOCENTE, in totale dispregio della Magistratura, dei Tribunali e della sua stessa carica di presidente del Consiglio: UN GIGANTESCO STRONZO da cacciare al più presto.
Per la Boccassini, caro Ciampi, è prevista una qualche onorificenza?
Un magistrato come lei che prima ha scovato e fatto condannare all'ergastolo tutti i killer di Falcone e Borsellino e poi ha svelato il putridume Fininvest e la più grande corruzione da quandoe esiste l'Italia repubblicana, non dovebbe avere un alto riconoscimento?



 

Privacy, tutela e buongusto…

Poi quando non basta la privacy, allora intervengono i comitati di auto controllo o meglio ancora i codici di autoregolamentazione. Sono tutti strumenti che servono alla tutela dei cittadini. Sono quelle leggi e quei provvedimenti tesi alla salvaguardia del buon nome e dell’immagine, della dignità del cittadino.
Ma chi è il cittadino? Sicuramente non sono io, che non a caso mi dichiaro apolide, e non lo sono nemmeno i meno abbienti o i disgraziati, i malavitosi o i figli dei banditi.
Per essere cittadini, oggi, è necessario avere i seguenti requisiti:
1) Essere (economicamente) abbienti.
2) Essere famosi o conosciuti
3) Poter essere annoverati tra la categoria dei “per bene”.
Quando a Noviligure i famigerati Erika ed Omar massacrarono una famiglia “per bene” essendo anche loro “per bene” vennero oscurati in viso con i quadretti o i rettangolini neri. Era giusto, bisognava tutelare la figlia di una famiglia per bene che aveva deciso di massacrare la madre e il fratellino. Sguazzammo nel sangue che andava dal soggiorno alla vasca da bagno, ma grazie ai codici di regolamentazione, o autoregolamentazione nessuno di noi poté vederne gli occhi. Solo gli occhi.
Ieri è morta la figlia di un bandito. Ieri è stata ammazzata la figlia di Matteo Boe. Un criminale, un rapitore, un disgraziato. Un ergastolano.
Ieri è morta, ammazzata a fucilate, una ragazzina di 14 anni, che evidentemente avendo per padre Matteo Boe non era una cittadina italiana e la prova la trovate al link del giornale regionale L’unione sarda. Nessuna privacy, nessun codice di regolamentazione, nessuna legge a tutela della figlia di un bandito che può essere mostrata distesa su una barella mentre probabilmente sta morendo, o ha il corpo ancora caldo. Hanno pensato anche di porvi il marchio sulla foto…” Foto esclusiva di Massimo Locci”. A me fa piacere sapere il nome e il cognome di quell’avvoltoio, così che io possa dire che Massimo Locci è uno schifoso avvoltoio che si alimenterà del cadavere di una ragazzina di 14 anni. Un bastardo.
Sì, i cittadini sono solo quelli “per bene”.
Ogni giorno di più sono felice di non esserlo, anche dopo gli ultimi sviluppi dello scandalo che ha colpito la Roma Bene, perché se quello è essere bene, avrei difficoltà a spiegarmi cosa sia per male.
Non è mistero che da tempo mi vada chiedendo quale sia l’utilità di cristina parodi e del suo show pornografico trasmesso da canale 5 ogni pomeriggio, ma ancora più dubbi mi sovvengono da quando ha iniziato la campagna per la difesa dei cocainomani spacciatori, ed insieme a lei i cuccuzza e i gilletti. Ogni giorno una sfilata di marazziti ed avvocati a piangere i loro danarosi clienti ingiustamente sbattuti sulla cronaca come fossero mostri. Attrici più o meno famose che piangono l’ingiusta prigionia dei loro mariti… “Pensare che abbiamo ancora la casa invasa dai regali di nozze…” Senatori a vita che pippano coca a scopo terapeutico, ad 82 anni e nemmeno schiattano d’infarto, ed accusano i giudici per la fuga di notizie. Ed invocano la privacy.

RITA PANI (APOLIDE)

 

Il Calciatore & il Senato della Repubblica

Ieri il Senato della Repubblica era tutto in frenetico fermento, dall'uscere al senatore a vita, dal guardiasigilli al pusher.
Nassirya? Crisi economica europea? Scandalo Biancaneve?
Macche', roba seria stavolta, roba in grado di smuovere la placida sicurezza di chi non teme il futuro: l'emozione che serpeggia per le aule, palpabile come l'eccitazione di un primo incontro, e' dovuta nientepopodimeno che'...[RULLO DI TAMBURI] alLa Visita.
E di fronte a Tale Personaggio anche lo snobbismo piu' sfrenato del piu'altero e letargico onorevole deve cerede il passo, chinare il capo ericonoscere l'imperium.
Quando egli e' arrivato, le orbite vuote delle finestre di Palazzo Madama eran gia' sature di curiosi di basso rango. I Senatori (quelli che per vezzo s'usa chiamare onorevoli) e i Vassalli attendevano in cortile, con lo sguardo eccitato di un bimbo che vede il suo eroe, misto alla sacrale deferenza dovuta ad un imperatore della dinastia Ming.
Egli, l'Eletto, pareva invero un po' stralunato e sfoggiava quello sguardo trascendente, contemplativo e profondo, che tradisce altero distacco dalla grossolana realta' terrena.
Subito l'umanita' adorante ha intonato gli osanna, che si sono levati al cielo come la fumata bianca di un pontefice.
Egli ha sorriso con dignitoso riserbo (un po' fuoriluogo, invero) e virile modestia (ancora piu' fuoriluigo li, tra dopati mandrilli novantenni), si e' scostato i capelli dal viso, ha spezzato il pane, ha reso grazie e ha detto ai suoi discepoli "AOOOO?!?!"
Il boato della folla si e' fatto subito incontenibile
"CANDIDATI!"
Io stessa, guardando queste sensazionali immagini al TG, ho dovuto quasi farmi violenza per non crollate in sottomessa proscinesi.
Solo facendo appello al sovrumano rigore delle tecniche mentali bushidosono riuscita a mantenere una pavrenza d'autocontrollo in assoluto contrasto con le sale del senato.
Il bar deserto, i tornei di bridge trascurati, niente code alle macchinette da caffe' e 315 senatori presenti su 315 (era dai tempi del trionfante dispaccio di Armando Diaz che non si verificava un evento di tale risinanza)
Subito sono apparsi degli stuzzichini, che si moltiplicavano da soli
come i buchi dell'erario. Roba semplice, modesta. Il pranzo tipico di un pastore delle murge o di un operaio della Pirelli: Tournedos alla Rossini, Crema di Asparagi, filetto alla Voronoff, and so on.
Poi due senatori anziani hanno affiancato il Messia, uno a destra e uno a sinistra, per par conditio, ma scambiandosi i ruoli politici in segno di pace. Uno dei due si e' pentito del suo passato e ha invocato il
"Colpo di Spugna", che come un mea-libera-tutti annulla tutte le ammonizioni e i rinvii a giudizio. L'altro ne n'e' fottuto: il suo boss puo' comprarli entrambi.
Infine Pera ha stretto la mano all'Eletto con lo stesso sguardo di luccicante trionfo che si poteva leggere in un contadino della basse che nei primi del '900 riusciva a baciare la mano di un vescovo. Quest'ardita e fotografatissima performance ha scatenato l'attesa kermesse conclusiva dello Scambio delle Sindoni: una rossa, come il sangue rappreso, e' passata tra le mani trementi di Pera, e un cencio blu si e' ritrovano in quelle un po' imbarazzate del Messia.
E poi saluti, abbracci, raccomandazioni a non finire: promesse di ex-voto, non-ti-scordar di me, mettiti un piede sul cuore, faccisognare, noi ti adoriamo, noi ti glorifichiamo. Amen.
Beh, e' sensazionale come i rappresentati di un intero paese che vorrebbe essere tra i piu' civili e progrediti del mondo, nonostante le sue infinite magnagne, non abbiano talmente un cazzo da fare. Io non dico nulla all'Eletto. Non mi interesso di calcio, ma trovo che Lui, per quanto sempliciotto e semianalfabeta, fosse l'unico li dentro che almeno fa il suo lavoro e senza pretendere spocchiosi blasoni. Solo soldi.

Nadja Jacur

 

Sregolatezze del 25/11/2003

A pag.13, il capo dei senatori della Margherita, Tex Willer Bordon, prendendo atto che Berlusconi si è liberato della giustizia per via politica, ammonisce l'opposizione: «Sbaglia chi spera di liberarsi di Berlusconi per via giudiziaria». Ma è a pag. 9 del Giornale berlusconiano che il leader dei riformisti diessini, Enricuccio Morando, mette definitivamente i puntini sulle "i" in materia: «Basta tribunali, la sinistra faccia politica», laddove si sottintende che l'esercizio della politica da parte della sinistra e quello della giustizia da parte della magistratura siano attività alternative e incompatibili. Tanto è vero che ora, con la sentenza sull'affare Sme, «io sono contento del risultato politico finale» (il «risultato politico» di una sentenza? deve essere un intreccio di categorie molto liberal...). Eh sì, perché a sinistra «qualcuno aveva riposto delle speranze politiche nell'esito delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi». Le speranze giudiziarie riposte, coltivate e imposte da Berlusconi alle vicende politiche? Incubi da massimalismo, fantasmi da girotondismo. «Ripeto: nel centrosinistra bisogna convincersi che sul mercato della politica la battaglia giudiziaria non paga». Dobbiamo diventare finalmente un paese normale: e in un paese normale, si sa, è la battaglia politica che paga sul mercato giudiziario.

DON PANCRAZIO

 

Privacy, tutela e buongusto…

Poi quando non basta la privacy, allora intervengono i comitati di auto controllo o meglio ancora i codici di autoregolamentazione. Sono tutti strumenti che servono alla tutela dei cittadini. Sono quelle leggi e quei provvedimenti tesi alla salvaguardia del buon nome e dell’immagine, della dignità del cittadino.
Ma chi è il cittadino? Sicuramente non sono io, che non a caso mi dichiaro apolide, e non lo sono nemmeno i meno abbienti o i disgraziati, i malavitosi o i figli dei banditi.
Per essere cittadini, oggi, è necessario avere i seguenti requisiti:
1) Essere (economicamente) abbienti.
2) Essere famosi o conosciuti
3) Poter essere annoverati tra la categoria dei “per bene”.
Quando a Noviligure i famigerati Erika ed Omar massacrarono una famiglia “per bene” essendo anche loro “per bene” vennero oscurati in viso con i quadretti o i rettangolini neri. Era giusto, bisognava tutelare la figlia di una famiglia per bene che aveva deciso di massacrare la madre e il fratellino. Sguazzammo nel sangue che andava dal soggiorno alla vasca da bagno, ma grazie ai codici di regolamentazione, o autoregolamentazione nessuno di noi poté vederne gli occhi. Solo gli occhi.
Ieri è morta la figlia di un bandito. Ieri è stata ammazzata la figlia di Matteo Boe. Un criminale, un rapitore, un disgraziato. Un ergastolano.
Ieri è morta, ammazzata a fucilate, una ragazzina di 14 anni, che evidentemente avendo per padre Matteo Boe non era una cittadina italiana e la prova la trovate al link del giornale regionale L’unione sarda. Nessuna privacy, nessun codice di regolamentazione, nessuna legge a tutela della figlia di un bandito che può essere mostrata distesa su una barella mentre probabilmente sta morendo, o ha il corpo ancora caldo. Hanno pensato anche di porvi il marchio sulla foto…” Foto esclusiva di Massimo Locci”. A me fa piacere sapere il nome e il cognome di quell’avvoltoio, così che io possa dire che Massimo Locci è uno schifoso avvoltoio che si alimenterà del cadavere di una ragazzina di 14 anni. Un bastardo.
Sì, i cittadini sono solo quelli “per bene”.
Ogni giorno di più sono felice di non esserlo, anche dopo gli ultimi sviluppi dello scandalo che ha colpito la Roma Bene, perché se quello è essere bene, avrei difficoltà a spiegarmi cosa sia per male.
Non è mistero che da tempo mi vada chiedendo quale sia l’utilità di cristina parodi e del suo show pornografico trasmesso da canale 5 ogni pomeriggio, ma ancora più dubbi mi sovvengono da quando ha iniziato la campagna per la difesa dei cocainomani spacciatori, ed insieme a lei i cuccuzza e i gilletti. Ogni giorno una sfilata di marazziti ed avvocati a piangere i loro danarosi clienti ingiustamente sbattuti sulla cronaca come fossero mostri. Attrici più o meno famose che piangono l’ingiusta prigionia dei loro mariti… “Pensare che abbiamo ancora la casa invasa dai regali di nozze…” Senatori a vita che pippano coca a scopo terapeutico, ad 82 anni e nemmeno schiattano d’infarto, ed accusano i giudici per la fuga di notizie. Ed invocano la privacy.
RITA PANI (APOLIDE)

11.24.2003

 

PER FORTUNA ARRIVANO I NUBIFRAGI

Poi in realtà non ho nulla da dire, se non che per fortuna stanno arrivando i nubifragi. E Natale è alle porte. Finalmente argomenti rilassanti che ci traghetteranno dolcemente verso la tanto attesa normalità.
Iniziavo a perdere l’orientamento, credevo di vivere border line in questo ultimo periodo, ma già da oggi mi sento ottimista, quasi alla fine dell’incubo. E mi conforta sapere che anche in america, paese al quale pare siamo legati da succube amicizia accade lo stesso. Bush a giorni grazierà un tacchino e poi andrà a mangiarne un altro in una qualsiasi comunità di poveri, che esistono anche in america, ma hanno un nome più esotico dei nostri. I loro si chiamano Homeless, i nostri, volgarmente Barboni.
Noi ancora non abbiamo la festa del ringraziamento, ma non disperiamo in fondo il 31 ottobre festeggiamo halloween non vedo perché non potremo anche noi avere un tankgivin.
Noi siamo quasi americani, certo non diventeremo mai come loro, ma proveremo a somigliargli sempre più. I loro livelli di democrazia sono altissimi; pensate che addirittura si possono comprare le armi, si può sparare ai ladri… Hanno un grande livello di legalità, per questo chi partecipa alle manifestazioni della pace viene schedato dall’ FBI come terrorista, e chi vende on line le maschere antigas per resistere alle cariche della polizia viene arrestato per terrorismo.
Sì. Per fortuna è arrivato l’inverno e presto sarà Natale.
Ci dobbiamo accontentare, ma nel puro spirito filoamericano. Certo, loro sono americani, quindi non dicono che in Iraq i loro soldati muoiono nell’ordine medio di una decina al giorno, e non fanno scrivere sui giornali che addirittura quei poveri ragazzi vengono sgozzati per strada, ma occupano lo spazio mediatico con ben altre e succulente notizie, tipo il mostro scolorito Jackson e la sua mostruosa pedofilia, centellinata giorno per giorno, un giorno la resa, un giorno le foto della stanza del mostro, oggi le lettere d’amore al suo affezionato dodicenne. Così gli americani si appassionano, dimenticano ed aspettano il giorno in cui bush, grazierà il tacchino. Sì loro sono americani, ed hanno mostri come rockstar, o rockstar che sembrano mostri, o tutti e due. Noi al massimo ci siamo dovuti accontentare di Pacciani, il contadino di Mercatale.
Ed ora arrivano i nubifragi e presto sarà Natale. E ci raccontano le favole, per farci rilassare e predisporre alla giubilante festa.
Sapete? Non va poi così male, finalmente una buona notizia. Mi hanno detto che per Natale spenderò 600 €, ne spenderò almeno 5 in più di quanto non ne abbia speso l’anno scorso…
Ma qualcuno di voi sa mica quando mi arriveranno? Al momento lavoro saltuariamente, cifre da capogiro…Questo mese ho guadagnato 150€. Sì…Vorrei vedere a chi non verrebbero i capogiri!
E’ bello che arrivi Natale, che si possano spendere 600 €, ed è bellissimo che arrivino i nubifragi.
Finalmente cifre e pluviometri, gocce che si tramutano in millimetri. Speriamo non crepi nessuno.
No, non sono ironica. Piuttosto incazzata, invece.
Quella iena putrida di previti, oltre inneggiare alla sua vittoria oggi ha dichiarato che è ora di mettere mano alla giustizia e riformarla, perché “Sono dieci anni che si dibatte per fatti accaduti più di 20 anni fa, e che alla fine, come la sentenza di sabato ha dimostrato, non erano nemmeno accaduti.”
Che stiano pensando ad un decreto che sancisca che ad Ustica (per esempio) gli aerei non cadono?

 

STRISCIA ROSSA

Alte parole di fiducia nelle istituzioni: «I test antidroga dovrebbero essere fatti a tutti gli uomini politici e ai magistrati. È incredibile che i test siano obbligatori per gli sportivi e venga tolta la patente a chi usa stupefacenti mentre non si fa nulla nei confronti di chi guida il Paese».


Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, Lega Nord, 23 novembre

 

DAL TG4

"..come avete sentito, On. Cesare Previti è stato assolto da un capo
d'accusa e per l'altro la condanna inflitta è di molto inferiore a quanto
richiesto dalla pubblica accusa..."


.... quasi innocente!!!
YAN

 

Il legame "indissolubile" tra Cesare e Silvio

La sentenza del processo Sme rassicura che in questo Paese si può fare giustizia. Di questo dobbiamo ringraziare non solo i giudici del tribunale di Milano. Tutto il sistema giustizia, nei suoi diversi gradi, con le sue più alte istituzioni giudiziarie, come la Cassazione, e quelle di garanzia, come il Csm, ha fatto argine al tentativo del potere politico di mettere in discussione il principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. I cittadini hanno avuto molte volte la percezione, durante questa lunga vicenda giudiziaria - otto anni fra indagini e processo -, snodatasi in un percorso reso accidentato da leggi fatte su misura per gli imputati eccellenti, da interventi ministeriali e da forsennate campagne politiche contro i giudici, che sarebbe finita non con una sentenza, ma con un guasto irrimediabile della giustizia: l'impossibilità di processare i potenti. Un imbarbarimento della giustizia speculare di uno scontro senza precedenti tra
potere e diritti: i diritti di libertà e di uguaglianza, i diritti dei lavoratori, i diritti degli immigrati, i diritti dei malati. Mentre l'officina delle leggi repressive contro i poveri cristi lavorava a pieno ritmo, Il presidente del Consiglio dichiarava di voler essere giudicato dai suoi «pari»; la destra produceva leggi ad uso di Berlusconi e Previti, tese a intralciare il corso dei loro processi e a ad allungarne i tempi - rogatorie, falso in bilancio, legge Cirami, Lodo Schifani, patteggiamento
allargato -; il ministro della Giustizia metteva in campo gli ispettori a fianco del senatore di Forza Italia, che si dichiarava vittima di un complotto dei pubblici ministeri.
Finalmente la sentenza è stata pronunciata. Il tribunale non ha ritenuto che Cesare Previti fosse vittima di un complotto politico dei pubblici ministeri e delle «menzogne» di Stefania Ariosto, che per otto anni è stata oggetto dello scherno e del vituperio della sua ex comitiva di politici, finanzieri, alti magistrati, avvocati con i quali passava le vacanze in yacht da nababbi e trascorreva serate fastose in cui era d'obbligo una gastronomia a base di aragosta e champagne. I giudici hanno creduto ai numeri «fotografati» nelle rogatorie svizzere sui quali erano fondate le accuse dei pm Boccassini e
Colombo, hanno letto nel cuore dell'Ariosto ed hanno capito che era sincera. Non aveva nessun motivo di mentire, quando ha raccontato: «In occasione di una riunione conviviale a casa di Previti, ad un certo punto si appartarono
Previti, Squillante e, poi l'avvocato Pacifico. Non ricordo per quale motivo passai vicino al terzetto che era nei pressi di un tavolino, sul quale c'erano numerose mazzette di denaro. I tre stavano in piedi lì vicino a parlare tra loro. Appena mi sono resa conto che stava avvenendo un passaggio illecito di denaro, ho immediatamente chiesto scusa. Previti allora mi
disse: "Stefania, non ci sono problemi, non ti preoccupare"».
In un mondo normale non si fa comunella di denaro tra avvocati e giudici: in comune dovrebbe esserci solo l'interesse della giustizia. Ma i tre di cui stiamo parlando si passavano soldi anche sui loro conti esentasse fuori d'Italia. Soldi provenienti dalla Fininvest di Silvio Berlusconi. Come i 434mila dollari che veleggiano nel giro di poche ore da un conto estero della Fininvest a un conto svizzero di Previti e da questo a un conto sempre in terra straniera esentasse intestato al giudice Squillante. Non c'è la prova che con quei soldi siano state comprate - come ha sostenuto l'accusa - le decisioni giudiziarie che bloccarono la vendita della Sme a Carlo De Benedetti, ma c'è quanto basta, al di là di ogni ragionevole dubbio, per convincere il tribunale che il giudice Renato Squillante, capo dei gip di Roma, era sul libro paga di Previti, avvocato della Fininvest, perché era un amico prezioso nel palazzo di giustizia di Roma, quando erano in gioco in
una causa gli interessi di Silvio Berlusconi. Il fatto che Previti sia stato condannato per corruzione semplice - perché la legge del tempo aveva previsto il reato di corruzione giudiziaria per i giudici e non per chi li pagava - gli ha giovato a fargli ottenere una pena inferiore a quella chiesta dall'accusa, ma lo scenario in cui si svolge il torbido traffico tra
lui e Squillante è quello del più importante palazzo di giustizia d'Italia. Moralmente la condanna di Previti si proietta su Berlusconi, che ora è sotto l'ombrello del Lodo Schifani. Alla vigilia della sentenza, Previti ci ha tenuto a ricordare ai giudici e a tutti gli italiani che il suo legame con Silvio è «indissolubile». Lo spettro dei significati del termine è ampio.
Potrebbe anche voler dire: siamo nella stessa barca.

Pomero

 

Sregolatezze del 23 novembre 2003

«Dopo l'11 settembre si disse che per gli Usa nulla sarebbe stato più come prima», sostiene il prode scudiero Renato Schifani: «credo che dopo il 12 novembre, seppure per molte differenti ragioni, per noi italiani si possa dire altrettanto». Se il Cow-boy della Casa Bianca ha avuto l'11 settembre, e per questo ha potuto scatenare la guerra preventiva, perché il Cavaliere non dovrebbe poter cavalcare sino allo stremo il suo 12 novembre? All'Italia di Berlusconi mancavano dei martiri da far valere in politica estera. Aveva bisogno di una testimonianza carnale, sanguigna del proprio «onore, eroismo, bontà, generosità, fede, dedizione, dignità, coraggio», e l'ha avuta. Insomma, parlando con rispetto, di questo sacrificio c'era proprio bisogno. Non lo dice pro domo sua una squallida ditta di onoranze funebri o un
discendente del Conte Dracula troppo rispettoso delle tradizioni di famiglia, ma lo ammette con la sua proverbiale per quanto inconsapevole franchezza l'ineffabile Schifani; «I diciannove caduti, eroi e martiri, hanno colmato un vuoto più volte denunciato» ("Il Giornale", 22 novembre 2003, primo editoriale di pag. 8)
DON PANCRAZIO

11.22.2003

 

STRISCIA ROSSA

Il ministro italiano per le Riforme comunica: «Nel mandato di cattura europeo c’è l’ideologia della dittatura comunista. Per fortuna questa Europa sta finendo. È contro i diritti fondamentali dei cittadini. È un attacco alla democrazia e alla sovranità del Paese».

Umberto Bossi, La Padania, 21 novembre, pag. 1

 

Sregolatezze del 22/11/2003

Tutto il mondo sa che il Papa è in genere contro la guerra e in particolare
contro quella scatenata in Iraq dall'alleanza capeggiata da Bush. Lo ha
detto e ridetto, urbi et orbi. Ma il presidente della Cei, cardinale Ruini,
dopo aver fatto una sorprendente omelia per i funerali dei caduti di
Nassiriya con la quale ha sostenuto la necessità che le truppe italiane
rimangano in Iraq «per combattere il terrorismo», in queste ore è impegnato
nello strenuo tentativo di sostenere che la sua posizione non è difforme da
quella del suo augusto e in effetti incontestabile superiore. E a chi gli
chiede se in Iraq ci sia la guerra (alla quale per il Papa non si doveva e e
non si deve partecipare) o il terrorismo, il cui contrasto con le armi è per
Ruini «moralmente fondato», Ruini risponde: «Certamente c'è anche un
conflitto armato, sarebbe ipocrita volerlo negare». Insomma, c'è la guerra.
Ma, pur essendo il Vicario del Papa, si sa che a Ruini non è consentito
parlare papale papale.

DON PANCRAZIO

11.21.2003

 

IERI IN CAMPIDOGLIO

Ieri sera, nella Promoteca del Campidoglio, col bravo sindaco Veltroni, la Treccani ha presentato la sua nuova Enciclopedia sul Cinema.
Tra gli altri, al tavolo dei presentatori che si sono dilungati in retoriche esaltazioni del cinema e dei suoi autori, sedeva Riccardo Tozzi, già mezze maniche Fininvest, oggi produttore di fiction e di cinema.
Il signor Tozzi era quello che nel 1994, protavoce del piduista appena eletto a premier, osò dire con faccia tosta notevole la seguente frase davanti a 400 Autori di cinema e di TV:
"Avendo solato 243 miliardi allo Stato possiamo dedicarne 25 allafiction".
Il Tozzi si riferiva alla truffa ordita dal suo padrone che aveva spacciato un piccolo acquisto di diritti TV per un colossale
investimento di mille miliardi e così, abusando della sua propria tremontina, avea truffato lo Stato che stava governando (oggi Mediaset ha usato il condono sempre tremontino per parare quell'evasione, ma resta in piedi il fatto penale, noto in Europa come "la pulcinellata").
Due anni dopo, caduto il governo del piduista per i calci in culo datigli da Bossi, il Tozzi parlava di nuovo all'assemblea degli autori di cinema e TV e rispondeva sgarbatamente a una contestazione dicendo che "in fondo siamo tutti venditori di sapone".
Poi chè nessuno degli autori reagiva, io mi alzai e me ne andai dicendo che se lì si erano riuniti dei venditori di sapone io avevo sbagliato assemblea. Brusio ma nessuna protesta, silenzio anche da Giorgio Capitani, allora neopresidente degli autori televisivi, che evidentemente si sentiva un bravo venditore di sapone.
Così ieri nella Promoteca del Campidoglio è stato buffissimo vedere quel Tozzi, che reputa noi autori di cinema tutti venditori di sapone, annuire alle parole del sindaco di Roma e a quelle di retorica esaltazione dei suoi "colleghi" (chissà se vendevano "Dixan" o "Ace"?).

;-))))



RAI: Censurata la grande Sabina! Liberiamo l'Italia dal tiranno!

 

LIBERO CONDANNATO

Libero condannato: diffamò la Cgil
Il quotidiano «Libero» dovrà risarcire al Cgil e Sergio Cofferati per le affermazioni false e diffamatorie contenute in due articoli pubblicati il 21 marzo del 2002, pochi giorni dopo l'omicidio di Marco Biagi. La sentenza emessa martedì dal tribunale di Monza dopo la querela da parte dell'organizzazione sindacale e del suo ex leader, condanna infatti il
quotidiano e per due dei suoi giornalisti. L'episodio riguarda due articoli del 21 marzo 2002. Negli articoli si sosteneva che «Cofferati indicava Marco Biagi come nemico e traditore» e che i volantini della Fiom della Electrolux affermavano che «la Cgil indicava ai terroristi i bersagli da colpire». Gli articoli erano apparsi immediatamente dopo l'omicidio di Marco Biagi e alla vigilia della manifestazione nazionale della Cgil che avrebbe portato a Roma tre milioni di persone in difesa
dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Con una sentenza di oltre venti pagine il tribunale di Monza ha giudicato i due articoli di natura palesemente diffamatoria di entrambi gli articoli e dispone la liquidazione del danno in termini economici pari a 45mila e cinquecento euro per la Cgil e 21 mila euro per Sergio Cofferati. Somme che saranno intermante devolute a Emergency, come indicato nella denuncia.
Il tribunale ha anche disposto la pubblicazione integrale della sentenza su «Libero» e su «Repubblica» entro due mesi dalla data di pubblicazione della stessa, nonché il rimborso delle spese processuali.
SERGIO

 

Sregolatezze del 20/11/2003

Si sa, bisogna avere l'animo puro e nobile per gridare al mondo la verità. E chi poteva accusare Sabina Guzzanti di aver mentito, nella prima e forse ultima puntata di RAIOT «sulle nostre origini, la nostra storia, le ragioni del nostro successo, infangando oltre 4 mila persone che oggi lavorano a Mediaset o ci hanno lavorato», se non l'innocente Piersilvio Berlusconi?
L'hanno vista tutti la Guzzanti infangare, uno per uno, i quattromila dipendenti Mediaset. Come si permette? E cosa c'entra poi Mediaset con i favori di Craxi, con la P2 e con il contenuto della legge Gasparri? Ma quello che a Piersilvio, angioletto recentemente sceso dal cielo, soprattutto «infastidisce è vedere che tutto è sempre spostato sulla bagarre
politica che non ha nulla a che vedere con la nostra realtà di lavoro». Non chiarisce, Piersilvio, se è infastidito dall'uso politico della Tv o dall'uso televisivo della politica, Ma bisogna capirlo: forse il candido virgulto, peraltro non aduso alle sottigliezze della frenetica vita moderna, ha preso dal padre, che notoriamente non riesce a distinguere l'uso della
politica a fini giudiziari dall'uso della giustizia a fini politici.

DON PANCRAZIO

11.19.2003

 

FIRMATE ANCHE VOI

Firmate anche voi su questo sito contro il deposito di scorie nucleari inBasilicata.
Grazie!

DOC

www.noalnucleareinbasilicata.com/noalnucleare.asp

 

STRISCIA ROSSA

«Caro Presidente Bush, arrivando a Londra per favore ci prometta che gli Usa non torneranno mai all’unilateralismo, al nazionalismo perverso, all’autarchia di pensiero, alla legge della giungla che nella vecchia Europa c’era prima dell’Onu».

Peter Jay, ex Ambasciatore inglese a Washington, The Guardian, 18 novembre

 

ESPULSIONI

Non so da voi, ma qui a Torino la situazione sembra abbastanza tesa in conseguenza delle espulsioni (arbitrariamente) disposte dal ministro dell'interno contro il volere del GIP.
La comunità islamica è in subbuglio: alla base c'è ovviamente un'azione-rappresaglia per l'attentato di Nassirya ma le conseguenze possono essere molto più gravi di quanto prevede la miopia governativa, perchè producono per la prima volta un serio conflitto tra le due comunità fino ad ora abbastanza in sintonia.
L'impressione è quella di stare commettendo in piccolo lo stesso sbaglio commesso da Bush e Sharon e quindi esasperare a poco a poco tutti i freddi e moderati spingendoli inevitabilmente sulla sponda dello scontro radicale.
In questo modo il rischio vero non sono i terroristi veri e propri ma gli emulatori, che agiscono in singolo e non sono assolutamente anticipabili. Temo sia solo l'inizio.

Corrado

 

PATTRIOTISMO ZOPPO

www.antiimperialista.org
Il sito del campo e' aggiornato quotidianamente
Notiziario del Campo Antimperialista .... 18 novembre 2003
itacampo@antiimperialista.org

"L'Iraq è il fronte principale. I nemici della libertà ci oppongono laggiu' una resistenza disperata e devono essere sconfitti". G.W. Bush
Il Campo Antimperialista aderisce alla manifestazione di sostegno
*al popolo iracheno che resiste* prevista per il prossimo 13 dicembre, dopo i fatti di Nassiriya piu' importante che mai.
Per informazioni e adesioni scrivere ai promotori: 13dicembre@iraqlibero.net - http://www.iraqlibero.net
oppure telefonate al NUMERO VERDE 800 031 533

ULTIM'ORA
IL VICEPRESIDENTE DEI SENATORI DI FORZA ITALIA, LUCIO MALAN, ha sporto denuncia contro il portavoce del Campo
dispaccio ANSA delle ore 17,00 del 18 novembre:

IRAQ: MALAN (FI) DENUNCIA MORENO PASQUINELLI RACCOGLIE FONDI PER FINANZIARIA
LA 'RESISTENZA' IRACHENA (ANSA) - ROMA, 18 NOV - Il sen. Lucio Malan, vicepresidente del gruppo di Forza Italia, ha sporto stamani denuncia nei confronti di Moreno Pasquinelli, fondatore di "Campo antimperialista" nell'estate scorsa
ad Assisi. All'origine dell'iniziativa c'è - come racconta Malan - una intervista di Pasquinelli alla Bbc nel corso della quale la giornalista Tamsim Smith gli chiede se siano in corso iniziative per l'Iraq. "Stiamo chiedendo alla gente - è la risposta - dieci euro per sostenere la resistenza irachena. Per ora in denaro ce l'abbiamo noi. Quando ce ne sarà una grossa quantità, a gennaio, lo invieremo a gennaio. Non è affare nostro sapere cosa ne fanno. Potranno combattere - dice Pasquinelli - per l'indipendenza dell'Iraq. Non importa se usano quei soldi per comprare armi oppure medicine per la gente". Malan fa notare che l'intervista è avvenuta ieri alle 9,30. "Occorre che persone del genere - è il commento dell'esponente di Forza Italia - siano isolate e condannate da tutti, oltre che fermate dalla forza
della legge". (ANSA).




 

APPUNTAMENTI DI FINE 2003

mercoledì 19 novembre manifestazioni sindacali contro il terrorismo - Firenze, Pisa, Arezzo
sabato 22 novembre manifestazioni per la pace e per il ritiro dell'Italia dall'Iraq - varie città
sabato 22 novembre convegno di solidarietà a Cuba - Arcore
domenica 23 novembre convegno di solidarietà a Cuba - Arcore
venerdì 28 novembre manifestazione nazionale dei pensionati - Roma
sabato 29 novembre giornata di mobilitazione per la scuola
sabato 6 dicembre manifestazione sindacale unitaria - Roma
martedì 9 dicembre la Corte Costituzionale decide sulla costituzionalità del Lodo Maccanico
sabato 13 dicembre manifestazione a favore del popolo iracheno - Roma

OSCURO PERSONAGGIO

 

TUTTI CONTRO TUTTI ...

Tutti contro tutti, tutti uniti nell’unico intento di non farci capire una mazza. Mi si passi il termine, ma sono davvero stufa del continuo attacco alla mia, alla nostra intelligenza. Mussulmani contro cattolici, cattolici contro lo stato, lo stato contro i cattolici, i cattolici contro i cattolici, i mussulmani come i cattolici, i cattolici come i mussulmani.
La sinistra con la destra, distinguendosi ed unendosi contro il terrorismo, contro tutti i terroristi, bianchi, rossi, neri, verdi, gialli, la destra contro la sinistra, la sinistra contro la destra, la destra contro la destra e la sinistra contro la sinistra.
L’unica illogica logica che pare resistere al tempo e alle intemperie è il diktat di questo governo:
Facciamo un po’ come cazzo ci pare!” (Come prima, mi si ripassi la scurrilità) E’ che davvero sono stufa.
Si parla di terrorismo e si nega l’evidente differenza dalla guerriglia, ci si trova costretti a seppellire morti che per cattiva coscienza e solo per cattiva coscienza si chiamano eroi, mentre somigliano solo e soltanto a vittime inviate ad un inutile sacrificio. C’è un ministro, Martino, che parla dei servizi segreti come di un servizio “meteorologico inaffidabile”, e parla di “divulgazione di notizie riservate” perché qualcuno osa dire qualcosa di scontato, e cioè che in Iraq c’era pericolo o peggio perchè lui stesso ne era stato informato, ma si sa i Bernacca non ci prendono mai.
Il genitore di uno dei morti parla di scandalo subito dopo i funerali forse dimenticando che, in questo frangente il figlio morto non era suo, ma come ci hanno ribadito per tre giorni di seguito, il morto eroe era nostro, il genitore ha insistito per poter stare accanto a suo figlio morto, proprietà indebita dei pupazzi governativi, vestiti e truccati a lutto.
C’è un altro ministro, pisanu, che deve assolutamente dimostrare di essere un ministro ed espelle l’Imam di Torino, arbitrariamente, perché la caccia all’Islamico è un altro tributo che si deve pagare al padrone americano, e soprattutto, si devono giustificare le 19 bare di 19 eroi-vittime- della guerriglia- che però- è meglio- rinominare (F2) – terrorismo.
C’è sempre pisanu che arbitrariamente distorce la dichiarazione del vescovo di Caserta
[«Fenomeni come il terrorismo non si combattono con le armi. Bisogna fare attenzione a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste».] perché non è più il momento di dire cose semplicemente giuste, quanto scontate, in un’ottica data non dalla religiosità, ma dal mero buonsenso.
Così altri cattolici, in diretta televisiva su almeno 4 reti nazionali, possono dichiarare che [ non ci fermeremo davanti ai terroristi] e a me torna un rigurgito, la nausea.
Non è un plurale majestatis è sempre e solo l’arroganza di impossessarci non solo della vita, ma anche della morte altrui, perché a non fermarsi davanti al terrorismo, non saremo certo noi, e tanto meno il Cardinale Ruini, che difficilmente andrà in pace o in guerra a sporcarsi le mani del sangue nostro o del sangue altrui… Armiamoci e partite ….
E mentre si seppellivano le vittime della pace… Lo stato italiano, in silenzio riceveva Ariel Sharon, che però ancora non si sa se sia vittima o carnefice, se sia in guerra o stia costruendo la pace, se stia combattendo il terrorismo o sia esso stesso un terrorista.
L’unica cosa certa è che anche lui ringraziava il suo amico berlusconi.
Ognuno ha gli amici che si merita.
RITA PANI (APOLIDE)

11.18.2003

 

Non prendiamoci in giro

Un'opera di pace o di pacificazione non la si può fare al fianco ed al seguito di una parte belligerante.

Al di là di ogni considerazione sull'opportunità o meno di una guerra unilaterale, imposta con la sola giustificazione
della menzogna e della forza, a suo tempo chiaramente espressa, qualsiasi intervento umanitario e di peacekeeping deve collocarsi sotto l'egida di forze internazionali concordate ed accettate anche dai Paesi arabi, e sotto la guida di un' ONU, messa finalmente in grado di funzionare, dai suoi Stati membri (opera questa di grande valore per la pace
se ci si decidesse a farla invece di riempirsi la bocca della parola "pace", e poi continuare a fare il contrario).

Tutto questo in un quadro di rapida formazione di un governo iraqeno democratico e libero.

Lassalle

 

MEMO: sentenza di Caltanissetta: Berlusca e mafia

Sentenza del 23 giugno 2001 della Corte di assise di appello di Caltanissetta composta dai giudici togati Giancarlo Trizzino e il relatore Vincenzo Pedone più sei giurati popolari: condannano 37 persone , di cui 29 all'ergastolo, e ne assolvono 3 per la strage di Capaci e l'assassinio di Giovanni Falcone.
E' una sentenza clamorosa, per questo passata sotto silenzio! In essa si afferma che "sono provati rapporti fruttuosi, quanto meno sotto il profilo economico, fra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri da una parte e Cosa Nostra dall'altra".
Non solo, ma conclude che si debbono approfondire le indagini su Fininvest allo scopo di chiarire quali potrebbero essere i mandanti occulti di quella strage!


 

Sregolatezze del 16 novembre 2003

Ricordate il D'Alema che - rispondendo a denari a chi lo chiamava a coppe -
opponeva a chi rilevava gli errori (e gli orrori) dei governi ulivisti che
«la sinistra non deve aver paura di povernare» e, a chi manifestava per
suonare la sveglia alla sinistra governativa e per ricordarle il dovere di
difendere i diritti più elementari dei lavoratori, che «non si fa politica
con i girotondi e con le manifestazioni di piazza»? Bene, ora D'Alema ha
trovato finalmente il suo degno compagno di tressette. E' Paolo Virzì. Sì,
proprio lui, il regista del recente Caterina va in città, immediatamente
promosso sul campo dalle cronache "l'anti-Moretti". Virzì è andato venerdì
all'assemblea dei Ds e dal microfono ha gridato: «Basta con la sinistra
buona solo a indignarsi, capace di puntare il dito contro gli altri e di
sentirsi anti-italiana». E come dargli torto? Aspettiamo ora con ansia il
prossimo intervento pubblico di Virzì, magari a Porta a porta, nel quale
sciolga finalmente, almeno lui che è appena arrivato in città, il mistero di
questa sinistra che ha paura di governare, che ritiene di fare politica solo
con le manifestazioni di piazza, che ha paura della modernità in quanto tale
e che è capace solo di indignarsi e non invece anche, per esempio, di
mettersi le dita nel naso.

DON PANCRAZIO

11.17.2003

 

Il TG5 vede antisemitismo anche nella trasmissione della Guzzanti...

Oh mamma!!!
Un'altra perla... ma dove trovano tutte queste informazioni e collegamenti
quelli di mediaset? Hanno paragonato un sondaggio ad una accusa verso una
determinata religione!!! Allora mi dovrebbero spiegare se invece di Israele
come principale fonte di pericolo terroristico si fosse detto Iraq il
problema non rimaneva verso la religione mussulmana?
Che schifo di disinformazione che fanno!
Robin Root

 

DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA ITALIANA DI PARIGI

MAI PIU' GUERRA - VIA LE TRUPPE DALL'IRAQ - UN FUTURO PER IL POPOLO IRACHENO

Le 26 vittime, italiane ed irachene, dell'attacco al comando dei Carabinieri a Nassiria ci ricordano che la guerra in Iraq non è finita e che anche l'Italia è in guerra.. A loro, come a tutte le vittime di una guerra che non si doveva fare, va innanzi tutto il nostro pensiero. Alle loro famiglie, ai loro figli, ai loro cari, va il nostro cordoglio.
Per noi i morti sono tutti uguali: evitabili.
Anche questi si potevano evitare.
Ci avevano detto che la guerra era finita. Che gli iracheni avevano accolto l'esercito Usa come liberatore. Ci avevano detto che una nuova era di pace e democrazia si era aperta per l'Iraq.
Non era vero.
Ci avevano detto che si doveva disarmare l'Iraq dalle armi di distruzione di massa. Ci avevano detto che la guerra avrebbe contribuito alla lotta al terrorismo.
Non era vero.
Con l'invio dei militari in Iraq in appoggio ad una guerra condannata dalla maggioranza del popolo italiano ed in violazione dell'articolo 11 della Costituzione, il Governo si è assunto la responsabilità di partecipare, sotto comando americano, all'occupazione di un paese esponendo migliaia di giovani militari e civili al rischio della guerra per potersi sedere al tavolo dei vincitori.
Oggi lo stesso Governo ribadisce con forza la volontà di proseguire la missione.
Noi non siamo d'accordo.
Non è vero che ritirando i militari si rinuncia a sostenere la popolazione irachena. E' vero il contrario. Molto di più si potrebbe fare se i 40 milioni di euro che si spendono ogni mese per mantenere il contingente militare fossero usati per ricostruire scuole, ospedali, centrali idriche.
Non è vero che è necessaria una presenza militare per fare questo: lo dimostrano le Ong italiane che con decine di operatori operano da mesi con interventi umanitari in tutto il paese. Sono questi gli interventi umanitari che bisogna sviluppare.
Non è vero che se le truppe si ritirano in Iraq ci sarà il caos e ci sarà il vuoto . Il caos è alimentato proprio dalla presenza degli occupanti che impediscono alla società civile e alle forze politiche irachene di assumersi la responsabilità del futuro del paese.
Solo la fine della occupazione militare può mettere fine alla guerra.
Per questo chiediamo il ritiro immediato di tutte le truppe straniere dall'Iraq a cominciare da quelle italiane e l'avvio di un processo costituente gestito dalle forze irachene e garantito dall'Onu. Riteniamo che le forme e le condizioni in cui avverrà debbano essere decise dagli iracheni.
Solo un processo costituente che veda la partecipazione di tutte le componenti politiche, culturali, religiose ed etniche irachene può portare ad un futuro di democrazia.
Siamo a Parigi con i movimenti sociali di tutto il mondo per un importante appuntamento europeo.
Siamo gli stessi che il 15 febbraio hanno manifestato a decine di milioni in tutte le parti del mondo per fermare l'imminente attacco in Iraq.
Non siamo tornati a casa dopo il 15 febbraio, non ci siamo arresi alla guerra, né quando è cominciata, il 20 marzo, né quando Bush l'ha dichiarata conclusa.
A maggior ragione oggi siamo qui per dire che non ci arrendiamo alla spirale di odio e di violenza che ha coinvolto anche il contingente italiano.
La guerra rimane un orrore inaccettabile
Alle vittime civili e militari, a tutte le vittime di questa guerra , va tutta la nostra solidarietà.
Per fermare tutto questo, perché non ci siano più vittime pensiamo che il popolo della pace debba far sentire forte la propria voce.
Per questo sabato 22 novembre manifesteremo in tutte le piazze d'Italia contro la guerra e l'occupazione e per l'immediato ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.
Per questo chiediamo agli italiani di ribadire la volontà di pace riempiendo ancora i balconi e le finestre con le bandiere arcobaleno.
Per questo aderiamo sin d'ora alla giornata mondiale di mobilitazione del 20 marzo promossa dai movimenti pacifisti statunitensi con adesione di migliaia di movimenti in tutto il mondo, per un'altra giornata globale contro le guerre.
Per questo proseguiremo la mobilitazione nella società e verso le istituzioni nei prossimi mesi.

Mai più guerra
Per un altro mondo possibile.
Gruppo di continuità del Forum Sociale Europeo
Alternative; Altraagricoltura; ARCI; Attac; Bastaguerra; Carta; Federazione Cobas; Convenzione permanente delle donne contro la guerra; Cub; Fiom; Forum Ambientalista; Forum per la democrazia europea; Giovani Comunisti; ICS; Lavoro Società - Cambiare Rotta (Cgil); Legambiente; Libera; Liberazione; Lila - Cedius; Lunaria; Marcia mondiale delle donne; Movimento delle e dei Disobbedienti; PRC; Punto Rosso - Forum mondiale alternative; Rete Lilliput; Sdebitarsi; S.in Cobas; Socialismo 2000; Tavolo Stop precarietà; Tavolo fermiamo il WTO; Tavolo Migranti del FSE; Terre des Hommes; Uds - Udu; Un ponte per.; Pdci; Federazione Verdi



 

"Gli invulnerabili".

I Siciliani, novembre 1983: un editoriale di Giuseppe Fava.

Anteprima dell'"Ultima violenza", nella sala ci sono tutti i rappresentanti del potere nel territorio, i buoni e i cattivi, i giusti
e gli iniqui, i galantuomini e i mascalzoni. Sulla scena per tre ore sfilano i personaggi equivalenti. Che abbiano autentico vigore drammatico e bellezza teatrale, non ha qui importanza. Sfilano! Al termine delle tre ore Turi Ferro, splendido avvocato Bellocampo, ha un ultimo guizzo drammatico, sulle sue parole spara la musica del Dies Irae, il pavimento del teatro sembra incendiarsi di bagliori, si alza lentamente e su questo declivio rotola il cadavere insanguinato del
terrorista Sanfelice, ucciso pochi attimi avanti, prima che potesse rivelare il nome dei grandi assassini mafiosi. E' come se il teatro, compiuta la sua rappresentazione, gettasse quel corpo incontro al pubblico, quasi per restuirglielo; infatti quel pavimento e' di metallo, una specie di immenso specchio nel quale gli spettatori della sala vedono se stessi plaudenti.
Ovazione finale, gli attori vengono avanti per ringraziare; viene avanti il cavaliere del lavoro Lamante, che ha saccheggiato la societa' e alla cui ricchezza sono state sacrificate centinaia di vite umane, clap-clap, applausi vigorosi, applaude contegnoso anche l'autentico cavaliere del lavoro che sta in sala. Ecco l'imprenditore Marullo, inteso Palummo 'e notte, imprenditore che monopolizza tutti gli appalti della regione, e per tale monopolio ha fatto eliminare i concorrenti a raffiche di mitra, clap-clap, applausi anche dall'imprenditore d'assalto che sta in sala e guardando la sua immagine nello specchio sembra quasi divertito. Il clima morale della societa' e' questo. Il potere si e' isolato da
tutto, si e' collocato in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca piu' e nemmeno lo offende, ne' accuse, ne' denunce, dolori, disperazioni, rivolte. Egli sta la', giornali, spettacoli, cinema, requisitorie passano senza far male: politici, cavalieri, imprenditori, giudici applaudono. I giusti e gli iniqui. Tutto sommato questi ultimi sono probabilmente convinti d'essere oramai invulnerabili.
Riccardo Orioles

 

STRISCIA ROSSA

«È un’opinione personale: se laggiù, sottoterra, invece del petrolio ci fossero patate, forse Bush non direbbe a Ciampi che gli americani lasceranno l’Iraq soltanto “a lavoro completato”».

Enzo Biagi, Il Corriere della Sera, 16 novembre, pag. 1

 

Doniamo noi stessi... Al microfono, prego!

“Vado anche io, non si sa mai che ci scappi un’intervista”… Che sia questo il vero intento?
Ed infatti ecco le persone che sfilano, e si fermano a donare un po’ di se stessi al microfono del cronista.
“Sono qua per ringraziare questi eroi, per quello che hanno fatto per noi!”
Ora siamo sicuri che il serpentone composto ed attento renda così onore e ottimo servizio ai diciannove poveretti massacrati?
Cosa avrebbero fatto per noi?
Sembrano un po’ le parole dopo le morti dei grandi attori, Gassman o Sordi per tutti, il serpentone in attesa dell’entrata alla camera ardente, ed il cronista che porge il microfono: “Come mai è qui signora?” “Per me Alberto Sordi era tutto!”
Così, in quest’ottica forse ci si confonde un po’, e la frase di circostanza si colora di una forma grottesca. Gli eroi della patria, si sa, da sempre nella storia hanno fatto qualcosa per noi ma questi poveretti, proprio no. Forse erano davvero convinti di fare qualcosa per qualcuno, non ho motivo di dubitarne, ma davvero non per noi che, non mi stancherò mai di dirlo, questa guerra non l’abbiamo voluta.

Ieri ho visto la puntata prima censurata, poi no, dello show di Sabina Guzzanti. E’ un peccato che sia stato così realistico, ed è triste che la sua prefazione fosse così carica di verità. Ha detto quello che da più tempo chi ancora si ritiene libero, continua a dire e ribadire, ma la tristezza sta nel fatto che ormai guardando un telegiornale sovente, scappa una risata, mentre guardando la Guzzanti salgono i motivi di preoccupazione, e lo sconforto.
L’esordio della Gruber ieri allo speciale del TG 1 ne è stata prova evidente. La brava giornalista presentando il comandante reduce dell’esercito, seduto su una sedia a rotelle dice” Comandante, lei che ha combattuto nelle forze di pace….”
Già. E’ normale combattere in forze di pace, come è normale democratizzare con la guerra.

Grande trovata anche quella delle bandiere.
Basta fare un giro per strada e guardare ai balconi, qualche nostalgico di Italia 90 ha appeso il tricolore alla finestra, sul mio balcone resiste ormai da un anno, alle intemperie, la bandiera arcobaleno. Immagino che le bandiere diverse non stiano a significare l’ennesima cosa, la mia vuol dire niente guerra ma vuol dire 1000 cose in più, mentre il tricolore che significa? Piango le vittime di una guerra che non esiste, piango le vittime della pace e della democrazia? Piango le vittime del terrorismo?
Oppure che ieri ha giocato l’Italia?
Sì, perché i soldati del tempo di pace, non muoiono per la guerra, ma dall’11 settembre in poi muoiono solo di terrorismo rigorosamente islamico, le altre vittime si sa, sono solo disgraziati effetti collaterali, insomma o si muore da eroi o da errori.

Tutto è così illogico e snaturato che ormai siamo arrivati a tollerare qualunque cosa, persino bush che taccia di propaganda Saddam Hussein, per le sue affermazioni trasmesse dalla tv araba.
E poi, tolleriamo bene anche all’utilizzo delle varie rivendicazioni di Al Queida, alla resurrezione di Bin Laden assistiamo partecipi alle dispute calcistiche, che seminano problematiche geopolitiche a seconda delle convocazioni di Trapattoni, assistiamo inerti (ed inermi sob!) all’isola dei famosi, dove addirittura un’eroina contessina sfida la fame e gli stenti ma assicura fieramente “Non sono un’eroina, ma questa esperienza mi ha fatto crescere!”
Guardiamo con un certo vortice di nausea una sconosciuta mangiare formaggio con i vermi in TV solo per poter baciare ed abbracciare un personaggio morto in una fiction televisiva, o uomini che indossano tacchi a spillo e gonna per poter toccare dal vivo le dive da calendario, in una TV che andrebbe de-defilipizzata

Forse mi sono lasciata un po’ trasportare ed ho perso il filo. Forse basterebbe defenestrare le TV in un bellissimo ed orgiastico Tvday.
RITA PANI (APOLIDE)

11.16.2003

 

Nassiriya, la polizia irachena avvertì gli italiani

In una riunione ufficiale il capo degli agenti Hassan disse: contro di voi ci sarà un'attacco gravissimo
La segnalazione arrivò durante un'incontro al quale parteciparono almeno tre alti ufficiali della Missione Babilonia
Di quella riunione svolta sabato 8 novenbre c'è il resoconto dall'Unità in carta
Se queste accuse saranno provate credo che diversi incoscienti dovranno rispondere di alto tradimento
Pomero

 

Il TG dei cretini

A Nassiriya i carabinieri indagano su quattro persone forse coinvolte
nell'attentato. I sospetti hanno chiesto di mangiare solo dopo le 17.
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_534511.html

Illuminante il commento dell'inviata del tg1, poi ripetuto dal nostro
sono-cinque-giorni-che-trattengo-le-lacrime Giorgino «seguono i dettami
del Ramadan, il che lascia presupporre che siano di origine mussulmana»

Embè? Cosa si apettavano che fossero? Immigrati norvegesi o seguaci di
una qualche setta induista?

Se non stessimo parlando di una tragedia ci sarebbe da rotolarsi per
terra dalle risate...
MTMS

 

ATTENZIONE ALLE PAROLE

Bisogna fare attenzione, quando si leggono i giornali, ma altrettanta attenzione dovrebbe essere usata da chi scrive per noi, e poi, mi va di ribadire che le parole sono importanti, ed allora bisognerebbe usarle con cautela e ponderazione.
Basterebbe prendere la parola ‘eroe’ per capire meglio.
La Repubblica è riuscita ad usarla in ben due notizie riportate questa mattina nella testata on-line.
La prima volta (quella più grossa) per dirci che i soldati italiani erano rientrati, ieri a Ciampino, la seconda volta (quella più piccola) per raccontarci che erano rientrati i due eroi dell’isola dei famosi.
Mi astengo da ogni commento, anche pregiandomi del fatto di non aver assistito mai a quella che pare essere la trasmissione del secolo.
E a proposito comprendo ora quanto sia importante, ancora e dopo mezzo secolo, la divulgazione elettrodomestica. Trovo un trafiletto nel quale si fa il conto degli spettatori che ieri hanno assistito al rientro delle salme, in diretta TV. Anche io ne facevo parte, ma mai mi sarei aspettata di trovarlo così narrato nei giornali (Copio e incollo) Il maggior numero di telespettatori si è avuto sulla Rai, lper a straordinaria del Tg1, in onda dalle 16.39 alle 18.00: è stata seguita da 3.816.000 telespettatori con il 33.33 di share; la staffetta è poi passata al Tg2, in onda dalle 18.000 alle 18.51 (prolungando la normale programmazione) con uno share del 26.26 per cento pari a ………... (red)
Anche stavolta non commento e passo oltre.
Audience. Che parola importante.
Io seguivo la 7, la solerte telecronista sottolineava la civiltà e la compostezza dei familiari delle vittime, nessun pianto, nemmeno un sospiro; con eleganza segnalava l’incredibile silenzio che era calato sulla pista dopo lo spegnimento dei motori dell’Ercules.
Silenzio spezzato solo, per ben due volte, dallo squillo spasmodico dell’italico cellulare.
RITA PANI (APOLIDE)

11.15.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Ma Paolo Carfi è morto? No? Che peccato». Parla il noto avvocato e deputato Carlo Taormina. Chiede a un collega notizie del giudice, che era stato colto da malore e che, in aprile, aveva condannato Previti nel processo Imi-Sir. La notizia è Adn-Kronos (13 novembre).

Il giudizio lo daranno gli italiani. Col voto.

 

Martedì i funerali

Martedì ci saranno i funerali di stato per le vittime.
Vorrei ricordare quando fu affondata la nave dei clandestini albanesi, il berluska per farsi pubblicità elettorale andò a piangere, facendosi riprendere, ovviamente dalle televisioni.
Martedì andrà ai funerali ? E se và si metterà a piangere ?
Dovrebbe farlo !!! Se non fosse stato il megalomane che è, che per arruffianarsi Bush, li ha mandati a morire in Iraq, ed inutile nascondersi dietro la retorica che sono stati mandati per una missione di pace.
Ha fatto come il suo predecessore Mussolini, nel 40. Vedendo le vittorie fulminee di Hitler, disse : "Mi servono 100 morti per sedermi al tavolo della pace"
Non avendo potuto mandarli in guerra, per la forte opposizione di tutti, appena ha potuto, ha trovato la scusa della missione di pace, così diventava uno statista e poteva farsi dare le pacche sulle spalle dal guerrafondaio americano.
Robin

 

Un sacrificio

.....un sacrificio valso a rappresentarci sulla scena internazionale con grande rispetto.....

l'ho sentita anch'io. Ora ci verrà a dire che hanno estrapolato una
sua frase dal contesto.


AleX

 

LA TRASCRIZIONE DELLE AFFERMAZIONI DI EDWARD LUTTWAK A "PORTA A PORTA" DI MERCOLEDI' 12 NOVEMBRE

INFORMATION GUERRILLA

Edward Luttwak: "Un amico qui a Roma che ha un figlio ragazzino che guarda in Internet ha fatto presente che ci sono siti italiani fatti da italiani che parlano di resistenza e incoraggiano aizzano attacchi contro la coalizione. C'e' un Arabmonitor.info... parole inglesi ma fatto ad Assisi da qualche parte."

Bruno Vespa: "In lingua italiana o in lingua inglese?"

Luttwak: "In lingua italianissima. Ci sono Nuovimedia... Nuovimondimedia.it, Informationguerrilla.org. Questi dicono 'andate in Iraq, lottate, uccidete la coalizione e gli italiani'".

Vespa: "Luttwak, abbiamo cliccato non e' venuto niente"

Luttwak: "Eh?"

Vespa: "I miei dicono che abbiamo cliccato e non e' venuto niente"

Luttwak: "No, no, oggi (12 novembre, ndr)... quello..."

Franco Frattini: "Sono scomparsi"

Luttwak: "Sono scomparsi, sono tolti tutt'oggi... ieri, se loro guardano ieri li troveranno perché il ragazzino di sedici anni li ha trovati"

Vespa: "Speriamo li trovino anche i nostri servizi di sicurezza"

Luttwak: "Quindi spero bene che... io credo che essere antiamericani... ma aizzare no"

Vespa a Frattini: "Conferma?"

Frattini: "C'erano certo"

Vespa: "C'erano?"

Frattini: "Ma li hanno cancellati, sono scomparsi"

Vespa: "No, scusi eh, prima che li cancellassero esistevano? Lei testimonia che esistevano?"

Frattini: "Io non li ho guardati..."

Vespa: "Ma le hanno detto che esistevano?"

Frattini: "Ma noi sapevamo che esistevano"

Vespa: "Cioe' dei siti che incitavano ad andare in Iraq a fare la guerra e ad attaccare anche gli italiani?"

Frattini: "Ce ne sono anche altri. Purtroppo ce ne sono anche altri. Ce ne sono alcuni dove ci sono una sorta di videogiochi in cui vince chi uccide un'altra persona, eh!"

11.14.2003

 

Droghe...Legalizzare e nel frattempo....FUMARE

noi facciamo rep ed ogni volta ke saliremo su un palco in un locale o in p.za ci accenderemo un cannone come gesto di resistenza.
se gli italiani e i sardi fossero meno ipocriti nn fumerebbero nascosti ma tranquillamente x le strade e in tale caso i porci nn potrebbero arrestare tutti!
RESISTENZA ...ORA E SEMPRE!

 

FINALMENTE IL GOVERNO SI MUOVE PER IL SUD

Dopo il polo del salotto, il polo della Fiat, il polo delle acque minerali, dopo il polo del petrolio, il governo abbattera' definitivamente la disoccupazione in Basilicata creando il nuovo polo del NUCLEARE !!! Io sto gia' pensando di fare domanda di assunzione al cimitero del mio paese come Becchino e di acquistare il loculo piu' bello, prima o poi uno dei due posti lo otterro :-((
Questi fanno le leggi contro la droga, ed i primi fatti sono loro, ma perche' non inseriscono anche nel parlamento Italiano l'antidoping????
Vogliono mettere le scorie a 500 metri da una delle spiagge piu' belle d'Italia, bandiera blu, dopo che
ci sono voluti decenni per convincere gli imprenditori ad investirci creando delle strutture stupende, ci sono voluti decenni per far conoscere in Italia e nel mondo la Basilicata per le sue bellezze naturali, e questi pensano bene di piazzarci le scorie :-((
No basta !!! ne abbiamo gia troppe di scorie, dovrebbero essere presenti (dicono loro) circa 3000 metri cubi di scorie
altamente contaminate a pochi chilometri dal futuro insediamento, abbiamo gia' troppe morti di cancro :-((((
la Basilicata una delle regioni con la piu' alta percentuale di ammalati di cancro in base alla popolazione :-(((((((((
Questi stanno letteralmente rompendo i coglioni, promettono di far volare le piccole imprese, e per poco
non ci mandano in fallimento con la vecchia finanziaria, mandano a morire i nostri giovani in Iraq (tra cui un nostro compaesano) avendo contro la maggioranza degli italiani e ONU, ora ci trasformano nella pattumiera Nucleare d'Italia, e che cazzo se durano un altro anno chiederò asilo politico a Fidel.......... almeno dittatura per dittatura non vedrò più la banda del NANO....

Luigi

 

CONVINVERE I KAMIKAZE....

Difficilissimo.

Guardatevi intorno: basiliche bellissime ed immense, statue, quadri e
altrove vmoschee splendide, sinagoghe, templi indù raffinati ed
elaborati, piramidi millenarie gigantesche, ziggurat, scalinat
azteche, maya, megaliti alla Stonehenge.... perchè tutta questa immane
fatica di milioni di piccoli uomini?
Perchè non accettano che morire vuol dire morire. Non vogliono credere
che il nulla che c'è prima di nascere sia tale e quale a quello che
c'è dopo la morte.

In fondo all'animo tutti lo sappiamo che è così, meno i fanatici
religiosi.

Il Papa teme il gran salto: da Papa a nulla. E invoca le preghiere dei
fedeli per NON morire. Non ha nessuna voglia di incontrare Gesù,
perchè teme, fortemente teme, che tutto sia fantasia, e che non ci sia
preoprio nulla dopo la morte. Chiunque ci pensi un attimo sul serio
non può avere dubbi: l'Uomo è un animale intelligente, un po' più
intelligente degli altri e quindi sa che deve morire, sa che col
corpo, con la mente, si spegnerà tutto per sempre.

Ma quante cose stupende ha cotruito per dare corpo all'illusione di
eternità!

Ora i kamikaze sono dei tapini plagiati totalmente e compleamente:
buttano via la vita sicuri come pompieri di passsare direttamente nel
paradiso musulmano in mezzo a torme di vergini da deflorare...
Pensate un po' a come sono fondamentalmente condizionati per poter
credere a baggianate simili, non che le nostre siano tanto meno folli,
però da noi l'Illuminismo ha seminato il dubbio e oggi trovae un
kamikaze cristiano che si faccia scoppiare pensando che, ammazzando
suoi simili, finisca in paradiso è impossibile.

Come si fa a portare il dubbio nella testa dei kamikaze? Dovrebbe
essere opera dei musulmani più preparati, loro devono insegnare che
chi uccide non sarà premiato.
Compito poi di liberi pensatori arabi, e ce ne sono tanti, far udire
la voce della razionalità.
E anche noi dovremmo far udire la stessa voce: la vita è un miracolo
della Natura, dura poco, va vissuta al massimo grado permesso
dall'intelligenza che ognuno ha, e quando finisce, finice e basta.
Niente paradisi, niente inferni, niente castighi, niente premi.
NIENTE.

Questa era la guerra per la democrazia e la libertà: le bombe invece
danno forza ai fanatici.


Ernesto

 

CI SONO MOMENTI IN CUI....

Ci sono momenti in cui bisogna saper tirare fuori le palle, essere uomini ed essere duri. Così come fu nell’immediatezza dell’11 Settembre, giù due torri in america, giù un intero popolo: quello afgano.
L’insegna del mercato vespa di rai1 recitava… Il nostro 11 settembre. Poco fa da Fiumicino sono partiti un altro centinaio di uomini, che spero domani, non vengano chiamati eroi, eroi per due o tre giorni, e altresì spero sia falsa la frase attribuita al nano governatore :” "...questo sacrificio sia valso a rappresentarci sulla scena internazionale con grande rispetto"… L’avrebbe detta al TG2, e sarebbe indicativa dell’idiozia del deficiente.
Io non l’ho vista, ma ho visto altri TG avvoltoiare sulle bare allineate.
Pare siano i nostri morti ed invece no, sono i morti delle famiglie che non avranno più il piacere di vivere i loro cari, sono persone morte ed ammazzate per una pace presunta in tempo di guerra.

In effetti non sbagliavo, ci sono momenti nei quali bisognerebbe tirare fuori le palle, solo che a mostrarle, ora dovremmo essere noi, perché si sa che le peggiori porcherie in Italia avvengono sempre quando l’opinione pubblica è impegnata a piangere qualche morto per strage, poco importa se sia di pace di guerra o di neo-terrorismo anarco-governo-insurrezionalista.

Se ci siamo indignati per la cirami, se abbiamo rabbrividito per i condoni tombali, se ci siamo sentiti schifati per il condono edilizio, iniziamo a proteggere il nostro stomaco con massicce dosi di Maalox… Il nano ordina… Cancellare il reato di concorso esterno alla mafia.
Lo faranno, come hanno fatto tutto ciò che dovevano fare.
Fare?
Ah sì, io a volte mi faccio una canna. Non ho mai provato a misurare una ‘caccoletta’ di fumo, una canna è una canna… Mi dicono che ora potrei andare in galera per questo ma potrei diventare deficiente e passare alla scuola miccichè e farmi di cocaina; è lecito possederne in quantità doppia della cannabis. Che anche la legge fini sulle droghe sia viziata da una leggera forma di conflitto di interessi?

In fine un abbraccio agli abitanti di Scanzano Jonico gemellato con Carbonia almeno nella mia anima. Abbiamo in comune siti minerari dimessi, abbiamo in comune l’intento di stoccaggio delle scorie nucleari. Abbiamo avuto in comune la possibilità di condividere morti per leucemia ed inquinamento che non ci avrebbe mai reso eroi, ma solo maschere invisibili vittime del generale Jean.

Ma noi le palle le abbiamo?
RITA PANI (APOLIDE)

 

SADDAM CATTIVO, E ALLORA NOI?

Abbiamo fatto la guerra all'IRAQ perche' dieci anni fa avrebbe fatto morire 3.000 curdi con le armi chimiche.

Noi (USA, Polonia, Australia, Italia) invece abbiamo fatto morire 13.000 persone ...

Faccio notare che fra l'altro, le bombe intelligenti non sono in grado di distinguere tra curdi e iracheni. Pertanto oso immaginare che anche noi abbiamo ucciso 3.000 curdi.

Massimiliano.

 

STRISCIA ROSSA

«Tentare di eliminare Saddam avrebbe comportato incalcolabili costi umani e
politici. Catturarlo sarebbe stato probabilmente impossibile. Saremmo stati
costretti ad occupare e a governare l'Iraq. Forse gli Stati Uniti sarebbero
ancora oggi una forza di occupazione in una terra estremamente ostile»
.

George H. Bush (il padre), New York 1998.

 

Sregolatezze del 14/11/2003

La Cgil? «Fa opposizione politica». E poi «rappresenta una minoranza, arriva a due milioni e mezzo, mentre Cisl e Uil ne rappresentano tre e mezzo». Il ministro dell'economia Giulio Tremonti? «E' il miglior interlocutore rintracciabile nei due schieramenti, il più autorevole esperto in materia». La riforma delle pensioni? «Quanto contenuto nella prima delega a Maroni è ben concepito». Ad affermarlo non è un nemico dichiarato dei sindacati, non è il capo della Confindustria, non è il Cavaliere o qualcuno dei suoi stallieri. E' Luigi Angeletti, sì, proprio lui, il segretario della Uil, impegnato da qualche settimana in manifestazioni unitarie Cgil-Cisl-Uil. Angeletti, del resto, non si è limitato a sostenere questi concetti, animato
da un evidente e irrefrenabile spirito unitario. Ha diramato una nota ufficiale per precisare che «il contenuto delle dichiarazioni virgolettate, in particolare i giudizi sulla Cgil, è frutto di una rielaborazione che non corrisponde né al senso né al contesto del dibattito». Un contesto che possiamo immaginare e che Angeletti fa bene probabilmente a risparmiarci: un convegno organizzato dai giovani di Forza Italia del Lazio.

DON PANCRAZIO

11.13.2003

 

VIA DA ASSISI

Socci fai quello che ti pare, dì quello che vuoi,
ma vattene da Assisi. Via da quel posto dove Francesco non
portava armi, nemmeno per difesa e proibiva ai suoi frati e ai laici
del terzo ordine di portare armi, e per questo dovette sopportare
di vedere perseguitati i suoi dal Potere del tempo.

Vattene da Assisi, non farti scudo di Francesco...

I carabinieri non dovevano morire, ma Francesco andò
dal feroce sultano Saladino senza armi in mano, nemmeno
per difesa...

...non mescolare il sacro con il profano: i carabinieri hanno fatto
"bene" ad andarci con le armi, non erano santi loro...

ma vattene dal luogo dove un uomo ebbe il coraggio di fare il contrario...
lascia stare Francesco...non toccarlo...vai a fare la tua trasmissione dove ti pare,

ma non metterti in bocca il grande Francesco...lascia che se ne vada
libero per i secoli e la storia, scalzo, povero e senza armi, nemmeno per difesa...
...almeno uno, almeno lui...

...via da Assisi, pistola di un giornalista.

Lassalle

 

A "PORTA A PORTA" L'AGGRESSIONE DI LUTTWAK A INFORMATION GUERRILLA E NUOVI MONDI MEDIA

"PER LA LIBERTA' DI ESSERE PACIFISTI". UN APPELLO CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO

Siamo scioccati e indignati per la violentissima aggressione subita nel corso della puntata di "Porta a Porta", del 12 novembre 2003, da parte del signor Edward Luttwak (http://www.carmillaonline.com/archives/2003/03/000105.html#000105), verso il quale ci riserviamo ogni azione legale.
Le sue gravissime accuse al pacifismo e all'informazione non allineata di sostenere la violenza, basate sul diktat di Bush "o con noi o con i terroristi" (ventilando anche l'ipotesi di oscuramento dei nostri siti Nuovimondimedia.it e Informationguerrilla.org), sono un attacco inaudito alla liberta' di stampa, all'indipendenza dell'informazione, a quella democrazia che e' nostro orgoglio di popolo e conquista tanto pagata.
Siamo editori e giornalisti indipendenti impegnati quotidianamente per la liberta' d'espressione, la pace, i diritti umani e civili. Un'attivita' d'informazione limpida e corretta, che da voce anche alle ragioni della pace contro la guerra in Iraq, nulla ha a che spartire con nessuna forma di violenza.
Come liberi cittadini che esercitano un libero diritto, quello di espressione, denunciamo l'accaduto all'opinione pubblica, invitando a una forte mobilitazione di protesta, per la liberta' e contro il tentativo inaccettabile di criminalizzare il dissenso.
Information Guerrilla e Nuovi Mondi Media
Bologna, 13 novembre 2003

 

E’ ora che la Sardegna faccia sentire la sua voce per la pace:

I nostri militari rientrino a casa. Smilitarizzare l’Isola.

Esprimiamo il nostro cordoglio a quanti, familiari, amici, militari, sono stati colpiti dal lutto della strage di Nassiriya. In particolare, ai familiari e agli amici del maresciallo Silvio Olla.
Assistiamo sgomenti in queste ore al tentativo di utilizzare questa tragedia per spingere ancor di più il nostro paese in un impegno militare in Iraq, in pieno teatro di guerra.
Una guerra che è stata scatenata con motivi apertamente falsi. Una guerra che a parole voleva combattere il terrorismo e che al contrario lo fomenta. Una guerra che, infine, ha portato all’occupazione e all’amministrazione militare di un paese il cui popolo, invece, deve riprendere a pieno titolo l’esercizio del proprio inalienabile potere di governo.
Noi proseguiremo il nostro impegno contro la guerra e contro questa guerra. Per questo motivo chiediamo il ritiro immediato delle truppe italiane.
La scomparsa del maresciallo Silvio Olla rappresenta l’ultimo tributo che la Brigata Sassari ha pagato, in missione all’estero e a causa delle morti per leucemia ai linfomi. Va denunciato che questo sacrificio affonda le sue radici nelle drammatiche contraddizioni economiche e sociali della nostra isola. Contraddizioni che, per tanti, non lasciano alternativa che esporsi ai rischi della scelta di partire volontario.
Ancora, la Sardegna è gravata da una presenza militare drammaticamente pericolosa come quella della base nucleare della Maddalena. Pericolosa per i suoi abitanti, pericolosa per l’ambiente, pericolosa per la pace. Le notizie trapelate riguardo l’incidente occorso a un sommergibile atomico americano lo scorso 17 ottobre ripropongono, in tutta la loro gravità, i rischi obbiettivamente connessi alla presenza ed il transito dei sommergibili e sollecitano la mobilitazione dei cittadini sardi per il suo smantellamento.

Cagliari, 13 novembre 2003

PRC, Sandro Valentini PdCI, Antonio Zidda FdV, Paolo Rossetti



 

PACE

I ragazzi di Nassiriya
GINO STRADA

Ho lasciato l'Afghanistan pochi giorni fa. Quando sono partito, Fahim Khan era agonizzante nel reparto di rianimazione. Diciannove anni, dilaniato da una bomba non lontano dal palazzo reale di Kabul, mentre stava tentando di rimettere a posto la propria casa danneggiata dai bombardamenti. Sono partito con negli occhi il padre di Fahim, seduto a fianco del figlio in silenziosa disperazione. Fahim e suo padre mi sono tornati in mente ieri mattina, quando il responsabile di Emergency mi ha chiamato da Baghdad per dirmi della strage di Nassiriya. Altri ragazzi come Fahim, fatti a pezzi da un'altra esplosione. Ragazzi italiani. Ho pensato ai loro padri, lontani migliaia di chilometri, che forse non vedranno neppure i resti dei propri figli. «Nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace: in tempo di pace sono i figli a seppellire i padri; con la guerra tocca ai padri di seppellire i figli» scriveva Erodoto nel quinto secolo prima di Cristo. La follia della guerra è tutta qui: qualche decina di ragazzi si sono svegliati ieri mattina in Iraq, e ieri sera non sono andati a letto, non ci sono più. Hanno iniziato il grande sonno, come altri milioni di ragazzi prima di loro, in Afghanistan e in Cecenia, in Congo e in Kosovo e nei mille luoghi di violenza del nostro pianeta: sottratti alla vita non da un male incurabile ma dalla volontà e per opera di altri esseri umani. Ogni volta che la guerra si porta via una vita umana è una sconfitta, per tutti, perché ha perso l'umanità, perché si è persa umanità. Il rispetto per i morti, per il dolore dei loro congiunti può e deve provocare una riflessione di tutti, anziché la polemica di alcuni. Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, ogni volta che i rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con l'uccisione. L'umanità potrà avere un futuro solo se verrà messa al bando la guerra, se la guerra diventerà un tabù, schifoso e rivoltante per la coscienza e per la ragione.
dal MANIFESTO


 

CHI PAGA DI PERSONA E CHI NO

Da quando quell'uomo si è messo sopra la legge facendosi una legge ad hoc, la politica è sospesa in questo Paese e quell'uomo ha perso l'autorità morale, semmai l'ha avuta, per parlare a nome del Paese e per piangere i suoi morti.

Lassalle

 

Il "Giornale dei carabinieri":sono stati uccisi per la guerra di Bush. Ora basta

Tre settimane per morire
Nelle caserme dell'Arma non solo si è pianto di dolore e di commozione, ma anche di rabbia perchè non si doveva aspettare la strage, non bisognava mandare i carabinieri in Iraq per partecipare a una guerra americana. Il
comando generale dei carabinieri ha fatto sapere che sono arrivate migliaia di attestazioni di solidarietà, ma Il Giornale dei carabinieri, letto da trentamila carabinieri, ha espresso anche il sentimento di angoscia per un sacrificio imposto da una guerra insensata. Dice l'editoriale firmato dal maresciallo Ernesto Pallotta: «Non dovevamo aspettare i morti per meditare sull'impegno italiano in Iraq. Contrariamente a quanto affermato da Bush, i fatti dimostrano che in Iraq vi è ancora la guerra. L'Italia non ha avuto un mandato parlamentare per partecipare a un conflitto armato. Di fronte ai
morti diciamo basta e l'Italia deve allinearsi ai comportamenti assunti dalla maggior parte dei Paesi europei». C'è anche una dichiarazione del maresciallo Formiga, segretario generale del sindacato carabinieri in congedo: «Ci chiediamo con dolore perché i carabimnieri devono morire per terrorismo all'estero. Chiediamo con forza che il nostro contingente torni
in patria». L'hanno chiamata missione «antica Babilonia», ci partecipano tremila militari italiani, quattrocento sono carabinieri: operano nell'Iraq meridionale sotto comando britannico. Il loro principale compito definito «umanitario» è quello di «concorrere al mantenimento all'ordine pubblico». In un Paese occupato militarmente significa far rispettare le regole imposte dagli occupanti.
Sono passati 24 giorni tra le minacce contro l'Italia e l'attentato che ha fatto strage di carabinieri, soldati e civili irakeni nelle palazzine del comando militare italiano a Nassiriya. Il messaggio di Al Qaeda trasmesso il 18 ottobre dalla tv del Qatar diceva: «Ci riserviamo il diritto di rappresaglia, al momento giusto e nel posto giusto contro tutti i Paesi che
prendono parte a questa guerra iniqua, vale a dire Gran Bretagna, Spagna, Australia, Polonia, Giappone e Italia». Lo sceicco Omar Bakri, vicino alle posizioni di Al Qaeda, aveva avvertito gli europei che le minacce andavano
prese sul serio. Come sempre la strategia terroristica ha messo in atto la sua devastante potenza nel luogo più vulnerabile, una città dove i militari italiani si sentivano protetti per aver fraternizzato con la popolazione,
dove le strutture militari erano difese solo da sacchi di sabbia, dove non c'erano segnali allarmanti di guerriglia. Dopo le minacce, i vertici della Difesa avevano rafforzato la presenza del Sismi, il servizio segreto militare, sulla cui capacità di penetrazione tra i gruppi della gerriglia, erano fondate le speranze di poter evitare un'azione contro l'Italia. Gli
agenti segreti avrebbero dovuto cercare contatti con le formazioni guerrigliere che avevano più peso nel controllo del territorio di Nasseriya: bisognava convincerle che i nostri soldati svolgevano solo compiti umanitari e offrire loro dei vantaggi se non li avessero considerati nemici. Missione difficile, al confine con l'irrealtà. Per questa è fallita. Dopo la strage il Sismi ha catapultato in Iraq altri agenti segreti per capire le ragioni del fallimento.
«Scopriamo ora - dice Luigi Bonanate, docente di studi strategici all'Università di Torino- che in Iraq c'è una guerra a cui una parte sta reagendo con una guerra di guerriglia. Quando si è deciso di mandare "i nostri ragazzi" in Iraq si è usata la coloritura di dire che andavano per motivi umanitari e non come alleati degli Stati Uniti. E oggi ne piangiamo
le conseguenze. Quei militari morti sono vittime del lavoro mandate in un cantiere malsano, come l'immigrato albanese morto nel malsano cantiere di Genova. Sono la tristissima testimonianza che non era vero, come hanno cercato di farci credere, che tutta la popolazione irakena era contro Saddam, che bastava rovesciare la statua del dittatore, per fare accettare l'intervento militare straniero. Il futuro dell'Iraq è nero, nero, nero. E' possibile che gli attentati continuino a colpire obiettivi situati prevalentemente nel territorio irakeno, perché le formazioni della guerriglia la ritengono una guerra di liberazione. Ma se non si rimuovono le ragioni della guerra, c'è il rischio che gli attentati siano esportati in
altri scenari, come Europa o Stati Uniti, per coinvolgere ancora più profondamente l'opinione pubblica internazionale».
La possibilità che le minacce siano seguite anche da azioni terroristiche nei Paesi occidentali è stata subito presa in considerazione dai nostri organismi di sicurezza. Il Ministro Pisanu ha convocato i vertici dell'antiterrorismo per studiare nuove misure di protezione per gli obiettivi più sensibili: saranno intensificati i servizi di vigilanza oltre che per gli aeroporti, le stazioni, le ambasciate anche per le strutture militari.

Annibale Paloscia

 

Sregolatezze del 13/11/2003

Non si sa se alla fine sarà un triciclo o una carovana, ma il variegato
raggruppamento prodiano in formazione su una cosa si batte come un sol uomo
(in Italia): la definitiva instaurazione (in Italia) di un regime elettorale
e politico bi-polare, perché crede di poter nascere e prosperare (in Italia)
eliminando e semplificando ragioni di partito e gruppi parlamentari. Lo
stesso aggregato, sempre per poter nascere e prosperare, in Europa è di
tutt'altro avviso e intendimento: sparigliare le carte e rompere il regime
bi-polare di fatto vigente a livello politico europeo, inventando un nuovo
partito e un nuovo gruppo parlamentare. Intanto Prodi, a proposito del suo
manifesto per l'alleanza italiana alternativa al centro-destra, si nasconde
dietro un dito, dice che si tratta solo di "riflessioni sull'Europa" e che
"non fa alcun accenno alla politica nazionale". E il nome della lista
elettorale di questa alleanza, quale sarà? Lista per l'Europa, Lista per la
Pace, Lista per l'Alternativa, Lista per il Riformismo, Lista per il
Socialismo, Lista Popolar-Democratica, Lista per l'Ulivo, Lista per
Garibaldi? No: "Lista per Prodi" (anche se senza Prodi)... Insomma c'è
proprio da chiedersi, ovviamente a prescindere dal merito specifico di
queste posizioni, se esse possano definirsi effettivamente prodiane o -
beninteso da un punto di vista meramente tecnico - proditorie.

DON PANCRAZIO

 

... E Martedì lutto nazionale...

Ci intimano di unirci a piangere le vittime. Ci dicono non sia il tempo delle polemiche. Non so se sia vera l’affermazione attribuita a Prodi … “Ho pregato tanto perché non toccasse a noi…” Certo se lo fosse, sarebbe davvero tanto infelice.
Ritengo sia il tempo non delle polemiche sterili, ma delle forti prese di posizione; l’unità del pianto non solo non è utile, ma rischia di essere un nuovo e meschino tentativo di mettere a tacere una verità che per troppo tempo abbiamo gridato a vuoto, come scrivevo ieri, persino stendendo quelle bandiere sui nostri balconi.
Nessuna guerra sarà mai giusta e che lo si voglia ammettere o no, il popolo iracheno lotta per la sua libertà. Nessuna guerra sarà mai giusta, ma in guerra le persone muoiono. Non sono vittime dei terroristi, come i bambini e le donne del mercato di Baghdad non furono errori, effetti collaterali di una stupidissima guerra che nulla ha mai avuto di democratico ed intelligente.
Non dobbiamo cadere nella trappola, è ora di urlare ancora più forte, se mai fosse possibile, perché questo governo servo ed irresponsabile riporti a casa tutti i militari presenti in Iraq.
Detesto l’ipocrisia, le lacrime e lo sdegno, le tribune medianiche che hanno gli avvoltoi appollaiati nelle comode poltrone che parlano di democrazia e libertà dopo essere stati complici di un guerrafondaio, inetto e criminale come bush.
Basta con la logica dell’ Armiamoci e partite!
La guerra finita e vinta dagli americani in Iraq non è né finita né vinta; pare sia solo al suo inizio. Prima i soldati americani morivano a due a due, ora vengono massacrati tutti a colpi di 20 per volta ma… L’esercito democratico ha le palle, e soprattutto e stato mandato da chi continua a dire che non si lascerà intimidire, e lo dice con la presunzione di parlare anche a nostro nome.
Quello, non parla per me. Non mi rappresenta e sono certa non rappresenti molti di noi. E’ troppo facile intimare al popolo di non parlare, di non pensare, di non incazzarsi, e di tentare di esimersi così da una responsabilità di fatto.
Non importa che tardivamente l’ONU abbia legittimato l’aggressione americana ai danni dell’Iraq, è stata e resta una sporca guerra, ed è meschino ed umiliante che i responsabili, a nostro nome, si facciano scudo dei soliti e cattivissimi noti, da Bin Laden, vivo o morto a seconda del bisogno, Alqueida, o Saddam Hussein, rimpianto persino da chi ne fu realmente vittima.
Nessuna polemica? 1000 polemiche! 1000 polemiche per cercare che tutto il resto non cada nell’oblio. Da Guantanamo a Tarek Aziz, dai bimbi mutilati ai giornalisti ammazzati per sbaglio, dalle donne dei mercati ai figli di Saddam Hussein, trofei della libertà.
Nessuna polemica per riunirci nel dolore di queste nuove 20 vittime.
Ma chi ha pianto e chi piange per i militari che continuano a morire vittime dell’uranio impoverito, per essere stati portatori di pace nei paesi in guerra?
Chi ha sparso per loro le lacrime, dopo aver posto le bandiere a mezz’asta?
Eppure sono soldati anch’essi, hanno vissuto da eroi, muoiono di faringite, lasciano mogli e bimbi.
… Ma senza nemmeno la pensione.
RITA PANI (APOLIDE)

11.12.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Cordiali saluti da questo luogo pieno di storia che la pochezza dell’uomo rende infelice». Cartolina inviata una settimana fa dal vicebrigadiere Giuseppe Coletta, uno dei caduti, ad un’amica che lo aiutava nella raccolta di abiti e giocattoli per i bambini.

 

Sregolatezze del 12/11/2003

Voi credete che Tony Renis sia diventato direttore del primo Festival di Sanremo dell'era Raiset perché berlusconiano e, prima ancora, craxiano e intimo dei boss della mafia italo-americana? Errore. «Ai primi di agosto ci ritrovammo nell'ufficio del direttore generale della Rai Flavio Cattaneo, con Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, e Alessio Gorla, direttore dei
palinsesti. Feci il nome di Tony Renis perché, leggendo un libro sul Festival, mi colpì il fatto che Renis aveva partecipato a sette edizioni della gara canora, vincendone una nel 1963. Aveva vinto anche il Golden globe e venne nominato anche agli Oscar. Lo chiamai l'8 o il 9 agosto e gli chiesi: 'Se ti dicessi Sanremo, direzione artistica... ', mi rispose:
'Neanche morto, non ci penso nemmeno'; e adesso ci ritroviamo qui». Così la racconta Gian Marco Mazzi, "consulente musicale" di Cattaneo e, casualmente s'intende, berlusconiano d'istinto e di carriera come Cattaneo, Del Noce e
Gorla. Il clan non sa ancora dire perché, dopo il forfait dichiarato dai discografici, non siano ancora riusciti a trovare uno straccio di conduttore per il pur più importante appuntamento annuale della Rai. Ma hanno già tirato fuori l'asso dalla manica: Bruno Vespa, pronto a trasformare il dopo-festival in "Porta a porta" il festival stesso in Festival di Taormina.
Nel senso di Carlo...

DON PANCRAZIO

 

bERLUSCONI =bUSH

Visto e considerato che berluskoni e bush sostengono ancora che la missione
in iraq deve perdurare pur nonostante i vili attentati, perchè in guerra non
ci vanno LORO o dei parenti di costoro? perchè ci mandano altri a morire?
David

 

NOI QUESTA GUERRA NON L'ABBIAMO VOLUTA

Pensavo che oggi, finalmente l’avrebbero ammesso. Pensavo che finalmente qualcuno avrebbe detto che esiste una guerra, e che in guerra spesso si muore. Invece No. Dopo che bush discese sul ponte di una nave e decretò la vittoria, finì quella guerra. Tutto il resto è pace e democrazia e i morti di oggi, dovrebbero essere i nostri nuovi eroi di pace.
Con tutto il rispetto ed il dolore (uno di loro lo conoscevo) per le persone morte, è tutta e solo una schifosissima propaganda. Non sopporto quelle voci di circostanza, quelle facce falsamente affrante e l’ipocrisia delle bandiere a mezz’asta.
Non tollero la martellante opera di catechizzazione, che parte da Saddam per arrivare a Bin Laden, tesa a convincere il popolo che si tratti di terrorismo, la verità è che l’esercito italiano è stato coinvolto in una guerra sporchissima nata per interessi economici, voluta, fortissimamente voluta da bush per il petrolio e per il potere.
E’ rivoltante il tentativo di lobotomia perpetrato attraverso i media, tutti i media. Continuano a ripercorrere la storia a partire dall’11 Settembre, vorrebbero che non si ricordasse l’aggressione americana all’Iraq, le stragi di civili per le strade (errori, effetti collaterali), madri e bambini massacrati, gli stessi figli di Saddam Hussein, spregevoli quanto mai, ma mutilati, massacrati, e poi fotografati a pezzetti, sopra i tavoli di un obitorio, la protesi accanto alla gamba , e poi mostrati come trofei di guerra.
Noi quella guerra non l’abbiamo mai voluta, noi siamo il popolo della pace e abbiamo ancora le nostre bandiere colorate sui balconi, noi abbiamo occupato le piazze per dire no a questa guerra.
Non scordiamo quindi che la responsabilità oggettiva di questi morti è del governo e di certa parte della sinistra che dall’oggi al domani ha cambiato opinione e legittimato l’aggressione all’Iraq.
Spero davvero che queste morti non vengano strumentalizzate, ma non da chi come me, esige che l’esercito italiano si ritiri immediatamente dall’Iraq, ma da chi in Iraq gli ha spediti per poter poi pretendere una fetta della torta. Magari usandole per pretendere qualche pezzo in più.
E’ gente del sud, dicono in uno dei tanti TG. Anche questo dovrebbe farci riflettere. Purtroppo non sono eroi ma solo dei lavoratori, morti male e di lavoro.
Quasi come a Genova. Speriamo che vengano ricordati qualche attimo in più
Rita Pani (APOLIDE)

 

Manifestazione x ritiro militari dall'Iraq domani a Bologna!

Il ritiro delle truppe italiane in Iraq è stato invece subito richiesto
dalla sinistra dei diesse, da Rifondazione Comunista e dai Verdi. «Siamo
colpiti dalla tragedia di tante vite umane distrutte – ha detto il
leader del Prc Bertinotti - siamo colpiti anche se sappiamo che essa è
avvenuta in un contesto terribile in cui ogni giorno la vita umana è
annientata. Ancora una volta è evidente che guerra e terrorismo si danno
la mano». Bertinotti manifesta quindi la piena solidarietà del Prc alle
famiglie delle vittime «ma proprio in nome di questo rispetto –
aggiunge - intendiamo proseguire nell'impegno politico contro la guerra».

Secondo Piero Di Siena e Giorgio Mele dell'area "14 luglio" dei Ds il
ritiro delle truppe «potrebbe essere questo il primo passo per arrivare
alla fine dell'occupazione anglo-americana e per affidare all'Onu e al
popolo iracheno la ricerca di una via d'uscita dal vicolo cieco in cui
l'iraq è stato messo dalla guerra di Bush».

Più dura, la presa di posizione dei Comunisti Italiani. «Proviamo una
grandissima tristezza autentica e un cordoglio, per quello che vale,
comunque molto partecipato alle famiglie di questi ragazzi afferma
il segretario del Pdci Oliviero Dilibero - È un giorno molto triste per
l'Italia e bisogna chiederci perché è successo. È successo perché il
governo ha mandato dei ragazzi a farsi ammazzare». «Di fronte a questa
immane tragedia – aggiunge Diliberto - faccio una sola domanda in
nome di chi sono stati mandati a morire? Perché sono morti? tantissima è
la solidarietà per loro e le loro famiglie e tantissima è la collera
contro questo governo che li ha mandati a farsi ammazzare perché è un
governo che non ha più una politica estera se non quella di saltare
sull'attenti quando Bush da un ordine, è una vergogna».

Il Pdci organizza per giovedì a Bologna una manifestazione per il ritiro
delle forze armate italiane in Iraq con lo slogan «Non più vittime in nome
del petrolio». In questa occasione i comunisti italiani lanceranno anche
una raccolta di firme per il ritorno in Italia dei militari della missione
Antica Babilonia.

«Gli italiani -sostiene anche Vittorio Agnoletto- non avrebbero mai dovuto
andare là». «Guerra e terrorismo - continua l'esponente del movimento
pacifista e no global - si alimentano a vicenda e stritolano la resistenza
civile della popolazione. L'unico modo per uscirne -conclude- è riportare
a casa gli eserciti occupanti».
SERGIO

 
Gli italiani brava gente che votano per i furbi, perchè dell'onestà sotto
sotto niente gli frega, hanno sopportato ogni scempio in questi due anni,
dall'uso dello strumento legislativo a fini strettamente personali, ai
condoni.
Credono ancora alle favole ed al miracolo economico, anche se siamo in piena
recessione, con un'inflazione che dimezza i salari e il terzo mondo che
ormai ci mangia in testa quanto a competitività sui mercati.
E questo passi, ma stasera 16 famiglie piangeranno perchè il nostro premier
per leccare il culo a padron Bush ha mandato
in una guerra che non ci riguarda, a cui la stragrande maggioranza degli
italiani è contraria, i nostri soldati a morire.
Qualcuno dovrà spiegare cosa ci facciamo in iraq ad appoggiare
una guerra angloamericana illo tempore presentata come difesa contro armi
mai trovate, priva di qualsiasi legittimità e copertura ONU e in spregio
alla nostra costituzione, con la scusa delle missioni "di pace" coi mitra in
mano.
FABIO

 
Ogni anno muoiono nel mondo 12 milioni di bambini/e di fame, con i milioni di dollari di un solo aereo militare si potrebbero sfamare tutti per un anno.......
Sono milioni i bambini/e e adolescenti impiegati/e come soldati in zone di guerra, sono milioni gli/le adolescenti impiegati nel lavoro nero in Italia e nel mondo, bambini/e e adolescenti sfruttati sessualmente, le bambine infibulate, i bambini/e e adolescenti mutilati per le mine antiuomo soprattutto italiane, adolescenti e bambini/e morti in Irak per l'embargo decennale americano a a Cuba per lo stesso embargo yankee, miliono gli orfani per cause di guerra.
Non ho mai visto nessun sdegno e dolore generale per tutto questo, adesso vedo lacrime di coccodrillo per militari morti in una guerra dove avevano scelto volontariamente di andare, come conquistatori.
Sono bastardo ? Molto, mi dispiace sicneramente per i morti di oggi, ma oltre un umana partecipazione per il resto non me ne importa nulla.
Se il dolore deve essere sincero deve esserlo per TUTTI i morti, odio la retorica nazional popolare di queste ore.Le bandiere a mezz'asta mettetele per i 12 milioni di bambini che muoiono di fame.
La pace portata con il fucile e il crocefisso non mi appartiene.
Non esistono guerre giuste o umanitarie, la guerra è sempre e solo un affare di merda.
Paolo

 
I soldati italiani morti in Iraq sono stati uccisi dal terrorismo di
Stato. Quel terrorismo che le platee teledipendenti si ostinano a non
voler vedere perchè oscurato dalla censura dei media o da qualche
programma di cucina per casalinghe.

Li ha uccisi QUESTO GOVERNO e la SINISTRA COMPLICE.

Un degno funerale per i ragazzi morti dovrebbe essere una presa di
coscienza da parte dei cosidetti mezzi d'informazione che permettesse
finalmente un'analisi seria di questa "guerra" scellerata scatenata da
quell'alcolista di George Bush e i suoi degni compari planetari.
Una guerra ipocrita e orrenda.
Non capisco di cosa dovremmo stupirci ora che abbiamo iniziato a
morire davvero.

I mass-mediaproseguono invece ad usare termini impropri
e fanno il verso ai nostri politicanti che piangono lacrime di
coccodrillo oltre che dare spazio
gli amichetti Bush, Blair, Putin e Berlusconi nei loro farneticanti
discorsi che dovrebbero coadiuvare l'ingresso della democrazia con le
armi in un posto che fino a poco tempo fa era sotto la dittatura di un
delinquente internazionale
del calibro di Saddam da considerarsi al loro pari.

Come ho letto in articoletto i nostri
"portatori di pace" sono in quell'inferno per difendere gli yatch e
le Ferrari di qualche petroliere, il cancro ai polmoni e il crocifisso
sul muro delle scuole, oltre che continuare a morire per i metalli
pesanti o l'uranio impoverito che si sono succhiati fino all'ultimo
grammo.

L'Italia deve unirsi ai paesi europei come Francia e Germania che non
hanno mandato soldati e stanno adoperandosi per la rstituzione del
paese agli iracheni dando pieno mandato all'Onu per gestire la
difficile situazione e avviare un reale processo di democratizzazione.

Che l'Italia si tolga dalla condizione
di forza di occupazione quale è diventata in Iraq.
Che questo governo se ne vada per sempre.
Che la sinistra complice si vergogni nel silenzio più assoluto.
Che un futuro senza guerrafondai di destra e di sinistra si affacci
presto nel nostro paese.

soulBoy

 

RITIRO IMMEDIATO

Armando Cossutta dei Comunisti italiani: "Cordoglio e solidarietà alle famiglie dei caduti. Il governo dovrà rispondere della morte di questi nostri figli. Profondo è il nostro cordoglio, totale e sofferta è la nostra solidarietà per le famiglie dei caduti e per l'Arma dei Carabinieri. Ma forte è la nostra collera, fortissima la nostra protesta contro questo governo che ha mandato i nostri figli a morire in una vergognosa guerra coloniale ed imperiale".
Oliviero Diliberto: "Di fronte a questa immane tragedia faccio una sola domanda in nome di chi sono stati mandati a morire? Perché sono morti? Tantissima è la solidarietà per loro e le loro famiglie e tantissima è la collera contro questo governo che li ha mandati a farsi ammazzare"
Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: "Oggi è il momento del dolore per tutto il Paese e per tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani. Domani bisognerà tornare a discutere del senso della presenza delle truppe italiane in quel paese, del ruolo dell'Onu e di quello dell'Europa per trovare soluzione alla tragedia del Medio Oriente. La Cgil, ieri, oggi, domani, continuerà a sostenere con convinzione la propria opinione: il ritiro immediato delle truppe italiane".
Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi: "E' immorale mettere in gioco le vite di migliaia di giovani italiani per la guerra preventiva di Bush. Ci sentiamo vicini alle famiglie delle vittime di questa grande e assurda tragedia. Dopo l'attentato di stamattina speriamo che tutti concordino sulla necessità immediata di ritirare le truppe dalla guerra irachena".

Mirko [RISCOSSAROSSA]

 

NON SONO CADUTI AL SERVIZIO DELLA PATRIA

SONO CADUTI
al servizio di Publitalia, parte di un ingrippo mediatico inteso a promuovere la megalomania del Merda e la sua cupidigia di servilismo nei riguardi di Bush.
Ma temo che questa verità dolorosa, in quest'Italia ipocrita e "politicamente corretta", la sentirete solo da me e da un paio di amici miei...
LUCIANO SENO

 

VITTIME DEL TERRORISMO DI STATO

INFORMATION GUERRILLA


In Iraq quattordici soldati italiani sono stati uccisi e altri feriti.


Li ha uccisi questo governo e la sinistra complice
che li hanno mandati a combattere una delle guerre piu' ingiuste ipocrite e orrende.


Questi assassini ora piangono lacrime di coccodrillo ma persistono, con Bush,
nell'intento di portare la loro "democrazia" in Iraq con la guerra.


Che l'Italia esca da questa carneficina.
Che il governo degli assassini se ne vada.
Che la sinistra dei complici si vergogni.

BODY BAGS

0. E che s'aspettavano? D'essere accolti a Refosco e polenta? Ce n'est qu'un debut.

1. I "nostri" soldati"? I "nostri" carabinieri? I *loro* carabinieri ce li ricordiamo molto bene in via Tolemaide, a Genova. Dei *loro* soldati ricordiamo le torture in Somalia, la morte di Emanuele Scieri e lo "zibaldone" del generale Enrico Celentano.

2. I *loro* soldati sono in Iraq per difendere gli yacht e le Ferrari dei petrolieri, il cancro ai polmoni, il caldo da schiattare e, non ultimo, il crocifisso sul muro della scuola. Nobili cause per le quali paghiamo le tasse.

3. I *loro* soldati continueranno a morire anche quando torneranno a casa. Quelli utilizzati in Kosovo stanno morendo come mosche. Zirconio e altri metalli pesanti nel loro sangue. I proiettili a uranio impoverito che la commissione Mandelli aveva giudicato innocui, e che in Iraq erano pioggia quotidiana. Non c'e' da attendersi che questi morituri si ribellino, sono programmati per obbedire.
WU MING

UN PONTE PER: CORDOGLIO PER LE VITTIME, IMMEDIATO RITIRO DEL CONTINGENTE

Il grave attentato che ha colpito il contingente italiano in Iraq era prevedibile, lo temevamo e purtroppo e' accaduto
Il nostro primo pensiero va ai famigliari delle vittime italiane ed irachene di questa grande e assurda tragedia a cui facciamo giungere il nostro cordoglio e la nostra solidarieta'.
Ma la solidarieta' non puo' esimerci dal richiamare quello che abbiamo affermato da sempre:
l'invio del contingente militare ha di fatto trasformato il nostro paese in una "potenza occupante".
La missione italiana non e' una missione di pace, i nostri soldati sono in guerra.
Riteniamo irresponsabile e immorale mettere in gioco la vita dei giovani del nostro paese, mandati in Iraq contro la volonta' del popolo italiano, a sostegno della guerra di Bush e per permettere al nostro governo di partecipare ai lucrosi contratti della ricostruzione.
Oggi piu' che mai e' necessario ritirare immediatamente il contingente italiano prima che altri tragici episodi luttuosi si ripetano.
L'Italia deve unirsi ai paesi europei come Francia e Germania che non hanno mandato soldati e stanno adoperandosi per la rstituzione del paese agli iracheni dando pieno mandato all’Onu per gestire la difficile situazione e avviare un reale processo di democratizzazione.
Oggi piu' che mai e' necessario che il popolo della pace si mobiliti perché cessi l’occupazione dell’Iraq e venga restituito il paese agli iracheni.
Roma, 12 novembre 2003
Lello Rienzi - Un Ponte Per

 

Sregolatezze del 11/11/2003

Alfredo Vito, come si sa, si è dato molto da fare per inchiodare alla tangente per Telekom Serbia tre dichiarati nemici del Cavaliere, anche a costo di riciclare vecchi arnesi del ricatto e della truffa organizzata. Del resto, poteva lui, riciclato dal Cavaliere dopo essere stato beccato negli anni Novanta per una storia di tangenti, non ripagare con la stessa moneta?
E poi, per chi non lo sapesse, il Vito ai tempi d'oro raccoglieva a Napoli centomila preferenze senza nemmeno disturbarsi a fare comizi o altro. E tuttora riesce istantaneamente a pronunciare alla rovescia qualunque parola gli venga detta e di eseguire velocissimamente, a mente, moltiplicazioni anche a tre cifre. Insomma, un personaggio particolarmente dotato. Invece per il presidente "gentiluomo" della Commissione Telekom Serbia, Enzo Trantino (An), il Vito con quei vecchi arnesi e con la Commissione ha agito "per eccesso caratteriale", con "leggerezza". Niente di più. Del resto "noi non abbiamo usato neppure un foglio del materiale che ci è arrivato da questa corte dei miracoli". Infatti, con la sublime leggerezza propria dei gentiluomini, ha solo consentito che fosse utilizzato per mesi - con il preteso marchio della Commissione - da Vito, Taormina, Bondi, i leghisti, Belpietro, Feltri e qualche altra decina di "caratteriali": caratteriali ma gentiluomini.

DON PANCRAZIO

11.11.2003

 

TONY RENIS

Ho appena sentito Tony Renis che si difendeva dall'accusa di essere in
qualche modo legato alla mafia italoamericana. Mi sembrava di sentire uno
Schifani qualunque: "Strumentalizzazioni bla bla..."
Ma de che? Ma chi ti conosce? Ma chi sei? Ma chi dovrebbe prendersi la pena
di danneggiare te che non esisti? Non c'è niente da fare, l'ha scelto
Berlusconi, e si vede.
LELA

 

IL COLMO DEI COLMI

Sentire il Nano che accusa di conflitto di interessi Prodi. Ma vi rendete conto cosa ha il coraggio di ordinare ai suoi servi di
dire, che Prodi ha un conflitto di interessi.
Tragicomico.
Veramente da ridere a crepapelle, se non fosse vero!!!

pippo

 

ASTENIA E NAUSEA

... Pare siano solo sintomi, ma i medici insegnano che non si devono mai sottovalutare.
Astenia e nausa e quello che vado provando ogni giorno di più, quindi dovrei dedurne che tutto si aggrava.
Non ho potuto, il mio senso della morale non mi ha permesso di guardare con orrore BALLARO', fino in fondo. No, certo non per Floris, il quale magistralmente ha mandato in onda il servizio su Licata coprendo lo starnazzare inutile di uno schifani che pensa basti tagliare il riporto per non essere pornograficamente rivoltante, ma proprio per uno schifani che cerca di convincerci che se siamo ridotti alla fame o è per colpa dei comunisti oppure di Bin Laden.
Io non riesco più a stare ad ascoltare, e nemmeno capisco perchè dovrei stare ad ascoltare qualcuno che mi insulta trattandomi da idiota.
Mi vogliono convincere che se la moneta da un euro diventa di carta, io potrò pagare l'affitto, andare dal dentista, dal fiosioterapista, avere un'auto, poterla assicurare e persino andare al cinema una volta alla settimana.
Mi parlano ancora di ISTAT e di inflazione reale e percepita, alludendo volgarmente ad una mia presunta idiozia.
... Snocciolare i dati .... Anche questo, volevano farmi credere che fosse importante. E io ho la nausea non perchè sia idiota, ma perchè semplicemente sono viva e con la vita mi devo scontrare.
Nausea profonda che mi porta sovente vicina alla resa.
Oggi il crollo di Genova è scomparso dietro alle voci di condanna a Prodi e al suo documento, ieri è stato presente ma solo dopo la fase critica che vive l'Inghilterra, no! Non le porcherie celate del caro Tony, ma la presunta omosessualità del principe Carlo. Il crollo di Genova con i suoi operai albanesi o albanesi italiani (gente del sud) è sparito, la nuova schiavitù non è menzionata, il lavoro nero, le dichiarazioni degli operai dello stesso cantiere non sono nemmeno apparse, se non nella pochissima stampa che ancora è leggibile perchè sà di inchiostro e non di letamaio. Ed è sparito anche che, a pochi chilometri da Genova, le ronde padane abbiano ripreso la caccia all'immigrato albanese, guidate da quell'ammasso inqualificabile dell'onorevolissimo borghezio.

Ci sono ben altri problemi in Italia, il festival di San Remo per esempio.
Astenia e Nausea persino per uno spot... ADOTTA ANCHE TU UN BAMBINO A DISTANZA, COSTA SOLO 80 CENTESIMI AL GIORNO.

Forse davvero il fine giustifica i mezzi, ma io ancora non mi sono asuefatta. Adottare un bambino a distanza dovrebbe essere un moto di coscienza civile, un risveglio dell'atavico senso civico, non un azione indotta con la dottrina di Giorgio Mastrota che allo stesso modo, giorno dopo giorno ci esorta a comprare un materasso... a solo poco più di un caffè al giorno.

Forse straparlo, ma ho anche sentito che è stata stilata una sorta di pagella alla TV... Bene i cartoni animati, le fasce pomeridiane per i ragazzi e la cultura!
Sì, la cultura.... Con tanto di intervista a gasparri.

Proverò a curarmi, non sottovaluterò i sintomi.
RITA PANI (APOLIDE)



11.09.2003

 

STRISCIA ROSSA

Le voci della democrazia: «L’Unità è un giornale che va chiuso a prescindere dalle cose che mette in prima pagina. Perché quelli sono dei killer della verità. Confermo. Secondo me l’Unità va annientata».

Carlo Taormina, Libero, 3 novembre

 

QUESTO GOVERNO TUTELA SOLO I FURBI?

Riflettiamo un attimo sulle leggi che ha fatto:

-legge condono per coloro che hanno evaso miliardi di vecchie lire

-legge condono per coloro che hanno costruito senza concessione edilizia
o in difformita'

-legge cirami per coloro che hanno commesso reati, ma non vogliono
essere giudicati....

E poi, anche se non e' legge, cosa dire della dolosa omissione nel
controllo dei prezzi, con l'entrata dell'euro (come era invece negli
accordi) il che ha favorito, ha arricchito - sta tuttora arricchendo -
la stragrande maggioranza dei commercianti furbi?
Per non parlare della depenalizzazione dei reati contro l'ambiente
(prima inquinavi le falde acquifere di una citta' e andavi giustamente
in galera ora te la puoi cavare con 1000 euro).
Ma questi governanti, fanno leggi per il cittadino o leggi solo per
fregare il prossimo?
BARRACUDA

 

L'IMMONDO APPOGGIA IL GENOCIDIO CECENO

L'immondo che ci rappresenta ha avuto la faccia da culo di dire COME
RAPPRESENTANTE MOMENTANEO DELL'EUROPA che i russi in Cecenia sono
stati attaccati MA NON HANNO REAGITO!
I russi occuparono la Cecenia 4 anni fa. La Cecenia chiedeva
l'indipendenza e i russi hanno inziato uno spaventoso GENOCIDIO.
Hanno raso al suolo la capitale cecena, completamente.
Hanno ammazzato 200mila persone, forse di più, su una popolazione di
un milione di abitanti, hanno violentato le donne e torturato
centomila persone.
Hanno assoldato gentaglia, ex-galeotti, in una "milizia volontaria"
per far fare questo lavoro sporco senza sporcare le divise dei soldati
della Russia.
Putin è colpevole e prima o poi finirà sui banchi dei criminali di
guerra.
E noi dobbiamo sentire l'imbecille criminale che ci rappresenta dire
quelle cose ributtanti SENZA SPUTARGLI IN FACCIA?
Oggi TUTTI I GIORNALI EUROPEI dicono che Berlusconi è un cialtrone e
che ha parlato da privato e non da presidente di turno dell'Unione, in
quanto era stato deciso di chiedere conto delle atrocità commesse dai
russi in Cecenia a Putin, e anche sul caso Yukov si volevano
spiegazioni.
L'immondo nano non ha fatto neppure rispondere Putin, ha risposto lui,
difendendolo, tradendo così l'Unione Europea, il mandato di
rappresenatnza e gettando l'Italia talmente in basso che tirarci fuori
da questo pozzo nero sarà davvero dura.



 

MURATI VIVI

AMIRA HASS *
Poco più di una settimana è passata da quando i palestinesi, i cui villaggi
sono intrappolati tra il muro di separazione e lo Stato di Israele, hanno
ricevuto da parte dell'esercito e dell' Amministrazione Civile istruzioni
che ne «sistemano» la presenza nella loro stessa terra. I funzionari
dell'Amministrazione Civile si sono precipitati a comunicare ai residenti
che i permessi erano pronti: permessi per «residenti permanenti» secondo la
definizione di una nuova categoria di palestinesi inventata dalle menti
giuridiche dell'esercito per le aree che l'esercito dichiara zona militare
chiusa (sebbene sia chiusa solo ai palestinesi; aperta invece agli
israeliani ed agli ebrei). I permessi permetteranno appunto ai «residenti
permanenti» di spostari «fuori dall'area» e di rientrarvi. L'Esercito
Israeliano dice di volere che i residenti che vivono «vicino al muro»
mantengano una «trama di vita più normale possible». Il villaggio di Jabara
a sud di Tul Karm, è intrappolato tra la Linea Verde ed il muro che è stato
allungato a sud per includere la colonia di Salit invia di espansione. Dei
200 adulti del villaggio sei si sono ritrovati senza permessi. Uno di loro
aveva passato un periodo in una prigione israeliana, un altro mostrava sulla
sua carta di indentità un indirizzo diverso. Il villaggio di Ras-a-Tira è
intrappolato in un saliente emerso quando il muro venne tracciato per
includere l'insediamento - in frequente espansione - di Alfei Menashe. Circa
60 delle poche centinaia di persone residenti hanno scoperto di non ottenere
i permessi. Coloro i quali vogliano mantenere una «trama di vita più normale
possible» devono quindi decidere se lasciare il lavoro in una città vicina,
visitare la famiglia dall'altra parte del muro o abbandonare casa e patria.
Quest'è l'informazione per ora disponibile su due dei 15 villaggi
intrappolati nell'area del muro. Più il muro viene costruito più aumenterà
il numero dei residenti il cui destino sarà deciso dagli anonimi impiegati
dell'Amministrazione Civile: «Permanenti» o meno, autorizzati o meno ad
avere «una vita normale» nella propria terra. Tutti quelli che non hanno
ottenuto il permesso hanno una famiglia: dovranno decidere se adeguarsi alla
nuova forma di vita, in cui il padre è in esilio dall'altra parte del muro e
la famiglia può fargli visita soltanto con il permesso dell'esercito oppure
abbandonare la terra (...). (Traduzione di Joseph Halevi)

* Da Haartez.

 

Sregolatezze del 08/11/2003

Fini? "Sta compiendo un lavoro importante per il nostro Paese ed utile per
la democrazia". Le cose che fa e che dice? Ormai "un processo politico che
va oltre anche ad An e alla svolta di Fiuggi". Insomma, "sul piano delle
idee e dei comportamenti politici, altri, magari collocati più verso il
centro, dovrebbero prendere il suo posto". Chi parla così dell'erede del
saloino Almirante, che riteneva sino ad appena qualche anno fa Mussolini "il
più grande statista del secolo", non è un affannato Gasparri o uno
sdoganante Berlusconi o un rassicurato ambasciatore d'Israele. No, è
l'ex-comunista ed ex-premier ulivista Massimo D'Alema, che già legittimò a
suo tempo come una "costola della sinistra" la Lega di Umberto Bossi. Oggi,
per l'imperturbabile leader massimo delle Bottegucce, l'uomo del presente e
del futuro è Fini, che "libera il suo partito dalla collocazione in cui lo
confina la geografia parlamentare". Non specifica, D'Alema, le coordinate
del sito dove Fini ha collocato il suo partito, sradicandolo da destra. Si
spera che almeno D'Alema sia passato definitivamente dall'anatomia alla
geografica politica, e che alla sinistra almeno non tocchi di dover
rinunciare ad un'altra costola.

DON PANCRAZIO

11.07.2003

 

GENEROSITA' PADANA

Kameraden. La Padania del 24 ottobre denuncia "l'accanimento italiano"
contro il povero vecchio Erich Priebke. Perche' tenere in carcere
proprio lui, si chiedono i padani? E' un'ingiustizia. In fondo il capo
della Gestapo di Genova Friedrich Engel, "che ordino' la strage del
Turchino e che sovrintese personalmente alle torture" e' vivo e vegeto
nella sua casa ad Amburgo. A Torino lo hanno condannato all'ergastolo
ma la Germania alla richiesta di estradizione "ha risposto ciccia". Gli
italiani hanno addirittura dato la medaglia d'oro - osserva con
raccapriccio il giornale - ai partigiani che uccisero i tedeschi a via
Rasella... perche' dunque questa ingiustizia verso il povero Priebke?
La detenzione di Priebke in effetti e' un'ingiustizia: avrebbe potuto
essere fucilato immediatamente, appena preso. La generosita' degli
italiani gli ha concesso la vita, e non in carcere ma ai domiciliari a
casa sua. La stessa generosita' (che meriterebbe pero' un altro nome)
che permette di pubblicare in Italia un foglio apertamente antiitaliano
e filonazista come la Padania.
Riccardo Orioles

 

IMMIGRATI

Siringhe caricate a sonnifero, sparate con lanciarazzi; raggi
paralizzanti ad alta temperatura; schiuma autoadesiva al peperoncino;
missili filoguidati che gettano reti di gomma. Sono solo alcune delle
proposte tecniche allo studio degli esperti militari di esercito,
marina, aviazione, artiglieria e giornali vari per bloccare in alto
mare gli emigranti che cercano di raggiungere le coste del Belpaese.
Questo naturalmente nel quadro di un'integrazione civile e democratica,
dei diritti umani ecc. ecc. All'ultimo funerale di annegati infatti
sono andati tutti i politici e si sono commossi per quasi tre ore di
fronte a tredici salme, le uniche tornate a galla.
Il Senatore Adornato, ex comunista, ex socialista, ex liberale, ex
adornista e finalmente funzionario di Berlusconi, sottolinea la
necessita' dell'assoluta coerenza con le proprie radici culturali. Il
Gran sacerdote del dio Po richiama il papa alla necessita' di difendere
la cristianita' minacciata. Il ministro degli Esteri De Michelis
denuncia le irregolarita' amministrative degli emigranti. Il signor
Leoluca Bagarella esprime preoccupazione per il pericolo costituito
dall'importazione in Italia di organizzazioni criminali straniere.
L'unico a non aver bevuto di prima mattina, Dino Frisullo, ha detto
l'unica cosa sensata che c'era da dire: piantiamola con tutto 'sto
clandestino, con tutte 'ste guardie e 'sti scafisti; in fondo di che si
tratta? di venire in Italia? e che male c'e'? "Ma insomma, perche' lo
stato non mette un traghetto regolare per questa gente, cosi' non hanno
piu' bisogno di crepare annegati per diventare italiani?". Li aveva
quasi convinti, perche' lui e' uno che sa parlare. Alla fine pero' un
onorevole riscuotendosi improvvisamente gli ha puntato contro un dito:
"Un momento. Ma lei e' morto! Non ha diritto di parola!".
"Effettivamente si'", ha ammesso Dino. E tutto e' ricominciato come
prima - guardie, scafisti, politici commossi e negri annegati.
RICCARDO ORIOLES

 

STRISCIA ROSSA

Un pacato invito ad abbassare i toni: «Noi non accettiamo lezioni dall’opposizione. Ogni giorno, l’Unità ingiuria il presidente del Consiglio (grida, applausi), pubblica indirizzi dei nostri colleghi di maggioranza (grida, applausi), calunnia il presidente del Consiglio (grida, applausi)».

On. Elio Vito, capogruppo F.I., Montecitorio, 6 novembre, ore 15,17

 

RICHIESTA D'AIUTO

Buona sera sono una studentessa della provincia di Bari dove da un po' di
mesi è stato approvato un riordino ospedaliero voluto dalla giunta regionale
per motivi finanziari.Il mio pase TERLIZZI vantava un ospedale di esperienza
millenaria tra i più funzionali del circondario che è stato colpito da
questo ridimensionamento nei suoi reparti più avanzati(CHIRURGIA GENERALE e
GINECOLOGIA)a vantaggio dell' ospedale di Corato(PAESE LIMITROFO 13 Km di
distanza del mio)carente sia per quanto riguarda la struttura sia per
l'esperienza in questo campo medico.I cittadini di terlizzi si sono battuti
affinchè questo scempio non si effettuesse hanno fatto intervenire il TAR
senza riscuotere approvazione.Mi chiedo come è possibile attuare un riordino
per diminuire i costi e chiudere un presidio ospedaliero altamente
funzionante fornito di macchinari all'avanguardia e di un equipe altamenta
qualificata per spostare tutto in una struttura inadeguata senza la minima
preparazione!!!!Cosa possono fare i cittadini di terlizzi (e non solo) per
tutelare i propri diritti ad avere un servizio sanitario
decente????Possibile che non abbiamo per nulla voce in capitolo????Vi chiedo
di aiutarmi di aiutare i cittadini terlizzesi a riprendersi il loro ospedale
grazie....


Occupatelo. Presidiatelo. Non è uno scherzo. Fate più rumore possibile. In Italia non esiste più un modo legale per ottenere le cose; l'unico modo utile è che se ne occupi la stampa nazionale, che la vicenda abbia eco. E' triste ma è così solo Santa Madre Televisione può darvi una mano. Quando l'inettitudine viene mostrata allora esiste, sennò faranno come hanno deciso di fare. I cittadini non hanno più alcuna voce.
Rita Pani

 

Azzurri contro Rai3

Attacco a «Superstoria doc». Cda, Maffei a Raisport
La Casa delle libertà si sente minacciata dalla satira della Rai non meno
che dall'opposizione sociale. Giorgio Lainati, responsabile comunicazione
di Forza Italia, punta dunque il dito contro la puntata Superstoria doc
andata in onda domenica sera su Raitre: una carrellata «di volgarità e
qualunquismo», dice l'esponente azzurro, secondo il quale «ancora una
volta Raitre dimostra tutta la sua partigianeria» essendosi permessa di
fare umorismo sul presidente del consiglio. La puntata «ha messo insieme
il peggio della satira antiberlusconiana, già andata in onda negli ultimi
anni, per `raccontare' la politica italiana - dice l'esponente azzurro -
Vecchi sketch, assemblati secondo una sceneggiatura ben definita, perdono
la loro forza satirica e diventano solo strumento per portare avanti a
freddo un'operazione politica di discredito e di dileggio della parte
maggioritaria dello schieramento politico italiano». «Partigiano» è
l'attacco contro Raitre, risponde il direttore della rete Paolo Ruffini.
Che a Lainati manda a dire: «L'articolo 21 della Costituzione tutela la
libera manifestazione del pensiero, e essa è sempre stata garantita in 50
anni di televisione da tutti i governi, ai quali è capitato essere stati
presi di mira da Noschese in poi». A questo proposito l'associazione
Articolo 21 parla proprio di «intimidazione e censura» contro la libertà
di satira. Quanto a Superstoria, aggiunge invece Ruffini, «prima della
puntata contestata, dedicata all'Era polare, sono state trasmesse una
puntata dedicata ai Comunisti italiani ed una al centrosinistra, entrambi
oggetto di satira». Superstoria è un programma «di pura satira, dalla
prima immagine all'ultima», aggiunge l'autore, Andrea Salerno, a difesa
della trasmissione (20 puntate, dieci delle quali già andate in onda) che
ricorda essere interamente confezionata in Rai, «a bassissimo costo e con
materiale interamente proveniente dagli archivi della tv pubblica».

Ieri, intanto, il Cda della Rai ha deliberato - con il voto contrario
dlela presidente Lucia Annunziata - la nomina di Fabrizio Maffei a nuovo
direttore di Rai Sport. Maffei prende il posto di Paolo Francia, che resta
a capo del Dipartimento Sport. Il cda ha anche nominato Eugenio De Paoli
condirettore di Rai Sport e Alessio Gorla direttore ad interim del
palinsesto Tv. Michele Giammarioli resta responsabile delle acquisizioni
diritti sportivi. Per l'Usigrai e il comitato di redazione di Rai Sport si
tratta di decisioni che «segnano un'ulteriore, grave violazione delle
regole», dato che l'azienda ha proposto anche le vicedirezioni in barba
all'autonomia del direttore e prima che la nomina diventi formale. «Oggi
viene fatto a pezzi anche questo residuo rispetto del ruolo del direttore.
Il sindacato dei giornalisti contesta formalmente all'azienda la
violazione delle procedure e chiede che una decisione illegittima venga
annullata e riformulata in modo corretto».

E sempre ieri il Cda ha dato il via libera all'acquisto delle ultime due
frequenze (Telegrosseto e Emilia tv) per il digitale terrestre, quelle
necessarie a portare «la copertura dei due multiplex al 50 per cento della
popolazione», ricorda Annunziata. «Per le frequenze la Rai ha impegnato 21
milioni di euro contro i 124 milioni che erano stati richiesti
inizialmente per avere un multiplex al 50% e un altro al 25% -
osservaAnnunziata - E' un risultato di cui siamo molto soddisfatti, reso
possibile dal lavoro del Consiglio di Amministrazione che, su impulso
della presidenza, ha ottenuto un cambiamento di procedure che ha
consentito di avere un mercato più ampio e una maggiore trasparenza oggi
certificata da RaiWay, Direzione Generale e da due advisor
internazionali».
Sergio

 

Sregolatezze del 06/11/2003

Ottaviano Del Turco confessa che appena l'ha visto e attentamente studiato,
sfogliando il giornale, "ho avuto un orgasmo, anzi il miglior orgasmo della
mia vita". Le cronache non riferiscono dove l'illustre senatore
post-craxiano abbia avuto questo sfogo di post-gioventù, né se gli sia
venuto spontaneo o, considerando la sua età e la consistenza meramente
cartacea dell'oggetto che ha scatenato la sua eccitazione, si sia un po' (o
molto) aiutato. Di certo lo ha subito segnalato al compagno di banco Franco
Marini, che "mi ha detto di esserselo fotocopiato e di averne fatto una
gigantografia che ora tiene appesa nella sua stanza". In realtà l'allupato
d'Abruzzo ha fatto di meno e di più: "Macché gigantografia. Ne ho fatto un
quadretto e l'ho incorniciato" e "ora ne farò diverse copie da mandare ad
alcuni amici". Ma di che si tratta? Di un ritratto di Jennifer Lopez nuda?
Di un'ammiccante posa da calendario di Sabrina Ferilli? No, di qualcosa di
ancora più conturbante: un brano di Paolo Mieli polemico con la Margherita,
descritta come indecentemente meno critica dei comunisti con
l'"intransigentismo politico e sindacale dell'opposizione". Proprio così:
intransigentismo. C'è forse qualcosa di più orgasmicamente eccitante?

DON PANCRAZIO

11.06.2003

 

Sregolatezze del 05/11/2003

Ma è mai possibile che, per vincere il congresso radicale, quel gran leader carismatico che è Marco Pannella abbia minacciato nientemeno di portarsi via la cassa, se fosse stato eletto segretario il candidato alternativo al "suo"
Capezzone? Di fatto, il guru di Torre Argentina aveva solo detto: "Se perdo, tenetevela l'associazione Radicali italiani, ma non vi aiuto". Cicciomessere ha inteso - e lo ha detto al microfono - che Pannella evocava la possibilità di andarsene con la titolarità della Lista radicale, del finanziamento pubblico e di Radio radicale. Un bel malloppo, non c'è che dire. E ora si
viene a sapere che la presidenza pannelliana del congresso avrebbe attentamente badato a non mettere ai voti dell'assemblea una mozione (firmata Dupuis) che chiedeva di far confluire in una Fondazione tutto il patrimonio dei radicali. Si sa: Pannella è contro l'"illegalità" della situazione politica e istituzionale italiana, ma non ha mai detto una sola
parola sul partito-azienda o sul "conflitto di interessi" fra pubblico e privato. E se c'è una cosa che non gli si può proprio rimproverare è la mancanza di coerenza.

DON PANCRAZIO

 

VIOLANTE ED ANDREOTTI

Quanta malafede vi è nell'attuale (ormai quasi ex) maggioranza. Hanno votato tutti compatti (TUTTI I PARTITI) la relazione di Violante di allora e quelli che non l'hanno votata si sonmo espressi in modo molto più duro nei
confronti di Andreotti e della Democrazia Cristiana, in specie quelli che
oggi accusano Violante di giustizialismo.
Singolare anche il fatto che il senatore Andreotti sia stato assolto per non avere commesso il fatto per l'omicidio di Pecorelli, mantre i suoi rapporti e i rapporti della sua corrente siciliana con la mafia sono stati ampiamente
diocumentati nelle aule giudiziarie e sono stati prescritti: Ergo è stato assolto per prescrizione non certo per non aver commesso il fatto, a talpunto che si sta aspettando il giudizio definitivo di merito che dovrà essere emesso tra giorno dalla stessa cassazione che lo ha ssolto dall'essere il mandante dell'omicidio Pecorelli. E' stato lo stesso
Andreotti a ricorrere in cassazione poichè ha ritenuto l'assoluzione per prescrizione un onta. Ma allora di che si discute?
Questo dimostra una sola cosa: vogliono giustificare i comportamenti immorali e criminali passati per continuare a comportarsi come se Mani Pulite, i delitti di Mafia, i rapporti Mafia-politica non vi siano mai stati.

Antonio La Trippa

 

GOVERNO BATTUTO UN'ALTRA VOLTA

La maggioranza perde i pezzi.
Quando avvennero i fatti di genova, la NBC disse che "in Italia era salito al governo un regime fascistoide di tipo cileno supportato da post fascisti e da un piccolo partito razzista del nord, sotto la guida di un tycoon televisivo dal losco passato".
Bene, i post fascisti si sono rivelati i meno peggio della coalizione. Servo Pallidone Fini sta cercando di riprendere colore, ben attento che non sia nero.
Giuda Bossi torna ad essere il piccolo becero che è sempre stato e lo manifesta accusando i sindacati di essere i bombaroli e rifiutandois di sfilre con loro conro il terrorismo: meno male, avere dei razzisti puzzoni di fianco ci avrebbe fatto nausea.
Brlusconi è quel che è: un corruttore che voleva ministro di giustizia il proprio sicario, fortuna che il grande Scalfaro nel 1994 disse "NO!
QUESTO E' TROPPO!". Prfeviti fu ministro della Difesa e nel giorno del giuramento, proprio in quel giorno, diede disposizione per portare all'estero il malloppo della truffa fatta allo Stato con IMI/SIR, ci riubava MILLE MILIARDA e giurava di difendere la Repubblica....
Cose così dovrebbero radunare folle di cittadini davanti a palazzo Chigi per cacciare l'infame.


 

STRISCIA ROSSA

Palazzo Chigi comunica: «Prima di noi l’Italia nel mondo era conosciuta per lo sceneggiato “La Piovra...” ora è un paese con il quale bisognerà fare i conti in politica estera».

Silvio Berlusconi, 5 novembre

 

CONSIDERAZIONI FANTASTICHE

Sì, viviamo in un paese fantastico. No! Non perché sia qualcosa di talmente bello da risultare incredibile, ma proprio in un paese fantastico perché tutto è Fanta! Fanta-calcio. Fanta-politica.
Già. Una bella manifestazione con tutte le bandiere, destra, sinistra, centro, sopra e sotto, tutti insieme appassionatamente a dire: “NO!” al terrorismo. La proposta, ovviamente è del nano-manifestante presidente del consiglio che ricerca l’unità del paese.
Difficile commentare una tale idiozia, specialmente dopo aver letto sull’Unità del simpatico sondaggio offerto dal sito dei forzidioti: “La CGIL e le BR sono amiche? Si conoscono? Non si conoscono?” (Non linko il sito per non oltraggiare il mio blog) Non vado a vedere cosa hanno risposto i cretini azzurri, non posso nemmeno oltraggiare il mio PC con un click fatto a caso.
Immaginate la nauseabonda vista delle bandiere rosse e della CGIL che sfilano con quelle patacche di destra, soprattutto dopo aver sentito le dichiarazioni di pisanu, il quale ventilava l’ipotesi che, chi si oppone a questo governo è di fatto un terrorista. No! Non riesco nemmeno ad immaginarlo.
Non mi sono mai sentita vicina al terrorismo, non mi sono mai sentita una terrorista, ho sempre deprecato quella forma di lotta che non ho mai nemmeno concepito. Far perdere due dita o la vita ad un carabiniere non mi pare possa essere utile a ridare ciò che manca a questo paese, anzi, mi sono sempre chiesta, dubitante, come mai questi gesti apparissero ad ingrossare le cronache e i neretti dei titoli sui giornali, proprio in prossimità di date di manifestazioni importanti.

E’ un paese fantastico. Meno tasse per tutti! Più condoni e più assicurazioni! Meno tasse, l’irpef non aumenta, anzi se riusciamo la abbassiamo! O V A Z I O N E !
Certo, dovremo assicurare i cani, le case, la nostra vita, l’auto, le scarpe, ma è per il nostro bene, assicurano. Sia mai che lo yorkshire si trasformi in un bulldog, o l’ennesimo terremoto ci faccia crollare la casa, o una improvvisa frana ce la travolga…O non si abbia più la pensione di reversibilità. Sì, pare sia per il nostro bene.
Anche il condono poi non è uno strumento malvagio, è utile. Putacaso vi ritrovate domani a dover subire un processo per aver evaso il fisco per centinaia e centinaia di milioni, basterà condonare e il giudice, prendendo atto del vostro pentimento sarà obbligato a chiedervi scusa. Già è successo proprio ieri ad un notaio di Iglesias. Ah! L’operaio difficilmente ha qualcosa da condonare? Sì, ma non si sa mai…
E’ un paese fantastico, si fanno le campagne in TV per l’educazione civica dei cittadini, da maggio in poi vengono mostrate le fiamme che divorano i nostri territori, ogni estate il bollettino di guerra parla degli ettari ed ettari di verde distrutto, ma… Il magico tremonti dice che d’ora in poi non sarà più necessario attendere 10 lunghissimi e tediosi anni per poterci cementificare sopra. Mi domando di quanto si incrementeranno gli incendi questa prossima estate?
Però, siccome viviamo in un paese fantastico, dopo aver regalato le dentiere agli anziani ecco il Bonus per i nonni! Io sono la solita sfigata, non me ne è rimasto nemmeno uno.

E’ un paese fantastico. Avete assistito allo spot sulla legge Biagi?
Difficile non prendere il televisore e sbatterlo fuori dalla finestra! Davvero difficile resistere alla tentazione… Non hai più tempo per la famiglia? Per i tuoi hobby? Da oggi potrai scegliere di lavorare meno e spassartela allegramente con i bimbi, in palestra, in crociera…
Sarà più facile trovare lavoro a 50 anni!
… Oddio, pensare che ci sia chi a 50 anni sta ancora a cercare un impiego per sopravvivere è un po’ triste, certo, ma è comunque esaltante il fatto che ci fanno sapere quanto sia facile trovarlo!
E poi le agenzie! Eh! Sì! E’ davvero fantastico! Con molta probabilità troverai lavoro da giovanissimo, lavorerai per tre mesi e dopo con un bel calcio nel culo ti ritroverai nuovamente per strada a sbatterti per trovare un’altra dose trimestrale di lavoro. Nel frattempo crescerai e sarai praticamente nulla davanti alla società, alla vita e alle banche, difficilmente camperai, non ti daranno un mutuo per una casa, o non ti finanzieranno l’acquisto di una macchina…
Mmmmm!!!!
Ma è fantastico! Almeno non dovrai pagarti le assicurazioni.
Già! Allora perché continuo a lamentarmi?
Rita Pani (APOLIDE)

11.05.2003

 

STRISCIA ROSSA

Lo statista italiano comunica: «Il mandato d’arresto europeo è un meccanismo che nasconde un progetto dittatoriale. Un’Europa del terrore governata dai magistrati. Una follia».


U. Bossi, Ministro delle Riforme, Repubblica Italiana (Corriere della Sera, 4 novembre)

 

CHIEDO TUTELA

Egregio Garante,
le scrivo pur sapendo che questa e-mail sarà cestinata dopo essere stata filtrata da uno dei suoi collaboratori, e per questo le scrivo con rammarico. Da tempo mi firmo apolide, e il suo silenzio dopo un mese di vane richieste di aiuto, non fa altro che confermare la mia sensazione di essere cittadina italiana solo per nascita, quindi costretta ai doveri, ma dimenticata per ciò che concerne i miei diritti.
Capisco di non avere un nome importante, capisco che i miei problemi possono sembrarle poca cosa, ma a me, Rita Pani, cittadina italiana non è rimasto che il mio buon nome e la mia onorabilità, cose che sento un patrimonio, l'unico di cui vantare il possesso.
Mi permetta di dirle prima di ogni altra cosa che, sono una trentanovenne disoccupata in cerca di occupazione, madre, comunista; titoli che sicuramente non aiutano a vivere bene, ed a trovare lavoro, data l'attuale situazione socio-economica del Paese.
Da più di un mese le segnalo con mail ed allegati la puntigliosa opera di diffamazione e calunnia perpetrata ai miei danni da una signora che, millantando il titolo di giornalista, amicizie presso giudici e PM aderenti ad una associazione democratica di magistrati, attentati camorristici ai suoi danni, il potere di bloccare le leggi in parlamento, la capacità di smascherare e bloccare illecite operazioni camorristiche come la tratta delle schiave dai paesi dell'est, associa il mio nome ad una presunta e non meglio definita *mercificazione del sesso*.
In principio, ammetto, avevo preso la questione come un semplice caso di Internet mania, uno di quei casi in cui, una persona semplice e sola credeva di poter essere chiunque, nascosta dietro il monitor di un computer, e pur segnalando a lei e ai vari abuse le mail spedite a privati o a liste di discussione (a carattere politico) pensavo che sarebbe bastato ignorarla per far cessare lo spamming diffamatorio.
In seguito, accertando che l'operazione continuava ho iniziato a sospettare che, il vero intento della falsa giornalista fosse invece un modo meschino per screditare il mio nome in Internet, dal momento che il mio impegno politico oggi, è quasi totalmente svolto mediante divulgazione on-line; non sono infatti l'unica vittima della sedicente giornalista, sedicente amica dei giudici, sedicente vittima di camorra....
Altre persone ed altri siti o liste di discussione sono finite nel mirino della grafomane, ed altre persone, tutte attive politicamente a sinistra sono finite diffamate e calunniate. Anche questi altri ovviamente, si sono rivolti a lei, ma ovviamente non hanno avuto risposta.
Ora so bene che l'iter burocratico per difendersi da questi atti è la denuncia (querela privata) ai danni della persona diffamante, ma quello che in questi casi viene risposto è: " Sì accogliamo la denuncia...ma è Internet".
Questo cosa significa, Signor Garante?
Che Internet non è porzione di mondo nel quale viviamo e quindi una sorta di regno anarchico dove chiunque può vestire i panni di chiunque, diffamare me, e chi magari la pensi in modo differente, o sia antipatico, o.... Affermando di essere una giornalista, di essere una vittima della camorra, di essere amica di giudici e PM, di avere il potere di bloccare le leggi in parlamento per accrescere la sua credibilità, restando impunita?
... "Ma è Internet" ... Significa forse che si possono falsificare e-mail, inviare immagini di cattivo gusto dicendo di averle ricevute da Madre Teresa di Clcutta (esempio) o da un signor Nessuno qualunque, ledendo alla sua immagine e alla sua onorabilità, restando impuniti?
Mi chiedevo come mai Emilio Fede, per esempio, ha avuto ragione e soddisfazione, per una minaccia a lui inviata per via e-mail. Forse perchè si chiama Emilio Fede e forse perchè è un po' più cittadino di me che di nome ho solo Rita Pani?
Dalla mia poca esperienza in Internet, so che esistono le leggi e i regolamenti, e so che quando i miei dati personali, nome, cognome, data di nascita, residenza, numero di utenza di telefonia mobile vengono divulgati senza il mio consenso, l'unico al quale io posso rivolgermi è lei, e allora le chiedo, se il mio nome fosse stato un altro, più sonoro ed importante, lei, avrebbe agito? Sarebbe stato di sua competenza?
Come già scritto, da cittadina italiana (mio malgrado), più volte ho provato a porle dei quesiti anche per avere da lei delle valide indicazioni, ma tutto è restato lettera morta.
Intanto i miei dati personali vengono diffusi, il mio nome viene infangato, la mia onorabilità lesa, e il link del mio sito sicuramente non favorevole al governo inviato quotidianamente alle autorità.
Nel contempo la stessa persona chiede l'arresto di un compagno (si ricorda quando questa parola aveva un senso tra noi che eravamo comunisti?) che vive in Russia, diffama un ufficiale giudiziario chiamandolo neonazista, chiede la chiusura di liste di discussione contrarie al governo, e denuncia le opinioni contrarie.
Tutto questo, appunto, con la sola arma che i miserabili possono usare. La diffamazione e la calunnia.
Paradossalmente lo fa, citando in chiosa, o firma nelle e-mail proprio la legge sulla Privacy, ovviamente anche questa modificata ad arte e pure erroneamente, dal momento che la signora travestita da giornalista, diffida chiunque dei destinatari non solo alla diffusione dei suoi scritti rivoltanti, ma persino alla lettura stessa.
Ora signor Garante, ho smesso di sorridere ed ignorare, conto di andare fino in fondo, dal momento che veramente non possiedo null'altro che il mio buon nome, e che lo ritengo di pari importanza di qualunque altro nome di qualunque altro cittadino italiano, Emilio Fede compreso; questo perchè appunto ritengo che la legge debba per forza essere uguale per tutti, e perchè ritengo che ancora non sia reato avere delle opinioni politiche differenti dall'attuale governo, e perchè penso che l'impegno politico sia ancora un dovere per chiunque ritenga di avere un'opinione.
Sono pronta a fornire ampia documentazione inerente a quanto ho scritto fin'ora, e sono pronta ad unirmi ad altre vittime della stessa millantatrice, qualora finalmente volesse occuparsi della questione.
In quest'era di punti sulle patenti e patenti per i cani, forse sarebbe il caso di pensare anche ad una *patente* per gli utenti di Internet o almeno una sorta di *scuola guida* che insegni il codice di comportamento. Disgraziatamente siamo in Italia e questo purtroppo, ogni giorno di più, somiglia ad una sventura.
La saluto cordialmente,
Rita Pani (APOLIDE)

 

Tre giorni in Sardegna

Ho passato tre giorni in Sardegna. Fortuna che c’è ancora il mare. Sì perché da quel che ho visto, e sentito, non è che sia rimasto più molto. Ammetto d’aver evitato la lettura dei giornali, e tranne qualche sporadica sbirciata alle news in TV, rigorosamente senza audio, ho provato a disintossicarmi un po’. Ma poi si sa, è inevitabile rientrare nel mondo reale, dove non c’è più il mare mosso dalla risacca, l’odore dello iodio e del ginepro, ma solo il rumore delle cose già dette, e la puzza del mondo. Sempre uguale.
Se qua sento in treno osannare Totti e Capello, giù ho colto l’eco dei canti di gloria per Zola e Ventura. Il calcio. La figa. E stasera… si va tutti a farsi una pizza!
Io guardavo fuori dal finestrino del treno che andava a gasolio verso l’altra stazione ed ho notato che persino gli eucalipti del rimboschimento erano gialli, e secchi. Sulla terra brulla svettavano montagne di letame che attendevano d’esser cosparse, per alimentare un terreno ripulito dalle macerie dell’ultimo fuoco stagionale.
Ho visto che i camini delle fabbriche non fumano più.
Dall’aereo poi, il marrone sembra sempre più marrone, il beige della sabbia pare segnare ancora di più il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto. La desolazione si imprime negli occhi di chi guarda con l’anima che alla fine a quella terra apparterrà per sempre. Solo il mare resta immutato. Sta là, azzurro come pochi sanno essere azzurri, in attesa d’esser sfruttato la prossima estate.
Zola, Ventura, Cellino. La figa. E … Stasera si va tutti a farsi una pizza!
Ma per fortuna che c’è Soru.
Avevo il sospetto, ma pensavo che ancora si potesse pensare, anche in Sardegna.
Non so molto di lui e delle sue intenzioni, se non quello che ho letto delle sue dichiarazioni e quello che ho sentito per strada, a tavola, su un treno o nelle mie due ore di attesa in aeroporto.
Ma questo che so e che ho sentito, mi ha dato un brivido di memoria recente.
Soru ama la Sardegna. Soru ama il territorio e quindi se lo compra. Soru la Sardegna ai sardi. Soru ha i soldi. Soru lascia Tiscali e si da alle bio-tecnologie. Come fanno in Svezia. Soru non è un politico e licenzierà i dipendenti che non lavorano. Taglierà i rami secchi. Soru ha costruito la nuova sede di Tiscali col granito sardo.
E io allora ho chiesto se non ricordasse qualcuno. Ma in Sardegna si giura che non è la stessa cosa. Io non ci credo, ma non avrò difficoltà un domani a dire di essermi sbagliata.
Rita Pani (APOLIDE)

11.04.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Il futuro delle scuole italiane, degli ospedali, della ricerca scientifica, della tutela dell’ambiente, tutto è stato tenuto in sospeso mentre Berlusconi risolveva i suoi problemi. Ora non ci sono più soldi per i problemi di nessun altro».

Jane Kramer, The New Yorker, 3 novembre

 

Sregolatezze del 04/11/2003

La commissione Antimafia? "Fu l'incubatore infettivo che ha avvelenato il
sistema dei partiti". La Rete di Leoluca Orlando? "Un movimento eversivo che
usava ogni arma possibile contro il sistema che voleva abbattere". I
democristiani Paolo Cabras e Clemente Mastella? Il liberale Alfredo Biondi?
"Killer politici"... Insomma Ottaviano Del Turco, craxiana spina nel fianco
della Cgil per un decennio e oggi in una orgogliosa posizione analoga nel
centrosinistra, butta benzina sull'incendio che la destra vuole appiccare
sotto i piedi di Luciano Violante e della sinistra, sfruttando l'assoluzione
di Andreotti per l'omicidio Pecorelli. Ma premette che lo vuole fare per
promuovere nella sinistra "una civile autocritica" e soprattutto "per
mettere fine alla stagione dei veleni". Risultato ottenuto: Mastella e
Biondi lo hanno querelato. E Il Giornale ha potuto titolare ieri a tutta
prima pagina: "Violante ha infettato la politica italiana", a tutta seconda
pagina: "Adesso Violante si deve dimettere", a tutta terza pagina: "Il
giustizialismo ha portato i Ds al governo", a tutta quarta pagina: "Falcone
indagava sui soldi al Pci, ecco le prove". Bravo Del Turco. Del resto, si
deve dire che non ha mai fatto mancare il suo civile contributo alla fine
della stagione dei veleni.

DON PANCRAZIO

This page is powered by Blogger. Isn't yours?