11.18.2003

 

Non prendiamoci in giro

Un'opera di pace o di pacificazione non la si può fare al fianco ed al seguito di una parte belligerante.

Al di là di ogni considerazione sull'opportunità o meno di una guerra unilaterale, imposta con la sola giustificazione
della menzogna e della forza, a suo tempo chiaramente espressa, qualsiasi intervento umanitario e di peacekeeping deve collocarsi sotto l'egida di forze internazionali concordate ed accettate anche dai Paesi arabi, e sotto la guida di un' ONU, messa finalmente in grado di funzionare, dai suoi Stati membri (opera questa di grande valore per la pace
se ci si decidesse a farla invece di riempirsi la bocca della parola "pace", e poi continuare a fare il contrario).

Tutto questo in un quadro di rapida formazione di un governo iraqeno democratico e libero.

Lassalle

 

MEMO: sentenza di Caltanissetta: Berlusca e mafia

Sentenza del 23 giugno 2001 della Corte di assise di appello di Caltanissetta composta dai giudici togati Giancarlo Trizzino e il relatore Vincenzo Pedone più sei giurati popolari: condannano 37 persone , di cui 29 all'ergastolo, e ne assolvono 3 per la strage di Capaci e l'assassinio di Giovanni Falcone.
E' una sentenza clamorosa, per questo passata sotto silenzio! In essa si afferma che "sono provati rapporti fruttuosi, quanto meno sotto il profilo economico, fra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri da una parte e Cosa Nostra dall'altra".
Non solo, ma conclude che si debbono approfondire le indagini su Fininvest allo scopo di chiarire quali potrebbero essere i mandanti occulti di quella strage!


 

Sregolatezze del 16 novembre 2003

Ricordate il D'Alema che - rispondendo a denari a chi lo chiamava a coppe -
opponeva a chi rilevava gli errori (e gli orrori) dei governi ulivisti che
«la sinistra non deve aver paura di povernare» e, a chi manifestava per
suonare la sveglia alla sinistra governativa e per ricordarle il dovere di
difendere i diritti più elementari dei lavoratori, che «non si fa politica
con i girotondi e con le manifestazioni di piazza»? Bene, ora D'Alema ha
trovato finalmente il suo degno compagno di tressette. E' Paolo Virzì. Sì,
proprio lui, il regista del recente Caterina va in città, immediatamente
promosso sul campo dalle cronache "l'anti-Moretti". Virzì è andato venerdì
all'assemblea dei Ds e dal microfono ha gridato: «Basta con la sinistra
buona solo a indignarsi, capace di puntare il dito contro gli altri e di
sentirsi anti-italiana». E come dargli torto? Aspettiamo ora con ansia il
prossimo intervento pubblico di Virzì, magari a Porta a porta, nel quale
sciolga finalmente, almeno lui che è appena arrivato in città, il mistero di
questa sinistra che ha paura di governare, che ritiene di fare politica solo
con le manifestazioni di piazza, che ha paura della modernità in quanto tale
e che è capace solo di indignarsi e non invece anche, per esempio, di
mettersi le dita nel naso.

DON PANCRAZIO

11.17.2003

 

Il TG5 vede antisemitismo anche nella trasmissione della Guzzanti...

Oh mamma!!!
Un'altra perla... ma dove trovano tutte queste informazioni e collegamenti
quelli di mediaset? Hanno paragonato un sondaggio ad una accusa verso una
determinata religione!!! Allora mi dovrebbero spiegare se invece di Israele
come principale fonte di pericolo terroristico si fosse detto Iraq il
problema non rimaneva verso la religione mussulmana?
Che schifo di disinformazione che fanno!
Robin Root

 

DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA ITALIANA DI PARIGI

MAI PIU' GUERRA - VIA LE TRUPPE DALL'IRAQ - UN FUTURO PER IL POPOLO IRACHENO

Le 26 vittime, italiane ed irachene, dell'attacco al comando dei Carabinieri a Nassiria ci ricordano che la guerra in Iraq non è finita e che anche l'Italia è in guerra.. A loro, come a tutte le vittime di una guerra che non si doveva fare, va innanzi tutto il nostro pensiero. Alle loro famiglie, ai loro figli, ai loro cari, va il nostro cordoglio.
Per noi i morti sono tutti uguali: evitabili.
Anche questi si potevano evitare.
Ci avevano detto che la guerra era finita. Che gli iracheni avevano accolto l'esercito Usa come liberatore. Ci avevano detto che una nuova era di pace e democrazia si era aperta per l'Iraq.
Non era vero.
Ci avevano detto che si doveva disarmare l'Iraq dalle armi di distruzione di massa. Ci avevano detto che la guerra avrebbe contribuito alla lotta al terrorismo.
Non era vero.
Con l'invio dei militari in Iraq in appoggio ad una guerra condannata dalla maggioranza del popolo italiano ed in violazione dell'articolo 11 della Costituzione, il Governo si è assunto la responsabilità di partecipare, sotto comando americano, all'occupazione di un paese esponendo migliaia di giovani militari e civili al rischio della guerra per potersi sedere al tavolo dei vincitori.
Oggi lo stesso Governo ribadisce con forza la volontà di proseguire la missione.
Noi non siamo d'accordo.
Non è vero che ritirando i militari si rinuncia a sostenere la popolazione irachena. E' vero il contrario. Molto di più si potrebbe fare se i 40 milioni di euro che si spendono ogni mese per mantenere il contingente militare fossero usati per ricostruire scuole, ospedali, centrali idriche.
Non è vero che è necessaria una presenza militare per fare questo: lo dimostrano le Ong italiane che con decine di operatori operano da mesi con interventi umanitari in tutto il paese. Sono questi gli interventi umanitari che bisogna sviluppare.
Non è vero che se le truppe si ritirano in Iraq ci sarà il caos e ci sarà il vuoto . Il caos è alimentato proprio dalla presenza degli occupanti che impediscono alla società civile e alle forze politiche irachene di assumersi la responsabilità del futuro del paese.
Solo la fine della occupazione militare può mettere fine alla guerra.
Per questo chiediamo il ritiro immediato di tutte le truppe straniere dall'Iraq a cominciare da quelle italiane e l'avvio di un processo costituente gestito dalle forze irachene e garantito dall'Onu. Riteniamo che le forme e le condizioni in cui avverrà debbano essere decise dagli iracheni.
Solo un processo costituente che veda la partecipazione di tutte le componenti politiche, culturali, religiose ed etniche irachene può portare ad un futuro di democrazia.
Siamo a Parigi con i movimenti sociali di tutto il mondo per un importante appuntamento europeo.
Siamo gli stessi che il 15 febbraio hanno manifestato a decine di milioni in tutte le parti del mondo per fermare l'imminente attacco in Iraq.
Non siamo tornati a casa dopo il 15 febbraio, non ci siamo arresi alla guerra, né quando è cominciata, il 20 marzo, né quando Bush l'ha dichiarata conclusa.
A maggior ragione oggi siamo qui per dire che non ci arrendiamo alla spirale di odio e di violenza che ha coinvolto anche il contingente italiano.
La guerra rimane un orrore inaccettabile
Alle vittime civili e militari, a tutte le vittime di questa guerra , va tutta la nostra solidarietà.
Per fermare tutto questo, perché non ci siano più vittime pensiamo che il popolo della pace debba far sentire forte la propria voce.
Per questo sabato 22 novembre manifesteremo in tutte le piazze d'Italia contro la guerra e l'occupazione e per l'immediato ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.
Per questo chiediamo agli italiani di ribadire la volontà di pace riempiendo ancora i balconi e le finestre con le bandiere arcobaleno.
Per questo aderiamo sin d'ora alla giornata mondiale di mobilitazione del 20 marzo promossa dai movimenti pacifisti statunitensi con adesione di migliaia di movimenti in tutto il mondo, per un'altra giornata globale contro le guerre.
Per questo proseguiremo la mobilitazione nella società e verso le istituzioni nei prossimi mesi.

Mai più guerra
Per un altro mondo possibile.
Gruppo di continuità del Forum Sociale Europeo
Alternative; Altraagricoltura; ARCI; Attac; Bastaguerra; Carta; Federazione Cobas; Convenzione permanente delle donne contro la guerra; Cub; Fiom; Forum Ambientalista; Forum per la democrazia europea; Giovani Comunisti; ICS; Lavoro Società - Cambiare Rotta (Cgil); Legambiente; Libera; Liberazione; Lila - Cedius; Lunaria; Marcia mondiale delle donne; Movimento delle e dei Disobbedienti; PRC; Punto Rosso - Forum mondiale alternative; Rete Lilliput; Sdebitarsi; S.in Cobas; Socialismo 2000; Tavolo Stop precarietà; Tavolo fermiamo il WTO; Tavolo Migranti del FSE; Terre des Hommes; Uds - Udu; Un ponte per.; Pdci; Federazione Verdi



 

"Gli invulnerabili".

I Siciliani, novembre 1983: un editoriale di Giuseppe Fava.

Anteprima dell'"Ultima violenza", nella sala ci sono tutti i rappresentanti del potere nel territorio, i buoni e i cattivi, i giusti
e gli iniqui, i galantuomini e i mascalzoni. Sulla scena per tre ore sfilano i personaggi equivalenti. Che abbiano autentico vigore drammatico e bellezza teatrale, non ha qui importanza. Sfilano! Al termine delle tre ore Turi Ferro, splendido avvocato Bellocampo, ha un ultimo guizzo drammatico, sulle sue parole spara la musica del Dies Irae, il pavimento del teatro sembra incendiarsi di bagliori, si alza lentamente e su questo declivio rotola il cadavere insanguinato del
terrorista Sanfelice, ucciso pochi attimi avanti, prima che potesse rivelare il nome dei grandi assassini mafiosi. E' come se il teatro, compiuta la sua rappresentazione, gettasse quel corpo incontro al pubblico, quasi per restuirglielo; infatti quel pavimento e' di metallo, una specie di immenso specchio nel quale gli spettatori della sala vedono se stessi plaudenti.
Ovazione finale, gli attori vengono avanti per ringraziare; viene avanti il cavaliere del lavoro Lamante, che ha saccheggiato la societa' e alla cui ricchezza sono state sacrificate centinaia di vite umane, clap-clap, applausi vigorosi, applaude contegnoso anche l'autentico cavaliere del lavoro che sta in sala. Ecco l'imprenditore Marullo, inteso Palummo 'e notte, imprenditore che monopolizza tutti gli appalti della regione, e per tale monopolio ha fatto eliminare i concorrenti a raffiche di mitra, clap-clap, applausi anche dall'imprenditore d'assalto che sta in sala e guardando la sua immagine nello specchio sembra quasi divertito. Il clima morale della societa' e' questo. Il potere si e' isolato da
tutto, si e' collocato in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca piu' e nemmeno lo offende, ne' accuse, ne' denunce, dolori, disperazioni, rivolte. Egli sta la', giornali, spettacoli, cinema, requisitorie passano senza far male: politici, cavalieri, imprenditori, giudici applaudono. I giusti e gli iniqui. Tutto sommato questi ultimi sono probabilmente convinti d'essere oramai invulnerabili.
Riccardo Orioles

 

STRISCIA ROSSA

«È un’opinione personale: se laggiù, sottoterra, invece del petrolio ci fossero patate, forse Bush non direbbe a Ciampi che gli americani lasceranno l’Iraq soltanto “a lavoro completato”».

Enzo Biagi, Il Corriere della Sera, 16 novembre, pag. 1

 

Doniamo noi stessi... Al microfono, prego!

“Vado anche io, non si sa mai che ci scappi un’intervista”… Che sia questo il vero intento?
Ed infatti ecco le persone che sfilano, e si fermano a donare un po’ di se stessi al microfono del cronista.
“Sono qua per ringraziare questi eroi, per quello che hanno fatto per noi!”
Ora siamo sicuri che il serpentone composto ed attento renda così onore e ottimo servizio ai diciannove poveretti massacrati?
Cosa avrebbero fatto per noi?
Sembrano un po’ le parole dopo le morti dei grandi attori, Gassman o Sordi per tutti, il serpentone in attesa dell’entrata alla camera ardente, ed il cronista che porge il microfono: “Come mai è qui signora?” “Per me Alberto Sordi era tutto!”
Così, in quest’ottica forse ci si confonde un po’, e la frase di circostanza si colora di una forma grottesca. Gli eroi della patria, si sa, da sempre nella storia hanno fatto qualcosa per noi ma questi poveretti, proprio no. Forse erano davvero convinti di fare qualcosa per qualcuno, non ho motivo di dubitarne, ma davvero non per noi che, non mi stancherò mai di dirlo, questa guerra non l’abbiamo voluta.

Ieri ho visto la puntata prima censurata, poi no, dello show di Sabina Guzzanti. E’ un peccato che sia stato così realistico, ed è triste che la sua prefazione fosse così carica di verità. Ha detto quello che da più tempo chi ancora si ritiene libero, continua a dire e ribadire, ma la tristezza sta nel fatto che ormai guardando un telegiornale sovente, scappa una risata, mentre guardando la Guzzanti salgono i motivi di preoccupazione, e lo sconforto.
L’esordio della Gruber ieri allo speciale del TG 1 ne è stata prova evidente. La brava giornalista presentando il comandante reduce dell’esercito, seduto su una sedia a rotelle dice” Comandante, lei che ha combattuto nelle forze di pace….”
Già. E’ normale combattere in forze di pace, come è normale democratizzare con la guerra.

Grande trovata anche quella delle bandiere.
Basta fare un giro per strada e guardare ai balconi, qualche nostalgico di Italia 90 ha appeso il tricolore alla finestra, sul mio balcone resiste ormai da un anno, alle intemperie, la bandiera arcobaleno. Immagino che le bandiere diverse non stiano a significare l’ennesima cosa, la mia vuol dire niente guerra ma vuol dire 1000 cose in più, mentre il tricolore che significa? Piango le vittime di una guerra che non esiste, piango le vittime della pace e della democrazia? Piango le vittime del terrorismo?
Oppure che ieri ha giocato l’Italia?
Sì, perché i soldati del tempo di pace, non muoiono per la guerra, ma dall’11 settembre in poi muoiono solo di terrorismo rigorosamente islamico, le altre vittime si sa, sono solo disgraziati effetti collaterali, insomma o si muore da eroi o da errori.

Tutto è così illogico e snaturato che ormai siamo arrivati a tollerare qualunque cosa, persino bush che taccia di propaganda Saddam Hussein, per le sue affermazioni trasmesse dalla tv araba.
E poi, tolleriamo bene anche all’utilizzo delle varie rivendicazioni di Al Queida, alla resurrezione di Bin Laden assistiamo partecipi alle dispute calcistiche, che seminano problematiche geopolitiche a seconda delle convocazioni di Trapattoni, assistiamo inerti (ed inermi sob!) all’isola dei famosi, dove addirittura un’eroina contessina sfida la fame e gli stenti ma assicura fieramente “Non sono un’eroina, ma questa esperienza mi ha fatto crescere!”
Guardiamo con un certo vortice di nausea una sconosciuta mangiare formaggio con i vermi in TV solo per poter baciare ed abbracciare un personaggio morto in una fiction televisiva, o uomini che indossano tacchi a spillo e gonna per poter toccare dal vivo le dive da calendario, in una TV che andrebbe de-defilipizzata

Forse mi sono lasciata un po’ trasportare ed ho perso il filo. Forse basterebbe defenestrare le TV in un bellissimo ed orgiastico Tvday.
RITA PANI (APOLIDE)

11.16.2003

 

Nassiriya, la polizia irachena avvertì gli italiani

In una riunione ufficiale il capo degli agenti Hassan disse: contro di voi ci sarà un'attacco gravissimo
La segnalazione arrivò durante un'incontro al quale parteciparono almeno tre alti ufficiali della Missione Babilonia
Di quella riunione svolta sabato 8 novenbre c'è il resoconto dall'Unità in carta
Se queste accuse saranno provate credo che diversi incoscienti dovranno rispondere di alto tradimento
Pomero

 

Il TG dei cretini

A Nassiriya i carabinieri indagano su quattro persone forse coinvolte
nell'attentato. I sospetti hanno chiesto di mangiare solo dopo le 17.
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_534511.html

Illuminante il commento dell'inviata del tg1, poi ripetuto dal nostro
sono-cinque-giorni-che-trattengo-le-lacrime Giorgino «seguono i dettami
del Ramadan, il che lascia presupporre che siano di origine mussulmana»

Embè? Cosa si apettavano che fossero? Immigrati norvegesi o seguaci di
una qualche setta induista?

Se non stessimo parlando di una tragedia ci sarebbe da rotolarsi per
terra dalle risate...
MTMS

 

ATTENZIONE ALLE PAROLE

Bisogna fare attenzione, quando si leggono i giornali, ma altrettanta attenzione dovrebbe essere usata da chi scrive per noi, e poi, mi va di ribadire che le parole sono importanti, ed allora bisognerebbe usarle con cautela e ponderazione.
Basterebbe prendere la parola ‘eroe’ per capire meglio.
La Repubblica è riuscita ad usarla in ben due notizie riportate questa mattina nella testata on-line.
La prima volta (quella più grossa) per dirci che i soldati italiani erano rientrati, ieri a Ciampino, la seconda volta (quella più piccola) per raccontarci che erano rientrati i due eroi dell’isola dei famosi.
Mi astengo da ogni commento, anche pregiandomi del fatto di non aver assistito mai a quella che pare essere la trasmissione del secolo.
E a proposito comprendo ora quanto sia importante, ancora e dopo mezzo secolo, la divulgazione elettrodomestica. Trovo un trafiletto nel quale si fa il conto degli spettatori che ieri hanno assistito al rientro delle salme, in diretta TV. Anche io ne facevo parte, ma mai mi sarei aspettata di trovarlo così narrato nei giornali (Copio e incollo) Il maggior numero di telespettatori si è avuto sulla Rai, lper a straordinaria del Tg1, in onda dalle 16.39 alle 18.00: è stata seguita da 3.816.000 telespettatori con il 33.33 di share; la staffetta è poi passata al Tg2, in onda dalle 18.000 alle 18.51 (prolungando la normale programmazione) con uno share del 26.26 per cento pari a ………... (red)
Anche stavolta non commento e passo oltre.
Audience. Che parola importante.
Io seguivo la 7, la solerte telecronista sottolineava la civiltà e la compostezza dei familiari delle vittime, nessun pianto, nemmeno un sospiro; con eleganza segnalava l’incredibile silenzio che era calato sulla pista dopo lo spegnimento dei motori dell’Ercules.
Silenzio spezzato solo, per ben due volte, dallo squillo spasmodico dell’italico cellulare.
RITA PANI (APOLIDE)

11.15.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Ma Paolo Carfi è morto? No? Che peccato». Parla il noto avvocato e deputato Carlo Taormina. Chiede a un collega notizie del giudice, che era stato colto da malore e che, in aprile, aveva condannato Previti nel processo Imi-Sir. La notizia è Adn-Kronos (13 novembre).

Il giudizio lo daranno gli italiani. Col voto.

 

Martedì i funerali

Martedì ci saranno i funerali di stato per le vittime.
Vorrei ricordare quando fu affondata la nave dei clandestini albanesi, il berluska per farsi pubblicità elettorale andò a piangere, facendosi riprendere, ovviamente dalle televisioni.
Martedì andrà ai funerali ? E se và si metterà a piangere ?
Dovrebbe farlo !!! Se non fosse stato il megalomane che è, che per arruffianarsi Bush, li ha mandati a morire in Iraq, ed inutile nascondersi dietro la retorica che sono stati mandati per una missione di pace.
Ha fatto come il suo predecessore Mussolini, nel 40. Vedendo le vittorie fulminee di Hitler, disse : "Mi servono 100 morti per sedermi al tavolo della pace"
Non avendo potuto mandarli in guerra, per la forte opposizione di tutti, appena ha potuto, ha trovato la scusa della missione di pace, così diventava uno statista e poteva farsi dare le pacche sulle spalle dal guerrafondaio americano.
Robin

 

Un sacrificio

.....un sacrificio valso a rappresentarci sulla scena internazionale con grande rispetto.....

l'ho sentita anch'io. Ora ci verrà a dire che hanno estrapolato una
sua frase dal contesto.


AleX

 

LA TRASCRIZIONE DELLE AFFERMAZIONI DI EDWARD LUTTWAK A "PORTA A PORTA" DI MERCOLEDI' 12 NOVEMBRE

INFORMATION GUERRILLA

Edward Luttwak: "Un amico qui a Roma che ha un figlio ragazzino che guarda in Internet ha fatto presente che ci sono siti italiani fatti da italiani che parlano di resistenza e incoraggiano aizzano attacchi contro la coalizione. C'e' un Arabmonitor.info... parole inglesi ma fatto ad Assisi da qualche parte."

Bruno Vespa: "In lingua italiana o in lingua inglese?"

Luttwak: "In lingua italianissima. Ci sono Nuovimedia... Nuovimondimedia.it, Informationguerrilla.org. Questi dicono 'andate in Iraq, lottate, uccidete la coalizione e gli italiani'".

Vespa: "Luttwak, abbiamo cliccato non e' venuto niente"

Luttwak: "Eh?"

Vespa: "I miei dicono che abbiamo cliccato e non e' venuto niente"

Luttwak: "No, no, oggi (12 novembre, ndr)... quello..."

Franco Frattini: "Sono scomparsi"

Luttwak: "Sono scomparsi, sono tolti tutt'oggi... ieri, se loro guardano ieri li troveranno perché il ragazzino di sedici anni li ha trovati"

Vespa: "Speriamo li trovino anche i nostri servizi di sicurezza"

Luttwak: "Quindi spero bene che... io credo che essere antiamericani... ma aizzare no"

Vespa a Frattini: "Conferma?"

Frattini: "C'erano certo"

Vespa: "C'erano?"

Frattini: "Ma li hanno cancellati, sono scomparsi"

Vespa: "No, scusi eh, prima che li cancellassero esistevano? Lei testimonia che esistevano?"

Frattini: "Io non li ho guardati..."

Vespa: "Ma le hanno detto che esistevano?"

Frattini: "Ma noi sapevamo che esistevano"

Vespa: "Cioe' dei siti che incitavano ad andare in Iraq a fare la guerra e ad attaccare anche gli italiani?"

Frattini: "Ce ne sono anche altri. Purtroppo ce ne sono anche altri. Ce ne sono alcuni dove ci sono una sorta di videogiochi in cui vince chi uccide un'altra persona, eh!"

11.14.2003

 

Droghe...Legalizzare e nel frattempo....FUMARE

noi facciamo rep ed ogni volta ke saliremo su un palco in un locale o in p.za ci accenderemo un cannone come gesto di resistenza.
se gli italiani e i sardi fossero meno ipocriti nn fumerebbero nascosti ma tranquillamente x le strade e in tale caso i porci nn potrebbero arrestare tutti!
RESISTENZA ...ORA E SEMPRE!

 

FINALMENTE IL GOVERNO SI MUOVE PER IL SUD

Dopo il polo del salotto, il polo della Fiat, il polo delle acque minerali, dopo il polo del petrolio, il governo abbattera' definitivamente la disoccupazione in Basilicata creando il nuovo polo del NUCLEARE !!! Io sto gia' pensando di fare domanda di assunzione al cimitero del mio paese come Becchino e di acquistare il loculo piu' bello, prima o poi uno dei due posti lo otterro :-((
Questi fanno le leggi contro la droga, ed i primi fatti sono loro, ma perche' non inseriscono anche nel parlamento Italiano l'antidoping????
Vogliono mettere le scorie a 500 metri da una delle spiagge piu' belle d'Italia, bandiera blu, dopo che
ci sono voluti decenni per convincere gli imprenditori ad investirci creando delle strutture stupende, ci sono voluti decenni per far conoscere in Italia e nel mondo la Basilicata per le sue bellezze naturali, e questi pensano bene di piazzarci le scorie :-((
No basta !!! ne abbiamo gia troppe di scorie, dovrebbero essere presenti (dicono loro) circa 3000 metri cubi di scorie
altamente contaminate a pochi chilometri dal futuro insediamento, abbiamo gia' troppe morti di cancro :-((((
la Basilicata una delle regioni con la piu' alta percentuale di ammalati di cancro in base alla popolazione :-(((((((((
Questi stanno letteralmente rompendo i coglioni, promettono di far volare le piccole imprese, e per poco
non ci mandano in fallimento con la vecchia finanziaria, mandano a morire i nostri giovani in Iraq (tra cui un nostro compaesano) avendo contro la maggioranza degli italiani e ONU, ora ci trasformano nella pattumiera Nucleare d'Italia, e che cazzo se durano un altro anno chiederò asilo politico a Fidel.......... almeno dittatura per dittatura non vedrò più la banda del NANO....

Luigi

 

CONVINVERE I KAMIKAZE....

Difficilissimo.

Guardatevi intorno: basiliche bellissime ed immense, statue, quadri e
altrove vmoschee splendide, sinagoghe, templi indù raffinati ed
elaborati, piramidi millenarie gigantesche, ziggurat, scalinat
azteche, maya, megaliti alla Stonehenge.... perchè tutta questa immane
fatica di milioni di piccoli uomini?
Perchè non accettano che morire vuol dire morire. Non vogliono credere
che il nulla che c'è prima di nascere sia tale e quale a quello che
c'è dopo la morte.

In fondo all'animo tutti lo sappiamo che è così, meno i fanatici
religiosi.

Il Papa teme il gran salto: da Papa a nulla. E invoca le preghiere dei
fedeli per NON morire. Non ha nessuna voglia di incontrare Gesù,
perchè teme, fortemente teme, che tutto sia fantasia, e che non ci sia
preoprio nulla dopo la morte. Chiunque ci pensi un attimo sul serio
non può avere dubbi: l'Uomo è un animale intelligente, un po' più
intelligente degli altri e quindi sa che deve morire, sa che col
corpo, con la mente, si spegnerà tutto per sempre.

Ma quante cose stupende ha cotruito per dare corpo all'illusione di
eternità!

Ora i kamikaze sono dei tapini plagiati totalmente e compleamente:
buttano via la vita sicuri come pompieri di passsare direttamente nel
paradiso musulmano in mezzo a torme di vergini da deflorare...
Pensate un po' a come sono fondamentalmente condizionati per poter
credere a baggianate simili, non che le nostre siano tanto meno folli,
però da noi l'Illuminismo ha seminato il dubbio e oggi trovae un
kamikaze cristiano che si faccia scoppiare pensando che, ammazzando
suoi simili, finisca in paradiso è impossibile.

Come si fa a portare il dubbio nella testa dei kamikaze? Dovrebbe
essere opera dei musulmani più preparati, loro devono insegnare che
chi uccide non sarà premiato.
Compito poi di liberi pensatori arabi, e ce ne sono tanti, far udire
la voce della razionalità.
E anche noi dovremmo far udire la stessa voce: la vita è un miracolo
della Natura, dura poco, va vissuta al massimo grado permesso
dall'intelligenza che ognuno ha, e quando finisce, finice e basta.
Niente paradisi, niente inferni, niente castighi, niente premi.
NIENTE.

Questa era la guerra per la democrazia e la libertà: le bombe invece
danno forza ai fanatici.


Ernesto

 

CI SONO MOMENTI IN CUI....

Ci sono momenti in cui bisogna saper tirare fuori le palle, essere uomini ed essere duri. Così come fu nell’immediatezza dell’11 Settembre, giù due torri in america, giù un intero popolo: quello afgano.
L’insegna del mercato vespa di rai1 recitava… Il nostro 11 settembre. Poco fa da Fiumicino sono partiti un altro centinaio di uomini, che spero domani, non vengano chiamati eroi, eroi per due o tre giorni, e altresì spero sia falsa la frase attribuita al nano governatore :” "...questo sacrificio sia valso a rappresentarci sulla scena internazionale con grande rispetto"… L’avrebbe detta al TG2, e sarebbe indicativa dell’idiozia del deficiente.
Io non l’ho vista, ma ho visto altri TG avvoltoiare sulle bare allineate.
Pare siano i nostri morti ed invece no, sono i morti delle famiglie che non avranno più il piacere di vivere i loro cari, sono persone morte ed ammazzate per una pace presunta in tempo di guerra.

In effetti non sbagliavo, ci sono momenti nei quali bisognerebbe tirare fuori le palle, solo che a mostrarle, ora dovremmo essere noi, perché si sa che le peggiori porcherie in Italia avvengono sempre quando l’opinione pubblica è impegnata a piangere qualche morto per strage, poco importa se sia di pace di guerra o di neo-terrorismo anarco-governo-insurrezionalista.

Se ci siamo indignati per la cirami, se abbiamo rabbrividito per i condoni tombali, se ci siamo sentiti schifati per il condono edilizio, iniziamo a proteggere il nostro stomaco con massicce dosi di Maalox… Il nano ordina… Cancellare il reato di concorso esterno alla mafia.
Lo faranno, come hanno fatto tutto ciò che dovevano fare.
Fare?
Ah sì, io a volte mi faccio una canna. Non ho mai provato a misurare una ‘caccoletta’ di fumo, una canna è una canna… Mi dicono che ora potrei andare in galera per questo ma potrei diventare deficiente e passare alla scuola miccichè e farmi di cocaina; è lecito possederne in quantità doppia della cannabis. Che anche la legge fini sulle droghe sia viziata da una leggera forma di conflitto di interessi?

In fine un abbraccio agli abitanti di Scanzano Jonico gemellato con Carbonia almeno nella mia anima. Abbiamo in comune siti minerari dimessi, abbiamo in comune l’intento di stoccaggio delle scorie nucleari. Abbiamo avuto in comune la possibilità di condividere morti per leucemia ed inquinamento che non ci avrebbe mai reso eroi, ma solo maschere invisibili vittime del generale Jean.

Ma noi le palle le abbiamo?
RITA PANI (APOLIDE)

 

SADDAM CATTIVO, E ALLORA NOI?

Abbiamo fatto la guerra all'IRAQ perche' dieci anni fa avrebbe fatto morire 3.000 curdi con le armi chimiche.

Noi (USA, Polonia, Australia, Italia) invece abbiamo fatto morire 13.000 persone ...

Faccio notare che fra l'altro, le bombe intelligenti non sono in grado di distinguere tra curdi e iracheni. Pertanto oso immaginare che anche noi abbiamo ucciso 3.000 curdi.

Massimiliano.

 

STRISCIA ROSSA

«Tentare di eliminare Saddam avrebbe comportato incalcolabili costi umani e
politici. Catturarlo sarebbe stato probabilmente impossibile. Saremmo stati
costretti ad occupare e a governare l'Iraq. Forse gli Stati Uniti sarebbero
ancora oggi una forza di occupazione in una terra estremamente ostile»
.

George H. Bush (il padre), New York 1998.

 

Sregolatezze del 14/11/2003

La Cgil? «Fa opposizione politica». E poi «rappresenta una minoranza, arriva a due milioni e mezzo, mentre Cisl e Uil ne rappresentano tre e mezzo». Il ministro dell'economia Giulio Tremonti? «E' il miglior interlocutore rintracciabile nei due schieramenti, il più autorevole esperto in materia». La riforma delle pensioni? «Quanto contenuto nella prima delega a Maroni è ben concepito». Ad affermarlo non è un nemico dichiarato dei sindacati, non è il capo della Confindustria, non è il Cavaliere o qualcuno dei suoi stallieri. E' Luigi Angeletti, sì, proprio lui, il segretario della Uil, impegnato da qualche settimana in manifestazioni unitarie Cgil-Cisl-Uil. Angeletti, del resto, non si è limitato a sostenere questi concetti, animato
da un evidente e irrefrenabile spirito unitario. Ha diramato una nota ufficiale per precisare che «il contenuto delle dichiarazioni virgolettate, in particolare i giudizi sulla Cgil, è frutto di una rielaborazione che non corrisponde né al senso né al contesto del dibattito». Un contesto che possiamo immaginare e che Angeletti fa bene probabilmente a risparmiarci: un convegno organizzato dai giovani di Forza Italia del Lazio.

DON PANCRAZIO

11.13.2003

 

VIA DA ASSISI

Socci fai quello che ti pare, dì quello che vuoi,
ma vattene da Assisi. Via da quel posto dove Francesco non
portava armi, nemmeno per difesa e proibiva ai suoi frati e ai laici
del terzo ordine di portare armi, e per questo dovette sopportare
di vedere perseguitati i suoi dal Potere del tempo.

Vattene da Assisi, non farti scudo di Francesco...

I carabinieri non dovevano morire, ma Francesco andò
dal feroce sultano Saladino senza armi in mano, nemmeno
per difesa...

...non mescolare il sacro con il profano: i carabinieri hanno fatto
"bene" ad andarci con le armi, non erano santi loro...

ma vattene dal luogo dove un uomo ebbe il coraggio di fare il contrario...
lascia stare Francesco...non toccarlo...vai a fare la tua trasmissione dove ti pare,

ma non metterti in bocca il grande Francesco...lascia che se ne vada
libero per i secoli e la storia, scalzo, povero e senza armi, nemmeno per difesa...
...almeno uno, almeno lui...

...via da Assisi, pistola di un giornalista.

Lassalle

 

A "PORTA A PORTA" L'AGGRESSIONE DI LUTTWAK A INFORMATION GUERRILLA E NUOVI MONDI MEDIA

"PER LA LIBERTA' DI ESSERE PACIFISTI". UN APPELLO CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO

Siamo scioccati e indignati per la violentissima aggressione subita nel corso della puntata di "Porta a Porta", del 12 novembre 2003, da parte del signor Edward Luttwak (http://www.carmillaonline.com/archives/2003/03/000105.html#000105), verso il quale ci riserviamo ogni azione legale.
Le sue gravissime accuse al pacifismo e all'informazione non allineata di sostenere la violenza, basate sul diktat di Bush "o con noi o con i terroristi" (ventilando anche l'ipotesi di oscuramento dei nostri siti Nuovimondimedia.it e Informationguerrilla.org), sono un attacco inaudito alla liberta' di stampa, all'indipendenza dell'informazione, a quella democrazia che e' nostro orgoglio di popolo e conquista tanto pagata.
Siamo editori e giornalisti indipendenti impegnati quotidianamente per la liberta' d'espressione, la pace, i diritti umani e civili. Un'attivita' d'informazione limpida e corretta, che da voce anche alle ragioni della pace contro la guerra in Iraq, nulla ha a che spartire con nessuna forma di violenza.
Come liberi cittadini che esercitano un libero diritto, quello di espressione, denunciamo l'accaduto all'opinione pubblica, invitando a una forte mobilitazione di protesta, per la liberta' e contro il tentativo inaccettabile di criminalizzare il dissenso.
Information Guerrilla e Nuovi Mondi Media
Bologna, 13 novembre 2003

 

E’ ora che la Sardegna faccia sentire la sua voce per la pace:

I nostri militari rientrino a casa. Smilitarizzare l’Isola.

Esprimiamo il nostro cordoglio a quanti, familiari, amici, militari, sono stati colpiti dal lutto della strage di Nassiriya. In particolare, ai familiari e agli amici del maresciallo Silvio Olla.
Assistiamo sgomenti in queste ore al tentativo di utilizzare questa tragedia per spingere ancor di più il nostro paese in un impegno militare in Iraq, in pieno teatro di guerra.
Una guerra che è stata scatenata con motivi apertamente falsi. Una guerra che a parole voleva combattere il terrorismo e che al contrario lo fomenta. Una guerra che, infine, ha portato all’occupazione e all’amministrazione militare di un paese il cui popolo, invece, deve riprendere a pieno titolo l’esercizio del proprio inalienabile potere di governo.
Noi proseguiremo il nostro impegno contro la guerra e contro questa guerra. Per questo motivo chiediamo il ritiro immediato delle truppe italiane.
La scomparsa del maresciallo Silvio Olla rappresenta l’ultimo tributo che la Brigata Sassari ha pagato, in missione all’estero e a causa delle morti per leucemia ai linfomi. Va denunciato che questo sacrificio affonda le sue radici nelle drammatiche contraddizioni economiche e sociali della nostra isola. Contraddizioni che, per tanti, non lasciano alternativa che esporsi ai rischi della scelta di partire volontario.
Ancora, la Sardegna è gravata da una presenza militare drammaticamente pericolosa come quella della base nucleare della Maddalena. Pericolosa per i suoi abitanti, pericolosa per l’ambiente, pericolosa per la pace. Le notizie trapelate riguardo l’incidente occorso a un sommergibile atomico americano lo scorso 17 ottobre ripropongono, in tutta la loro gravità, i rischi obbiettivamente connessi alla presenza ed il transito dei sommergibili e sollecitano la mobilitazione dei cittadini sardi per il suo smantellamento.

Cagliari, 13 novembre 2003

PRC, Sandro Valentini PdCI, Antonio Zidda FdV, Paolo Rossetti



 

PACE

I ragazzi di Nassiriya
GINO STRADA

Ho lasciato l'Afghanistan pochi giorni fa. Quando sono partito, Fahim Khan era agonizzante nel reparto di rianimazione. Diciannove anni, dilaniato da una bomba non lontano dal palazzo reale di Kabul, mentre stava tentando di rimettere a posto la propria casa danneggiata dai bombardamenti. Sono partito con negli occhi il padre di Fahim, seduto a fianco del figlio in silenziosa disperazione. Fahim e suo padre mi sono tornati in mente ieri mattina, quando il responsabile di Emergency mi ha chiamato da Baghdad per dirmi della strage di Nassiriya. Altri ragazzi come Fahim, fatti a pezzi da un'altra esplosione. Ragazzi italiani. Ho pensato ai loro padri, lontani migliaia di chilometri, che forse non vedranno neppure i resti dei propri figli. «Nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace: in tempo di pace sono i figli a seppellire i padri; con la guerra tocca ai padri di seppellire i figli» scriveva Erodoto nel quinto secolo prima di Cristo. La follia della guerra è tutta qui: qualche decina di ragazzi si sono svegliati ieri mattina in Iraq, e ieri sera non sono andati a letto, non ci sono più. Hanno iniziato il grande sonno, come altri milioni di ragazzi prima di loro, in Afghanistan e in Cecenia, in Congo e in Kosovo e nei mille luoghi di violenza del nostro pianeta: sottratti alla vita non da un male incurabile ma dalla volontà e per opera di altri esseri umani. Ogni volta che la guerra si porta via una vita umana è una sconfitta, per tutti, perché ha perso l'umanità, perché si è persa umanità. Il rispetto per i morti, per il dolore dei loro congiunti può e deve provocare una riflessione di tutti, anziché la polemica di alcuni. Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, ogni volta che i rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con l'uccisione. L'umanità potrà avere un futuro solo se verrà messa al bando la guerra, se la guerra diventerà un tabù, schifoso e rivoltante per la coscienza e per la ragione.
dal MANIFESTO


 

CHI PAGA DI PERSONA E CHI NO

Da quando quell'uomo si è messo sopra la legge facendosi una legge ad hoc, la politica è sospesa in questo Paese e quell'uomo ha perso l'autorità morale, semmai l'ha avuta, per parlare a nome del Paese e per piangere i suoi morti.

Lassalle

 

Il "Giornale dei carabinieri":sono stati uccisi per la guerra di Bush. Ora basta

Tre settimane per morire
Nelle caserme dell'Arma non solo si è pianto di dolore e di commozione, ma anche di rabbia perchè non si doveva aspettare la strage, non bisognava mandare i carabinieri in Iraq per partecipare a una guerra americana. Il
comando generale dei carabinieri ha fatto sapere che sono arrivate migliaia di attestazioni di solidarietà, ma Il Giornale dei carabinieri, letto da trentamila carabinieri, ha espresso anche il sentimento di angoscia per un sacrificio imposto da una guerra insensata. Dice l'editoriale firmato dal maresciallo Ernesto Pallotta: «Non dovevamo aspettare i morti per meditare sull'impegno italiano in Iraq. Contrariamente a quanto affermato da Bush, i fatti dimostrano che in Iraq vi è ancora la guerra. L'Italia non ha avuto un mandato parlamentare per partecipare a un conflitto armato. Di fronte ai
morti diciamo basta e l'Italia deve allinearsi ai comportamenti assunti dalla maggior parte dei Paesi europei». C'è anche una dichiarazione del maresciallo Formiga, segretario generale del sindacato carabinieri in congedo: «Ci chiediamo con dolore perché i carabimnieri devono morire per terrorismo all'estero. Chiediamo con forza che il nostro contingente torni
in patria». L'hanno chiamata missione «antica Babilonia», ci partecipano tremila militari italiani, quattrocento sono carabinieri: operano nell'Iraq meridionale sotto comando britannico. Il loro principale compito definito «umanitario» è quello di «concorrere al mantenimento all'ordine pubblico». In un Paese occupato militarmente significa far rispettare le regole imposte dagli occupanti.
Sono passati 24 giorni tra le minacce contro l'Italia e l'attentato che ha fatto strage di carabinieri, soldati e civili irakeni nelle palazzine del comando militare italiano a Nassiriya. Il messaggio di Al Qaeda trasmesso il 18 ottobre dalla tv del Qatar diceva: «Ci riserviamo il diritto di rappresaglia, al momento giusto e nel posto giusto contro tutti i Paesi che
prendono parte a questa guerra iniqua, vale a dire Gran Bretagna, Spagna, Australia, Polonia, Giappone e Italia». Lo sceicco Omar Bakri, vicino alle posizioni di Al Qaeda, aveva avvertito gli europei che le minacce andavano
prese sul serio. Come sempre la strategia terroristica ha messo in atto la sua devastante potenza nel luogo più vulnerabile, una città dove i militari italiani si sentivano protetti per aver fraternizzato con la popolazione,
dove le strutture militari erano difese solo da sacchi di sabbia, dove non c'erano segnali allarmanti di guerriglia. Dopo le minacce, i vertici della Difesa avevano rafforzato la presenza del Sismi, il servizio segreto militare, sulla cui capacità di penetrazione tra i gruppi della gerriglia, erano fondate le speranze di poter evitare un'azione contro l'Italia. Gli
agenti segreti avrebbero dovuto cercare contatti con le formazioni guerrigliere che avevano più peso nel controllo del territorio di Nasseriya: bisognava convincerle che i nostri soldati svolgevano solo compiti umanitari e offrire loro dei vantaggi se non li avessero considerati nemici. Missione difficile, al confine con l'irrealtà. Per questa è fallita. Dopo la strage il Sismi ha catapultato in Iraq altri agenti segreti per capire le ragioni del fallimento.
«Scopriamo ora - dice Luigi Bonanate, docente di studi strategici all'Università di Torino- che in Iraq c'è una guerra a cui una parte sta reagendo con una guerra di guerriglia. Quando si è deciso di mandare "i nostri ragazzi" in Iraq si è usata la coloritura di dire che andavano per motivi umanitari e non come alleati degli Stati Uniti. E oggi ne piangiamo
le conseguenze. Quei militari morti sono vittime del lavoro mandate in un cantiere malsano, come l'immigrato albanese morto nel malsano cantiere di Genova. Sono la tristissima testimonianza che non era vero, come hanno cercato di farci credere, che tutta la popolazione irakena era contro Saddam, che bastava rovesciare la statua del dittatore, per fare accettare l'intervento militare straniero. Il futuro dell'Iraq è nero, nero, nero. E' possibile che gli attentati continuino a colpire obiettivi situati prevalentemente nel territorio irakeno, perché le formazioni della guerriglia la ritengono una guerra di liberazione. Ma se non si rimuovono le ragioni della guerra, c'è il rischio che gli attentati siano esportati in
altri scenari, come Europa o Stati Uniti, per coinvolgere ancora più profondamente l'opinione pubblica internazionale».
La possibilità che le minacce siano seguite anche da azioni terroristiche nei Paesi occidentali è stata subito presa in considerazione dai nostri organismi di sicurezza. Il Ministro Pisanu ha convocato i vertici dell'antiterrorismo per studiare nuove misure di protezione per gli obiettivi più sensibili: saranno intensificati i servizi di vigilanza oltre che per gli aeroporti, le stazioni, le ambasciate anche per le strutture militari.

Annibale Paloscia

 

Sregolatezze del 13/11/2003

Non si sa se alla fine sarà un triciclo o una carovana, ma il variegato
raggruppamento prodiano in formazione su una cosa si batte come un sol uomo
(in Italia): la definitiva instaurazione (in Italia) di un regime elettorale
e politico bi-polare, perché crede di poter nascere e prosperare (in Italia)
eliminando e semplificando ragioni di partito e gruppi parlamentari. Lo
stesso aggregato, sempre per poter nascere e prosperare, in Europa è di
tutt'altro avviso e intendimento: sparigliare le carte e rompere il regime
bi-polare di fatto vigente a livello politico europeo, inventando un nuovo
partito e un nuovo gruppo parlamentare. Intanto Prodi, a proposito del suo
manifesto per l'alleanza italiana alternativa al centro-destra, si nasconde
dietro un dito, dice che si tratta solo di "riflessioni sull'Europa" e che
"non fa alcun accenno alla politica nazionale". E il nome della lista
elettorale di questa alleanza, quale sarà? Lista per l'Europa, Lista per la
Pace, Lista per l'Alternativa, Lista per il Riformismo, Lista per il
Socialismo, Lista Popolar-Democratica, Lista per l'Ulivo, Lista per
Garibaldi? No: "Lista per Prodi" (anche se senza Prodi)... Insomma c'è
proprio da chiedersi, ovviamente a prescindere dal merito specifico di
queste posizioni, se esse possano definirsi effettivamente prodiane o -
beninteso da un punto di vista meramente tecnico - proditorie.

DON PANCRAZIO

 

... E Martedì lutto nazionale...

Ci intimano di unirci a piangere le vittime. Ci dicono non sia il tempo delle polemiche. Non so se sia vera l’affermazione attribuita a Prodi … “Ho pregato tanto perché non toccasse a noi…” Certo se lo fosse, sarebbe davvero tanto infelice.
Ritengo sia il tempo non delle polemiche sterili, ma delle forti prese di posizione; l’unità del pianto non solo non è utile, ma rischia di essere un nuovo e meschino tentativo di mettere a tacere una verità che per troppo tempo abbiamo gridato a vuoto, come scrivevo ieri, persino stendendo quelle bandiere sui nostri balconi.
Nessuna guerra sarà mai giusta e che lo si voglia ammettere o no, il popolo iracheno lotta per la sua libertà. Nessuna guerra sarà mai giusta, ma in guerra le persone muoiono. Non sono vittime dei terroristi, come i bambini e le donne del mercato di Baghdad non furono errori, effetti collaterali di una stupidissima guerra che nulla ha mai avuto di democratico ed intelligente.
Non dobbiamo cadere nella trappola, è ora di urlare ancora più forte, se mai fosse possibile, perché questo governo servo ed irresponsabile riporti a casa tutti i militari presenti in Iraq.
Detesto l’ipocrisia, le lacrime e lo sdegno, le tribune medianiche che hanno gli avvoltoi appollaiati nelle comode poltrone che parlano di democrazia e libertà dopo essere stati complici di un guerrafondaio, inetto e criminale come bush.
Basta con la logica dell’ Armiamoci e partite!
La guerra finita e vinta dagli americani in Iraq non è né finita né vinta; pare sia solo al suo inizio. Prima i soldati americani morivano a due a due, ora vengono massacrati tutti a colpi di 20 per volta ma… L’esercito democratico ha le palle, e soprattutto e stato mandato da chi continua a dire che non si lascerà intimidire, e lo dice con la presunzione di parlare anche a nostro nome.
Quello, non parla per me. Non mi rappresenta e sono certa non rappresenti molti di noi. E’ troppo facile intimare al popolo di non parlare, di non pensare, di non incazzarsi, e di tentare di esimersi così da una responsabilità di fatto.
Non importa che tardivamente l’ONU abbia legittimato l’aggressione americana ai danni dell’Iraq, è stata e resta una sporca guerra, ed è meschino ed umiliante che i responsabili, a nostro nome, si facciano scudo dei soliti e cattivissimi noti, da Bin Laden, vivo o morto a seconda del bisogno, Alqueida, o Saddam Hussein, rimpianto persino da chi ne fu realmente vittima.
Nessuna polemica? 1000 polemiche! 1000 polemiche per cercare che tutto il resto non cada nell’oblio. Da Guantanamo a Tarek Aziz, dai bimbi mutilati ai giornalisti ammazzati per sbaglio, dalle donne dei mercati ai figli di Saddam Hussein, trofei della libertà.
Nessuna polemica per riunirci nel dolore di queste nuove 20 vittime.
Ma chi ha pianto e chi piange per i militari che continuano a morire vittime dell’uranio impoverito, per essere stati portatori di pace nei paesi in guerra?
Chi ha sparso per loro le lacrime, dopo aver posto le bandiere a mezz’asta?
Eppure sono soldati anch’essi, hanno vissuto da eroi, muoiono di faringite, lasciano mogli e bimbi.
… Ma senza nemmeno la pensione.
RITA PANI (APOLIDE)

11.12.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Cordiali saluti da questo luogo pieno di storia che la pochezza dell’uomo rende infelice». Cartolina inviata una settimana fa dal vicebrigadiere Giuseppe Coletta, uno dei caduti, ad un’amica che lo aiutava nella raccolta di abiti e giocattoli per i bambini.

 

Sregolatezze del 12/11/2003

Voi credete che Tony Renis sia diventato direttore del primo Festival di Sanremo dell'era Raiset perché berlusconiano e, prima ancora, craxiano e intimo dei boss della mafia italo-americana? Errore. «Ai primi di agosto ci ritrovammo nell'ufficio del direttore generale della Rai Flavio Cattaneo, con Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, e Alessio Gorla, direttore dei
palinsesti. Feci il nome di Tony Renis perché, leggendo un libro sul Festival, mi colpì il fatto che Renis aveva partecipato a sette edizioni della gara canora, vincendone una nel 1963. Aveva vinto anche il Golden globe e venne nominato anche agli Oscar. Lo chiamai l'8 o il 9 agosto e gli chiesi: 'Se ti dicessi Sanremo, direzione artistica... ', mi rispose:
'Neanche morto, non ci penso nemmeno'; e adesso ci ritroviamo qui». Così la racconta Gian Marco Mazzi, "consulente musicale" di Cattaneo e, casualmente s'intende, berlusconiano d'istinto e di carriera come Cattaneo, Del Noce e
Gorla. Il clan non sa ancora dire perché, dopo il forfait dichiarato dai discografici, non siano ancora riusciti a trovare uno straccio di conduttore per il pur più importante appuntamento annuale della Rai. Ma hanno già tirato fuori l'asso dalla manica: Bruno Vespa, pronto a trasformare il dopo-festival in "Porta a porta" il festival stesso in Festival di Taormina.
Nel senso di Carlo...

DON PANCRAZIO

 

bERLUSCONI =bUSH

Visto e considerato che berluskoni e bush sostengono ancora che la missione
in iraq deve perdurare pur nonostante i vili attentati, perchè in guerra non
ci vanno LORO o dei parenti di costoro? perchè ci mandano altri a morire?
David

 

NOI QUESTA GUERRA NON L'ABBIAMO VOLUTA

Pensavo che oggi, finalmente l’avrebbero ammesso. Pensavo che finalmente qualcuno avrebbe detto che esiste una guerra, e che in guerra spesso si muore. Invece No. Dopo che bush discese sul ponte di una nave e decretò la vittoria, finì quella guerra. Tutto il resto è pace e democrazia e i morti di oggi, dovrebbero essere i nostri nuovi eroi di pace.
Con tutto il rispetto ed il dolore (uno di loro lo conoscevo) per le persone morte, è tutta e solo una schifosissima propaganda. Non sopporto quelle voci di circostanza, quelle facce falsamente affrante e l’ipocrisia delle bandiere a mezz’asta.
Non tollero la martellante opera di catechizzazione, che parte da Saddam per arrivare a Bin Laden, tesa a convincere il popolo che si tratti di terrorismo, la verità è che l’esercito italiano è stato coinvolto in una guerra sporchissima nata per interessi economici, voluta, fortissimamente voluta da bush per il petrolio e per il potere.
E’ rivoltante il tentativo di lobotomia perpetrato attraverso i media, tutti i media. Continuano a ripercorrere la storia a partire dall’11 Settembre, vorrebbero che non si ricordasse l’aggressione americana all’Iraq, le stragi di civili per le strade (errori, effetti collaterali), madri e bambini massacrati, gli stessi figli di Saddam Hussein, spregevoli quanto mai, ma mutilati, massacrati, e poi fotografati a pezzetti, sopra i tavoli di un obitorio, la protesi accanto alla gamba , e poi mostrati come trofei di guerra.
Noi quella guerra non l’abbiamo mai voluta, noi siamo il popolo della pace e abbiamo ancora le nostre bandiere colorate sui balconi, noi abbiamo occupato le piazze per dire no a questa guerra.
Non scordiamo quindi che la responsabilità oggettiva di questi morti è del governo e di certa parte della sinistra che dall’oggi al domani ha cambiato opinione e legittimato l’aggressione all’Iraq.
Spero davvero che queste morti non vengano strumentalizzate, ma non da chi come me, esige che l’esercito italiano si ritiri immediatamente dall’Iraq, ma da chi in Iraq gli ha spediti per poter poi pretendere una fetta della torta. Magari usandole per pretendere qualche pezzo in più.
E’ gente del sud, dicono in uno dei tanti TG. Anche questo dovrebbe farci riflettere. Purtroppo non sono eroi ma solo dei lavoratori, morti male e di lavoro.
Quasi come a Genova. Speriamo che vengano ricordati qualche attimo in più
Rita Pani (APOLIDE)

 

Manifestazione x ritiro militari dall'Iraq domani a Bologna!

Il ritiro delle truppe italiane in Iraq è stato invece subito richiesto
dalla sinistra dei diesse, da Rifondazione Comunista e dai Verdi. «Siamo
colpiti dalla tragedia di tante vite umane distrutte – ha detto il
leader del Prc Bertinotti - siamo colpiti anche se sappiamo che essa è
avvenuta in un contesto terribile in cui ogni giorno la vita umana è
annientata. Ancora una volta è evidente che guerra e terrorismo si danno
la mano». Bertinotti manifesta quindi la piena solidarietà del Prc alle
famiglie delle vittime «ma proprio in nome di questo rispetto –
aggiunge - intendiamo proseguire nell'impegno politico contro la guerra».

Secondo Piero Di Siena e Giorgio Mele dell'area "14 luglio" dei Ds il
ritiro delle truppe «potrebbe essere questo il primo passo per arrivare
alla fine dell'occupazione anglo-americana e per affidare all'Onu e al
popolo iracheno la ricerca di una via d'uscita dal vicolo cieco in cui
l'iraq è stato messo dalla guerra di Bush».

Più dura, la presa di posizione dei Comunisti Italiani. «Proviamo una
grandissima tristezza autentica e un cordoglio, per quello che vale,
comunque molto partecipato alle famiglie di questi ragazzi afferma
il segretario del Pdci Oliviero Dilibero - È un giorno molto triste per
l'Italia e bisogna chiederci perché è successo. È successo perché il
governo ha mandato dei ragazzi a farsi ammazzare». «Di fronte a questa
immane tragedia – aggiunge Diliberto - faccio una sola domanda in
nome di chi sono stati mandati a morire? Perché sono morti? tantissima è
la solidarietà per loro e le loro famiglie e tantissima è la collera
contro questo governo che li ha mandati a farsi ammazzare perché è un
governo che non ha più una politica estera se non quella di saltare
sull'attenti quando Bush da un ordine, è una vergogna».

Il Pdci organizza per giovedì a Bologna una manifestazione per il ritiro
delle forze armate italiane in Iraq con lo slogan «Non più vittime in nome
del petrolio». In questa occasione i comunisti italiani lanceranno anche
una raccolta di firme per il ritorno in Italia dei militari della missione
Antica Babilonia.

«Gli italiani -sostiene anche Vittorio Agnoletto- non avrebbero mai dovuto
andare là». «Guerra e terrorismo - continua l'esponente del movimento
pacifista e no global - si alimentano a vicenda e stritolano la resistenza
civile della popolazione. L'unico modo per uscirne -conclude- è riportare
a casa gli eserciti occupanti».
SERGIO

 
Gli italiani brava gente che votano per i furbi, perchè dell'onestà sotto
sotto niente gli frega, hanno sopportato ogni scempio in questi due anni,
dall'uso dello strumento legislativo a fini strettamente personali, ai
condoni.
Credono ancora alle favole ed al miracolo economico, anche se siamo in piena
recessione, con un'inflazione che dimezza i salari e il terzo mondo che
ormai ci mangia in testa quanto a competitività sui mercati.
E questo passi, ma stasera 16 famiglie piangeranno perchè il nostro premier
per leccare il culo a padron Bush ha mandato
in una guerra che non ci riguarda, a cui la stragrande maggioranza degli
italiani è contraria, i nostri soldati a morire.
Qualcuno dovrà spiegare cosa ci facciamo in iraq ad appoggiare
una guerra angloamericana illo tempore presentata come difesa contro armi
mai trovate, priva di qualsiasi legittimità e copertura ONU e in spregio
alla nostra costituzione, con la scusa delle missioni "di pace" coi mitra in
mano.
FABIO

 
Ogni anno muoiono nel mondo 12 milioni di bambini/e di fame, con i milioni di dollari di un solo aereo militare si potrebbero sfamare tutti per un anno.......
Sono milioni i bambini/e e adolescenti impiegati/e come soldati in zone di guerra, sono milioni gli/le adolescenti impiegati nel lavoro nero in Italia e nel mondo, bambini/e e adolescenti sfruttati sessualmente, le bambine infibulate, i bambini/e e adolescenti mutilati per le mine antiuomo soprattutto italiane, adolescenti e bambini/e morti in Irak per l'embargo decennale americano a a Cuba per lo stesso embargo yankee, miliono gli orfani per cause di guerra.
Non ho mai visto nessun sdegno e dolore generale per tutto questo, adesso vedo lacrime di coccodrillo per militari morti in una guerra dove avevano scelto volontariamente di andare, come conquistatori.
Sono bastardo ? Molto, mi dispiace sicneramente per i morti di oggi, ma oltre un umana partecipazione per il resto non me ne importa nulla.
Se il dolore deve essere sincero deve esserlo per TUTTI i morti, odio la retorica nazional popolare di queste ore.Le bandiere a mezz'asta mettetele per i 12 milioni di bambini che muoiono di fame.
La pace portata con il fucile e il crocefisso non mi appartiene.
Non esistono guerre giuste o umanitarie, la guerra è sempre e solo un affare di merda.
Paolo

 
I soldati italiani morti in Iraq sono stati uccisi dal terrorismo di
Stato. Quel terrorismo che le platee teledipendenti si ostinano a non
voler vedere perchè oscurato dalla censura dei media o da qualche
programma di cucina per casalinghe.

Li ha uccisi QUESTO GOVERNO e la SINISTRA COMPLICE.

Un degno funerale per i ragazzi morti dovrebbe essere una presa di
coscienza da parte dei cosidetti mezzi d'informazione che permettesse
finalmente un'analisi seria di questa "guerra" scellerata scatenata da
quell'alcolista di George Bush e i suoi degni compari planetari.
Una guerra ipocrita e orrenda.
Non capisco di cosa dovremmo stupirci ora che abbiamo iniziato a
morire davvero.

I mass-mediaproseguono invece ad usare termini impropri
e fanno il verso ai nostri politicanti che piangono lacrime di
coccodrillo oltre che dare spazio
gli amichetti Bush, Blair, Putin e Berlusconi nei loro farneticanti
discorsi che dovrebbero coadiuvare l'ingresso della democrazia con le
armi in un posto che fino a poco tempo fa era sotto la dittatura di un
delinquente internazionale
del calibro di Saddam da considerarsi al loro pari.

Come ho letto in articoletto i nostri
"portatori di pace" sono in quell'inferno per difendere gli yatch e
le Ferrari di qualche petroliere, il cancro ai polmoni e il crocifisso
sul muro delle scuole, oltre che continuare a morire per i metalli
pesanti o l'uranio impoverito che si sono succhiati fino all'ultimo
grammo.

L'Italia deve unirsi ai paesi europei come Francia e Germania che non
hanno mandato soldati e stanno adoperandosi per la rstituzione del
paese agli iracheni dando pieno mandato all'Onu per gestire la
difficile situazione e avviare un reale processo di democratizzazione.

Che l'Italia si tolga dalla condizione
di forza di occupazione quale è diventata in Iraq.
Che questo governo se ne vada per sempre.
Che la sinistra complice si vergogni nel silenzio più assoluto.
Che un futuro senza guerrafondai di destra e di sinistra si affacci
presto nel nostro paese.

soulBoy

 

RITIRO IMMEDIATO

Armando Cossutta dei Comunisti italiani: "Cordoglio e solidarietà alle famiglie dei caduti. Il governo dovrà rispondere della morte di questi nostri figli. Profondo è il nostro cordoglio, totale e sofferta è la nostra solidarietà per le famiglie dei caduti e per l'Arma dei Carabinieri. Ma forte è la nostra collera, fortissima la nostra protesta contro questo governo che ha mandato i nostri figli a morire in una vergognosa guerra coloniale ed imperiale".
Oliviero Diliberto: "Di fronte a questa immane tragedia faccio una sola domanda in nome di chi sono stati mandati a morire? Perché sono morti? Tantissima è la solidarietà per loro e le loro famiglie e tantissima è la collera contro questo governo che li ha mandati a farsi ammazzare"
Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: "Oggi è il momento del dolore per tutto il Paese e per tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani. Domani bisognerà tornare a discutere del senso della presenza delle truppe italiane in quel paese, del ruolo dell'Onu e di quello dell'Europa per trovare soluzione alla tragedia del Medio Oriente. La Cgil, ieri, oggi, domani, continuerà a sostenere con convinzione la propria opinione: il ritiro immediato delle truppe italiane".
Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi: "E' immorale mettere in gioco le vite di migliaia di giovani italiani per la guerra preventiva di Bush. Ci sentiamo vicini alle famiglie delle vittime di questa grande e assurda tragedia. Dopo l'attentato di stamattina speriamo che tutti concordino sulla necessità immediata di ritirare le truppe dalla guerra irachena".

Mirko [RISCOSSAROSSA]

 

NON SONO CADUTI AL SERVIZIO DELLA PATRIA

SONO CADUTI
al servizio di Publitalia, parte di un ingrippo mediatico inteso a promuovere la megalomania del Merda e la sua cupidigia di servilismo nei riguardi di Bush.
Ma temo che questa verità dolorosa, in quest'Italia ipocrita e "politicamente corretta", la sentirete solo da me e da un paio di amici miei...
LUCIANO SENO

 

VITTIME DEL TERRORISMO DI STATO

INFORMATION GUERRILLA


In Iraq quattordici soldati italiani sono stati uccisi e altri feriti.


Li ha uccisi questo governo e la sinistra complice
che li hanno mandati a combattere una delle guerre piu' ingiuste ipocrite e orrende.


Questi assassini ora piangono lacrime di coccodrillo ma persistono, con Bush,
nell'intento di portare la loro "democrazia" in Iraq con la guerra.


Che l'Italia esca da questa carneficina.
Che il governo degli assassini se ne vada.
Che la sinistra dei complici si vergogni.

BODY BAGS

0. E che s'aspettavano? D'essere accolti a Refosco e polenta? Ce n'est qu'un debut.

1. I "nostri" soldati"? I "nostri" carabinieri? I *loro* carabinieri ce li ricordiamo molto bene in via Tolemaide, a Genova. Dei *loro* soldati ricordiamo le torture in Somalia, la morte di Emanuele Scieri e lo "zibaldone" del generale Enrico Celentano.

2. I *loro* soldati sono in Iraq per difendere gli yacht e le Ferrari dei petrolieri, il cancro ai polmoni, il caldo da schiattare e, non ultimo, il crocifisso sul muro della scuola. Nobili cause per le quali paghiamo le tasse.

3. I *loro* soldati continueranno a morire anche quando torneranno a casa. Quelli utilizzati in Kosovo stanno morendo come mosche. Zirconio e altri metalli pesanti nel loro sangue. I proiettili a uranio impoverito che la commissione Mandelli aveva giudicato innocui, e che in Iraq erano pioggia quotidiana. Non c'e' da attendersi che questi morituri si ribellino, sono programmati per obbedire.
WU MING

UN PONTE PER: CORDOGLIO PER LE VITTIME, IMMEDIATO RITIRO DEL CONTINGENTE

Il grave attentato che ha colpito il contingente italiano in Iraq era prevedibile, lo temevamo e purtroppo e' accaduto
Il nostro primo pensiero va ai famigliari delle vittime italiane ed irachene di questa grande e assurda tragedia a cui facciamo giungere il nostro cordoglio e la nostra solidarieta'.
Ma la solidarieta' non puo' esimerci dal richiamare quello che abbiamo affermato da sempre:
l'invio del contingente militare ha di fatto trasformato il nostro paese in una "potenza occupante".
La missione italiana non e' una missione di pace, i nostri soldati sono in guerra.
Riteniamo irresponsabile e immorale mettere in gioco la vita dei giovani del nostro paese, mandati in Iraq contro la volonta' del popolo italiano, a sostegno della guerra di Bush e per permettere al nostro governo di partecipare ai lucrosi contratti della ricostruzione.
Oggi piu' che mai e' necessario ritirare immediatamente il contingente italiano prima che altri tragici episodi luttuosi si ripetano.
L'Italia deve unirsi ai paesi europei come Francia e Germania che non hanno mandato soldati e stanno adoperandosi per la rstituzione del paese agli iracheni dando pieno mandato all’Onu per gestire la difficile situazione e avviare un reale processo di democratizzazione.
Oggi piu' che mai e' necessario che il popolo della pace si mobiliti perché cessi l’occupazione dell’Iraq e venga restituito il paese agli iracheni.
Roma, 12 novembre 2003
Lello Rienzi - Un Ponte Per

 

Sregolatezze del 11/11/2003

Alfredo Vito, come si sa, si è dato molto da fare per inchiodare alla tangente per Telekom Serbia tre dichiarati nemici del Cavaliere, anche a costo di riciclare vecchi arnesi del ricatto e della truffa organizzata. Del resto, poteva lui, riciclato dal Cavaliere dopo essere stato beccato negli anni Novanta per una storia di tangenti, non ripagare con la stessa moneta?
E poi, per chi non lo sapesse, il Vito ai tempi d'oro raccoglieva a Napoli centomila preferenze senza nemmeno disturbarsi a fare comizi o altro. E tuttora riesce istantaneamente a pronunciare alla rovescia qualunque parola gli venga detta e di eseguire velocissimamente, a mente, moltiplicazioni anche a tre cifre. Insomma, un personaggio particolarmente dotato. Invece per il presidente "gentiluomo" della Commissione Telekom Serbia, Enzo Trantino (An), il Vito con quei vecchi arnesi e con la Commissione ha agito "per eccesso caratteriale", con "leggerezza". Niente di più. Del resto "noi non abbiamo usato neppure un foglio del materiale che ci è arrivato da questa corte dei miracoli". Infatti, con la sublime leggerezza propria dei gentiluomini, ha solo consentito che fosse utilizzato per mesi - con il preteso marchio della Commissione - da Vito, Taormina, Bondi, i leghisti, Belpietro, Feltri e qualche altra decina di "caratteriali": caratteriali ma gentiluomini.

DON PANCRAZIO

11.11.2003

 

TONY RENIS

Ho appena sentito Tony Renis che si difendeva dall'accusa di essere in
qualche modo legato alla mafia italoamericana. Mi sembrava di sentire uno
Schifani qualunque: "Strumentalizzazioni bla bla..."
Ma de che? Ma chi ti conosce? Ma chi sei? Ma chi dovrebbe prendersi la pena
di danneggiare te che non esisti? Non c'è niente da fare, l'ha scelto
Berlusconi, e si vede.
LELA

 

IL COLMO DEI COLMI

Sentire il Nano che accusa di conflitto di interessi Prodi. Ma vi rendete conto cosa ha il coraggio di ordinare ai suoi servi di
dire, che Prodi ha un conflitto di interessi.
Tragicomico.
Veramente da ridere a crepapelle, se non fosse vero!!!

pippo

 

ASTENIA E NAUSEA

... Pare siano solo sintomi, ma i medici insegnano che non si devono mai sottovalutare.
Astenia e nausa e quello che vado provando ogni giorno di più, quindi dovrei dedurne che tutto si aggrava.
Non ho potuto, il mio senso della morale non mi ha permesso di guardare con orrore BALLARO', fino in fondo. No, certo non per Floris, il quale magistralmente ha mandato in onda il servizio su Licata coprendo lo starnazzare inutile di uno schifani che pensa basti tagliare il riporto per non essere pornograficamente rivoltante, ma proprio per uno schifani che cerca di convincerci che se siamo ridotti alla fame o è per colpa dei comunisti oppure di Bin Laden.
Io non riesco più a stare ad ascoltare, e nemmeno capisco perchè dovrei stare ad ascoltare qualcuno che mi insulta trattandomi da idiota.
Mi vogliono convincere che se la moneta da un euro diventa di carta, io potrò pagare l'affitto, andare dal dentista, dal fiosioterapista, avere un'auto, poterla assicurare e persino andare al cinema una volta alla settimana.
Mi parlano ancora di ISTAT e di inflazione reale e percepita, alludendo volgarmente ad una mia presunta idiozia.
... Snocciolare i dati .... Anche questo, volevano farmi credere che fosse importante. E io ho la nausea non perchè sia idiota, ma perchè semplicemente sono viva e con la vita mi devo scontrare.
Nausea profonda che mi porta sovente vicina alla resa.
Oggi il crollo di Genova è scomparso dietro alle voci di condanna a Prodi e al suo documento, ieri è stato presente ma solo dopo la fase critica che vive l'Inghilterra, no! Non le porcherie celate del caro Tony, ma la presunta omosessualità del principe Carlo. Il crollo di Genova con i suoi operai albanesi o albanesi italiani (gente del sud) è sparito, la nuova schiavitù non è menzionata, il lavoro nero, le dichiarazioni degli operai dello stesso cantiere non sono nemmeno apparse, se non nella pochissima stampa che ancora è leggibile perchè sà di inchiostro e non di letamaio. Ed è sparito anche che, a pochi chilometri da Genova, le ronde padane abbiano ripreso la caccia all'immigrato albanese, guidate da quell'ammasso inqualificabile dell'onorevolissimo borghezio.

Ci sono ben altri problemi in Italia, il festival di San Remo per esempio.
Astenia e Nausea persino per uno spot... ADOTTA ANCHE TU UN BAMBINO A DISTANZA, COSTA SOLO 80 CENTESIMI AL GIORNO.

Forse davvero il fine giustifica i mezzi, ma io ancora non mi sono asuefatta. Adottare un bambino a distanza dovrebbe essere un moto di coscienza civile, un risveglio dell'atavico senso civico, non un azione indotta con la dottrina di Giorgio Mastrota che allo stesso modo, giorno dopo giorno ci esorta a comprare un materasso... a solo poco più di un caffè al giorno.

Forse straparlo, ma ho anche sentito che è stata stilata una sorta di pagella alla TV... Bene i cartoni animati, le fasce pomeridiane per i ragazzi e la cultura!
Sì, la cultura.... Con tanto di intervista a gasparri.

Proverò a curarmi, non sottovaluterò i sintomi.
RITA PANI (APOLIDE)



11.09.2003

 

STRISCIA ROSSA

Le voci della democrazia: «L’Unità è un giornale che va chiuso a prescindere dalle cose che mette in prima pagina. Perché quelli sono dei killer della verità. Confermo. Secondo me l’Unità va annientata».

Carlo Taormina, Libero, 3 novembre

 

QUESTO GOVERNO TUTELA SOLO I FURBI?

Riflettiamo un attimo sulle leggi che ha fatto:

-legge condono per coloro che hanno evaso miliardi di vecchie lire

-legge condono per coloro che hanno costruito senza concessione edilizia
o in difformita'

-legge cirami per coloro che hanno commesso reati, ma non vogliono
essere giudicati....

E poi, anche se non e' legge, cosa dire della dolosa omissione nel
controllo dei prezzi, con l'entrata dell'euro (come era invece negli
accordi) il che ha favorito, ha arricchito - sta tuttora arricchendo -
la stragrande maggioranza dei commercianti furbi?
Per non parlare della depenalizzazione dei reati contro l'ambiente
(prima inquinavi le falde acquifere di una citta' e andavi giustamente
in galera ora te la puoi cavare con 1000 euro).
Ma questi governanti, fanno leggi per il cittadino o leggi solo per
fregare il prossimo?
BARRACUDA

 

L'IMMONDO APPOGGIA IL GENOCIDIO CECENO

L'immondo che ci rappresenta ha avuto la faccia da culo di dire COME
RAPPRESENTANTE MOMENTANEO DELL'EUROPA che i russi in Cecenia sono
stati attaccati MA NON HANNO REAGITO!
I russi occuparono la Cecenia 4 anni fa. La Cecenia chiedeva
l'indipendenza e i russi hanno inziato uno spaventoso GENOCIDIO.
Hanno raso al suolo la capitale cecena, completamente.
Hanno ammazzato 200mila persone, forse di più, su una popolazione di
un milione di abitanti, hanno violentato le donne e torturato
centomila persone.
Hanno assoldato gentaglia, ex-galeotti, in una "milizia volontaria"
per far fare questo lavoro sporco senza sporcare le divise dei soldati
della Russia.
Putin è colpevole e prima o poi finirà sui banchi dei criminali di
guerra.
E noi dobbiamo sentire l'imbecille criminale che ci rappresenta dire
quelle cose ributtanti SENZA SPUTARGLI IN FACCIA?
Oggi TUTTI I GIORNALI EUROPEI dicono che Berlusconi è un cialtrone e
che ha parlato da privato e non da presidente di turno dell'Unione, in
quanto era stato deciso di chiedere conto delle atrocità commesse dai
russi in Cecenia a Putin, e anche sul caso Yukov si volevano
spiegazioni.
L'immondo nano non ha fatto neppure rispondere Putin, ha risposto lui,
difendendolo, tradendo così l'Unione Europea, il mandato di
rappresenatnza e gettando l'Italia talmente in basso che tirarci fuori
da questo pozzo nero sarà davvero dura.



 

MURATI VIVI

AMIRA HASS *
Poco più di una settimana è passata da quando i palestinesi, i cui villaggi
sono intrappolati tra il muro di separazione e lo Stato di Israele, hanno
ricevuto da parte dell'esercito e dell' Amministrazione Civile istruzioni
che ne «sistemano» la presenza nella loro stessa terra. I funzionari
dell'Amministrazione Civile si sono precipitati a comunicare ai residenti
che i permessi erano pronti: permessi per «residenti permanenti» secondo la
definizione di una nuova categoria di palestinesi inventata dalle menti
giuridiche dell'esercito per le aree che l'esercito dichiara zona militare
chiusa (sebbene sia chiusa solo ai palestinesi; aperta invece agli
israeliani ed agli ebrei). I permessi permetteranno appunto ai «residenti
permanenti» di spostari «fuori dall'area» e di rientrarvi. L'Esercito
Israeliano dice di volere che i residenti che vivono «vicino al muro»
mantengano una «trama di vita più normale possible». Il villaggio di Jabara
a sud di Tul Karm, è intrappolato tra la Linea Verde ed il muro che è stato
allungato a sud per includere la colonia di Salit invia di espansione. Dei
200 adulti del villaggio sei si sono ritrovati senza permessi. Uno di loro
aveva passato un periodo in una prigione israeliana, un altro mostrava sulla
sua carta di indentità un indirizzo diverso. Il villaggio di Ras-a-Tira è
intrappolato in un saliente emerso quando il muro venne tracciato per
includere l'insediamento - in frequente espansione - di Alfei Menashe. Circa
60 delle poche centinaia di persone residenti hanno scoperto di non ottenere
i permessi. Coloro i quali vogliano mantenere una «trama di vita più normale
possible» devono quindi decidere se lasciare il lavoro in una città vicina,
visitare la famiglia dall'altra parte del muro o abbandonare casa e patria.
Quest'è l'informazione per ora disponibile su due dei 15 villaggi
intrappolati nell'area del muro. Più il muro viene costruito più aumenterà
il numero dei residenti il cui destino sarà deciso dagli anonimi impiegati
dell'Amministrazione Civile: «Permanenti» o meno, autorizzati o meno ad
avere «una vita normale» nella propria terra. Tutti quelli che non hanno
ottenuto il permesso hanno una famiglia: dovranno decidere se adeguarsi alla
nuova forma di vita, in cui il padre è in esilio dall'altra parte del muro e
la famiglia può fargli visita soltanto con il permesso dell'esercito oppure
abbandonare la terra (...). (Traduzione di Joseph Halevi)

* Da Haartez.

 

Sregolatezze del 08/11/2003

Fini? "Sta compiendo un lavoro importante per il nostro Paese ed utile per
la democrazia". Le cose che fa e che dice? Ormai "un processo politico che
va oltre anche ad An e alla svolta di Fiuggi". Insomma, "sul piano delle
idee e dei comportamenti politici, altri, magari collocati più verso il
centro, dovrebbero prendere il suo posto". Chi parla così dell'erede del
saloino Almirante, che riteneva sino ad appena qualche anno fa Mussolini "il
più grande statista del secolo", non è un affannato Gasparri o uno
sdoganante Berlusconi o un rassicurato ambasciatore d'Israele. No, è
l'ex-comunista ed ex-premier ulivista Massimo D'Alema, che già legittimò a
suo tempo come una "costola della sinistra" la Lega di Umberto Bossi. Oggi,
per l'imperturbabile leader massimo delle Bottegucce, l'uomo del presente e
del futuro è Fini, che "libera il suo partito dalla collocazione in cui lo
confina la geografia parlamentare". Non specifica, D'Alema, le coordinate
del sito dove Fini ha collocato il suo partito, sradicandolo da destra. Si
spera che almeno D'Alema sia passato definitivamente dall'anatomia alla
geografica politica, e che alla sinistra almeno non tocchi di dover
rinunciare ad un'altra costola.

DON PANCRAZIO

11.07.2003

 

GENEROSITA' PADANA

Kameraden. La Padania del 24 ottobre denuncia "l'accanimento italiano"
contro il povero vecchio Erich Priebke. Perche' tenere in carcere
proprio lui, si chiedono i padani? E' un'ingiustizia. In fondo il capo
della Gestapo di Genova Friedrich Engel, "che ordino' la strage del
Turchino e che sovrintese personalmente alle torture" e' vivo e vegeto
nella sua casa ad Amburgo. A Torino lo hanno condannato all'ergastolo
ma la Germania alla richiesta di estradizione "ha risposto ciccia". Gli
italiani hanno addirittura dato la medaglia d'oro - osserva con
raccapriccio il giornale - ai partigiani che uccisero i tedeschi a via
Rasella... perche' dunque questa ingiustizia verso il povero Priebke?
La detenzione di Priebke in effetti e' un'ingiustizia: avrebbe potuto
essere fucilato immediatamente, appena preso. La generosita' degli
italiani gli ha concesso la vita, e non in carcere ma ai domiciliari a
casa sua. La stessa generosita' (che meriterebbe pero' un altro nome)
che permette di pubblicare in Italia un foglio apertamente antiitaliano
e filonazista come la Padania.
Riccardo Orioles

 

IMMIGRATI

Siringhe caricate a sonnifero, sparate con lanciarazzi; raggi
paralizzanti ad alta temperatura; schiuma autoadesiva al peperoncino;
missili filoguidati che gettano reti di gomma. Sono solo alcune delle
proposte tecniche allo studio degli esperti militari di esercito,
marina, aviazione, artiglieria e giornali vari per bloccare in alto
mare gli emigranti che cercano di raggiungere le coste del Belpaese.
Questo naturalmente nel quadro di un'integrazione civile e democratica,
dei diritti umani ecc. ecc. All'ultimo funerale di annegati infatti
sono andati tutti i politici e si sono commossi per quasi tre ore di
fronte a tredici salme, le uniche tornate a galla.
Il Senatore Adornato, ex comunista, ex socialista, ex liberale, ex
adornista e finalmente funzionario di Berlusconi, sottolinea la
necessita' dell'assoluta coerenza con le proprie radici culturali. Il
Gran sacerdote del dio Po richiama il papa alla necessita' di difendere
la cristianita' minacciata. Il ministro degli Esteri De Michelis
denuncia le irregolarita' amministrative degli emigranti. Il signor
Leoluca Bagarella esprime preoccupazione per il pericolo costituito
dall'importazione in Italia di organizzazioni criminali straniere.
L'unico a non aver bevuto di prima mattina, Dino Frisullo, ha detto
l'unica cosa sensata che c'era da dire: piantiamola con tutto 'sto
clandestino, con tutte 'ste guardie e 'sti scafisti; in fondo di che si
tratta? di venire in Italia? e che male c'e'? "Ma insomma, perche' lo
stato non mette un traghetto regolare per questa gente, cosi' non hanno
piu' bisogno di crepare annegati per diventare italiani?". Li aveva
quasi convinti, perche' lui e' uno che sa parlare. Alla fine pero' un
onorevole riscuotendosi improvvisamente gli ha puntato contro un dito:
"Un momento. Ma lei e' morto! Non ha diritto di parola!".
"Effettivamente si'", ha ammesso Dino. E tutto e' ricominciato come
prima - guardie, scafisti, politici commossi e negri annegati.
RICCARDO ORIOLES

 

STRISCIA ROSSA

Un pacato invito ad abbassare i toni: «Noi non accettiamo lezioni dall’opposizione. Ogni giorno, l’Unità ingiuria il presidente del Consiglio (grida, applausi), pubblica indirizzi dei nostri colleghi di maggioranza (grida, applausi), calunnia il presidente del Consiglio (grida, applausi)».

On. Elio Vito, capogruppo F.I., Montecitorio, 6 novembre, ore 15,17

 

RICHIESTA D'AIUTO

Buona sera sono una studentessa della provincia di Bari dove da un po' di
mesi è stato approvato un riordino ospedaliero voluto dalla giunta regionale
per motivi finanziari.Il mio pase TERLIZZI vantava un ospedale di esperienza
millenaria tra i più funzionali del circondario che è stato colpito da
questo ridimensionamento nei suoi reparti più avanzati(CHIRURGIA GENERALE e
GINECOLOGIA)a vantaggio dell' ospedale di Corato(PAESE LIMITROFO 13 Km di
distanza del mio)carente sia per quanto riguarda la struttura sia per
l'esperienza in questo campo medico.I cittadini di terlizzi si sono battuti
affinchè questo scempio non si effettuesse hanno fatto intervenire il TAR
senza riscuotere approvazione.Mi chiedo come è possibile attuare un riordino
per diminuire i costi e chiudere un presidio ospedaliero altamente
funzionante fornito di macchinari all'avanguardia e di un equipe altamenta
qualificata per spostare tutto in una struttura inadeguata senza la minima
preparazione!!!!Cosa possono fare i cittadini di terlizzi (e non solo) per
tutelare i propri diritti ad avere un servizio sanitario
decente????Possibile che non abbiamo per nulla voce in capitolo????Vi chiedo
di aiutarmi di aiutare i cittadini terlizzesi a riprendersi il loro ospedale
grazie....


Occupatelo. Presidiatelo. Non è uno scherzo. Fate più rumore possibile. In Italia non esiste più un modo legale per ottenere le cose; l'unico modo utile è che se ne occupi la stampa nazionale, che la vicenda abbia eco. E' triste ma è così solo Santa Madre Televisione può darvi una mano. Quando l'inettitudine viene mostrata allora esiste, sennò faranno come hanno deciso di fare. I cittadini non hanno più alcuna voce.
Rita Pani

 

Azzurri contro Rai3

Attacco a «Superstoria doc». Cda, Maffei a Raisport
La Casa delle libertà si sente minacciata dalla satira della Rai non meno
che dall'opposizione sociale. Giorgio Lainati, responsabile comunicazione
di Forza Italia, punta dunque il dito contro la puntata Superstoria doc
andata in onda domenica sera su Raitre: una carrellata «di volgarità e
qualunquismo», dice l'esponente azzurro, secondo il quale «ancora una
volta Raitre dimostra tutta la sua partigianeria» essendosi permessa di
fare umorismo sul presidente del consiglio. La puntata «ha messo insieme
il peggio della satira antiberlusconiana, già andata in onda negli ultimi
anni, per `raccontare' la politica italiana - dice l'esponente azzurro -
Vecchi sketch, assemblati secondo una sceneggiatura ben definita, perdono
la loro forza satirica e diventano solo strumento per portare avanti a
freddo un'operazione politica di discredito e di dileggio della parte
maggioritaria dello schieramento politico italiano». «Partigiano» è
l'attacco contro Raitre, risponde il direttore della rete Paolo Ruffini.
Che a Lainati manda a dire: «L'articolo 21 della Costituzione tutela la
libera manifestazione del pensiero, e essa è sempre stata garantita in 50
anni di televisione da tutti i governi, ai quali è capitato essere stati
presi di mira da Noschese in poi». A questo proposito l'associazione
Articolo 21 parla proprio di «intimidazione e censura» contro la libertà
di satira. Quanto a Superstoria, aggiunge invece Ruffini, «prima della
puntata contestata, dedicata all'Era polare, sono state trasmesse una
puntata dedicata ai Comunisti italiani ed una al centrosinistra, entrambi
oggetto di satira». Superstoria è un programma «di pura satira, dalla
prima immagine all'ultima», aggiunge l'autore, Andrea Salerno, a difesa
della trasmissione (20 puntate, dieci delle quali già andate in onda) che
ricorda essere interamente confezionata in Rai, «a bassissimo costo e con
materiale interamente proveniente dagli archivi della tv pubblica».

Ieri, intanto, il Cda della Rai ha deliberato - con il voto contrario
dlela presidente Lucia Annunziata - la nomina di Fabrizio Maffei a nuovo
direttore di Rai Sport. Maffei prende il posto di Paolo Francia, che resta
a capo del Dipartimento Sport. Il cda ha anche nominato Eugenio De Paoli
condirettore di Rai Sport e Alessio Gorla direttore ad interim del
palinsesto Tv. Michele Giammarioli resta responsabile delle acquisizioni
diritti sportivi. Per l'Usigrai e il comitato di redazione di Rai Sport si
tratta di decisioni che «segnano un'ulteriore, grave violazione delle
regole», dato che l'azienda ha proposto anche le vicedirezioni in barba
all'autonomia del direttore e prima che la nomina diventi formale. «Oggi
viene fatto a pezzi anche questo residuo rispetto del ruolo del direttore.
Il sindacato dei giornalisti contesta formalmente all'azienda la
violazione delle procedure e chiede che una decisione illegittima venga
annullata e riformulata in modo corretto».

E sempre ieri il Cda ha dato il via libera all'acquisto delle ultime due
frequenze (Telegrosseto e Emilia tv) per il digitale terrestre, quelle
necessarie a portare «la copertura dei due multiplex al 50 per cento della
popolazione», ricorda Annunziata. «Per le frequenze la Rai ha impegnato 21
milioni di euro contro i 124 milioni che erano stati richiesti
inizialmente per avere un multiplex al 50% e un altro al 25% -
osservaAnnunziata - E' un risultato di cui siamo molto soddisfatti, reso
possibile dal lavoro del Consiglio di Amministrazione che, su impulso
della presidenza, ha ottenuto un cambiamento di procedure che ha
consentito di avere un mercato più ampio e una maggiore trasparenza oggi
certificata da RaiWay, Direzione Generale e da due advisor
internazionali».
Sergio

 

Sregolatezze del 06/11/2003

Ottaviano Del Turco confessa che appena l'ha visto e attentamente studiato,
sfogliando il giornale, "ho avuto un orgasmo, anzi il miglior orgasmo della
mia vita". Le cronache non riferiscono dove l'illustre senatore
post-craxiano abbia avuto questo sfogo di post-gioventù, né se gli sia
venuto spontaneo o, considerando la sua età e la consistenza meramente
cartacea dell'oggetto che ha scatenato la sua eccitazione, si sia un po' (o
molto) aiutato. Di certo lo ha subito segnalato al compagno di banco Franco
Marini, che "mi ha detto di esserselo fotocopiato e di averne fatto una
gigantografia che ora tiene appesa nella sua stanza". In realtà l'allupato
d'Abruzzo ha fatto di meno e di più: "Macché gigantografia. Ne ho fatto un
quadretto e l'ho incorniciato" e "ora ne farò diverse copie da mandare ad
alcuni amici". Ma di che si tratta? Di un ritratto di Jennifer Lopez nuda?
Di un'ammiccante posa da calendario di Sabrina Ferilli? No, di qualcosa di
ancora più conturbante: un brano di Paolo Mieli polemico con la Margherita,
descritta come indecentemente meno critica dei comunisti con
l'"intransigentismo politico e sindacale dell'opposizione". Proprio così:
intransigentismo. C'è forse qualcosa di più orgasmicamente eccitante?

DON PANCRAZIO

11.06.2003

 

Sregolatezze del 05/11/2003

Ma è mai possibile che, per vincere il congresso radicale, quel gran leader carismatico che è Marco Pannella abbia minacciato nientemeno di portarsi via la cassa, se fosse stato eletto segretario il candidato alternativo al "suo"
Capezzone? Di fatto, il guru di Torre Argentina aveva solo detto: "Se perdo, tenetevela l'associazione Radicali italiani, ma non vi aiuto". Cicciomessere ha inteso - e lo ha detto al microfono - che Pannella evocava la possibilità di andarsene con la titolarità della Lista radicale, del finanziamento pubblico e di Radio radicale. Un bel malloppo, non c'è che dire. E ora si
viene a sapere che la presidenza pannelliana del congresso avrebbe attentamente badato a non mettere ai voti dell'assemblea una mozione (firmata Dupuis) che chiedeva di far confluire in una Fondazione tutto il patrimonio dei radicali. Si sa: Pannella è contro l'"illegalità" della situazione politica e istituzionale italiana, ma non ha mai detto una sola
parola sul partito-azienda o sul "conflitto di interessi" fra pubblico e privato. E se c'è una cosa che non gli si può proprio rimproverare è la mancanza di coerenza.

DON PANCRAZIO

 

VIOLANTE ED ANDREOTTI

Quanta malafede vi è nell'attuale (ormai quasi ex) maggioranza. Hanno votato tutti compatti (TUTTI I PARTITI) la relazione di Violante di allora e quelli che non l'hanno votata si sonmo espressi in modo molto più duro nei
confronti di Andreotti e della Democrazia Cristiana, in specie quelli che
oggi accusano Violante di giustizialismo.
Singolare anche il fatto che il senatore Andreotti sia stato assolto per non avere commesso il fatto per l'omicidio di Pecorelli, mantre i suoi rapporti e i rapporti della sua corrente siciliana con la mafia sono stati ampiamente
diocumentati nelle aule giudiziarie e sono stati prescritti: Ergo è stato assolto per prescrizione non certo per non aver commesso il fatto, a talpunto che si sta aspettando il giudizio definitivo di merito che dovrà essere emesso tra giorno dalla stessa cassazione che lo ha ssolto dall'essere il mandante dell'omicidio Pecorelli. E' stato lo stesso
Andreotti a ricorrere in cassazione poichè ha ritenuto l'assoluzione per prescrizione un onta. Ma allora di che si discute?
Questo dimostra una sola cosa: vogliono giustificare i comportamenti immorali e criminali passati per continuare a comportarsi come se Mani Pulite, i delitti di Mafia, i rapporti Mafia-politica non vi siano mai stati.

Antonio La Trippa

 

GOVERNO BATTUTO UN'ALTRA VOLTA

La maggioranza perde i pezzi.
Quando avvennero i fatti di genova, la NBC disse che "in Italia era salito al governo un regime fascistoide di tipo cileno supportato da post fascisti e da un piccolo partito razzista del nord, sotto la guida di un tycoon televisivo dal losco passato".
Bene, i post fascisti si sono rivelati i meno peggio della coalizione. Servo Pallidone Fini sta cercando di riprendere colore, ben attento che non sia nero.
Giuda Bossi torna ad essere il piccolo becero che è sempre stato e lo manifesta accusando i sindacati di essere i bombaroli e rifiutandois di sfilre con loro conro il terrorismo: meno male, avere dei razzisti puzzoni di fianco ci avrebbe fatto nausea.
Brlusconi è quel che è: un corruttore che voleva ministro di giustizia il proprio sicario, fortuna che il grande Scalfaro nel 1994 disse "NO!
QUESTO E' TROPPO!". Prfeviti fu ministro della Difesa e nel giorno del giuramento, proprio in quel giorno, diede disposizione per portare all'estero il malloppo della truffa fatta allo Stato con IMI/SIR, ci riubava MILLE MILIARDA e giurava di difendere la Repubblica....
Cose così dovrebbero radunare folle di cittadini davanti a palazzo Chigi per cacciare l'infame.


 

STRISCIA ROSSA

Palazzo Chigi comunica: «Prima di noi l’Italia nel mondo era conosciuta per lo sceneggiato “La Piovra...” ora è un paese con il quale bisognerà fare i conti in politica estera».

Silvio Berlusconi, 5 novembre

 

CONSIDERAZIONI FANTASTICHE

Sì, viviamo in un paese fantastico. No! Non perché sia qualcosa di talmente bello da risultare incredibile, ma proprio in un paese fantastico perché tutto è Fanta! Fanta-calcio. Fanta-politica.
Già. Una bella manifestazione con tutte le bandiere, destra, sinistra, centro, sopra e sotto, tutti insieme appassionatamente a dire: “NO!” al terrorismo. La proposta, ovviamente è del nano-manifestante presidente del consiglio che ricerca l’unità del paese.
Difficile commentare una tale idiozia, specialmente dopo aver letto sull’Unità del simpatico sondaggio offerto dal sito dei forzidioti: “La CGIL e le BR sono amiche? Si conoscono? Non si conoscono?” (Non linko il sito per non oltraggiare il mio blog) Non vado a vedere cosa hanno risposto i cretini azzurri, non posso nemmeno oltraggiare il mio PC con un click fatto a caso.
Immaginate la nauseabonda vista delle bandiere rosse e della CGIL che sfilano con quelle patacche di destra, soprattutto dopo aver sentito le dichiarazioni di pisanu, il quale ventilava l’ipotesi che, chi si oppone a questo governo è di fatto un terrorista. No! Non riesco nemmeno ad immaginarlo.
Non mi sono mai sentita vicina al terrorismo, non mi sono mai sentita una terrorista, ho sempre deprecato quella forma di lotta che non ho mai nemmeno concepito. Far perdere due dita o la vita ad un carabiniere non mi pare possa essere utile a ridare ciò che manca a questo paese, anzi, mi sono sempre chiesta, dubitante, come mai questi gesti apparissero ad ingrossare le cronache e i neretti dei titoli sui giornali, proprio in prossimità di date di manifestazioni importanti.

E’ un paese fantastico. Meno tasse per tutti! Più condoni e più assicurazioni! Meno tasse, l’irpef non aumenta, anzi se riusciamo la abbassiamo! O V A Z I O N E !
Certo, dovremo assicurare i cani, le case, la nostra vita, l’auto, le scarpe, ma è per il nostro bene, assicurano. Sia mai che lo yorkshire si trasformi in un bulldog, o l’ennesimo terremoto ci faccia crollare la casa, o una improvvisa frana ce la travolga…O non si abbia più la pensione di reversibilità. Sì, pare sia per il nostro bene.
Anche il condono poi non è uno strumento malvagio, è utile. Putacaso vi ritrovate domani a dover subire un processo per aver evaso il fisco per centinaia e centinaia di milioni, basterà condonare e il giudice, prendendo atto del vostro pentimento sarà obbligato a chiedervi scusa. Già è successo proprio ieri ad un notaio di Iglesias. Ah! L’operaio difficilmente ha qualcosa da condonare? Sì, ma non si sa mai…
E’ un paese fantastico, si fanno le campagne in TV per l’educazione civica dei cittadini, da maggio in poi vengono mostrate le fiamme che divorano i nostri territori, ogni estate il bollettino di guerra parla degli ettari ed ettari di verde distrutto, ma… Il magico tremonti dice che d’ora in poi non sarà più necessario attendere 10 lunghissimi e tediosi anni per poterci cementificare sopra. Mi domando di quanto si incrementeranno gli incendi questa prossima estate?
Però, siccome viviamo in un paese fantastico, dopo aver regalato le dentiere agli anziani ecco il Bonus per i nonni! Io sono la solita sfigata, non me ne è rimasto nemmeno uno.

E’ un paese fantastico. Avete assistito allo spot sulla legge Biagi?
Difficile non prendere il televisore e sbatterlo fuori dalla finestra! Davvero difficile resistere alla tentazione… Non hai più tempo per la famiglia? Per i tuoi hobby? Da oggi potrai scegliere di lavorare meno e spassartela allegramente con i bimbi, in palestra, in crociera…
Sarà più facile trovare lavoro a 50 anni!
… Oddio, pensare che ci sia chi a 50 anni sta ancora a cercare un impiego per sopravvivere è un po’ triste, certo, ma è comunque esaltante il fatto che ci fanno sapere quanto sia facile trovarlo!
E poi le agenzie! Eh! Sì! E’ davvero fantastico! Con molta probabilità troverai lavoro da giovanissimo, lavorerai per tre mesi e dopo con un bel calcio nel culo ti ritroverai nuovamente per strada a sbatterti per trovare un’altra dose trimestrale di lavoro. Nel frattempo crescerai e sarai praticamente nulla davanti alla società, alla vita e alle banche, difficilmente camperai, non ti daranno un mutuo per una casa, o non ti finanzieranno l’acquisto di una macchina…
Mmmmm!!!!
Ma è fantastico! Almeno non dovrai pagarti le assicurazioni.
Già! Allora perché continuo a lamentarmi?
Rita Pani (APOLIDE)

11.05.2003

 

STRISCIA ROSSA

Lo statista italiano comunica: «Il mandato d’arresto europeo è un meccanismo che nasconde un progetto dittatoriale. Un’Europa del terrore governata dai magistrati. Una follia».


U. Bossi, Ministro delle Riforme, Repubblica Italiana (Corriere della Sera, 4 novembre)

 

CHIEDO TUTELA

Egregio Garante,
le scrivo pur sapendo che questa e-mail sarà cestinata dopo essere stata filtrata da uno dei suoi collaboratori, e per questo le scrivo con rammarico. Da tempo mi firmo apolide, e il suo silenzio dopo un mese di vane richieste di aiuto, non fa altro che confermare la mia sensazione di essere cittadina italiana solo per nascita, quindi costretta ai doveri, ma dimenticata per ciò che concerne i miei diritti.
Capisco di non avere un nome importante, capisco che i miei problemi possono sembrarle poca cosa, ma a me, Rita Pani, cittadina italiana non è rimasto che il mio buon nome e la mia onorabilità, cose che sento un patrimonio, l'unico di cui vantare il possesso.
Mi permetta di dirle prima di ogni altra cosa che, sono una trentanovenne disoccupata in cerca di occupazione, madre, comunista; titoli che sicuramente non aiutano a vivere bene, ed a trovare lavoro, data l'attuale situazione socio-economica del Paese.
Da più di un mese le segnalo con mail ed allegati la puntigliosa opera di diffamazione e calunnia perpetrata ai miei danni da una signora che, millantando il titolo di giornalista, amicizie presso giudici e PM aderenti ad una associazione democratica di magistrati, attentati camorristici ai suoi danni, il potere di bloccare le leggi in parlamento, la capacità di smascherare e bloccare illecite operazioni camorristiche come la tratta delle schiave dai paesi dell'est, associa il mio nome ad una presunta e non meglio definita *mercificazione del sesso*.
In principio, ammetto, avevo preso la questione come un semplice caso di Internet mania, uno di quei casi in cui, una persona semplice e sola credeva di poter essere chiunque, nascosta dietro il monitor di un computer, e pur segnalando a lei e ai vari abuse le mail spedite a privati o a liste di discussione (a carattere politico) pensavo che sarebbe bastato ignorarla per far cessare lo spamming diffamatorio.
In seguito, accertando che l'operazione continuava ho iniziato a sospettare che, il vero intento della falsa giornalista fosse invece un modo meschino per screditare il mio nome in Internet, dal momento che il mio impegno politico oggi, è quasi totalmente svolto mediante divulgazione on-line; non sono infatti l'unica vittima della sedicente giornalista, sedicente amica dei giudici, sedicente vittima di camorra....
Altre persone ed altri siti o liste di discussione sono finite nel mirino della grafomane, ed altre persone, tutte attive politicamente a sinistra sono finite diffamate e calunniate. Anche questi altri ovviamente, si sono rivolti a lei, ma ovviamente non hanno avuto risposta.
Ora so bene che l'iter burocratico per difendersi da questi atti è la denuncia (querela privata) ai danni della persona diffamante, ma quello che in questi casi viene risposto è: " Sì accogliamo la denuncia...ma è Internet".
Questo cosa significa, Signor Garante?
Che Internet non è porzione di mondo nel quale viviamo e quindi una sorta di regno anarchico dove chiunque può vestire i panni di chiunque, diffamare me, e chi magari la pensi in modo differente, o sia antipatico, o.... Affermando di essere una giornalista, di essere una vittima della camorra, di essere amica di giudici e PM, di avere il potere di bloccare le leggi in parlamento per accrescere la sua credibilità, restando impunita?
... "Ma è Internet" ... Significa forse che si possono falsificare e-mail, inviare immagini di cattivo gusto dicendo di averle ricevute da Madre Teresa di Clcutta (esempio) o da un signor Nessuno qualunque, ledendo alla sua immagine e alla sua onorabilità, restando impuniti?
Mi chiedevo come mai Emilio Fede, per esempio, ha avuto ragione e soddisfazione, per una minaccia a lui inviata per via e-mail. Forse perchè si chiama Emilio Fede e forse perchè è un po' più cittadino di me che di nome ho solo Rita Pani?
Dalla mia poca esperienza in Internet, so che esistono le leggi e i regolamenti, e so che quando i miei dati personali, nome, cognome, data di nascita, residenza, numero di utenza di telefonia mobile vengono divulgati senza il mio consenso, l'unico al quale io posso rivolgermi è lei, e allora le chiedo, se il mio nome fosse stato un altro, più sonoro ed importante, lei, avrebbe agito? Sarebbe stato di sua competenza?
Come già scritto, da cittadina italiana (mio malgrado), più volte ho provato a porle dei quesiti anche per avere da lei delle valide indicazioni, ma tutto è restato lettera morta.
Intanto i miei dati personali vengono diffusi, il mio nome viene infangato, la mia onorabilità lesa, e il link del mio sito sicuramente non favorevole al governo inviato quotidianamente alle autorità.
Nel contempo la stessa persona chiede l'arresto di un compagno (si ricorda quando questa parola aveva un senso tra noi che eravamo comunisti?) che vive in Russia, diffama un ufficiale giudiziario chiamandolo neonazista, chiede la chiusura di liste di discussione contrarie al governo, e denuncia le opinioni contrarie.
Tutto questo, appunto, con la sola arma che i miserabili possono usare. La diffamazione e la calunnia.
Paradossalmente lo fa, citando in chiosa, o firma nelle e-mail proprio la legge sulla Privacy, ovviamente anche questa modificata ad arte e pure erroneamente, dal momento che la signora travestita da giornalista, diffida chiunque dei destinatari non solo alla diffusione dei suoi scritti rivoltanti, ma persino alla lettura stessa.
Ora signor Garante, ho smesso di sorridere ed ignorare, conto di andare fino in fondo, dal momento che veramente non possiedo null'altro che il mio buon nome, e che lo ritengo di pari importanza di qualunque altro nome di qualunque altro cittadino italiano, Emilio Fede compreso; questo perchè appunto ritengo che la legge debba per forza essere uguale per tutti, e perchè ritengo che ancora non sia reato avere delle opinioni politiche differenti dall'attuale governo, e perchè penso che l'impegno politico sia ancora un dovere per chiunque ritenga di avere un'opinione.
Sono pronta a fornire ampia documentazione inerente a quanto ho scritto fin'ora, e sono pronta ad unirmi ad altre vittime della stessa millantatrice, qualora finalmente volesse occuparsi della questione.
In quest'era di punti sulle patenti e patenti per i cani, forse sarebbe il caso di pensare anche ad una *patente* per gli utenti di Internet o almeno una sorta di *scuola guida* che insegni il codice di comportamento. Disgraziatamente siamo in Italia e questo purtroppo, ogni giorno di più, somiglia ad una sventura.
La saluto cordialmente,
Rita Pani (APOLIDE)

 

Tre giorni in Sardegna

Ho passato tre giorni in Sardegna. Fortuna che c’è ancora il mare. Sì perché da quel che ho visto, e sentito, non è che sia rimasto più molto. Ammetto d’aver evitato la lettura dei giornali, e tranne qualche sporadica sbirciata alle news in TV, rigorosamente senza audio, ho provato a disintossicarmi un po’. Ma poi si sa, è inevitabile rientrare nel mondo reale, dove non c’è più il mare mosso dalla risacca, l’odore dello iodio e del ginepro, ma solo il rumore delle cose già dette, e la puzza del mondo. Sempre uguale.
Se qua sento in treno osannare Totti e Capello, giù ho colto l’eco dei canti di gloria per Zola e Ventura. Il calcio. La figa. E stasera… si va tutti a farsi una pizza!
Io guardavo fuori dal finestrino del treno che andava a gasolio verso l’altra stazione ed ho notato che persino gli eucalipti del rimboschimento erano gialli, e secchi. Sulla terra brulla svettavano montagne di letame che attendevano d’esser cosparse, per alimentare un terreno ripulito dalle macerie dell’ultimo fuoco stagionale.
Ho visto che i camini delle fabbriche non fumano più.
Dall’aereo poi, il marrone sembra sempre più marrone, il beige della sabbia pare segnare ancora di più il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto. La desolazione si imprime negli occhi di chi guarda con l’anima che alla fine a quella terra apparterrà per sempre. Solo il mare resta immutato. Sta là, azzurro come pochi sanno essere azzurri, in attesa d’esser sfruttato la prossima estate.
Zola, Ventura, Cellino. La figa. E … Stasera si va tutti a farsi una pizza!
Ma per fortuna che c’è Soru.
Avevo il sospetto, ma pensavo che ancora si potesse pensare, anche in Sardegna.
Non so molto di lui e delle sue intenzioni, se non quello che ho letto delle sue dichiarazioni e quello che ho sentito per strada, a tavola, su un treno o nelle mie due ore di attesa in aeroporto.
Ma questo che so e che ho sentito, mi ha dato un brivido di memoria recente.
Soru ama la Sardegna. Soru ama il territorio e quindi se lo compra. Soru la Sardegna ai sardi. Soru ha i soldi. Soru lascia Tiscali e si da alle bio-tecnologie. Come fanno in Svezia. Soru non è un politico e licenzierà i dipendenti che non lavorano. Taglierà i rami secchi. Soru ha costruito la nuova sede di Tiscali col granito sardo.
E io allora ho chiesto se non ricordasse qualcuno. Ma in Sardegna si giura che non è la stessa cosa. Io non ci credo, ma non avrò difficoltà un domani a dire di essermi sbagliata.
Rita Pani (APOLIDE)

11.04.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Il futuro delle scuole italiane, degli ospedali, della ricerca scientifica, della tutela dell’ambiente, tutto è stato tenuto in sospeso mentre Berlusconi risolveva i suoi problemi. Ora non ci sono più soldi per i problemi di nessun altro».

Jane Kramer, The New Yorker, 3 novembre

 

Sregolatezze del 04/11/2003

La commissione Antimafia? "Fu l'incubatore infettivo che ha avvelenato il
sistema dei partiti". La Rete di Leoluca Orlando? "Un movimento eversivo che
usava ogni arma possibile contro il sistema che voleva abbattere". I
democristiani Paolo Cabras e Clemente Mastella? Il liberale Alfredo Biondi?
"Killer politici"... Insomma Ottaviano Del Turco, craxiana spina nel fianco
della Cgil per un decennio e oggi in una orgogliosa posizione analoga nel
centrosinistra, butta benzina sull'incendio che la destra vuole appiccare
sotto i piedi di Luciano Violante e della sinistra, sfruttando l'assoluzione
di Andreotti per l'omicidio Pecorelli. Ma premette che lo vuole fare per
promuovere nella sinistra "una civile autocritica" e soprattutto "per
mettere fine alla stagione dei veleni". Risultato ottenuto: Mastella e
Biondi lo hanno querelato. E Il Giornale ha potuto titolare ieri a tutta
prima pagina: "Violante ha infettato la politica italiana", a tutta seconda
pagina: "Adesso Violante si deve dimettere", a tutta terza pagina: "Il
giustizialismo ha portato i Ds al governo", a tutta quarta pagina: "Falcone
indagava sui soldi al Pci, ecco le prove". Bravo Del Turco. Del resto, si
deve dire che non ha mai fatto mancare il suo civile contributo alla fine
della stagione dei veleni.

DON PANCRAZIO

10.30.2003

 

SILENZIO SI VOTA

Sembra Gozzano.... Il crocifisso, la villa, i padri che pensano ai figli, il
premier che ci dà consigli, fingendo la patria tranquilla....
Invece ha perso un pezzettino di elettorato.
Che nel nord-est potesse andare così, il premier avrà commentato con
Apicella, nun c'èra bisogno 'a zinghera (scusate il napoletano, ma non mi
sembra che anche Lui abbia bisogno del traduttore). Che ci fosse da
allargare lo spazio di casa, mille metri fanno un bella sala hobby nelle
ridenti villette, l'avrà confidato a Bondi, che avrà dolcemente aggiunto
"Bene, molto bene". Che la resa dei conti, fosse destinata a scindersi in
una resa e qualche estratto conto, basato sulla fiducia, è normale, che vuol
dire, non l'hanno fatto, oltre al molto onorevole Bi-uno, pure Dini e Prodi,
cosa significa che questa è fiducia su condoni, sottrazioni, svendite e poco
più, è così che si fa, ecchècavolo! Questo lo capirebbe un bambino, figurati
se noi no.
Elezioni? Ma non era un quiz domenicale in tv? E allora, a chi vuoi che
interessi......
L'avete rivisto il racconto di Paolini sul Vajont? Quando vengono giù le
zolle di terra si sentono solo gli scricchiolii di avvertimento, ma quando
frana la Casa è proprio brutta, e c'è poco da fare. Speriamo bene.
Ciao a tutti :))
A.

 

Vespa come Totti

di Bruno Ugolini

E' un Bruno Vespa saltellante, nel cuore della notte. Ha dei guizzi che
ricordano Totti, l'abilissimo attaccante della nazionale di calcio e anche
della Roma. E' intento a dominare la sua "Porta a Porta", crocevia della
politica nazionale. La partita è quella delle pensioni. Una partita
difficile, scivolosa, con le ali destre che spesso giocano a sinistra e le
ali di sinistra che spesso giocano a destra. Tutti vogliono stare al centro
campo. Un casino. Ma lui, Bruno, sa dove infilare la palla. Eccolo con un
guizzo fulmineo aggredire Guglielmo Epifani: "Ma lei non si siede al tavolo
del governo?". Il leader della Cgil tenta invano di divincolarsi, magari
spiegando che quel tavolo non c'è e, se c'è, è un tavolo vuoto. Il magico
conduttore smista su Renato Brunetta, sicuro e implacabile, che raccoglie,
passa a Maurizio Sacconi, poi ad Antonio D'Amato che incalza il povero Luigi
Angeletti.

Il presidente della Confindustria, mentre tiene possesso di palla,
sgambetta, in piena area di rigore, la Fiom, accusata d'azioni scriteriate.
Pare, infatti, che i metalmeccanici stiano mandando a gambe all'aria la
politica dei redditi, convinti che i prezzi delle zucchine e degli altri
prodotti nazionali abbiano subito aumenti prodigiosi, a scapito dei salari.
Gli imprenditori sono così costretti a firmare accordi con cospicui aumenti,
disobbedendo alle direttive di D'Amato. Roba da matti.
E' una partita prodigiosa. Qualcuno osa perfino far sentire le lamentele
sugli spalti. Sono operai spezzini che con linguaggio triviale sostengono di
non volerne sapere degli incentivi, adorano la pensione, pensano che stare
ottanta o cento anni in fabbrica possa nuocere ad una perfetta muscolatura.

Il solito Epifani osa pure ricordare che molti giocatori (pardon, operai)
vengono spediti in panchina anzitempo, prepensionati da padroni d'ogni tipo,
bisognosi di carne fresca. C'è per fortuna Vespa-Totti che chiama Renato
Brunetta ad un calcio di punizione. Siamo così per la prima volta informati
che tutte le manifestazione fatte e annunciate, non sono contro la
controriforma di Berlusconi, come molti credevano, bensì contro la riforma
Dini voluta dal centrosinistra. C'è stato un terribile equivoco. Ora tutti
possono andare a dormire sonni tranquilli perché si è fatto tardi e sul
campo c'è molta nebbia. Accompagnati dall'ultima simpatica notizia: è nato
il primo Job-call, lavoro a chiamata. E' un altro salutare provvedimento del
governo. Il fortunato si chiama Mariano Apicella, cantautore napoletano. Ha
annunciato al mondo che ha un contratto annuale: il premier chiama e lui "si
sente in qualche modo obbligato a rispondere". Come un avveniristico
saldatore della Zanussi.

 

CIAMPI DIXIT

"Voglio ribadire ancora una volta che sarò sempre garante, come capo dello Stato, prima ancora che presidente del Csm,
dell'autonomia e dell'indipendenza dell'ordine giudiziario da ogni altro potere, nonché della dignità dei singoli magistrati e delle loro funzioni".
Grazie, signor Ciampi! Aspettavamo da tempo e con ansia di sentirle pronunciare queste nobili parole. Sa, noi cittadini
comuni, avendola vista firmare leggi ignobili ed incostituzionali come la legge Cirami, il lodo Schifani, la legge sul falso in bilancio e quella sulle rogatorie, avevamo avuto l'impressione, evidentemente errata, che a Lei importasse fino a un certo punto dell'autonomia e dell'indipendenza dei magistrati. Capiamo ora che il nostro ritenerla una figura di pura facciata, che ogni tanto si divertiva un mondo a fare lo sgambetto alla magistratura e a bloccare in extremis processi giunti alla fase conclusiva, era dettata da nostra semplice superficialità e colpevole malafede. Mi lascia però un pò perplesso la seconda parte del suo discorso, quella in cui Lei afferma che il magistrato "deve essere guardato con rispetto, ma, nello stesso tempo deve essere sentito vicino, in sintonia con la coscienza civile". Scusi, signor Ciampi, ma che cacchio dice? Io ero rimasto a quando il magistrato doveva limitarsi ad applicare la legge, punto e basta. Capisco la sua preoccupazione per la sentenza sui crocifissi, che non sarà in sintonia con la coscienza civile della maggioranza degli italiani, ma
è perfettamente in linea con le norme costituzionali, con il mio modo laico di vedere le cose e con quello di una porzione di società che, pur non essendo (forse) maggioranza, è comunque assai ampia. Ma mi auguro che Lei non abbia avuto intenzione di dire che i giudici devono applicare la legge solo se essa è "in sintonia" con la maggioranza degli italiani. La maggioranza degli italiani, mi permetto di ricordarle, non ama pagare le tasse, nè le multe; inoltre (qui esprimo una convinzione mia) non mi sembra che abbia un concetto di "società" che vada oltre il novero dei propri familiari e conoscenti intimi. Lei crede che i magistrati dovrebbero adeguarsi a questa visione del mondo? Mi permetto anche di ricordarle che per la "coscienza civile" della stragrande maggioranza degli italiani, le leggi varate dal governo Berlusconi,
che poc'anzi Le ricordavo, e che Lei ha firmato senza un secondo di esitazione, sono pura vergogna nazionale. Voleva forse, con il Suo accorato messaggio, suggerire alla Bocassini e a Colombo di disattenderle in quanto non gradite al paese? La ringrazio, in ogni caso, per il Suo intervento e mi attendo di vederne uno altrettanto severo alla prossima occasione in cui un membro della maggioranza o dell'opposizione penserà di definire i giudici "matti" e le loro sentenze "vergognose" o "criminali".
Buon lavoro e a risentirci (speriamo) a presto.

Gianluca Freda

 

STRISCIA ROSSA

Ora il mondo è più tranquillo. «In Iraq ci sono cose che vanno bene. Dobbiamo sapere che le scuole funzionano, gli ospedali funzionano, c’è l’elettricità, l’amministrazione comincia a svolgere il suo compito.
C’è un certo ottimismo».


Silvio Berlusconi, Agi, 29 ottobre

10.29.2003

 

SBATTI LA NOTIZIACCIA IN PRIMA PAGINA

Ancora una volta in Italia si attua il vecchio trucco giornalistico di
offuscare le notizie piu'importanti, come per esempio il non parlare dei fatti
riguardanti il processo sme di questi giorni, oppure dell'elezioni
politiche a Trento e Bolzano , STRAVINTE DAL CENTROSINISTRA , scusate se ho
urlato.
Questa volta come mezzo di offuscamento notizie, tecnicamente chiamato
infointment,si e'utilizzato l'argomento riguardante la sentenza del giudice
sul problema se togliere o no il crcifisso nelle aule scolastiche in Italia .
In modo abbastanza eloquente le trasmissioni televisivene hanno dato
un forte risalto con finali alquanto spettacolari, come il porta a porta di ieri sera.
Ma ormai in questo paese ormai rinnovato, sopratutto nel campo
comunicazioni, grazie al ministro Gasparri , fare notizia e'diventato
piu'facile, basta gridare a squarciagola.
Ma la cosa piu'interessante sono le trasmissioni televisive genere tribuna
politica, che sono diventate dei varieta'dai contenuti squallidi ed
offensivi.
In riferimento al Bruno Vespa night di ieri sera sono giunto dopo varie
riflessioni ad un quesito, Adel Smith ma chi sei??........
secondo la mia opinione sembra un personaggio ambiguo e pieno di
contraddizioni ,forse neanche molto amato dalla stessa comunita'Islamica di
cui lui se ne sente il portavoce,un uomo dai comportamenti abbastanza
provocatori parla come se fosse rimasto all'epoca delle crociate o giu di li,
sembra quasi che abbia fatto un corso di storia avanzata da U.Bossi e poi
un altro corso di galateo propagandistico politico dall'Onorevole Borghezio,
secondo quesito che mi sono posto ma non e che tante volte egli fa il
doppio gioco?
in modo che la famigerata armata leghista abbia poi il pretesto per
rispondere con toni alti," l'Islam ci sta invadendo... e'ora d'armarci
d'elmetto spada e scudo crociato " ,cosi da influenzare l'opinione pubblica
e convincerla come ha sostenuto ieri sera in un intervista il signor
Giordano Guerra altro ambiguo personaggio dai contenuti molto
intellettualradicali da salotto,forse discepolo del grande maestro
MarcoPannella (specializzato in provocazioni politiche), che siamo vittime d'un invasione.

Alantnt

 

ESPOSIZIONI

Consiglio di Stato - Adunanza Sezione II
Parere 27 aprile 1988
n. 63/1988

Massima.
"Le norme dell'art. 118, r. d. 30 aprile 1924, n. 965 e l'all. C al r.d. 26
aprile 1928, n. 1297 che prevedono l'esposizione del crocefisso nelle aule
scolastiche non possono essere considerate implicitamente abrogate dalla
nuova regolamentazione concordataria sull'insegnamento della religione
cattolica."

Mi domandavo (davvero non lo so, qualcuno ben informato lo sa?) se esiste
una legge che abbia abrogato l'obbligo di esposizione, accanto al
crocifisso, simbolo della cultura italiana (???), anche i ritratti del Duce
e del Re, oltre al Tricolore nelle aule scolastiche.
Perchè in caso contrario potremmo provvedere a segnalare alla magistratura
la mancanza di tali elementi eventualmente previsti dalla Legge dalle nostre
aule scolastiche o di tribunale.
Per il Duce... può essere tranquillamente sostituito dalla figura del
Presidente del Consiglio (nel senso che anche il Duce era a capo del
governo, i malevoli non fraintendano).. vi immaginate la foto di Berlusconi
a fianco della scritta "La legge è uguale per tutti"... sapete che risate!!!
Per il Re... a capo dello Stato adesso, non c'è + il re, ma Ciampi... va
bene anche lui ? (i nostalgici possono però appendere le foto delle nozze
del rampollo Savoia)
Il tricolore... con o senza stemma sabaudo , boh !
Roberto

 

Sregolatezze del 29/10/2003

L'estremista di destra Giano Accame, dopo una stagione turbolenta cominciata
ai tempi della Repubblica di Salò e proseguita sino alla strategia della
tensione, da qualche tempo si dava arie di appartato filosofo, schierandosi
"tra i critici - da destra, in nome di valori tradizionali e spirituali -
dei crescenti poteri del denaro apolide, che stanno espropriando le
democrazie nazionali". Ma da qualche tempo si è messo a tifare apertamente
per il super-miliardario Berlusconi. "La destra sociale e nazionale non è
così stupida da storcere la bocca di fronte a chi, dopo decenni di
ghettizzazione, ha contribuito a condurla al governo". E ricorda che
Vespasiano seppe dir non olet. Altrettanto scanzonatamente "può ripeterlo
l'elettore di destra alla vittoria". Niente male per un disincantato e
disinteressato filosofo. L'imperatore Vespasiano pronunciò la frase "pecunia
non olet" per tacitare il figlio Tito che gli aveva rinfacciato la tassa
posta sulla raccolta dell'urina da parte dei conciai di pellame. E
naturalmente Accame è padrone di frequentare, a pagamento, gli olezzi che
vuole. Ma dovrebbe almeno svelarci come la destra sociale e nazionale
ritiene che potrà essere risolto un giorno il problema dello smaltimento del
piscio del Cavaliere.

DON PANCRAZIO

 

C'è un problema nelle scuole italiane. Il Crocifisso.

Eccomi finalmente a voi!
Allora cari! Abbiamo un problema nelle scuole, il Crocefisso. Quanta intellighenzia scomodata per dibatterne, quanti autoritari interventi, persino il Presidente della Repubblica ha dovuto proclamare autorevolmente la sua opinione in merito : "il crocifisso nelle scuole è sempre stato considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità".
Poi, per affrontare il problema, finalmente l’unione “bipartisan”, descritta dalla stampa con le più romantiche parole “coro unanime” da destra a sinistra. Persino Costanzo ha dovuto smettere i panni da regista d’avanspettacolo ed ha dovuto rivestire quelli di giornalista impegnato, aprendo la sua tribuna a Smith ed una mezza dozzina di policircensi sbraitanti, ma solo la sera dopo vespa, che pare abbia firmato una sorta di esclusiva come addetto stampa del governo.
Crocifisso sì, crocifisso no, tribunali, magistrati ed ispettori inviati dalla Gestapo (scusate m’è scappata la mano, volevo scrivere dal governo).
Insomma mi pare coerente. Un magistrato fa il suo mestiere e quindi deve essere controllato, casomai fosse un simpatizzante Islamico, uno di quelli che il parlamentare borghezio, fervente cristiano dedito alla salvaguardia del popolo italiano (padano) nei suoi usi e costumi e nei valori che stanno alla base della nostra identità chiama bastardi.
La mia opinione sul Crocifisso, non esiste. Non ho un’opinione sul Crocifisso, non la ho nemmeno in merito a Buddha, o a Maometto. Ma concordo su una cosa.
Abbiamo un problema nelle scuole, anzi no! Abbiamo più di un problema nelle scuole italiane, abbiamo tanti problemi nelle scuole italiane, ne abbiamo di vecchi ed atavici e di nuovi, quelli che dobbiamo al ministro moratti che ha dato il meglio di sè non solo per l’impoverimento ulteriore della cultura taroccando persino i testi di storia, ma impedendo di fatto l’istruzione per i meno abbienti e i disabili, restringendo il numero degli insegnanti di sostegno, inventandosi i sisini relegando al precariato i lavoratori precari storici, finanziando la scuola privata e depauperando i bilanci per la scuola pubblica, innalzando i costi di testi che insegneranno ai nostri figli una storia riveduta e corretta che pretenderà di cancellare la memoria e l’eredità delle prossime generazioni.
Queste sono cose note, non le invento io, qualcuno a suo tempo provò a parlarne, ma… Non era un problema, nulla che potesse sortire “cori unanimi e bipartisan “, nulla che facesse scomodare il presidente della repubblica, nulla di rilevante nemmeno per costanzo che all’epoca forse proponeva uno dei suoi spettacolini “ I comici si interrogano…”
Insomma Crocifisso sì o no?
Mi pare ce ne fosse anche uno per ogni bara di ogni profugo somalo morto di stenti sull’ennesima barca che attracca a Lampedusa, uno di quei cadaveri così ben cavalcati da chi improvvisamente colto da un rigurgito di umanità, è arrivato a dichiarare che questi non erano altro che persone, beccandosi poi l’epiteto di “sinistroide e traditore” dai colleghi di governo. Ed anche in quel caso per fortuna abbiamo assistito al giocondo canto del “coro unanime”.
E come sempre, mentre ci si scannava sul crocefisso sì o crocefisso no, ci sono state le elezioni politiche in Trentino. Il polo ha subito la disfatta, la stessa che ormai si spera possa ripetersi se e quando avremo la possibilità di tornare alle urne, ma come sa chiunque sia dotato di un minimo di educazione…Non si deve mai interrompere chi parla.
Crocefisso? .... Oh! Sì...E in pubblica piazza!
Rita Pani (APOLIDE)


 

STRISCIA ROSSA

Il premier aveva detto: «Prima di me nel mondo, l’Italia contava zero». Adesso? Sentite: «Berlusconi se ne va in giro con una flotta di jet personali, insulta i tedeschi, riscrive le leggi per suo beneficio personale, è accusato di corruzione e falso in bilancio».

Newsweek 12 ottobre, pag. 32

 

CONTRO IL MURO

Sabato 1 novembre 2003
-------
dalle h.19.00:
aperitivo e proiezione di "JENIN JENIN" (di Mohammed Bakri)
inoltre mostre fotografiche, libri e materiale informativo


c.o.a. T28 via Dei Transiti 28 milano
NO AL MURO!
PER IL DIRITTO AL RITORNO
VITA, TERRA E LIBERTA PER IL POPOLO PALESTINESE
LIBERTA' PER I PRIGIONIERI E LE PRIGIONIERE PALESTINESI
http://italy.indymedia.org/news/2003/10/410852.php

10.28.2003

 

MAGGIORANZA (?) MASSACRATA DI NUOVO

Ieri si sono svolte le consultazioni per delle provinciali e per
l'elezione di un nuovo deputato dopo la grande vittoria di Illy
presidente di regione.
I risultati rappresentano l'ennesima mazzata per
una "maggioranza" ormai sotto il 40%. Non è solo per la
sconfitta, ormai logica, ma per le dimensioni che diventa
impressionante.
Per l'elezione politica suppletiva, il CSX guadagna il 13%
rispetto al 13\\5\\01.
A Trento, l'attuale opposizione guadagna 22 seggi su 34
disponibili, con un guadagno ulteriore di 4 seggi (che su 34
sono l'11,5%).
Mancano (al massimo) 31 mesi alla fine del peggior governo del
dopoguerra.

GA

 

SUCCEDE A TRAPANI

Ma lo sapete che a Trapani da oggi a 3 mesi le medicine si devono comprare?
La medesima situazione si potrebbe espandere anche alle altre provincie,
causa il dissesto finanziario dell'USL isolana.
Nel mentre sui tg nazionali si parla di croci.
Glock

 

ADESIONE QUEER FOR PEACE MANIFESTAZIONE 8 NOVEMBRE: STOP THE WALL

Mentre la comunità internazionale aspetta inerte la ripresa dei colloqui di pace, Israele continua nella sua politica di totale destabilizzazione della società e delle istituzioni palestinesi, di violenza e aggressione di civili e militanti politici e di distruzione di case e infrastrutture. La costruzuione del muro di accerchiamento dei territori occupati poi, oltre a permettere ad Israele l'annessione dei territori palestinesi più fertili e delle sue risorse idriche, dimostra chiaramente quello che i movimenti pacifisti da tempo denunciano: la trasformazione, anche visiva, dei territori in enormi campi di concentramento sotto il totale controllo israeliano.
Non neghiamo le paure di Israele e il suo diritto ad esistere, ma crediamo che il terrorismo palestinese trovi nell'occupazione stessa la sua ragion d'essere e che la violenza e l'odio contro israele possano essere diretta conseguenza della sublimazione della dignità di un popolo oppresso e imprigionato sulla propria terra.
La politica del terrore di Sharon allontana una possibile soluzione pacifica e pone l'intera popolazione israeliana in un costante pericolo, tanto che aumenta sia il fronte pacifista che l'obiezione militare.
L'estrema gravità della situazione impone a tutti e tutte noi un impegno concreto per fermare il massacro partendo da noi e dalle nostre responsabilità individuali e collettive.
Durante la nostra missione di pace gay e lesbica, lo scorso Giugno, abbiamo potuto constatare la lontananza che c'è fra la vita reale nei territori e la sua rappresentazione massmediologica. Mentre in occidente si parlava di Road Map e di terrorismo, in Palestina continuavano gli omocidi selettivi, le retate notturne, l'abbattimento di case e infrastrutture, la mortificazione e l'umiliazione quotidiane di un popolo ridotto in schiavitù sulla propria terra. Abbiamo constatato come il mancato sviluppo sociale, come i percorsi di leberazione sessuale, sia dovuto quasi completamente all'occupazione piuttosto che ad una reale scelta politico culturale. I luoghi d'incontro gay e i timidi tentativi di associazione sono stati spazzati via dalla violenza israeliana allo scoppio della seconda Intifada che ha costretto di nuovo gay e lesbiche alla doppia oppressione sociale e militare.
Abbiamo visto il muro, il filo spinato, i fossati e i reticolati elettrificati. Abbiamo provato orrore e sgomento così come lo provammo in passato davanti ai documenti e alle foto di Auschwitz e Dachau.
Sabato 8 saremo in piazza per dire basta all'occupazione, al muro e alla logica della violenza . Per la libertà e l'eutodeterminazione dei corpi e dei popoli.
Queer for peace, gay lesbiche trans contro la guerra
QfP: Movimento Omosessuale Sardo (Sassari), circ. Mario Mieli, Queering sapienza (Roma), Azione gay lesbica (Firenze), circ. Pink (Verona), Antagonismo gay (Bologna), circ. Maurice (Torino), Movimento Italiano Transessuali naz., circ. Arci Borderline

info tel: 079219024 (MOS), 065413985 (Mieli)
per contatti: Massimo Mele 3473078697

 

PROPAGANDA 2003 (LOGGIA P2)

di Gianni Cipriani - "Avvenimenti" nr. 40 - ottobre 2003
Siamo abituati a pensare alla P2 come ad un rottame della storia, o al massimo come un retaggio di un malaffare politico e massonico. Un qualcosa fuori dal tempo che, di tanto in tanto, si ripresenta come un insulto alle coscienze, e per questo, solo per questo, accende furibonde reazioni.
Ma cos'è davvero la P2? Cos'è il sistema piduista? Nel senso comune prevale ormai la formula che evoca il sistema di malaffare, i faccendieri e i vecchi agenti segreti senza scrupoli, pronti a depistare. Come se una progressiva "usura" del tempo avesse operato sulle parole stesse "P2 e piduista", facendo diventare questi termini etichette prive di contenuto. Insulti che, quando sono utilizzati, paradossalmente bloccano sul nascere ogni ragionamento; diventano risposte scontate che spengono ogni domanda.
La domanda, invece, va riaccesa. Bisogna comprendere che il "sistema piduista", nei suoi valori e nelle linee strategiche, è un credo politico ben strutturato. Non è semplice malaffare. E', semmai, una dottrina che ha fatto (e sicuramente fa ancora) leva sul malaffare, sui burattini d'avventura, come gli scenari oscuri che sono comparsi intorno al falso scandalo Telekom Serbia stanno ampiamente dimostrando. Gli obiettivi che persegue, però, sono politici.
Null'altro che politici.
Ecco perché arretrare all'accezione insultante (e stereotipata) di piduista è un limite, se non un grave errore, che non consente di individuare le linee strategiche lungo le quali sta proseguendo il piano di rinascita - il termine non è casuale - di una concezione autoritaria, affaristica e sostanzialmente antieuropea che sempre più si va radicando in una parte consistente della cultura politica conservatrice, moderata nelle apparenze ma reazionaria nelle pulsioni primarie.
Vale la pena, quindi, analizzare serenamente (si fa per dire) quel complesso di vicende che oggi, paradossalmente, hanno portato l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ad affermare tranquillamente e sinceramente che nel nostro paese si va riproponendo una "questione massonica", dal momento che stiamo assistendo ad un ritorno al passato, quando in alcune logge si decidevano le sorti della politica e dell'economia.
Allora bisogna partire dalla questione delle questioni, che nella politica piduista era rappresentata dalla stessa identità della repubblica italiana.
Una repubblica antifascista la cui Costituzione è stata elaborata dalle forze politiche che avevano promosso la lotta di Liberazione. Una eredità politica ce non è mai stata digerita da quell'insieme di forze che si è storicamente radunato intorno alla P2. I motivi sono del tutto evidenti: l'unità delle forze antifasciste, o del cosiddetto "arco costituzionale", è stata sempre vista come una ferita aperta da sanare al più presto perché attraverso questo "mito" il PCI aveva ottenuto quella legittimità democratica che mai e poi mai avrebbe dovuto avere. Colpa dei comunisti, ma anche di tutti quei cattolici democratici che, pur nella diversità e nell'asprezza dello scontro, non avevano mai voluto recidere le radici comuni che univano le forze che avevano dato vita al patto costituzionale. Ecco, dunque, perché nella logica piduista l'unità antifascista andava sostituita al più presto con un'altra unità, che adottasse uno sbarramento a sinistra e, nello stesso tempo, aprisse a destra, pur rifiutando ufficialmente di accogliere in questo patto i neofascisti.
Per "rompere" questo patto, nella logica di Licio Gelli e dei suoi seguaci, non c'erano che due strade: depotenziare il "mito" dell'unità antifascista e dare una diversa lettura della lotta partigiana per annullare il valore storico e politico e, come secondo passo, cancellare la Costituzione che in quella storia aveva la sua scaturigine.
Proprio questa concezione è stata, negli anni Settanta, alla base di alcune avventure eversive, a cominciare dal golpe Borghese, che a dispetto dei nostalgici di Mussolini e dei repubblichini che avrebbero dovuto portarlo a termine, non sarebbe stato un colpo di stato dichiaratamente "fascista"; così come "fascista" non sarebbe stato il progetto eversivo di Edgardo Sogno, passato alla storia come "golpe bianco". Secondo questo schema, i mali d'Italia erano rappresentati dal "pericolo comunista", ma anche dalla sostanziale "inaffidabilità" democristiana il cui gruppo dirigente era ancorato ai valori della Costituzione, né intendeva disfarsene. Da qui i continui timori del lento ma progressivo e inesorabile scivolamento verso il "caos comunista" e la celebre frase di Edgardo Sogno secondo la quale la sua organizzazione si era presa l'impegno di "sparare" contro chiunque - i democristiani traditori - avesse consentito al PCI di entrare nel governo.
Se queste sono, come sono, le premesse, si comprende come l'attuale e sempre più stringente tentativo di minare i valori fondanti della nostra Repubblica, la rivalutazione di Mussolini, del fascismo e della repubblica di Salò, la volontà di equiparare - nel rispetto dei morti - partigiani e repubblichini ovvero il desiderio di snaturare il valore simbolico del 25 aprile e di annacquarlo nella condanna indistinta dei regimi totalitari, siano passaggi ineludibili della strategia piduista. Così come non si può certamente liquidare come una semplice battuta infelice la frase di Silvio Berlusconi sulla "Costituzione sovietica".
Su questo, come detto, varrebbe la pena di riflettere invece di limitarsi ad utilizzare il termine piduista come insulto. A chiedersi come mai, ad esempio, da un po' di tempo a questa parte viene lasciato il solo presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a celebrare degnamente il 25 aprile.
O perché Berlusconi scelse questa data per ricordare a Torino proprio Edgardo Sogno, decorato per il suo valore partigiano, che in seguito, però, era diventato uno dei paladini dell'oltranzismo anticomunista, fino ad approdare alla loggia P2 e a partorire progetti eversivi. E c'è da chiedersi se non sia proprio per l'avanzare di questa revisione di stampo piduista che è l'intera storia della Repubblica ad essere messa in discussione. Non si spiegherebbe altrimenti l'ossessione "comunista" che sembra pervadere Silvio Berlusconi ed i suoi sudditi, impegnati a denunciare il grande complotto con il quale i "rossi" (grazie anche all'inazione democristiana) si sarebbero infiltrati in tutti i gangli dello Stato fino a conquistarlo.
Può servire, nel Duemila, agitare lo spettro comunista per guadagnare qualche voto in più?
C'è di che dubitarne. E allora tanto zelo si giustifica con il fatto che la "nuova" Italia che qualcuno ha in mente può essere costruita solo sulle macerie della nostra Costituzione e della sua storia. Cancellare la memoria dell'Italia repubblicana. Non c'è nulla di più "piduista" di questo proposito. Eppure molti di coloro, per i quali la P2 evoca qualcosa di negativo, si mostrano assai più condiscendenti di fronte a questa deriva, magari ingannati da nobili slogan come "pacificazione", che sicuramente è un obiettivo da raggiungere, ma che adesso è semplicemente un diversivo.
Ci sarebbe poi da riflettere su un altro particolare di non poco conto: la collocazione internazionale della P2. Oggi, dopo molto tempo, lo stesso ex presidente Cossiga - che pure ha sempre criticato gli esiti della commissione P2 presieduta da Tina Anselmi - è disposto ad ammettere che la loggia di Licio Gelli è stata un centro di irradiazione dell'oltranzismo atlantico. C'era la guerra fredda e in occidente l'anticomunismo aveva differenti gradazioni. Nella loggia di Licio Gelli c'erano i "duri"; coloro i quali pensavano, appunto, che l'unità antifascista fosse un orpello e che ci volessero le misure forti. Così, proprio perché espressione dei settori più rigidi dell'atlantismo, Licio Gelli divenne uno dei referenti più apprezzati del partito repubblicano degli Stati Uniti e, per essere più precisi, un referente della destra repubblicana.
Oggi chi ha l'immagine del Gelli depistatore e faccendiere dimentica che il Maestro Venerabile della P2, ad esempio, fu uno tra i più attivi nel sostenere la candidatura di Ronald Reagan alla presidenza degli Stati Uniti e si impegnò, anche per convincere i numerosi italo-americani, a far pubblicare sul Corriere della Sera una serie di articoli che dovevano mettere in buona luce lo sfidante del presidente uscente, Carter. Anche per questo Gelli (oltre a lui c'era Francesco Pazienza) fu tra gli invitati al ricevimento che si tenne negli Stati Uniti per festeggiare la vittoria di Reagan.
L'Italia pensata dalla P2 era una repubblica legata mani e piedi agli Stati Uniti. Anzi, a quei settori più reazionari e più "oltranzisti" nella lotta contro il nemico che allora si chiamava comunismo. Cosa c'è di differente dal governo di oggi, nel quale le spinte ad ancorarsi ai voleri della destra repubblicana, oggi rappresentata da Bush jr., sono così forti da mettere in discussione il ruolo dell'Italia nel processo di unificazione Europea?
Cambiano gli scenari ma, evidentemente, il cordone ombelicale non è stato reciso. Ed ecco manifestarsi quegli atteggiamenti da vassallo prostrato di fronte all'imperatore che nemmeno negli anni Settanta, quando pure forte era la polemica sul "servilismo atlantico" dell'Italia, si erano mai visti in simile maniera. Anche in questo caso, non c'è nulla di più piduista.
Quella che abbiamo di fronte, dunque, è una precisa strategia politica che oggi trova in Silvio Berlusconi la sua espressione ma che, probabilmente, è una tendenza politica che sopravviverà a Berlusconi, così come è sopravvissuta nel passaggio tra la prima e la seconda repubblica. Politica che, come detto, fa spesso leva sul malaffare, ma che non è materia esclusiva (anzi, è vero il contrario) degli specialisti delle trame. Oggi, come detto, alcuni personaggi comparsi a margine del caso Telekom Serbia e le spavalde dichiarazioni di Licio Gelli rappresentano il volto di questo oscuro passato. Ma il problema è che questo "passato" è presente. E siffatta strategia sta ottenendo i suoi più significativi successi proprio là dove la sensibilità democratica è meno sensibile o, se è sensibile, reagisce solo appellandosi alla ritualità dei simboli. Oggi il piduismo è più forte non solo perché ricompaiono Gelli, Pazienza e uno stuolo di faccendieri. E' più forte perché si stanno minando le basi della nostra Repubblica secondo uno schema ben collaudato. E nessuno, fino ad ora, ha davvero disinnescato quelle cariche.


 

LA MEMORIA IN PAR CONDICO

La memoria in par condicio
Si chiama Paolo Bartolozzi l'eurodeputato cui Forza Italia ha demandato il
compito di ristabilire la verità storica sugli orrori del `900. Lui ha preso
l'impegno seriamente facendosi primo firmatario di una legge che vorrebbe
istituire una «giornata europea della memoria» per le vittime del comunismo
e di tutti i regimi totalitari. E argomenta con finezza di storico: «Esiste
una giornata della memoria dedicata alle vittime dell'Olocausto: mi pare
opportuno istituire un analogo momento di riflessione anche per gli eccidi
provocati dalle ideologie naziste, fasciste e comuniste». La data è il 9
novembre, giorno della caduta del muro di Berlino. «Una data storica», ci
ricorda il novello studioso - e gliene siamo grati - nel corso di un
convegno dal titolo fortemente evocativo: «Momento Gulag». Prima o poi anche
Fi riconoscerà che c'è stato un «Momento Auschwitz» e - perché no? - un
«Momento San Sabba». Per ora, registriamo la sua richiesta: «che si
istituzionalizzi il ricordo dei morti nei gualg». Certo è un po' triste
pensare che la memoria possa essere istituzionalizzata e la conta dei morti
soggetta a par condicio. (i. va.)

 

AVETE NOTATO IL SILENZIO?

Avete notato il silenzio della destra sulle elezioni amministrative e le
suppletive di Trieste/Trst?
Ma vi rendete conto che la dx è vergognosa e vigliacca? Del resto, si
dicono FIERI di essere italiani, ed è tipico della natura italica essere
codardi e vigliacchissimi di fronte alla sconfitta.
Vi rendete conto che appena 2 anni fa nello stesso collegio di
Trieste/Trst l'Ulivo (con Illy) aveva ottenuto il 50% e il Polo (con
Sgarbi) il 40% e ieri.... :

ULVIO 65%

POLO 29%

PAZZESCO!
Gino

10.27.2003

 

Un altro neutralizzato

IL NOBEL IMPALLINATO
Massimo Gramellini, "La Stampa" del 23 Ottobre

Hanno censurato un Nobel e non è Dario Fo. Con dodici palline nere e
soltanto undici bianche, la commissione per le attività produttive ha
espresso parere negativo sulla nomina di Carlo Rubbia alla guida dell'Enea,
l'ente dell'energia. Per una classe politica che denuncia la fuga all'estero
dei migliori cervelli non c'è davvero male. Rubbia è stato azzoppato da
un'alleanza trasversale: mezza maggioranza non era nemmeno presente
e l'ala talebana dell'Ulivo, pur apprezzandolo, gli ha votato contro
per far fare una figuraccia a Berlusconi. Motivazione alta e nobile. Come
quella dei leghisti, ostili all'illustre fisico perché secondo loro
gli farebbe difetto «la managerialità».
In realtà a Rubbia fa difetto la tessera di un qualunque partito che non
sia quello della competenza e del buonsenso, largamente minoritario
alle Camere. E' un pragmatico. Non ha pregiudizi riguardo al nucleare, ma
punta a un sistema integrato. Fu lui, tre anni fa, a proporre la conversione
di una zona desertica della Sicilia centrale nel più grande impianto solare
d'Europa. In grado di coprire, così si disse allora, l'intero fabbisogno
energetico delle nostre industrie. La Grande Opera di cui avremmo più
bisogno e della quale naturalmente non si è saputo più nulla. Combinato
il pasticcio, ora la politica promette di rimediare con un'altra votazione,
ma Rubbia è un signore di quasi settant'anni e potrebbe anche aver
voglia di chiamarsi fuori. Gli chiediamo di resistere. Non lo faccia
per loro, ma per noi.

Trascritto da Andrea

 

Ma va la'? Sciùr Tronchètti?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

-- ECONOMIA. CONFINDUSTRIA: TRONCHETTI, COSI IL FUTURO PRESIDENTE
"Una personalità indipendente, una capacità imprenditoriale riconosciuta, un'esperienza industriale,
una visione di lungo periodo". Queste le caratteristiche che dovrebbe avere il futuro presidente di Confindustria nell'identikit tracciato da Marco Tronchetti Provera in un'intervista con Famiglia Cristiana, prossimamente in edicola.
.... www.cnnitalia.it

Ma va la'? Sciùr Tronchètti?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questa sì che l'è bela", ma l'è propri bela la sua foto insci', Sciùr Tronchètti!!!
Osiride Rossi-Brambilla
P.S.: Ma sa Sciùr Tronchètti che con la storia del Presidente lei mi fa venire una idea niente male?
Presidente per Presidente Sciùr Tronchètti, perchè non fa il Presidente dell'Ulivo a va diritto al Palazzo del Governo? Lei è slanciato, ha un bel personale, l'e' un sciùr educato, una distinta personcina e poi la sua Signora l'e' propri una gran bella fijola. E poi Sciùr Tronchètti, farà bene una differensa che lei l'è il Sciùr Telecom.
Vuole mettere la differensa coi sciùri Telekom?!
Sono sicura che lei, Sciùr Tronchètti, da uomo pratico qual'è, sarebbe il Presidente di tutti gli italiani sa'?!
Ci faccia un pensierino via Sciùr Tronchètti che, magari, va al governo ancora un sciùr non politico.
Mica che ci sarà solo il Cavalier Berlusconi su piazza a Milanin Milanun, o no Sciùr Tronchètti?
Se poi le rompono i ball con la storia del conflitto di interessi, guardi Sciùr Tronchètti che, del conflitto di interessi, non gliene importa un birillo a nissun sa, qua da noi del popolo.
Ora la saluto Sciùr Tronchètti che vado a girare la cassela, cosa vuole che le dica ancora?
Se son rose fioriranno.
Sua Osiride Rossi-Brambilla. Portineria di Via Bagutta 14 Milano 20121

 

RIUNIONE REGIONALE DELLA COMPONENTE BERLINGUERIANA SARDA DEI DS A ORISTANO

Venerdì 24 ottobre 2003, a Oristano, si è riunito il coordinamento regionale della mozione “Per Tornare a Vincere”. Alla riunione, conclusa da Salvatore Cherchi, hanno partecipato 80 persone, in rappresentanza di tutte le realtà territoriali della componente che raccoglie un terzo degli appartenenti ai DS sardi.
Gli esponenti della minoranza diessina hanno espresso soddisfazione per la riuscita in tutta Italia e in Sardegna dello sciopero generale e delle manifestazioni sindacali unitarie contro la politica economica del Governo Berlusconi e contro il progetto di indebolire il sistema pensionistico. Lo sciopero generale ha avuto nell’Isola un netto significato di contestazione della fallimentare gestione della Regione da parte del centrodestra.
I bisogni delle migliaia di persone che hanno scioperato e manifestato costituiscono il punto di riferimento principale per la costruzione dell’alternativa ad un centrodestra disastroso.
In questa direzione sono stati fatti importanti passi in avanti: urge una conclusione su programma, coalizione e leadership.
I partiti del centrosinistra, rifondazione comunista, i sardisti e i movimenti hanno raccolto, con la Convenzione del luglio scorso, la richiesta di unità che viene dal popolo sardo.
L’unità è un valore strategico da consolidare nell’intero ciclo elettorale che tra il 2004 e il 2006 interesserà Regione, Parlamento europeo e nazionale, consigli provinciali e comunali. Ogni sforzo deve essere compiuto per rafforzare e non disperdere l’unità conseguita.
La proposta di candidatura di Renato Soru alla Presidenza della Regione è entrata in sintonia con il comune sentire di tanti sardi che domandano cambiamento, innovazione e progresso.
E’ necessario impegnarsi affinchè tra la coalizione nella sua interezza e Renato Soru si pervenga ad una conclusione positiva e si metta in campo la più vasta alleanza di forze politiche e sociali, aprendo una stagione di speranza alla Sardegna.
La sintesi positiva può e deve avvenire sul terreno dell’innovazione programmatica e su un nuovo rapporto tra politica e società, sul comune impegno a non ripetere errori commessi nel passato e a garantire fin dall’inizio alla Sardegna un quadro politico e di governo coeso e stabile.
Tutti devono farsi carico dell’esigenza di sviluppare un confronto serrato e pervenire alla necessaria conclusione positiva.
Il metodo delle primarie deve essere comunque praticato per la designazione del candidato alla Presidenza regionale.
Lo stesso metodo deve essere riproposto anche per la designazione del candidato al Parlamento europeo, per la cui elezione l’area Berlinguer si batterà affinché si formi la più vasta alleanza sarda e federalista.
Oristano 24 ottobre 2003
Il Coordinamento Regionale della Mozione Per tornare a vincere

 

PERCHE' CONSIDERO LA SENTENZA....

Ecco perche' considero la sentenza sul crocefisso una sentenza di
civilta'.
Io che sono di sinistra non voglio favori ne' per i musulmani ne' per
i cristiani, ne' per chichessia.
Lo Stato DEVE essere laico e quindi non deve sposare nessuna
confessione e questo per il rispetto di TUTTE le confessioni ed anche
di chi e' ateo o agnostico.
Per quasto motivo non ha senso mettere simboli religiosi nelle scuole
o nei tribunali, che siano essi crocefissi o quant'altro.
Personalmente sono per il modello francese dove a scuola e in
qualsiasi ufficio pubblico e' proibita qualsiasi propaganda a
carattere religioso e quindi pure le ragazze islamiche non possono
portare il velo a scuola (tra l'altro questa regola valeva pure in
Turchia prima che arrivassero al potere i musulmani).
Come vedi non voglio minimamente permettere ad Adel Smith (che tra
l'altro disistimo totalmente) di imporre il corano nelle nostre
scuole, ma voglio pure evitare che si imponga il cristianesimo o lo si
ostenti nei confronti di chi cristiano non e'.
... e pensa un po' che per quanto agnostico mi sento anche un po'
cristiano ....
Questo significa capire bene cos'e' uno stato laico e non
confessionale.
Se poi c'e' una becera legge filo-papista del 1922 che impone il
crocefisso in tribunali e scuole sarebbe forse il caso che la si
abolisse.
Ciaooo
Bye .... Paolo Basaglia

 

STRISCIA ROSSA

Terrorismo per combattere il terrorismo. «Vogliamo una commissione parlamentare d’inchiesta per far luce sugli eventuali rapporti del terrorismo con le forze politiche dell’arco costituzionale e con associazioni sindacali».

Roberto Calderoli, leghista, vice presidente del Senato, 25 ottobre 2003

 

SREGOLATEZZE DEL 26 OTTOBRE

«Volevo solo farvi sapere che il "cuscino bianco", menzionato nell'articolo
del 20 ottobre scorso», ha tenuto a precisare al Financial Times il
portavoce del premier Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, «fu collocato
durante la conferenza stampa non per farlo sembrare più alto, ma per
attenuare le ripercussioni di un incidente capitato il giorno prima». Il
Cavaliere, infatti, aveva preso una brutta caduta alla fine di un'altra
conferenza stampa, mentre scendeva, calzando le regolari scarpe con rialzo
di cinque centimetri, dalla pedanina alta dieci centimetri nascosta dietro
il palchetto dal quale aveva appena pronunciato un discorso da autentico
gigante dell'oratoria politica.

DON PANCRAZIO

10.24.2003

 

Ecco come ci incula il nano...

Ho riosservato con attenzione la conferenza stapa del nano col fido
pisanu sulla cattura di presunti brigatisti a Roma. Entrambi ripetono
la frase 'l'arresto di membri delle bierre PARTITO COMUNISTA
combattente, esattamentecon l'enfasi che gli ho dato usando maiuscole
e minuscole. Marketing + maggioritario. Si riferiscono a un milione di
pensionati anticomunisti ultrasettantenni rincoglioniti dalla TV e da
Fede e a due milioni di analfabeti e semianalfabeti tvdipendenti
quaedam. Quei tremilioni immagazzinano il messaggio: ASSASSINI
COMUNISTI TERRORISTI ARRESTATI. Col maggioritario, fanno quel 4/5 %
DECISIVO di elettorato e siamo fottuti.
Ringraziamo DS e Di Pietro sostenitori del metodo uattsamericano.
M.


 

LA DIGOS NELLA REDAZIONE DELL'UNITA'

La Digos nella redazione de l'Unità.

Il Cdr deuncia: «maldestra censura preventiva»
di red.

Nella notte tra mercoledì e giovedì un agente in borghese della Digos di
Roma si è presentato intorno all'una di notte nella sede de «l'Unità»,
mostrando il tesserino. È andato in tipografia e da lì ha direttamente
prelevato le fotocopie delle bozze del giornale che di lì a poco sarebbe
stato in edicola.

Quale il motivo di questa intrusione? La Questura di Roma, ufficiosamente,
pur confermando l'identità dell'agente, non ha fornito finora risposta a
questa domanda, parlando, sempre ufficiosamente, di un'operazione di
routine.

La redazione de «l'Unità» - nel comunicato del Cdr - ritiene l'episodio
allarmante ed ispirato ad «una sorta di maldestra censura preventiva nei
confronti del giornale dell'opposizione». Perchè infatti sequestrare il
quotidiano prima della sua uscita? Perchè presentarsi senza esibire un
mandato di perquisizione e senza avvertire la direzione del giornale di una
eventuale esigenza di indagine?

Il Comitato di Redazione de l'Unità chiede ora alle istituzioni responsabili
di fornire le adeguate spiegazioni «su un atto che appare di una gravità
eccezionale, limitativo della libertà di stampa».


 

bERLUSCONI E I QUIZ

Berlusconi e quiz
Un tizio incontra un amico che non vedeva da molto tempo. Lo vede scendere
da una macchina sportiva, vestito con grande eleganza.
" Ehi" gli dice: "hai fatto fortuna?".
" ...si!" risponde l'amico:"Ho telefonato alla Rai e ho detto che sapevo
tutto su Garibaldi. Mi hanno invitato ad una trasmissione di quiz, mi hanno
fatto tante domande e ho vinto 1 milione di Euro!"
Passa qualche mese ed anche il tizio comincia a girare con macchine costose.
Un giorno incontra l'amico e gli dice:
" Sai,devo proprio ringraziarti.Ho seguito il tuo metodo e ho fatto fortuna
anch'io".
" Hai telefonato alla Rai?".
" No,ho telefonato a Mediaset, ho detto che sapevo tutto su Berlusconi...e
mi hanno dato subito 1 milione di Euro..senza nemmeno farmi una domanda!".

 

SIAMO NELLE MANI DI UNA BANDA DI FALSARI

Anche ieri Fratel Monnezza Paolo Berlusconi ( che già pagò
patteggiando per la discarica di Cerro ben 50 milioni di euro) è stato
"sospeso" perchè in base alla depenalizzazione del reato di falso in
bilancio alcune delle accuse cadrebbero.

Resta una cosa certissima: siamo nelle mani di UNA BANDA DI FALSARI

 

NIENTE SCIOPERO IN TV

Avevo un po’ di imbarazzo a pensarla così, ma poi mi sono trovata in ottima compagnia.
Come fare ad affossare lo sciopero? Sim Sala Bim!!!
Ecco che ti fermo le BR con dicitura forzata ed evidenziata COMUNISTI. Tutti i TG, tutti i giornali on line a dirci quanto bravi siano questi governanti, il nano-cantante-ballerino insieme alle forze dell’ordine che una volta tanto non vogliono arrestarlo, ma a dichiarare quanto bravo sia questo governo che ti acchiappa e demolisce le BR.
Per carità! Bene che siano finiti tutti in galera, ma perché tenerli liberi per essere arrestati come i bari estraggono gli assi dalla manica?
Certo non è dimostrabile l’abilità dei governanti, ma a pensar male anche se si fa peccato, magari si fa centro.
Avevano detto che dello sciopero non si sarebbe parlato, ed almeno in questo sono stati di parola. Tutto tace, il mal contento è celato, vai di propaganda e passa oltre.
Ho letto un post, ora in un news group, un tale che si firma KomiKaze scrive … “individuato anche UNABOMBER...sarà per il prossimo sciopero...:)”
Sì credo che sia questa la sintesi migliore del mio pensiero.

Ci tengo a dire che non ho partecipato a nessuna manifestazione, ribadisco che questa volta ho preferito risparmiare le mie suole, dato che non prevedo di potermi comprare prestissimo un altro paio di scarpe; ci tengo a dire che non mi trovavo in accordo con la forma di lotta applicata. Quattro ore mi sembravano davvero troppo poche.
Resto dell’opinione che in Italia bisognerebbe applicare un modello differente, sud americano, bloccare il paese fino allo stremo delle forze, forse rischiare anche di dover assistere ad uno show governativo che tenta di spiegare perché la polizia ci viene a sparare per le strade. Uno sciopero ad oltranza, per giorni, per mesi, fino a quando non se ne andranno, esuli felici in qualche paradiso americano, pronto ad ospitarli nella peggiore delle ipotesi, in un residence modello Guantanamo, nella migliore.
Rita Pani(APOLIDE)

 

LA REPRESSIONE NON FERMERÀ LE LOTTE

Mercoledì 22 Ottobre 2003 a Cagliari la manifestazione di solidarietà a Massimo Leonardi, arrestato il 4 Ottobre a Roma per aver allontanato un agente infiltratosi nel corteo, si è conclusa con un brutale pestaggio da parte della celere nei confronti dei compagni partecipanti, sotto gli occhi allibiti di chi si trovava in quel momento a passeggiare per i portici di Via Roma.
A Manca pro s’Indipendentzia di Casteddu aveva deciso di partecipare al presidio per chiedere l’immediata scarcerazione di Massimo e di tutti i compagni che pagano con la galera il loro antagonismo sociale.
Contestiamo decisamente la versione dei fatti data dalla questura e riportata supinamente dalla stampa. Ciò che abbiamo vissuto è stato una vera e propria caccia all’uomo di stampo squadrista non giustificata, in quanto la manifestazione, al momento delle cariche, era in procinto di sciogliersi pacificamente come si era svolta fino a quel momento.
Denunciamo l’atteggiamento della questura: siamo stati inseguiti per i vicoli della Marina, e quando abbiamo deciso di rifugiarci sotto i portici di via Roma, pensando che non avrebbero mai avuto la sfrontatezza di eseguire una carica e poi di picchiarci in un luogo così affollato, siamo stati attaccati alle spalle da un reparto della celere con caschi, scudi e manganelli mentre un altro reparto ci tagliava la strada venendoci incontro.
Ai compagni che sono riusciti a sfuggire a questa prima carica è stata data la caccia per tutta la città, anche da agenti in borghese che hanno continuato il rastrellamento per alcune ore dopo la fine della manifestazione.
Il risultato di questa “brillante operazione di polizia” è stato il fermo di 8 compagni denunciati a piede libero e l’arresto di altri 4, di cui due ricoverati in ospedale per le percosse ricevute.
KI SU POPULU SARDU SI FURRIT

10.23.2003

 

PER IL LAZIO

Domani, come ogni venerdì, su Rete Oro (tv locale del Lazio) dalle ore
14 alle 15 c'è il filo diretto con il presidente della Regione Lazio,
Francesco Storace.
Il problema è che chiamano tutte persone di destra e il risultato è un
continuo "incensamento" di Storace.
Ivano Selli, conduttore della trasmissione, assicura non esserci alcun
filtro alle telefonate.
Dunque, siete pregati di telefonare dalle 14 alle 15 al numero
06.5138210 (fax 06.5130784). Facciamo sentire cosa ne pensa la
sinistra del governo della Regione Lazio.
Niseema

 

SREGOLATEZZE DEL 23 OTTOBRE

Quelli del Riformista devono essere dei tipetti un po' strani. Se da
sinistra dici loro che sono di destra, si arrabbiano. Se da destra dicono
loro che sono di sinistra, si adontano. Se dal centro dicono loro che tutto
sono meno che di centro, si inalberano. Velardi e Polito vogliono giocare a
tutto campo. Pretendono di essere a sinistra, a destra, al centro e in ogni
luogo. Ieri hanno risposto a coloro che, da sinistra, li avevano criticati
per essersi vantati di aver fatto "battaglie di sinistra". E hanno elencato:
«la riforma delle pensioni non è di destra, l'interventismo liberale e
umanitario per liberare i popoli dai tiranni non è di destra, la riforma del
mercato del lavoro non è di destra...». Allora sono di sinistra? No, «siamo
riformisti, non di sinistra: alla sinistra del centro». Non destra della
sinistra e nemmeno del centro, né sinistra della destra, ma sinistra del
centro. E' chiaro, no? Se non lo fosse, ecco un'ulteriore chiarificazione:
«Le nostre idee possono portare qualche elettore di sinistra a votare Forza
Italia, o qualche elettore di Forza Italia a votare per un partito
riformista». O una cosa o l'altra. Anzi no, solo la prima perché, intanto,
un partito riformista per loro non c'è ancora. Sarà mica che sono di
centro-destra?

DON PANCRAZIO

 

Sì allo sciopero generale. Anzi, generalizzato.

Il 24 ottobre nessuno manchi di fare la sua parte.
È davvero una giornata particolare. Lo sciopero promosso da Cgil-Cisl-Uil sulle pensioni e sul Welfare -- che è come un Meeting Point anche di quel sindacalismo che non è confederale - rappresenta una rigorosa risposta a politiche sbagliate da parte del Governo e da una spinta verso un cambiamento sociale, sempre più necessario e urgente. Questo sciopero non è unicamente una vicenda sindacale. Tocca tutta la cittadinanza attiva perché tocca diritti universalistici.
L'Arci sarà presente nelle diverse manifestazioni e sarà a fianco dei sindacati nelle iniziative che seguiranno. Sosterremo la Fiom nella mobilitazione del 7 novembre - per la democrazia nel lavoro, del lavoro.
Sentiamo una forte affinità con l'orizzonte dei diritti che i sindacati indicano. Tra l'azione della società civile associata e movimento sindacale c'è qualcosa di più di una contiguità: è all'ordine del giorno una collaborazione per affermare la cultura dei diritti, un nuovo Welfare fondato sulla solidarietà.
Sì, ci sentiamo impegnati a difendere pensioni, scuola, sanità, ambiente, e qualità della vita, e livelli alti di socialità e di cultura.
Da questo impegno partiamo in direzione di una alternativa profonda.
Venerdì 24 ottobre 2003 - ore 9:00
Concentramento in P.zza Conte di Moriana (angolo dell'Università)
L'Arci sarà presente con una propria delegazione

10.22.2003

 

SREGOLATEZZE DEL 21 OTTOBRE

Se il premier viene meno al "patto con gli italiani" sottoscritto in diretta
a "Porta a porta" e se il popolo esprime la sua delusione attraverso
"Domenica In" mettendo il premier in testa ai "Basta a... ", poteva "Buona
domenica" sottrarsi a questo fenomeno di definitiva televisivizzazione della
politica? Così il buon Costanzo, notoriamente meno governativo di Vespa (che
non organizza una puntata per chiedere severamente al premier che ne è di
quel "patto", ma puntate zeppe di argomenti diversivi e di opinionisti presi
di peso dalla sua corte) e più navigato di Bonolis (che si è barcamenato
cancellando dalla testa del sondaggio "Basta a Berlusconi" ma lasciando
vuota la relativa casella e balbettando: «La prima posizione rimane la
stessa»), ha trasformato la sua trasmissione in Parlamento. E' davanti alle
sue telecamere che, domenica in diretta, le deputate Turco (Ds) e Mussolini
(An) hanno firmato una proposta di legge sulle coppie di fatto, depositata
ieri alla segreteria della presidenza di Montecitorio. Manca solo che al
Quirinale venga insediato un proprietario di Tv, a Palazzo Chigi un
ex-cantante da navi in crociera e a Palazzo Madama e a Montecitorio
rispettivamente una velona e una velina.

DON PANCRAZIO

 

RAPPORTO ONU SULLA FAME NEL MONDO

Vi è un interessante rapporto Onu sulla fame nel mondo che, ancora una
volta, spazza via ogni dubbio sulla validità delle politiche liberiste
promosse dai neoconservatori americani e dalle forze di centro-destra
europee. E' un rapporto che attacca duramente le multinazionali, organismi
come il WTO, l'FMI denunciando il loro fallimento, anzi il loro contributo
per un paggioramento delle condizioni di vita di milioni di uomini e donne
del pianeta terra. Mi piacerebbe che la politica di destra e di sinistra
fosse più attenta ai dati reali forniti da organismi indipendenti e
superpartes come la FAO, le agenzie ONU, ecc., invece che schierarsi in modo
ideologico ed a prescindere a favore di presunte ricette miracolose di
deregolamentazione proprie dei nosti anni. Il rapporto attacca fronatalmente
la poltiche di privatizzazione e di deregolamentazione e flessibilità del
mercato dei beni e servizi e di quello del lavoro. Punta l'indice contro la
Banca Mondiale e le altre organizzazioni su citate, che agiscono in nome e
per conto del profitto aziendale, senza tener in alcun conto della viat
concreta di milioni di uomini, donne e bambini che sono i veri destinatari
(e vittime) di tale politica "criminosa". Ma quando i nostri politici
terranno conto dei dati reali del sistema economico senza affezzionarsi a
nessuna politica per mere ragioni ideologiche (se non per interessi
specifici da difendere e tutelare)? Credo che sia ora di smettere di
inseguire politiche di "affamamento" della popolazione e di mettere mano a
nuove idee per un mondo migliore.

Saluti

Antonio La Trippa

 

DAL CORRIERE DELLA SERA

Scrive Piero Ostellino: "Non credo sia possibile fare politica in Sicilia
senza sporcarsi le mani...Per vincere le elezioni è sufficiente non farsi
troppe domande o, se si preferisce, essere troppo schizzinosi: i voti, come
i soldi, non puzzano".
E continua: la mafia "non è solo un organizzazione criminale: è, a suo modo,
anche un datore di lavoro, e qualche volta non solo criminoso. E' anche un
ammortizzatore sociali...uno strumento di accumulazione capitalistica...un
investitore che investe in attiviùtà produttive legali...un fattore di
sviluppo". Ancora più in sotto:lo Stato deve capire cher "se, da un lato,
nel momento della loro accumulazione - sfruttamento della prostituzione,
commercio della droga e quant'altro - le risorse finanziarie prodotte dalla
mafia sono maledette, dall'altro, nel momento del loro utilizzo -
investimenti legali e produttivi - diventano, che piaccia o no, benedette
per l'occupazione e lo sviluppo".
Il nosto ignorara di sapere che quel suo invito allo stato a collaborare con
Cosa Nostra si chiama " concorso esterno in associazione mafiosa",
teorizzato per la prima volte da Giovanni Falcone, magistrato matto ed
antropologicamente diverso, nell'ordinanza di rinvio a giudizio del
maxiprpcesso bis a Cosa Nostra, ma su via sono passati 20 anni da allora, va
bene celebrare Falcone, ricordare la sua memoria ma è ormai tempo di
cambiare registro!
Conclusione del nostro: "bisognerebbe individuare dei canali
semi-istituzionali per incoraggiare la mafia ad investire in attività
produttive in sofferenza e perciò pregiudizievoli per la salute generale del
Paese"

Ma certo si tratta della solita provocazione!

Antonio La Trippa

 
Dopo che Vespa e riuscito a trombare sul nascere la trasmissione di
Minoli
Ecco l'opera dei tirapiedi del padrone per smantellare tutte le voci
dissenzienti
"Nei giorni scorsi la Rai ha dato 11 nuovi giornalisti al Tg1, 6 al
Tg2 e nessuno al Tg3 nonostante le richieste della direzione". Per i
giornalisti del Tg3 si tratta di "un comportamento analogo a quanto è
avvenuto per le sedi di corrispondenza, da cui sono stati esclusi i
colleghi di questa testata, per i quali era stata avanzata formale
richiesta".
Ovviamente i sindacati col cazzo che avranno lo spazio per dire la
loro sulla riforma delle pensioni.
Mi chiedo come si fa a negare che questo e un regime.
Utilizzate tutti i metodi per combattare questa censura senza
desistere.
Paralte con amici, scrivete su internet , spedite fax, create weblog,
spedite mail qui. Occorre resistere contro questa dittatura mediatica.

Pippo

10.21.2003

 

SCIOPERO DEL 24

Con la presente Vi informiamo che a soli 3 giorni dallo sciopero, in molte sedi Telecom Italia di Cagliari non è presente nessun comunicato sullo sciopero ( si vedono solo i comunicati dei COBAS).
Cogliamo l’occasione per chiederVi, se è normale che la Telecom precetti il 30% del personale e se i precettati di venerdì potranno scioperare il lunedì successivo?
In ultimo saremmo curiosi di sapere se è vero che la FIOM sciopererà per 8 ore il 7 Novembre insieme a RdB??
Nel caso la risposta sia Si, vorremmo sapere se è prevista una manifestazione con corteo anche a Cagliari.
Grazie per l’attenzione
Distinti Saluti
Per la Segreteria Cittadina
Alessandro Lobina



 

cooperazione internazionale

Venerdì 24 ottobre 2003 alle ore 17.30, nell’aula magna della facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Cagliari in viale S.Ignazio 78, Cagliari verrà presentato il libro di Maurizio Pittau “Economie senza Denaro. I sistemi di scambio non monetario nell’economia di mercato”, edito dalla casa editrice EMI di Bologna. Interverrà Gianni Loy, presidente di Sucania ONLUS, Daniela Ducato, direttrice di Tempomat osservatorio nazionale banche del tempo, Roberto Sedda, coordinatore Banca Etica Sardegna Meridionale. Sarà presente l'autore.
Il libro analizza e identifica le economie che non utilizzano il denaro presenti sia nelle società post industriali che nei paesi in via di sviluppo. I positivi effetti sulla società e sull'economia sono analizzati nell'aumento della fiducia, della cooperazione e della reciprocità. Dall' osservazione di esperienze di economie senza denaro si ipotizzano nuovi stili di vita e nuove forme di sviluppo locale e cooperazione internazionale.
Sabato 25 ottobre 2003 presso la sala Maria Carta dell’ERSU in via Trentino Cagliari dalle ore 15.00 alle ore 19.00 si terrà un training condotto da Maurizio Pittau in collaborazione con Teatro Utopia sul denaro e sui sistemi di scambio non monetari. Gli strumenti utilizzati saranno il training nonviolento, il teatro immagine, la psicosintesi e il gioco. Essendo il training un'esperienza collettiva in cui si cerca di superare la contrapposizione insegnante-allievo, lasciando spazio all'energia, fantasia, creatività e ai contributi di tutti i partecipanti il numero dei partecipanti non potrà essere superiore a 24 ed è indispensabile la prenotazione.
Informazioni:
Tel. 070 654012 (Bottega del commercio ecquo Sucania), 070 540753 (Associazione Teatro Utopia)
E-mail info@utopie.it
Web: www.utopie.it

 

STRISCIA ROSSA

«È il caso di domandarsi che cosa sarebbe stato di noi senza quelle “canaglie” dei partigiani. Al tavolo dei vinti ci saremmo schierati a fianco degli sterminatori nazisti. “Il sangue dei vinti” sarebbe stato un fiume in piena».

Riccardo Chiaberge, Il Sole 24 ore, 19 ottobre

 

Libertà per Massimo

A Cagliari, mercoledì 22 ottobre alle 17.00,
presidio contro la repressione e in solidarietà con il compagno anarchico
sardo Massimo Leonardi arrestato per i fatti del 4 ottobre a Roma.
Appuntamento in piazza Repubblica, di fronte alle ferrovie.
C'è bisogno della solidarietà di tutt* le/i compagn* contro la repressione!
MASSIMO LIBERO
Libertà per Massimo e tutt* le/i compagn* incarcerat*!

 

I KURDI, UN POPOLO NEGATO

I KURDI, UN POPOLO NEGATO DEMOCRAZIA E LIBERTA' IN KURDISTAN

Da 5 anni il popolo Kurdo propone alla Turchia un accordo di pace ma tale proposta rimane unilaterale mentre persiste l'isolamento di Ocalan nell'isola carcere di Imrali, continua la deportazione dai villaggi, la violazione dei diritti umani e la repressione del popolo Kurdo per una soluzione pacifica e democratica della questione kurda in Turchia incontro con
Yilmaz Orkan
rappresentante dell'UIKI (Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia)

venerdì 24 ottobre 2003 - ore 18:00
Circolo Arci LINK - V. G.Galilei 9, Sassari

10.20.2003

 

STRISCIA ROSSA

Regimi. Ieri: «Diffamano il fascismo e pretendono di non suscitare la collera. Avvertiamo gli oppositori che è ora di finirla». Arnaldo Mussolini, 22 luglio 1925. Oggi: «La stampa di regime (vuol dire L’Unità, ndr) è lasciata libera di denigrare gli avversari politici. Fino a quando dovremo tollerare?». Sandro Bondi, portavoce di F.I., 17 ottobre 2003

 

Speranze

Unica concreta speranza di un futuro è comprendere le ragioni degli altri, e, avendo realizzato ciò,
operare per concretizzare le loro aspettative e con esso risolvere tramite gli altri i nostri interrogativi e le nostre paure.
solo creando una vera trasmissione di dati, esperienze e consapevolezza di diritti potremo contribuire a realizzare una umanità "globalizzata"ma non schiavizzata; che tenendo conto di millenni di storia apparentemente diversa
contribuisca attraverso valori di fondo a creare finalmente una umanità solidale:uguali ma non
omogeneizzati nei pensieri e nelle esperienze:
Diffondere il verbo dei grandi pensatori di ogni cultura e civiltà potrebbe contribuire a svelare molte più comunanze di quanto si possa supporre,e, in ogni caso, pare l'unico mezzo possibile per contribuire a migliorare il
livello di ragionevolezza e giustizia... dato che,nonostante il pensiero di alcuni, esse non albergano in assoluto in
alcuna civiltà per grazia divina,ma ,semmai,in misura più o meno rilevante per gli strani scherzi della storia.
UN Andrea

 

La RAZZA MAIALA usa per la seconda volta la Cirami

Grufolando e grugnendo senza ritegno, la razza maiala al processo di Milano contro il sicario corruttore Previti, ha osato chieder PER LA SECONDA VOLTA LA REMISSIONE DEL PROCESSO usando la legge vergogna Cirami.
Un gruppo di malavitosi all'attacco delle istituzioni e della giustizia, un gruppo di bastardi arroganti muove attcchi ripetuti alla
credibilità della norma LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI.
Un'ondata di nausea e di sdegno li seppellirà.
BLEAH!
€rnesto

 

Tirando le somme...

Tirando le somme.

Ho letto, ho pensato. Avevo quasi deciso di riprendere a lavorare all'uncinetto o ricamare farfalline colorate sulla tela Aida, perché credere mi risulta sempre più difficile.
Sul mio balcone, ormai da un anno, sta appesa una bandiera a strisce colorate con sopra la bianca scritta PACE. R-esiste alle intemperie, non ha ceduto nemmeno il suo colore ai caldi raggi del sole estivo, la grande estate calda del 2003, e sono certa r-esisterà anche a questo inverno che già ci dicono, sarà freddissimo, quasi quanto un inverno.
L'ho anche portata sulle spalle quella bandiera, mentre consumavo scarpe orgogliosa di essere semplicemente una tra i tanti.
Mi ricordo, sì mi ricordo... C'erano quasi tutti in piazza del Popolo a gridare giù le mani dall'Iraq, c'era anche Fassino. Io mi ricordo, forse è lui che si è scordato, ma è comprensibile; è un uomo impegnato, ha mille cose da fare. Noi invece, ne abbiamo sempre meno, a noi non è rimasto che protestare, e lo facciamo bene come le pecore la transumanza.
Noi sappiamo che la guerra in Iraq è stata una guerra d'invasione, noi sappiamo cos'è una guerra, noi questa guerra non la volevamo, e io me ne ricordo. Nessuno voleva questa guerra, ma è bastato che l'ONU sentenziasse la sua legittimità  perché tutti i nostri passi e le nostre bandiere perdessero di senso e significato, e noi con loro.
Devo dare atto al Partito dei Comunisti Italiani di aver, almeno loro, conservato la memoria.
Credere mi diventa sempre più difficile...
Perché mentre consumavo le scarpe con la bandiera colorata sulle spalle, si gridava anche NO alla legge bossi-fini, era quella legge che ancora fa discutere l'Europa per il razzismo che esprime, ma oggi leggo che "La Quercia ha anche suggerito «una legge Turco-Fini in materia»" dopo aver dichiarato di esser pronta a votare la legge che an presenterà  per dare il voto agli immigrati.
E' difficile stare dietro a questi sconvolgimenti, la politica diventa sempre più come il tempo di Marzo, ma ovviamente quello di una volta dal momento che le mezze stagioni non esistono più.
Il 24 Ottobre saremo chiamati ad una nuova passeggiata di salute, anzi una mezza giornata perché in Italia nemmeno lo sciopero generale è più quello di una volta; pare bastino quattro ore per dire al governo che la riforma pensionistica, è una truffa ai danni del lavoratore, sembra che per i sindacati però non sia che l'inizio di un lungo autunno caldo (di un inverno rigidissimo avvisano i meteorologi) anche perché contrari alla legge finanziaria presentata da quel cartone animato che pare essere il ministro delle finanze.
Bastano davvero quattro ore di sciopero sapendo quello che nessuno se non il Manifesto (leggi l'articolo) ci ha fatto sapere, e cioè che un articolo prevede di rubare persino i soldi ai cassintegrati?
Ho fatto due conti rapidi e, tirando le somme, ho deciso.
Questa volta risparmierò le suole.
Rita Pani (apolide)

 

ESAME D'ITALIANO

Ho letto ora che secondo Calderoli, le regole attualmente in vigore rendono la concessione della cittadinanza "un mero procedimento burocratico" che non tiene conto della "capacità dello straniero di parlare la nostra lingua, della sua conoscenza dei nostri usi e costumi, della nostra storia, del nostro sistema istituzionale e delle regole basilari della nostra società". I leghisti vogliono insomma un esame vero e proprio, nel quale l'immigrato che aspira alla cittadinanza deve "dimostrare il reale livello di integrazione nella nostra società: una prova di lingua italiana e locale, domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni, sistemi istituzionali, sia nazionali che locali".
Bene, se applicassimo questa regola anche ai giovani italiani già naturalizzati per nascita, scopriremmo che di cittadini italiani ce ne sono sempre meno ad iniziare proprio dai leghisti. Intanto da recenti indagini si scopre che c'è un analfabetismo di ritorno, ovvero molti cittadini disimparano a leggere e scrivere commettendo dei gravi errori ortografici e di grammatica italiana; per non parlare dei dialetti che sono parlati sempre meno ed in modo sbagliato. Molti altri poi non conoscono nulla della storia più recente e delle istituzioni repubblicane; ricordo per questo, non molto tempo fa, come ad una semplice domanda, fatta a delle ragazze tutte maturande su quali fossero gli stati belligeranti dell'ultima guerra mondiale, incredibilmente tutte sbagliavano la risposta: mettevano la Russia alleata con il Giappone contro gli USA alleata con l'Italia. Questi sono una buona parte di cittadini che dovrebbero essere gli italiani di domani, a questo punto che differenza fa con un lombardo? Meglio allora un marocchino, un cinese o un brasiliano che sanno qualcosa d'altro.
Giorgio Boratto

 

Lo spot della Renault

Sicilia. "Lo spot della Renault offende la Sicilia e dev'essere
ritirato". Che cosa c'e' nello spot? Due mafiosi con vittima dentro
cemento, naturalmente trasportata in Renault. Chi si dichiara offeso
come siciliano dallo spot? Il vice presidente dell'Assemblea regionale,
Crisafulli. Chi e' il vendicatore della Sicilia a cui Crisafulli si
rivolge? Il presidente dell'assemblea, Lo Porto. Come stanno le cose?
Vediamo un po'.
Uno: lo spot. La Renault fa bene a mettere dei mafiosi nella sua
pubblicita': sia a Palermo che a Catania, negli anni Ottanta le
principali concessionarie Renault erano infatti affidate a noti mafiosi
(come Santapaola) o figli di noti mafiosi (come Greco). Come siciliano
antimafioso, io ancora mi rifiuterei di comprare una Renault.
Due: l'offeso. L'onorevole Crisafulli (Ds) da luglio e' sotto inchiesta
per associazione mafiosa (amico di un boss di Enna, con cui parlava
tranquillamente di appalti). Come siciliano di sinistra, io mi
vergognerei di avere a che fare con uno come Crisafulli.
Tre: il vendicatore. L'onorevole Lo Porto (An), che ai tempi faceva
parte di gruppi violenti d'estrema destra, non ha mai fatto nulla
contro la mafia e dieci anni fa alle elezioni lo congratulavano per
aver battuto il giudice Caponnetto. Come siciliano, non mi sembra che
Lo Porto sia esattamente la persona a cui mi rivolgerei per rivendicare
una qualunque cosa.
Nelle corse di Formula Uno, la Renault e' sponsorizzata proprio dalla
Regione Siciliana. I nostri soldi vanno a finanziare (ma che cazzo
c'entra una regione con le corse automobilistiche? Chissa' che
intrallazzo c'e' dietro) un'azienda che vent'anni fa affidava le sue
filiali a boss mafiosi. Questo e' uno scandalo, non la faccenda degli
spot. L'anno scorso, per propagandare i "grandi eventi d'estate, da
Agrigento a Palermo", la regione si affidava alla societa' di
Alessandro Martello, quello beccato a spacciare coca dentro il
ministero.
Questo e' un altro scandalo. Un altro scandalo ancora e' il fatto che i
siciliani ingoiano questo e altro, completamente dimentichi di avere
avuto un Falcone. Ma lo scandalo vero, la cosa scientificamente
inspiegabile, l'evento mirabolante che ammutolira' i posteri e li fara'
meditare, e' questo: che la Sicilia sta ancora a galla, che non e'
ancora sprofondata in quel suo bel mare, fra gl'immigrati annegati e i
cadaveri incementati.
Riccardo Orioles

 

BOLIVIA E PROPOSTE

Democrazia Popolare era già da tempo parte e aderente del comitato “bolivariano” con rapporti diretti nel paese Latinoamericano. Da oltre un anno cerchiamo aiuto per sostenere quelle lotte: sinceramente senza grande solidarietà ed echi… in Italia per quanto fortemente attivi sul piano internazionale abbracciamo alcune battaglie solo quando diventano cronaca invadente (è accaduto per lo zapatismo, poi per il Perù, per i curdi ecc)… tuttavia ora si tratta di non lasciare soli coloro che in Bolivia (Ecuador o Venezuela, la stessa Cuba e l’Argentina, Colombia) ora (tra repressone cruenta e ulteriore depredazione) stanno resistendo. Gli USA non staranno con le mani in mano (il gas è una risorsa che bramono controllare e il fantoccio da loro protetto è già arrivato a Miami)… Perché non organizziamo (dandoci il tempo necessario) per il 25 aprile del 2004 (indichiamo simbolicamente la data) a Roma e provocatoriamente all’EUR (magari al Palacisalfa con artisti disponibili) una manifestazione per i popoli del SUD (compreso il nostro: a sud di nessun nord appunto) che abbia in sé contenuti non generici ma ponga al centro la lotta contro l’imperialismo rilanciando un nuovo internazionalismo e la proposta di società alternative possibili, urgenti e necessarie? Perché non ne approfittiamo per rilanciare un’unità non occasionale che si ponga come voce al di fuori del coro e che si costituisca in realtà territoriali intese come Comitati per la Liberazione dal Neoliberismo (CLN)? Farlo oltre i summit dei potenti ed iniziare a non inseguire a tappe forzate le loro nefandezze è sempre più un’esigenza per coloro che non intendono registrare gli accadimenti ma trasformare lo stato di cose presente… per coloro che schierandosi ora con questo popolo ora con quest’altro non vivono nel paese dei balocchi ma governato come sappiamo (dentro una spietata logica sempre più bipolare e monopolizzata dal partitismo) e, quindi, che non possono non essere impegnati nella costruzione di una nuova concezione del mondo e della vita e nella stesura di un programma e di un progetto chiaro, coerente, possibile appunto. Abbiamo bisogno di un salto di qualità che solo un nuovo intellettuale collettivo (non un ritorno a Marx ma semmai un Marx collettivo) può stimolare e rendere prassi, abbiamo bisogno di creare consapevolezza e adesione cosciente e partecipazione non rituale… Il dibattito è aperto e cerchiamo di mantenerlo vivo senza inventare nuovi leader o portavoce ma attraverso le nostre idee, capacità, risorse, intelligenze e disponibilità che ci appartengono e che, spesso, vediamo annullate da chi considera milioni di senza nome semplicemente un esercito da resuscitare per questo o quell’appuntamento alla fine del quale si rischia di essere più soli…

Michele Capuano


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