10.20.2003

 

STRISCIA ROSSA

Regimi. Ieri: «Diffamano il fascismo e pretendono di non suscitare la collera. Avvertiamo gli oppositori che è ora di finirla». Arnaldo Mussolini, 22 luglio 1925. Oggi: «La stampa di regime (vuol dire L’Unità, ndr) è lasciata libera di denigrare gli avversari politici. Fino a quando dovremo tollerare?». Sandro Bondi, portavoce di F.I., 17 ottobre 2003

 

Speranze

Unica concreta speranza di un futuro è comprendere le ragioni degli altri, e, avendo realizzato ciò,
operare per concretizzare le loro aspettative e con esso risolvere tramite gli altri i nostri interrogativi e le nostre paure.
solo creando una vera trasmissione di dati, esperienze e consapevolezza di diritti potremo contribuire a realizzare una umanità "globalizzata"ma non schiavizzata; che tenendo conto di millenni di storia apparentemente diversa
contribuisca attraverso valori di fondo a creare finalmente una umanità solidale:uguali ma non
omogeneizzati nei pensieri e nelle esperienze:
Diffondere il verbo dei grandi pensatori di ogni cultura e civiltà potrebbe contribuire a svelare molte più comunanze di quanto si possa supporre,e, in ogni caso, pare l'unico mezzo possibile per contribuire a migliorare il
livello di ragionevolezza e giustizia... dato che,nonostante il pensiero di alcuni, esse non albergano in assoluto in
alcuna civiltà per grazia divina,ma ,semmai,in misura più o meno rilevante per gli strani scherzi della storia.
UN Andrea

 

La RAZZA MAIALA usa per la seconda volta la Cirami

Grufolando e grugnendo senza ritegno, la razza maiala al processo di Milano contro il sicario corruttore Previti, ha osato chieder PER LA SECONDA VOLTA LA REMISSIONE DEL PROCESSO usando la legge vergogna Cirami.
Un gruppo di malavitosi all'attacco delle istituzioni e della giustizia, un gruppo di bastardi arroganti muove attcchi ripetuti alla
credibilità della norma LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI.
Un'ondata di nausea e di sdegno li seppellirà.
BLEAH!
€rnesto

 

Tirando le somme...

Tirando le somme.

Ho letto, ho pensato. Avevo quasi deciso di riprendere a lavorare all'uncinetto o ricamare farfalline colorate sulla tela Aida, perché credere mi risulta sempre più difficile.
Sul mio balcone, ormai da un anno, sta appesa una bandiera a strisce colorate con sopra la bianca scritta PACE. R-esiste alle intemperie, non ha ceduto nemmeno il suo colore ai caldi raggi del sole estivo, la grande estate calda del 2003, e sono certa r-esisterà anche a questo inverno che già ci dicono, sarà freddissimo, quasi quanto un inverno.
L'ho anche portata sulle spalle quella bandiera, mentre consumavo scarpe orgogliosa di essere semplicemente una tra i tanti.
Mi ricordo, sì mi ricordo... C'erano quasi tutti in piazza del Popolo a gridare giù le mani dall'Iraq, c'era anche Fassino. Io mi ricordo, forse è lui che si è scordato, ma è comprensibile; è un uomo impegnato, ha mille cose da fare. Noi invece, ne abbiamo sempre meno, a noi non è rimasto che protestare, e lo facciamo bene come le pecore la transumanza.
Noi sappiamo che la guerra in Iraq è stata una guerra d'invasione, noi sappiamo cos'è una guerra, noi questa guerra non la volevamo, e io me ne ricordo. Nessuno voleva questa guerra, ma è bastato che l'ONU sentenziasse la sua legittimità  perché tutti i nostri passi e le nostre bandiere perdessero di senso e significato, e noi con loro.
Devo dare atto al Partito dei Comunisti Italiani di aver, almeno loro, conservato la memoria.
Credere mi diventa sempre più difficile...
Perché mentre consumavo le scarpe con la bandiera colorata sulle spalle, si gridava anche NO alla legge bossi-fini, era quella legge che ancora fa discutere l'Europa per il razzismo che esprime, ma oggi leggo che "La Quercia ha anche suggerito «una legge Turco-Fini in materia»" dopo aver dichiarato di esser pronta a votare la legge che an presenterà  per dare il voto agli immigrati.
E' difficile stare dietro a questi sconvolgimenti, la politica diventa sempre più come il tempo di Marzo, ma ovviamente quello di una volta dal momento che le mezze stagioni non esistono più.
Il 24 Ottobre saremo chiamati ad una nuova passeggiata di salute, anzi una mezza giornata perché in Italia nemmeno lo sciopero generale è più quello di una volta; pare bastino quattro ore per dire al governo che la riforma pensionistica, è una truffa ai danni del lavoratore, sembra che per i sindacati però non sia che l'inizio di un lungo autunno caldo (di un inverno rigidissimo avvisano i meteorologi) anche perché contrari alla legge finanziaria presentata da quel cartone animato che pare essere il ministro delle finanze.
Bastano davvero quattro ore di sciopero sapendo quello che nessuno se non il Manifesto (leggi l'articolo) ci ha fatto sapere, e cioè che un articolo prevede di rubare persino i soldi ai cassintegrati?
Ho fatto due conti rapidi e, tirando le somme, ho deciso.
Questa volta risparmierò le suole.
Rita Pani (apolide)

 

ESAME D'ITALIANO

Ho letto ora che secondo Calderoli, le regole attualmente in vigore rendono la concessione della cittadinanza "un mero procedimento burocratico" che non tiene conto della "capacità dello straniero di parlare la nostra lingua, della sua conoscenza dei nostri usi e costumi, della nostra storia, del nostro sistema istituzionale e delle regole basilari della nostra società". I leghisti vogliono insomma un esame vero e proprio, nel quale l'immigrato che aspira alla cittadinanza deve "dimostrare il reale livello di integrazione nella nostra società: una prova di lingua italiana e locale, domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni, sistemi istituzionali, sia nazionali che locali".
Bene, se applicassimo questa regola anche ai giovani italiani già naturalizzati per nascita, scopriremmo che di cittadini italiani ce ne sono sempre meno ad iniziare proprio dai leghisti. Intanto da recenti indagini si scopre che c'è un analfabetismo di ritorno, ovvero molti cittadini disimparano a leggere e scrivere commettendo dei gravi errori ortografici e di grammatica italiana; per non parlare dei dialetti che sono parlati sempre meno ed in modo sbagliato. Molti altri poi non conoscono nulla della storia più recente e delle istituzioni repubblicane; ricordo per questo, non molto tempo fa, come ad una semplice domanda, fatta a delle ragazze tutte maturande su quali fossero gli stati belligeranti dell'ultima guerra mondiale, incredibilmente tutte sbagliavano la risposta: mettevano la Russia alleata con il Giappone contro gli USA alleata con l'Italia. Questi sono una buona parte di cittadini che dovrebbero essere gli italiani di domani, a questo punto che differenza fa con un lombardo? Meglio allora un marocchino, un cinese o un brasiliano che sanno qualcosa d'altro.
Giorgio Boratto

 

Lo spot della Renault

Sicilia. "Lo spot della Renault offende la Sicilia e dev'essere
ritirato". Che cosa c'e' nello spot? Due mafiosi con vittima dentro
cemento, naturalmente trasportata in Renault. Chi si dichiara offeso
come siciliano dallo spot? Il vice presidente dell'Assemblea regionale,
Crisafulli. Chi e' il vendicatore della Sicilia a cui Crisafulli si
rivolge? Il presidente dell'assemblea, Lo Porto. Come stanno le cose?
Vediamo un po'.
Uno: lo spot. La Renault fa bene a mettere dei mafiosi nella sua
pubblicita': sia a Palermo che a Catania, negli anni Ottanta le
principali concessionarie Renault erano infatti affidate a noti mafiosi
(come Santapaola) o figli di noti mafiosi (come Greco). Come siciliano
antimafioso, io ancora mi rifiuterei di comprare una Renault.
Due: l'offeso. L'onorevole Crisafulli (Ds) da luglio e' sotto inchiesta
per associazione mafiosa (amico di un boss di Enna, con cui parlava
tranquillamente di appalti). Come siciliano di sinistra, io mi
vergognerei di avere a che fare con uno come Crisafulli.
Tre: il vendicatore. L'onorevole Lo Porto (An), che ai tempi faceva
parte di gruppi violenti d'estrema destra, non ha mai fatto nulla
contro la mafia e dieci anni fa alle elezioni lo congratulavano per
aver battuto il giudice Caponnetto. Come siciliano, non mi sembra che
Lo Porto sia esattamente la persona a cui mi rivolgerei per rivendicare
una qualunque cosa.
Nelle corse di Formula Uno, la Renault e' sponsorizzata proprio dalla
Regione Siciliana. I nostri soldi vanno a finanziare (ma che cazzo
c'entra una regione con le corse automobilistiche? Chissa' che
intrallazzo c'e' dietro) un'azienda che vent'anni fa affidava le sue
filiali a boss mafiosi. Questo e' uno scandalo, non la faccenda degli
spot. L'anno scorso, per propagandare i "grandi eventi d'estate, da
Agrigento a Palermo", la regione si affidava alla societa' di
Alessandro Martello, quello beccato a spacciare coca dentro il
ministero.
Questo e' un altro scandalo. Un altro scandalo ancora e' il fatto che i
siciliani ingoiano questo e altro, completamente dimentichi di avere
avuto un Falcone. Ma lo scandalo vero, la cosa scientificamente
inspiegabile, l'evento mirabolante che ammutolira' i posteri e li fara'
meditare, e' questo: che la Sicilia sta ancora a galla, che non e'
ancora sprofondata in quel suo bel mare, fra gl'immigrati annegati e i
cadaveri incementati.
Riccardo Orioles

 

BOLIVIA E PROPOSTE

Democrazia Popolare era già da tempo parte e aderente del comitato “bolivariano” con rapporti diretti nel paese Latinoamericano. Da oltre un anno cerchiamo aiuto per sostenere quelle lotte: sinceramente senza grande solidarietà ed echi… in Italia per quanto fortemente attivi sul piano internazionale abbracciamo alcune battaglie solo quando diventano cronaca invadente (è accaduto per lo zapatismo, poi per il Perù, per i curdi ecc)… tuttavia ora si tratta di non lasciare soli coloro che in Bolivia (Ecuador o Venezuela, la stessa Cuba e l’Argentina, Colombia) ora (tra repressone cruenta e ulteriore depredazione) stanno resistendo. Gli USA non staranno con le mani in mano (il gas è una risorsa che bramono controllare e il fantoccio da loro protetto è già arrivato a Miami)… Perché non organizziamo (dandoci il tempo necessario) per il 25 aprile del 2004 (indichiamo simbolicamente la data) a Roma e provocatoriamente all’EUR (magari al Palacisalfa con artisti disponibili) una manifestazione per i popoli del SUD (compreso il nostro: a sud di nessun nord appunto) che abbia in sé contenuti non generici ma ponga al centro la lotta contro l’imperialismo rilanciando un nuovo internazionalismo e la proposta di società alternative possibili, urgenti e necessarie? Perché non ne approfittiamo per rilanciare un’unità non occasionale che si ponga come voce al di fuori del coro e che si costituisca in realtà territoriali intese come Comitati per la Liberazione dal Neoliberismo (CLN)? Farlo oltre i summit dei potenti ed iniziare a non inseguire a tappe forzate le loro nefandezze è sempre più un’esigenza per coloro che non intendono registrare gli accadimenti ma trasformare lo stato di cose presente… per coloro che schierandosi ora con questo popolo ora con quest’altro non vivono nel paese dei balocchi ma governato come sappiamo (dentro una spietata logica sempre più bipolare e monopolizzata dal partitismo) e, quindi, che non possono non essere impegnati nella costruzione di una nuova concezione del mondo e della vita e nella stesura di un programma e di un progetto chiaro, coerente, possibile appunto. Abbiamo bisogno di un salto di qualità che solo un nuovo intellettuale collettivo (non un ritorno a Marx ma semmai un Marx collettivo) può stimolare e rendere prassi, abbiamo bisogno di creare consapevolezza e adesione cosciente e partecipazione non rituale… Il dibattito è aperto e cerchiamo di mantenerlo vivo senza inventare nuovi leader o portavoce ma attraverso le nostre idee, capacità, risorse, intelligenze e disponibilità che ci appartengono e che, spesso, vediamo annullate da chi considera milioni di senza nome semplicemente un esercito da resuscitare per questo o quell’appuntamento alla fine del quale si rischia di essere più soli…

Michele Capuano


10.17.2003

 

IL GIOVEDI’ NERO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Il 16 ottobre ’03 verrà ricordato ,nella storia di questi ultimi cinquant’anni, come il giovedì nero delle istituzioni democratiche della Sardegna.

Il centro destra, dopo mesi di lacerazioni profonde, si è ricompattato sulla base di logiche affaristiche perverse che rischiano di compromettere in modo definitivo la possibilità di uno sviluppo del turismo sostenibile, rispettoso del patrimonio ambientale, garantito da regole certe e universalmente riconosciute, e integrato con gli altri comparti in un piano di sistema. Al di là delle probabili deroghe ai vincoli di inedificabilità nella fascia dei trecento metri dal mare, quasi certamente si realizzerà lungo la fascia costiera dei due km, a partire dalla costa turchese, una città lineare per centinaia di km e per decine di milioni di metri cubi che segnerà un processo di impoverimento e di degrado irreversibile del già fragile equilibrio delle risorse ambientali, paesaggistiche e storico culturali del nostro territorio.

Di turismo, forse, si può morire, come ci ricordavano, di recente ad un convegno tenutosi nella nostra regione, scienziati di varie parti del mondo. Di certo si muore quando si dilapida la risorsa fondamentale della propria terra : l’ambiente.

Ma davvero pensiamo che le decine di migliaia di nostri giovani, che hanno ripreso ad emigrare in questi ultimi anni, troveranno soluzione ai loro problemi, o più semplicemente trarranno vantaggio dalla trasformazione dellla nostra isola in un cumulo di cemento?

Crediamo, forse, che i problemi del comparto agro alimentare e le decine di industrie che vanno a morire potranno essere sostituite dal mattone selvaggio, senza che la nostra terra domani sia più povera?

Il paradosso in tutta questa vicenda è che mentre i piani pesistici sono stati cassati perché troppo permissivi, il centro destra in consiglio regionale con questo voto ignobile e decine di sindaci della stessa connotazione politica, con Puc che contemplano il doppio delle volumetrie previste dai Ptp, spianano la strada ad altri 32 milioni di metri cubi di cemento: una follia.

L’intento delle associazioni ambientaliste che fecero ricorso al Tar era più che nobile, ma purtroppo, le stesse non avevano fatto i conti con questo consiglio che dell’interesse generale, di quello che una volta si chiamava il bene comune, se ne strafregano e al contempo non hanno neanche la dignità di manifestarlo a voto palese.

Ora è necessario e non procrastinabile che la Giunta Masala emani, con la massima urgenza, un decreto amministrativo che recepisca i termini della sentenza del Tar di una maggiore salvaguardia del patrimonio paesaggistico costiero.

Certo non può essere una soluzione ottimale quella che sta cercando di portare avanti Renato Soru con l’acquisto di Scivu e Funtanazza; tuttavia, di questi tempi, se questo è l’unico modo per arginare la catastrofe, ben venga. Almeno avremo salvato qualche pezzo delle nostre coste, in attesa di tempi migliori, quando finalmente potremo dare uno strumento urbanistico organico, rispettoso dell’ambiente e della dignità dei sardi.

La verità è che questi consiglieri se ne dovrebbero andare a casa al più presto, per il bene della Sardegna e dei sardi. Parimenti, le forze del centro sinistra devono, al più presto, senza indugiare oltre, presentarsi ai cittadini con un programma chiaro e un candidato autorevole che mettano la salvaguardia dell’ambiente al centro del loro progetto per il governo della nostra isola.

Il segretario
Vinicio Garau
Cagliari, 17-10-03


 

Gesturi - Laconi II Marcia Sarda per la Pace

Tavola Sarda per la Pace e ARCI Nuova Associazione
Presentazione della II Marcia Sarda per la Pace
Gesturi - Laconi
Interverrà:
Paolo Pisu Coordinamento Tavola Sarda per la Pace Sindaco di Laconi
Martedì 21 ottobre 2003 - ore 17:45 Sassari - Sala Angioy, Palazzo della Provincia
L'Arci sta organizzando dei pullman da Sassari per partecipare alla Marcia il 26 ottobre.
Per prenotazioni e/o adesioni:

ARCI Nuova Associazione - Comitato Provinciale di Sassari
V.le Umberto I, 119 - 07100 Sassari
Tel./fax: 079.270637
E-mail: sassari@arci.it


 

da un compagno sardo che è in Bolivia

hola a todos
la situazone qua' in bolivia e' triste,molto triste.
venerdi' ha inizito il blocco nella periferia di la paz("el alto")delle
autocisterne che trasportavano la benzina a la paz.domenica inizia il putiferio.l'esercito
interviene x far passare le autocisterne.27 morti(26 del popolo e uno nelle
file dell'esercito,giustiziato alla testa da un superiore perche' si rifiuta
di sparare al popolo).bambini ,donne,uomini uccisi dai servitori dello stato
che continuano a chiamare questo stato "democratico".il giorno dopo si mobilizza
tutta la paz,si organizza lo sciopero generale,chiude tutto,negozi,banche,scuole,e
i taxisti smettono di lavorare.scende in citta tutta il popolo de el alto
e la guerra civile ha inizio.30 morti nelle file del popolo alteño.il presidente
da' il suo discorso alla nazione e proprio quando tutti chiedono le sue
dimissioni appare in t.v. dicendo l'esatto contrario.ossia."non mi dimettero'
nel nome della democrazia!"
la gente dopo questa ennesima cazzata continua la resistenza e la lotta.
si mobilizzano tutte le citta' boliviane,cochabamba,sucre,potosi',tarija
fino a santa cruz.iniziano i blocchi seri x le tutte le strade che uniscono
queste citta'(che son ben poche,immaginatevi che la paz,cochabamba e santa
cruz le une solo una strada)e non passa piu' niente:alimenti,benzina tutto
ma proprio tutto il sistema produttivo e' bloccato:nessuno vuo0le piu' venderti
niente(quel poco che e' rimasto)nel nome del lutto nazionale x tutti i compagni
indio contadini,minatori,operai uccisi dallo sto barbaro e assassino.
mercoledi' si mettono in marcia da oruro(250 km fino a la paz)i minatori.
li bloccano nell'altipiano andino,l'esercito inizia a sparare.3 morti.
non si arrendono e promettono che arriveranno a la paz x la marcia al palazzo
del governo che si ata' svolgendo proprio in questi istanti.e sono arrivati.c'e'
l'hanno fatta.masticando foglie di coca e con la rabbia e la disperazione
x i compagni assasinati.
ieri parla di nuovo il presidente sanchez de lozala(chiamato"goni el gringo"
o "el carnicero").
non ha nessuna intenzione di dimettersi e anzi con il suo discorso cerca
un dialogo col popolo x la storia del gas..."si puo' rivedere la legge che
riguarda la vendita o no del gas boliviano con il cile...faremmo un referendum
consultivo..."
ovvero,io vi interpello a tutti...solo x sapere la vostra opinione....poi
tanto quello che prende le decisioni sono io...cavronnnnnnnnnnnn!!!!!!!!!!e
per di piu' aggiunge che si deve seguire con la linea democratica(?)e che
questo movimento e' un tipo di movimento anarchico e narcotraficante che
va' contro la pace e la democrazia.
cavronnnnnnnnnnn!!!!!
neanche in periodo di dittaura di banzer e di garcia mesa si son son viste
tanti assassinati in un paio di giorni,senza contare tutte le radio indipendenti

che lo stato "democratico"sta' tentando di far chiude con la solita tecnica
del terrore(sono arrivati i rangers ovvero queela parte dell'esercito boliviano
che represse la guerrilla del che guevara)
tutte le persone che son state arrestate nella propria casa(dirigenti sindacali
e presunti "terroristi")e tutti quelli che stanno subendo intimidazioni
solo x il semplice fatto di esprimere la sua opinione in piazza.
...giusto martedi' i servizi segreti boliviani hanno tentato di assasinare
il maggior dirigente del mas(movimento al socialismo)ma si funti segausu
casu. (trad. "gli è andata male ai servizi segreti")
oggi hai la maxima concentrazione del popolo a la paz(sono arrivati da tutti
i campi e le miniere)e in questi momenti vogliono entrare a la plaza murillo(sede
del governo)....vi daro' informazioni di quello che succedera' in questi
giorni...
hasta la victoria pueblo boliviano.
giuanni.

10.15.2003

 

Sregolatezze del 15/10/2003

E poi dice che questo non è un Paese sottosopra. Prendete Lino Banfi e Marcello Pera. Il primo, testimonial della campagna del Governo per le adozioni internazionali e ambasciatore dell'Unicef (il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia), è stato denunciato dall'Aibi, Amici dei Bambini, proprio per aver "gravemente danneggiato" l'immagine dei genitori adottivi e dei figli adottati. Possibile? Possibile. Lino Banfi ha infatti dichiarato:
«Cerchiamo di dare famiglia a tutti, anche se un papà e una mamma adottivi non sono la stessa cosa di quelli veri». I bambini? «Anche se si trovano bene nelle nuove famiglie, anche se sono felici, se hanno giocattoli e vestiti firmati, non sorridono, i loro occhi sono sempre appannati da un velo di tristezza». Uguale coerenza e alto senso delle proprie funzioni ha ieri mostrato Pera, di professione massimo custode delle prerogative del Senato e del Parlamento, sostenendo con articolati ragionamenti storici e filosofici la necessità di una più forte «egemonia dell'esercutivo sul
Parlamento». Rimane il dubbio su chi tra i due sia il comico e chi il testimonial del Governo.

DON PANCRAZIO

 

CAGLIARI MANIFESTAZIONE 28 OTTOBRE

Lunedi 20 Ottobre alle ore 19.00 presso la Sezione P. Togliatti del
PDCI, in via Buragna n° 20 Cagliari, si terra una riunione per
definire le modalità e i dettagli della/e manifestazione/i
antifascista indetta per il 28 ottobre. Sono invitati a partecipare
Movimenti Associazioni e Partiti.
Sono gradite le conferme via Email agli indirizzi:
pdci_ca@hotmail.com
comunisticagliari@yahoogroups.com

X la Segreteria Cittadina del PDCI.
Gianni Aresu

 

STRISCIA ROSSA

Destinazione Auschwitz. «Baruch Liliana, arrestata da italiani, Basso Bruno, arrestato da italiani, Clerle Alba, arrestata da italiani, Lusena Piero, arrestato da italiani, Melli Elena, arrestata da italiani, Piazza Leda, arrestata da italiani...»

Da Il libro della memoria, 1943-1945, di Liliana Picciotto Fargion, Mursia 1991

 
E' triste dover riconoscere che Noi Italiani ci meritiamo ciò che abbiamo, e la M.... a che ci governa è la punta dell'iceberg
di quella che ci circonda:
Ciò che è più triste è che quasi tutti vivono la propria realtà in maniera assolutamente egoistica tendendo a pensare che l'unica cosa che conta sia il proprio tornaconto personale,salvo poi rendersi conto troppo tardi che per quasi tutti l'unica possibilità di avere voce in capitolo è unirsi agli altri superando il proprio particolare egoismo.
Ma forse ciò che ci inculcano fin da bambini con il mito del successo ad ogni costo deteriora sempre più un a società,come la nostra non immune certo da vizi e difetti e ci pone in condizione di accettare anche un Berlusconi
alla guida del paese. Sarà rassegnazione, ignoranza o peggio criminale connivenza francamente non sò, ma quello che mi stupisce ancor di più è che gli italiani siano tutti "imprenditori" visto che si fidano di uno che senza mezzi termini considera degni di vivere solo gli appartenenti a questa categoria e hanno votato uno che nella "merda" della
"prima "repubblica ha ingrassato a dismisura il proprio avere convivendo perfettamente col malcostume del paese:
Forse un giorno i "milioni" di imprenditori che magari stanno perdendo il posto di lavoro o che magari sono ben felici di un lavoro interinale,(è con questi che cresce l'occupazione nel nostro paese,valendo come occupazione anche la semplice adesione ad una "impresa" che si occupa di far lavorare gli altri ,magari solo per qualche giorno al mese) capiranno l'errore fatto, aiutati comunque anche da una sinistra spaventosamente incapace (e questo mi fa ancora più male):
Scusate lo sfogo, coraggio e avanti

UN andrea

 

A PROPOSITO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 6 DICEMBRE

Cari compagni di Linea Rossa, sulla manifestazione del 6 dicembre non ho diffuso alcuna comunicazione su questa Mailing List poichè ero convinto che voi, come altri iscritti alla stessa, foste già al corrente di come alcune inchieste fatte da compagni (fra questi Fulvio Grimaldi) abbiano rilevato la penetrazione piuttosto profonda dei fascisti nella stessa. Tale penetrazione realizzatasi anche a livello organizzativo ha fatto si che tutta una serie di compagni che avevano dato la loro adesione l'hanno poi ritirata: fra questi, per il P.R.C., Domenico Losurdo e, per l'area (diciamo così) etraparlamentare, i compagni di Contropiano. I dati forniti sulla penetrazione fascista (magari attraverso la sigla dei "comunisti nazionalitari") in certe frange del movimento comunista ed antimperialista appaiono, a mio modesto parere, assolutamente validi. Suggerirei, senza alcuna presunzione, ai compagni e alle compagne iscritti a questa lista, che eventualmente avessero valutato di partecipare alla manifestazione del 6 dicembre, di valutare seriamente la possibilità di sabotarla.

Fraterni saluti comunisti
Massimo


DP, contropiano, Radio Città Aperta, Michele Capuano e Losurdo ecc ecc, Cobas e sincobas, Riboldi e Migliucci hanno tolto per ovvie ragioni politiche e di coerenza la loro adesione all’iniziativa del 6 dicembre… nessuna unità con fascisti ed estrema destra meno che mai in piazza, in un documento comune, in una iniziativa di libertà…

Saluti comunisti

Julio Schwarsberg


 

BELUSCONI E FINI CI HANNO GETTATI NEL CESTINO

L’AIRL, che rappresenta i 20 mila Italiani espulsi dalla Libia, parteciperà con un gruppo di suoi rappresentanti alla manifestazione indetta domani giovedì alle 10,30 al Cinema Capranica di Roma dalle Associazioni delle aziende italiane creditrici della Libia. Il Presidente Giovanna Ortu intende denunciare il voltafaccia del governo e del
Parlamento sul tema degli indennizzi alla categoria per i beni confiscati dal regime di Tripoli, avvenuto nonostante le ripetute promesse personali del Presidente del Consiglio Berlusconi e del Vicepresidente Fini e a causa dell’assenteismo degli esponenti politici a noi più vicini nei periodi di campagna elettorale. Nel frattempo, il governo italiano non è stato neppure capace di mantenere le generose promesse fatte alla Libia, compreso il progetto di un’autostrada, “irritando” con ciò il Colonnello Gheddafi, che ha celebrato nei giorni scorsi con maggior durezza del
solito il tradizionale “giorno della vendetta”. In breve, l’ambizioso piano di Berlusconi di normalizzare i rapporti con l’ “amico Moammar” sembra fallito. Se è ancora prematuro accusare Berlusconi e Fini di aver tradito il grande “contratto con gli italiani”, intanto dobbiamo constatare che il “contratto” con gli italiani di Libia lo hanno già
gettato nel cestino.
A domani, i retroscena di questa desolante vicenda.
AIRL ­Associazione Italiani Rimpatriati Libia

 

CON IL POPOLO IRACHENO CHE RESISTE : MANIFESTAZIONE 6 DICEMBRE A ROMA

La manifestazione è promossa in maniera orizzontale, da persone mosse dalla consapevolezza che la resistenza del popolo iracheno contro l’occupazione anglo-americana e’ una battaglia di civilta’ che ha implicazioni cruciali per l’avvenire di tutta l’umanita’. La manifestazione vuole essere unitaria, aperta a chiunque condivida i valori inviolabili di fratellanza, eguaglianza e liberta’, quale che sia la sua fede politica o religiosa. Adesioni di movimenti, associazioni, forze politiche organizzate sono ben accette, a patto che rispettino il carattere inclusivo, plurale e pacifico della manifestazione medesima.

Per adesioni all’appello, indicando nome, cognome e citta’ scrivi a: IRAQlibero@libero.it

APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 6 DICEMBRE A ROMA
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La guerra che l’imperatore in pectore G.W. Bush, il primo maggio scorso, aveva solennemente dichiarato finita è in realtà appena agli inizi.
Gli aggressori angloamericani pensavano che una volta battuto l’esercito regolare, i cittadini iracheni li avrebbero accolti sventolando bandierine a stelle e strisce. Si trovano invece alle prese con la crescente ostilità popolare.
Gli invasori hanno occupato il paese promettendo "democrazia e libertà". In realtà il governo fantoccio capeggiato dal militare statunitense Bremer, fallita la politica colonialista del "divide et impera", reprime con metodi dittatoriali e crudeli ogni manifestazione di malcontento. Chiunque osi sfidare le sue decisioni, viene catturato, arrestato e chiuso in campi di concentramento.
In queste condizioni la resistenza irachena si è andata progressivamente rafforzando nella prospettiva di diventare una vera e propria guerra di liberazione come fu quella vietnamita.
Noi riteniamo la resistenza irachena legittima, non solo sul piano morale, ma anche su quello politico.
E’ l’occupazione militare angloamericana, come quella israeliana della Palestina, illegale e illegittima. La stessa aggressione all’Iraq è avvenuta in aperta violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale.
La battaglia che si svolge in Iraq ha un’importanza storica. Se gli occupanti angloamericani saranno cacciati, se il popolo iracheno riuscirà a liberarsi di loro, le pretese imperiali e imperialiste nordamericane, l’idea di trasformare il mondo intero nel loro orto di casa, subiranno un colpo fatale. La sconfitta degli occupanti angloamericani sarebbe dunque una vittoria per tutti coloro che nel mondo lottano per la democrazia, l’autodeterminazione e la libertà dei popoli, di tutti i popoli che non vogliono essere sottoposti al giogo imperiale.
Nonostante la gran parte degli italiani si sia opposta all’aggressione, malgrado milioni di persone abbiano manifestato la loro volontà di pace, il governo Berlusconi non solo si è schierato a fianco degli USA, ha addirittura inviato proprie truppe in Iraq a dare manforte agli occupanti.
Sosteniamo il popolo iracheno che resiste e chiediamo il ritiro immediato dei soldati italiani dall’Iraq, così come da tutti gli altri paesi in cui essi sono presenti.
Chiediamo a tutti i cittadini che hanno gridato il loro no alla guerra di riprendere la lotta manifestando con noi per:
LA LIBERTA' DELL’IRAQ E DELLA PALESTINA
CACCIARE TUTTI GLI INVASORI
RIPORTARE A CASA I SOLDATI ITALIANI
CHIUDERE LE BASI USA IN ITALIA, IN EUROPA



10.14.2003

 

FI insiste: commissione inchiesta su crimini partigiani

Il capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Costituzionali della Camera, Michele Saponara, ha chiesto che venga messa rapidamente il calendario la proposta di legge presentata lo scoso anno da Forza Italia e firmata da Fabio Garagnani e Isabella Bertolini per istituire una commissione d'inchiesta per indagare sul dopoguerra e sulle violenze che avrebbero commesso i partigiani tra il 1944 e il 1948. Tema tornato d'attualità politica per il libro di Giampaolo Pansa 'Il sangue dei vinti'. (red)

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Forse è vero che la resistenza ha perpetrato dei crimini, uno lo riconosco oggi. Non averli sterminati tutti.
Non trovo nemmeno lo spunto per scrivere, quotidianamente assisto ai lanci delle agenzie, apro l'ombrello, non mi colpiscono ma ne colgo l'odore.
Non è bastato all'italiano sputare sopra al dono della libertà che ci è stata donata, mandando a governare una classe che di politica non possiede nulla, una cricca di malavitosi, non si è nemmeno ribellato quando ha percepito ed ha assistito alla manipolazione della storia, alla cancellazione della cultura storica. Eppure i segnali ci sono stati, a partire dalle campagne per RISCRIVERE I LIBRI DI TESTO.
Ma che avranno mai da indagare? Quali saranno i testimoni? Chi verrà chiamato davanti a cotanta commissione?
E le commissioni oggi hanno ancora un senso considerato che la commissione antimafia è guidata dall'avvocato dei mafiosi?
Hanno un senso le indagini ormai insabbiate sui casi di cui non si parla più, dopo che il senatore a vita, presidente emerito kossiga presenterà una proposta di legge a utela dell'anonimato e della riservatezza dei Massoni?
E' tutto rivoltante, e non posso pensare che si sia vittime di questo sistema ributtante, senza che nessun moto di orgoglio ci colga.
Queste notiziole passano così, e non appena colpiscono l'opinione (ammesso che ancora ne esista una) pubblica ecco che i maghi mediatici ne inventano una più risibile ma di più facile presa...
Quella di oggi per esempio: fini il sinistrorso rilancia, non solo gli extracomunitari potranno votare, ma potranno addirittura candidarsi....
CHE SLANCIO DEMOCRATICO!!!! CHE BRAVA PERSONA!!!
E noi a sprecar parole.... Ma siamo alla fame, la gente (intendo i comuni mortali) non ce la fa a campare...
[inutile elencare tutti gli altri mali incurabili della società]
... Si istituisca la commissione sui crimini partigiani.
Che vergogna!
Rita Pani (apolide).

 

Appello per il trasferimento e la tutele dalla vita di Abdullah Ocalan!

Destano continua e crescente preoccupazione le condizioni di salute di Abdullah Ocalan, recluso ormai da quasi cinque anni nell’isola di Imrali, senza che gli sia consentito di incontrare i suoi avvocati e senza la possibilità di visite mediche da parte di sanitari indipendenti.
Sembra anzi di poter affermare che è in atto una spietata strategia volta alla liquidazione fisica del leader kurdo, come del resto esplicitamente ammesso da un generale turco durante una riunione a Bruxelles, in una dichiarazione che è stata ripresa dalla stampa turca.
Se tale scellerata strategia avesse successo si realizzerebbe una vera e propria catastrofe. Siamo infatti convinti che il destino personale di Ocalan sia fortemente intrecciato con quello della pace in Turchia e nell’intera regione medio-orientale. Il contributo che il leader kurdo può offrire appare estremamente prezioso nel momento in cui si evidenzia il fallimento della strategia unilateralista degli Stati Uniti e crescono di giorno in giorno le difficoltà per la pace. Sarebbe drammatica, in tale contesto, una ripresa del conflitto del Sud-Est della Turchia che deve essere evitata salvaguardando la vita di Ocalan e con il riconoscimento dei diritti del popolo kurdo e un’effettiva democratizzazione dell’intera Turchia.
Ciò appare indispensabile per risolvere in modo pacifico la questione kurda e porre le premesse della pace nell’intera regione, della democrazia in Turchia e dell’ammissione della stessa nell’Unione europea.
Quest’ultima ha importanti responsabilità. Il dialogo con la Turchia deve proseguire nella prospettiva dell’ammissione, ma a condizione che rilevanti avanzamenti siano effettivamente realizzati sulla strada della tutela dei diritti umani e dell’instaurazione dello Stato di diritto. Non possono essere tollerati pericolosi arretramenti e reviviscenze di un conflitto che va superato nella prospettiva del pieno accoglimento dei principi democratici.
Ancora più consistenti, sono, al riguardo, le responsabilità, anche morali, dell’Italia, Paese che a suo tempo accolse Ocalan e gli concesse, sia pure tardivamente, asilo politico con una sentenza del Tribunale di Roma. Oggi, che l’Italia è in prima fila nel caldeggiare l’ammissione della Turchia all’Unione europea, il suo governo deve chiedere con forza a quello di Ankara il pieno rispetto dei diritti umani, ivi compresi quelli di Ocalan. Chiediamo inoltre che sia lo stesso Presidente della Repubblica, in quanto supremo garante dell’ordine costituzionale e dell’onorabilità del nostro Paese in sede internazionale, a farsi carico di un passo in questo senso presso il governo turco.
Ciò, tanto più che il trattamento riservato al leader kurdo, con una detenzione in isolamento che dura oramai da quasi cinque anni, appare vietato dalle Convenzioni europee e internazionali applicabili.
In tale prospettiva, chiediamo che una delegazione di avvocati e di medici, con la partecipazione del Comitato contro la tortura del Consiglio di Europa, possa recarsi ad Imrali per accertare le condizioni di salute di Ocalan. La visita del Comitato appare necessaria ed opportuna se si considera che il suo mandato, stabilito dall’art. 1 della Convenzione europea contro la tortura è quello di esaminare il trattamento delle persone private della loro libertà al fine di rafforzare, se necessario, la tutela di tali persone dalla tortura e da trattamenti o punizioni disumane o degradanti.
Chiediamo inoltre, unendoci all’appello lanciato da Amnesty International e da altre organizzazioni per la tutela dei diritti umani la fine immediata della condizione di isolamento di Ocalan e l’adozione di ogni misura volta a garantirne l’incolumità e la salute.
Primi firmatari:
Avv. Arturo Salerni, Avv. Luigi Saraceni, Avv. Giuliano Pisapia, Avv. Carmine Malinconico, Avv. Desi Bruno,
Fabio Marcelli e Domenico Gallo (Giuristi democratici), Angela Belli (Ass. AZAD), Davide Berruti (Associazione per la Pace),
Gennaro Migliore, On. Fausto Bertinotti, On. Ramon Mantovani, On. Elettra Deiana, On. Giovanni Russo Spena, On. Franco Giordano, On. Graziella Mascia, On. Nichi Vendola, Sen. Tommaso Sodano, Sen. Luigi Malabarba, Piero Bernocchi (Cobas)
Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia

 

SREGOLATEZZE DEL 14 OTTOBRE

Quando era sposato, mammina «ogni mattina, fuori dalla porta
dell'appartamento coniugale, mi faceva trovare formaggi e altre vivande non
tutte gradite a mia moglie». Perciò il matrimonio di Francesco D'Onofrio -
prima avvocato civilista, poi demitiano, quindi andreottiano, in seguito
cossighiano, dopo ancora udierrino-udeurrino-cduino-et-similia, oggi
udiccino di tessera e berlusconiano di cuore - andò a rotoli, avviandolo ad
una vita da scapolo. Oggi è lui, il mammone, a portare a letto la prima
colazione alla mammina: «La accompagno a dormire la sera. Purtroppo, a 92
anni, è diventata smemorata. neanche ricorda che sono senatore. Quando mi
vede uscire chiede: "Che fai al Senato? Sei impiegato? "». L'amorevole
figlio non ha il coraggio di rispondere all'adorata genitrice. Non vuole
compiacerla, con un "si", in forza di un insopprimibile orgoglio, né vuole
deluderla, con un "no, sono Senatore" che le testimonierebbe il tragico
declino di quella che fu un'alta istituzione. Perciò elude la domanda,
abbassa la testa, indossa le mezzemaniche di cotonella nera, prende la sua
cartelletta e se ne va, aprendo e chiudendo con delicatezza la porta.

DON PANCRAZIO

10.13.2003

 

VENDESI LAVORATORE A PREZZO TRATTABILE

Vendesi lavoratore di 20 anni al miglior offerente: buono stato di
salute,altissime difese immunitarie (non si ammala mai), buona
formazione,asindacale, solerte, instancabile ed indefesso. Forse state
penando al ritorno della tratta degli schiavi? No, questo è l'avviso
che già
da oggi potremo leggere per chi intende vendere e per chi cerca lavoro.
Da settembre 2003 è in vigore il Decreto Legge attuativo di delega al
governo in materia di lavoro, che trasforma il precariato in costante
sociale (per permettere maggiori voti di scambio e clientelismo politico),
manipolando il sistema di norme e tutele costituito dal diritto del
lavoro,
sbilanciando la contrattazione collettiva a favore delle aziende,
polverizzando e inghiottendo il mercato del lavoro, lasciando le
lavoratrici
e i lavoratori più isolati, divisi e insicuri.
E' ritornato il caporalato, abolito negli anni 60. Diversi soggetti
privati
potranno commercializzare il lavoro "altrui" operando intermediazione di
manodopera: agenzie private, camere di commercio, consulenti del
lavoro,Enti
pubblici, scuole e università pubbliche e private, organizzazioni sociali,
associazioni, enti bilaterali. I lavoratori più anziani, senza formazione,
le donne e gli immigrati non saranno un buon affare per questi soggetti e
allora i servizi pubblici per l'impiego, con sempre meno
soldi,diventeranno
il miraggio dell'ultima spiaggia. Una miriade di nuovi e vergognosi
contratti di lavoro, di cui la maggioranza a tempo determinato e resi
individualizzati.
Il problema è che i politici immaginano che dando la possibilità di
lavorare
per qualche ora al mese agli italiani, questi potranno far rimettere
in moto
l'economia e così incentivare gli investimenti delle
aziende. Questo potrebbe funzionare, eccetto la menzogna dell'aumento
occupazionale, se dall'altro lato la politica economica non portasse al
salasso il reddito delle famiglie.
Il 16 settembre, infatti, le quattro maggiori associazioni dei
consumatori
hanno proposto uno "sciopero della spesa", a dimostrazione che le famiglie
non ce la fanno più. Qualche lavoretto precario e saltuario potrebbe
aumentare il numero statistico degli inoccupati e disoccupati, ma non
possiamo chiamarlo lavoro dignitoso.
In più la manovra economica in essere sta portando alla privatizzazione di
tutto quello che può massimizzare il profitto: sanità, scuola, università,
acqua, ecc. Cos'altro vorranno massimizzare in futuro?
Un lavoro è dignitoso quando può contare su una buona difesa contro i
licenziamenti e di
ammortizzatori in caso di licenziamento, nella garanzia di percorsi di
formazione professionale qualificanti, sulla possibilità di
partecipare alla
gestione della propria azienda e di collegare la retribuzione alla
redditività aziendale, sulla certezza del reddito e delle pensioni, sulla
sicurezza sul lavoro. Di tutto ciò non c'è traccia né nell'attuale
politica,né tanto meno in quelle passate.
IL LAVORO CHE CAMBIA... IN PEGGIO
L'impresa già da oggi potrà scegliere tra più di 40 contratti di lavoro
(somministrazione, lavoro condiviso, lavoro intermittente, contratto di
progetto, contratto di inserimento, ecc.) con meno tutele e senza un reale
diritto alla retribuzione in caso di malattia e infortunio, senza una
copertura previdenziale dignitosa, con il lavoratore sempre a disposizione
dell'impresa. Con il nuovo contratto di somministrazione a tempo
indeterminato, ad esempio, un lavoratore potrà lavorare per tutta la vita
nella ditta XX Srl, ma essere dipendente della ditta YY srl di
somministrazione.
Non avrà le stesse tutele tipiche dell'azienda in cui avrebbe lavorato
realmente (l'articolo 18, malattie, permessi, ecc.), in quanto è come se
egli lì esista solo apparentemente. Tale principio potrà essere applicato
anche nella pubblica amministrazione.
I co.co.co diventeranno lavoratori a progetto, rinnovabili e pagati come
lavoratori autonomi, senza diritti: in caso di malattia o infortunio, il
rapporto si sospende senza garanzie; se le assenze superano i 30
giorni o un
sesto della durata definita, il rapporto terminerà automaticamente
MF

10.12.2003

 

MILITARI colpiti dalla Sindrome di Quirra

1 LORENZO MICHELINI
Nato a Padova, morto 8-7-1977.
Arruolato nel novembre 1976, addestramento in Puglia, assegnato al Poligono Salto di Quirra.
Prima diagnosi: gastrite e duodenite bulbare.
Diagnosi finale: LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA e INSUFFICIENZA RENALE, COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO, EDEMA POLMONARE, LEUCOSI RECIDIVA.
Il 17 luglio 2001 la Corte dei Conti di Venezia riconosce la causa di servizio per “(..) lo stretto nesso eziopatologico fra alcuni disagi sofferti in servizio (il frequente contatto con sostanze tossiche solide o disperse nell’aria) e l’insorgenza e repentina evoluzione dell’affezione mortale.(..) la documentazione sanitaria evidenzia che il giovane militare cominciò ad accusare i primi sintomi della malattia fatale insieme con le affezioni per le quali subì ricovero (..) la sintomatologia non fu adeguatamente analizzata”.
(Unione Sarda 14/1/01; 20/2/02, Panorama 30/5/02)

2 ROBERTO BONINCONTRO
Nato e residente a Volla (Na), DECEDUTO il 23 marzo 1996. Anni 23
Arruolato nel luglio 1992, Car a Macomer, assegnato al Poligono Interforze Salto di Quirra ( Capo San Lorenzo ), congedato nel luglio 1993 .
Primi sintomi: mal di gola e febbre persistente.
1994 diagnosi dell’istituto Pascale di Napoli: LINFOMA HODGKIN
(Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Il Tempo 6/2/01, Panorama 30/5/02)

3 ANTONIO VARGIU
Nato a San Nicolò Gerrei (CA), DECEDUTO a Firenze il 22-6-2001. Anni 25.
Dal 9-1-95 addestramento militare al CAR di Taranto
Dal 4-2-95 al 8-1-96 in servizio nel Poligono Interforze Salto di Quirra
Primi sintomi: febbre e tosse
Diagnosi: LINFOMA NON HODGKINS ( Policlinico di Firenze divisione oncologica ospedale Careggi, prof. Pierluigi Rossi Ferrini).
Novembre 2000 , trapianto midollo osseo. Lentamente perde voce e udito.
(La Nuova Sardegna 22/2/02, Panorama 30/5/02)

4 Generale G. M.
DECEDUTO il 4-3-1999. Anni 69.
Dal 1958 al 1990 in servizio nel poligono di Quirra con il grado di colonnello.
Riconoscimento della causa di servizio per forte indebolimento della colonna vertebrale.
1997, sintomi: febbre, spossatezza.
Prima diagnosi: MIELOMA MULTIPLO. Confermata all’ospedale oncologico di Cagliari.
(La Nuova Sardegna 28/2/02)

5 DOMENICO DI FRANCIA
Nato a Pozzuoli, DECEDUTO nel maggio 1998
Dall’agosto 1986 al luglio 1995 in servizio a Perdasdefogu come sottufficiale dell’Aeronautica addetto alla manutenzione di apparati centro-radio e ponti-radio.
Dal ’95 accusa forti cefalee. Nel ’97 è ricoverato d’urgenza. Diagnosi: TUMORE CEREBRALE.
(segnalato dall’Ana Vaaf presieduta da Falco Accame).

6 D. F.
Anni 65. Arruolato nel 1954, dal ’59 al ’74 (circa) in servizio a “Salto di Quirra”. In cura da alcuni mesi. Diagnosi: LEUCEMIA con TRICOLEUCOCITI. Segnalato dal figlio ing. Alessandro nell’autunno 2001).

7 FABIO CAPPELLANO
Nato a Chieri (TO), residente a Lamezia Terme (Catanzaro). Anni 24
Arruolato il 14-12- 1998, congedato il 3-12-2001.
Addestramento a Cassino( Frosinone), in servizio presso il Reggimento Alpini all’Aquila con incarico di autista mortaista..
Nel novembre e nel dicembre 1999 effettua esercitazioni nei poligoni di Quirra e Capo Teulada (CA).
Settembre 2000, a causa di una colica si sottopone ad accertamenti clinici.
Prima diagnosi: tumore.
Seconda diagnosi: NEOPLASIA TESTICOLARE METASTASI RETROPERITONALE e POLMONARE (ospedale L'Annunziata di Cosenza)
Gennaio 2001 intervento chirurgico di asportazione del testicolo presso l’Istituto nazionale per lo Studio dei Tumori di Milano.
(La Nuova Sardegna 25/1/ 02, Panorama 30/5/02)

8 CHRISTAN CARDIA
Nato e residente a Silius (CA). Anni 27
Arruolato il 25-1-1993, addestramento al Car di Taranto.
Dal 24-2-1993 al 26-1-1994 in servizio al PISQ come addetto agli impianti elettrici.
Primi sintomi: ottobre ’93, forti mal di testa e lacrimazione all’occhio destro.
Il giorno dopo il congedo, il 27 gennaio la clinica oculistica dell’ospedale San Giovanni di Dio (CA) diagnostica “un’epifora, una modica ipertermia ed ecchimosi congiuntivale a carico dell’occhio destro, neoformazione endorbitaria” e dispone il ricovero.
23 marzo, intervento chirurgico, drenaggio del dotto lacrimale inferiore e della tumefazione sottorbitaria.
Nuova diagnosi: LINFOMA LINFOCITICO B della regione etmoido-orbitaria (confermata dalla Clinica Aresu di Cagliari).
Ha perso la vista all’occhio destro.
(La Nuova Sardegna 2/3/02, Panorama 30/5/02)

9 STEFANO PILLERI
Nato a Sinnai, anni 25
Arruolato in Marina nel febbraio 1998, addestramento a La Spezia, imbarcato per 90 giorni e trasferito al PISQ.
Primi sintomi: debolezza e febbre persistente. Diagnosi: LINFOMA NON HODGKIN (agosto 2001 Pronto soccorso)
(L’Unione Sarda 13/4/02)

10 A. M.
Nato e residente a Tertenia (NU). Anni 22.
Per cinque anni frequenta a Perdasdefogu l’Istituto professionale, situato davanti all’ingresso della base. Diploma di tecnico di apparati elettronici.Arruolato il 3-1-2000, Car a Taranto, specializzazione a Viterbo alla scuola Vam dell’Aeronautica. Dal 3 marzo 2000 in servizio al PISQ.
Primi sintomi: stanchezza, respiro affannoso, fitte al petto e, poi, al ventre.
Prima diagnosi: appendicite acuta (ospedale di Lanusei Nu)
Seconda diagnosi: sospetto LINFOMA.Terza diagnosi: LINFOMA HODGKIN a prevalenza linfocitaria (ospedale Binaghi - Cagliari)
Intervento chirurgico per l’asportazione della neoformazione mediastinica. Da giugno a dicembre, ciclo chemioterapico presso l’ospedale Businco (Ca). Febbraio 01, radioterapia.
(La Nuova Sardegna 14-5-02)

11 X. .X.
Servizio di leva al PISQ, morto lo scorso luglio.
(Segnalato a Gettiamo le Basi. Rispettando la riservatezza chiesta dalla famiglia si evita di fornire dettagli)

 

Uranio a Quirra? Il problema non è la quantità di radiazioni ma la tossicità delle polveri. (Qualche valutazione scientifica).

Il fatto che la Procura Militare di Cagliari abbia "escluso la presenza di radiazioni (dovute all'uranio) di qualsiasi tipo nel Poligono di Quirra" costituisce un assurdo terminologico, in quanto non esiste praticamente terreno che non sia interessato almeno dalla presenza di quantità più o meno basse di uranio naturale, il quale, avendo tempi di dimezzamento lunghi quanto l'età della terra, risulta praticamente onnipresente nei terreni. L'importante nel caso di Quirra sarebbe invece la segnalazione dei rapporti isotopici con cui l'uranio si presenta: nel caso dell'immissione in ambiente di Uranio impoverito (DU), si rivela di estrema importanza il rapporto U-234/U-238.
L'interesse tossicologico che presenta il DU nella più recente casistica bellica e sperimentale è essenzialmente dovuto alla disponibilità delle polveri che non sono state nel tempo adeguatamente complessate dal chimismo del terreno e che quindi tendono a solubilizzarsi in corpi d'acqua ed in organismi viventi, relativamente vicini all'area di impatto; da qui la pericolosità primaria delle polveri di DU. Pertanto, l'affermazione in assoluto che "le radiazioni nel poligono sono inferiori alla media nazionale delle radiazioni presenti in Italia" non ha alcun senso dal punto di vista radioecologico.
Una problematica di maggior interesse potrebbe invece consistere nella ricerca della distribuzione dei rapporti differenziali nelle diverse aree di Quirra interessate nel tempo da sperimentazione con dispositivi bellici, in modo da poter confinare aree che siano eventualmente state soggette a contaminazione
Risulta estremamente preoccupante che notizie così superficiali ed imprecise vengano usate come "bomba mediatica" e dispensate alla stampa e all'opinione pubblica.
Chiediamo agli organi d'informazione di farsi portatori dell'esigenza popolare di conoscere il rapporto della Procura militare, il nome del laboratorio incaricato delle analisi e i responsabili delle stesse in modo da consentire alla comunità scientifica una seria e documentata valutazione della ricerca.
Ribadiamo l'incompatibilità, sancita in tutti Stati civili, tra il ruolo di controllore e il ruolo di controllato: indagini su un poligono militare gestite dagli ambienti militari o dal ministero della Difesa non offrono le necessarie garanzie d'indipendenza e autonomia.
Ribadiamo che la catena di morte e sofferenza che avvinghia militari e civili attende da troppo tempo una spiegazione che consenta di spezzarla. Di conseguenza, in base al buon senso e in base all'elementare principio di precauzione, fino a quando non sia stata trovata una ragionevole e convincente spiegazione alle troppe anomalie, esigiamo l'immediata sospensione di tutte le attività del Poligono Interforze Salto di Quirra.

Comitato sardo Gettiamo le basi


 

STRISCIA ROSSA

Come un alleato di governo giudica la competenza e l’attività del ministro della Giustizia: «Capisco che Castelli è duramente provato dal corso Cepu in Giurisprudenza ma certe cose non si dicono neppure per paradosso».


Marco Follini, intervista a «la Repubblica», 11 ottobre

10.11.2003

 

ANCORA SANGUE IN TICINESE (Milano)

Sabato 4 ottobre, Orso, Spazio Petardo, serata di autofinanziamento per la palestra popolare. Tanta gente divertimento tutto tranquillo fino alle tre di notte. Poi succede tutto, il coltello, l¹allontanamento, fino a qui più o meno normale amministrazione.
Riprende la festa, la gente rientra. Poco dopo delle urla terribili in strada, l¹uomo del coltello è tornato Un¹auto (che risulterà poi rubata) a luci spente, in contromano e a tutta velocità passa davanti all¹Orso zigzagando per investire chi era in strada. Qualcuno riesce a scappare, qualcuno viene sfiorato, ma un ragazzo viene preso in pieno e sbalzato di qualche metro sul selciato. Tutto si ferma, la gente del quartiere si affaccia alle finestre. Il ragazzo e lì contorto su di se, sanguinante, non parla e non si muove. Riporterà fratture a sette costole, perforamento di un polmone, zigomi rotti, tagli in testa, un orecchio maciullato e varie complicazioni (attualmente ancora in rianimazione e in prognosi riservata). L¹autore del tentativo di ammazzare qualcuno, anche più di una persona lì davanti è invece purtroppo ancora sconosciuto, anche se la sua presenza nel corso della serata si era gia fatta notare: entrava e usciva continuamente, cercava qualcuno.
Un¹altra storia di ordinaria follia in una città dove l¹eroina torna a girare nelle periferia ed il rispetto lo si ottiene solo con la violenza, violenza che si scontra contro chi in questi quartieri costruisce percorsi che ridanno dignità e socialità agli emarginati.
Ancora una volta degno di nota l¹intervento delle forze dell¹ordine intervenute: l¹ambulanza è stata trattenuta dall¹auto dei vigili, con pretesti assurdi e burocratici, come non voler far salire sul mezzo di soccorso un parente del compagno ferito. Al momento l¹accaduto è classificato come un incidente stradale e la famiglia trova serie difficoltà nel far partire la denuncia per omicidio premeditato. Infatti sia i vigili che la polizia si sono fatti negare, con scuse plausibili e non, dall¹accaduto ad oggi; hanno cercato di giustificare la loro inefficienza nel raccogliere le testimonianze adducendo una presunta e falsa ostilità da parte dei presenti e soprattutto non fornendo le testimonianze che invece sono state raccolte. PER QUESTO FACCIAMO APPELLO A TUTTE LE PERSONE CHE ERANO PRESENTI AL MOMENTO DELL¹ACCADUTO A METTERSI IN CONTATTO CON NOI AL FINE DI AIUTARE LA FAMIGLIA A RICOSTRUIRE LA VICENDA.
PER CONTATTI: ORSo Via Gola, 16 Milano - orso@ecn.org - Tel. 02/58101800

ORSO (Officina dalla Resistenza Sociale), PALESTRA POPOLARE, I COMPAGNI E GLI AMICI DI PINO


 

Sregolatezze dell' 11/10/2003

Non bastava Giuliano Ferrara, vittima del «mandato linguistico ad
ammazzarmi» di Furio Colombo e Antonio Tabucchi. Ora c'è anche Forattini,
che Ferrara, se fosse dall'altra parte, avrebbe da anni denunciato per
«mandato satirico ad ammazzare» magistrati, sindacalisti e leaders
dell'opposizione al Cavaliere. Siccome alcuni redattori della Stampa si
sarebbero permessi di criticare, in una riunione di lavoro, le sue feroci,
volgari e unilaterali vignette, ora Forattini (rivela Il Giornale) è
preoccupato «per il clima che si sta creando attorno a lui. Additare un
disegnatore satirico come un "servo della destra" o trasformare il
vignettista nella vittima di un processo popolare in assemblea di redazione
può creare un possibile bersaglio per qualche pazzo estremista». Il cronista
del Giornale ritiene invece che sia assolutamente normale additare i
sindacati come terroristi - lo ha fatto Forattini sulla prima pagina della
Stampa il 4 ottobre - per il semplice fatto di essere contro la riforma
delle pensioni di Berlusconi. In casa loro, infatti, si additano
quotidianamente come tangentisti alcuni politici, guardacaso tutti avversari
della famiglia. Con una differenza, però: senza usare vignette. Ma non è
chiaro se considerino questa un'aggravante o un'attenuante.

DON PANCRAZIO

 

REPORT

Cari Amici,
sono Paolo Barnard, coautore della puntata di Report "L'Altro Terrorismo" del 23/09/03. Avrei veramente voluto rispondere a tutti individualmente, e ci ho povato, ma la mole incredibile di email ricevute mi obbligano a desistere. Perdonatemi dunque se vi rispondo in gruppo. Cercherò di dare indicazioni per ciascuno dei temi che più frequentemente mi avete posto.
Innanzi tutto grazie per i complimenti, che ci hanno persino commosso. Essi sono graditissimi perchè contrariamente a quanto si crede, noi lavoriamo nel silenzio e quasi mai abbiamo riscontri di quello che facciamo. Grazie ancora.
Perchè ci fanno ancora parlare nell'Italia di oggi? Perchè siamo stati in grado di proporre sempre fatti documentati e non opinioni, e dunque non diamo appigli a nessuno per poterci stroncare. Poi credo che la RAI abbia bisogno di mantenere una facciata di libertà di qualche tipo, ed ecco che Report si presta bene a ciò. Terzo, è vero che viviamo sempre con i bagagli fatti.. perchè mai sappiamo se ci sarà una prossima serie.
Noi non siamo coraggiosi, cari amici, la realtà è che non abbiamo nulla da perdere. Siamo il sottoscale della RAI, mal pagati, nessuno assunto, senza uno straccio di possibilità di far carriera e allora che almeno ci sia lasciata la possibilità di essere liberi. Non vi immaginate con quali mezzi di fortuna dobbiamo lavorare, varrebbe al pena scriverci un libro. Forse se un coraggio c'è stato fu iniziale, quando col nostro modo di intendere l'informazione ci precludemmo ogni chance di far carriera ("..lei è bravo Barnard, ma non sa fare corridoio.." mi disse anni fa un direttore di rete). Però la gente di
Report ha passione per quella che ritiene sia la decenza umana, questo sì. Per quelli che ci hanno scritto che siamo dei "venduti comunisti prezzolati ecc.." sottolineo che se lo fossimo non saremmo ridotti con le pezze al sedere.
In merito alla mia inchiesta. I documenti riservati sono oggi depositati presso il National Security Archive di Washington,
all'interno della George Washington University e credo li abbiano anche messi sul loro sito. Altri documenti si trovano presso il Public Record Office di Londra, altri ancora li ho avuti da fonti riservate, sorry. Il testo integrale della puntata si trova sul sito www.report.rai.it, e per ottenre una cassetta andate sul sito e
cliccate su Info a sinistra. Costa parecchio e sappiate che sono soldi che NON vengono a noi, a scanso di equivoci.
Per tutti quelli che hanno sollevato dubbi sull'inchiesta. Pochissimohanno scritto insulti e quelli possono solo vergognarsi. Per gli altri: il motivo per cui non abbiamo incluso nella puntata il terrorismo di Cina, Urss, Birmania, Cuba ecc.. è semplice: primo, esso è arcinoto, da mezzo secolo tutto l'occidente ne ha straparlato con dovizia di particolari (l'Impero del Male..) e noi di Report avevamo poco da aggiungere. Siamo totalmente d'accordo, quegli stati furono e sono terroristi. Ciò che invece fu detto troppo poco è che noi fummo e siamo come o peggio di loro. Questo andava e andrà detto.
Secondo, Cina, Urss, Birmania, Cuba ecc.. non si sono mai eretti a gendarmi globali vestiti del manto immacolato dei giusti, e non hanno mai dichiarato una Guerra al Terrore a nome di tutta la civiltà, in altre parole sono stati meno ipocriti di quanto non lo siamo noi oggi. Terzo, crediamo che il dovere principale dei giornalisti occidentali sia quello di controllare le fonti del proprio potere politico, innanzi tutto. Quarto, le vittime dei gulag, delle carceri di Castro o dei terroristi islamici hanno goduto almeno di vari gradi di riconoscimento. I bambini di Rufina Amaya o le donne curde torturate a morte non sono neppure memoria, non contano. A New York una placca recita "Agli eroi dell'11 di settembre". Dove sono le
lapidi agli "eroi" del Salvador, Cile, Paraguay, Colombia, Laos, Sudafrica, Bangladesh, Indonesia? E non sono 3.000, sono decine di milioni.
Report è a favore della guerra al terrorismo, nessuno di noi vuole trovarsi incenerito da un aereo che ti entra in ufficio. Ma nessuno di noi vuole dormire sul sangue di milioni di poveracci che pagano per il nostro confort. Report è dunque a favore di una lotta contro TUTTI i terrorismi e contro TUTTI i terroristi, questo era il senso della puntata.
In generale. Noi non molleremo, ma è importante che non molliate voi. I potenti temono una cosa sola, e non è il giornalismo. Essi temono l'opinione pubblica, ne hanno il terrore. E allora fatevi sentire, basta poco. Una telefonata ai media, una lettera ai politici, oppure divulgare, anche a voce, nelle scuole, negli ipermercati, ai giardini con chi si incontra, sui treni, ovunque. Siete voi che contate. Se Report avesse l'audience di Striscia la Notizia sarebbe in prima
serata tutto l'anno. E chi ha in mano il telecomando? A chi ci ha scritto "Report è la nostra voce" io rispondo "E allora alzate la voce, e Report si alzerà con lei". Spero solo che "L'Altro Terrorismo" sia servito ad aggiungere quel
granello di speranza per un mondo migliore. Che sia servito a ricordare per una volta gli sconfitti e i perdenti, gli eroi
dimenticati che nessuno celebra.

Paolo Barnard
P.S: non sono mai stato comunista..

10.10.2003

 

LETTERA AGLI ITALIANI SPAMMING DEL GRANDE FRATELLO

Il premier ha annunciato l'ennesima operazione di spamming, ovvero la
pubblicità indesiderata e non richiesta nella nostra buca delle lettere.
Tutto questo per farci digerire la sua riforma delle pensioni. Invierà una
lettera a 18 milioni e 900 capifamiglia a spese della Presidenza del
Consiglio. Sarà un testo di una cartella, si è appreso, scritto di suo
pugno, per spiegare perché serve la riforma sulla base di principi
inossidabili. Maroni e Tremonti revisioneranno il testo. E la lettera dovrà
arrivare a destinazione prima dello sciopero generale.
E' una lettera indesiderata, non solo perché il suo scopo e il suo contenuto
hanno natura puramente propagandistica, ma anche perché tutta l'operazione è
a nostro carico, a spese del contribuente. Accettarla, riceverla, aprirla,
leggerla, significherebbe rimanere schiacciati negli ingranaggi di una
macchina mediatica che interpreta la politica con le logiche meccanicistiche
del marketing.
E' nostro dovere rifiutare la pubblicità in buca.
Questa operazione significa anche un enorme spreco di carta: quasi 40
milioni di fogli di carta, tra buste e lettere. La carta è un bene prezioso,
la cui produzione costa molto in termini ambientali e di emissioni di CO2.
Sono 80.000 risme di carta che scompaiono, sprecate per comunicare qualcosa
che già sappiamo, e che già è sulla bocca di tutti gli italiani: BASTA
BERLUSCONI.
Per il bene della democrazia e del nostro patrimonio forestale, dobbiamo:

1) RIFIUTARE LO SPAMMING DEL GRANDE FRATELLO
2) NON APRIRE LA BUSTA CHE CONTERRA' LA LETTERA
3) GETTARLA IMMEDIATAMENTE NEGLI APPOSITI CONTENITORI PER LA RACCOLTA
DIFFERENZIATA
DELLA CARTA
4) OPPURE RISPEDIRE AL MITTENTE LA LETTERA DEL BERLUSCA. BASTA NON APRIRLA E
SCRIVERE
SOPRA BEN VISIBILE "RESTITUIRE AL MITTENTE" E IMBUCARE SENZA AFFRANCARE.

Salviamo la democrazia. Salviamo le foreste.
Diciamo BASTA a Berlusconi!

 

BURGIO A SASSARI

CARI AMICI
VI INFORMIAMO CON PIACERE CHE DOMENICA 19 OTTOBRE ALLE ORE 11.00 SARA' A SASSARI OSPITE DELLA LIBRERIA ODRADEK, ALBERTO BURGIO PER PRESENTARE IL SUO ULTIMO LIBRO "GRAMSCI STORICO" LATERZA EDIZIONI.
VI ASPETTIAMO IN TANTI E VI PREGHIAMO DI DARE AMPIA DIFFUSIONE DELLA NOTIZIA.
GRAZIE.


 

ASSOLUTAMENTE GRANDE!

FATTO DA SOLO
biografia musicata del Cav. Banana, brano allegro e dinamico, ballabile
(brano del gruppo "La famiglia Rossi", album "Discorsi da bar" del 2003, tratto da: www.radiopopolare.it)
In esclusiva per Radio Popolare il singolo: Fatto da solo in mp3 (4 Mb) da scaricare*

OSCURO PERSONAGGIO

.... Ho appena scaricato ed ascoltato, VE LO CONSIGLIO VIVAMENTE :-)
avevo già pubblicato il testo che ripropongo.......
Erano gli anni '50

andavo alla Standa insieme a mammà

mi apparve un angelo e disse:

tuo, tutto questo, un bel giorno sarà

tornato a casa nel bagno ebbi un altro segno del fato creator

la mano prese lo spunto e mi trovai unto da Nostro Signor

Mi sono fatto da solo

sull'elicottero volo

ma non disdegno una nave ricordo soave della gioventù

mi sono fatto da solo

mi sono alzato dal suolo

mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più

anni '60 moderni allestivo gli esterni del mio kolossal

ma con 5 o 6 palazzine non potevo neanche comprarmi la Spal

sui ponti delle crociere passavo le sere a cantar "la vie en rose"

Marcello sotto la coppola diceva "minchia, jè nostra 'sta ccos!"

Mi sono fatto da solo

sull'elicottero volo

ma non disdegno una nave ricordo soave della gioventù

mi sono fatto da solo

mi sono alzato dal suolo

mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più

Un murator venerabile disse "sei abile, vieni tra i miei,

ecco il cappuccio e la tessera numero uno otto uno sei"

Poi anni di trucchi e di inganni, indicibili affanni ma niente di che . . .

davo una mano a Bettino, ospitavo mafiosi, pagavo lacché

Mi sono fatto da solo

sull'elicottero volo

ma non schifo il motoscafo da cui mangio a sbafo facendo l'off-shore . . .

mi sono fatto da solo

mi sono alzato dal suolo

mi sono fatto sei reti tra trucchi e decreti da grande editor

Regalo immagini e suoni

e tutti vi tengo buoni

ho dato un posto importante ad ogni brigante che mente per me

mi son comprato un paese

di gente che fa le spese

e va al lavoro contenta sognando villazze e pensioni da re

E ora che sono il padrone di questa nazione e comando il vapor

ho sistemato i miei conti, c'è un branco di tonti che mi crede ancor

se dico che: mi sono fatto da solo

sull'elicottero volo

ma non disdegno una nave ricordo soave della gioventù

mi sono fatto da solo

mi sono alzato dal suolo

mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più!

*******



Rita Pani (apolide)

 

Che cosa significa lo slogan “No alle scorie”.

“No alle scorie” è la sintesi della strategia che i sardi, i comitati, le associazioni, le organizzazioni politiche di base ribadiscono di fronte all’imbarbarimento della dipendenza e della civile convivenza nell’Italia del centro-destra e del pagliaccio-sciacallo di Arcore.
Il caso, l’ultimo, del potenziamento delle strutture della base militare americana a La Maddalena è l’ulteriore “sciacallata” che questo governo (come i precedenti, del resto) fa al popolo sardo. Ma, il popolo sardo, quello civile e quello incazzato, è in grado di trovare la forza, la determinazione e, quantomeno, la volontà di porsi in prima linea contro il servilismo che sembra aver irrimediabilmente contaminato la casta politica di questa nostra terra?
“No alle scorie” deve assumere per noi il significato di una lotta di lunga durata contro lo stato italiano e contro la strategia di guerra che esso ha assunto.
La strategia di guerra dello Stato Italiano individua due direttrici:
la prima è funzionale e servilmente fedele all’alleato americano ed in particolare all’amministrazione Bush.
la seconda direttrice sviluppa il proprio potenziale aggressivo all’interno dello Stato e, in particolare, delle sue zone deboli (politicamente ed economicamente), quali la Sardegna.
Nella prima categoria possiamo senz’altro annoverare il raddoppio della base Usa di La Maddalena che, insieme alla spaventosa mappatura delle altre basi americane in Sardegna, ne fanno una dipendenza armata della politica americana. Di seguito l’elenco delle basi americane in Sardegna:
La Maddalena-Santo Stefano (Sassari): Base atomica USA, Base di sommergibili, Squadra navale di supporto alla portaerei americana 'Simon Lake'.
Monte Limbara: Base missilistica USA.
Sinis di Cabras: Centro elaborazioni dati (NSA).
Isola di Tavolata: Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della US Navy.
Torre Grande di Oristano: Base radar NSA.
Monte Arci (OR): Stazione di telecomunicazioni USA con copertura NATO.
Capo Frasca (OR): eliporto ed impianto radar USA.
Santulussurgiu (OR): Stazione telecomunicazioni USAF con copertura Nato.
Perdas de Fogu (NU): base missilistica sperimentale.
Capo Teulada (CA): da Capo Teulada (CA) a Capo Frasca (OR): all'incirca 100 km di costa, 7.200 ettari di terreno e piu' di 70.000 ettari di zone Off Limits: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato. Decimomannu (CA): aeroporto Usa con copertura Nato.
Aeroporto di Elmas: Base aerea dell'US-Air-Force.
Salto di Quirra (CA): poligoni missilistici.
Capo San Loremo (CA): zona di addestramento per la Sesta flotta USA.
Monte Urpino (CA): Depositi munizioni USA e NATO.
Cagliari: Base navale USA.

Nella prima categoria possiamo sicuramente inserire, anche perché adiacente, la strategia turistica di Barrack in Costa Smeralda, una parte di territorio che unito alla Costa Turchese del pagliaccio–sciacallo, raggiungono una vastità (privata) superiore a molti piccoli stati. Un piccolo Stato-bordello in cui avventurieri, trafficanti di tutti i generi, affaristi incontrano principi, magnati, governanti e pezzi di merda di tutti i tipi per concludere “affari”, stabilire strategie in quei quarantacinque giorni all’ anno che vanno dall’inizio di luglio fino a metà di agosto). (Quantificheremo la vastità di tali proprietà?)
Nella seconda direttrice, la politica imperialistica italiana annovera la vendita dell’enorme patrimonio pubblico (per fare cassa) che in Sardegna è stato quantificato in oltre cento pagine di beni, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 2001.
La vendita dei beni pubblici viene concepita, dallo Stato e dal suo gruppo dirigente, esclusivamente come politica di rapina. Ma anche l’intero sistema delle Concessioni adottato dalla Regione Autonoma della Sardegna, estorce al nostro popolo e alla terra che lo ospita, non solo la propria incontaminata ricchezza ma realizza, attraverso l’estorsione, il vero progetto, quello che disturba i “manovratori”: cerca di estorcere l’identità, la storia, i sentimenti e la ragione stessa delle nostre donne e dei nostri uomini.
A tutto questo, i sardi “incazzati” e anche quelli “civili” devono dire
BASTA!!!!
E’ NECESSARIO APRIRE IMMEDIATAMENTE IL DIBATTITO SULL’AMPLIAMENTO DELLA BASE USA DE La Maddalena
E’ NECESSARIO RICONVOCARE IL COMITATO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI PER APPRONTARE INIZIATIVE CONCRETE CONTRO IL GOVERNO E L’AMMINISTRAZIONE AMERICANA PER LO SCEMPIO IRREPARABILE CHE STANNO COMMETTENDO A La Maddalena
E’ NECESSARIO CONVOCARE IMMEDIATAMENTE TUTTI I COMITATI, LE ORGANIZZAZIONI POLITICHE E CULTURALI DI BASE PER MANIFESTARE IL NOSTRO TOTALE DISSENSO CONTRO LA DISGRAZIATA POLITICA DI GUERRA CHE BERLUSCONI E LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA VANNO PERPETRANDO CONTRO IL NOSTRO POPOLO E CONTRO IL FUTURO DI QUESTA TERRA SARDA
I COMITATI CONTRO IL CARBONE, QUELLI CONTRO LO SFRUTTAMENTO MINERARIO, QUELLI CONTRO LE DISCARICHE ABUSIVE E TOSSICHE DEVONO ALLERTARSI IMMEDIATAMENTE CONTRO QUESTA NUOVA CALAMITÀ (QUESTA VOLTA AMERICANA) CHE STA PER ABBATTERSI SULLA SARDEGNA.
CHI È INTERESSATO RISPONDA FACENDO PROPOSTE OPERATIVE PARTENDO PER ESEMPIO DALLA POSSIBILITÀ DI FARE UNA NUOVA MANIFESTAZIONE A LA MADDALENA.
Anghel-u Marras
Comunista sardu
Sassari 8 ottobre 2003


 

Occhi stanchi....

Volevo ringraziare quanti di voi mi hanno scritto ... BENTORNATA! ... Ma vi garantisco che avrei voluto avere meno tempo da dedicare a questo blog. :-)
Non sono ancora 'a pieno regime' e non so se e quando tornerò ad esserlo. E' vero, ora avrei il tempo ma molte cose ancora da riordinare, abitudini da riprendere, situazioni da risovere.
Mi trovo a disagio nel rivolgermi direttamente 'a voi' raramente infatti mi soffermo a pensare che scrivere e divulgare è diventato importante, e che non è la forma delle parole, ma la semplicità del riuscire ancora a pensare....

Sorrido, mi pare di essere una di quelle vecchie radio libere, quelle a cui si chiedevano le dediche per lettera o per telefono....

Un bacio a Sergio che ha avuto in regalo per il suo quattordicesimo compleanno un PC e seguendo le tracce degli amici più esperti di lui cercava la Ferrari su Google, ed invece ha trovato me....
Visto che l'ho scritto? =;^)
Rita Pani (apolide)

10.09.2003

 

9 OTTOBRE 1967

9 ottobre 1967. Alle 13.30 ammazzano il Che

presso la Quebrada del Yuro, i diciassette uomini superstiti dell'iniziale
gruppo di guerriglieri che ha iniziato l'avventura boliviana con il Che
vengono sorpresi da cinque battaglioni di ranger. Sei muoiono nello scontro,
otto riescono a fuggire, tre sono fatti prigionieri. Tra loro, ferito, c'è
lo stesso Guevara, che rivela la sua identità e viene trasportato nel
villaggio di La Higuera. I prigionieri vengono rinchiusi in una scuola. Il
Che è ripetutamente interrogato, ma si rifiuta di rispondere alle domande. I
militari sono al comando di Andrés Selich e di Miguel Ayaroa. Il 9 ottobre
giunge sul luogo il cubano Felix Ismael Rodríguez Mendigutia, uomo della
Cia. In mattinata, da La Paz giunge l'ordine di ammazzare Guevara: a
prendere la decisione sono stati il presidente boliviano Barrientos e i
funzionari dei servizi segreti americani che sono in perenne collegamento
con Washington. A sparare i colpi mortali ci pensa il militare Mario Teran.

Lo voglio ricordare con le parole di Francesco Guccini


Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno,
fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia,
giovanili ciarpami, arrivò la notizia...

Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto,
sapere a brutto grugno che Guevara era morto:
in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana
era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara...

Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta una nostra speranza:
erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni,
erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni...

"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...

Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora,
anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti:
"Forza Compagni, all'erta, si deve andare avanti!"

E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
e intonandole tutte quelle nostre chimere...
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà,
ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni...

"Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva...
"Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva...

E qualcosa negli anni terminò per davvero
cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero:
i Compagni di un giorno o partiti o venduti,
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti...

Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà,
ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni,

da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà!

Pomero
* Honni soit qui mal y pense *

 

SREGOLATEZZE DEL 9 OTTOBRE

«Troppi, troppi immigrati sono stati fatti entrare in Italia con le
motivazioni più varie senza pensare a quali ne sarebbero state le pericolose
ricadute sulla vita culturale, religiosa, sociale, politica degli italiani».
Perciò la nota antropologa Ida Magli, da qualche tempo trasformatasi in
suffragetta del centro-destra e in editorialista d'assalto del Giornale, si
dichiara fieramente contraria, come un sol uomo con Bossi, alla proposta di
Gianfranco Fini di «inserire nel potere istituzionale gli immigrati». Una
cosa estremamente pericolosa «perché la stragrande maggioranza degli
immigrati è oggi, e lo sarà sempre di più domani a causa della loro
prolificità, di religione musulmana». Fra noi e loro «non c'è possibilità di
comprensione, non ci sono valichi possibili». Del resto, «i Michelangelo e i
Giotto, i Raffaello e i Botticelli» che c'entrano con loro? E la «dolce
acqua del battesimo»? Insomma, conclude la Magli, attenti: «Il
fondamentalismo è un pericolo in agguato ovunque». E su questo non si può
onestamente non darle ragione.

DON PANCRAZIO

 

Striscia Rossa

Terrorismo americano: «Mussolini è per i despoti fascisti ciò che Berlusconi è per i padroni dei media. Mussolini esagera, come esagera Berlusconi, e ciò li rende entrambi ridicoli e temibili. Noi non lo prendiamo sul serio, ma lui, come Mussolini, è un precursore».

Michael Wolff, New York Magazine, 6 ottobre 2003

 

Casa

Solidarietà al consigliere comunale Nunzio D’Erme.



E’ di questi giorni la comunicazione dell’ONU che stabilisce, senza se e senza ma, che oltre un miliardo di persone nel globo vivono in baraccopoli o favelas e ai limiti della dignità umana (nel giro di pochi anni saranno tre miliardi). La stessa cinica finanziaria del Governo Berlusconi taglia i fondi agli Enti Locali finalizzati ad un modesto sostegno verso le famiglie a rischio sfratti per morosità, mentre predispone condoni per abusi edilizi e speculazioni devastanti ai danni del territorio. Tralasciamo ogni dibattito sul concetto di abitare e sulla politica per la casa (che langue oltre misura) ed evitiamo di trattare il penoso argomento dei costi per l’acquisto di un immobile, il caro affitto che ha raggiunto livelli da usura ecc. limitandoci ad affermare: quale è il crimine di Action, di Nunzio D’Erme e di chi lotta per il diritto ad avere non solo per tetto un cielo di stelle? E ancora: qual è il crimine di chi smaschera i limiti anche di buoni e volenterosi governi di centrosinistra (senza trattino) riguardo gravi e grandi problemi che abbiamo dinanzi in ogni luogo e nell’intera penisola e verso l’Europa ed il mondo dominato dall’organizzazione delle disuguaglianze? Davvero è più grave aver valorizzato del letame simbolico (con tanto di carta igienica) che la morte di milioni di bambini per fame, mancanza di cure e guerre ecc. ecc.? Il compito di un eletto a sinistra non è quello di essere parte supina di una coalizione (anche se vincente) ma di proseguire in una battaglia che renda i cittadini partecipi, consapevoli dei propri diritti e doveri, coscienti di un che fare per cercare risposte ai tanti drammi che ci sovrastano (piccoli e grandi). Alcuni governano (o fanno opposizione) cercando continuamente accomodamenti e aggiustamenti tra le parti che non portano in nessuna direzione e pochi utilizzano le sedi istituzionali per continuare ad affermare con coerenza e lealtà che un mondo nuovo è possibile, urgente e necessario. Il mio amico Valter Veltroni farebbe bene a reintegrare immediatamente il consigliere Nunzio D’Erme nel suo ruolo anche se non è necessario ringraziare (perché non lo si chiede) chi tiene acceso il faro di un programma e di un progetto di trasformazione progressista (sempre più sbiadito) quanto il bisogno di una concezione del mondo che ha proprio nella certezza di un Lavoro, della Casa, di Servizi efficienti e fruibili, del fare e vivere cultura le basi di una qualità della vita nuova.

Michele Capuano (giornalista)
Segretario nazionale Democrazia Popolare


 

18 milioni di lettere

Diciotto milioni di lettere


Cara amica, gentile amico,
come certamente ben saprai, in Italia c'è un sistema messo in piedi dai
Rossi e dai Verdi che ostacola la realizzazione delle grandi opere come, ad
esempio, i ponti. Sappi, dunque, che se non potrai usufruire delle ferie tra
una festività ravvicinata ad un'altra, la colpa è di queste due famiglie. Ma
basta parlare di voi! Io, dal canto mio, sto avendo un bel daffare con i
comitati che mi fregano sempre a causa delle mie inveterate abitudini: ogni
volta io scelgo la bustarella e il premio risulta invariabilmente un vaso
cinese!
Inoltre c'è un diffuso allarmismo atto a creare allarme nel Paese; ne
consegue una strisciante sfiducia che non da fiducia alle istituzioni. I
rimedi per rimediare a tutto ciò sono notoriamente noti: riformare. Cara
amica, gentile amico, capirai anche tu che le cose non possono più andare
avanti in questo modo. Abbiamo urgente bisogno di portare avanti cambiamenti
importanti, basilari per la vita ed il progresso del mio D'Amato paese. A
questo proposito sto realizzando un grande progetto socio-economico. Abbiamo
già realizzato la riforma dell'istruzione scolastica. Anche se è più
corretto dire che tutti gli studenti, figli di famiglie povere, sono stati
riformati. Nell'accezione militare del termine. Insomma, congedati a tempo
illimitato dalla scuola e pronti ad ingrossare l'esercito dei lavoratori.
Disoccupati. Anche perché, e qui entrate in ballo voi, questa riforma è
complementare a quella che ho pensato per le pensioni di anzianità: sarai
contento del fatto che sto cercando di evitarti il tedio dell'ozio che
affligge immancabilmente tutti coloro che, dopo una vita attiva, si
ritrovano improvvisamente nella solitudine nel momento stesso in cui vanno
in pensione. Inoltre, lavorando per tutta la tua esistenza, non dovrai più
nemmeno preoccuparti dell'odioso, incivile problema rappresentato dall'
abbandono delle persone anziane durante i periodi festivi. Anche perché i
tuoi figli disoccupati, difficilmente si potranno staccare da te, unica
fonte di reddito.
Proprio per cercare di ovviare alla problematica ricerca di un posto di
lavoro e, quindi, incentivare l'econoMia, ho dato il buon esempio l'altro
giorno quando ho fatto assumere a tempo determinato da Tremonti una nutrita
squadra di boscaioli per abbattere tutti gli alberi del suo giardino dopo
che gli avevo ventilato la possibilità di regalargli una cravatta di canapa.
Poi Fini mi ha ricordato che non c'è distinguo tra cravatte leggere e
cravatte pesanti, e che anzi è facile che dalle prime si passi alle seconde.
O parlava della canapa? Ma intanto il giardino di Tremonti adesso è piatto
come una portaerei.
Altre grandi riforme hanno riguardato la sfera giudiziaria: la più
importante è stata quella che sancisce il non luogo a procedere per tutti i
presidenti del Consiglio. Poi, grazie alla mia meritoria grande opera
riformatrice, ho debellato l'evasione fiscale e l'abusivismo.
Legalizzandoli. Alla stessa stregua, ho in cantiere una norma per la
regolarizzazione di stupri e rapine, rendendo in questo modo l'Italia il
Paese più avanzato in Europa.
Concludo con una curiosità che forse più di tante parole rende il senso del
mio governo: da quando l'ISTAT è sotto il mio diretto controllo, criminalità
e inflazione sono scese vertiginosamente. Di contro, si è potuto constatare
un forte incremento dell'occupazione. Ma questo è stato facile: è bastata un
'oculata redistribuzione degli zeri finali che, com'è risaputo, non contano.
Almeno stando a quel che dice Tremonti.
Adesso, cara amica, gentile amico, debbo proprio salutarti. Un arduo compito
mi chiama: devo bucherellare dal retro con una spilla tutti i caratteri di
trecentocinquantamila copie di questa informativa per far in modo che anche
i non vedenti possano comprendere quanto sono fortunati ad avere un
presidente che conosce il braille.
Distinti saluti.
Silvio B.
dirtyboots

 

L'era dell'inutile

E’ l’era dell’inutile, dove il superfluo è necessario, utile a rendere sempre più sterile la mente umana. Non so se sono io ad essere anacronistica o se è proprio questo Stato di cose a non appartenermi più.
E’ l’era dell’impoverimento da donare ai nostri figli già dentro le prime poppate di biberon, insieme a latte artificiale che salva le tette plastificate della madre, che prosegue nella scuola della nuova generazione che scavalca la cultura per andare a creare bambini che nei primi sei anni della loro formazione non avranno più nozioni storiche e geografiche, pagelline scritte a penna con le annotazioni dei maestri che spiegano chi è e cosa ha fatto il tuo bimbo adorato a scuola, ma avranno un team che lo aiuteranno a creare il suo book, che presenteranno poi verso gli 11 o 12 anni all’equipe che registrerà i loro orientamenti di mercato.
Se questo fosse avvenuto alla mia generazione sarebbe stato molto divertente, se fosse avvenuto a me, forse il tutor psicologo trainer mi avrebbe riempito di infantile prozac. Io volevo fare la camionista oppure il magistrato. Ma almeno questo, alla nuova generazione del latte in polvere salva tette di mammà non può accadere. Le nuove professioni sono altre, via pompieri e poliziotti, niente più maestre ed infermiere, nemmeno astronauti o muratori. Oggi i bimbi a dodici anni esprimeranno gli orientamenti morattiani… Veline e calciatori, ballerine e attrici, attori e modelli, showgirl e presentatori.
E’ quindi rassicurante l’opuscolo conoscitivo distribuito ai genitori nelle scuole, e lo sono ancora di più i nuovi corsi regionali per la formazione professionale, che ancora non ho capito bene da chi sono finanziati, a Napoli un corso regionale per diventare velina, a Modena quello per diventare disck jokey. Una volta si studiava per diventare contabile, programmatore cobol, ed anche parrucchiera. Poi fu l’avvento delle nuove professioni, dove si azzardava persino il corso per figurinista di moda.
Già… Il mercato iniziava a cambiare.
Ma appunto è l’era dell’inutile necessario, del superfluo irrinunciabile e così oltre il latte in polvere che salva le tette di gomma, i tiraggi che cancellano la vecchiaia, abbiamo per soli 1.500 euro – venghino siore venghino – il recupero chirurgico della verginità che pare torni ad essere di moda, perché all’uomo piace pensare di essere il primo.
Se non fosse tragica, l’idiozia, potrebbe anche sembrare divertente.
Sì. Anche per questo è ora di cambiare il lessico. Prima era un valore, oggi è una moda, un qualcosa che si può acquistare, come la giovinezza o un seno, il naso e le orecchie, i capelli… I pezzi di noi che non ci sono più, persi perché vissuti o solo perché la genetica ci ha fatto così come siamo.
Siamo. Anche questa era una parola che mi piaceva tanto, ma come tutte le cose, come i maestri e le pagelle, come i valori e il bene prezioso, oggi non è più importante.
Oggi, sembriamo.
Rita Pani (che E’ apolide)

10.07.2003

 

STRISCIA ROSSA

«Che cosa è il silenzio di fronte alle cose che non vanno? Si chiama prudenza? No si chiama vigliaccheria. Sarebbe un silenzio terribilmente colpevole di chi si lava le mani».

Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica, Marzabotto, 5 ottobre

 
ciao a tutt*!
venerdì sera ore 23 al Pegaso, dietro l'Ospedale Marino Nuovo al Poetto, suonano:
dr.drer e crc posse
All'interno del programma della Festa di Liberazione del Circolo Gramsci del PRC di Cagliari
Ingresso gratuito, vi aspettiamo numerosi.
saluti
drer

 
Dopo tre mesi di chiusura forzata da parte del Tribunale di Sassari, il circolo Borderline cerca di riprendere le proprie attività. Mercoledì 8 alle ore 20:30, presso la sede in via Rockfeller 16/c, si svolgerà l’assemblea generale del circolo, aperta a tutte le e gli iscritti per discutere di eventuali azioni politiche volte al ritiro del sequestro giudiziario al quale è sottoposta la strumentazione del Borderline per poter finalmente riaprire il circolo, strangolato dai debiti, e riprendere l’attività politica e culturale nonché ricreativa.
Altri punti all’ordine del giorno: avvio di incontri pubblici e campagne sulla legalizzazione delle droghe, sull’immigrazione, sul Social Forum Europeo e sulla Palestina.
Data l’importanza della riunione e l’ampiezza dell’ordine del giorno si raccomanda la massima puntualità.
Per info tel 079219024 www.movimentomosessualesardo.org
Per il circolo
Massimo Mele


 

CALL FOR PAPER

OpenLabs, in collaborazione con altri gruppi e associazioni (quali MILUG, AsSoLi e LOA Hacklab) sta organizzando il Linux Day 2003 a Milano.
Quest'anno, anche grazie al Comune di Milano (del quale probabilmente avremo il patrocinio), la manifestazione sara' ancora piu' ricca e interessante della precedente. Prevediamo la partecipazione di un numero molto superiore di visitatori del Linux Day 2002.
Ci sara' la partecipazione di ospiti illustri. Posso gia' annunciare la partecipazione di Moshe Bar (creatore di openMosix) mentre ci riserviamo di confermare le altre. In ogni caso, il sito di riferimento e': http://milano.linux.it
Adesso tocca a voi! Volete partecipare al Linux Day 2003 di Milano con un vostro talk? C'e' un Call For Papers ufficiale:
http://milano.linux.it/docs/c4p.php
Ditelo pure a parenti e amici interessati!
=;^)
Saluti!
Fabiux

 

PISTOLA ALLA TEMPIA

Fermato con una pistola d'ordinanza puntata alla tempia. E' accaduto a un manifestante piuttosto giovane fermato ieri mattina durante la manifestazione nei pressi della metropolitana Marconi. A raccontare l'episodio è stato un redattore di Radio Onda Rossa, Luca Conte, che ha descritto la scena in diretta: «La situazione era abbastanza tranquilla - ha spiegato poi - il corteo era lontano almeno 100 metri dal cordone degli agenti della guardia di finanza ed era appena finita una carica degli agenti. E' stato in quel momento che girandomi verso i manifestanti ho visto un ragazzo piuttosto giovane minacciato con la pistola da un agente in borgese che lo teneva per un polso». La scena è durata alcuni secondi, poi l'agente si è accorto della presenza di un testimone ha rimesso la pistola nella fondina ed ha trascinato il giovane fermato verso un gruppo di altri agenti che era fermo in una strada laterale. «Non posso testimoniare dei momenti precedenti l'arresto, perché non ho seguito tutta la scena - conclude Conte - Ma devo dire che la sensazione che ho avuto è che il ragazzo fosse stato preso di sorpresa. Sicuramente era isolato dal resto dei manifestanti e non c'erano inseguimenti in corso. La situazione in quel momento era decisamente tranquilla».
www.ilmanifesto.it
infatti
by unodeifermati Monday October 06, 2003 at 07:12 PM mail:
questo ragazzino (17 anni) era con me in questura, e mi ha raccontato che stava bevendo quando gli angenti della digos lo hanno assalito e uno gli ha puntato la pistola alla tempia. Il sottoscritto invece è stato fermato dai "falchi" in moto che mi hanno letteralmente buttato per terra, un'altro ragazzo invece aveva una ferita alla testa. Cmq nel complesso nelle 9 ore passate dentro ci hanno trattato bene, d'altra parte dopo quello che hanno combinato a Genova (diaz e boolzaneto) e a Milano (ospedale San paolo) non potevano permettersi altre mattanze in questura.

LA REPRESSIONE NON FERMERA' LA LOTTA


10.06.2003

 

STRISCIA ROSSA

Il governo invita i sindacati al dialogo: «Lo sciopero generale è immotivato e ingiustificato, così si incendiano le piazze e le menti di qualche squilibrato. Non deve ripetersi quello che è successo con l’articolo 18 e che ha avuto le conseguenze che tutti sappiamo».

Roberto Maroni, ministro del Lavoro, Agi 4 ottobre

 

SREGOLATEZZE DEL 5 OTTOBRE

Sregolatezze del 05/10/2003

Sorprendendo tutti, avversari, amici e alleati con la puzza sotto il naso,
il barbaro della politica di Ponte di Legno si è esibito ieri sui giornali
in una dotta citazione filosofica. «Come diceva Karl Schmitt, alla fine
conta l'ultima istanza», si è lasciato sfuggire con nonchalance Umberto
Bossi, sfidando velenosamente An e Udc, «e in politica l'ultima istanza ce
l'hanno quelli che non hanno paura di andare al voto». Il discotecaro
Ignazio La Russa, che al contrario di Bossi ha poca dimestichezza col
pensiero del teorico tedesco del decisionismo, gli ha risposto che in tutta
Italia An prende più voti della Lega, così come nei capoluoghi del nord e in
particolare a Milano («Quasi il doppio dei voti del Carroccio»). Eppure
bastava ricordare a Bossi che chi «non ha paura del voto» ha solo la
penultima istanza. L'ultima, con tutto il rispetto per Schmitt e per il suo
volenteroso traduttore in lombard, ce l'ha chi vota.

DON PANCRAZIO

10.05.2003

 

Che dire?

Non saprei neppure come commentare. Van troppo veloci nella loro sconcezza. Non gli sto' piu' dietro.
Lunardi dice che grazie al duce basso, verra' costruito un porto turistico ogni 20 km (o miglia?), così gli italiani non saran piu' costretti a viaggiare in camper.
FInalmente viaggeremo in barca per le vacanze...
Grazie.
Demian

 

MI SONO FATTO DA SOLO

Erano gli anni '50
andavo alla standa insieme a mammà
mi apparve un angelo e disse:
tuo, tutto questo, un bel giorno sarà
tornato a casa nel bagno ebbi un altro segno del fato creator
la mano prese lo spunto e mi trovai unto da Nostro Signor
Mi sono fatto da solo
sull'elicottero volo
ma non disdegno una nave ricordo soave della gioventù
mi sono fatto da solo
mi sono alzato dal suolo
mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più

anni '60 moderni allestivo gli esterni del mio kolossal
ma con 5 o 6 palazzine non potevo neanche comprarmi la Spal
sui ponti delle crociere passavo le sere a cantar "la vie en rosa"
Marcello sotto la coppola diceva "minchia, che moscia 'sta cosa!"
Mi sono fatto da solo
sull'elicottero volo
ma non disdegno una nave ricordo soave della gioventù
mi sono fatto da solo
mi sono alzato dal suolo
mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più

Un murator venerabile disse "sei abile, vieni tra i miei,
ecco il cappuccio e la tessera numero uno otto uno sei"
Poi anni di trucchi e di inganni, indicibili affanni ma niente di che . . .
davo una mano a Bettino, ospitavo mafiosi, pagavo lacché
Mi sono fatto da solo
sull'elicottero volo
ma non schifo il motoscafo da cui mangio a sbafo
facendo l'off-shore . . .
mi sono fatto da solo
mi sono alzato dal suolo
mi sono fatto sei reti tra trucchi e decreti da grande editor

Regalo immagini e suoni
e tutti vi tengo buoni
ho dato un posto importante ad ogni brigante che mente per me
mi son comprato un paese
di gente che fa le spese
e va al lavoro contenta sognando villazze e pensioni da re

E ora che sono il padrone di questa nazione e comando il vapor
ho sistemato i miei conti, c'è un branco di tonti che mi crede ancor
se dico che: mi sono fatto da solo
sull'elicottero volo
ma non disdegno una nave ricordo soave della gioventù
mi sono fatto da solo
mi sono alzato dal suolo
mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più!


1816

10.04.2003

 

ANNOTAZIONI DI UN GIORNO DI OTTOBRE

Sono rimasta a casa e non ne ho sentito il peso, ho guardato poche immagini alla TV, anche perchè quella che avrebbe dovuto darne di più le contornava con la massa deforme di un ferrara che riesce a teletrasmettere persino il cattivo odore che emana.
Poi ho letto... 400 facinorosi.... I cortei pacifici. Ho sentito i sindacalisti, pezzotta negare l'evidenza, la gente sempre onesta, quella che non vuole smettere di credere. Forse in più vero un vecchio intervistato a Stazione Termini, quello che frenava bruscamente le *parolacce* e le vestiva di qualcosa di *civilmente corretto*.
400 facinorosi ed un paio di decine di migliaia di picchiatori autorizzati, così deve aver pensato il medico genovese accorso in soccorso di un giovane manganellato. *Che fate? Posso aiutarlo?" No. Aiutati. Perchè il fatto di aver chiesto spiegazioni gli è costato stesso trattamente. Manganellate e sangue.
Ho sentito frattini, una parola ogni due minuti, non so che ha detto ma tra le altre cose ha parlato anche della *colazione di lavoro*.
Non so perchè, ma a me pare strano che questi lavorino persino quando stanno a tavola.
Poi Valentino Parlato, che un paio dicose giuste le ha dette ed altre le ha fatte scoprire. Il problema dell'Europa del nano, non è l'Europa, ma la firma su questa nuova carta dittatoriale e colonialista dei pescecani, che dovrà - PERENTORIAMENTE - sfociare in una grande....
.... Grande festa da farsi a Roma.
Sì, non scherzo. Non è importante che si tenti di creare qualcosa di autoritario simile agli USA, non è importante il disconoscimento delle minoranze, nemmeno l'inutilità di burocrazia aggiunta alla già troppa burocrazia. L'importante è che l'Italia riesca ad organizzare una grande e bella festa.
O ecco che mi tornano in mente altre cose, per esempio la sacralità di un parlamento e l'impegno dello stesso. Bisogna fare in fretta, bisogna fare un ddl che sancisca la festa della libertà che ricordi la caduta del muro di Berlino. Sarà festa a novembre per questo.
Già. E i sindacati? O, i sindacati sono davvero incazzati questa volta, quindi manifestazione e poi concerto di Alex Britti in piazza del popolo, perchè cari, la protesta è protesta e all'urlo di TUTTI UNITI, od anche UNITA', con la bava alla bocca si finirà tutti per cantare che si vuole fare il bagno in una vasca.
Immagino che la scelta di Briti non sia stata casuale, penso che sia la dimostrazione democratica di quanto si possa convergere democraticamente sepure diversi... Infatti mi dicono stia con la corna, la vacca leghista.
Sì. Le lotte sindacali sono queste, oggi.
Le lotte per l'Europa sono 400 facinorosi che sfregiano la sede dell'ADECCO e la BNL. I facinorosi che *spalmer* merda davanti a casa di una merda. Facinorosi.
Io penso di esserci per il 24, spero di esserci.
Sento il problema delle pensioni, del lavoro, della classe proletaria.
Speriamo che tutto si concluda al meglio, senza incidenti e soprattutto senza concerto di gigi d'alessio.
Rita Pani (APOLIDE)

 

STRISCIA ROSSA

«Nonostante la sua aria di libertà, Silvio Berlusconi si impegna solo nelle riforme che favoriscono i suoi successi. Questo non getta una buona luce sul primo ministro e gli italiani non gli saranno grati dell’immunità che si è garantito o dei vantaggi ottenuti per Mediaset».

Financial Times, 3 ottobre

 
Odradek ti invita all'incontro-dibattito

Irlanda: la causa repubblicana,la lotta,il carcere.

mercoledi 8 ottobre ore 18.30

interverranno:
Manuele Ruzzu
Laurence McKeown
prof,Giuseppe Serpillo

Mostra fotografica di Manuele Ruzzu dal 8 al 18 Ottobre.

da Odradek
v. torre tonda, 42 Sassari


10.03.2003

 
INCUBO A RETI UNIFICATE


Arrivo a casa, finalmente la giornata lavorativa 蠍 finita.

Nell’attesa della cena scorre un cartone animato, conquisto il telecomando per una briciola di Blob … , ma non 蠂lob! Sudori freddi, cambio canale, la scena non cambia. Non 蠰ossibile! Con angoscia riprovo per una terza possibilitଠnulla…Davanti a me c’蠩l Presidente del Consiglio, Silvio il Breve, mi guarda e mi sorride, fuggire 蠩nutile, il telecomando non ubbidisce, sono circondato.

“Cari amici, care amiche…” mi dice il buon presidente, e mi sorride: " il saggio governo interverr࠳ulla previdenza dal 2008" lui non voleva, il buon presidente ma c’蠬’Europa e poi, in Italia si vive troppo a lungo e allora… lasciamo fare a lui, buono e saggio presidente di un buon e saggio governo.

Dal 2008, gli amici e le amiche andranno in pensione se avranno almeno 40 anni di contributi oppure a sessantacinque anni – gli amici -, a sessanta – le amiche – , tutto ci򠰥r avere un futuro di benessere e sviluppo, per noi, per me, un caro amico, perch頭eritiamo un futuro di benessere e prosperit࠭ vale la pena lavorare cos젴anto!-.

“Non fidatevi, cari amici e amiche, di chi dice che non bisogna intervenire, ci inganna con la falsitԠcos젤ice il buon presidente del saggio e lungimirante governo “ diffidiamo, amici e amiche, del Gatto e della Volpe, noi non guardiamo al presente , ma al futuro, guardiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti ai loro amici e alle loro amiche che cresceranno nella prosperitଠmentre noi continueremo a lavorare perch頳i vive cos젡 lungo,…e l’Europa…, e lavoreremo imperterriti, amici e anche amiche per pagare i finanziamenti alla scuola privata e i condoni agli evasori e ai palazzinari.”

“Grazie buon presidente, grazie saggio governo!” ho detto sommessamente tra le sue spire “ non mi far򠩮gannare, ti dar򠦩ducia, lavorer򠦩no a consumarmi e finch蠡vr򠲥spiro!”

Non so se mi ha detto: “ Prego! Non c’蠤i che!” ma immagino di s젻 per fortuna un rumore di stoviglie mi ha risvegliato, in televisione c’era la pubblicitଠil telecomando mi ubbidiva docile e sfrecciava tra i canali.

Era un incubo, decisamente un incubo, vivo in paese normale e democratico, io, dove un Presidente del Consiglio per bene non va in tivv񠡠parlare al popolo ma discute con i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, e, soprattutto, discute e si confronta con chi non 蠤’accordo, mica li delegittima per via radiotelevisiva, mica siamo in un regime.

(30-9-2003) Andrea Rizzi


10.01.2003

 

L'erosione è progressiva e continua.

Dobbiamo educarci affinché si riesca in breve tempo ad osservare il problema invisibile e non quello visibile, perché questo non rappresenterà mai il problema ma un suo surrogato, offerto dalle destre a nostro uso, ma soprattutto per nostro consumo.
Penso che alla fine il burattinaio non sia più uno soltanto, ma un pool, una cabina di regia di burattinai che riescono, controllando i media, a controllare noi e le nostre reazioni.
A me poco importa che non vengano date le dirette televisive per teletrasmettere la protesta proletaria, io vorrei i proletari in piazza, ma forse è questa la vera utopia.
Lo sciopero generale, per sole quattro ore, pare il paragrafo di una scenografia ben scritta. Lo sciopero generale, oggi, dovrebbe essere continuo, una sorta di barricata contro questo STATO di cose tale da mettere davvero in ginocchio un paese che mi pare ogni giorno più sconosciuto.
Ci vorrebbero giorni e giorni, di blocchi nelle LORO fabbriche, giorni e giorni di blocco nelle LORO fabbriche di soldi, dove noi schiavi produciamo la loro ricchezza.
Questa finanziaria rischia di passare alla storia solo perché la mia, la nostra generazione non avrà tutela nella vecchiaia, se mai ci arriveremo, invece non è così. Questa finanziaria mina molti, troppi diritti acquisiti da chi proletario è nato e proletario morirà.
So bene quanto ammuffita possa apparire la parola proletario, ma basterebbe andare a leggersi la negazione dei fondi a tutela degli "aventi diritto alla casa ", quanti sapevano che esisteva un fondo per il sostegno agli affitti che consentiva di aiutare a saldare le pigioni dovute all'istituto autonomo per le case popolari? Probabilmente pochi, e ancor meno sapranno oggi che il governo dei mafiosi piduisti l'ha cancellato con una manata, assicurando però il condono per i criminali che hanno potuto cementificare senza controllo in qualunque zona del vostro paese.
Il problema pare sia relegato quindi solo e soltanto all'uso improprio delle televisioni, alle pensioni, e a poco di più, e si dimentica di guardare allo stato sociale abbandonato e demolito scientemente da questo governo.
Non esiste e non esisterà mai più tutela per il "povero"o "povero disgraziato" schiavo di un potentato sempre più ristretto a pochi, anzi ai soli affiliati alla cosca di governo.
La misera verità non viene raccontata, ma insegnata dalla propaganda di stato, il nano mafioso vorrebbe essere il padre di famiglia e va in TV a non dire, a non dirci che per esempio ha dovuto vendere la gente del sud per mantenere il potere (quasi legittimamente) con l'ausilio di una forza immoralmente politica come la lega, che a furia di ricatti mantiene le sue poltrone a Roma, sperando di poter legittimare una secessione di fatto, tagliando i fondi per un sud martoriato dai loro interessi mafiosi, che restano comunque sempre loro.
L'indignazione dei popoli è indotta solo e soltanto verso le questioni da loro stessi sollevati, e una sinistra allo sbando riesce a gridare Libertà! Libertà, solo e soltanto davanti all'affossamento della legge gasparri, l'ennesima istituzionalizzazione del ladrocinio di stato, e dell'interesse mafioso.
Forse non è la sede giusta, ma io non posso non dire che è ora di finirla e di far rivalere non i nostri sacrifici (siamo viziati da troppi pseudo perbenismi e falsa ricchezza) E'ora di finirla di farci manovrare, persino nelle lotte civili, dove lo stato traccia i percorsi di una protesta, di un corteo, di una manifestazione.
E'ora di invadere e fare le barricate, per ottenere solo il rispetto che meritiamo, o quello che la Costituzione ci riserva... Sono poche e semplici cose... Una casa, un lavoro.
Sono cose purtroppo dimenticate, cedute al nemico in nome della TV del falso benessere, delle banche e del danaro, della P2 e della merda che ci globalizza.
Rita Pani(APOLIDE)

9.30.2003

 
Economia in recessione, casse dello Stato vuote, poteri forti che reclamano il conto. Berlusconi deve essere disperato perch頰er la prima volta non ha accusato i comunisti e la Cgil di tutti i mali del mondo. Ha scelto un rapporto diretto con i cittadini, come un piccolo e tragico Peron, per convincerli che con pensioni da fame staranno meglio. Durissima la reazione del Pdci e delle opposizioni. I sindacati si preparano allo sciopero generale. "Berlusconi ha illustrato agli italiani un futuro pensionistico senza pensioni. Non vengono solo abolite le pensioni di anzianit࠰assando da 35 a 40 anni di contributi, ma le pensioni future tout court: abolire o portare al minimo la contribuzione di tutti i nuovi assunti significa proprio questo. Confindustria ha chiesto il conto: vuole far decollare le pensioni private e per farlo ha bisogno di abolire quelle pubbliche. E' vergognoso. Ci opporremo con ogni mezzo in parlamento e nel Paese. Saremo attivamente al fianco dei lavoratori e dei sindacati e delle azioni di lotta che decideranno. La finanziaria del governo delle destre non offre nulla ai lavoratori, non fa nulla di serio per sanare i conti pubblici. Nessuna lotta contro il lavoro nero e sommerso, nessuna lotta contro l'evasione, contro il carovita, contro l'inflazione crescente. Per far cassa il governo non trova di meglio che condonare gli abusivi ed i disonesti e tagliare le pensioni dei lavoratori. Dobbiamo impedirglielo. Per questo chiamiamo tutta la sinistra ed il centrosinistra ad un'opposizione senza tregua. Questo governo 蠰ericoloso ed ogni giorno che passa perde consenso. Dobbiamo e possiamo cacciarlo dalla guida del Paese". Per il nostro Peron l'autunno sarࠣaldissimo.
Coordinamento Cittadino Comunisti Italiani Cagliari
Email: pdci_ca@hotmail.com Telefono: 070-656240
Se vuoi avere informazioni sul Partito in Italia o in citta clicca sui link in basso.
www.comunisti-italiani.it
www.comunisticagliari.cjb.net

 
ASSOCIAZIONE APRILE e CAGLIARI SOCIAL FORUM PER LA SINISTRA CAGLIARI CONFERENZA - DIBATTITO IL SISTEMA BERLUSCONI PRESENTAZIONE DELLA NUOVA SERIE DELLA RIVISTA
DEMOCRAZIA E DIRITTO MERCOLEDI' 8 OTTOBRE 2003, ORE 17,30 SALA CONFERENZE DEL BANCO DI SARDEGNA VIALE BONARIA, CAGLIARI
PRESENTAZIONE:
Andrea Pubusa - Associazione Aprile
RELAZIONE E CONCLUSIONI: UMBERTO ALLEGRETTI - Direttore della Rivista Democrazia e Diritto
PARTECIPANO:
Fiorella Pilato - Associazione Nazionale Magistrati
Ottavio Olita - Associazione Articolo 21
Giorgio Asuni - Segretario Camera del Lavoro Cagliari
Democrazia e Diritto, la rivista del Centro per la Riforma dello Stato (CRS), riprende le
pubblicazioni con un nuovo direttore, Umberto Allegretti. Il primo numero della nuova
serie 2003 affronta direttamente la situazione italiana, perlustrando gli orientamenti e gli
sviluppi in corso dopo l'avvento al governo, nel 2001, del centrodestra. Il numero di
Democrazia e Diritto su cui Aprile per la Sinistra e Cagliari Social Forum organizzano il
dibattito in vendita a Cagliari nelle librerie Tiziano e Bastione.



9.29.2003

 

Messaggio a reti unificate...

6 minuti. Credo che avesse solo astinenza da telecamera. Ha detto un cazzo, ma questa non sarebbe una novità . Ha detto molto, ha ribadito come lui, il presidente pensionato abia aumentato le pensioni a 516 €al mese. Ha detto che disgraziatamente viviamo a lungo nonostante smog, guerre e pitbull, quindi, siccome lui è un verme di parola, e non deve aumentare le tasse....
Insomma non ha detto nulla, aveva solo voglia di uscire dalla cabina di regia e fare il velino.
Senza pudore, come sempre.
Qualcuno ha letto bene tra le righe l'intervista al venerabile, mentre parlava dell'onorevole?
Mi piace questo modo di dire. Immagino un incontro tra mafiopiduisti incapucciati e col grembiulino, qualcuno col compasso in mano... Salve venerabile... Buongiorno onorevole.
V e n e r a b i l e significa da venerare, un dio.
O n o r e v o l e significa da onorare.
Ma ci pensate? Sono gelli e il nano.
Ecco il criminale venerabile parla persino di quanto avrebbe voluto fare il burattinaio. Insomma lo sdoganano, oppure lancia messaggi alla nazione...
Ma è mancata la luce, ed è blackout.
Sarà sciopero generale, ovviamente, non succederà  nulla, ovviamente.
Questo pomeriggio sono stata a casa, in ufficio nonostante la situazione del dopo blackout fosse tornata alla normalità, non avevamo corrente, e poi ho un po' di febbre (ma ho paura che essendo io comunista sia un principio di SARS) così dopo un po' di mesi mi sono potuta ridare alla pornografia.
Ho visto verissimo. Il rotocalco di informazione per cerebrolesi condotto da...
Notizia d'apertura... Milano vivrà una settimana da sogno... Feste e sfilate per la settimana della moda. E poi?
Il viaggio di nozze del cretino figlio del piduista RE.
Certo, come avrei fatto a sopravvivere se un nugolo di giornalisti non avesse seguito passo passo il rampollo inseminatore? Firenze con mamma e papà, poi Venezia... E non a caso Venezia, perchè, cari telespettatori dovete sapere che emanuele filiberto, è principe di Venezia.
Un amico romano direbbe ... E i miei cojoni?
Ma io sono una signora. Non lo scriverò.
Che si fa miei cari? Che si fa?
Faremo lo sciopero generale? Ma sì perchè no?
L'altro giorno pensavo che a giorni compirò 39 anni. Sarà per le scarpe che porto, o per la keffia che ho rispolverato la mattina presto quando esco e fa freddo... Non me li sento. Ma non posso negare. La prima settimana di Ottobre compirò 39 anni e si e no ho un anno di contributi versati all'INPS. Il resto l'ho lavorato free od anche in nero, come ora che lavoro 8 ore al giorno e non solo il contratto non arriva, ma l'azienda rischia di chiudere...
Pensavo che farò se decido di non decidere di morire prima?
Non mi va di pagare un asicurazione privata al nano perchè poi lui ingrassi ed arrichisca....
Non mi va nemmeno di perdere il lavoro che ho insistendo per un contratto....
Che farò?
Aspetterò?
6 minuti di proclama per sentirlo dire che ha aumentato le pensioni sociali a 516 € al mese.
Ne pago 550 di affitto al mese.
Che farò?
Se tutto resterà  proporzionato, magari cambierò casa.
... Rita Pani (apolide)
PS
Ma perchè se siamo tutti così incazzati, stiamo tutti così fermi?
Organizziamoci, r-esistiamo

 

:-)

Dov'è finito il presidente-elettricista?
mortacci sua


 

Quel che la TV non vi dirà mai

Ai cari telebrolesi, quel che non sentirete MAI in TV:
Berlusco non è il nostro capo ma bensì un funzionario di un organizzazione
occulta (tanto occulta poi non lo è; la nuova P2), anche lui se sbaglia
potrà essere fatto fuori. Questa organizzazione occulta cui abbiamo scelto
(avete, voi berluscoglioni) di essere governati è composta da capi della
mafia, servizi segreti americani e da esponenti del nostro governo ben noti
ovviamente; i risultati sono ovvi: antieuropeismo ed altre cose terribili
come ad es il fatto che siamo seduti su un arsenale atomico che se succede
un incidente della nostra cara Italia non ne resterà nemmeno un chicco di
polvere
Dotocy

 

P2 Arriva la conferma

Licio Gelli, "Gran Maestro" della P2 dove la nota tessera 1816 ha conosciuto
altri simpatici personaggi (traduzione: Berlusconi ha conosciuto, tra gli
altri, Craxi) ha dichiarato, soddisfatto, che l'attuale Italia si avvicina
sempre più al suo progetto, finalmente non illegale.
Ha anche espresso i suoi complimenti per Berlusconi, molto attivo e in
evidenza sin da allora.
Ma non ci era mai andato, e aveva la tessera perché un suo amico gliela
aveva regalata?

Continuate, sempre, a non nutrire dubbi sull'integrità morale di qualcuno?

GA


9.28.2003

 

La legge sulle TV rafforza enormemente Berlusconi e Mediaset

Va in onda “Raiset”

La Rai privatizzata si dissolverà in Mediaset e cancellerà il servizio pubblico

VANTAGGI PER L’IMPERO MEDIATICO DEL NEODUCE BERLUSCONI:

1) Rete 4 non passerà sul satellite nel 2004, alla faccia della sentenza della Corte Costituzionale;

2) Con la perfida trovata del servo Gasparri, che amplia a dismisura il paniere delle risorse che determinano il tetto del mercato delle telecomunicazioni, lo strapotere e l’arricchimento del neoduce Berlusconi andranno alle stelle potendo saccheggiare quotidiani, società editrici e radio, accrescendo ulteriormente il fatturato pubblicitario;

le telepromozioni, pur essendo pubblicità a tutti gli effetti, saranno conteggiate nei limiti giornalieri anziché in quelli orari;
il titolo Mediaset (e quindi il patrimonio di Berlusconi) è schizzato in alto del 32% dal marzo di quest’anno ad oggi;
5) Berlusconi non dovra' temere l’ingresso di altri concorrenti forti, come Telecom, bloccata al 10% nella raccolta delle risorse pubblicitarie.

LA RAI INVECE:

1) sarà data in pasto alla speculazione privata (Mediaset) nel 2004, per risanare il debito pubblico dello Stato: le privatizzazioni cancelleranno diritti, stipendi e servizio pubblico, portandoci dritti alla Cassa Integrazione;

2) nella Rai privatizzata, l’elezione di 7 membri del Consiglio di amministrazione se la spartiranno i partiti nella commissione di Vigilanza parlamentare (i quali poi vigileranno perché obbediscano loro). L’elezione degli altri 2 membri (tra cui il Presidente) finirà in pasto al Ministro del Tesoro, cioè al governo del neoduce Berlusconi;

dopo il 2005 potranno essere ceduti rami d’azienda Rai, cioè le Reti o le compartecipate come Raiway, che detiene frequenze e impianti per il digitale. Ma potranno essere ceduti anche singoli uffici o reparti, magari con meno di 16 dipendenti, che perderanno così il Contratto nazionale e lo Statuto dei lavoratori, articolo 18 compreso;
4) la ripartizione del canone sarà legata all’articolazione territoriale delle reti, con conseguente dissoluzione della Rai come azienda unitaria e suo spezzettamento in chiave secessionista per soddisfare l’ingordigia della Lega;

5) la Rai dovrà presto trasmettere in digitale terrestre. La costruzione (e forse anche la gestione) di una nuova rete di tralicci e ripetitori andrà in appalto agli amici di Berlusconi. Del resto, l’aumento dei canali determinato dal digitale, unito al nuovo limite antitrust, sono stati la scappatoia inventata dal servo Gasparri per non mandare Rete 4 sul satellite. Al costo per le masse popolari di un nuovo apparecchio TV o un nuovo decoder (la Sony ha messo sul mercato del Nord Europa i Set Top Box a 7-10 milioni di lire!). Mentre per la Rai il digitale costerà centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire, con conseguente tracollo finanziario, che concretizzerà per noi dipendenti l’incubo della Cassa Integrazione. Il Ministero del Tesoro può finanziare la Rai, quindi controllarla politicamente: per ora ha solo sbloccato un debito pregresso di 123 ml di euro verso la Rai, soldi derivanti dal canone di abbonamento che verranno distolti dalla gestione ordinaria e dalle normali attività produttive!

Il neoduce Berlusconi si appresta dunque ad incorporare anche la Rai, oggi ormai quasi completamente colonizzata dai suoi gerarchi. Tutte le forze democratiche e antifasciste politiche, sociali, sindacali, culturali e religiose hanno il dovere di unirsi e difendere la libertà di informazione. E’ inutile affidarsi a Ciampi, come fanno i rimbambiti leader dell’Ulivo: Ciampi sta proteggendo Berlusconi come Vittorio Emanuele III fece con Mussolini: lo dimostrano le firme alla legge Cirami, alla depenalizzazione del falso in bilancio, alla legge sulle rogatorie e, ultimo, al golpe istituzionale del Lodo Schifani. Bisogna buttar giù il nuovo Mussolini con la lotta di piazza e di classe, al più presto prima che faccia nuovi e irresponsabili danni: la forza per mettere in ginocchio questo governo ce l’abbiamo!

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA RAI: NON LASCIAMOCI TRANQUILLAMENTE SACCHEGGIARE!

LOTTIAMO PER UNA RAI ENTE PUBBLICO CONTROLLATO DALLE MASSE POPOLARI ATTRAVERSO L’ELEZIONE POPOLARE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE!

NESSUNO, PRIVATO O SOCIETA’, DEVE DETENERE PIU’ DEL 10% DEL MERCATO DEL SETTORE DELLE TELECOMUNICAZIONI!

Per la sinistra CGIL! Franco Pinerolo

 

Sregolatezze del 28 Settembre 2003

Alla viglia di una nuova giornata politica, rivolgo a tutti i politici veri,
al Parlamento, ai partiti, l'invito a far tutto il possibile per isolare
questi violenti... L'auspicio è che si possa tornare alle Camere per vedere
in pace confronti politici leali, possibilmente anche un alto confronto,
come è nella tradizione della nostra gloriosa tradizione parlamentare.
Scontrarsi politicamente è una cosa normale, ma non con violenza... Come
tanti italiani sabato scorso ho ascoltato quelle parole che avrei preferito
non ascoltare, l'aggressione agli esponenti di altri partiti e all'unità
della Repubblica. Purtroppo non è la prima volta... La violenza dell'altro
giorno ha portato discredito al nostro Paese». Questo è un appello di
Ciampi. Non esattamente quello che ha fatto contro la violenza negli stadi
(perché abbiamo sostituito le parole "campionato", "organizzazioni
calcistiche" ecc. con "politica", "partiti" eccetera). E nemmeno, purtroppo,
quello che non ha fatto contro il secessionista e fucilatore Bossi.

DON PANCRAZIO

 

Gelli, il criminale, è sereno: aveva previsto tutto

Intervista a Gelli: "Guardo il Paese, leggo i giornali e dico: avevo già scritto tutto trent'anni fa"
"Giustizia, tv, ordine pubblicoè finita proprio come dicevo io"
dal nostro inviato CONCITA DE GREGORIO

Licio Gelli

AREZZO - Son soddisfazioni, arrivare indenni a quell'età e godersi il copyright. "Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il
Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa".
Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza. Tutto in quelle carte sequestrate qui a villa Wanda ventidue anni fa: 962 affiliati alla Loggia. C'erano militari, magistrati, politici, imprenditori, giornalisti. C'era l'attuale presidente del Consiglio, il suo nuovo braccio destro al partito Cicchitto: allora erano socialisti.
Chi ha condiviso quel progetto è oggi alla guida del paese. "Se le radici sono buone la pianta germoglia. Ma questo è un fatto che non ha più niente a che vedere con me". Niente, certo. Difatti quando parla
di Berlusconi e di Cicchitto, di Fini di Costanzo e di Cossiga lo fa con la benevolenza lieve che si riserva ai ricordi di una stagione propizia. Sempre con una frase, però, con una parola che li fissa
senza errore ad un'origine precisa della storia.
Quel che rende Licio Gelli ancora spaventosamente potente è la memoria. Lo si capisce dopo la prima mezz'ora di conversazione, atterrisce dopo due. Il Venerabile maestro della Loggia Propaganda 2 è
in grado di ricordare l'indirizzo completo di numero civico della prima casa romana di Giorgio Almirante, l'abito che indossava la sua prima moglie quel giorno che gli fece visita a Natale, i nomi dei tre
figli di Attilio Piccioni e da lì ricostruire nel dettaglio il caso Montesi che vide coinvolto uno dei tre, ricorda il numero di conto corrente su cui fece quel certo bonifico un giorno di sessant'anni fa, la targa della camionetta di quando era ufficiale di collegamento col comando nazista, quante volte esattamente ha incontrato Silvio Berlusconi e in che anni in che mesi in che giorni, come si chiamava il segretario di Giovanni Leone a cui consegnò la cartella coi 58 punti del piano R, che macchina guidava, se a Roma c'era il sole quella mattina e chi incontrò prima di arrivare a destinazione, che cosa gli disse, cosa quello rispose.
Questo di ogni giorno dei suoi 84 anni di vita, attualmente archiviata in 33 faldoni al primo piano di villa Wanda, dietro a una porta invisibile a scomparsa. "Ogni sera, sempre, ho scritto un appunto del
giorno. Per il momento per fortuna non mi servono, perché ricordo tutto. Però sono tranquillo, gli appunti sono lì".
Il potere della memoria, ecco. Il resto è coreografia: il parco della villa che sembra il giardino di Bomarzo, con le statue le fontane i mostri, la villa in fondo a un sentiero di ghiaia dietro a un convento, le stanze con le pareti foderate di seta, i soffitti bassi di legno scuro, elefanti di porcellana che reggono i telefoni rossi,
divani di cuoio da due da tre da sette posti, di velluto blu, di raso rosa, a elle e a emiciclo, icone russe, madonne italiane, guerrieri d'argento, pupi, porcellane danesi, un vittoriano buio con le imposte chiuse al sole di settembre, scale, studi, studioli, sale d'attesa coi vassoi d'argento pieni di caramelle al limone. Ma lei vive qui da solo?. "Sì certo solo". E questi rumori, le ombre dietro le porte di vetro colorato? "La servitù".
Commendatore, gli sussurra una segretaria pallida porgendogli un biglietto: una visita. "Mi scusi, mi consente di assentarmi un attimo? E' un vecchio amico".
Gelli è in piena attività. Riceve in tre uffici: a Pistoia, a Montecatini, a Roma. Oltre che in villa, naturalmente, ma fino ad Arezzo si spingono gli intimi. Dedica ad ogni città un giorno della settimana. A Pistoia il venerdì, di solito. A Roma viene il mercoledì, e scende ancora all'Excelsior. Le liste d'attesa per incontrarlo sono
di circa dodici giorni, ma dipende. Per alcuni il rito è abbreviato. Al telefono coi suoi segretari si è pregati di chiamarlo "lo zio": "La regola numero uno è non fare mai nomi ? insiste l'ultimo di una serie di intermediari ? Lei non dica niente, né chi la manda né perché. La richiameranno. Quando poi lo incontra vedrà: è una persona squisita. Solo: non gli parli di politica". Di poesia, vorrebbe si parlasse: perché Licio Gelli da quando ha ufficialmente smesso di lavorare alla trasformazione dell'Italia in un Paese "ordinato secondo i criteri del merito e della gerarchia", come lui dice, "per l'esclusivo bene del popolo" ha preso a scrivere libri di poesia, ovviamente premiati di norma con coppe e medaglie, gli "amici" nel '96 lo hanno anche candidato al Nobel.
"Vorrei scivolare dolcemente nell'oblio. Vedo che il mio nome compare anche nelle parole crociate, e ne soffro. Vorrei che di me come Venerabile maestro non si parlasse più. Siamo stati sottoposti a un
massacro. Pensi a Carmelo Spagnolo, procuratore generale di Roma, pensi a Stammati che tentò di uccidersi. E' stata una gogna in confronto alla quale le conseguenze di Mani Pulite sono una sciocchezza. In fondo Mani pulite è stata solo una faccenda di corna. Lei crede che la corruzione sia scomparsa? Non vede che è ovunque, peggio di prima? Prima si prendeva facciamo il 3 per cento, ora il 10. Io non ho mai fatto niente di illegale né di illecito. Sono stato assolto da tutto. Le mie mani, eccole, sono nette di oro e di sangue".
Assolto da tutto non è vero, dev'essere per questo che lo ripete tre volte e s'indurisce. Indossa un abito principe di Galles, cravatta di seta, catena d'oro al taschino, occhiali con montatura leggerissima,
all'anulare la fede e un grosso anello con stemma. Questo avrebbe detto dunque a Montecatini, a quel convegno a cui l'hanno invitata e poi non è andato? Dicono che Andreotti l'abbia chiamata per
dissuaderla. "E' una sciocchezza. Andreotti non è uomo da fare un gesto simile. Si vede che lei non lo conosce".
Senz'altro lei lo conosce meglio. "Se Andreotti fosse un'azione avrebbe sul mercato mondiale centinaia di compratori. E' un uomo di grandissimo valore politico". Come molti della sua generazione. "Molti, non tutti. Cossiga certamente. Non Forlani, non aveva spina dorsale. Naturalmente Almirante, eravamo molto amici, siamo stati nella Repubblica sociale insieme. L'ho finanziato due volte: la seconda per Fini. Prometteva molto, Fini. Da un paio d'anni si è come appannato". Forse un po' schiacciato dalla personalità di Berlusconi.
"Può darsi. Berlusconi è un uomo fuori dal comune. Ricordo bene che già allora, ai tempi dei nostri primi incontri, aveva questa caratteristica: sapeva realizzare i suoi progetti. Un uomo del fare. Di questo c'è bisogno in Italia: non di parole, di azioni".
Vi sentite ancora? "Che domanda impertinente. Piuttosto. L'editore Dino, lo conosce?, ha appena ripubblicato il mio primo libro: Fuoco! E' stata la mia opera più sofferta, anche perché ha coinciso con la
morte di mio fratello nella nostra guerra di Spagna. E' un edizione pregiata a tiratura limitata, porta in copertina il mio bassorilievo in argento. Ci sono due altri solo autori in questo catalogo: il Santo padre, e Silvio Berlusconi". Anche Berlusconi col bassorilievo d'argento? "Certo, guardi". Il titolo dell'opera è "Cultura e valori di una società globalizzata". Pensa che Berlusconi abbia saputo scegliere con accortezza i suoi collaboratori? "Credo che in questa ultima fase si senta assediato. E' circondato da persone che pensano al "dopo". Non si fida, e fa bene.
E' stato giusto bonificare il partito, affidarlo a un uomo come Cicchitto. Cicchitto lo conosco bene: è bravo, preparato". Il coordinatore sarebbe Bondi in realtà. "Sì, d'accordo. Credo che anche Bondi sia preparato. E' uno che viene dalla disciplina di partito". Comunista. "Non importa. Quello che conta è la disciplina e il
rispetto della gerarchia". Ha visto il progetto di riordino del sistema televisivo? "Sì, buono". E la riforma della giustizia? "Ho sentito che quel Cordova ha detto: ma questo è il piano di Gelli. E dunque?
L'avevo messo per scritto trent'anni fa cosa fosse necessario fare. Leone mi chiese un parere, gli mandai uno schema in 58 punti per il tramite del suo segretario Valentino. Pensa che chi voglia assaltare il comando consegni il piano al generale nemico, o al ministro dell'Interno? Ma comunque non è di questo che vogliamo parlare, no? Vuole anche lei avere i materiali per scrivere una mia biografia? Arriva tardi: ho già completato il lavoro con uno scrittore di gran fama". Su una poltrona è appoggiato l'ultimo libro di Roberto Gervaso. La scrive con Gervaso? "Ma no, ci vuole una persona estranea ai fatti. Se vuole le mostro lo scaffale con le opere che mi riguardano, le ho catalogate: sono 344". Certo: il burattinaio è un soggetto affascinante. "Andò così: venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?".
Sembra che ce ne siano diversi di burattinai in giro ultimamente. "Il burattinaio è sempre uno, non ce ne possono essere diversi". E adesso chi è? "Adesso? Questa è una classe politica molto modesta, mediocre.
Sono tutti ricattabili". Tutti? Mettiamo: Bossi. "Bossi si è creato la sua fortezza con la Padania, ha portato 80 parlamentari è stato bravo. Ma aveva molti debiti... Per risollevare il Paese servono soldi, non proclami. Ho sentito che Berlusconi ha invitato gli americani a investire in Italia: ha fatto bene, se qualcuno abbocca?
Ma la situazione è molto seria. L'economia va malissimo, l'Europa è stata una sventura. Non abolire le barriere, bisognava: moltiplicarle. Fare la spesa è diventato un problema, il popolo è scontento. Serve un
progetto preciso". Per la Rinascita del Paese. "Certo". C'è il suo: certo forse i 900 affiliati alla P2 erano pochi. "Ma cosa dice, novecento persone sono anche troppe. Ne bastano molte meno". Allora quelle che ci sono ancora bastano, tolti i pentiti. "Nessuno si è pentito. Pentiti? A chi si riferisce? Costanzo, forse. L'unico. Con tutto quello che ho fatto per lui. Guardi: io non devo niente a nessuno ma tutti quelli che ho incontrato devono qualcosa a me. Ci sono dei ribelli a cui ho salvato la vita, ancora oggi quando mi
incontrano mi abbracciano". Ribelli? "Sì, i ribelli che stavano sulle montagne, in tempo di guerra. Io ero ufficiale di collegamento fra il comando tedesco e quello italiano. Ne ho salvati tanti". Intende partigiani. "Li chiami come crede. Eravamo su fronti opposti, ma quando sei di fronte ad un amico non c'è divisa che conti.
L'amicizia, la fedeltà ad un amico viene prima di ogni cosa". L'amicizia, sì. La rete. Cossiga l'ha citata giorni fa, in un'intervista. Ha detto: chiedete a Gelli cosa pensava di Moro. "Da Moro andai a portare le credenziali quando ero console per un paese sudamericano. Mi disse: lei viene in nome di una dittatura, l'Italia è
una democrazia. Mi spiegò che la democrazia è come un piatto di fagioli: per cucinarli bisogna avere molta pazienza, disse, e io gli risposi ?stia attento che i suoi fagioli non restino senz'acqua, ministro'". Anche in questo caso tragicamente profetico, per così dire. Lei cosa avrebbe fatto, potendo, per salvare Moro? "Non avrei fatto niente. Era stato fascista in gioventù, come Fanfani del resto, ma poi era diventato troppo diverso da noi. Lei ha visto il film sul delitto Moro?" Quello di Bellocchio? "No, l'altro. Quello tratto dal
libro di Flamigni.
Ma le pare che si possa immaginare un agente dei servizi segreti che con un impermeabile bianco va a controllare sulla scena del delitto se è tutto andato secondo i piani?". Gli agenti dei servizi sono più prudenti? "Lei conosce Cossiga? Proprio una bravissima persona. E poi un uomo così colto, uno capace di conversare in tedesco. Un uomo puro, un animo limpido. Dopo la morte di mia moglie mi mandò un biglietto: "Ti sono vicino nel tuo primo Natale senza di lei", capisce che pensiero? Vorrebbe farmi una cortesia? Se lo incontra, vuole porgergli i miei ricordi, e i miei saluti?".



 

Black out e cliniche private

Lo sapete qual'è stata la maggior emergenza sanitaria durante il black out?
Il traffico di ambulanze da cliniche private senza gruppi di continuità
agli ospedali, che dimostra l'innegabile superiorità della sanità privata.
Pensate all'utilità sociale di tutti quei soldini risparmiati in inutili
gruppi di continuità, resi disponibili per il rilancio dell'economia.
ROTFL!!!!!!

Un saluto
Gianni

 

Taoemina, un autentico maniaco!

A chi potrebbe dare lavoro uno come Taormina?
A un gruppo di psichiatri evidentemente.
Oltreche' a tutta una serie di tribunali che dovrebbe frequentare come
imputato.
Non solo si presta ai giochi piu' sporchi della sua parte politica ma
vistosi scoperto rilascia dichiarazioni che poi smentisce (raccolte da tutta
la stampa) minacciando querele perche' sono state divulgate.
Pensavamo avesse toccato il fondo ma lui imperterrito continua a scavare.
Piergiorgio

 
Ministro Sirchia,

in una recente intervista televisiva Lei ha dichiarato di essere certo che, dopo la Sua ordinanza sui cani "pericolosi" i 70.000 morsicati ogni anno in Italia tireranno un sospiro di sollievo. Chi Le scrive è uno di quei 70.000 e, non per contrariarLa, ma nella Sua ordinanza non vedo alcun motivo di tirare non meglio motivati "sospiri", di sollievo o d'altro che siano. Perché sono ben altri i miei problemi, ben altre le mie preoccupazioni che non quel graffio procuratomi da un cane in una lontana sera di due anni fa. Per l'esattezza era il 5 dicembre 2001 e ricordo che al pronto soccorso alla domanda: "vuole fare la denuncia?" ho risposto con un netto no. Perché? Perché non si tenta di dare una carezza a un cane da guardia nell'esercizio delle sue funzioni, non le pare? A un cane, per di più, che aveva già mostrato esplicitamente di essere fermamente intenzionato a farlo per bene il suo mestiere. Insomma, perché il fatto è da imputarsi soltanto a una mia imprudenza, non certo a gratuita aggressività da parte del cane. E poi perché quest'ultimo, pur essendo di grossa taglia, ed essendo riuscito a serrare totalmente la mia mano nella sua bocca, pur avendo insomma la possibilità di dilaniarmela completamente, si è al contrario limitato a una leggera pressione dei denti, sufficiente a ferirmi, sì, ma solo in maniera superficiale, tanto che all'ospedale mi medicarono con una semplice fasciatura. Un morso puramente dimostrativo insomma, quanto basta a dirmi: insomma, vuoi o non vuoi prendermi sul serio? L'esatto contrario di una dimostrazione di aggressività. Mi piacerebbe che gli uomini avessero dimostrato nel corso della Storia una aggressività analoga: di sicuro sarebbe corso molto meno sangue.
Eppure io sono uno di quei 70.000 italiani che Lei chiama a sostegno della Sua iniziativa. Spiacente, ma io la Sua ordinanza non vedo alcun motivo di sostenerla. A meno che Lei non mi fornisca validi motivi per farlo. E con ciò giungiamo alla prima delle domande che voglio rivolgerLe.

1. Se il sig. Rossi dà un pugno al sig. Verdi l'opinione pubblica prima di condannarlo si domanda perché lo ha fatto. Forse il sig. Verdi stava tentando di rapinarlo, forse ha violentato sua figlia, forse lo ha gravemente offeso e provocato, forse lo ha invitato a votare Forza Italia... Insomma, ci si domanda se dietro l'accaduto non ci sia per caso una causa scatenante.
Se un cane morde il sig. Rossi o il sig. Verdi l'opinione pubblica invece non si pone domande: condanna totale del "cane feroce" e nessun sospetto sulle eventuali motivazioni che egli avrebbe potuto avere a suo credito. Forse il sig. Rossi o il sig. Verdi lo avevano bastonato o preso a calci, forse lo avevano spaventato con atteggiamenti aggressivi o avevano tenuto nei suoi riguardi comportamenti comunque impropri, tali da violare, magari anche involontariamente, il "galateo" canino (ogni etologo potrà spiegarle di cosa parlo), cosa che equivale in fondo a ciò che per un uomo è un insulto.
La domanda pertanto è: quanti dei 70.000 morsi che Lei chiama a giustificazione della Sua ordinanza sono con certezza attribuibili a gratuita aggressività da parte dei cani e quanti sono invece risposta a comportamenti aggressivi o semplicemente "errati" da parte umana?
Senza dubbio la Sua ordinanza è giustificata dalla netta prevalenza quantitativa della prima casistica sulla seconda e senza dubbio pertanto Lei è a conoscenza di entrambe. Io però non le conosco e vorrei dunque pregarLa di rendermele note. Quantitativamente, ripeto.

Ma questa domanda non è l'unica. Direi che ce ne sono almeno altre cinque. La prima delle quali è la seguente.

2. I cosiddetti pittbull come è noto sono stati creati artificialmente al premeditato scopo di ottenere una razza in cui fossero esaltate le caratteristiche di aggressività. Essi sono pertanto una creazione umana. Le domando dunque se non ritiene che i creatori di tale razza non siano da considerarsi socialmente pericolosi e pertanto meritevoli della Sua energica attenzione ancor più delle loro "creature". E le chiedo in caso affermativo quali provvedimenti ha in corso o in progetto al riguardo.

E qui è opportuna una piccola digressione. Nonostante siano, nelle intenzioni dei loro creatori, "programmati per aggredire", è noto da numerose testimonianze che molti pittbull sono "difettosi", cioé per nulla aggressivi, tanto che c'è chi può permettersi di tenere tranquillamente questi "scarti di lavorazione" insieme ai propri bambini. Il che dovrebbe farLa riflettere sul fatto che nonostante tutti gli sforzi umani i cani tendono a conservare quelle loro doti naturali che hanno fatto guadagnare loro l'appellativo di "migliore amico dell'uomo". Mentre, come ben sappiamo, non è mai valso il contrario.

Fine della digressione. E torniamo ora alle domande. La prossima delle quali richiede che si ritorni brevemente all'episodio sopra narrato. Ho detto che alla domanda se volessi o meno presentare denuncia ho risposto di no. Aggiungo ora che ho invece presentato circostanziata (e vana) denuncia in merito a un episodio avvenuto due giorni prima, per l'esattezza alle 8 del mattino del 3 dicembre 2001 quando uno di quegli "incensurati" cui lo Stato dà facoltà di aggirarsi armati per le campagne allo scopo di massacrare a fucilate ogni genere o quasi di animali selvatici, un cacciatore insomma, ha sparato sul giardino della mia casa colpendo la siepe che lo separa dal giardino confinante e mancando me e un'altra persona per soli due metri. Aggiungo che nel giardino accanto appena un'ora dopo giocavano tre bambine. E ora possiamo passare alla domanda:

3. Mentre da alcuni mesi ai cani risulta incredibilmente facile finire in prima pagina ci sono altri che proprio non ci riescono, nonostante ci si mettano davvero d'impegno, e sono appunto loro, i cacciatori. E i risultati del loro impegno certamente non Le sono sconosciuti: quasi 50 morti all'anno censiti nel 2002 dall'EURISPES, un numero di feriti almeno doppio, un'alta percentuale dei quali gravi. E fra essi perfino bambini. In questo mese di settembre, in sole 3 settimane di sparatorie, mi risulta che i morti sfiorino già la mezza dozzina. Eppure nulla sulle prime pagine dei giornali, solo cani che mordono, niente uomini che sparano. Mi pare che ciò non sia corretto, trovo giusto che anche ai cacciatori debba essere destinato un congruo spazio sugli organi d'informazione, non crede? Considerato soprattutto che lo meritano senza alcun dubbio. Vorrei pertanto chiederLe, ora che ha finito di occuparsi delle dentature dei cani, quali provvedimenti intende prendere, a ulteriore tutela della incolumità pubblica, relativamente allo svolazzare di piombo calibro 12 che infesta le campagne italiane. Non dubito che, nella Sua qualità di Ministro della Salute, metterà in ciò altrettanto zelo.

Filippo Schillaci - Promiseland Italia

 

Era nell'aria...

Ci hanno provato questa estate, a farcela digerire, ma non c'erano riusciti. Adesso sono stati più bravi, e così forse perchè è caduto un albero in Svizzera, mentre un fulmine schiantava in Francia e magari un cane faceva pipì su un traliccio è arrivato il buio con tutto quello che ne consegue, e persino Ciampi l'ologramma on ha esitato a sentenziare. "Servono più centrali!"
Già servono più centrali, servirà più petrolio, serve più energia. Dobbiamo inquinare sempre di più se vogliamo sollevare le tapparelle delle nostre finestre e persino se vogliamo *cliccare* sul bottoncino che apre il portone di casa.
Inutile osservare che il businesse delle energie pulite in Italia è rimasto solo e soltanto un business per qualche signore di qualche multinazionale, inutile parlare persino del catechismo sull'innocente utilizzo di gassificatori e carbone, il meglio ha ancora da venire.
Sono certa che si riprenderà a parlare dell'ultilità di passare al nucleare e l'ipotesi sarà suffragata dal solito... "Guardate al Giappone!"
Il disegno è chiaro e lampante e l'unico auspicio sarebe quello che la finissero una buona volta di prenderci per il culo.
Black-out improvviso nella notte, in seguito ad un fulmine in francia e ad un albero che cade in Svizzera...
A casa mia la corrente elettrica è mancata anche la notte tra venerdì e sabato, mi sono accorta per il dispositivo che più che essere utile da noia, quando appunto nel cuore della notte, spara nella stanza la luce al neon.
Saranno state solo prove tecniche di interruzione?
A me e al mio schifato cinismo è venuto persino da ridere, sentendo l'altoparlante dell'auto inviata dal sindaco ad invitare alla calma e alla disciplina, a chiamare la polizia municipale ... "Per qualunque evenienza".
La mancanza d'elettricità e d'acqua mi ha confermato quanto patetica sia la vita in questa era.
Per carità non è comodo andare al bagno se non puoi scaricare cinque litri d'acqua dentro il water, e nemmeno è comodo non poterne utilizzare un'altra ottantina per farti la doccia.
E la lavatrice? E l'aspirapolvere? E lo stereo? E la TV... O accidenti! E che dire del fatto che ieri notte non abbiamo approfittato per ricaricare la batteria del cellulare?
Quanto siamo patetici.
Anche l'ologramma Ciampi... Ha perduto un occasione.
Non si tratta di correre a fare affari, costruire centrali a biomasse che non funzioneranno mai, non abbassare i costi dei pannelli solari che fanno guadagnare poco nel tempo, e nemmeno di continuare ad importare carbone dai paesi dell'est per far funzionare la vecchia centrale di Portovesme o magari intrallazzare e maneggiare per buttarla giù e costruirne un'altra con il solito spreco tangentizio...
Si tratterebbe solo di un recupero di buon senso.
Mentre stiamo al bagno o mentre godiamo del rumore del rubinetto aperto, basterebbe pensare a chi l'acqua non la ha... E non è solo l'Africa, ma per esempio la Sardegna...
E quando non c'è la corrente, prima di mandare in giro le macchine a farci pensare ad uno stato di guerra, basterebbe pensare che per esempio in Iraq, la corrente non sempre c'è e solo perchè è uno stato al quale hanno fatto una guerra per assicurarsi il petrolio per avere corrente elettrica negli Staes.
Rita Pani ( APOLIDE )

9.27.2003

 

Datamedia

Ecco le vere risposte degli italiani alle domande di Datamedia:
1) Definisci la politica del governo di centro-destra
83% na' chiavica-
17% mi piace leccare il nano

2) Quale sentimento provi quando vedi Berlusconi?
50% mi viene voglia di ucciderlo seduta stante
33% gli voglio sputare in faccia, ma mi dovrei abbassare di molto
17% mi viene voglia di leccarlo

3) Dai una definizione morale su Berlusconi
30% è un ladro schifoso
21% è una merda vivente
18% è un lurido imbroglione
14% mortacci sua e de' su nonno in carriola
17% è buono da leccare tutto
CACCHIO

 

Ormai si bara a carte scoperte

Sono davvero senza parole.
Credo che stavolta si sia superato il limite dell'indecenza e della
delinquenza.
Io sono stato sempre incazzato per quello che sta combinando il governo,
ma ho sempre guardato a chi si preoccupava per la democrazia con un po'
di scetticismo.
Forse avevano visto meglio di me, perchè è sotto gli occhi di tutti
(quelli che vogliono guardare) che berlusconi è davvero disposto a
tutto.
David

 

Il governo dei miracoli negativi

L'Eurispes ha presentato l'analisi dell'economia italiana degli ultimi due
anni. Il quadro che ne è emerso non è esaltante: il reddito disponibile
reale delle famiglie nel 2002 ha subito una riduzione del 3,1 per cento,
come conseguenza della modesta crescita del Pil e della crescita dei prezzi
dei prodotti di consumo.
Inoltre la pressione fiscale è scesa, negli ultimi due anni, di non più
dello 0,8 per cento, con un ritmo di riduzione (-0,4 per cento) inferiore a
quello degli anni precedenti. (Red)
Aggiungo io, a cui si aggiunge un incrememento medio delle tasse locali di
quasi 4 punti a seguito dell'indecente politica di tagli attuati dal governo
e dal noto commercialista.

GA

9.26.2003

 

E' tardi...

Ricevo due mail, nelle quali mi si chiede:
" Ma che sta accadendo? Che fa taormina? "

Penso che Taormina non faccia nemmeno provincia!

In effetti prima di scrivere questo post, ho provato a documentarmi, ho provato a leggere ed ascoltare il TG 3.
Un abbozzo di idea mi si è formata. Penso di capire cosa accade.
L'ennesimo gruppo di nubi cariche di merda si aggirava su palazzo chigi, e siccome il nano aveva scordato l'ombrello, taormina che l'impermeabile lo ha di default, ha urlato... " Ti copro io, nano!!! "
Ecco, in sintesi metaforica, quello che è capitato, poi ovviamente da là è partito il solito balletto che si concude sempre con la solita chiosa: " Tutta colpa dei metodi comunisti!"
Già. Tutta colpa di noi comunisti che esistiamo solo e soltanto se di comodo uso per questi figuranti al governo. Ma non credo che sia grave.
Grave è la quasi assenza di una notiziola di qualche giorno fa dalla stampa (TG), cioè la gravissima scoperta che non sono mai esistiti i conti che teoricamente sarebbero serviti a pagare le fantomatiche tangenti. Penso fosse la prima avvisaglia, abilmente trascurata.

Oggi tra le varie mail ne ho trovato anche una di un compagno di Bologna che mi ha segnalato un link interessante http://digilander.libero.it/deiricchi/sociale/concentrazione_informazione.htm
Nella stessa mail c'era un interessantissimo incipit:
"L'assassinio del ricordo è una delle tecniche che diversificano l'informazione moderna dall'indottrinamento delle religioni antiche. Quest'ultime infatti basavano i propri insegnamenti nel far apprendere interi passi a memoria, nel far ripetere continuamente le letture o le frasi che dovevano fissarsi nella mente dell'adepto così da impostarne la struttura ideologica. Ora invece l'informazione si basa sullo spostare continuamente l'attenzione dello spettatore, in modo che questo non possa fermarsi a collegare i dati a sua disposizione e trarne così personali considerazioni."
Mi ritrovo in questo pensiero, è simile a quello che deduco io assistendo quotidianamente al tentativo di lobotomia portato avanti dalle televisioni (tutte) del nano bastardo e criminale.
Abbiamo i pitbull azzannanti, le calde estati che non finiscono mai, le piogge e le stagioni invernali troppo rigide, abbiamo i costanzi e i suoi siparietti, abbiamo le aristocratiche nozze di un coglione qualunque, abiamo il calcio e i suoi morti, gi arbitri e lo scandalo del dopping, abbiamo e abbiamo un sacco di cose con le quali confortarci, abbiamo le fabbriche dei sogni che si moltiplicano a livelli esponenziali, i grandi fratelli, i grandi nonni e persino i grandi vip abbandonati in una spiaggia tropicale che ha le rocce di cartapesta.
Non è storia nuova, in tempi passati abbiamo avuto anche la prima sola televisiva che fu lo sbarco sulla luna....
Insomma tutto passa tutto cambia ma resta perfidamente così uguale da fare spavento.
Ogni tanto qualcuno alza la testa, come Report, ma ormai è solo e soltanto uno che ha il coraggio di affermare per esempio che l'amerika è uno stato canaglia...
Insomma.... E' tardi e sono stanca. Confido nella vostra intelligenza. Si lo so, siamo pochi, ma almeno siamo.
Il resto di noi si limita a *sembrare*
Rita Pani (APOLIDE)
ps.
Ancora Grazie! ;-)

 

Bisogna dare una spallata e parlare al mondo democratico

Il premier italiano ghigna e invita a venire a morire in Italia. Invita anche a venire a scopare le segretarie, il lenone. Dice che ci sono meno comunisti, il tapino, ma ce ne sono meno ovunque nel mondo da decenni.
Il grande MODIGLIANI prima di morire sospira: "E' vero che ci sono meno comunisti ma ci sono più Berlusconi, questo è il problema." E non si si riferiva ai berlusconi che i cani cacano sui nostri
marciapiedi. E' ora che l'Europa e il mondo democratico prendano atto di quanto accade in Italia: la democrazia è in pericolo, l'informazione è dittatoriale, si cerca di imbavagliare i magistrati e si inventano
dossier falsi e calunnie terribili contro gli oppositori. L'esempio eclatante e scandaloso è il caso Telekom Serbia? Ai non plagiati dalle TV del piduista Berlusconi era abbastanza ovvio fin dall'inizio.
I cialtroni della "Casa della Libertà per i criminali" avevano organizzato la trappolona servendosi come fanno sempre (vedi caso Strazzèra) della feccia umana piduista e neofascista.
La merda della merda, che è poi l'ambiente naturale di gente come Berlusconi, Previti, Dellutri e sopratutto in questo caso di Taormina e Alfredo Vito.
Quest'ultimo delinquente reo confesso, tangentaro e mestatore di sterco, patteggiò i suoi anni di galera condendoli con la solenne promessa che non sarebbe mai più tornato in politica, anzi disse
"quelli come me non devono più fare politica". Un bastardo maiale, quindi naturale candidato di Forza Italia!
Però non è tornato per fare politica, è tornato per fare truffe e calunnie, ordire trappoloni e costruire falsi dossier, insieme al finto "gentiluomo" avvocato del pregiudicato Dellutri, Trantin Trantino.
Ma, come sostengo da sempre, i criminali sono anche stronzi: se fossero davvero intelligenti i soldi li avrebbero fatti rispettando le regole del gioco. Ecco quindi che anche nell'ordire trappole
commettono errori grossolani, come quando Trantin Trantino chiede in gennaio all'avv. Paoletti "Conosce Igor Marini?", ma il nostro scaricatore dei mercati generali di Brescia, il truffatore millantatore e falsario conte Aigor, appare nel "processo maccartista" solo mesi dopo e a gennaio AVREBBE DOVUTO ESSERE SCONOSCIUTO ALLA COMMISSIONE!!! Ma Trantin Trantino è incontinente (sarà l'età) e si lascia sfuggire il nome che gli organizzatori della trappola sanno da tempo ma che lui ufficialmene dovrebbe ignorare.
Poi Alfredo Vito vien beccato dalla Polizia in un bar insieme ad Antonio Volpe, truffatore, falsario, implicato con la peggior feccia dei servizi deviati, collegato all'avv. Taormina (che ha una faccia alla Previti, poveraccio!).... e "grande accusatore" di innocenti. Insomma il trapolone si sta chiuendo sul gruppo dei MAIALI CALUNNIATORI e speriamo che presto li si possa fotografare nel loro brago e metterli su manitesti 16 metri per 3 al posto dela faccia da culo della jena ridens. O magari è sempre quella la faccia da mettere?
Chiamare DESTRA una gang P2ista collusa con la mafia è offensivo per la Destra
ERNESTO

 

STRISCIA ROSSA

Pagine di storia italiana: «Ma allora - chiede il giornalista - perché tanta fretta di ascoltare Marini l’8 agosto? Per me - risponde Enzo Trantino - era un problema di coscienza. Tutti ricordiamo il caso Pisciotta (il complice del bandito Giuliano ucciso in carcere, ndr). Marini aveva detto che aveva da fare nomi importanti e noi siamo andati a sentirlo».

Ansa, 13 agosto, ore 9,52

9.25.2003

 

4 ottobre

4 ottobre a Roma contro il liberismo, la guerra e il razzismo in piazza per un'altra Europa
Manifestiamo il 4 ottobre anche contro l'occupazione dell'Iraq
Una guerra immorale e illegale ha sostituito in Iraq un embargo crudele che
durava da oltre un decennio, e che ha mietuto oltre un milione di vittime,
con una occupazione militare guidata dagli Stati Uniti.
Le condizioni di vita di milioni di iracheni, rei solo di essere nati nella
terra del petrolio, non sono cambiate, anzi peggiorano di giorno in giorno.
Alla già grave situazione umanitaria si è aggiunta una insostenibile carenza
di sicurezza. A quasi cinque mesi dalla dichiarazione di fine del conflitto
gran parte della popolazione è ancora senza lavoro, senza elettricità,
senz'acqua e si profila una grave crisi alimentare.
La sicurezza internazionale non è migliorata, anzi il terrorismo ne esce
rafforzato, potendo contare su un nuovo campo di battaglia, e la legalità
internazionale indebolita. L'Onu viene trattato come truppa di complemento,
mentre la teoria della guerra preventiva resta appesa come una spada di
Damocle sulla testa di tutti i popoli. Il pericolo delle armi di distruzione
di massa si è dimostrato null'altro che una montatura.
La promessa di democrazia si è rivelata per quello che era: uno specchietto
per le allodole e la restituzione di sovranità alla popolazione irachena è
sempre più rinviata, mentre si costruiscono basi militari destinate a
restare per controllare il petrolio mediorientale e attraverso questo
l'economia mondiale. L'autodeterminazione del popolo iracheno è una
variabile a cui nessuno bada.
In Iraq, sulla pelle di 20 milioni di persone, si gioca una partita da cui
dipende lo stesso futuro del pianeta, se esso debba essere ridotto a riserva
di un pugno di paesi industrializzati o essere luogo di convivenza di popoli
e culture.
Alcuni governi europei hanno saputo dire di no alla arroganza militare
statunitense, altri, come la Gran Bretagna e l'Italia, hanno inviato truppe
per invadere e poi occupare la Mesopotamia in dispregio della volontà degli
stessi popoli che dovrebbero rappresentare.
Non emerge però dai governi europei una volontà comune a contrastare il
nuovo impero e a perseguire una politica di giustizia in medio oriente.
L'Europa ha un debito storico verso il medio oriente.
Lo ha perché la Mesopotamia è stata la culla anche della nostra civiltà. Lo
ha perché l'islam ha salvato e tramandato la filosofia e la cultura
classica. Lo ha per averlo attraversato per secoli con le orde crociate. Lo
ha per averne tradito le aspirazioni nazionali, per averlo spezzettato,
colonizzato, e trattato come serbatoio di manodopera a basso costo.
L'Europa che noi vogliamo è un'Europa che saldi questo debito e che sappia
porsi, cominciando con il riconoscimento effettivo dei diritti di
autodeterminazione del popolo iracheno come di quello palestinese, come
soggetto per la costruzione di una nuova giustizia e legalità
internazionale.
Manifestiamo a Roma il 4 ottobre anche per dire no alla nuova colonizzazione
dell'Iraq e del medio oriente, perché le truppe statunitensi ed europee si
ritirino, perché sia dato immediato potere ad un governo iracheno, perché la
comunità internazionale sostenga una transizione pacifica risarcendo il
paese dai danni causati da 12 anni di embargo.


Per adesioni inviare una e-mail a: posta@unponteper.it

 

FORZA NANI

Berlusconi all'ONU si è scatenato, ha dato il "meglio" di se stesso.
I rappresentanti degli altri paesi hanno richiesto il bis affermando che dai
tempi di Ridolini non si era più visto un comico
di tale levatura, Bush (cogliendo l'affare) l'ha invitato alla Casa Bianca a
fare il menestrello di corte.
Paghi uno e prendi due, infatti oltre al menestrello il Nano farà, come al
solito, anche il buffone di corte.
Poi dicono che Bush manchi di intelligenza, malelingue!
Remigio

 

Venghino

Venghino siore e siori a comprare ed investire in Italia.
Come gia' fatto in Argentina.....
Inrociar le dita.
Demian®

 

… Forse conviene …

Avevo già sfiorato l’argomento, ed ora ci torno. Mi aveva fatto pensare la frase di costanzo; diceva che la RAI andava commissariata perché gestita da incapaci. Ci si poteva anche trovare d’accordo ma poi, chi avrebbe commissariato costanzo?
Martedì e Mercoledì ho avuto la disgustante possibilità di seguire un paio di minuti della sua trasmissione e…
In questo periodo nel quale tira un’aria così fetida, satura di fascismo e sfascio, il guru dell’informazione ha toccato davvero argomenti scottanti. Martedì una puntata incentrata su una fiction, con tanto di pubblico parlante che si arrovellava il cervello: “ Io somiglio alla protagonista… Io mi sento un mix tra le protagoniste…”
Mercoledì ho fatto appena in tempo a vedere quel cretino che fa rumori con un microfono e si spaccia per attore comico, data la sua inesistente rilevanza artistica, orgogliosamente non ne ricordo neppure il nome.
Sì, costanzo presidente della RAI ci starebbe bene, magari poi si potrebbe inviare vespa a dirigere Zelig che potrebbe essere trasmesso direttamente da Palazzo Chigi.
Tanto ormai la vita politica italiana è rappresentata sempre più come farsa, si finge che tutto sia da ridere e col sorriso in bocca ci troviamo senza più pane.
Tutto è un falso, persino la controinformazione diventa propaganda. Per controinformazione intendo ‘Striscia’. Il nano cantante con apicella al seguito si esibisce in costa smeralda, e le immagini ‘rubate’ hanno una regia. La sua.
L’immagine rassicurante di un nano idiota per nulla preoccupato della gravità del momento tesa a rassicurare i milioni di poveri disgraziati ai quali non è rimasto nulla se non la minaccia di Pezzotta.
Già. Si rischia lo sciopero per le pensioni, e a me pare di assistere all’ennesimo spettacolo mandato in replica l’ennesima volta.
Pensano davvero che un governo fascista si preoccupi di un po’ di folla per strada che grida slogan preformati e sempre uguali, con le bandiere della pace al seguito, i palloncini colorati, i sindaci con la fascia tricolore?
Io penso che non importerà a nessuno, le stime della polizia saranno al di sotto della realtà, le immagini televisive saranno quelle riprese due ore prima della manifestazione, e le tasche dei pensionati saranno prosciugate.
Costanzo farà una serata speciale, magari in prima serata, sui matrimoni eccellenti, sul tradimento di coppia o magari sulle problematiche sociali della lunghezza del pene.
Vespa la stessa sera inviterà apicella che con la sua chitarra sottolineerà i passaggi più significativi del dibattito sulla Ferrari o sulla gnocca e tutto scorrerà. Tanto non è sangue.
… Adeguarsi … Forse conviene. E’ questo quello che probabilmente passa per la testa di chi ha ancora o meglio, ancora potrebbe avere un po’ di potere, sia esso anche solo mediatico. Adeguarsi per non soccombere, perché diciamoci la verità Biagi e Santoro, hanno fatto scuola.
Ora è il turno dei giudici e della magistratura, ci sta pensando castelli, un affiliato ai secessionisti padani, guidati da quel grande cervello di bossi e dalle ampolle dell’acqua pura del Po che ogni anno viene versata ad arricchire la laguna veneta.
Dice il ministro secessionista (sì lo so, sembra un controsenso, ma in Italia può essere realtà) che se i giudici vogliono avere delle opinioni, devono cambiare mestiere…
Solo gli avvocati della mafia (Taormina) in Italia possono presiedere la commissione antimafia, (Taormina) ed avere delle opinioni.
… Adeguarsi … Il piduista nano, mafioso e affarista criminale, ieri colamndo la misura della vergogna d’Italia a Wall Street ha invitato gli USA a venire ad investire in Italia… Un posto sicuro…Dove non esistono più i comunisti, grazie a lui e ad uno dei suoi sondaggi taroccati.
Qua mi fermo. Perché mi hanno suggerito di non scrivere sul blog che il fetente merita una sola pallottola in mezzo agli occhi … Pare che non sia più il tempo di certe affermazioni.
Io però ho ancora l’ultimo flebile moto di orgoglio.
SONO COMUNISTA PURA. FINO AL MIDOLLO. R-ESISTO E MI DIBATTO. COMUNISTA FINO ALL?ULTIMO GIORNO DI QUESTA MISERA VITA.
Con un vantaggio in più rispetto a molti. Più nulla da perdere.
Rita Pani (APOLIDE)

9.24.2003

 

SREGOLATEZZE DEL 24 SETTEMBRE

Ricordate? Il 3 luglio del 2002, Claudio Scajola era costretto a dimettersi
da ministro dell'Interno per aver dato del "rompicoglioni" a Marco Biagi, il
consulente del governo senza scorta assassinato a Bologna dalla Br. E il
Cavaliere lo premiò facendolo coordinatore di Forza Italia. In autunno,
però, Scajola ebbe un altro premio, questa volta dal Dipartimento di
Pubblica Sicurezza: un lussuoso appartamento ai Parioli del valore di due
miliardi e cento milioni di lire - salone, camino angolare, quattro stanze
da letto, quattro bagni, una megacucina, due terrazzi, box e cantina - a
titolo ovviamente ovviamente gratuito (fonte Articolo 21). L'appartamento,
di cui Scajola gode tuttora, era stato sequestrato a un camorrista e
destinato "per finalità di ordine pubblico, in modo rigorosamente
transitorio, a favore di personalità istituzionali in relazione all'incarico
rivestito". Nel caso, non sembrano sussistere né la "transitorietà" della
destinazione, né la fattispecie dell'"incarico rivestito", a meno ovviamente
che non si voglia considerare Forza Italia una istituzione pubblica e
l'impudenza di fornire alle vittime di terroristi la patente di
"rompicoglioni" una funzione pubblica.

DON PANCRAZIO

 

INCREDIBILE ... SPARITI I COMUNISTI

L'Italia dei miracoli è riuscita a ridurre i comunisti dal 34% del 1994 al
16% attuali.

Il nostro clown, per un discreta minoranza, ormai, presidente del consiglio,
afferma tali numeri.

Il PCI non aveva mai raggiunto il 34% se non negli anni '60. Alle ultime
politiche, mi sembra, non abbia raggiunto il 5%.
Incredibile operazione di matematica: col maggioritario si passerebbe dal
34% all'85%.
Ricorda molto la diminuzione degli sbarchi di clandestini del 247%.

Tutto questo per dire che in Italia si deve investire. Facciamo 2 calcoli:
Il 50% degli italiani non ha votato Berlusconi. Il 16% è comunista. E il
restante 34%? Boh.
Ma allora che chi non vota B. è comunista è una cazzata! E lo ammette anche
lui, finalmente!
Resta il mistero di questo 11% sparito, cazzo, se avesse votato...
C'è qualcuno bravo in matematica che mi spiega come si passa dal 34 all'85?
E' qualcosa come il 250% di 34. Mica male!

Quindi non rompete le palle voi e i comunisti, sennò contraddicete il vostro
PdC.

2 note finali.

1) altra motivazione per investire in Italia, le belle segretarie da
assumere. Ogni commento è superfluo, sull'ennesima figura di merda che
genera tale frase. C'è qualche elettrice che mi comunica quanto puttana si
sente di fronte ad un imprenditore straniero?

2) State seguendo il simpatico siparietto sulla capitale? Ne ho contate 7
diverse. Abbiamo davvero una bella "maggioranza".

PS. Aspetto di capire come
mai su TS, incredibilmente, non ci siano tangenti e come mai la TV si sia
dimenticata di dire che siamo quasi sotto sanzioni UE...

GA

 

Investite ora in Italia...

perchè oggi ci sono meno comunisti.
Certo che negli States circola della "roba" tagliata male.
Coiser

 

STRISCIA ROSSA

1924, 1° giugno. Mussolini invia il seguente dispaccio, scritto di suo pugno, al prefetto di Torino: «Mi si riferisce che noto Gobetti sia stato recentemente Parigi e che oggi sia Sicilia stop. Prego informarmi e vigilare per rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore governo e fascismo».

Firmato: l’amico di Berlusconi.

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