11.05.2003
Tre giorni in Sardegna
Ho passato tre giorni in Sardegna. Fortuna che c’è ancora il mare. Sì perché da quel che ho visto, e sentito, non è che sia rimasto più molto. Ammetto d’aver evitato la lettura dei giornali, e tranne qualche sporadica sbirciata alle news in TV, rigorosamente senza audio, ho provato a disintossicarmi un po’. Ma poi si sa, è inevitabile rientrare nel mondo reale, dove non c’è più il mare mosso dalla risacca, l’odore dello iodio e del ginepro, ma solo il rumore delle cose già dette, e la puzza del mondo. Sempre uguale.
Se qua sento in treno osannare Totti e Capello, giù ho colto l’eco dei canti di gloria per Zola e Ventura. Il calcio. La figa. E stasera… si va tutti a farsi una pizza!
Io guardavo fuori dal finestrino del treno che andava a gasolio verso l’altra stazione ed ho notato che persino gli eucalipti del rimboschimento erano gialli, e secchi. Sulla terra brulla svettavano montagne di letame che attendevano d’esser cosparse, per alimentare un terreno ripulito dalle macerie dell’ultimo fuoco stagionale.
Ho visto che i camini delle fabbriche non fumano più.
Dall’aereo poi, il marrone sembra sempre più marrone, il beige della sabbia pare segnare ancora di più il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto. La desolazione si imprime negli occhi di chi guarda con l’anima che alla fine a quella terra apparterrà per sempre. Solo il mare resta immutato. Sta là, azzurro come pochi sanno essere azzurri, in attesa d’esser sfruttato la prossima estate.
Zola, Ventura, Cellino. La figa. E … Stasera si va tutti a farsi una pizza!
Ma per fortuna che c’è Soru.
Avevo il sospetto, ma pensavo che ancora si potesse pensare, anche in Sardegna.
Non so molto di lui e delle sue intenzioni, se non quello che ho letto delle sue dichiarazioni e quello che ho sentito per strada, a tavola, su un treno o nelle mie due ore di attesa in aeroporto.
Ma questo che so e che ho sentito, mi ha dato un brivido di memoria recente.
Soru ama la Sardegna. Soru ama il territorio e quindi se lo compra. Soru la Sardegna ai sardi. Soru ha i soldi. Soru lascia Tiscali e si da alle bio-tecnologie. Come fanno in Svezia. Soru non è un politico e licenzierà i dipendenti che non lavorano. Taglierà i rami secchi. Soru ha costruito la nuova sede di Tiscali col granito sardo.
E io allora ho chiesto se non ricordasse qualcuno. Ma in Sardegna si giura che non è la stessa cosa. Io non ci credo, ma non avrò difficoltà un domani a dire di essermi sbagliata.
Rita Pani (APOLIDE)
Se qua sento in treno osannare Totti e Capello, giù ho colto l’eco dei canti di gloria per Zola e Ventura. Il calcio. La figa. E stasera… si va tutti a farsi una pizza!
Io guardavo fuori dal finestrino del treno che andava a gasolio verso l’altra stazione ed ho notato che persino gli eucalipti del rimboschimento erano gialli, e secchi. Sulla terra brulla svettavano montagne di letame che attendevano d’esser cosparse, per alimentare un terreno ripulito dalle macerie dell’ultimo fuoco stagionale.
Ho visto che i camini delle fabbriche non fumano più.
Dall’aereo poi, il marrone sembra sempre più marrone, il beige della sabbia pare segnare ancora di più il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto. La desolazione si imprime negli occhi di chi guarda con l’anima che alla fine a quella terra apparterrà per sempre. Solo il mare resta immutato. Sta là, azzurro come pochi sanno essere azzurri, in attesa d’esser sfruttato la prossima estate.
Zola, Ventura, Cellino. La figa. E … Stasera si va tutti a farsi una pizza!
Ma per fortuna che c’è Soru.
Avevo il sospetto, ma pensavo che ancora si potesse pensare, anche in Sardegna.
Non so molto di lui e delle sue intenzioni, se non quello che ho letto delle sue dichiarazioni e quello che ho sentito per strada, a tavola, su un treno o nelle mie due ore di attesa in aeroporto.
Ma questo che so e che ho sentito, mi ha dato un brivido di memoria recente.
Soru ama la Sardegna. Soru ama il territorio e quindi se lo compra. Soru la Sardegna ai sardi. Soru ha i soldi. Soru lascia Tiscali e si da alle bio-tecnologie. Come fanno in Svezia. Soru non è un politico e licenzierà i dipendenti che non lavorano. Taglierà i rami secchi. Soru ha costruito la nuova sede di Tiscali col granito sardo.
E io allora ho chiesto se non ricordasse qualcuno. Ma in Sardegna si giura che non è la stessa cosa. Io non ci credo, ma non avrò difficoltà un domani a dire di essermi sbagliata.
Rita Pani (APOLIDE)

