11.06.2003

 

Sregolatezze del 05/11/2003

Ma è mai possibile che, per vincere il congresso radicale, quel gran leader carismatico che è Marco Pannella abbia minacciato nientemeno di portarsi via la cassa, se fosse stato eletto segretario il candidato alternativo al "suo"
Capezzone? Di fatto, il guru di Torre Argentina aveva solo detto: "Se perdo, tenetevela l'associazione Radicali italiani, ma non vi aiuto". Cicciomessere ha inteso - e lo ha detto al microfono - che Pannella evocava la possibilità di andarsene con la titolarità della Lista radicale, del finanziamento pubblico e di Radio radicale. Un bel malloppo, non c'è che dire. E ora si
viene a sapere che la presidenza pannelliana del congresso avrebbe attentamente badato a non mettere ai voti dell'assemblea una mozione (firmata Dupuis) che chiedeva di far confluire in una Fondazione tutto il patrimonio dei radicali. Si sa: Pannella è contro l'"illegalità" della situazione politica e istituzionale italiana, ma non ha mai detto una sola
parola sul partito-azienda o sul "conflitto di interessi" fra pubblico e privato. E se c'è una cosa che non gli si può proprio rimproverare è la mancanza di coerenza.

DON PANCRAZIO

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