11.07.2003

 

IMMIGRATI

Siringhe caricate a sonnifero, sparate con lanciarazzi; raggi
paralizzanti ad alta temperatura; schiuma autoadesiva al peperoncino;
missili filoguidati che gettano reti di gomma. Sono solo alcune delle
proposte tecniche allo studio degli esperti militari di esercito,
marina, aviazione, artiglieria e giornali vari per bloccare in alto
mare gli emigranti che cercano di raggiungere le coste del Belpaese.
Questo naturalmente nel quadro di un'integrazione civile e democratica,
dei diritti umani ecc. ecc. All'ultimo funerale di annegati infatti
sono andati tutti i politici e si sono commossi per quasi tre ore di
fronte a tredici salme, le uniche tornate a galla.
Il Senatore Adornato, ex comunista, ex socialista, ex liberale, ex
adornista e finalmente funzionario di Berlusconi, sottolinea la
necessita' dell'assoluta coerenza con le proprie radici culturali. Il
Gran sacerdote del dio Po richiama il papa alla necessita' di difendere
la cristianita' minacciata. Il ministro degli Esteri De Michelis
denuncia le irregolarita' amministrative degli emigranti. Il signor
Leoluca Bagarella esprime preoccupazione per il pericolo costituito
dall'importazione in Italia di organizzazioni criminali straniere.
L'unico a non aver bevuto di prima mattina, Dino Frisullo, ha detto
l'unica cosa sensata che c'era da dire: piantiamola con tutto 'sto
clandestino, con tutte 'ste guardie e 'sti scafisti; in fondo di che si
tratta? di venire in Italia? e che male c'e'? "Ma insomma, perche' lo
stato non mette un traghetto regolare per questa gente, cosi' non hanno
piu' bisogno di crepare annegati per diventare italiani?". Li aveva
quasi convinti, perche' lui e' uno che sa parlare. Alla fine pero' un
onorevole riscuotendosi improvvisamente gli ha puntato contro un dito:
"Un momento. Ma lei e' morto! Non ha diritto di parola!".
"Effettivamente si'", ha ammesso Dino. E tutto e' ricominciato come
prima - guardie, scafisti, politici commossi e negri annegati.
RICCARDO ORIOLES

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