10.14.2003

 

SREGOLATEZZE DEL 14 OTTOBRE

Quando era sposato, mammina «ogni mattina, fuori dalla porta
dell'appartamento coniugale, mi faceva trovare formaggi e altre vivande non
tutte gradite a mia moglie». Perciò il matrimonio di Francesco D'Onofrio -
prima avvocato civilista, poi demitiano, quindi andreottiano, in seguito
cossighiano, dopo ancora udierrino-udeurrino-cduino-et-similia, oggi
udiccino di tessera e berlusconiano di cuore - andò a rotoli, avviandolo ad
una vita da scapolo. Oggi è lui, il mammone, a portare a letto la prima
colazione alla mammina: «La accompagno a dormire la sera. Purtroppo, a 92
anni, è diventata smemorata. neanche ricorda che sono senatore. Quando mi
vede uscire chiede: "Che fai al Senato? Sei impiegato? "». L'amorevole
figlio non ha il coraggio di rispondere all'adorata genitrice. Non vuole
compiacerla, con un "si", in forza di un insopprimibile orgoglio, né vuole
deluderla, con un "no, sono Senatore" che le testimonierebbe il tragico
declino di quella che fu un'alta istituzione. Perciò elude la domanda,
abbassa la testa, indossa le mezzemaniche di cotonella nera, prende la sua
cartelletta e se ne va, aprendo e chiudendo con delicatezza la porta.

DON PANCRAZIO

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