10.10.2003
Che cosa significa lo slogan “No alle scorie”.
“No alle scorie” è la sintesi della strategia che i sardi, i comitati, le associazioni, le organizzazioni politiche di base ribadiscono di fronte all’imbarbarimento della dipendenza e della civile convivenza nell’Italia del centro-destra e del pagliaccio-sciacallo di Arcore.
Il caso, l’ultimo, del potenziamento delle strutture della base militare americana a La Maddalena è l’ulteriore “sciacallata” che questo governo (come i precedenti, del resto) fa al popolo sardo. Ma, il popolo sardo, quello civile e quello incazzato, è in grado di trovare la forza, la determinazione e, quantomeno, la volontà di porsi in prima linea contro il servilismo che sembra aver irrimediabilmente contaminato la casta politica di questa nostra terra?
“No alle scorie” deve assumere per noi il significato di una lotta di lunga durata contro lo stato italiano e contro la strategia di guerra che esso ha assunto.
La strategia di guerra dello Stato Italiano individua due direttrici:
la prima è funzionale e servilmente fedele all’alleato americano ed in particolare all’amministrazione Bush.
la seconda direttrice sviluppa il proprio potenziale aggressivo all’interno dello Stato e, in particolare, delle sue zone deboli (politicamente ed economicamente), quali la Sardegna.
Nella prima categoria possiamo senz’altro annoverare il raddoppio della base Usa di La Maddalena che, insieme alla spaventosa mappatura delle altre basi americane in Sardegna, ne fanno una dipendenza armata della politica americana. Di seguito l’elenco delle basi americane in Sardegna:
La Maddalena-Santo Stefano (Sassari): Base atomica USA, Base di sommergibili, Squadra navale di supporto alla portaerei americana 'Simon Lake'.
Monte Limbara: Base missilistica USA.
Sinis di Cabras: Centro elaborazioni dati (NSA).
Isola di Tavolata: Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della US Navy.
Torre Grande di Oristano: Base radar NSA.
Monte Arci (OR): Stazione di telecomunicazioni USA con copertura NATO.
Capo Frasca (OR): eliporto ed impianto radar USA.
Santulussurgiu (OR): Stazione telecomunicazioni USAF con copertura Nato.
Perdas de Fogu (NU): base missilistica sperimentale.
Capo Teulada (CA): da Capo Teulada (CA) a Capo Frasca (OR): all'incirca 100 km di costa, 7.200 ettari di terreno e piu' di 70.000 ettari di zone Off Limits: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato. Decimomannu (CA): aeroporto Usa con copertura Nato.
Aeroporto di Elmas: Base aerea dell'US-Air-Force.
Salto di Quirra (CA): poligoni missilistici.
Capo San Loremo (CA): zona di addestramento per la Sesta flotta USA.
Monte Urpino (CA): Depositi munizioni USA e NATO.
Cagliari: Base navale USA.
Nella prima categoria possiamo sicuramente inserire, anche perché adiacente, la strategia turistica di Barrack in Costa Smeralda, una parte di territorio che unito alla Costa Turchese del pagliaccio–sciacallo, raggiungono una vastità (privata) superiore a molti piccoli stati. Un piccolo Stato-bordello in cui avventurieri, trafficanti di tutti i generi, affaristi incontrano principi, magnati, governanti e pezzi di merda di tutti i tipi per concludere “affari”, stabilire strategie in quei quarantacinque giorni all’ anno che vanno dall’inizio di luglio fino a metà di agosto). (Quantificheremo la vastità di tali proprietà?)
Nella seconda direttrice, la politica imperialistica italiana annovera la vendita dell’enorme patrimonio pubblico (per fare cassa) che in Sardegna è stato quantificato in oltre cento pagine di beni, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 2001.
La vendita dei beni pubblici viene concepita, dallo Stato e dal suo gruppo dirigente, esclusivamente come politica di rapina. Ma anche l’intero sistema delle Concessioni adottato dalla Regione Autonoma della Sardegna, estorce al nostro popolo e alla terra che lo ospita, non solo la propria incontaminata ricchezza ma realizza, attraverso l’estorsione, il vero progetto, quello che disturba i “manovratori”: cerca di estorcere l’identità, la storia, i sentimenti e la ragione stessa delle nostre donne e dei nostri uomini.
A tutto questo, i sardi “incazzati” e anche quelli “civili” devono dire
BASTA!!!!
E’ NECESSARIO APRIRE IMMEDIATAMENTE IL DIBATTITO SULL’AMPLIAMENTO DELLA BASE USA DE La Maddalena
E’ NECESSARIO RICONVOCARE IL COMITATO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI PER APPRONTARE INIZIATIVE CONCRETE CONTRO IL GOVERNO E L’AMMINISTRAZIONE AMERICANA PER LO SCEMPIO IRREPARABILE CHE STANNO COMMETTENDO A La Maddalena
E’ NECESSARIO CONVOCARE IMMEDIATAMENTE TUTTI I COMITATI, LE ORGANIZZAZIONI POLITICHE E CULTURALI DI BASE PER MANIFESTARE IL NOSTRO TOTALE DISSENSO CONTRO LA DISGRAZIATA POLITICA DI GUERRA CHE BERLUSCONI E LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA VANNO PERPETRANDO CONTRO IL NOSTRO POPOLO E CONTRO IL FUTURO DI QUESTA TERRA SARDA
I COMITATI CONTRO IL CARBONE, QUELLI CONTRO LO SFRUTTAMENTO MINERARIO, QUELLI CONTRO LE DISCARICHE ABUSIVE E TOSSICHE DEVONO ALLERTARSI IMMEDIATAMENTE CONTRO QUESTA NUOVA CALAMITÀ (QUESTA VOLTA AMERICANA) CHE STA PER ABBATTERSI SULLA SARDEGNA.
CHI È INTERESSATO RISPONDA FACENDO PROPOSTE OPERATIVE PARTENDO PER ESEMPIO DALLA POSSIBILITÀ DI FARE UNA NUOVA MANIFESTAZIONE A LA MADDALENA.
Anghel-u Marras
Comunista sardu
Sassari 8 ottobre 2003
Il caso, l’ultimo, del potenziamento delle strutture della base militare americana a La Maddalena è l’ulteriore “sciacallata” che questo governo (come i precedenti, del resto) fa al popolo sardo. Ma, il popolo sardo, quello civile e quello incazzato, è in grado di trovare la forza, la determinazione e, quantomeno, la volontà di porsi in prima linea contro il servilismo che sembra aver irrimediabilmente contaminato la casta politica di questa nostra terra?
“No alle scorie” deve assumere per noi il significato di una lotta di lunga durata contro lo stato italiano e contro la strategia di guerra che esso ha assunto.
La strategia di guerra dello Stato Italiano individua due direttrici:
la prima è funzionale e servilmente fedele all’alleato americano ed in particolare all’amministrazione Bush.
la seconda direttrice sviluppa il proprio potenziale aggressivo all’interno dello Stato e, in particolare, delle sue zone deboli (politicamente ed economicamente), quali la Sardegna.
Nella prima categoria possiamo senz’altro annoverare il raddoppio della base Usa di La Maddalena che, insieme alla spaventosa mappatura delle altre basi americane in Sardegna, ne fanno una dipendenza armata della politica americana. Di seguito l’elenco delle basi americane in Sardegna:
La Maddalena-Santo Stefano (Sassari): Base atomica USA, Base di sommergibili, Squadra navale di supporto alla portaerei americana 'Simon Lake'.
Monte Limbara: Base missilistica USA.
Sinis di Cabras: Centro elaborazioni dati (NSA).
Isola di Tavolata: Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della US Navy.
Torre Grande di Oristano: Base radar NSA.
Monte Arci (OR): Stazione di telecomunicazioni USA con copertura NATO.
Capo Frasca (OR): eliporto ed impianto radar USA.
Santulussurgiu (OR): Stazione telecomunicazioni USAF con copertura Nato.
Perdas de Fogu (NU): base missilistica sperimentale.
Capo Teulada (CA): da Capo Teulada (CA) a Capo Frasca (OR): all'incirca 100 km di costa, 7.200 ettari di terreno e piu' di 70.000 ettari di zone Off Limits: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato. Decimomannu (CA): aeroporto Usa con copertura Nato.
Aeroporto di Elmas: Base aerea dell'US-Air-Force.
Salto di Quirra (CA): poligoni missilistici.
Capo San Loremo (CA): zona di addestramento per la Sesta flotta USA.
Monte Urpino (CA): Depositi munizioni USA e NATO.
Cagliari: Base navale USA.
Nella prima categoria possiamo sicuramente inserire, anche perché adiacente, la strategia turistica di Barrack in Costa Smeralda, una parte di territorio che unito alla Costa Turchese del pagliaccio–sciacallo, raggiungono una vastità (privata) superiore a molti piccoli stati. Un piccolo Stato-bordello in cui avventurieri, trafficanti di tutti i generi, affaristi incontrano principi, magnati, governanti e pezzi di merda di tutti i tipi per concludere “affari”, stabilire strategie in quei quarantacinque giorni all’ anno che vanno dall’inizio di luglio fino a metà di agosto). (Quantificheremo la vastità di tali proprietà?)
Nella seconda direttrice, la politica imperialistica italiana annovera la vendita dell’enorme patrimonio pubblico (per fare cassa) che in Sardegna è stato quantificato in oltre cento pagine di beni, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 2001.
La vendita dei beni pubblici viene concepita, dallo Stato e dal suo gruppo dirigente, esclusivamente come politica di rapina. Ma anche l’intero sistema delle Concessioni adottato dalla Regione Autonoma della Sardegna, estorce al nostro popolo e alla terra che lo ospita, non solo la propria incontaminata ricchezza ma realizza, attraverso l’estorsione, il vero progetto, quello che disturba i “manovratori”: cerca di estorcere l’identità, la storia, i sentimenti e la ragione stessa delle nostre donne e dei nostri uomini.
A tutto questo, i sardi “incazzati” e anche quelli “civili” devono dire
BASTA!!!!
E’ NECESSARIO APRIRE IMMEDIATAMENTE IL DIBATTITO SULL’AMPLIAMENTO DELLA BASE USA DE La Maddalena
E’ NECESSARIO RICONVOCARE IL COMITATO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI PER APPRONTARE INIZIATIVE CONCRETE CONTRO IL GOVERNO E L’AMMINISTRAZIONE AMERICANA PER LO SCEMPIO IRREPARABILE CHE STANNO COMMETTENDO A La Maddalena
E’ NECESSARIO CONVOCARE IMMEDIATAMENTE TUTTI I COMITATI, LE ORGANIZZAZIONI POLITICHE E CULTURALI DI BASE PER MANIFESTARE IL NOSTRO TOTALE DISSENSO CONTRO LA DISGRAZIATA POLITICA DI GUERRA CHE BERLUSCONI E LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA VANNO PERPETRANDO CONTRO IL NOSTRO POPOLO E CONTRO IL FUTURO DI QUESTA TERRA SARDA
I COMITATI CONTRO IL CARBONE, QUELLI CONTRO LO SFRUTTAMENTO MINERARIO, QUELLI CONTRO LE DISCARICHE ABUSIVE E TOSSICHE DEVONO ALLERTARSI IMMEDIATAMENTE CONTRO QUESTA NUOVA CALAMITÀ (QUESTA VOLTA AMERICANA) CHE STA PER ABBATTERSI SULLA SARDEGNA.
CHI È INTERESSATO RISPONDA FACENDO PROPOSTE OPERATIVE PARTENDO PER ESEMPIO DALLA POSSIBILITÀ DI FARE UNA NUOVA MANIFESTAZIONE A LA MADDALENA.
Anghel-u Marras
Comunista sardu
Sassari 8 ottobre 2003


