9.06.2003
Democrazia delegata & Genocidi
Gli italiani hanno contribuito al genocidio in Kosovo nella misura di
quanti all'epoca erano totalmente indifferenti ad attuare misure
efficaci a prevenire il genocidio del popolo kosovaro. Cioè il 99%
della popolazione italiana.
Ma tra quell'1% non ci sta sicuramente chi oggi grida allo scandalo e
addita responsabilità al Governo di allora ignorando i fatti.
Il Governo italiano di allora così come tutti i paesi europei, così
come il governo di Clinton, hanno agito per evitare altri genocidi
dopo quelli in Bosnia e Croazia. Ma non ci sono riusciti. Tra questi
tentativi c'era anche quello di rivitalizzare l'economia dell'area
incentivando, per quanto in loro potere, investimenti privati in
Serbia. Per la prima volta si è capito che le dittature sanguinarie
come quella di Milosevic vanno contrastate costringendo le ditatture
ad aprirsi al mercato internazionale aprendo la possibilità di
rafforzare legami commerciali e culturali con l'esterno; nella
speranza che sorga una classe e una cultura imprenditoriale capace di
svincolarsi dalla dittatura
Le dittature personali si basano infatti sulla propaganda e sul
controllo assoluto dell'economia. Non si può condannare l'embargo a
Cuba e Iraq e contemporaneamente gli aiuti all'economia del popolo
serbo schiacciato da una dittatura feroce.
Affamare e condannare alle malattie e agli stenti una popolazione già
vittima di una dittatura attraverso l'embargo internazionale non è il
modo più efficace per abbattere i regimi militari. Anzi. Si crea
ostilità verso l'estero e si soffia sul fuoco della propaganda
interna e del sentimento nazionalista. Se quei tentativi non fossero
stati fatti a quest'ora Milosevic non sarebbe ancora stato consegnato
al Tribunale internazionale e la Serbia sarebbe ancora un campo di
battaglia, centro di un'area di instabilità con una popolazione
ostile all'Europa. Non sarebbe bastata la vittoria militare per
pacificare e avviare il disarmo l'area dei Balcani.
Nel caso di Telekom Serbia è evidente il tentativo di costringere
Milosevic di vendere a gruppi esteri (tra cui la società privata
italiana Stet) il controllo del sistema di comunicazioni interne
fondamentali per controllare e spiare la popolazione.
Per schedare, intrappolare, affamare e sterminare 2 milioni di
persone non c'era certo bisogno delle somme derivanti dalle vendite a
società estere. Bastava poco danaro dato a poche migliaia di macellai
psicopatici criminali che di cui si era circondato Milosevic.
Piuttosto non si capisce con tutto il carico di manager, imprenditori
e spie che si sono fiondati a fare affari in Serbia nessuno che abbia
segnalato ai rispettivi governi che era in fase operativa da anni il
piano per eliminare 2 milioni di kosovari dalla faccia della terra.
Perché non si è riusciti a intervenire in tempo salvando la vita a
decine di migliaia di kosovari?
Rimane il dubbio di come l'Europa non si sia stata capace di evitare
una guerra in cui si sono state concentrate per un mese l'equivalente
della metà della forza esplosiva utilizzata in tutta la seconda
guerra mondiale.
La guerra conveniva forse a troppi: per il business della
ricostruzione, per il mercato delle armi e dei profughi, e tutto ciò
che di illecito prospera nell'anarchia di un dopoguerra ecc.
Bisogna quindi capire come la comunità internazionale possa prevenire
queste tragedie senza fare il favore a chi, come sempre accade,
spinge per ad entrare nella spirale delle guerre per trarne profitto.
Chi era indifferente all'epoca e totalmente disinformato farebbe bene
a tacere, riflettere e non spargere insinuazioni e dubbi sui uno dei
pochi governi onesti che abbiamo mai avuto con Prodi Presidente e
Ciampi Ministro.
E sarebbe anche il caso di denunciare l'immoralità di chi fa bassa
speculazione politica su una tragedia costata all'ex Jugoslavia
centinaia di migliaia di morti e milioni di tragedie individuali.
Dimmoniu Arrubiu (Lista Comunisti Cagliari)
quanti all'epoca erano totalmente indifferenti ad attuare misure
efficaci a prevenire il genocidio del popolo kosovaro. Cioè il 99%
della popolazione italiana.
Ma tra quell'1% non ci sta sicuramente chi oggi grida allo scandalo e
addita responsabilità al Governo di allora ignorando i fatti.
Il Governo italiano di allora così come tutti i paesi europei, così
come il governo di Clinton, hanno agito per evitare altri genocidi
dopo quelli in Bosnia e Croazia. Ma non ci sono riusciti. Tra questi
tentativi c'era anche quello di rivitalizzare l'economia dell'area
incentivando, per quanto in loro potere, investimenti privati in
Serbia. Per la prima volta si è capito che le dittature sanguinarie
come quella di Milosevic vanno contrastate costringendo le ditatture
ad aprirsi al mercato internazionale aprendo la possibilità di
rafforzare legami commerciali e culturali con l'esterno; nella
speranza che sorga una classe e una cultura imprenditoriale capace di
svincolarsi dalla dittatura
Le dittature personali si basano infatti sulla propaganda e sul
controllo assoluto dell'economia. Non si può condannare l'embargo a
Cuba e Iraq e contemporaneamente gli aiuti all'economia del popolo
serbo schiacciato da una dittatura feroce.
Affamare e condannare alle malattie e agli stenti una popolazione già
vittima di una dittatura attraverso l'embargo internazionale non è il
modo più efficace per abbattere i regimi militari. Anzi. Si crea
ostilità verso l'estero e si soffia sul fuoco della propaganda
interna e del sentimento nazionalista. Se quei tentativi non fossero
stati fatti a quest'ora Milosevic non sarebbe ancora stato consegnato
al Tribunale internazionale e la Serbia sarebbe ancora un campo di
battaglia, centro di un'area di instabilità con una popolazione
ostile all'Europa. Non sarebbe bastata la vittoria militare per
pacificare e avviare il disarmo l'area dei Balcani.
Nel caso di Telekom Serbia è evidente il tentativo di costringere
Milosevic di vendere a gruppi esteri (tra cui la società privata
italiana Stet) il controllo del sistema di comunicazioni interne
fondamentali per controllare e spiare la popolazione.
Per schedare, intrappolare, affamare e sterminare 2 milioni di
persone non c'era certo bisogno delle somme derivanti dalle vendite a
società estere. Bastava poco danaro dato a poche migliaia di macellai
psicopatici criminali che di cui si era circondato Milosevic.
Piuttosto non si capisce con tutto il carico di manager, imprenditori
e spie che si sono fiondati a fare affari in Serbia nessuno che abbia
segnalato ai rispettivi governi che era in fase operativa da anni il
piano per eliminare 2 milioni di kosovari dalla faccia della terra.
Perché non si è riusciti a intervenire in tempo salvando la vita a
decine di migliaia di kosovari?
Rimane il dubbio di come l'Europa non si sia stata capace di evitare
una guerra in cui si sono state concentrate per un mese l'equivalente
della metà della forza esplosiva utilizzata in tutta la seconda
guerra mondiale.
La guerra conveniva forse a troppi: per il business della
ricostruzione, per il mercato delle armi e dei profughi, e tutto ciò
che di illecito prospera nell'anarchia di un dopoguerra ecc.
Bisogna quindi capire come la comunità internazionale possa prevenire
queste tragedie senza fare il favore a chi, come sempre accade,
spinge per ad entrare nella spirale delle guerre per trarne profitto.
Chi era indifferente all'epoca e totalmente disinformato farebbe bene
a tacere, riflettere e non spargere insinuazioni e dubbi sui uno dei
pochi governi onesti che abbiamo mai avuto con Prodi Presidente e
Ciampi Ministro.
E sarebbe anche il caso di denunciare l'immoralità di chi fa bassa
speculazione politica su una tragedia costata all'ex Jugoslavia
centinaia di migliaia di morti e milioni di tragedie individuali.
Dimmoniu Arrubiu (Lista Comunisti Cagliari)

